di  -  lunedì 16 novembre 2009

iCub è un cucciolo di robot nato cinque anni fa presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. La sua particolarità è quella di essere in grado di apprendere. Detto così potrebbe sembrare poca cosa, ma chiunque si sia minimamente interessato di intelligenza artificiale, o semplicemente abbia letto Io Robot di Asimov (o visto la versione cinematografica con Will Smith) intuisce la straordinaria portata di questa affermazione.

Le macchine, i computer, sono eccezionali esecutori, capaci in alcuni casi di svolgere azioni estremamente complesse, ma ciò che li priva di una intelligenza è proprio la capacità di apprendere. Icub sta imparando a conoscere se stesso e gli oggetti per il momento, gesti apparentemente semplici come seguire un oggetto con lo sguardo, ma che sono un passaggio fondamentale nel percorso evolutivo delle macchine.

Ulteriore elemento che rende ancora più avvincente questa sfida scientifica è quella di aver scelto di adottare tecnologie Open Source, per consentire ad altri centri di ricerca di contribuire alla “formazione” di iCub. Pare che entro il 2010 saranno una ventina gli Istituti che hanno richiesto e riceveranno il kit di assemblaggio di iCub, con cui potranno realizzare dei gemelli del robot di Genova, su cui sviluppare progetti specifici, come quello per l’apprendimento della grammatica.

Scommetto che sentiremo ancora parlare di questo cucciolo, che così giovane già risveglia paure ancestrali: e se un giorno le macchine dovessero raggiungere l’intelligenza dell’uomo e superarla? L’intelligenza artificiale è una minaccia per la specie umana?
Speriamo che iCub apprenda presto le tre leggi della robotica. ;-)

9 Commenti »

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  • # 1
    Rodolfo
     scrive: 

    salve, vorrei saperne di più perchè l’argomento mi interessa: il progetto ha un sito specifico?
    sarebbe interessante sapere fin dove arriva la capacità di apprendimento..

  • # 2
    Giove
     scrive: 

    Il sito web (in inglese) è questo:

    http://www.robotcub.org/

  • # 3
    ilruz
     scrive: 

    Mi sono sempre domandato come mai progetti del genere focalizzano la loro attenzione sulla vista, funzionale al tatto e alla presa … e non per esempio all’equilibrio e allo spostamento. Vedo centinaia di usi immediati per un robot in grado di salire le scale, non ultimo quello di sedia per disabili, o portatore di pesi.

    Questo in foto, e’ un prototipo militare della Boston Dynamics, che … cammina e salta praticamente ovunque, dal ghiaccio alla neve ai sassi alla boscaglia. Mi sembra lo abbiate recensito qualche tempo fa.
    http://img22.imageshack.us/img22/7712/bigdog485.jpg

    http://www.youtube.com/watch?v=cHJJQ0zNNOM

    Le reazioni sul ghiaccio sono praticamente umane, fa impressione. Ecco, non mi spiacerebbe avere qualcosa del genere, magari piu’ piccolo, che salga/scenda scale e pendii.

    Tornando in topic, solo poche parti del video mi sembrano frutto di una qualche ai con feedback; il resto mi da l’idea di una forma di registrazione; es: poche “intelligenze”, aritificiali o meno aprirebbero/chiuderebbero la mano un dito alla volta, e in modo cosi’ “rotondo”. Anche l’apertura delle braccia mi da l’impressione di un “test dei motori e dei finecorsa”.

  • # 4
    arkanoid
     scrive: 

    Ho sempre postulato che il giorno in cui una macchina acquisisce la capacità di scriversi del codice solo in base ai suoi sensori e al codice pregresso e che quel codice possa da essa stessa venire vagliato per essere aggiunto al restante o scartato, beh quel giorno non ci sarebbe più stato un secondo di pausa nello sviluppo indiscriminato dell’intelligenza artificiale Una macchina ha una potenza di calcolo talmente elevata che trovata la strada, non ce n’è più per nessuno.
    Per questo, quando sento parlare di intelligenza artificiale, immagino sempre che ci siano dei MA dietro, perchè diversamente il mio postulato sarebbe sbagliato e non credo che lo sia.

  • # 5
    GenlyAi
     scrive: 

    “Intelligenza dell’uomo”
    non è un ossimoro? ;)

    Scherzi a parte, da intelligenza a minaccia il salto è davvero lungo. Anche molti animali hanno già un’intelligenza capace di apprendere e la utilizzano eppure non sono un pericolo per l’uomo, semmai il contrario.

  • # 6
    Lorenzo
     scrive: 

    ilruz: ti sei già risposto da solo! I problemi di equilibrio, spostamento, etc., seppur complicati, sono in pratica problemi risolti o risolvibili, mentre i problemi della visione artificiale e dell’apprendimento sono questioni apertissime dalla cui soluzione siamo ancora ben lontani. E’ chiaro che le due cose vanno a braccetto e potrebbero completarsi a vicenda, ma siamo molto più indietro con le problematiche di visione (è solo un esempio, ce sarebbero altri, come la comprensione della lingua..) e per questo la ricerca si focalizza su questo. Ciao.

  • # 7
    Flare
     scrive: 

    @arkanoid: cerca “singolarità tecnologica” ;)

  • # 8
    iCub: l’intelligenza artificiale è open source | OpenSource.Trovare.Info
     scrive: 

    […] AppuntiDigitali.it 18 novembre 2009 | Categoria: […]

  • # 9
    iCub: l’intelligenza artificiale è open source | Trovare.Info
     scrive: 

    […] AppuntiDigitali.it Condividi/Salva Post Published: 18 novembre 2009 Author: admin Found in section: Tecnologia […]

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