di  -  martedì 15 gennaio 2008

UbuntuL’altro giorno mentre avevo uno scambio di vedute molto cordiale con un Ubuntista ho avuto una illuminazione: io gli avevo spiegato del mio scetticismo verso Linux in generale e delle ultime peripezie con Ubuntu, dettagliando il perché e il percome del mio cordiale astio, e lui mi ha risposto punto su punto la sua personale veduta. Egli inoltre aveva tenuto un corso di Linux poco tempo prima e mi raccontava di come una utente storica di Windows avesse trovato l’illuminazione nella facilità di masterizzazione di Ubuntu (e non solo, ovviamente) tanto da chiedere ella stessa il grande salto “quando mi installi SOLO linux?” (e ricevendo l’altrettanto ovvia risposta, degna di chi non è un talebano ma conosce a fondo le problematiche: “quando vuoi, ma solo se sei davvero sicura”).

Poi siamo passati alle cose da geek: in sostanza mi diceva che molti suoi amici di livello intermedio, non guru o supersmanettoni quindi, erano rimasti colpiti dai video sugli effetti grafici di Compiz, e alcuni poi li aveva stesi lui stesso con le meraviglie di XGL (di cui allego un video alla fine). Ho avuto la netta sensazione (magari personale eh, ma molto vivida) che fossi di fronte per la prima volta alla vera testa di ponte verso Linux sui desktop. Sono abbastanza convinto che l’utente intermedio se ne freghi abbastanza della sicurezza, dei virus, dei permessi sul filesystem e le macchine virtuali, e non cambi sistema operativo semplicemente per pigrizia e perché si ritroverebbe più o meno con la stessa cosa davanti. Ora, prima di saltare il resto dell’articolo e insultarmi nei commenti fatemi spiegare:

Quando agli albori Linux era una roba da smanettoni su riga di comando e notti a editare file di configurazione col VI era oggettivamente molto difficile pensare a una diffusione di massa. La comunità open source non è stata con le mani in mano, e anche a costo di tradire i più duri e puri ha dotato quasi tutte le versioni di un installer visuale, strumenti di help integrati, una comoda interfaccia a finestre e pacchetti di installazione semiautomatica (tipo apt-get, per intenderci) “alla next-next-next”. Gran cosa, certo, ma… così è fin troppo simile a Windows. Io ne sono stato entusiasta quasi da subito, pur con tutte le rogne che ho sempre avuto coi pinguini, e ho pensato che fosse la cosa giusta sino a quando non ho fatto questa riflessione. Quindi quando il mio amico mi ha detto che molta gente che conosce passa a Linux solo per sballarsi a “far girare i cubi” ho finalmente trovato un vero elemento di distinzione capace di convincere un pigro a tentare il grande salto. Ed è su elementi come quelli che la comunità dovrebbe puntare, giacché tutto il resto praticamente ce l’ha, ben nascosto nel motore :)

Concludo con un video abbastanza famoso di XGL, giusto per chi non sapesse cosa sia e di cosa sia capace. Prima di inveire troppo nei commenti vorrei ricordare che il target di riferimento di questo post è l’utente MEDIO, non alle prime armi e non smanettone come la maggior parte di noi :)

14 Commenti »

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  • # 1
    Lanfi
     scrive: 

    Trovo che ciò che dici sia corretto. L’espressione user friendly secondo me ha un importantissimo valore se la si interpreta nel modo giusto. Rendere un so facile da utilizzare è il senso giusto! E quando le innovazioni grafice non sono solo fini a se stesse (come troppo spesso è stato per windows) non possono fare che bene. Sinceramente anche io sto entrando nel mondo linux…e quando ho installato ubuntu 7.10 sono rimasto a bocca aperta…tanto per dire, mi ha visto tutte le periferiche senza che io dovessi smanettare in alcun modo! E l’interfaccia grafica è ottima…beh potrei continuare a elencare pregi ma non credo sia il posto adatto. Linux per me ora è ad un ottimo livello….adesso migliorare diventa sempre più difficile…ma se ci riesce per microsoft potrebbero davvero cominciare a volare uccelli per diabetici :).

  • # 2
    BackInTime
     scrive: 

    Linux non è ancora pronto per l’utente medio, e probabilmente vale anche il contrario.
    Bisogna ricorrere troppo spesso alla riga di comando, la disponibilità di buoni drivers per le periferiche è ancora scarsa, c’è penuria di software di qualità professionale, la compatibilità col resto del mondo è incompleta e via dicendo, potrei continuare a lungo.

    In più, il software opensource ha alle spalle una buona filosofia, ma questo eccesso di libertà provoca una eccessiva frammentazione: troppi applicativi diversi che fanno le stesso cose, possono disorientare l’utente.

    Gli effetti grafici del video possono sembrare belli, ma non ho mai trovato letto la VERITA’ su quel software. Cioè che a livello di produttività non servono a nulla. Che quelli mostrati funzionano con XGL, creato da Novell, mentre il 90% delle distro Linux funzionano di default con AIXGL, simile ma non uguale. Che per far funzionare il tutto con le schede video ATI bisogna usare i drivers open che sono abbastanza penosi, e che se usi i drivers chiusi (penosi anche quelli), devi impostare il server grafico per usare XGL al posto di AIXGL.
    In più, spesso e volentieri gli effetti grafici rallentano il pc o lo rendono terribilmente instabile.

    Continuando: cosa me ne faccio di un repository con migliaia di software, se poi non ho comunque la compatibilità al 100% col resto del mondo?
    Cosa me ne faccio di Linux, se poi, volente o nolente, devo tenerlo in dual boot con Windows?

    L’utente medio ha davvero bisogno di migrare a Linux? In fondo la licenza per Windows la si paga all’acquisto del PC. Perchè usare qualcosa gratuito che mi spinge al compromesso, quando ho acquistato qualcosa che funziona e per cui il mio PC è stato progettato?

  • # 3
    Giulio
     scrive: 

    Io continuo a insistere su 2 cose: la mancanza di giochi (ma davvero sviluppare in opengl invece che directx è così difficile? o qualcuno paga?) e alcune abitudini contorte (office e msn).

    Al di la di questo gli strumenti ci sono più o meno tutti. Manca ancora la cultura, ma soprattutto mancano le emoticons…

  • # 4
    Anonimo
     scrive: 

    Posso essere d’accordo sul fatto della prima impressione e la ricchezza del presentation layer abbiano una certa importanza, specie nell’ambito della diffusione, ma mi trovo in disaccordo con il fatto che sia immediato configurare un sistema *nix attraverso una GUI.

    Per mio conto (sono sviluppatore) le interfacce utente, almeno su Ubuntu, non coprono adeguatamente le possibili configurazioni del sistema. Tanto è vero che ogni volta che parlo con utenti Linux per un consiglio o una dritta il consiglio è sempre lo stesso, usare la console.

    Giusto per fare un esempio, tempo fa ebbi problemi a configurare i DNS con Ubuntu 6, e non riuscivo in alcun modo ad impostarli via UI. Un mio collega, allor, mi spiegò gentilmente dove trovare l’elenco dei DNS (/etc/resolv.conf) e mi descrisse i comandi più comuni per gestire le interfacce di rete. Sinceramente, se da un lato ifconfig e relative opzioni sono ben strutturate e usabili, non mi sarei mai sognato di andare a cercare un piccolo file di testo con l’elenco dei DNS.

    In tal senso voglio dire che una quick-start o una reference guide mi avrebbero fatto comodo, proprio come nel mondo dell’industria esistono manuali per ogni esigenza.

  • # 5
    Actam
     scrive: 

    Ottimo articolo.
    Compix sembra davvero la testa di ponte per sbarcare su Linux (per poi accorgersi delle altre più fondamentali caratteristiche).

    La riga di comando serve solo raramente.
    Se avete problemi con i driver, googlate e troverete una serie di comandi da terminale e, nel 90% dei casi, non avrete bisogno di altro (eccetto internet, naturalmente).

    Per l’utente medio GNU/Linux è già una soluzione.
    Per l’utente aziendale dovrebbe essere un obbligo (pensate solo al tempo perso causa virus, instabilità e/o reti auto-sconfiguranti…)

  • # 6
    Spike
     scrive: 

    io penso che prima del 2010 linux potrebbe diventare un’alternativa eccellente a windows, basti vedere la velocità con cui evolvono le distro + famose.
    Anche secondo me c’è ancora da lavorare sulle interfacce, per mia dico esperienza che la shell e veramente il demonio per l’utente medio!
    Poi c’è sempre il problema interoperabilità, ma quella è una questione + “politica” secondo me.
    CIAO!

    ps certo che quando youtube è giù è un casino..

  • # 7
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    questa cosa dei driver ATI me l’ha detta anche il mio interlocutore, ma siccome non l’ho verificata di persona ho preferito ometterla. Ai tempi del mio ultimo tentativo avevo una Nvidia :)

  • # 8
    Giordano
     scrive: 

    Mah,mi reputo un utente avanzato Windows, oggi ho installato Kubuntu via VMware….volevo passare a KDE4…sono ancora fermo al passo in cui mi dice che devo aggiungere una URL in un file contenuto in /etc/apt/ perchè nn ho i permessi x modificarlo…ok chmod da riga di comando poi il 755 (molto intuitivo….) ma nn riesco a puntare al file…ci riprovo domani…cmq ho pazienza e tempo altri avrebberò già cacciato via tutto…linux è un OS user friendly solo di facciata,sotto è ancora il macchinoso e assolutamente poco user friendly LINUX…

  • # 9
    Daniele
     scrive: 

    Linux non è ancora pronto per l’utente medio, e probabilmente vale anche il contrario.
    Bisogna ricorrere troppo spesso alla riga di comando, la disponibilità di buoni drivers per le periferiche è ancora scarsa, c’è penuria di software di qualità professionale, la compatibilità col resto del mondo è incompleta e via dicendo, potrei continuare a lungo.

    ***CUT***

    “Sfortunatamente” sono completamente d’accordo con te.
    Ci sono troppi software (pacchetti/progetti) che fanno le stesse cose, troppi sperperi di tempo ed energie da entrambi i lati (io nel scegliere e far funzionare, tu nel programmare).
    Ci sono troppe distribuzioni e sono tutte prive di un vero “standard” (struttura/funzionamento/gestione).
    I driver segano ulteriormente le gambe, ma non è nemmeno colpa dei produttori di hardware.
    Non esiste una base su cui lavorare e i vari HP/LOGITECH/EPSON/ATI/LG/MOTOROLA/CREATIVE sono aziende che fanno soldi con quello che producono, quindi niente sorgenti aperti, senza contare il fatto che non c’è nessun interesse, visto che gli utenti linux nella torta globale sono meno delle briciole (è già faticoso trovare hardware compatibile per Macosx).
    Come qualcuno ha già detto, mancano software produttivi a livelli professionali, altro problema non di poco conto.
    Chi fa fotoritocco professionale con The Gimp? E in caso di problemi, il reale supporto tecnico chi te lo da? (Stupendo The Gimp, lo uso anch’io, ma voglio far capire il concetto).
    Uno che lavora seriamente (architetto, fotografo, elettricista, meccanico,disegnatore) necessita di strumenti e assistenza telefonica che solo una casa di produzione come Autodesk (per citarne una) sa dare….

    Io possiedo un’imac, vengo da oltre 3 anni di Kubuntu, ma ho dovuto abbandonare questo mondo perché manca tutto ciò che soddisfa le mie esigenze.
    La mia HPD6160 chi la fa’ funzionare? E il mio HPScanjet3770? Tutte le funzioni della mia tavoletta grafica? La mia DJ Console? Macosx fa funzionare tutto al 100% senza scendere a compromessi, ho anche office (PAGATO) che permette la massima compatibilità con il resto del mondo. Open office è un buon progetto, ma non è diffuso, quindi rientra in qualcosa da bocciare per non rimanere tagliato fuori.

    Il mondo linux ha fatto passi avanti ma forse, hanno dimenticato o nascosto i loro limiti/difetti.
    Per me linux sta bene ad utenti come la mia ragazza, che clicca senza ritegno in qualsiasi c@g@t@ del web (virus non ne prende), stampicchia foto, legge mail, riproduce musica e video.
    Ma il resto?

    Personalmente linux lo uso solo come mulo da lavoro (serverini), nel campo desktop è limitatissimo (escludendo il surf’n’mail).

  • # 10
    Markingegno
     scrive: 

    @daniele
    Un buon 80% del mio lavoro consiste nel cosiddetto surf&mail, per cui, l’unica cosa di cui sento la mancanza su ubuntu e’ un editor html wysiwyg, per quel poco che lo uso.

    Virus non ne piglio nemmeno su Win perche’ non clicco su qualsiasi c***ta e ho un buon AV.

    Per il resto non ho giochi installati nemmeno su Win, e non uso msn per evitare le emoticons, quindi ubuntu e’ perfetto per me.

    Casi personali a parte, credo che ci sia una ampia fascia di utenza professionale che potrebbe beneficiare di linux se solo non avesse subito un imprinting tale da mettersi a ciucciare il pollice non appena vede la faccia di Bill Gates.
    :)

  • # 11
    daniele
     scrive: 

    @Markingegno

    Per le tue esigenze è perfetto! :-)

    A me sta stretto perchè il surf&mail non è l’unica cosa che faccio con il PC.
    Mi piace utilizzare il computer per creare, gli strumenti su linux bene o male ci sono, ma sei limitato da altri fattori (suppporto).

    Gli usi professionali no, mi dispiace, sei fuori strada….
    I gestionali come li fai girare? E i documenti come gli scambi (se li produci con open office) con gli altri uffici/aziende?

    Troppe lacune/situazione di cacca…

  • # 12
    andrea
     scrive: 

    @giordano

    Ri riferisci a sources.list? non importa cambiare i permessi per editarlo (e non si deve neanche fare!) apri adept e guarda alla lista dei repository, oppure con clicca con il tasto destro sul file e scegli “edita come root” semplice no?

  • # 13
    francesco
     scrive: 

    Sono un utente abbastanza esperto di linux e vi porto la mia esperienza: imparare ad usare il computer con linux o con windows o con mac ormai non comporta differenze. Si fanno le stesse cose, ma in modo diverso. Il punto e trovarsi con un sistema gia’ configurato e qualcuno che ti da le prime dritte. Cambiare da uno qualsiasi dei tre all’altro e’ un problema per via delle abitudini ormai consolidate. Per far capire conosco gente tornata a Xp dopo Vista perche’ non si trovava e chi si e’ lamentato perche’ gli ho installato Xp quando il 98 va tanto bene (due mesi fa…).

    Per me e’ tanto una questione di abitudine.

  • # 14
    battagliacom
     scrive: 

    Sono daccordo con molti, in particolare con quelli che dicono che Linux si puo usare solo per l’ambiente non professionale.
    Linux a mio avviso non si è diffuso perchè viene usato solo da chi è un quasi esperto di computer. e quindi anche se andrebbe bene per un utente desktop normale, rimane il fatto che passare ad un sistema ad un altro è sempre complicato, quindi c’è questa arma a doppio taglio che da una parte rende Linux manegevole per l’utente meno esperto e da una parte però non viene usato per scarsa diffusione. Quindi se Linux si diffondesse di più alla fine saranno stesso gli sviluppatori di altre parti che guarderanno meglio a Linux, quindi più Linux si diffonderà e più diventerà migliore, quindi credo che sia solo questione di tempo. Naturalmente il tempo non fa tutto ma doabbiamo essere anche noi a scegliere di convincere gli altri a passare a Linux. Il problema che hanno i produttori di hardware/software a creare software per Linux è dato dal fatto che su quei driver non guadagnano nulla a differenza se sviluppano driver per Linux, questo succede perchè insieme al computer vengono anche dati dei software che naturalmente va tutto a guadagna dei produttori.

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