di  -  venerdì 19 novembre 2010

È dura difendere la libertà di espressione avendo chiare tutte le sue possibili conseguenze. Se n’è reso conto anche Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia, come risulta da una videointervista rilasciata al popolare giornalista americano Charlie Rose.

Si è spinto fino a dire che “se avessi informazioni importanti l’ultima cosa che ci farei sarebbe mandarle a Wikileaks”, il che, come ricorda Techcrunch, fa il paio con quanto Wales dichiarò circa Wikileaks a proposito della recente pubblicazione di documenti riservati dell’esercito statunitense, contenenti scomode rivelazioni sul conflitto iracheno.

Quel che è più interessante è che Wales preferirebbe inviare informazioni scottanti a testate giornalistiche qualificate e responsabili, come per esempio il New York Times.

L’osservazione di Wales è interessante e non campata in aria. Non intendo tuttavia giudicare in questa sede la moralità del comportamento di Wikileaks: vorrei piuttosto sottolineare alcuni punti salienti di una tensione che in queste pagine abbiamo spesso sollevato (nella rubrica semisegreta il Tarlo), che la questione di oggi richiama prepotentemente.

Mi spiego: fin dall’alba dei social media, schiere di visionari hanno costruito una filosofia – dai marcati risvolti populisti – poggiata essenzialmente su due pilastri.

1) l’intelligenza della massa nella produzione e selezione di informazioni e notizie come opposta al gatekeeping culturale del giornalismo tradizionale;

2) l’assoluta e incondizionata libertà di espressione (una versione ammodernata e amplificata della “dichiarazione d’indipendenza” di Barlow).

Mentre la gran parte dei social network ha preso una deriva commerciale – preferendo di lucrare sull’abolizione de facto della privacy o sulla trasformazione di tanti entusiasti blogger in content farm a costo zero, riducendo i principi ispiratori 2.0 a vuoti simulacri utili solo a legittimare intenzioni di profitto – tanto Wikipedia quanto Wikileaks hanno in un certo senso spinto questi principi alle estreme conseguenze al di fuori degli schemi del lucro.

Wikipedia lo ha fatto creando un modello che lascia all’intelligenza collettiva la verifica dell’attendibilità e dell’accuratezza delle informazioni inserite, in questo abolendo di fatto la preminenza dell’esperto sull’appassionato. Con una volontaria, convinta e sistematica violazione della segretezza, Wikileaks ha invece portato la libertà d’espressione ad un punto tale da scatenare dubbi anche nei più convinti sostenitori delle libertà digitali.

In effetti quel che più mi sorprende della dichiarazione di Wales non sono i comprensibili “mixed feelings” circa Wikileaks ma piuttosto il ruolo che il fondatore di Wikipedia attribuisce al giornalismo professionale nella gestione di informazioni delicate. Una funzione, quella giornalistica, che la sua organizzazione e più in generale il movimento 2.0 che l’ha eletta a simbolo, si avviano a seppellire nel tripudio dei più.

25 Commenti »

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  • # 1
    Alessandro
     scrive: 

    Io credo che la liberta’ assoluta di parola sia una ideologia populista assolutamente autodistruttiva, perche’ porta a situazioni in cui una singola persona puo’ fare incredibili danni sulla collettivita’ (ed esempi, nella storia, se ne contano a decine). Certo non e’ facile stabilire chi e con quali meccanismi debba occuparsi di applicare questo filtro, certamente mutabile con il tempo e la societa’, ma non si puo’ permettere che un individuo, gridando alla vittoria della liberta’ di espressione, pubblichi materiale segreto che mette a repentaglio la vita di altre persone, o di uno stato intero.
    In altri casi, al contrario, vengono portati alla luce fatti che sono stati tenuti illecitamente nascosti per difendere i soliti potenti.
    Bisognerebbe assegnare alla liberta’ di espressione un posto nella scala di importanza dei principi, e non presumere che ne sia sempre e comunque al di sopra. Poi si puo’ certo discutere su quale posizione assegnarle, e di volta in volta stabilire se ‘vinca’ o ‘perda’ contro altri principi (come la sicurezza dei soldati).

    In un certo senso e’ come un segnale: si filtrano le frequenze pericolose cercando di mantenere il segnale piu’ inalterato possibile :-)

  • # 2
    Vergogna
     scrive: 

    «La base della democrazia è la libertà di parola e anche se penso di sapere cosa volete, vi chiedo di dirmelo voi stessi. Insieme, decideremo quello che vogliamo, e per ottenerlo dobbiamo agire nel modo giusto. Non c’è motivo di scoraggiarsi»

    premio nobel Aung San Suu Kyi

  • # 3
    mede
     scrive: 

    non sono d’accordo sull’affermazione circa wikipedia, non trovo corretto dire che è la vittoria dell’appassionato sull’esperto, dunque dell’ignorante su chi ha una preparazione concreta, niente vieta a chi è in possesso della conoscenza ad apportare il contributo e normalmente viene accettato. succede normalmente l’esperto invece di dare un contributo si limita a criticare il lavoro degli altri dicendo che non va bene, questo si provoca un problema perchè la pagina rimane di livello basso… ma per come è impostata wikipedia secondo me è già un miracolo per le informazioni che ha adesso, semmai manca l’apporto di esperti, non è il trionfo della cultura di massa apportata a pezzettini.

    sono poi d’accordo sul discorso che “l’intelligenza di massa” va capita e inquadrata, perchè è chiaro che se metti 100 scimmie davanti ad una macchina da scrivere non scriveranno mai un capolavoro. lo so che è un discorso controverso e forse antidemcratico, ma purtroppo io la vedo così. non si può fare affidamento SOLO al voto della maggioranza. ma wikipedia non mi pare sia così ci sono dei revisori che controllano alla fine, dunque semmai manca la mano d’opera degli esperti che controllino, è vero che chiunque può modificare ma è anche vero che viene corretto e semmai bannato chi sbaglia. wikipedia è stata secondo me estremizzata nell’idea che la gente si è fatta. e comunque l’apporto di massa è un elemento essenziale per la vastità di informazioni, alcune enciclopedie sono molto più precise e dettagliate ma ovviamente si sviluppano solo su una percentuale minima delle voci che ha wikipedia.

    difficile il caso di wikileaks, posso solo dire però, che mette in evidenza quanto sia controversa l’informazione controllata e del giornalismo pilotato, e quanto sia controversa la guerra. non il contrario. se invece si pensa che la guerra sia un bene o una cosa necessaria, allora bisogna chiedere di mettersi i tappi alle orecchie per non sapere cosa succede, altrimenti l’opinione pubblica diventa contraria.

  • # 4
    j
     scrive: 

    Wikipedia lo ha fatto creando un modello che lascia all’intelligenza collettiva la verifica dell’attendibilità e dell’accuratezza delle informazioni inserite, in questo abolendo di fatto la preminenza dell’esperto sull’appassionato.

    con il risultato che su moltissimi argomenti wikipedia contiene imprecisioni o veri e propri errori, è soggetta all’ umore popolare o peggio a vero e proprio revisionismo (come, senza andare molto lontano, dimostrano le varie voci a tema “criticism of linux” sistematicamente editate, infine rimosse – e no, il contenuto prima dell’ eliminazione non era fazioso, si trattava di aspetti negativi a livello concettuale, e di modello di sviluppo, di diffusione che chiunque -o meglio, chiunque abbia una conoscenza di sistemi operativi a un livello generale e non sia limitato, o votato, alla monocultura unix- conosce )
    e rimane quindi sostanzialmente inattendibile nel complesso e non valevole come fonte per ricerche e tesi (almeno dove frequento) nella cui bibliografia si esigono fonti verificabili, e soprattutto oggettive

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ mede
    Non capisco come si concilino le due parti del tuo discorso. Dici che 100 scimmie non fanno uno Shakespeare ma poi accetti un sistema che non fa una differenza fra un PhD in astrofisica e un abbonato a focus? In particolare è vero che nessuno vieta a uno scienziato di contribuire, il problema è che nessuno poi vieta a uno che di mestiere frigge patatine di editare il contributo dello scienziato…

  • # 6
    j
     scrive: 

    ma wikipedia non mi pare sia così ci sono dei revisori che controllano alla fine

    ma allora: chi garantisce l’ operato dei revisori anche di fonte a verità indigeste e scomode per una parte del pubblico?
    come garantire la qualità dei contenuti se i revisori stessi sono spesso e volentieri meno esperti della materia che devono supervisionare, rispetto a chi va a scrivere effettivamente il contenuto (quindi da una parte possono non riuscire a distinguerne uno apparentemente corretto ma in realtà inaccurato o di parte da uno davvero corretto e obiettivo) ma al tempo stesso hanno maggior potere di questi (e possono quindi in teoria privilegiare utenti ignoranti e magari faziosi ma magari più attivi a discapito dei veri esperti)

    dunque semmai manca la mano d’opera degli esperti che controllino,

    che non è un problema da poco
    ora, chiunque con un minimo di esperienza sa che wikipedia è una fonte, e che il suo contenuto è potenzialmente inattendibile, quindi va verificato su altre fonti
    ma chi non parte con questo presupposto (pensiamo a un ragazzino) rischia di prenderlo per vero senza verificarlo, con il rischio in casi estremi di formarsi una visione distorta delle cose
    ad esempio, nel caso di cui sopra, non leggendo nulla degli aspetti negativi di linux (che comunque che piaccia o meno fanno parte del quadro) penserà che sia il kernel perfetto (cosa che non è)

    è vero che chiunque può modificare ma è anche vero che viene corretto e semmai bannato chi sbaglia.

    in teoria. in pratica, chi garantisce che venga bannato chi davvero sbaglia e non chi vorrebbe postare contenuti attendibili (ma magari si rende inviso risentendosi -giustamente- del fatto che vengano rigettati o editati contrariamente a materiale di minor qualità, e per questo penalizzato dai revisori che alla fine sono sempre persone con le loro emozioni)?

  • # 7
    Magilvia
     scrive: 

    [quote=j]con il risultato che su moltissimi argomenti wikipedia contiene imprecisioni o veri e propri errori, è [/quote]
    Ma smettiamola di parlare per sentito dire, sopratutto quando si vuole intervenire in un discorso così delicato ed importante come la libertà di parola, facendo pure finta di sapere quello che si dice. Sono anni che sfido tutti quelli che si lamentano di un’incredibile quantità di errori su wikipedia a dimostrarlo con dei link e nessuno c’è mai riuscito. Ti invito a farlo.

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ magilva
    Il caso che ho più fresco nella memoria è quello di Shoya Tomizawa. Fino a poche settimane fa le circostanze della morte erano quelle indicate dalla Dorna, con tanto di moderatore che affermava “è morto in ospedale e basta”. Per fortuna la pressione di alcuni utenti ha portato ad una correzione con aggiunta delle indagini della procura di Rimini. Tuttavia ad oggi, subito prima del paragrafo che dà conto delle controversie, si trova scritto, nel modo indicativo: “poi, il pilota è deceduto alle 14:19 a seguito delle lesioni riportate”

    Chi è responsabile dell’idea sbagliata che si sono fatti – e che magari si fanno ancora leggendo superficialmente un testo tuttora contraddittorio – quelli che hanno letto la pagina prima dell’edit? Un giornale perlomeno quando dice una castroneria da qualche parte infila una rettifica. In un giornale solitamente c’è un proofreader che chiarisce la parti contraddittorie. In Wikipedia – per chi non consulta la cronologia, ovvero il 99% degli individui suppongo – si rischia che il bianco diventi nero per poi tornare bianco in modo del tutto inavvertito. Nella formazione dei testi non c’è una parola fine messa da una persona che se ne prende la responsabilità davanti al pubblico intero – e non solo quelli che si prendono la briga di leggere la cronologia degli edit – ma un continuo mutamento che spesso dà l’idea che la media di due opinioni sbagliate faccia un’opinione giusta…

  • # 9
    Magilvia
     scrive: 

    Scusami Alessio, ma questo caso dimostra proprio la superiorità di un sistema come wikipedia rispetto all’editoria tradizionale: in questo caso infatti è vero che corri il rischio di farti un’idea sbagliata ma hai una buona possibilità di vedere la pagina quando l’informazione è corretta, oppure di scoprire l’errore tornando sulla pagina o guardando altre fonti. Nel caso invece dell’editoria tradizionale quando c’è un potere forte che impedisce la pubblicazione di una certa notizia tu e io non avremo MAI la possibilità di capirlo, nè di sapere la verità. Mi sembra evidente dove sta il male minore, ovvero il bene maggiore.
    PS: Il tuo esempio comunque non si può dire affatto che dimostri la frase: “su moltissimi argomenti wikipedia contiene imprecisioni o veri e propri errori”, in quanto è un solo errore e inoltre c’è in atto un movimento di correzione continuo.

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ magilva
    La vediamo molto diversamente… Wikipedia si presenta come un’enciclopedia e perciò si presta al medesimo tipo di consultazione. Solo che la dinamicità dei contenuti di Wikipedia non è palese a chi la visita senza necessariamente conoscerne i meccanismi. In altre parole quel processo di “correzione continua” è opaco ai più.

    Dal momento in cui google ti presenta una pagina di wikipedia nella prima pagine dei risultati praticamente per tutto lo scibile umano, fa sì che quella pagina somigli più alla definizione per l’appunto enciclopedica di un argomento che a un processo di continua ricerca, ricco di errori e imprecisioni e con un sistema di validazione più simile al moto browniano che ai canoni di un editore.

    Con questo non voglio dire che Wikipedia non rappresenti qualcosa di straordinario, né che gli assetti tradizionali siano migliori di default. Il mio problema con Wikipedia è che, alla velocità con cui sta cambiando il mondo ai tempi dell’online, di fatto sta mandando fuori mercato le vere enciclopedie, sta ristrutturando il nostro approccio alla conoscenza, sta rimpiazzando un metodo consolidato e perfezionato nei secoli con un sistema a sua volta estremamente vulnerabile alla manipolazione ma che è ancora ben lungi dal dimostrare di funzionare.

    Un esempio? Esistono società di online reputation management che hanno in Wikipedia uno strumento essenziale per la manipolazione dell’opinione…

    Un altro esempio: l’unico modo per fermare scientology è stato bloccare i loro IP dall’editing. Alla fine qualcuno che s’è preso la responsabilità di mettere un paletto fra la “verità” e la “menzogna”, la correzione e la consapevole manipolazione c’è stato. Il che basta per confutare l’ingenua applicazione della teoria della mano invisibile al problema della conoscenza che è alla base di Wikipedia.

    Dopodiché il discorso potrebbe proseguire a lungo ma già siamo ampiamente OT…

  • # 11
    Nat
     scrive: 

    La liberta’ di espressione o la concedi in toto o non la concedi, perche’ purtroppo nessuno e’ super partes al punto da garantire che non usera’ mai il suo potere per censurare solo cio’ che e’ oggettivamente falso e dichiarare solo cio’ che e’ vero. Basta guardare tg, giornali, in mano a professionisti dell’informazione, laureati, iscritti ad un albo, in teoria portatori di un codice di condotta… cosa sono in grado di fare a livello di manipolazione e censura dell’informazione?!
    Alla fine si risolve ascoltando piu’ parti e verificando a quali voci una delle parti non sa dare risposta.
    Se poi nelle persone manca la volonta’ di prendere con il beneficio del dubbio le notizie che sente o legge e la volonta’ di verificarle, allora non c’e’ sistema che le tuteli dall’essere manipolate ed usate per gli scopi di qualcun’altro.

    Io penso che il ruolo del giornalista serio non sia morto, ma bisogna guadagnarselo, farsi una fama, perche’ l’informazione pura non e’ l’unico compito del giornalista: c’e’ anke un lavoro nel mettere insieme i frammenti, nel rendere comprensibili argomenti ostici ai +; chi queste cose le sa fare e le fa sempre con rigore non credo abbia da temere, finira’ sempre con l’essere un valido punto di riferimento per chi vuole approfondire.

  • # 12
    n0v0
     scrive: 

    per J:

    a me sembra che dimentichi un paio di particolari.

    1. Wikipedia è GRATIS
    2. nessuno ti obbliga ad usarla
    3. indipendente dai primi due, un po’ di sale in zucca ci vuole.

    Proprio sull’ ultimo punto, l’ ipotetico navigatore di cui parli e che non ha esperienza e crede che Wikipedia sia «l’ assoluto», mi spiace per lui ma dopo aver preso un paio di colpi in testa imparerà che la vita è dura.

    In sostanza: non vi pare che ci stiamo sempre più orientando verso una disgustosa forma di “pappa pronta”, in cui tutto è (anzi, deve) esere servito precotto, acritico, perfetto, illibato, profumato?

    Il mio è un ragionamento generale. Internet è una fonte di informazioni infinita e la cernita va fatta nella nostra testa. Perché col semplificare e rendere le cose sempre più “a prova di idioti” si corre il grave rischio di diventare idioti a nostra volta.

    Quindi ben vengano gli errori su Wikipedia. Segno che c’ gente che pensa e sbaglia.

    p.s. nel parlare di Wikipedia spero vi riferiate a quella in inglese, unica seria..

  • # 13
    Goffredo
     scrive: 

    L’aspetto più peculiare di wikipedia è che il processo di modifica delle voci è trasparente (lo storico viene conservato).

    “j” ha riportato come le varie voci relative a “criticism of linux”, vengano modificate e rimodificate; non dubito che sia vero ma il punto importante è che wikipedia ti consente di saperlo e magari vedendo le varie modifiche ci si può fare una visione più completa, così come leggendosi le pagine di “discussione”.
    Forse wikipedia non sarà la più “autorevole”, ma è senz’altro la più trasparente. Il che secondo me non è secondario. Anzi per alcune voci è forse primario.

    E comunque per tutto quello che si legge su internet vale sempre la regola di cercare una doppia se non una tripla conferma da fonti diverse.

  • # 14
    Vergogna
     scrive: 

    concordo sulla trasparenza, nella pagina inglese dei gipsies ci fu una battaglia a colpi di new sui presunti comportamenti razzisti dei governi europei.
    il consiglio europeo ritenne la schedatura dei bambini rom un diritto di uno stato sovrano, infatti il censimento è legale in tutti i paesi civili.
    il blocco di news fu editato in fretta e furia, “recentismo, scarsa attinenza con il tenore enciclopedico di wikipedia”
    insomma il revisore che tiene il potere sulla pagina preso alle strette da una sequenza di dichiarazioni non favorevoli alla causa zingara ha preferito annullare tutto, pari e patta.
    poche persone si sono accorte di questa sfida, ma è durata circa 2 mesetti, per vincere bisogna avere costanza.. e rimanere aggiornati, leggere i documenti ufficiali.

  • # 15
    rsv4
     scrive: 

    @magilva
    di pagine piene di errori e inesattezze se ne trovano fin che ne vuoi, guardiamo la pagina di Ubuntu per esempio:

    Scegliendo applicazioni libere dai repository ufficiali è impossibile trovare applicazioni malware, dato che l’eventuale codice nocivo verrebbe notato e subito eliminato.
    Ubuntu è basato sul kernel Linux e ciò lo rende molto stabile, soprattutto rispetto alla famiglia dei sistemi operativi Microsoft Windows. Non soffre, ad esempio, di problemi di frammentazione del file system.

    ahahahha, che boiate…
    per non parlare di temi a rischio di flames, in cui fan boy dell’una e l’altra parte scrivono solo quello che gli fa comodo a loro.
    wikipedia è solo una raccolta amatoriale di appunti buona solo per avere qualche nozione alla mano, prendiamola per quel che è senza cercare di darle un prestigio che non ha.

  • # 16
    mede
     scrive: 

    vabbè ma che c’entra? scrivere un capolavoro non c’entra nulla con una voce di un’enciclopedia. se bene educate a spulciare fonti e a copiare 100 scimmie possono scrivere una voce dell’enciclopedia corretta, soprattutto se poi viene effettivamente controllata da un esperto che sistema il lavoro… un po’ di elasticità suvvia.

    mi riaccordavo alla polemica che era stata sollevata da Augias sul fatto che la massa non può scegliere cosa è cultura e cosa no, criticando di fatto la cultura attuale del web. purtroppo credo che Augias sia incredibilmente ignorante a riguardo (come dimostra l’incredibile sfilza di errori nella sua recensione di un libro su google nel Venerdì di questa settimana) e non capisca assolutamente niente di cosa sia e come funziona la rete, ma abbia ragione a fare questo discorso rispetto alla letteratura o alla cultura in generale. Il nozionismo è un po’ diverso a mio avviso. come per la musica, una cosa è la classica, una cosa sono i generi moderni, una cosa è lo studio dello strumento una cosa è suonare lo strumento una cosa è fare l’accordatore o il liutaio

  • # 17
    mede
     scrive: 

    e comunque in generale è un’estremizzazione dire che chi frigge patatine si mette a scrivere una voce di fisica di wikipedia, certo è possibile ma è quantomeno improbabile e comunque la voce viene controllata. diciamo che è molto più probabile che venga scritta da qualcuno che sa almeno da dove incominciare, e se è scritta da un incompetente quello competente può sempre migliorarla e difficilmente la comunità (se il lavoro è fatto bene) non se ne accorgerà preferendo la versione fatta male. è un’estremizzazione che non funziona, se fosse vero le pagine andrebbero sempre peggiorando, a me non pare che sia così, quelle che vanno avanti migliorano, altre rimangono di basso livello, ma solo perchè appunto manca l’apporto competente. sembra che wikipedia sia pura anarchia ma mica è vero, a me risulta che funzioni in tutt’altro modo e quel modo funzionicchia, non è perfetto ma permette al sistema di migliorare e non di peggiorare col tempo.

  • # 18
    mede
     scrive: 

    bisogna ammettere onestamente che quello che frigge le patatine molto più probabilmente scriverà la pagina sulla frittura della patata, argomento di sua competenza, e se fa un buon lavoro esso sopravviverà alle revisioni e agli altri apporti, altrimenti sarà solo un apporto momentaneo poi sviluppato in altro modo che sarà valutato migliore dalla comunità PIù i revisori.
    si sprecano le pagine cancellate perchè facevano schifo. gli apporti che ho dato io sono stati per la maggior parte affogati da miglioramenti dei quali poi non ho saputo far di meglio, come se il mio cercare di migliorare la voce avesse spinto chi l’aveva creata o ci aveva lavorato a migliorarla ancora partendo dal mio apporto minimo.
    a me in generale non mi verrebbe mai in mente di scrivere di una cosa di cui non capisco nulla, perchè la gente dovrebbe farlo? solo qualche troll lo fa ma questo è un problema generalizzato della rete, solo che la rete ha gli anticorpi per i troll, mentre la televisione e la carta stampata per esempio no, anzi attualmente li sta alimentando a suon di quattrini. come la mettiamo?

  • # 19
    Flare
     scrive: 

    Di esempi di errori e inesattezze su Wikipedia ce ne sono a bizzeffe e non è neanche tanto raro che restino lì per molti mesi o un mezzo anno, come questo clamoroso nella pagina di Venere (neanche una voce particolarmente di nicchia):
    http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Venere_(astronomia)&diff=prev&oldid=25192888
    A giudicare dalla cronologia, la pagina era seguita da alcuni utenti (o almeno durante quei mesi un certo Pracchia-78 si vede più volte editare) e qualcuno è presente anche nella pagina di discussione a pompare il proprio ego, ma nessuno degli “espertoni” (evidentemente incompetenti) si accorge di un errore del genere… per mesi. Infatti non era in un punto “nascosto”, ma proprio all’inizio della voce! Questo errore è rimasto lì per cinque mesi e chissà quanti nel frattempo l’hanno preso per buono.
    Ne ho visti parecchi di questo tipo, ma la cosa che mi delude di più di Wikipedia è l’arroganza di certi che se la tirano e si incazzano, convinti di sapere tutto loro, giudicano la laurea altrui, quando in realtà hanno problemi anche con l’ABC dell’argomento, si arrampicano sugli specchi, fanno partire le famose edit war e insomma pensando più al proprio ego che all’enciclopedia.

  • # 20
    mede
     scrive: 

    @j
    non si può mettere in discussione l’operato dei revisori, altrimenti dovremmo chiederci chi garantisce per l’operato dei contributi nelle enciclopedie classiche e come vengono controllate. bisogna trovare un punto d’accordo, se uno decide di fornire il suo tempo si presuppone che ci creda e mediamente ha un minimo di fiducia, ma se poi le cose non funzionano viene fuori e viene allontanato anche se momentaneamente crea un problema e un danno. se si mette in discussione così ogni cosa non si finisce mai, è chiaro che se sono in mano a degli incompetenti le cose finiscono male, ma questo in generale, il mondo non pu essere pieno di psicopatici che vanno in giro a far danno e discussioni inutili, tanto che la comunità normale non riesca a tenere botta, è una cosa che mi rifiuto di credere, anche se ovviamente fanno un po’ di caciara, ma generalmente, nei grossi numeri non è così, se vai nelle pagine in cui si menano chiaramente trovi situazioni assurde, ma parliamo dell’1% delle voci a voler sparare alto.

    poi se uno usa wikipedia senza sapere come sia strutturata e come funziona, chiaramente può esserci un problema perchè non è certo un’enciclopedia completa e le lacune sono evidenti, io la considero una cosa leggermente diversa da una enciclopedia vera.

    non capisco perchè dici che wikipedia è una fonte, io non la userei mai come fonte, io so che è invece una ‘raccolta di fonti’, le voci ne sono piene e se non c’è una fonte per una informazione viene normalmente segnalato in rosso. semmai è il contrario appunto, per i contenuti viene richiesta una fonte attendibile, in mancanza della quale la pagina non viene considerata tale.

    che poi la gente la scambi per un’altra cosa è un problema diverso. un problema oggettivo perchè non è facile capire o credere che tutto sia vero, ma non è un problema solo di wikipedia diciamo che tutta la rete se non hai il sale in zucca è un’insieme di cavolate, se non altro in wiki c’è una minima probabilità che qualcuno le abbia filtrate.

    sono comunque d’accordo che non gli si deve dare un prestigio o porla al di sopra di qualcosa, ma almeno accettarla per quello che è, gli esperimenti di questo tipo sono tanti ma nessuno è mai decollato così di queste cose partecipative, da questo punto di vista è un successo, ovviamente ci sono parecchi problemi comprese le discussioni dei fanboy, ecc. ecc. ma partendo dal dato che si arricchisce sempre di più e in generale tende a migliorare anzichè continuare a peggiorare sempre, il sistema funzionicchia, che poi sia ben lontana da essere un’enciclopedia completa e attendibile siamo tutti d’accordo.

  • # 21
    mede
     scrive: 

    @ flare

    a parte che non capisco proprio la prospettiva di chi critica il prossimo per l’impegno che mette, io se vedo una cosa che non va mi rimbocco le maniche e cerco di farla funzionare ed è di questo che ha bisogno wikipedia, sembra che tutti stiano a guardare e si aspettano di avere il risultato migliore come se gli fosse dovuto, ecco il qual’è il problema della percezione di wikipedia.
    poi mi pare assurdo credere che se uno corregge un errore di punteggiatura è uno scemo perchè non s’è accorto che era sbagliato il periodo di rotazione, se uno modifica una cosa mica accetta tutto il resto. bho io non comprendo, chiaro che ci saranno persone di tutti i tipi, ma criticare senza dare apporti mi sembra assolutamente inutile. è una posizione che non condivido.

    tanto per fare un esempio un paio d’anni fa microsoft presentò una enciclopedia che (garantivano loro) le voci sarebbero state curate da esperti, niente partecipazione. dov’è? ritrovatela voglio vedere a che punto sono, se ci sono riusciti wikipedia è semplicemente un lavoro inutile, se non ci sono riusciti allora evidentemente wikipedia è molto meglio. ma ovviamente solo in prospettiva, se mi chiedete cosa penso dei contenuti di wikipedia la mia risposta è genericamente negativa, ma se mi chiedete cosa penso dell’esperimento wikipedia, bhe per me ha dell’eccezionale.

  • # 22
    Flare
     scrive: 

    @ mede: io invece non capisco il tuo discorso, Da dove tiri fuori che è la posizione di chi critica senza dare apporti? Tu sai cosa cosa ho fatto io? No. E allora di che parli? [citazione necessaria] ;)
    Senza offesa, ma mi sembra che ragioni in modo pregiudizievole. O ho capito male? È che non mi pare che tu stia parlando in generale, visto che ti rivolgi a me e ti riferisci a quel che ho scritto. Perché altrimenti in generale sono d’accordo che non serve a niente a fare i soliti italiani lamentoni passivi e che bisogna dare il proprio contributo, tant’è che, guarda un po’, è esattamente la mia posizione di sempre :)

    In ogni caso, per me l’idea di Wikipedia era bellissima, ci credevo, ci ho sgobbato qualche anno e poi ho capito che le utopie sono belle, ma devono sempre fare i conti con la realtà della gente che ci mette le mani. È la stessa delusione e amarezza che provo nel vedere com’è Internet ora e come sta diventando: una fogna. O comunque mi sta deprimendo. Social qui social là… Poi guardi le sezioni chiuse del forum di Hardware Upgrade o i commenti nei video su Youtube dove spesso volano gli insulti. Molto sociali e socievoli. Qualche volta ho visto una certa presunzione anche qua, contro Eleonora Presani, sugli argomenti in cui è laureata (e AD è un buon ambiente!). Qualche atteggiamento sbagliato, un momento, può capitare a chiunque, però accidenti… altro che momenti, io vedo il rispetto sempre più dimenticato. Bel Web 2.0 (e non è colpa del web, che anzi sta rispecchiando un certo degrado diffuso: la gente è sempre quella). Lo strumento è fantastico, ma chi lo usa un po’ meno… Non so se mi spiego.
    Poi, francamente, tizi che più altro correggono le virgole, si danno l’aria da pozzo di scienza e, tutti pieni di sé, cercano di farti passare per imbecille, quando in realtà inciampano perfino sull’ABC e magari cominciano perfino “vandalizzare” perché non si schiodano dal loro PoV, per me possono andarsene anche in quel posto. C’è chi ha solo parte di questi atteggiamenti e chi di più… Poi gente che corregge cose corrette e si incazza se le sistemi, gente che capisce quel che vuole capire… Ne ho viste troppe, veramente. La sapete quella della bandiera italiana dai colori verde, grigio e rosso? No? Andate su Commons e leggetevi la discussione. Prendete i pop-corn e buon divertimento.

    Ad ogni modo Wikipedia non è tutta sta bellezza (non il mezzo, ma l’uso e chi la usa), gli errori ci sono e talvolta restano mesi (e copia-e-incollati ovunque), per non parlare delle note faziosità e delle arcinote edit wars. A qualcuno possono anche cascare le braccia alla fine.

  • # 23
    Magilvia
     scrive: 

    Ok, quindi in tre giorni mi sono stati citati 3 link che contengono errori o inesettazze (pescandoli anche tra quelli già corretti ?!?).
    Siamo a 3 su 750000. Vi sembra di avermi dimostrato che “su moltissimi argomenti…” oppure che “ce ne sono a bizzeffe…” ?
    Siamo ancora molto lontani, mi sembra. E sappiamo tutti che il wiki italiano è più indietro, a causa della diffusione inferiore della lingua.
    @Alessio Di Domizio: mi sembra ancora abbastanza prevenuto quel tuo uso di affermazioni quali “ricco di errori e imprecisioni” (non dimostrato), “estremamente vulnerabile ” (giusto, ma meno del vecchio sistema), “ben lungi dal dimostrare di funzionare” (cosa intendi per funzionare ? ha reso l’accesso a una grandissima parte della cultura umana a tutti in tempi brevissimi e ovunque ci sia l’accesso a internet. Cosa che non si è mai vista prima. Questo per me è funzionare ed è accettabile un piccolo margine di errore). Credo dovresti ammorbidire un po’ il giudizio.

  • # 24
    andrea
     scrive: 

    peccato che quanto rivelato da Wikileaks su Berlusconi non sia stato per noi italiani una grande novità…
    Andrea

  • # 25
    P-78
     scrive: 

    @Flare, magari prima di parlare, se ti documentassi un pochino ci faresti assai migliore figura. Questa qui nel link è la mia collaborazione dalla quale si evince che -guarda un po’- è proprio un anonimo IP che ha totalizzato i maggiori contributi sulla voce “Venere”! Che combinazione, eh?

    http://vs.aka-online.de/cgi-bin/wppagehiststat.pl?lang=it.wikipedia&page=Venere+%28astronomia%29

    Una volta si parlava e scriveva con cognizione di causa, senza sparare nel mucchio e fare nomi e trinciari giudizi a vanvera. Se tu -e solo tu- sei scontento di Wikipedia e sei refrattario alle regole e allo spirito che la anima, mi dispiace. Ma sappi che ci sono milioni di persone che la pensano radicalmente diverso da te. Saluti.

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