di  -  giovedì 29 aprile 2010

Quest’oggi vorrei condividere con voi un pensiero che mi balenava recentemente per la testa, legato al futuro delle tecnologie per la realizzazione di display. In particolare, pensavo che, contrariamente a quanto sembrasse nel 2007, quando Sony annunciò per la prima volta per l’impiego della tecnologia OLED alla base di un televisore commerciale (parliamo del costosissimo Sony XEL-1), lo sviluppo di questa tecnologia è risultato essere alquanto sotto tono.

La tecnologia Organic Light Emitting Diode (OLED), contrariamente a quella che ormai potremmo definire tradizionalmente LCD, si basa su uno strato di elementi organici che posto in mezzo ad un anodo ed un catodo, emette luce. Questa sua caratteristica è il principale elemento di distinzione rispetto ai classici pannelli LCD e le garantisce notevoli vantaggi.

Un display OLED non ha bisogno di alcuna retroilluminazione perché emette luce autonomamente e, pertanto, può dare vita a pannelli molto più sottili rispetto a quelli LCD. Sempre questa sua caratteristica garantisce anche un’illuminazione molto più uniforme ed un rapporto di contrasto estremamente avanzato anche se comparato rispetto ai più recenti pannelli LCD retroilluminati a LED.

Anche dal punto di vista del consumo di energia i pannelli OLED sono competitivi, anche se in questa circostanza il vantaggio è direttamente proporzionale alla luminosità delle immagini mostrate: con immagini scure un pannello OLED consuma meno di uno LCD, mentre la situazione si inverte visualizzando scene particolarmente luminose.

Tra gli altri vantaggi cito anche una frequenza di refresh che può raggiungere livelli elevatissimi (teoricamente fino a 0.01 ms di tempo di refresh o 100.000 Hz), oltre ad avere un angolo di visualizzazione molto ampio.

Naturalmente esistono anche alcuni svantaggi tra i quali la vita del pannello e il degrado dei colori: a seconda del materiale organico utilizzato per emettere i vari colori fondamentali, nel tempo possono esserci problemi di bilanciamento del colore perché il materiale utilizzato per emettere luce blu, ad esempio, si usura più rapidamente rispetto agli altri.

Personalmente ho una grande fiducia nella ricerca e nello sviluppo della tecnologia in generale e, pertanto, sono certo che i punti di debolezza degli schermi OLED siano risolvibili, ma l’aspetto che più di altri frena lo spopolamento di questa tecnologia è sicuramente il prezzo.

Naturalmente questo non è un trend tipico solo degli schermi OLED, ma quasi tutte le tecnologie che hanno avuto un’applicazione commerciale hanno subito questo percorso: costi elevatissimi agli inizi e, con investimenti e le conseguenti ottimizzazione nei processi di produzione su larga scala, prezzi più accessibili successivamente.

Il punto che io sollevo è il seguente: perché nel corso degli ultimi quattro anni il percorso evolutivo degli schermi OLED sembra essersi arenato?

Questo fenomeno potrebbe essere dovuto alla crisi economica che ha colpito il mondo negli ultimi anni, ma se così fosse non si spiega perché nel medesimo arco temporale la tecnologia LCD ha subito svariante evoluzioni sia nella costruzione dei pannelli stessi, che nelle modalità di retroilluminazione, raggiungendo oggi piena maturazione ed accessibilità.

Sono arrivato dunque alla conclusione che il freno principale nello sviluppo della tecnologia OLED è dovuto proprio alla spinta impressa alla tecnologia LCD. In fin dei conti due dei maggiori attori nel panorama degli OLED sono Sony e Samsung che, non a caso, sono tra i principali nomi coinvolti anche nello sviluppo di pannelli LCD.

Con grande rammarico, ancora una volta, quindi, le logiche commerciali hanno impedito ad una tecnologia emergente e promettente di giungere a piena maturazione.

24 Commenti »

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  • # 1
    elevul
     scrive: 

    Fortunatamente, però, la tecnologia OLED continua ad essere sviluppata e migliorata grazie all’utilizzo nei cellulari, cosa che permette di pervenire fondi per la ricerca su questi schermi.
    Spero, però, che entro un paio d’anni diventino disponibili sul mercato schermi OLED di buona fattura e con una buona vita del pannello, se non altro proprio per il refresh altissimo, che permetterebbe di avere un realismo molto maggiore per il 3D.

  • # 2
    j
     scrive: 

    Questo fenomeno potrebbe essere dovuto alla crisi economica che ha colpito il mondo negli ultimi anni, ma se così fosse non si spiega perché nel medesimo arco temporale la tecnologia LCD ha subito svariante evoluzioni sia nella costruzione dei pannelli stessi, che nelle modalità di retroilluminazione, raggiungendo oggi piena maturazione ed accessibilità.

    nel caso dei pannelli *VA e IPS, angoli di visuale (178 gradi in orizzontale e in verticale), tempi di risposta (8-6 ms) e – almeno in certi ambiti e fasce di prezzo – color gamut, si erano pressochè assestati già molto prima dell’ avvento della retroilluminazione a led (cosa che ad esempio portava il sottoscritto a ritenere il monitor LCD acquistato nel 2005 e usato tuttora, “completo” e non migliorabile a meno di non passare a una tecnologia diversa)

    ma una tecnologia diversa, come appunto la OLED, per quanto promettente sulla carta (o da quelli che a tutti gli effetti sono dei prototipi) avrebbe richiesto nuovi e diversi processi produttivi, nuove fabbriche e di conseguenza investimenti estremamente onerosi – che già una società anche di grosso calibro non affronta a cuor leggero in tempi normali, figurarsi in un periodo di crisi

    a maggior ragione quando in tutto il mondo (se non ricordo male, anche in italia esistono -o almeno sono esistiti- svariati stabilimenti che lavora(va)no con i cristalli liquidi) è operativa un’ infrastruttura produttiva realizzata in funzione della tecnologia più matura – affinare progressivamente la quale permette di mantenere l’ infrastruttura (e gli investimenti) preesistenti

    a ciò si aggiunge il fattore brevetti – sulla tecnologia OLED ne pendono in numero considerevole, e tutti critici anche solo per avviare una produzione, e tutti di proprietà di Kodak – che solo recentemente li avrebbe concessi in licenza a LG…

  • # 3
    j
     scrive: 

    .. per cui sì, è esattamente come da titolo

  • # 4
    sbaffo
     scrive: 

    beh, le conclusioni a cui arrivi tu sono giuste ma si sapevano già, o meglio si sospettavano già da tempo, e non c’entra la crisi ma solo il fatto che i grandi produttori repoutavano più conveniente continuarte ad ammortizzare gli impianti LCD, tanto si vendono lo stesso e ci si inventa qualche pretesto di marketing per alzare il prezzo (qualcuno ha detto 3D?)…
    Comunque finalmente Samsung e LG stanno investendo in impianti per oled, speriamo che arrivino in fretta sul mercato, e che i prezzi calino altrettanto velocemente, perchè li aspetto per cambiare il mio televisore, finora non c’e n’è motivo…

  • # 5
    arkanoid
     scrive: 

    Mi sembra che sony abbia chiuso il reparto oled e bbia venduto il pacchetto ad LG

  • # 6
    Compass
     scrive: 

    Lavoro come ricercatore sugli OLED e sull’elettronica organica.
    Il problema è che le aziende hanno investito miliardi di dollari per la produzione degli LCD.
    Anni fa, si pensava che la conversione agli OLED fosse più semplice. Invece, le sostanze finora utilizzate hanno bisogno di particolari attenzioni (deposizione in vuoto, ed atmosfera inerte per quasi tutte le altre fasi), che risultano molto costose da implementare.
    Grandi speranze sta suscitando la deposizione ink-jet, per lavorare in aria e su grandi superfici ad alta velocità, ma ci sono ancora grossi problemi di uniformità degli strati e di resa.
    Comunque, ora, più che la grande area, il vero obiettivo dei display OLED è la flessibilità, cioè fabbricarli su plastica.

    Dove gli OLED si stanno muovendo velocemente è nel settore dell’illuminazione, per lampade ad alta efficienza di larga area, dove i LED sono poco o per nulla utilizzabili. Si realizzano moduli di poche centinaia di centimetri quadri, che si connettono per coprire intere pareti.

  • # 7
    TheKaneB
     scrive: 

    …Inoltre i singoli pixel OLED emettono luce propria e sono soggetti (a lungo termine) ad un calo di luminosità disomogeneo da pixel a pixel, similmente a quanto accade con i fosfori dei CRT.

    Quindi potrebbe ritornare il problema per cui furono inventati gli screensaver…

  • # 8
    Nessuno
     scrive: 

    La stessa identica cosa la si poteva dire con i pannelli al Plasma, che condividono in tutto e per tutto i vantaggi degli OLED.
    Questi, usati come televisore (cioè con schermo grande da vedere a dimensione corretta), sono molto ma molto meglio della tecnologia LCD (a LED o meno) ma come si vede sempre meno produttori investono in nuovi televisori con tecnologia al Plasma.
    Io ritengo dovuto al fatto che un pannello LCD a pari dimensioni costi molto meno di uno al Plasma, e le chiare differenze di qualità che si vedono quando i due tipi di schermo sono affiancati in un qualsiasi supermercato, sono risolti con un paio di finti numeri che sono intesi a indicarne la qualità (valori di contrasto inesistenti, tempi di risposta che non sono certo 2ms come pubblicizzato, visione con saturazione del colore a manetta).
    Alla gente sembra che piaccia vedere i film con i colori che sfrangiano per la saturazione, indifferenti invece dalla qualità delle sfumature che un pannello al Plasma è in grado di offrire. Ma con la scritta “LED” là in alto ed una TV pagata fior fiore di quattrini, vuoi che la visione non sia di qualità?
    Nessuno si azzarda a dirlo, ma i pannelli LCD sono ottimi solo per vedere i cartoni animati (che sono poi quelli che normalmente vengono anche mostrati per mettere in mostra un pannello LCD).

  • # 9
    May81
     scrive: 

    Il problema degli OLED è che si possono realizzare LCD ottimi dal punto di vista del
    contrasto
    spessore
    tempi di risposta
    angoli di visualizzazione
    anche senza scomodare una tecnologia tutta nuova

    Quindi i colossi investono negli OLED per poter avere un ruolo primario il giorno in cui il mercato esploderà ma cercano di spremere fino all’ultimo i forti investimenti che hanno sostenuto per affinare fino ad oggi la tecnologia LCD

    Il problema di fondo è che tipicamente la gente cerca il prezzo più basso perchè la maggior parte degli LCD venduti non sono certo quelli di fascia più alta (quindi con caratteristiche tecniche + vicine agli OLED).

  • # 10
    TheKaneB
     scrive: 

    a dire il vero, gli LCD sono in grado di offrire 16 milioni di colori, con molte più sfumature dei plasma che hanno circa 4096 colori. Inoltre la luminosità di un pixel, nella tecnologia plasma, è data dalla frequenza di accensione-spegnimento dell’elemento luminoso, con conseguente (e visibile) sfarfallamento nelle zone scure dell’immagine.

    Non so se gli schermi plasma degli ultimi 3 anni hanno risolto questi problemi, ma quelli che ho visto io (schermi comunque di fascia altissima, con costi dell’ordine di 3-4 mila euro) erano tutti più scadenti degli LCD, a parte solo per l’angolo di visione, in cui gli LCD sono tutt’ora molto scadenti, in quanto hanno vistose aberrazioni cromatiche anche ad angoli bassi.

  • # 11
    Gas
     scrive: 

    @TheKaneB
    Vuoi dire che nel plasma ogni colore ha solo 16 possibili livelli luminosi ?
    In questo caso non capisco il motivo per cui i “veri appassionati” in genere preferiscono il plasma al lcd.

  • # 12
    Compass
     scrive: 

    Nessuno mette in dubbio le qualità dei plasma, solo che sono rimasti costosi per troppi anni, a causa delle alte tensioni necessarie ad innescare le scariche nelle cellette. E quindi serviva un’elettronica molto sofisticata per farli funzionare (svariate migliaia di volt, da generare in pochi millisecondi ed in rapida successione sui pixel!). Le scariche comunque provocano un rapido degrado degli elettrodi e quindi una riduzione delle prestazioni complessive.

    Non mi risulta che gli LCD di fascia alta abbiano prestazioni vicine agli OLED.
    – Gli OLED hanno contrasto standard (non dinamico) di vari milioni a 1. Non mi pare che nessun LCD sia in grado di fornire questi valori.
    – Lo spessore previsto per un display OLED è 1 mm (e quelli flessibili su plastica saranno anche più sottili). Per gli LCD a LED, comunque non si potrà scendere sotto il centimetro.
    – La gamma di colori possibili con i materiali organici è pressoché infinita, e si sta studiando di andare oltre i tre subpixel RGB, inserendo almeno un altro subpixel bianco (RGBW) ed altri ancora in futuro, in modo che il display possa generare una gamma di colori molto vicina a tutti quelli osservabili dall’occhio umano. Con gli LCD, si è comunque vincolati dai filtri colorati.

    Per TheKaneB.
    Per i display OLED a matrice attiva (AMOLED), nei circuiti dei pixel si prevede di inserire dei fotosensori, per rilevare la diminuzione di intensità di luce e quindi poterla compensare, aumentando l’alimentazione che si fornisce al dispositivo. Così non c’è bisogno di screensaver.
    Nei display a matrice passiva (PMOLED), invece, già dovrebbero essere previsti dei metodi di alimentazione che compensano non solo l’invecchiamento, ma anche il burn-in (l’immagine che più di frequente viene mostrata sul display, vi resta come impressa, perché i pixel degradano in modo diverso a causa della diversa alimentazione che subiscono per lungo tempo).

  • # 13
    avve
     scrive: 

    la fai un po’ facile, le rese nel settore Oled sono basse, bassissime sulle medie dimensioni, e con difetti “di poco conto” come la scarsa durata della componente blu ma pregi attualmente non di grande rilevanza:
    il refresh che comunque sugli lcd supera ampiamente la soglia della sufficienza;
    il contrasto idem;

    ovvio che è difficile trovare early adopters che spingano verso economie sempre più di massa.

    la butto lì invece: vuoi vedere che la stereoscopia sarà il cavallo di troia per gli oled? te ne sparo subito due o tre:
    il refresh: in caso di utilizzo di occhiali attivi, il refresh degli lcd diventa improvvisamente non del tutto soddisfacente nella resa 3d;
    la luminosità e il contrasto: bisogna compensare l’effetto filtro degli occhialini, e la luminosità e il contrasto diventano improvvisamente molto più critici;
    display autostereoscopici:
    i sistemi a barriera di parallasse dimezzano o dividono di N la risoluzione orizzontale, inoltre la barriera va posta ad una precisa distanza: lo spessore ridotto degli oled compenserebbe, e la tecnica produttiva degli oled mi sembra più appropriata per produrre schermi dalla risoluzione orizzontale raddoppiata o moltiplicata per N, mantenendo la dimensione e quindi aumentando i dpi.

  • # 14
    assibesi
     scrive: 

    TheKaneb deve essere rimasto ai tempi dei plasma.. a valvole!
    Metti un buon plasma odierno, neanche costosissimo, a confronto, fianco a fianco, con il miglior LCD che riesci a trovare e poi ti accorgi di non voler più guardare l’LCD. Altro che 4096 colori!
    A volte leggendo mi chiedo “ma cosa sta dicendo? Dove ha preso le sue informazioni? O sparla di qualcosa per metterla in ombra e far risaltare qualcos’altro CHIARAMENTE inferiore in ogni aspetto perchè ne ha un tornaconto…”

  • # 15
    magilvia
     scrive: 

    @assibesi: guarda TheKaneb è solo rimasto indietro di un paio di anni quando mettendo a confronto reletivi pregi e difetti di plasma e lcd, vinceva anche se non di molto l’lcd (pensa ad esempio a: sfarfallamento, decadimento dei colori, consumi, immagini quadrettose dovuti a pixel giganti e radiazioni) Oggi invece praticamente i difetti del plasma sono stati ampiamente ridotti al contrario di quelli dell’LCD, e per questo che OGGI non c’è storia.
    [quote=nessuno]La stessa identica cosa la si poteva dire con i pannelli al Plasma, che condividono in tutto e per tutto i vantaggi degli OLED.[/quote]
    Scusami il plasma non raggiungerà mai la qualità di oled, almeno sulla carta, visto che non se nè ancora visto uno…

  • # 16
    TheKaneB
     scrive: 

    @Gas e @assibesi: come ho già detto mi riferisco a schermi di pochi anni fa, se nel frattempo hanno migliorato questi difetti si vede che hanno fatto davvero un OTTIMO lavoro di perfezionamento, perchè se la memoria non mi inganna (e lo fa di rado) fino a soli 3 anni fa i difetti del plasma (anche dei più costosi che potevi trovare) erano quelli: sfarfallamento nelle zone scure e pochi colori (con conseguente effetto “chiazze monocromo”).

    @assibesi: mi spiegheresti il perchè di questa affermazione?

    A volte leggendo mi chiedo “ma cosa sta dicendo? Dove ha preso le sue informazioni? O sparla di qualcosa per metterla in ombra e far risaltare qualcos’altro CHIARAMENTE inferiore in ogni aspetto perchè ne ha un tornaconto…”

    dal momento che mi hai tirato in causa, ritengo corretto rispondere alle tue domande (retoriche?), quindi andiamo con ordine…

    – “cosa” sto dicendo: una mia opinione personale, in quanto tale è puramente soggettiva.

    – dove ho preso le mie informazioni: Il principio di funzionamento delle cellette degli schermi al plasma è di pubblico dominio, puoi leggerlo su qualunque libro/rivista/sito internet che parli di tecnologia, compreso il discorso dei 4096 colori, cioè 12bit, cioè 16 colori per canale. Se oggi i colori sono diventati milioni, o miliardi, evidentemente è perchè hanno trovato il modo di regolare il segnale PWM di pilotaggio delle cellette con maggiore precisione, cosa tecnicamente molto difficile (e per questo mi ha positivamente stupito), date le altissime tensioni in gioco (la fonte di questa informazione è un libro di elettronica che ho a casa, vuoi anche autore e codice ISBN del libro?).

    – sparlo per tirare acqua al mio mulino? No, non sono un produttore di schermi LCD, non sono nemmeno un venditore, anzi, non sono nemmeno un fan degli LCD perchè mi da molto fastidio l’aberrazione cromatica e soprattutto i neon di retroilluminazione che dopo un paio d’anni diventano praticamente gialli e l’immagine diventa una schifezza…

    @Compass: non sapevo della compensazione automatica per l’effetto di burn-in, davvero una trovata molto ingegnosa! Mi chiedo però (a questo punto) come facciano a tarare correttamente i valori di gain di tutti i singoli fototransistor. Dev’esserci un metodo automatico per farlo (magari usando un’altro fototransistor campione? o una fonte luminosa di intensità nota?). Se conosci altri dettagli o dei link da cui approfondire, sarei ben lieto di leggere di più in merito! Ciao!

  • # 17
    Nessuno
     scrive: 

    @TheKaneB
    Mi puoi dare un link dove si dice che i pannelli al Plasma hanno (avuto) problemi con il numero di colori?
    Da quel che so, la capacità dei Plasma di produrre non solo più colori, ma anche con un Gamut più ampio rispetto agli LCD è sempre stato il vantaggo di questa tecnologia.
    Sei sicuro che non siano 12bit per colore equivalenti a 68719476736 colori totali riproducibili?
    4096 colori li aveva l’Amiga una quindicina di annni fa, opppure uno schrmo LCD a colori di un cellulare “scrauso” di 3-4 anni fa e ti posso assicurare che con una tale capacità di distinguere i colori non puoi fare una TV che sia degna di essere venduta. E non mi sembra che i pannelli Plasma, anche quelli più vecchi, siano in tale condizione.
    Inoltre i pannelli LCD NON sono ingrado di riprodurre 16milioni di colori. Neanche quelli dei monitor più costosi ci riescono, figuriamoci un pannello di una TV. E hanno un Gamut (gamma colore) molto più ridotto rispetto ai Plasma. Oggi risolvono parzialmente la cosa usando l’illuminazione LED a zona, ma il problema c’è e rimane.
    Il difetto dei Plasma sta proprio nel flickeraggio. Infatti per questo ho detto che sono ottimi per grandi pannelli da guardare a giusta distanza. Gli OLED sono la soluzione a questi problemi, avend tutti i vantaggi che oggi hanno i Plasma e ne rimuovono i difetti. Ma gli LCD costano pocco e sono venduti a prezzi relativamente alti, per cui è difficile che i produttori si mettano a investire pesantemente in alternative migliori che ucciderebbero la gallina dalle uova d’oro (e nello stesso tempo mangerebbero grandi quantità di investimenti).
    I produttori di queste tecnologie sono lì per far soldi, non per fare il nostro interesse. Teniamola sempre in mente questa cosa.

  • # 18
    TheKaneB
     scrive: 

    @Nessuno: ho provato a cercare qualche fonte senza successo. Probabilmente allora è un mio errore e ricordo male quello che ho letto tempo fa. Comunque alcuni schermi vecchi al plasma hanno effettivamente delle chiazze monocromatiche nelle immagini molto visibili, e questo lo vedo ad occhio. In mancanza di ulteriori conferme quindi cedo all’ipotesi che si tratti di 12 bit per canale, ma in alcuni modelli il campionamento sia fatto in modo pessimo, riducendo quindi i colori reali :)

  • # 19
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Sì, sono 12 bit per canale. Uno dei vantaggi del plasma è proprio l’enorme precisione nella rappresentazione dei colori rispetto alle altre soluzioni.

    Poi, come per tutte le cose, ci possono essere prodotti di più scarsa qualità, ma non credo che i problemi siano dovuti alla risoluzione delle componenti cromatiche (che rimane elevatissima per i plasma), quanto per qualche altro fattore.

  • # 20
    Lou
     scrive: 

    Vedo le cose dal punto di vista di chi opera a livello di componentistica elettronica, e devo annotare qualche punto a mio avviso importante.

    Ricordo ancora le prime promesse di tecnologia rivoluzionaria per i LED, con materiali organici, lette sulle riviste di settore alla metà degli anni ’80. Dall’annuncio alla reale applicazione va notato che sono anzitutto trascorsi una ventina d’anni, indice (come spesso accade) che la possibile realizzazione è spesso lontana dal prodotto commerciale.

    Nelle fiere di settore sono apparsi per anni i display possibili, con costi inizialmente molto più alti degli LCD equivalenti, e quando già gli OLED erano dati per “prodotti commerciabili” si parlava ancora di unità monocromatiche a bassa risoluzione (i classici indicatori grafici per usi disparati).
    Un produttore di una certa importanza nel settore optoelettronico come Osram (a partire da una ex divisione di Siemens), ha mantenuto a catalogo per un certo periodo alcuni di questi display grafici monocromatici (con risoluzioni di 128×64 pixel, per intenderci). Le note applicative erano infarcite di avvertimenti sulla delicatezza dei dispositivi, sulla vita brevissima in dipendenza della luminosità emessa e della colorazione (quindi del tipo di strato organico). Un bel giorno Osram ha tirato i remi in barca, e cancellato i prodotti.
    Prodotti di cui adesso si occupano (per i piccoli display) principalmente produttori asiatici, con livelli di qualità decisamente opinabili, soprattutto se paragonati a qualcuno come Osram.

    Il problema principale rimane evidentemente la vita operativa degli strati organici: finora nessuno ha trovato molecole rivoluzionarie, le caratteristiche continuano a degradare rapidamente.
    Come osservano già in molti, l’unico mercato in cui gli OLED riescono ancora a ritagliare una fettina è quello della telefonia cellulare. Il processo consumistico di questi dispositivi fa sì che gli utenti siano spinti a non desiderare di utilizzare lo stesso telefono oltre i 12-18 mesi, facendo sì che la vita operativa rimanga superiore a quella di utilizzo.
    L’uso degli OLED in unità monitor/televisive rischierebbe invece di sforare facilmente i tempi di vita operativa, riportando alla mente quegli effetti di “bruciatura” dell’immagine che si vedeva vent’anni fa sui monitor CRT con immagini a lungo statiche.

    La notizia che dobbiamo aspettare quindi, dal mondo degli OLED, non è quella di un produttore che ha portato ad uno show un’unità più prestante in luminosità, contrasto, consumi, o anche solo di dimensioni più generose o prezzo più basso. Queste sono tutte cose accessorie. La notizia interessante sarebbe sull’avanzamento della chimica degli strati organici, con nuove prestazioni di durata e costanza. Tutto il resto è solo strategia di marketing aziendale, come a dire “noi siamo all’avanguardia, perché abbiamo anche gli OLED”.
    Da un certo punto di visto sono anche piuttosto annoiato di vedere che c’è chi dà ancora eco a notizie falsamente sensazionalistiche sugli OLED.

    Chi acquisterebbe un’automobile che fosse velocissima, consumasse pochissimo, costasse quanto le altre, non inquinasse granché, ma avesse una durata funzionale di poche migliaia di chilometri? Solo chi può permettersi di cambiarla come si fa con un telefono cellulare, appunto.

  • # 21
    Massimo
     scrive: 

    Mio modesto parere…i maggiori produttori non immettono prodotti OLED per ragioni prettamente commerciali. Anche gli utenti più smaliziati in ambito tecnologico non possono accedere ai segreti industriali di case come Sony, Samsung etc…e se un ing. dovesse spingersi realmente a comunicare la reale situazione dei progetti in questione penso che passerebbe dei brutti momenti. Penso che sino a quando la tecnologia Lcd risponderà alle esigenze del mercato non vedremo nessuna tecnologia differente, nemmeno a costi abbordabili. Se il consumatore dovesse diminuire la domanda di tv lcd, sicuramente inizieremmo a vedere prodotti nuovi e probabilmente le case produttrici incomincerebbero ad aumentare le risorse da investire in nuove tecnologie (che per quello che sappiamo noi…potrebbero essere già adeguatamente testate), dismettendo progettistica ed impiantistica in settori obsoleti. Come sempre sono gli acquirenti che decidono la strategia aziendale e questo vale in ogni ambito e settore; se tu sei un azienda che continua ad introitare non necessità di rivedere il tuo business, se tu perdi quote di mercato, cominci a cambiare la strategia di mercato, per arrivare come ultima ratio a ripensare struttura, strategia e prodotti. Mio umile parere.

  • # 22
    FdC
     scrive: 

    x Lou
    Concordo pienamente con tutte le tue osservazioni circa il corrente “fenomeno oled”.
    Ovvio che finché non giungeranno previsioni di un calo strutturale delle vendite su scala globale, non si concentreranno gli sforzi nel settore oled.

  • # 23
    Adriano
     scrive: 

    ma di SED e FED si sono prese le tracce ? Mi pare fossero già stati presentati prototipi funzionanti

  • # 24
    compass
     scrive: 

    @TheKaneB
    Se hai modo di trovarli, questi sono un paio di riferimenti della compensazione a feedback ottico in pixel AMOLED:

    – A. Giraldo et al., “Optical Feedback in Active Matrix Polymer OLED Displays”, IEEE LEOS 16th Annu. Meeting (2003) pp. 529-530.

    – A. Steer et al., “Optical Feedback for AMOLED Display Compensation using a-Si:H Technology”, EuroDisplay 2005.

    Non sono recentissimi, ma vengono ancora citati.

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