di  -  mercoledì 9 giugno 2010

Da qualche giorno, quando cerco di collegarmi al sito de la Repubblica o del Corriere da iPhone con operatore H3G, mi ritrovo davanti a una schermata che richiede il pagamento di 9 centesimi a pagina.

9 centesimi a pagina, stanti le condizioni citate, sono una somma tanto ridicola da suonare intenzionalmente penalizzante: navigando 11 pagine arrivo già a 1 €, quando l’abbonamento a la Repubblica e Corriere via App – con contenuti più ricchi e un’esperienza d’uso nettamente migliore – per un mese ne costa 4,99.

Chi legge questo sito conosce le mie posizioni sul paid content: in poche parole lo ritengo l’unico modo in cui la stampa possa salvarsi. La pubblicità, complice una scarsa competizione nel search advertising, e il livellamento verso il basso di concessionarie e centri media, basta sempre meno a tenere in piedi un giornalismo indipendente, autorevole, competente.

Detto questo il sistema di tariffazione ideato mi pare quanto di più controproducente si possa concepire, ed interviene con una selettività comprensibile ma non giustificabile:

– a quel che sento è limitato solo all’iPhone;

– é limitato al solo operatore H3G, che non è peraltro maggioritario sul territorio.

Come accennavo, intuisco i motivi che hanno ispirato questa restrizione: da un lato iPhone è un terminale con una vocazione online molto elevata, dall’altro 3 ha offerte dati molto aggressive. La risultante di questi due fattori è che probabilmente Repubblica e Corriere vedono arrivare molto traffico da iPhone 3.

Questo tuttavia non giustifica quel che mi pare a un cambio in corsa degli accordi contrattuali:

La schermata del paywall si riferisce a un servizio di billing 3. Ergo il billing mi viene fatto da 3 – indipendentemente da chi poi ne beneficia – non da una società terza che è libera di chiedermi soldi per i suoi servizi.

Dato che sul mio contratto non mi pare di aver letto clausole relative a tariffazioni addizionali eseguite 3 rispetto al plafond di traffico prepagato, mi domando: se da domani tutti gli editori aderissero all’iniziativa – ripeto, veicolata attraverso un paywall 3 – cosa varrebbero i miei 10gb/mese di traffico? Molto poco.

Quindi una restrizione anche parziale, veicolata da 3, limita il valore dei servizi che pago ogni mese.

Certo, potrei continuare a disporre del mio traffico per fare cose praticissime da smartphone tipo FTP, Telnet, Gopher, Veronica…

Battute a parte, andrebbe capito a questo punto qual è la strategia dei due editori rispetto alla pubblicità online su mobile e se non credono che valga la pena, piuttosto che esporsi ad una figura barbina, a redirigere le visite direttamente alla pagina di download dell’app.

Per quel che riguarda l’operatore, non capisco in che modo possa giustificare un’operazione del genere.

Come spesso accade, la misura colpisce solo gli utenti meno avveduti: per tutti gli altri c’è solo l’imbarazzo della scelta fra i workaround disponibili.

PS Alla risposta a una mia domanda, il supporto tecnico RCS mi ha confermato che, per ora, anche gli utenti iPhone 3 abbonati al Corriere (app) si troveranno a dover pagare 9 centesimi a pagina qualora accedano da Safari.

UPDATE: Circola voce che H3G sia solo il primo e che la misura presto riguarderà gli smartphone in generale. Ulteriori aggiornamenti quando disponibili.

46 Commenti »

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  • # 1
    Valentino
     scrive: 

    Tralasciando politiche certamente discutibili riguardo all’accesso online; Mi chiedo solo cosa abbia indipendente, autorevole, competente il corriere della sera…

  • # 2
    Giulio
     scrive: 

    Allucinante… Non ho parole… Ma perché invece non pensano a migliorare la qualità dei giornali questi signori? Ora nemmeno i contributi statali che definire generosi è moooooooolto riduttivo gli bastano più???

    Io più che chiedermi perché in Italia si vendono pochi giornali mi chiedo come mai ancora non hanno chiuso tutti…

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Valentino
    Non è questo il punto. Sono molto critico rispetto alla piega presa dai giornali italiani ma che senza un’economia sostenibile non ci sia giornalismo di qualità, mi pare fuori di dubbio.

  • # 4
    Fabio FLX
     scrive: 

    Ma questo nuovo sistema di pagamento dove sta scritto?! Io uso leggere repubblica.it dall’iPhone ma non mi è arrivato alcun avviso in merito delle nuove tariffe!
    Considerando che ho un contratto bello chiaro con la 3 vedrò cosa ne pensa l’AGCOM di questa novità.

  • # 5
    Mirko
     scrive: 

    Per qualche giorno, anche sul mio Nokia E51, con Opera Mini, se andando su http://www.corriere.it, venivo rediretto su mobile.corriere.it, in cui, per poter leggere un articolo, mi venivano chiesti dei soldi.

    La soluzione? Il traduttore di Google! Passando per questo “filtro”, o usando qualsiasi altro proxy su Internet che “nasconde” lo user-agent del telefonino… i contenuti tornano gratuiti… e se proprio si è ingordi, si riesce a trovare i filtri che ti tolgono pure la pubblicità!

  • # 6
    Ilruz
     scrive: 

    Vorrei fare una battuta cattiva – senza offesa per l’autore: dov’e’ la notizia? vendere contenuti a prezzi esorbitanti e’ l’obiettivo e il sogno di ogni editore e dove possono andare a farlo, senza “essere mandati a fare”? ma sull’iPhone, chiaramente: l’unico posto dove dietro al telefonino puoi trovare una ricca schiera di utonti gia’ ammaestrato a spendere.

    Come hai fatto giustamente notare … al momento ci sono fin troppi workaround per avere le stesse info a costo zero; ma se anche un 30% di utenti installa l’app … aivoglia a denari! Sai quante persone mi chiedono se la tariffa cellulare xxx per megabyte e’ conveniente o meno? pochissimi sanno cosa e’, e quanta informazione c’e’ in un megabyte di dati.

    Un centesimo per cento pagine – e forse potrei pensarci.
    Forse.

  • # 7
    Fabio FLX
     scrive: 

    EC: ovviamente volevo dire CODACONS, non AGCOM.

  • # 8
    StefanoA
     scrive: 

    Stessa situazione, abbonamento H3G e stupore all’apparizione del messaggio di addebito….

    Concordo totalmente con le parole dell’autore, siamo ancora mooolto lontani da una gestione ragionevole delle informazioni ottenibili online e del loro pagamento.

    L’unica nota che posso aggiungere è che a me il messaggio si è presentato per la prima volta un paio di mesi fa.

  • # 9
    c.te iome
     scrive: 

    In effetti è qualche giorno che mi sono accorto del problema anche sul mio Milestone con 3 Power Pro. Sia con corriere.it che gazzetta.it sono diventati a pagamento, vengo sempre reindirizzato a mobile.xxx e per leggere l’articolo mi dice che non sono abbonato. Prima, meno di una settimana fa, su gazzetta potevo leggere tutto a gratis. Per quanto riguarda repubblica invece accedo al sito normale senza alcuna limitazione.

    Personalmente trovo tutto questo ridicolo, sono anche favorevole ad avere contenuti semplificati per chi non paga, ma i contenuti mi vanno garantiti anche da mobile.

  • # 10
    G
     scrive: 

    Ma prima di pagare i 9 cent a pagina uno ha almeno il diritto di avere un anteprima o acquista a scatola chiusa? :)

  • # 11
    Matt
     scrive: 

    Con iPod Touch in Wi-Fi si ha lo stesso problema quindi non credo dipenda dall’operatore…

  • # 12
    Fabio FLX
     scrive: 

    Ho appena contattato il CODACONS spiegando l’accaduto.
    Se mi rispondono vi faccio sapere su questa pagina cosa hanno da dirmi.
    Anni fa mi hanno supportato in maniera vincente per una causa alla Telecom Italia; non c’hanno messo poco ma alla fine sono riusciti in tutto!

  • # 13
    Itachi
     scrive: 

    io invece faccio un discorso molto piu ampio

    prima,con un’offerta mensile,si aveva a disposizione un traffico che copriva tutti i fabbisogni di un telefono

    ora,invece,pago lo stesso per il traffico mensile ma:

    -se voglio usare il voip devo pagare in piu
    -se voglio usare il telefono come modem devo pagare in piu
    -se voglio leggere i giornali devo pagare in piu

    ovviamente non tutti i telefoni /operatori hanno tutte queste restrizioni,ma la strada è quella

    quindi io mi chiedo,che senzo ha pagare un canone mensile se per ogni cosa che faccio ci devo pagare sopra?

  • # 14
    D
     scrive: 

    Non capisco cosa ci sia da strapparsi i capelli.
    Da una parte tutti non fanno altro che urlare alla crisi, che una volta con 100 mila si faceva una super spesa mentre adesso con 100 euro una cosa media, però quando si tratta di affollare negozi specializzati in ninnoli di lusso che perdono nettamente il confronto utilità/prezzo, si assistono a scene di isteria con tende piantate fuori dal negozio, tifo da stadio, pazzia di ogni tipo neanche fosse un pellegrinaggio a Lourdes. Giusto in questi giorni gira sul tubo un fenomenale video fatto a questi esemplari di primati dove gli si chiede esplicitamente “sai cosa ci farai ?” e la risposta è stata “no ma intanto lo compro”.
    Dal punto di vista di un politico scene di questo tipo sono l’invito a nozze per giustificare aumenti sconsiderati delle tasse, “tanto i soldi li avete, non vi lamentate e cacciateli fuori che non state così male”, ma anche dal punto di vista degli editori “vi diamo il workaround per vedere le notizie gratis ma sappiamo che siete così scemi che non vi sforzerete neppure di cercarlo quindi ve le facciamo pagare” e di chiunque altro che si trova davanti l’occasione d’oro di far pagare quello che ieri poteva solo dare gratis.

    Se la si smettesse una buona volta di essere così ciechi ed ignoranti, tanti problemi non avrebbero neppure la possibilità di presentarsi. Tutta sta mania compulsiva di dover comprare roba di marca altrimenti si finisce per credersi dei disadattati. Ieri sera a Mistero parlavano di quella clinica per i malati di sesso. Dovrebbero aprire una sezione dedicata ai compratori compulsivi: stanza imbottita ed elettrodi attaccati alle mani che quando si avvicinano al portafogli per comprare una bella scarica e subito si calmano

  • # 15
    Wolf01
     scrive: 

    @G (#10)
    No, prima acquisti poi ti apre una pagina con il video di Rick Astley che canta “Never gonna give you up”

    Sinceramente mi disgustano sempre di più quando cercano di trovare nuovi modi di monetizzare il non monetizzabile, tentando a volte anche di fregare gli utenti!

  • # 16
    GianL
     scrive: 

    boh, ieri sera da Ipod Touch _con la App “Repubblica”_ connesso in WiFi (ISP Tiscali) nessuna richiesta di pagamento.

  • # 17
    Fabio FLX
     scrive: 

    @D:
    Ti prego non buttarla sulla generalizzazione “utente Apple = idiota informatico”. Io ho preso l’iPhone perché lo trovo comodo, pratico, immediato e funzionale nella navigazione web e nell’utilizzo delle sue applicazioni.
    Sviluppo da secoli su Symbian & co. e passare a Cocoa e iOS è stato un piccolo dramma, ma le potenzialità offerte da questo strumento sono veramente ottime nonostante abbia alcuni limiti rispetto ai suoi concorrenti.
    Il piano tariffario della 3, legato al costo dell’iPhone 3GS sotto i 200 Euro, erano la miglior offerta sul mercato e dovendo acquistare un cellulare causa furto non mi sento di aver fatto un acquisto impulsivo bensì un’ottima scelta.
    Questo problema della tariffa modificata elude dalla condizioni iniziali del contratto, perciò la colpa è della 3 e non della scelta di un prodotto Apple.

  • # 18
    Pluto
     scrive: 

    @Alessio

    Anchi’io sono convito che per salvare editoria italiana si debba mettere l’informazione a pagamente (e anche togliere i contributi statali).

    Temo però che a quel punto le persone si rivolgerebbero a servizi
    gratuiti di bassa qualità e quelli di qualità rischierebbero di chiudere.

    A proposito anche hwupgrade è gratuito, ma potrebbe non essere altrimenti?

  • # 19
    mede
     scrive: 

    il paid content è l’unico modo in cui una minuscola parte di stampa indipendente e affermata nel pubblico può sopravvivere. per il resto ritengo altamente improbabile che la gente paghi, e soprattutto che paghi per un qualcosa che prima era gratuito. e soprattutto paghi nonostante l’evidente e dimstrata faziosità della gran parte della stampa in ogni direzione politica, ma anche la stampa specializzata in vari settori ha troppi interessi e problemi dietro…

    comunque il business di internet è il traffico e i contatti. se un sito è a pagamento ma ce ne sono 100 che riportano le stesse notizie gratuitamente, magari in parte anche copiandole, bhe il sito a pagamento non ha un futuro. e qui il problema è più serio rispetto alla pirateria della musica, dei film o dei videogiochi. per me finchè la pubblicità non paga i contenuti e le spese di gestione non si può pensare di offrire molto. si può riconoscere da parte dello stato un 5mila o 10mila euro l’anno come finanziamento per permettere l’acquisto di hardware.

  • # 20
    D
     scrive: 

    ““utente Apple = idiota informatico””

    L’hai detto te, mica io. Se poi certe scene da chiodi sono indissolubilmente legate all’utente apple, non me ne puoi rendere una colpa visto che mi sono limitato a descrivere quella che è la realtà.

    “Questo problema della tariffa modificata elude dalla condizioni iniziali del contratto, perciò la colpa è della 3 e non della scelta di un prodotto Apple”

    La colpa non è di 3, come non lo è di Apple (in fondo lei vende dei prodotti, se trova la gente disposta togliersi una libbra di carne ad ogni keynote, buon per lei, ancora una volta si vede che la ciccia non manca, altro che crisi).
    La colpa è della gente in generale che va dietro ad un marchio quasi fosse una droga. Acquistano in maniera compulsiva, la cifra da spendere, per quanto alta, non li ferma ed allora cosa si deve pensare ?
    Che la crisi è tutta un’invenzione, che i soldi girano come pochi, per cui è naturale fare di tutto per monetizzare anche e soprattutto dove prima si davano le cose a gratis.

    “Il piano tariffario della 3, legato al costo dell’iPhone 3GS sotto i 200 Euro, erano la miglior offerta sul mercato e dovendo acquistare un cellulare causa furto non mi sento di aver fatto un acquisto impulsivo bensì un’ottima scelta.”

    Se il tuo problema era veramente avere un sostituto di un cellulare rubato, trovavi negli ipermercati fior di affarini a 50 euro e meno che reggono anche le bombe e non eri legato a nessun piano tariffario di uno o due anni che corrisponde a tutti gli effetti ad una rata. Facile dire “ho speso solo 200 euro” e non considerare il resto.

  • # 21
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    La diatriba pro/contro Apple non è in topic. Ogni successivo commento in questa direzione sarà considerato OT e pertanto moderato.

  • # 22
    andres
     scrive: 

    Al di là di questo caso specifico, non so bene che dire…
    Anch’io, nel mio piccolo, mi occupo part-time di web publishing, ma non mi sono ancora fatto un’idea chiara su quale possa essere il futuro circa la valorizzazione economica dei contenuti di qualità…
    Credo che per diversi anni ancora, la situazione rimarrà incerta, e fondamentalmente problematica per la maggioranza dei publisher.
    Penso il problema sia fondamentalmente numerico:

    – il mercato italiano – nel senso di lingua italiana – è relativamente piccolo

    – i produttori di contenuti, pur di diversissime qualità, sono tantissimi. Non è più il mercato del cartaceo, e talvolta un piccolo blog può essere ben più interessante di un portale dove lavorano più persone.
    Gli investimenti economici, sia in termini pubblicitari che di altro tipo (contenuti a pagamento compresi), sebbene progressivamente destinati a superare quelli di carta e tv, sono quindi da spartirsi su un numero enorme di operatori.
    Oltretutto una grossa fetta di questi investimenti, al momento, finisce nelle tasche degli intermediari (leggi Google, fondamentalmente).

    – la quantità di contenuti copiati, tradotti (spesso malamente), ri-adattati, ma fondamentalmente uguali, è enorme.
    In rete, alla fine, si scrive molto molto meno di quanto sembra. Si copia e incolla tantissimo, invece…

    – in rete si legge molto meno di quanto sembra, e spesso si legge velocemente e male.
    Il numero di persone davvero interessate ai contenuti di qualità (il che implica investire tempo e impegno, nella fruizione), è solo una piccola percentuale dei fruitori degli stessi.
    Molti sostengono che i video siano la risposta adatta a questa diffusa fruizione dei contenuti (veloce, immediata, semplice), ma francamente ho molti dubbi in proposito. Sebbene importanti, i video non saranno certo la panacea di tutti i mali…

    Insomma, non ho risposte, ma molti dubbi…

  • # 23
    davidon
     scrive: 

    @ Fabio FLX

    è vero che generalizzare, in ogni ambito, significa dare giudizi ingiustificati e ingenerosi verso qualcuno

    però non credi anche tu che il mercato ci stia portando verso questo, ossia all’esasperazione dei consumatori consapevoli?

    sarà un caso che ci vadano sempre di mezzo aziende tipo le compagnie telefoniche?
    che invece di offrire un servizio con prezzi trasparenti, si divertono a martellare con le “promozioni”, “offerte” ecc ecc montate ad arte per nascondere il costi effettivi al cliente?

    e non è proprio colpa del target di riferimento di tali aziende?

    la stessa cosa che capita con i programmi tv, i suv, e così via..
    un tempo credevo anch’io che avendo il telecomando potevo scegliere cosa guardare, ora mi sono rassegnato a fare a meno della tv, tanto generalizzando che c’è tutta robaccia ci vado tristemente vicino..

    ripeto, odio generalizzare, anche perchè quando si tratta di beni che non mi posso permettere, rischio di fare la figura della volpe e l’uva
    ciò non toglie che non mi vergogno più di dire che l’unico off-road che conoscono i clienti medi dei suv, è salire sui marciapiedi, non sapendo dove parcheggiarlo

    ho il dente avvelenato perchè sono anni che vorrei avere un dispositivo in tasca per essere collegato a internet in mobilità, ne avrei tratto beneficio come utente consumer e non professionista, quindi non potevo spendere 600 euro per il dispositivo e 50 euro al mese di canone sul traffico
    eppure adesso i tredicenni pagano poco meno di quella cifra per non staccarsi da facebook e youtube neanche al cesso

    e io continuo ad aspettare tempi migliori, facendo salti mortali per non spendere 15 centesimi di euro per un sms da meno di 200byte di dati

  • # 24
    D
     scrive: 

    “La diatriba pro/contro Apple non è in topic.”

    Infatti. Marchi di lusso, di roba inutile e costosa ce ne sono finchè si vuole ed il mio discorso non cambia con il cambiare del marchio. Se i Vertu non costassero cifre a tre zeri (o meglio se anche per loro ci fosse il piano tariffario stile qualcun’altro), assisteremo alle stesse scene di malattia mentale davanti alle gioiellerie.

    “rischio di fare la figura della volpe e l’uva”

    Secondo me non rischi un bel niente perchè in fin dei conti la critica viene mossa contro un sistema, un modello di vedere, fare, pensare che viene esasperato ogni giorno sempre un po’ di più.
    Chi rischia qua è colui che un giorno spinge le cose verso una direzione e poi ipocritamente si scandalizza davanti gli effetti deleteri conseguenti del modello che ha contribuito a sostenere.

  • # 25
    floc
     scrive: 

    non credo sia solo su hone, a me la gazza fa lo scherzo anche con il legend.

    basta cambiare user agent del browser (about:debug) e si risolve, almeno x quanto mi riguarda :D

  • # 26
    floc
     scrive: 

    *iphone, sorry

  • # 27
    mede
     scrive: 

    comunque per il me il problema non si pone, se ci fosse davvero un organo di stampa che reputassi degno lo pagherei (certo non 10cent a pagina, anche perchè poi prenderebbero il vizio di mettere i servizi su più pagine) con l’abbonamento. per come è la situazione in italia certamente non vale la pena oltre a pagare con le tasse i finanziamenti e tutto, stare anche a pagare un giornale che non ti informa. finanziamenti pubblici, pubblicità, costo di copertina, costo online. Io se gli affari vanno male devo chiudere, questi continuano a lavorare.

  • # 28
    The Solutor
     scrive: 

    Alessio te l’ho gia detto qualche giorno fa, sei un po’ indietro sulla faccenda.

    Il corriere si paga su iphone+h3g gia da mesi, dall’uscita dell’ipad le pagine sono a pagamento anche andandoci con operamini ed anche da alti operatori (ma ovviamente il pagamento non è automatico).

    Per il momento, chi può accedere impostando lo user agent in modalità desktop.

    P.S. come si fa a discutere di contenuti a pagamento su iphone senza chiamare in causa apple ?

    Vogliamo anche discutere di governo senza citare Berlusconi ?

  • # 29
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    P.S. come si fa a discutere di contenuti a pagamento su iphone senza chiamare in causa apple ?

    Si fa prendendo coscienza del fatto che la crisi dell’industria dei contenuti dura da decenni, e la soluzione non inizia e non finisce con un’azienda o tanto meno un prodotto. Parlarne in riferimento ad Apple è menare il can per l’aia, per creare i soliti flame OT che qui non sono ben accetti. E qui chiudiamola per favore.

  • # 30
    maverick
     scrive: 

    Corriere a pagamento? Bene, tolgo subito dai preferiti, d’altronde in rete è legale il suicidio mediatico….
    e il corriere ha preso la strada giusta, ci sono tantissimi siti
    gratis e competenti che vedere la gazzetta degli interisti e il corriere a pagamento fa sorridere…. che se li leggano loro!
    Un consiglio a tutti: eliminare il link!!

  • # 31
    Flare
     scrive: 

    Come dire: smettete di seguirci online e comprate in edicola, che vi costa meno :D
    Scherzi a parte, non è la stessa cosa, ma effettivamente il servizio mi pare caro. Tra l’altro sono in buona parte le stesse notizie che riporta qualunque altro giornale, cambia un po’ il “taglio”, ma le fonti sono per lo più le medesime. Quindi d’accordo che bisogna incassare in qualche modo, ma se non si fanno pagare anche gli altri e restano le stesse notizie fruibili gratuitamente altrove, mentre loro le fanno strapagare a prezzi che possono diventare superiori al cartaceo, non so quanto possa funzionare.

  • # 32
    The Solutor
     scrive: 

    \Parlarne in riferimento ad Apple è menare il can per l’aia, per creare i soliti flame OT che qui non sono ben accetti. E qui chiudiamola per favore.\

    Scusa, ma che vuol dire ?

    Che sia stata apple a introdurre con successo questo modello di business, nel mercato consumer, non ci piove sopra.
    Tre, dal canto suo ci prova da anni con risultati piuttosto sconfortanti (per i suoi azionisti).

    Risultati o meno, tre ha l’infrastruttura per tariffare le singole pagine da 7 anni, e quindi per apple è il punto d’attacco naturale, anche perché gli utenti h3g sono più abituati degli altri.

    Detto questo di che vogliamo parlare ?

    Posto che qualsiasi commento, per quanto politically correct, viene recepito da chiunque possieda un aggeggio di cupertino, come una critica / commento OT, sarà meglio discutere del mame, dell univac, o di qualsiasi altra cosa e ci si fa più bella figura.

    Non ti pare ?

  • # 33
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ the solutor
    Vuol dire che i prodotti di una singola azienda non sono minimamente necessari né sufficienti a determinare la necessità di un cambio di modello di business. Vuol dire che dare la “colpa” ad Apple significa:
    1) non avere molto chiara la storia e l’evoluzione della crisi dei modelli pubblicitari a sostegno dell’editoria;
    2) scambiare gli effetti con le cause;
    3) per l’appunto menare il can per l’aia, ovverosia cogliere l’occasione per reintrodurre polemiche OT.

    Dire “apple ha introdotto con successo il modello di business” è peraltro storicamente e fattualmente errato. Vedasi in proposito Murdoch, AP e la quota infinitesimale di accessi da dispositivi mobile rispetto al totale.

    In quanto all’ultimo punto, non mi pare proprio. Se si usano in modo pretestuoso (e non è la prima volta) spazi di discussione su un certo tema, per deviare sui ben noti flame, si va OT.

    Se vogliamo parlare di editoria, partiamo dal domandarci dove ci hanno portato e porteranno i modelli attuali basati sulla pubblicità. Cerchiamo di capire chi ha guadagnato e a spese di chi e cosa.

  • # 34
    Flare
     scrive: 

    Sto pensando ad una cosa: visto che si può leggere direttamente i siti di chi ha annunciato la notizia (es. la NASA) o accedere direttamente all’Adnkronos, ANSA e ad altre agenzie stampa da cui i giornali attingono, con Internet serve ancora un intermediario?

    In parte sì, perché queste notizie sono sparpagliate per tutta la rete e inoltre non tutto si trova in rete, ma l’opera di aggregatori e di selezione la fanno già le agenzie (anche se “fa notizia” più il gossip del calciatore, che l’oro in un’altra disciplina sportiva o di una scoperta scientifica… oppure vanno ad ondate, seguendo una notizia “sensazionale”). I giornali danno il loro taglio, ma spesso senza aggiungere nulla, nessuna ricerca o intervista aggiuntiva, talvolta non verificano neanche l’attendibilità della notizia.
    Le stesse notizie le possono riportare i blog, le community all’interno di un forum e i social network, compreso Twitter, con un lavoro collettivo del passa parola. Se i giornali sono spesso faziosi, molti blog sono anche peggio, fra bufale, congetture basate sul nulla e opinioni personali più o meno viziate o fallaci. I blog però possono venire commentati, come invece spesso non è possibile nei giornali (poi dipende dal blogger, se è capace di accettare critiche o se vuole imporre la sua versione); anche nei forum, come quello di HWUpgrade, dove i moderatori cercano di evitare che le discussioni “combattute” (che di per sé andrebbero benissimo) degenerino in una serie infinita di flame e trollaggi privi di contenuto (che invece non serve a nulla a parte all’ego dei partecipanti), è più facile sentire opinioni di diverse campane (una cosa che trovo molto interessante).

    Ci sono validi giornalisti e anche ottimi blogger che possono essere obiettivi (o almeno ci provano ad esserlo umanamente), portare alla luce aspetti meno evidenti, indagare, mostrare come stanno realmente le cose, che sia un commento a notizie d’agenzia o un’approfondita analisi.

    Sicuramente però i giornali devono fare i conti non solo con l’alternativa “gratuita”, ma anche col fatto di non essere più l’unica fonte (spesso indiretta) di notizie per il cittadino. Più che puntare al pagamento e basta, dovrebbero anche fornire un valore aggiunto e distinguersi.

  • # 35
    Roberto
     scrive: 

    vabbe’ ma allora come si fa ad eludere (in attesa di una risposta del CODACONS ed eventuali provvedimenti da parte di qualche garante) questo blocco a parte google translate?

  • # 36
    The Solutor
     scrive: 

    No alessio, il soggetto della discussione non è l’editoria, è il modello di business che sta cambiando, tanto per non scambiare cause con effetti.

    Gli editori hanno campato benissimo fino ad adesso e camperebbero lo stesso ancora x anni, magari non decenni.

    Adesso si è aperta una via [più] facile per riuscire in un intento da sempre presente nella testa degli editori, ma mai riuscito per una serie di motivi troppo lunghi da elencare.

    Ora apple ha lanciato una via che (dal punto di vista degli editori) sarebbe da idioti non seguire.

    Ed in tutto questo la crisi dell’editoria non ci azzecca una cippa.

    Cosa credi che se un giornale macinasse miliardi di suo si farebbe problemi a farne di più via internet mobile ?

    Gli editori sono imprenditori come tutti gli altri, e tirano a fare più soldi possibile come tutti gli altri.

    E qua si parla di Apple perché in questo settore è lei che detta e (presumibilmente) detterà legge in futuro.

    Se stessimo parlando di videogiochi non si parlerebbe principalmente di apple ma si palerebbe di valve.

    Pero’ se qualcuno criticasse steam, non ci sarebbe qualcun altro subito pronto a gridare allo scandalo alla prima critica al servizio medesimo.

    Ed è questo che differenzia le cose “appoleggianti” da tutto il resto del mondo, con poche eccezioni.

  • # 37
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ the solutor

    Gli editori hanno campato benissimo fino ad adesso e camperebbero lo stesso ancora x anni, magari non decenni.

    Ma certo… ti linko il risultato di 30 secondi di ricerca su google: http://newsosaur.blogspot.com/2010/03/2010-may-be-even-worse-for-newspaper.html

    Ora apple ha lanciato una via che (dal punto di vista degli editori) sarebbe da idioti non seguire.

    Il mondo editoriale è da anni che cerca una via verso la sostenibilità, ora che qualcuno ha indicato una possibile soluzione (tutta da dimostrare nel medio/lungo termine) che il mercato sembra accettare di chi è la colpa? Della necessità a monte o della soluzione a valle? E poi nel libero mercato, se una soluzione appare economicamente sensata a tutte le parti in causa (editori, vettori, lettori), che senso ha puntare l’indice contro un solo attore di un anello della catena?

    Ed in tutto questo la crisi dell’editoria non ci azzecca una cippa.

    Ah no? La ricerca di nuovi modelli di business non ha nulla a che vedere con la crisi di quelli vecchi? Un’idea davvero originale, non c’è che dire.

    Ed è questo che differenzia le cose “appoleggianti” da tutto il resto del mondo, con poche eccezioni.

    Il fanboyism esiste per tutto lo scibile umano perché posizioni manichee richiedono poco tempo di digestione e sostituiscono la logica dell’adesione a quella della comprensione. Questo ragionamento si applica specularmente al “reverse fanboyism”, ottima e sintetica definizione di Jacopo per coloro che applicano al proprio interlocutore un set di generalizzazioni uguale e contrario a quella dei fanboy.

    Ma le generalizzazioni (“appoleggianti”) continuano a lasciare il tempo che trovano e non denotano certo la profondità di analisi che in separata sede poi si rivendica.

    Per concludere, credo di aver espresso le mie posizioni piuttosto chiaramente e credo che questo botta e risposta non porti più a nulla. Nulla ti vieta di rimanere della tua idea, ma non pretendere di impormela assimilandomi a una categoria, tanto più se definita sulla banalissima scelta di un prodotto.

    Se vuoi attribuirti un senso di superiorità e la certezza di una migliore visione delle cose del mondo in quanto non “appoleggiante” accomodati pure, ognuno è libero di appendersi le medaglie che più gli danno soddisfazione.

  • # 38
    The Solutor
     scrive: 

    Alessio, credo che a te manchi un pezzettino fondamentale per giudicare, la faccenda ed il sottoscritto.

    Io e te, qui non siamo nella stessa posizione.

    Non siamo in un forum dove si discute alla pari.

    Tu qua stai postando in qualità di relatore dell’articolo di cui si discute.

    Mentre io sto scrivendo in qualità di utente che risponde e che se ritiene, critica.

    Bruno vespa o chi per lui non terranno lo stesso tono presentando porta a porta o essendo invitati a Buona Domenica.

    Perché è così che funziona, è così che è sempre funzionato, è una questione di ruoli, che piaccia o meno.

    Per cui non accetto lezioni di fanboismo o di antifanboismo, ognuno si farà la propria idea di quello che sostengo in un libero ed informale scambio.

    Di converso quando si scrive in qualità “istituzionale” i doveri nei confronti degli interlocutori.

    Lasciando perdere i presenti Emilio Fede non è considerato una fetecchia di giornalista perché ha delle idee politiche (e ci mancherebbe), lo è perché le usa in una sede formale, istituzionale, in maniera neanche velata.

    Ho reso l’idea ?

  • # 39
    Flare
     scrive: 

    Questa capita a fagiolo: Repubblica usa i traduttori automatici :°D
    http://attivissimo.blogspot.com/2010/06/repubblica-colta-usare-i-traduttori.html

  • # 40
    Drizzt
     scrive: 

    ‘sta cosa l’ho gia’ vista diverse volte, e continua onestamente a lasciarmi perplesso…per due motivi:

    1) Con nessuno dei cellulari che ho, o di persone che conosco, con tre o con altri operatori, anche con un iPhone con Tre, andando sui siti di Repubblica e di Corriere mi succede quanto descritto.

    2) 9 Centesimi a pagina, come scritto chiaramente nel contratto, e’ esattamente il costo che si paga per la navigazione del portale di Tre (che in effetti racchiude al suo interno tutta una serie di servizi e che ci sta pagare, ma comunque non e’ questo l’argomento della discussione)

    Ora, visto che i cellulari di Tre, in navigazione, si aprono di default sulla home page del portale (che e’ gratuita) e che da questa si puo’ accedere direttamente ad una versione interna al portale stesso dei siti di Repubblica e Corriere, non e’ che i 9 centesimi a pagina siano semplicemente per questo?

  • # 41
    floc
     scrive: 

    mi sembra di essere trasparente…. magari lo sono… qualcuno ha almeno provato a cambiare user agent o no? io se mi qualifico come “androdi” pago, se mi qualifico come browser desktop vado liscio… quindi il controllo non sembra fatto per ip

  • # 42
    mede
     scrive: 

    @ the solutor
    non sono convinto che apple abbia ancora un modello di business di successo in questo campo, almeno non per gli editori. quello che forse volevi dire era che pare riesca a convincere gli editori più facilemente… ma se il modello sarà sostenibile davvero questo lo sapremo tra un paio d’anni o più quando il traffico di ipad e simili (che adotteranno lo stesso modello anche se non sono apple) diverrà più serio e darà frutti e se ci sarà un grande passaggio dalla carta stampata ai tablet\online.

    detto questo se apple propone un metodo a pagamento e tutti gli editori ci salgono sopra quando ci sono altre 100 scelte per gli editori, pensare che sia “colpa di apple” se si va verso il pagamento dei contenuti mi pare fuorviante. immagino sia colpa degli editori che hanno fatto una scelta e allo stesso modo se sono stati costretti come (credo di capire) pensa Alessio, cosa comunque opinabile, ma non sarebbe comunque “colpa di apple” nemmeno in tale caso che avrebbe offerto o una via d’uscita valida o l’unica via d’uscita.

    Mi pare non sia il caso di scaldarsi comunque, in generale.

  • # 43
    Fabio FLX
     scrive: 

    Ragazzi non confondiamo la notizia con la diatriba “questo contro quello”.
    Personalmente il problema è che la Tre mi sta facendo pagare un extra per il traffico dati che invece dovrebbe essere già incluso nel costo mensile del mio piano tariffario.
    Il vizio di forma sta nel fatto che il mio contratto non fa distinzione di traffico dati, dunque non sono tenuto a pagare un centesimo. Se un sito vuole farmi pagare i suoi servizi deve essere quel sito a chiedermelo ed è a quel sito a cui devo dare dei soldi, non al mio gestore!
    Dopotutto anche quando si acquista sull’AppleStore si paga al di fuori del contratto telefonico, no?
    E per la cronaca non c’entra la Apple, visto che ho la stessa identica situazione sul mio Nokia d’emergenza con Opera Mini.

  • # 44
    The Solutor
     scrive: 

    Che vuol dire non c’entra la apple ?

    Operamini esiste da 5 anni, inizia a presentare la pagina a pagamento dal giorno in cui è uscito l’ipad, e apple non c’entra ?

  • # 45
    mede
     scrive: 

    è come dici tu, la apple c’entra ed è coinvolta attivamente in questo processo. ma questo non significa ovviamente che è colpa sua se si va a pagare i contenuti. alcuni anzi diranno che in parte è merito suo, alcuni diranno che era inevitabile e serviva solo qualcuno che potesse in parte imporre un discorso che va bene agli editori e che da soli non erano in grado di mettersi d’accordo per attuarlo.
    io ritengo che bisognava trovare una soluzione ad un problema ben definito da Alessio e apple ha proposto una soluzione, che sia l’unica è opinabile, ovviamente nei metodi in cui attualmente viene tariffata c’è qualche problema. in generale comunque nessuno ha trovato grandi soluzioni a questo tipo di problemi. soprattutto per quanto riguarda l’analogo problema della pirateria informatica

  • # 46
    cael
     scrive: 

    Ad ora nessun problema su Omnia2 con Opera Mobile e operatore Wind.

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