di  -  giovedì 17 dicembre 2009

facebook, suggorato di amicizia

Prendere a calci un bambino e poi accusarlo di essere capriccioso se piange. Il periodo precedente contiene due predicati, il primo deplorevole, il secondo stupido.

I portavoce del Partito Delle Libertà dopo l’aggressione a Berlusconi tornano a parlare di incitatori all’odio che fanno male alla vita politica del Paese, oltre che al setto nasale del Presidente del Consiglio. Avete notato l’analogia?

L’indaffaratissima On. Carlucci torna alla carica per gettare odio contro i social network e il web in genere, luoghi di perdizione e anarchia in cui  si fomenta violenza e si organizzano nuclei terroristici.

Io apprezzo gli sforzi della Carlucci per ristabilire un sereno dibattito politico in questo Paese e, visto che dai processi alle nuove BR qualche anno fa era venuto fuori che i criminali si coordinavano facendo un intenso uso dei cellulari, proporrei di vietarli. Che dire poi della banda della Uno bianca, bisogna assolutamente imporre per legge un localizzatore GPS in tutte le auto prodotte dal gruppo italiano.

Perdonate il sarcasmo, ne faccio uso solo per mettere in luce le incongruenze delle dichiarazioni ufficiali che arrivano a noi attraverso la stampa. I politici che fanno della menzogna un’arte della dialettica sono quelli che seguo con più interesse, perché le menzogne sono trasparenti e mostrano gli intenti che vi sono dietro.

Mentire ormai è un’arte ormai così affinata che è possibile farlo anche esprimendo opinioni.

Il Ministro Maroni dopo l’aggressione a Berlusconi, visto che è uno dei massimi rappresentati di un partito famoso per la pacatezza e il senso civico dei propri esponenti,  torna a chiedere nuove regole per web e manifestazioni, come se la pressione legislativa in questi ambiti non sia già tra le più alte (se non la più alta in assoluto) nelle democrazie occidentali.

Maroni ha dichiarato nei giorni scorsi di non voler anticipare nulla finché la questione non sarà stata ben esaminata, visto che è un provvedimento che coinvolge temi delicatissimi quali la libertà di espressione e di manifestare, ma poi si lascia sfuggire che bisogna ” trovare un equilibrio tra la libertà di manifestazione del proprio pensiero in campagna elettorale e quella di manifestare la propria critica”.

Il che significa in soldoni che l’utilizzo delle piazze non sarà garantito con gli stessi diritti a tutti, ma si sta pensando di introdurre distinzioni tra comizi elettorali e manifestazioni indette dalla libera associazione dei cittadini, ancora in altre parole, qualcuno avrebbe più diritto di qualcun altro di esprimersi pubblicamente.

Dopo le aspre polemiche dovute alle dichiarazioni del Ministro, sia dentro che fuori il Parlamento, sono state rilasciate dichiarazioni per smorzare i toni e dimostrare disponibilità al dialogo sulla questione, ma la tensione rimane altissima.

Riguardo al web si torna a parlare di ipotetiche norme per impedire la nascita e la proliferazione di gruppi che istighino alla violenza e all’odio. Così di primo approccio mi trovo d’accordo, poi ci penso due secondi e mi rendo conto che le leggi adatte allo scopo esistono già, dai tempi dei Savoia credo.

La definizione dei reati per perseguire chi promuove destabilizzazioni politico-istituzionali, atti terroristici, violenza e pubblica scritti diffamatori sono già perfettamente operativi.

Torniamo ora un po’ indietro nel tempo. Se non siete nuovi su Appunti Digitali ricorderete anche che questo non è il primo tentativo di creare strumenti di oppressione della libera espressione online.

Esistono dei precedenti che hanno generato un terremoto di proteste, fino a spingere aziende come Google a schierarsi politicamente contro quel decreto, sfidando frontalmente il Governo e l’opinione pubblica, con toni tutt’altro che smorzati.

In quell’occasione l’invenzione fu quella di far cadere le responsabilità di chi commette reato su di chi è assolutamente estraneo ai fatti. Un utente che pubblica materiale passibile di reato, avrebbe potuto mettere nei guai l’azienda che gestisce il servizio utilizzato per la pubblicazione, il motore di ricerca che indicizza il contenuto, l’aggregatore che lo raccoglie in automatico e tutte le eventuali compagnie di hosting che mantengono questi servizi sui loro server.

Un meccanismo contorto e vago che genera un clima di paura e di autocensura ma che sarebbe stato più difficile da assumere come una minaccia dall’opinione pubblica, poiché in questo modo non si sarebbe dovuto istituire un organo di controllo istituzionale e pubblico da poter additare come organo di censura.

Mentre attendiamo di scoprire cosa inventeranno questa volta, non senza un po’ di timore, ma anche un po’ di curiosità, vorrei spendere altre due parole per allargare l’analisi su cause ed effetti di tutto questo gran parlare.

La causa naturalmente è l’attentato all’incolumità del Presidente del Consiglio da parte di un mitomane, con comprovati problemi psichiatrici. Questo almeno è quanto detto dai rappresentati del Governo, ma come fa a fare statistica questo fatto?

Non sarà mica che a Palazzo sentano il bisogno di una legge che regoli web e manifestazioni dopo una riuscita manifestazione contro il Governo che si è inventata da sola attraverso i social network, la blogosfera e l’editoria online?

Naturalmente la mia è solo un’ipotesi, di cui sono fortemente convinto, ma che per cercare di essere obiettivo sono costretto a considerare tale.

Difendere la libertà di espressione nel nostro Paese non è di destra, né tanto meno di sinistra, visto che le prime leggi a imporre dei limiti al web in Italia, storicamente portano la firma di D’Alema e che attacchi alla libertà di espressione non di minore entità sono arrivati da proposte di legge come la Levi-Prodi.

Tuttavia mi sembra il minimo dubitare del rispetto delle Istituzioni democratiche, da parte di chi vorrebbe controllare il gioco del dibattito politico democratico, mettendo mano alle regole del gioco stesso.

La classe dirigente italiana ha dimostrato di vivere la rete come un problema, perché è un luogo ancora fuori controllo. I poli televisivi sono pochi e gli inserzionisti che possono permettersi di investire su pubblicità televisiva in Italia non sono molti di più.

Il discorso è un po’ più complesso per la carta stampata ma non molto diverso: gli opinion leader appartengono agli stessi gruppi economici che controllano le televisioni e il Corriere della Sera, un tempo considerato un organo di stampa quasi istituzionale, sappiamo tutti (o dovremmo saperlo) che fine ha fatto in anni recenti.

“Purtroppo” la mancanza di confini geografici della rete non ha permesso finora di attuare i “protocolli” standard a suon di leggi per costruire un controllo sui mezzi di comunicazione e rappresenta, per chi vorrebbe controllarla, ancora una questione irrisolta.

Le parole di Carlucci e Maroni in questi giorni sono soltanto le ultime esternazioni di un lavoro costante che, pur non essendo ancora sfociato in norme repressive, ha già dato i suoi frutti, grazie ad una costante pressione mediatica che ha gettato fango sulla grande rete.

Sarà capitato a tutti, e non di rado, di imbattersi in persone che parlano di internet, come un luogo oscuro e pericoloso, covo di pedofili, criminalità o persone violente. Considerazioni che sono tanto più frequenti, tanto più è grande l’ignoranza riguardo ai mezzi telematici e alle possibilità che questi offrono.

L’analfabetismo informatico nel nostro Paese è ancora grande e il problema è ancora più grande se grazie alla propaganda contro la rete, si trasforma in diffidenza e paura.

C’è un mondo intero di possibilità per accedere a conoscenza, condivisione e opportunità economiche che in Italia è frenato dalla classe politica.

Fuori dai nostri confini, azioni come quella di controllare su Facebook o Twitter il menù del giorno del proprio ristorante preferito, utilizzando il proprio smartphone magari, cominciano ad essere abitudini consolidate, mentre da noi la rete rimane per gli occhi di tanti un covo di frustrazioni e violenza.

Chiedetevi di chi è la colpa. Vogliamo ancora vivere in un Paese che concede i funerali di Stato ad un conduttore televisivo o vogliamo che le cose cambino?

38 Commenti »

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  • # 1
    Gianni Donadeo
     scrive: 

    Davvero un bell’articolo, condivido a pieno le tue preoccupazioni.
    Complimenti.

  • # 2
    Ventresca
     scrive: 

    siamo in due. complimenti anche da parte mia per l’articolo che condivido in pieno.

  • # 3
    floc
     scrive: 

    ma veramente maroni ha invece subito detto che non bisogna assolutamente lasciarsi andare a leggi forcaiole sull’onda dell’emozione, che le leggi ci sono gia’ basta dare la possibilita’ di intervento ai magistrati, e ha dichiarato subito che non vuole fare un decreto ma un disegno di legge in modo da dibatterne il piu’ possibile. Francamente mi sembra il solito “agitarsi contro il governo” per partito preso.

    cito: “«Niente censura, né controlli da parte del governo. Serve la collaborazione dei gestori»

    consiglio soprattutto la lettura del paragrafo “GLI STRUMENTI”

    http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_16/maroni_internet_decreto_ddl_web_regole_dd6f1fc2-ea42-11de-8d37-00144f02aabc.shtml

    basta andare avanti a leggere e si capisce come le preoccupazioni siano sempre lecite, come in tutti i casi nei quali il nostro vecchio governo a a che fare con il web, ma siano decisamente da ridimensionarsi rispetto a quanto detto nell’articolo

  • # 4
    Andrea Demartini
     scrive: 

    «Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.»
    Benjamin Franklin

  • # 5
    Michele
     scrive: 

    Floc
    Quelle cose le ha detto ieri Maroni, il giorno prima aveva detto tutto il contrario (come sono soliti fare i politici ormai).
    Aveva detto che le piazze sono aperte alle contestazioni, a parte nel periodo di campagna elettorale, dove ci sono restrizioni. “Dato che siamo costantemente in campagna elettorale, stiamo pensando di esternderle a tutto l’arco dell’anno”…..Un bel giro intorno al discorso.
    E cmq in tv fanno sempre vedere mezza verita’. Esistono video della contestazione al comizio, dove i “sostenitori” del pdl contro attaccano i manifestanti inneggiando “DUCE! DUCE!”, ma quello non lo fa vedere nessuno….e sarebbe reato veramente quello, piu’ che scrivere un post su facebook. E si nota anche il prode Borghezio girare dando dei coglioni e rompicoglioni ai giudici, che non fanno un cazzo e rompono solo i coglioni (e loro parlano di non istigazione alla violenza adesso, quando fino a 2 mesi fa inneggiavano ai fucili).
    Io credo che ora sia tutto un pretesto per realizzare quello che stanno pensando di fare da mesi. Un po’ come il patriot act americano dopo l’11 settembre.

  • # 6
    Flare
     scrive: 

    Ottimo articolo.

    Vorrei anche dire che, a proposito di seminar zizzania, noto sempre una tendenza fra i politici di demonizzare l’avversario. Ma anche cavalcare il malcontento o l’attualità, per cercare facili consensi (anche quando si tratta di una percezione deformata della realtà, come il famoso albero che cadendo fa più rumore della foresta che cresce, grazie ai giornali in cerca di sensazionalismo). Queste distorsioni sono le prime a generare odio e diffidenza fra categorie e gruppi di persone e loro le alimentano pure per strumentalizzarle.
    Non mancano poi atteggiamenti tutt’altro che pacati durante le loro partecipazioni ai salotti televisivi, anzi è tristemente “normale” assistere alla loro maleducazione e prepotenza: eccoli interrompere gli altri e non farli parlare, eccoli fare a chi urla più forte…
    I nostri rappresentanti non mancano poi di dare l’esempio pratico con sputi e risse alle camere.

    E “naturalmente” ora è tutta colpa di Internet, che poi vuol dire solo la gente comune che comunica fra di loro. Però i più ci cascano. Pure i giornali pongono le cose in un certo modo… e con domande del genere (vedi link) il parere dei lettori è scontato:
    http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=2614&risultati=1

  • # 7
    Roberto
     scrive: 

    Preso dal link che posta Pascucci:

    “Tra i provvedimenti in esame, a quanto è dato di sapere, ci sarebbero: l’attribuzione al Gip del compito di adottare provvedimenti cautelari quando si ravvisi l’urgenza di un intervento, sanzioni pecuniarie per chi commette in rete istigazione a delinquere e apologia di reato e persino il tentativo di rendere più difficoltosa la navigazione sul web verso quei siti che istigano alla violenza o fanno apologia di reato, attraverso una serie di filtri.”

    Oh, com’è che ora il giudizio di un giudice non va più bene? Non sarebbe il Governo a decidere, ma la magistratura… cos’è, non vi fidate del giudizio di un giudice?

    Ricordiamoci che le leggi esistenti tanto invocate perseguono sì chi commette il reato, ma poi il reato continua ad esistere visto che in Internet le pagine restano teoricamente all’infinito (anche dopo essere state oscurate) nelle cache dei server… è un po’ diverso da un volantino o da una pagina di giornale che dopo 24 ore vede il numero di possibili lettori ridursi a 4 gatti assidui frequentatori di biblioteche. Forse qualche modifica al codice non sarebbe proprio così inutile…

    Maroni non ha affatto cambiato idea, tant’è che il 16, quando secondo alcuni avrebbe cambiato le carte in tavola, dice che vuole portare al CDM un provvedimento che “consenta alla magistratura di rimuovere dal web le pagine in cui la magistratura stessa, e non il Governo, ravvisi un reato ad esempio di apologia o di istigazione”. Ma guarda,è esattamente quello che riporta il link di Repubblica del 15 postato da Pascucci!!! Miracolo!

    E’ vero, i giornali riportano meze verità, come i blog, i commentatori di blog e compagnia cantante. O qualcuno vuole sostenere che questo post sia da ascirversi alle news piuttosto che alle views, alle opinioni (che per definizione sono di parte), riprendendo i termini utilizzati da Grasso (http://www.appuntidigitali.it/5476/la-stampa-italiana-riporta-la-realta-nel-modo-corretto/)?

  • # 8
    Tasso79
     scrive: 

    Premetto che il mio intervento vuole essere politico, almeno quanto è politico questo articolo.
    Voglio sottolineare che l’attenzione per il controllo delle opinioni non è una peculiarità della Destra di questi ultimi tempi.
    Sono un libero professionista della provincia di Ravenna.
    Visto che la preoccupazione qui è lasciare la libertà anche a persone che gridano alla morte di qualcun’altro secondo me ci sono problemi di libertà ben più gravi vengono taciuto. Forse voi non siete a conoscenza del fatto che nella nostra zona se vuoi farti una casa devi fartela del colore, dei materiali e della tipologia che più aggrada l’amministrazione. L’amministrazione intesa del tecnico di turno che valuta. Non solo, anche le piante del tuo giardino devo essere di gradimento dell’amministrazione. Dov’è la libertà, quando scelte del tutto personali che implicano anche costi assolutamente non trascurabili, sono demandate all’arbitrarietà di giudizio di chi mai in realtà dovrà farne i conti? E soprattutto secondo me non è giusto nel momento in cui queste scelte hanno dei costi ben superiori.
    Ho il timore che tra poco sceglieranno per te l’auto, il colore dei capelli e devi vestiti.
    La motivazione che adducono è: “per tutelare la comunità” e “valorizzare il patrimonio comune”. Sono parole che mi fanno paura, laddove per raggiungere un tale scopo si applica la più pura discrezionalità.
    Ah! Già! Dimenticavo: questo mio intervento è da censurare perchè non allineato.

  • # 9
    alpha
     scrive: 

    Quando La Russa parlando di crocifisso nelle scuole ripete in tv “devono morire” è una istigazione all’odio o sana e pacata dialettica?
    Aboliamo la tv, ed in particolare chiudiamo la rete che ha mandato in onda queste pacate osservazioni? :-p

  • # 10
    Roberto
     scrive: 

    Era “possono morire”, non devono, e c’è una gran bella differenza, soprattutto perchè “possono morire” è di uso comune in italiano: “se aspetti che mi metta la gonna puoi anche morire”, nel senso che è una cosa che non avverrà mai.

    Questa è la strumentalizzazione di cui ci si lamenta, ma vedo che nonostante souvenir e cavalletti la cosa non viene capita.

  • # 11
    floc
     scrive: 

    @alpha: complimenti, bella figura :)

  • # 12
    Ago
     scrive: 

    Noto con piacere che anche su questo sito stiamo alle strumentalizzazioni e basta! Ma i Fatti?
    I fatti sono, che usano una “banale” incidente per togliere spazio libero.
    In America dopo i vari attentati ai vari presidenti non si sono mai sognati di limitare la libertà di espressione!
    Ci sono riusciti parzialmente solo dopo un attentato alla Nazione!!
    Ma siamo in italia e se sono di destra questa proposta mi sembra normale, se sono di sinistra no. Il fatto (reale, vero, inconfutabile) è che si preparano a limitare la nostra libertà, e in sito come questo mi aspetto di trovare tutti concordi nel rifuitare una simile “ipotesi” e di combatterla al di là di come la si pensa.

  • # 13
    Giullo
     scrive: 

    complimenti, condivido al 100%

  • # 14
    Flare
     scrive: 

    @Roberto: anche i blog possono fare disinformazione, come la gente al bar e il passaparola. Quel che si vuol sottolineare è questo costante puntare il dito contro Internet (similmente a quanto accade coi videogiochi), quando la realtà è più complessa e le responsabilità sono molteplici, a partire dall’esempio negativo che danno gli stessi politici (le frasi di Gentilini nel video linkato sono un altro esempio), indipendentemente dal loro partito, che invece dovrebbero essere d’esempio (positivo) per la nazione.

  • # 15
    Roberto
     scrive: 

    Bravo, parliamo di fatti!

    Fatto: sarà la magistratura a decidere se oscurare o meno un sito.

    Cos’è, i giudici fanno comodo solo se indagano certe persone?

    Poi tu, cittadino USA, prova a scrivere “uccidiamo obama” su un sito e vedi se non ti ritrovi la FBI alla porta di casa 10 minuti dopo…

    “WASHINGTON: The U.S. Secret Service is investigating an online survey that asked whether people thought President Barack Obama should be assassinated, officials said Monday.

    The poll, posted Saturday on Facebook, was taken off the popular social networking site quickly after company officials were alerted to its existence. But, like any threat against the president, Secret Service agents are taking no chances.

    “We are aware of it and we will take the appropriate investigative steps,” said Darrin Blackford, a Secret Service spokesman. “We take of these things seriously.”

  • # 16
    Roberto
     scrive: 

    Flare: il problema è che Internet non è regolamentata… ti basta hostare il sito su server di torbolandia per rendere praticamente impossibile l’oscuramento di un sito, e guarda caso i toni accesi in internet si sprecano, così come l’incitazione non alla vilenza, ma all’omicidio!

    Nessuno vuole difendere i politici, che comunque sono espressione del popolo che certo non è da meno, ma ritenere che qualsiasi provvedimento rivolto a regolamentare la rete sia un attacco alla libertà mi pare davvero esagerato, soprattutto se il controllo verrà affidato alla magistratura.

  • # 17
    ryo357
     scrive: 

    Leggo sempre volentieri appunti digitali ma stavolta sono rimasto a dir poco deluso da un articolo abbastanza vuoto.
    La frase finale poi …. funerali di stato per un conduttore televisivo …. non era UN conduttore televisivo ma IL conduttore televisivo che era presente da quando è nata la televisione e ha insegnato l’italiano (seppur con poche parole) a moltissimi italiani…

    Articolo politico, che delusione!

  • # 18
    Ago
     scrive: 

    Solo per precisione…..ma avete mai visto un programma politico su una tv americana?
    Avete mai seguito una tornata elettorale americana?

    Roberto quello che dici è da film il grande fratello esiste forse….. ma è anche intelligente.
    E poi un maggistrato applica solo la legge, è piu la legge è confusa piu potrà sbagliare. Difendiamo la libertà di tutti di dire tutto.

  • # 19
    makrov
     scrive: 

    c’è stata un aggressione al nostro Presidente del Consiglio, e per quanto non lo si voglia ammettere la cosa è grave!
    il problema è al piu di voler trovare sempre un capro espiatorio per tutto quello che succede in questo paese…
    la sinistra dice che è colpa del berlusca e vabbè, sono convinti di questo e guai a chi non concorda…
    gli altri guardano il TG e vedono che parlano di Facebook, gruppi contro il premier etc, quindi è colpa della rete che non controllata fomenta questa linea di pensiero “pericolosa”
    adesso perchè si punta il dito su internet??? perchè è sicuramente il media meno controllabile ma soprattutto in italia quei maledetti giornalisti che non sanno come chiudere un buco di 5 minuti nei loro TG fanno articoli inutili sconclusionati e fallaci su internet (prima se la prendevano con i videogiochi, mentre non ho mai visto un TG che si lamentasse delle edicole con le riviste porno a fianco agli album delle figurine dei calciatori)
    internet permette di diffondere il proprio pensiero ad na platea mondiale il pochi secondi, cosa che stampa radio e TV insieme non possono fare se non con grandissimi sforzi tecnici e finanziari.
    ammetto che ci debba essere un controllo sulla rete per attentati terroristici o cmq abusi su persone, ma le leggi esistono, vanno solo applicate (e non adattate dal giudice di turno)

  • # 20
    makrov
     scrive: 

    edit:
    per quanto riguarda mike buongiorno sono stati un gesto dovuto, in quanto per questo paese la TV è la cosa piu importante, sia che si parla di destra sia di sinistra!
    l’italiano medio si siede in poltrona e accende la TV, e subisce passivamente tutto quello che gli propinano (cosa impossibile su internet dato che tutti possono replicare)

  • # 21
    lucusta
     scrive: 

    cito dall’articolo: “Sarà capitato a tutti, e non di rado, di imbattersi in persone che parlano di internet, come un luogo oscuro e pericoloso, covo di pedofili, criminalità o persone violente. Considerazioni che sono tanto più frequenti, tanto più è grande l’ignoranza riguardo ai mezzi telematici e alle possibilità che questi offrono”…

    bene, le persone che demonizzano cosi’ la rete sono molto simili a quelle che usano la rete! ignoranti informatici.
    e’ proprio l’ignorare alcune semplici regole che rende la rete un “covo”. anni fa’, chi usava i vari servizi leggeva la netiquette, e se qualcuno non la seguiva veniva ripreso e subito naturalmente emarginato dagli altri utenti.
    logicamente erano altri tempi, in cui la rete era diffusa in modo piu’ marcato tra’ persone con un grado di istruzione, ed anche educazione, superiore alla media, ben prima della diffusione di massa del mezzo; ma le auto-regole c’erano, ed esistono ancora.

    io credo che la migliore arma sia l’educazione al mezzo, alle regole, e non lasciare allo sbaraglio le masse per poi intervenire con leggi che smorzano o soffocherebbero una nuova era della comunicazione.
    l’educazione che servirebbe per vivere in un mondo civile, non in un’italia in cui, oltre l’ignoranza informatica, si sta’ sommando anche l’ignoranza diffusa.

    proporrei al governo di utilizzare i mezzi che gia’ oggi offrono le leggi per limitare questi eccessi, e spendere per rieducare l’italia, iniziando dalla scuola, ma arrivando non solo alle nuove generazioni, ma anche agli adulti, che ne hanno molto piu’ bisogno.

  • # 22
    densou
     scrive: 

    i problemi sociali son ben altri e come al solito (aka DA SEMPRE) si va a finire in un certo modo. Peccato che non c’è peggior sordo di chi….

    E dubito fortemente che si ottenga la redenzione scappando (a buon intenditor….) finché SI è il vero problema nazionale.

  • # 23
    gcala
     scrive: 

    Sono d’accordo con ogni paragrafo dell’articolo e mi fa male leggere alcune delle risposte. Sarei propenso a pensare che scelte politiche come quelle paventate siano il frutto di politici vetusti, che non capiscono ancora con cosa hanno a che fare, però poi leggo i commenti quasi a favore di ragazzi/giovani adulti come me e mi accorgo che il problema è più serio ed è la mancanza di cultura democratica che vedo mancare in tanti della mia età. Così come è stato giusto da parte di ‘tutti’ prendere le distanze dall’atto vigliacco dell’assalitore credo che altrettanto ‘tutti’, destra, sinistra, centro, dovremmo dire NO a una ipotetica limitazione di internet, per semplice principio.

  • # 24
    ibart
     scrive: 

    31 Dicembre 1925

  • # 25
    Michele
     scrive: 

    Ah infatti e’ piu’ pacato dire “Sinistra di merda! Vada a morire ammazzata.” e invocare i fucili padani, che raccontare che Berlusconi ha avuto contatti con la mafia (vero purtroppo, non l’avevo io Mangano in casa) o altre cose documentate.
    I primi pero’ ora fanno i paladini della non violenza, provocando ancora nello stesso modo, i secondi fanno semplicemente il loro dovere.
    Secondo voi, un giornalista che racconta le accuse di Spatuzza, che va ad indagare nella storia di probabili avvenimenti passati, e’ un fomentatore di violenza?
    O e’ piu’ fomentatore di violenza il figlio di Bossi che fa il videogames “abbatti il clandestino” su facebook?
    Ah e’ vero…lui puo’. Sono gli altri i cattivi.

  • # 26
    misocurdo
     scrive: 

    Io non condivido i toni di questo articolo e nemmeno il modo fazioso con cui sono riportate le varie affermazioni. Io sono una persona che politicamente si colloca alla sinistra del PD, ma su questo argomento ho trovato quanto espresso da Maroni a Matrix pienamente condivisibile, anzi sacrosanto. Secondo me chi ha scritto questo articolo ha voluto vedere nelle sue parole (tra l’altro a mio avviso prese da agenzie ed estrapolate dal contesto in cui sono state dette) quello che non c’era. I punti fondamentali sono 2 :
    * il rispetto della libertà di opinione possibile su internet;
    * il rispetto delle leggi italiane.
    Queste due cose non sono in antitesi, bisogna saper trovare un compromesso.
    Prendiamo come esempio facebook dove ci sono molti gruppi del tipo ammazza questo piuttosto dell’altro, vi pare che se andate in qualsiasi luogo pubblico ad esempio una biblioteca e appendete in bacheca un volantino con scritte le stesse cose nessuno vi dica niente? Come minimo vi caccieranno, se non vi denunciano per istigazione a delinquere o apologia di reato (non sono esperto in giurisprudenza quindi non sono sicuro della mia terminologia…). Lo stesso avverrebbe per quelli che inneggiano contro gli “sporchi n***i” (non riesco nemmeno a riportarle ste frasi :) ) e via discorrenndo…
    Ora, quello che si potrebbe fare è oscurare pagine (non l’intero sito quindi) che contengono questi contenuti, con le potenzialità dei motori di ricerca attuali penso che lo stato potrebbe in breve tempo approntare una simile task force. Maroni non ha detto nient’altro che questo, ora volerci vedere tutto quant’altro c’e’ scritto mi sembra come minimo un voler semplificare e voler rendere nero ciò che in realtà è grigio chiaro… Dico una cosa così assurda?

  • # 27
    blackshard
     scrive: 

    misocurdo, se c’è qualcosa che non va’ bene la si toglie e basta. Nessuno ha il diritto di oscurare niente in rete, perchè la rete è di tutti e nessuno la possiede o la comanda.
    Quello che ha detto maroni a matrix è il contrario di quello che ha detto poche ore prima in “comizio”, dove ha tralaltro parlato di “tentato omicidio”.
    Che il partito democratico sia molto partito e poco democratico sta bene, ma che anche i suoi elettori lo stiano diventando è abbastanza agghiacciante.
    Per il resto, condivido tutto ciò che è espresso nell’articolo e il sarcasmo di cui è intriso è ancora più pungente verso una classe politica che manipola una certa opinione pubblica la quale, pigerrima, preferisce il piatto di riso gratis piuttosto che rimboccarsi le maniche per guadagnarsi una bistecca.

  • # 28
    misocurdo
     scrive: 

    blackshard non ho capito cosa intendi con “se c’è qualcosa che non va’ bene la si toglie e basta”, perchè è ovvio che non sempre è possibile rimuovere contenuti dai siti per svariati motivi, ad esempio per la MAGISTRATURA italiana spesso è problematico fare applicare la rimozione delle pagine su siti esteri. Serve quindi secondo me una blacklist delle pagine ritenute contrarie alle leggi italiane (su indicazione di un magistrato che le ha visionate e che ne risponde in caso di rimozione immotivata) nota a tutti i provider italiani che possono così reindirizzare eventuali tentativi di connessione a una pagina che comunica le leggi violate… Capisco benissimo che si potrebbe farne un uso cinese di questa cosa, ma si dovrebbero predisporre tutta una seria di meccanismi di controllo dell’uso imparziale che se ne è fatto.
    Ribadisco che non sono un elettore del PD e sinceramente lo considero un pò un insulto sentirmi dire che sono antidemocratico… Comunque me ne farò una ragione… :)

    PS: Se Maroni dice pan per focaccia non lo posso sapere… Tieni conto che i leghisti devono esprimersi a gesti per farsi capire dalla loro gente… (Battuta non se la prendano a male i leghisti che leggono… :) )

  • # 29
    Minatore
     scrive: 

    Destra sinista… è solo un gioco per popolani ignoranti, come sia che si vota i soliti comandano avranno più o meno amici a spartire la torta ma loro mangiano e noi paghiamo…. e state tranquilli che il solo lor pensiero è mangiare il più possibile e assicurarsi che nessuno possa protestare. La disunità della gente, gli schieramenti i falsi dibattiti son fatti apposta per dividere il popolo in fazioni e poi certe leggi vengono approvate quasi all’unanimità. Chissà perchè sul vietare ed imporre regole di controllo son sempre tutti d’accordo mentre le pecore additano le une la destra le altre la sinistra…il potente…chi comada… Possibile che l’opposizione.. i sindacati ecc… a parole si oppongono ma quando c’è da decidere e firmare son i primi d’accordo con la conveninza e non la giustizia?
    Diventa stupido dividere i politici in partiti e ancor più stupido pensare che certi partiti sian democratici lo è solo il nome (PD PDL UDC ecc..) tutti democratici e per il popolo a parole ma formati da antiliberali capitalisti e quella parolina che inizia per ma e finiscie in iosi che non si può dire ma si sa che per far qualcosa in italia ci va un aiutino….

    Secondo voi chi fa giustizia è li perchè ha passato il concorso no? ha ottenuto miglior punteggio nei confronti di tanti altri che aspirano allo stesso posto…. gente in gamba davvero se interrogati san tutto….

  • # 30
    Felix
     scrive: 

    Mi riconosco a pieno dell’articolo.
    Complimenti.

  • # 31
    Fabius87
     scrive: 

    Chi controllerà i controllori?
    L’ imparzialità non è una scienza esatta, se l’ organo di controllo e censura decide che la pagina del blog x non le piace troverà il modo di dire “Ecco, questa pagina rispetta più o meno le regole, ma non esattamente, così ora la si deve oscurare”. Sono d’ accordo sul mettere paletti, ma che siano di palese entità, che non possano in alcun modo essere “interpretati”, ma che siano rigorosi, scientifici. Ad esempio l’ apologia di fascismo, qui è vietata, ma su FB quanti gruppi ci sono che inneggiano a quei tempi e a quei personaggi? Ma con AN al governo questo non interessa, perchè si “interpreta” il divieto, e allora la rete non diventa un mezzo per commettere il reato, ma solo un mezzo per esprimere la propria opinione.
    Se ci fossero una serie di regole “scientifiche” o “esatte” per definire quali siano i requisiti da rispettare per oscurare una pagina, un gruppo, una qualsiasi cosa, sarei favorevole, ma pure per la scelta dei criteri entrerebbero in gioco valutazioni di carattere personale.
    Così come facciamo? La questione non è per nulla semplice, e pensare di risolverla in poco è da pazzi, tutto il mondo si interroga su come fare, e prova a utilizzare mezzi differenti (pure la Cina per esempio, che per quanto sia abominevole come sistema, segue lo stesso principio. Attenzione però, non lo trovo giusto, perchè viziato appunto sui “requisiti” che deve avere un sito per non essere bannato). Ma ancora nessuno ha trovato un mezzo “democratico” (questa parola inizia a stare stretta, non trovate?) per fare ciò.
    Il tutto chiaramente è solo una mia opinione, e come tale condivisibile o meno ;) l’ importante è averne una propria, no? :)

    Fabio

  • # 32
    Denis
     scrive: 

    Fabius87 ha esposto quello che è il problema insormontabile di ogni tipo di censura ed il motivo stesso per cui non è desiderabile.
    Aggiungo che essendoci già leggi in merito alla libertà di espressione basta farle applicare dove possibile (territorio italiano).
    Se in alcuni casi non è possibile far cancellare una pagina perchè il server su cui risiede è estero, non vedo il problema, la si lasci dov’è.
    La grossa differenza che c’è fra creare una pagina web ed affiggere un messaggio in biblioteca è che mentre la pagina web viene vista solo da chi è interessato, in biblioteca il msg può venir visto da chiunque.
    Se una pagina a me non piace, io non la leggo. Semplice!
    Non solo, aggiungo che se un fascista si vuole fare le sue s***e mentali con la sua cerchia di s*****i nel suo bel sito, a me non da più di tanto fastidio fino a che rimane in ambito strettamente privato (alias fuori dal mio sguardo).
    L’unico problema potrebbe essere dato dai motori di ricerca, bot e così via, per i quali, funzionando in modo automatico non è possibile risalire a delle responsabilità in caso di link a contenuti illeciti. Per risolvere questo problema, basterebbe proibire i link diretti (E SOLO I LINK) alle pagine incriminate (straniere poichè quelle sul territorio verrebbero comunque fatte rimuovere), così che il genitore possa starsene tranquillo che il figlio non incappi accidentalmente in un sito che inneggia a nazzismo, fascismo, stalinismo e quant’altro (sempre sencondo la legge Italiana).
    Qualcuno potrebbe obbiettare che il bambino riuscirebbe a raggiungere comunque il sito illegale, ma a quel punto se i genitori hanno un baby fascista in casa il problema non è più la rete ma l’educazione.
    Nel momento in cui si oscurano interi siti, rendendoli di fatto irraggiungibili in qualunque modo, magari per una sola pagina scritta da un fesso qualsiasi, questo a mio avviso limita in modo preoccupante la libertà e può portare ad una reale forma censoria come esiste in altri paesi.
    Come di consueto, sono considerazioni personali e ho inoltre fatto degli esempi volutamente semplici giusto per esprimere il concetto, ma credo che il sistema rispetterebbe le libertà di opinione e non limiterebbe eccessivamente quelle altrui.
    Un saluto a tutti.

  • # 33
    ginojap
     scrive: 

    “In Italia siamo troppo liberi. Servono Nuove regole. Dicono.”

    Pienamente d’accordo con il titolo. In effetti per essere in un regime siamo anche troppo liberi. Meno male che me ne abito in Giappone, dove i miei diritti sono garantiti da un parlamento che non fa leggi per proteggere i propri ministri dai reati di mafia, corruzione ed evasione fiscale e dove i giudici sono liberi di fare il proprio lavoro senza dover essere costretti a liberare centinaia di migliaia di delinquenti, condannati ma prescritti, grazie a qualche legge. Anche i politici giapponesi sono umani, con la sola differenza che quando vengono pescati con le mani nel sacco vengono cacciati a pedalate. Senza se e senza ma (non vedo poi il problema: un paese non dovrebbe mai essere in mano ad una sola persona). Senza attaccare magistratura, giornali e giornalisti, anzi e’ prassi andare in televisione e scusarsi con gli elettori. Lo status di parlamentare non solo non garantisce nessun privilegio particolare nei confronti della legge, ma obbliga ad avere una vita trasparente e moralmente superiore a quella del cittadino medio. D’altronde non capisco perche’ uno che deve lavorare in banca o in qualche azienda con incarichi particolari debba avere requisiti speciali, mentre un politico, che dispone delle nostre vite, dei nostri soldi e del futuro dei nostri figli debba essere inquisito o peggio ancora condannato.
    Lo so che il discorso che sto facendo possa sembrare “bizzarro” vista ormai l’aria che tira in Italia. Ma sinceramente non capisco. Ma veramente non c’e’ verso di trovare una persona pulita che possa fare il parlamentare? dov’e’ il problema? Sono sicuro che l’Italia e’ ci siano anche persone colte e con capacita’ che pero’, purtroppo, hanno solo il difetto di non essere corrotte o colluse e che quindi “non vanno bene”.
    Mi rendo comunque conto che internet sia un mezzo troppo pericoloso per essere lasciato nelle mani di tutti. C’e’ veramente il pericolo che messaggi come il mio possano diventare “normali”. E’ molto meglio invece avere in televisione politici circondati da giornalisti che in realta’ fanno i portavoce del governo piuttosto che “i cani da guardia della democrazia” e che ogni volta quando iniziano a parlare per rispondere al giornalista, iniziano la frase con il classico “grazie per la domanda”. A parte paesi come la Corea del Nord e l’Iran, non mi risulta che nei paesi cosi’ detti democratici si vedano comiche del genere!

  • # 34
    densou
     scrive: 

    già, la semplice differenza consiste nel fatto che i giapponesi essendo molto più evoluti hanno questioni sociali ben più annose e gravose. Mentre di qua si è fermi ancora alla 1° elementare a dir tanto.

  • # 35
    ginojap
     scrive: 

    “In Italia siamo troppo liberi. Servono Nuove regole. Dicono.”

    Pienamente d’accordo con il titolo. In effetti per essere in un regime siamo anche troppo liberi. Meno male che me ne abito in Giappone, dove i miei diritti sono garantiti da un parlamento che non fa leggi per proteggere i propri ministri dai reati di mafia, corruzione ed evasione fiscale e dove i giudici sono liberi di fare il proprio lavoro senza dover essere costretti a liberare centinaia di migliaia di delinquenti, condannati ma prescritti, grazie a qualche legge. In 12 anni di residenza in questo paese non ho mai subito un furto e la stessa cosa la possono dire tutte le persone che conosco. I giornali riportano raramente crimini. E’ forse il paese piu’ sicuro al mondo, forse anche perche’ la polizia non e’ a corto di carburante e c’e’ la certezza della pena per tutti, quando commettono un reato (curioso poi che in Italia si trovino sempre soldi per aviotrasportare “ingenti quantita’” di gnocca per feste e festini vari di alcuni nostril governanti). Vivo costantemente con la piena consapevolezza che niente di spiacevole mi potra’ mai accadere in questo posto a patto che non decida di commettere qualche crimine, in questo caso sono altrettanto sicuro che la galera non me la toglie nessuno. Nessun crimine e’ perdonato perche’ non c’e’ giustificazione in un sistema efficiente che da a tutti la possibilita’ di avere almeno una vita dignitosa. L’efficienza si puo’ ottenere solo grazie ad una classe dirigenziale (a tutti I livelli) che ha veramente a cuore le sorti del proprio paese e non pensa prima di tutto al proprio tornaconto o peggio ancora alle sue aziende. Certo, anche i politici giapponesi sono umani, possono sbagliare, con la sola differenza che quando vengono pescati con le mani nel sacco vengono cacciati a pedalate. Senza se e senza ma (non vedo poi il problema: un paese non dovrebbe mai essere in mano ad una sola persona). Senza attaccare magistratura, giornali e giornalisti, anzi e’ prassi andare in televisione e scusarsi con gli elettori. Lo status di parlamentare non solo non garantisce nessun privilegio particolare nei confronti della legge, ma obbliga ad avere una vita trasparente e moralmente superiore a quella del cittadino medio. D’altronde non capisco perche’ uno che deve lavorare in banca o in qualche azienda con incarichi particolari debba avere requisiti speciali, mentre un politico, che dispone delle nostre vite, dei nostri soldi e del futuro dei nostri figli debba essere inquisito o peggio ancora condannato.
    Lo so che il discorso che sto facendo possa sembrare “bizzarro” vista ormai l’aria che tira in Italia. Ma sinceramente non capisco. Ma veramente non c’e’ verso di trovare una persona pulita che possa fare il parlamentare? dov’e’ il problema? Sono sicuro che l’Italia e’ ci siano anche persone colte e con capacita’ che pero’, purtroppo, hanno solo il difetto di non essere corrotte o colluse e che quindi “non vanno bene”.
    Mi rendo comunque conto che internet sia un mezzo troppo pericoloso per essere lasciato nelle mani di tutti. C’e’ veramente il pericolo che messaggi come il mio possano diventare “normali”. E’ molto meglio invece avere in televisione politici circondati da giornalisti che in realta’ fanno i portavoce del governo piuttosto che “i cani da guardia della democrazia” in cui ogni volta che un politico risponde ad una domanda di un giornalista, esordisce con un ridicolo “grazie per la domanda”. A parte paesi come la Corea del Nord e l’Iran, non mi risulta che nei paesi cosi’ detti democratici si vedano comiche del genere!
    E non mi si dica che sono “antitaliano” perche’ secondo me lo e’ chi rovina il paese, no chi e’ indignato da essere rappresentato da feccia del genere.

  • # 36
    ginojap
     scrive: 

    Mi scuso per il doppio post. Il sito mi ha dato piu’ volte errore quando ho spedito il messaggio. Ricaricando la pagina ho notato che il mio messaggio non era stato pubblicato. L’ho modificato e rispedito, adesso invece ne vedo due.

  • # 37
    degac
     scrive: 

    @ginogiap

    Sono d’accordo con te: in Italia siamo MOLTO liberi, talmente tanto, che pochi rispettano le leggi…perchè tanto ‘vengono interpretate’ a seconda del caso…

    Tiri sotto una persona in auto e sei ubriaco? No problem, era colpa del parabrezza appannato…24 ore di fermo e sei fuori.
    Ti prendi un pugno dal collega sul luogo di lavoro? Tu lo quereli,il tuo capo è testimone, il giudice ti risponde: è solo una ragazzata, non luogo a procedere (tu intanto hai una prognosi di 10 giorni e una faccia viola, e la tua carta di identità dice che hai 40 anni…l’altro 25 – e ti ride dietro!)
    Vai in motorino senza casco e superi il limite di 50, ti danno una multa – però la legge non menziona affatto differenze di trattamento dovute alla posizione geografica!
    Ti prendono per spaccio, ti ammazzano di botte, il tuo caso finisce sui giornali per 2-3 giorni, poi i giornali sono più interessati a Marrazzo che si fa un trans (sempre politici di mezzo, che strano!) e del tuo caso nessuno frega più nulla…

    La ‘paura’ è che si possano ‘autorizzare’ le manifestazioni di piazza solo di alcuni? Ma che bella scoperta! E’ dal 1920 che c’è questa legge, che lascia al Pretore – se non erro – libero arbitrio in materia.
    Sono passati un bel pò di anni ma NESSUNO si è mai preoccupata di modificarla…

    cit:

    L’On. Carlucci torna alla carica per gettare odio contro i social network e il web in genere, luoghi di perdizione e anarchia in cui si fomenta violenza e si organizzano nuclei terroristici.

    All’onorevole Carducci non frega assolutamente una mazza di quello che scrivono/non scrivono i social network: lei è solo interessata al suo scopo – quello di imbrigliare internet (in tutte le sue salse) per i suoi interessi (e della sua lobby) – ovvero il PAGAMENTO per lo sfruttamento di tutto ciò che è vendibile su internet (musica, film & co…)
    La sua non è una posizione da prendere in considerazione…come onestamente quella di qualsiasi politico (politico=interesse da perseguire non necessariamente coincidente con quello del cittadino)

    Sono anni che in italia si vuole mettere il ‘bavaglio’ a tanti, ma non mi sembra che sia mai passata una legge in tal proposito: siamo TUTTI liberi di dire ciò che ci piace (anche le persone che inneggiano ai mafiosi…)
    Io non ho paura di poter manifestare la mia opinione, di leggere o non leggere certi siti/forum. So benissimo che tecnicamente ogni azione da parte di chicchessia sarà un fallimento (DNS, firewall etcc..) in questo ambito.
    Sono più preoccupato di ciò che è ‘fuori internet’ (ovvero il mondo reale) dove le regole – secondo me – dovrebbe perlomeno venir fatte rispettare.
    E’ quì che la legge è uguale per tutti, più o meno…

    (e del fatto che Mr. Berlusca sia un mafioso o meno, sia condannato o meno non me ne frega una mazza! Senza prove – per fortuna anche nostra – non si può essere condannati)

  • # 38
    ginojap
     scrive: 

    @degac

    Appunto caro degac, c’e’ solo da farsi venire i brividi a vivere in un paese cosi’.
    Ma quando cominceranno a svegliarsi gli italiani ed a capire che senza la legalita’ cade in scatafascio tutto il sistema? Che si torna al tempo della pietra dove sopravvive l’animali piu’ forte che sbrana il piu’ debole (il piu’ ricco e prepotente in questo caso), dove non esiste meritocrazia ma servi e padroni. Meno male doveva essere il governo della sicurezza! con i poliziotti senza benzina e le ronde padane al posto di professionisti.

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