di  -  mercoledì 4 novembre 2009

Apple presenta il nuovo Power Mac G5. Era il 24 giugno 2003, e con questo titolo esordiva la notizia che Apple presentava l’attesissima nuova linea di macchine della casa, il cui cuore era costituto dal nuovissimo gioiello di casa IBM: il PowerPC 970.

Stanco del lento processo di aggiornamento della linea PowerPC G4, Steve Jobs decise di dare il benservito a Motorola e stringere, quindi, un accordo con BigBlue, quest’ultima forte della nota e apprezzata (nel campo dei server e dei supercomputer) famiglia POWER, per ridare linfa alla sua linea Mac, che da tempo non era più stata in grado di tenere il passo con gli odiati x86 di Intel & co.

Lo fece in grande stile, presentando al mondo il personal computer più veloce al mondo e… il primo a 64 bit! Tanto per cambiare, entrambe le affermazioni furono frutto del solito marketing a cui ci ha abituato ormai questa eclettica azienda.

La prima fu smentita qualche mese dopo, quando finalmente le prime macchine furono commercializzate (a fine agosto, primi di settembre; questo per battere in volata AMD che il 22 settembre dello stesso anno presentò l’Athlon64, versione consumer della sua neonata architettura AMD64) e fu possibile effettuare finalmente dei test che mostrarono, però, un quadro diametralmente opposto a quello pomposamente sbandierato.

La seconda è un po’ più difficile da ribaltare e richiede una ricostruzione più laboriosa, ma per cominciare bisogna dire che già il 22 aprile AMD aveva presentato gli Opteron, cioè la versione server degli x86-64 (altro nome più “neutro”, col quale si identifica l’architettura AMD64), e oltre a dei server blasonati era possibile acquistare direttamente queste CPU per farsi in casa il proprio “super desktop”. Come da tradizione (o filosofia) PC.

In ogni caso la posizione dei PowerMac G5 nei confronti dei 64 bit non era concreta, ma abbastanza fumosa (nel senso che c’era più fumo che arrosto), e ciò per diversi motivi, tutti legati al sistema operativo che ci girava sopra: OS X.

Innanzitutto all’epoca della loro presentazione era a disposizione soltanto la versione 10.2, Jaguar (rilasciato ad agosto dell’anno precedente), che era esclusivamente a 32 bit. Tutti i test di presentazione furono, infatti, realizzati con questo s.o. e ovviamente con applicazioni a 32 bit: dei 64 bit non si sfruttò proprio nulla, se non l’immagine a fini pubblicitari.

A ottobre dello stesso anno fu presentata la successiva major release, Panther, che permetteva di sfruttare la memoria oltre i canonici 4GB dello spazio d’indirizzamento a 32 bit, ma esclusivamente per eseguire caching dei dati letti (o scritti) dal filesystem.

Quindi macchine con 8GB di RAM, ad esempio, usavano il secondo banco da 4GB per memorizzare i dati letti o scritti più frequentemente dal disco. Siamo, insomma, ancora ben distanti dal loro utilizzo in ambito applicativo.

La svolta, parziale, arriva soltanto due anni dopo (fine aprile del 2005) con OS X 10.4 (Tiger) che finalmente metteva a disposizione un ambiente POSIX-compliant (cioè la libreria di sistema che espone le API di questo standard industriale, base di quasi tutti i s.o. Unix-like) a 64 bit e, quindi, la possibilità di poter eseguire applicazioni a 64 bit che ne facevano uso.

Un bicchiere che non si potrebbe definire nemmeno mezzo pieno, considerato che le normali applicazioni (quelle dotate di interfaccia grafica) continuavano a rimanere rigorosamente a 32 bit. Quelle che avevano necessità di eseguire elaborazioni a 64 bit (siano essi dati a 64 bit o l’accesso a quantità di memoria oltre i 4GB), dovevano necessariamente prevedere la classica applicazione a 32 bit, a cui se ne affiancava un’altra per il solo codice a 64 bit; la comunicazione fra i due “mondi” avveniva esclusivamente tramite un (lento) meccanismo di IPC (Inter-Process Communication).

Un sistema che sembra perverso, ma che aveva ovviamente la sua ragione di esistere (dal punto di vista applicativo): l’ambiente a 64 bit era decisamente più lento nell’esecuzione, per cui era necessario limitarne il più possibile l’uso. Sembra un controsenso, perché il battage pubblicitario propagandava i 64 bit come il nuovo Santo Graal, e nell’immaginario collettivo più bit equivalgono a prestazioni superiori.

In uno dei miei precedenti articoli sul mito dei Mhz e dei bit ribadivo che quest’assunto non è sempre vero ma, anzi, può rivelarsi del tutto falso. Nel caso del PPC970 (meglio conosciuto col nome di G5), vale lo stesso di diverse altre architetture la cui unica innovazione riguardi l’estensione a 64 bit di registri e puntatori: si verifica un decadimento prestazionale dovuto alla dimensione doppia dei puntatori e al maggior tempo di context switch dei processi.

Lecita, quindi, la moderazione di Apple (ma non nella pubblicità) e il consiglio ai programmatori di utilizzare codice a 64 bit soltanto se strettamente necessario, ossia se il bilancio fra riduzione delle prestazioni (a causa dell’ambiente a 64 bit e al meccanismo dell’IPC per la comunicazione fra codice a 32 e 64 bit) e il miglioramento delle medesime (dovuto alla capacità di eseguire in scioltezza calcoli su dati a 64 bit e/o di indirizzare più di 4GB di memoria) fosse strettamente positivo.

Il codice a 64 bit rimane, pertanto, relegato esclusivamente a una nicchia, a un paio di strati (POSIX a 64 bit e applicazione non dotata di GUI a 64 bit) dell’astrazione della piattaforma OS X: tutto il resto, kernel e driver inclusi, rimane rigorosamente a 32 bit, e questo anche e soprattutto per il pallino di Apple, che si trascina da sempre, della retrocompatibilità a tutti i costi.

Infatti Tiger non introduce alcun nuovo driver model (al contrario di quanto faccia spesso Microsoft coi suoi s.o.) e i produttori di periferiche non devono, pertanto, fornire driver a 32 e 64 bit per i nuovi PowerMac G5: si possono benissimo sfruttare quelli già esistenti, anche per l’ambiente a 64 bit. Il che però, suona molto strano. E a ragione.

Se il codice dei driver non si tocca, rimane il dubbio di come sia possibile, per una periferica, leggere o scrivere dati nello spazio d’indirizzamento superiori (ai 4GB canonici). In questi casi la soluzione da manuale è quella di utilizzare dei buffer (di “transito”) nella zona di memoria bassa, che saranno poi quelli effettivamente utilizzati dai driver.

Quindi se, poniamo il caso, un’applicazione a 64 bit volesse leggere il contenuto di un file in una sua zona di memoria (con indirizzo a 64 bit), la procedura sarebbe la seguente (sto volutamente semplificando il discorso):

  • chiede alle apposite API POSIX a 64 bit di eseguire la lettura specificando l’indirizzo del suo buffer
  • le API smistano la richiesta al kernel, che provvederà a richiedere alla periferica di leggere il blocco di dati, trasferendolo in un apposito buffer in memoria bassa
  • completata quest’operazione, i dati verranno copiati dal buffer in memoria bassa a quello dell’applicazione a 64 bit

Risulta evidente come rispetto a un s.o. con driver a 64 bit sia necessaria un’operazione addizionale di copia dei dati e maggior spazio occupato (per il buffer nella zona di memoria bassa). Il quadro precedentemente delineato peggiora ancora, perché viene introdotto un ulteriore collo di bottiglia nell’uso del codice a 64 bit, di cui bisogna tener conto nelle valutazioni dell’opportunità di sfruttare questa possibilità.

Servono più di due anni a Apple, con l’arrivo di Leopard nell’ottobre del 2007, per rimuovere il grosso limite rappresentato dall’impossibilità di avere applicazioni native a 64 bit dotate di GUI, sebbene poco software ne farà uso (nemmeno Apple stessa, che rilascia ancora quasi tutto il suo codice a 32 bit). I tempi, però, sono decisamente cambiati e, come aveva fatto con Motorola, Jobs ha già abbandonato anche IBM per unirsi all’odiata rivale di sempre: Intel.

Col passaggio alle “nuove” CPU (avvenuto il 6 giugno del 2005; qualche ora prima, nel commento #68, potete leggere il mio pensiero sull’argomento e l’incoraggiamento ai fan della mela mordicchiata a godere delle nuove possibilità che si sarebbero aperte) si libera anche dei colli di bottiglia dell’ambiente a 64 bit dei G5, in quanto l’architettura AMD64 risulta mediamente più veloce del 10-15% rispetto al medesimo codice, ma a 32 bit (per x86)

Dunque architettura nuova per i Mac, nuovo codice per il s.o. e nuovo driver model, ma soprattutto nuove sfide per gli sviluppatori, che dovranno prevedere la compilazione di eseguibili in grado di girare sia sulle vecchie piattaforme PowerPC, sia sulle nuove x86 di Intel. Kernel e driver sono, però, sempre a 32 bit e rimane il collo di bottiglia rappresentato dall’uso del buffer di transizione nella zona di memoria bassa.

Arriviamo ad Agosto 2009 e con la commercializzazione di Snow Leopard finalmente Apple toglie di mezzo quest’ultimo fardello, presentando un s.o. dotato di kernel e driver model a 64 bit (anche se di default il sistema parte a 32 bit; forse perché il parco driver non è ancora al completo e/o maturo?).

Ci sono voluti più di 6 anni dall’annuncio del primo personal computer “a 64 bit”, ma ce l’ha fatta: tutta la piattaforma è, adesso, a 64 bit. Meglio tardi che mai, come si suol dire in questi casi, e la macchina del marketing può tornare prepotentemente a puntare sui favolosi 64 bit…

46 Commenti »

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  • # 1
    Matt
     scrive: 

    Che il marketing abbia sempre fatto affidamento sui “grandi numeri” (che fossero mhz, bit, megapixel ecc ecc non importa) non è una novità e certamente non è una prerogativa del marketing Apple.
    Personalmente ho preferito l’approccio di Apple, il quale ha portato (seppur nel giro di diversi anni) ad un passaggio ai 64bit graduale e praticamente indolore per l’utente, rispetto alla confusione dei sistemi Microsoft che, tra versioni 32 e 64 bit, home, professional, business, ultimate… ha solo creato grande confusione nell’utente. Senza dimenticare i notevoli problemi di driver e compatibilità software tutt’ora presenti con i sistemi 64 bit di Microsoft.

  • # 2
    Dario Solera
     scrive: 

    Windows ha cambiato driver model solo con Vista, indipendentemente dal “bittaggio”, per motivi architetturali legati al kernel.

    Microsoft ha osservato che in linea di principio è più semplice richiedere che un driver sia compilato per x86 e per x64 piuttosto che usare strani sratagemmi a livello di kernel o di indirizzamento.

    In ogni caso Windows a 64 bit ha preso veramente piede solo con Vista e Server 2008, quindi effettivamente è una cosa piuttosto recente.

    Come nota a margine, ho giusto guardato in Task Manager ed i processi a 32 bit su 7 x64 sono tutti di terze parti, tranne uno legato ad Explorer.

  • # 3
    Mauro
     scrive: 

    Ma tu sei JohnPetrucci….il famoso JohnPetrucci di Hwupgrade!
    Ricordo tuoi post a dir poco memorabili. Chi ha la memoria lunga come me (cioè bazzica da anni su HWupgrade) si ricorderà molto bene.
    Ora mi spiego tante cose…
    In ogni caso, da buon tecnico quale sembri essere, dovresti sapere che il marketing e il laboratorio tecnico di una stessa azienda già cozzano in partenza; figurati cosa ne viene fuori nel mercato. Di più non aggiungo perché se lavori sai bene di cosa parlo.
    Ciò non per difendere Apple, ma dovresti sapere che ogni azienda è paese, e te lo dice un progettista hw che se la vede ogni giorno con il marketing.
    Quindi, se sei un utente non tecnico, “abbocchi” a TUTTO il marketing mondiale, altrimenti sai benissimo che il titolo del film “così fan tutte” si adatta perfettamente al discorso.

    Saluti

  • # 4
    densou
     scrive: 

    Già, odio quando le case di distribuzione cinematografiche storpiano le traduzioni con qualcosa più ‘altisonante’ ma che non c’azzecca proprio o col film o col titolo originale :P

    Poi capitano invece eccezioni ove il trailer non rende giustizia al (soggettivamente buono) film visto in sala.

  • # 5
    Don Luca
     scrive: 

    “[…]e questo anche e soprattutto per il pallino di Apple, che si trascina da sempre, della retrocompatibilità a tutti i costi.”

    Non sono assolutamente d’accordo.
    Apple, a differenza di altri, ha fatto una virata totale passando da Mac OS 9 a Mac OS X: un SO completamente riscritto dalle fondamenta (o meglio partendo dal progetto NeXT) pertanto incompatibile al 100% col precedente Mac OS 9, tant’è che la casa della mela è dovuta correre ai ripari implementando l’ambiente Classic per fornire emulazione a vecchi programmi della versione del SO precedente, ambiente che da Tiger in poi è sparito col passaggio ad Intel.
    Per non parlare ora di Snow Leopard dove hanno completamente levato il supporto alle architetture PowerPC per completare la transizione ad Intel.
    Se per voi questo è sinonimo di “avere il pallino della retrocompatibilità” allora che dire della concorrenza, senza scatenare i soliti flame con tanto di luoghi comuni & soci?

    Tutto questo strettamente IMHO, ovviamente.

    Per il resto, grazie a questo articolo ora il panorama Apple degli ultimi anni mi pare molto più chiaro, così come mi appare molto più chiara e sensata la decisione del passaggio ad Intel e l’abbandono delle architetture PowerPC.

  • # 6
    D
     scrive: 

    Sono dell’idea che un professionista che ai tempi ha speso soldoni in un sistema, convinto di avere e poter sfruttare i mitici 64 bit dovrebbe come minimo fare causa ad apple per truffa.
    Posso capire non poterli sfruttare perchè i programmi di terze parti non venivano scritti nella maniera giusta ma che non ci fosse neanche uno straccio del sistema operativo in grado di fare questo (salvo rilasci con il contagoccie che non si sono completati ancora adesso) fa veramente pensare male.

  • # 7
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Non sono assolutamente d’accordo.
    Apple, a differenza di altri, ha fatto una virata totale passando da Mac OS 9 a Mac OS X: un SO completamente riscritto dalle fondamenta (o meglio partendo dal progetto NeXT) pertanto incompatibile al 100% col precedente Mac OS 9, tant’è che la casa della mela è dovuta correre ai ripari implementando l’ambiente Classic per fornire emulazione a vecchi programmi della versione del SO precedente, ambiente che da Tiger in poi è sparito col passaggio ad Intel.

    Prova a pensare all’evoluzione che ha avuto Microsoft col DOS prima e con Windows poi nello stesso arco di tempo: sono state diverse le transizioni “pesanti”, e continuano a esserci.

    Tra l’altro Apple è passata anche dalla famiglia Motorola 680×0 ai PowerPC, e da questi infine a Intel, ma pur di mantenere la totale retrocompatibilità ha fatto ricorso all’emulazione della precedente architettura. Inoltre, sempre per lo stesso motivo, ha realizzato i fat binary: prima col misto 680×0/PowerPC, e poi con quello PowerPC/Intel.
    Microsoft non ha realizzato nulla del genere: gli aggiornamenti al formato EXE per supportare le nuove architetture non sono retrocompatibili.

    Per non parlare ora di Snow Leopard dove hanno completamente levato il supporto alle architetture PowerPC per completare la transizione ad Intel.

    Dopo ben 4 anni.

    Se per voi questo è sinonimo di “avere il pallino della retrocompatibilità” allora che dire della concorrenza, senza scatenare i soliti flame con tanto di luoghi comuni & soci?

    Oltre a quanto scritto sopra, la concorrenza ha sviluppato driver model adeguati alle nuove architetture: non s’è trascinata sempre gli stessi driver pur di non doverli riscrivere.

    Tutto questo strettamente IMHO, ovviamente.

    Idem. ;)

    Per il resto, grazie a questo articolo ora il panorama Apple degli ultimi anni mi pare molto più chiaro, così come mi appare molto più chiara e sensata la decisione del passaggio ad Intel e l’abbandono delle architetture PowerPC.

    Non lo era quando girava la voce di un passaggio a Intel: vedessi i commenti degli utenti Mac, che non potevano sopportare questa “resa” al nemico. C’era persino gente che giurava che non avrebbe mai comprato i Macintel, e che avrebbe piuttosto comprato un G5 tenendoselo stretto.

    Inutile dire che poco dopo l’annuncio i toni erano diversi. :D

    Comunque l’importante è che il buon senso alla fine abbia avuto la meglio. ;)

  • # 8
    Giullo
     scrive: 

    Ottimo articolo (come sempre), ma non sono d’accordo sulla questione della retrocompatibilità … da sviluppatore mac posso dirti che apple ha cassato un’intera api (carbon) e visto che per sua natura cocoa deve essere strettamente legato ad un linguaggio dinamico (non è un caso che esistano i bindings per python e ruby) ha cassato anche i bindings java. dal mio punto di vista è una scelta molto coraggiosa (ad onor del vero ho cominciato a sviluppare per mac/iphone da un paio d’anni, quindi non ho avuto il problema di portare/aggiornare codice carbon e sono partito direttamente con cocoa) che però ha avuto ripercussioni sugli utenti finali (vedi i prodotti adobe che girano solo a 32bit in quanto carbon)

  • # 9
    sirus
     scrive: 

    @ Giulio
    Considera che Carbon è nasce con Mac OS X ma offre supporto ad alcune componenti di Mac OS 8 se non sbaglio, era comunque nato per mantenere la retro-compatibilità ed è stato eliminato solo dopo 9 anni.

  • # 10
    zephyr83
     scrive: 

    le mille mila discussioni su hwupgrade (e in altri forum) al passaggio a intel me le ricordo e anche io benissimo! mamma mia quanti utenti apple buffoni sn venuti a galla a quel tempo! Quando erano solo voci tutti a urlare contro intel e a sostenere all’impazzata che in fondo i G5 erano migliori dei pentium 4 (che nn era neanche poi tanto vero…..cmq si tralasciavano sempre gli athlon64). Man mano che ci si avvicinava sempre di più al fatidico annuncio qualcuno iniziava a mettere le mani avanti dicendo che in fondo cn i nuovi core duo (ci si dimenticava sempre degli athlon64 che esistevano da anni) se ne poteva parlare!!! Appena è stato annunciato il passaggio sn passati in massa ed esultare intel e i suoi proci! bellissima la pubblicità apple in tv: finalmente tutta la potenza dei processori intel poteva essere liberata!! :D
    Ammazza che buffoni! nn ne vale la pena ma è difficile nn farsi salire il sangue alla testa :D
    Per poco tempo qualcuno (che in tanti anni aveva sparato troppe cazzate in giro per i forum) ha continuato a sostenere che il passaggio nn era la soluzione migliore e che i ppc erano ancora migliori, ma sn durati pochi!! Ora ci si è scordato tutto e ovviamente gli apple fan boy continuano a pendere dalle labbra di jobs! nn è bastata manco quella figura di merda mega galattica per far abbassare loro la cresta! è assurdo quanto potere possa vere il marketing!!!
    A volte ho paura ad avvicinarmi a un prodotto apple, nn vorrei venire lobotomizzato pure io come sembra succedere a molti (sottolineo che ho detto molti NON tutti, quindi se nn siete lobotomizzati nn sentitevi chiamati in causa)

  • # 11
    ginojap
     scrive: 

    Finalmente un articolo tecnico che dimostra quanto spesso le affermazioni pubblicitarie di Apple siano non solo odiose ma anche palesemente false. Nei loro spot ogni loro prodotto e’ il piu’ “vattelappesca” del mondo e la concorrenza fa solo macchine di merda. Grazie a questa bravura nel rincoglionire la gente, i loro prodotti erano e, sono spesso, molto piu’ cari pur essendo progettati al risparmio in qualita’ e prestazioni. Naturalmente nel “pentolone” talvolta infilano prodotti molto validi ed e’ per questo che anch’io di recente ne ho acquistato uno. Ma il mio senso di “uomo libero” mi impedisce comunque di attaccarmi a qualunque “marchio” e cerco di comprare in modo da usare bene i miei soldi. In ogni caso ormai ho capito la loro strategia. Spesso i loro nuovi prodotti che presentano delle innovazioni estetiche o di usabilita’, sono nello stesso tempo caratterizzate da hardware obsoleto e prezzi fuori dal mondo. Nella prima generazione in pratica si cerca di vendere la “sola” ai soli fan-boy disposti anche a farsi svuotare bene il portafoglio pur di avere la “primizia”. Nelle successive generezioni, molto gradualmente, si cerca di rendere le prestazioni piu’ decenti ed aggiungere quelle caratteristiche mancanti che avevano creato maggior critica. Ovviamente nel compiere la nuova operazione, ogni nuova feature (del tutto normale) viene strombazzata ai 4 venti come “unica al mondo”. Nelle successive generazioni poi si limitano ad aumentare il numero di “colori” disponibili ed abbassare i prezzi. Questo e’ effettivamente il momento buono per aquistare un prodotto Apple, tanto ormai di gente ne hanno inchiappettata a milioni e si accontentano di un profitto modesto.
    Ultimamente uso con grande soddisfazione Snow Leopard sul mio macbook pro, ma effettivamente mi irritano a non finire quegli spot contro windows 7 che non lo reputo certamente peggiore.

  • # 12
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    iPhone

  • # 13
    Fede
     scrive: 

    Onestamente tutti parlano dalla potenza di calcolo dei MAC con questi processori PowerPC, personalmente ho verificato che un Athlon XP 3000+ (sto parlando dei vecchi processori AMD a 32 bit) su piastra madre ASUSTEK A7N8X Deluxe e 2 Giga Byte DDR 400 in configurazione Dual Chanel (CAS Latency 2) più due hardisk Maxtor SATA (prima maniera) con 16 MByte di cache in configurazione RAID 0, scheda grafica NVidia GeForce 8800 AGP 8X e infine sitema operativo Windows XP Professional è risultato molto ma molto più veloce del G5 con sistema operativo Tiger sia con le applicazioni grafiche Photoshop e Illustrator e sia con LightWave 3D 8, per esempio ricordo di avermi sorpeso il fatto che applicando in Illustrator il filtro Bagliore esterno su di un oggetto vettoriale il G5 mi faceva aspettare da 1 a 2 minuti per applicare l’effetto mentre con la piattafarmo Windows XP citata prima l’effetto veniva applicato istantaneamente dopo l’OK, per non parlare di LightWave 8, ricordo di aver realizzato una scena 3D il cui rendering doveva essere 4000×3000 Pixel, nella piattaforma Windows il rendering veniva completato in circa un’ora, sul PowerPC circa un’ora e mezza.
    Insomma io dalle mie esperienze ritengo che sia finita l’egemonia dei MAC nel settore grafico, oramai i PC di fascia alta (quelli ben realizzati non quellli che si acquistano nei centri commerciali) sono superiori ai MAC e la cosa è dimostrata dal fatto che la stessa APPLE si è aperta al mondo dei processori Intel

  • # 14
    MarK
     scrive: 

    Apple = Tardoni…

  • # 15
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Le offese non sono bene accette in questo blog. Sei cortesemente invitato a esprimere la tua opinione in maniera civile e rispettosa delle idee e dei gusti degli altri.

  • # 16
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Io l’hype sui bit me lo ricordo fin dai tempi dell’Atari Jaguar e forse anche prima :-)
    Di certo Apple ne ha fatto un uso spudorato – come di ogni altro dato tecnico d’altronde – è pur vero che la migrazione di un ecosistema software non è roba da ridere. Nel 2009, una fetta maggioritaria di installazioni windows è ancora a 32bit, malgrado la tecnologia 64bit x86 sia disponibile dal 2003.

  • # 17
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Vero. Però almeno i mezzi Microsoft li ha messi: già ad aprile del 2005 era disponibile XP Pro x64 con l’intero s.o. (kernel e driver inclusi) a 64 bit.

    E se non avesse aspettato Intel per darle il tempo di integrare x86-64 nelle sue CPU, sarebbe arrivato un anno prima.

    Tra l’altro non l’ha nemmeno pubblicizzato come avrebbe meritato.

    La fregatura, purtroppo, sono stati i driver: molto scarsi in quantità e qualità. A seguire le applicazioni.
    Vendor e software house hanno bellamente ignorato la “rivoluzione” a 64 bit, ed è stato un vero peccato perché almeno con AMD64 il guadagno concreto dovuto alla nuova architettura ci sarebbe stato.

  • # 18
    AlexSwitch
     scrive: 

    Forse perchè a Microsoft dei 64 bit, nel 2005, gli importava il giusto, viste le sue politiche di ” avanzamento inerziale “?
    Anno 2007 arriva Vista…. e che succede? I 64 bit per Microsoft sono ancora ” un mondo a parte “… eppure sono passati la bellezza di 2 anni dal rilascio Xp64, ma Microsoft, per ” compatibilità ” ha preferito rilasciare due versioni di Vista.
    Ottobre 2009, Microsoft archivia con Seven la ” figuraccia ” di Vista ( i cui problemi ovviamente non erano i 64 bit piuttosto che i 32 ) e…. non cambia nulla!! Sempre per ” compatibilità ” Microsoft mantiene ancora due versioni separate di Seven. E con questo siamo a 4 anni…
    Questioni di scelte…. quindi non vedo perchè Apple debba essere criticata per la sua strategia verso i 64 bit.
    Sinceramente questo articolo, tecnicismi a parte, mi sfugge il suo senso… Si vuole criticare Apple per il suo marketing ( e chi non lo fa.. ), bene, ma che lo si faccia in maniera coerente con la sua storia e con quanto è stato offerto dalla controparte.
    Facendo un parallelo tra Apple e Microsoft dal 2003 ad oggi, si vedrà che la prima ha avuto un percorso più difficile: necessità di consolidare il suo rilancio iniziato nel 2006; onorare accordi pre ’96 per quanto riguarda il consorzio PPC; Motorola e IBM che sono uscite dal settore di produzione delle CPU, con conseguenti difficoltà di portare avanti lo stepping dei PPC.
    Microsoft invece, forte del suo monopolio Windows, ha impiegato 5 anni per partorire Vista, limitando fortemente e snaturando tutte le premesse di Longhorn, ma non è riuscita ad innovare quasi nulla… E in questi 5 anni Windows ha potuto godere di una piattaforma hardware, sebbene non omogenea, sempre rinnovata e molto velocemente. Anzi nei mesi precedenti al lancio di Vista, Microsoft portò avanti un programma di ” certificazione ” per l’hardware compatibile, dei drivers e tutto il resto, ma si è visto com’è andata a finire.
    Mi chiedo a questo punto chi tra le due l’abbia sparata più grossa con le pubblicità e il marketing…

  • # 19
    zephyr83
     scrive: 

    @AlexSwitch

    Quando si tratta di marketing e di sparare balle apple NON LA BATTE NESSUNO! Vince a mani bassi, nn dovrebbe esserci neanche il dubbio! Nn mi pare che microsoft abbia mai pubblicizzato i 64 bit. Per il resto concordo sul tuo discorso riguardo microsoft ma l’articolo mi sembra incentrato sul “mito dei bit” visto da apple.
    Cmq alla fine della fiera quello che ha supportato meglio e per prima i 64 bit è stato linux :P

  • # 20
    Don Luca
     scrive: 

    Parlare di “supporto” in linux è un eufemismo dal momento che 9 volte su 10 quando hai bisogno di un driver scarichi i sorgenti e non ti compila tirando fuori 2000 errori in C… quindi tenti di contattare il programmatore che ovviamente nn ti risponde/ha cambiato mail/vattelappesca e allora vai che ritiri fuori il tuo bel McGrawHill di C++ e vai di editor a correggere manualmente gli errori (in un codice scritto il più delle volte, perdonate il francesismo, col culo senza manco uno straccio di commento) e dopo un’intera giornata passata a correggere errori altrui finalmente compila e funziona, peccato che due giorni dopo aggiornano il kernel, lo installi e stai punto e accapo.
    Ad ogni modo è vero, linux è stato forse il primissimo ad offrire supporto ai 64 bit, bisogna riconoscerlo, e tutt’ora tiene i suoi sorgenti (e anche dei driver e molte applicazioni) aggiornati e funzionanti con le piattaforme x86-64.

    Senza dubbio un esempio da seguire. :)

  • # 21
    zephyr83
     scrive: 

    la mia era una battuta (c’era una faccina in fondo) cmq è stato il primo e il supporto a livello server workstation c’è stato eccome…..a livello discorso il discorso è come sempre diverso ma i problemi maggiori han sempre riguardato programmi proprietari, primo fra tutti l’odiosissimo plugin flash. AMD stessa più di una volta ha ringraziato la comunità linux per il grande supporto dato ai propri athlon64 quando altri invece (microsoft) nn se le filavano e aspettavano intel

  • # 22
    AlexSwitch
     scrive: 

    Zephyr…. alcune volte i ” miti ” sono utilissimi!!! E attenzione che di ” marketing megaballs ” anche Microsoft ne ha sparate a bizzeffe!! Non avrà mai pubblicizzato i 64 bit, ma riguardo ad altro e su temi molto più ” caldi ” ( affidabilità e compagnia bella ) ha spesso raggiunto il top delle classifiche!!
    Poi ripeto tutto è relativo alle vicende e alla storia di ciascuna azienda.

  • # 23
    zephyr83
     scrive: 

    AlexSwitch hai ragione, anche microsoft nn ha scherzato ma apple è inavvicinabile, vince sempre a mani bassi :D

  • # 24
    PhirePhil
     scrive: 

    Quando è uscito Vista non tutti i processori in giro supportavano i 64 bit come neppure tutti i server per quanto riguarda 2008. Da qui la scelta di avere 2 versioni.
    Con 7 sarebbe andata meglio (2008 R2 infatti è SOLO a 64 bit) ma tutti si sono fatti abbindolare dai netbook sui quali per arrivare a 64 bit devi mettere 2 atom (una battuta, ovviamente) ed ecco la necessità di rilasciare 7 a 32 bit per poter pensionare xp anche su quel fronte…
    Gestire il 90% di market share non è facile, specialmente quando sei un produttore di software che deve girare su più macchine possibile. Gestire il 5-7% è molto più facile, senza contare che OSX è a corredo di HW apple e che quindi avrebbero benissimo potuto tracciare una linea una volta adottati i proci Intel.
    Purtoppo avrebbero dovuto riscrivere davvero tutto daccapo e NON essendo Apple una software house hanno scelto la via di comodo.
    Tutto il fumo realtivo al marketing è frutto delle strategie di Jobs di insultare i concorrenti (chissà chi è ritenuto migliore tra lui e Gates dalle centinaia di migliaia di persone che sono state aiutate dalla fondazione Gates…)

  • # 25
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @AlexSwitch: a quanto già detto dagli altri, aggiungo qualcosa.

    Se a MS non avessero interessato i 64 bit, non avrebbe rilasciato nessuna versione di Windows che li supportasse (pienamente). Era chiaro fin da allora che avrebbero rappresentato il futuro, per cui si trattava di una scelta scontata.

    Quanto alle versioni di Windows (a 32 e 64 bit immagino), non sono dissimili da quelle di OS X: quest’ultimo ADESSO (con Snow Leopard) le integra entrambe, e infatti sei tu che scegli al boot quale far partire. Semplicemente con MS o ne installi una oppure l’altra. Ma a livello d’esecuzione in entrambi i casi si utilizzano file e driver model completamente diversi.

    Quindi non capisco di cosa ti lamenti e perché tiri in ballo la compatibilità quando, come dicevo nell’articolo, lo stesso Snow Leopard parte sempre in modalità a 32 bit pur girando su macchine a 64 bit, mentre io è da più di 4 anni e mezzo che utilizzo esclusivamente Windows a 64 bit…

    Per quanto riguarda lo scenario di Apple, Motorola e IBM, è del tutto irrealistico: non sono state Motorola e IBM a uscire dal mercato dei PowerPC (visto che continuano a operare), ma Jobs che le ha scaricate quando non ne ha avuto più bisogno. Tra l’altro IBM è entrata nel segmento consumer delle CPU proprio per fare un favore a Jobs, perché sino ad allora aveva sviluppato soluzioni PPC (POWER) esclusivamente per i suoi server…

    Su MS, non ha alcun monopolio: la sua è quella che tecnicamente si chiama posizione dominante. Per Vista non ha impiegato 5, ma 6 anni, e il motivo è presto detto: ha riscritto tutto.
    Cosa che Apple non ha fatto nemmeno con OS X, perché l’ha basato sul preesistente NextStep (che a sua volta non è nemmeno stato scritto da zero, visto che deriva da due s.o. open source, Mach e FreeBSD, e oltre al s.o. ha preso a piene mani dalla comunità open source un sacco di altro codice e applicazioni).
    Anche qui dimostri di sconoscere la storia dell’informatica (sebbene siano fatti recenti).

    Poi che Vista non abbia innovato è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Proprio sui driver con Vista ha imposto che per la certificazione WDHL i produttori rilasciassero entrambe le versioni, a 32 e 64 bit, proprio per favorire la nuova architettura, e difatti la situazione è enormemente migliorata rispetto a XP Pro x64, tanto che molti PC da qualche anno vengono venduti proprio con le versioni a 64 bit di Windows.

    Infine sulle balle del markting, Apple è sicuramente insuperabile.
    Non ho mai visto un’altra azienda che fino al giorno prima dichiarava che le sue soluzioni PPC G5 erano fino al doppio più veloci dei rivali x86, e il giorno del passaggio stesso le sue nuove macchine x86 erano pubblicizzate come fino a 4 volte più veloci delle precedenti…

  • # 26
    gennaro
     scrive: 

    [QUOTE=Cesare Di Mauro]
    non sono state Motorola e IBM a uscire dal mercato dei PowerPC (visto che continuano a operare), ma Jobs che le ha scaricate quando non ne ha avuto più bisogno[/QUOTE]

    Per essere precisi Motorola ha ceduto il settore processori ad una subsidiaria ed ha impiegato 5 anni per portare i sui G4 da 500mhz a 1.5ghz (tra l’altro più o meno sempre con quei bus ridicoli da 133/167mhz). Detto questo, ad oggi non c’è alcun computer nuovo (a parte forse qualche scheda d’aggiornamento per gli Amiga) che usa un processore Motorola/Freescale.
    IBM poi ha annunciato il rilascio del G5 da 3ghz in capo ad un anno e dopo due anni e mezzo s’era arrivati a 2.5Ghz. Anche qui al giorno d’oggi non c’è alcun computer della categoria desktop che utilizzi processori fatti da IBM (si lo utilizzano le console, ma lo scopo di quelle macchine è un tantino diverso da quello dei normali computer…)

    [QUOTE]
    lo stesso Snow Leopard parte sempre in modalità a 32 bit pur girando su macchine a 64 bit, mentre io è da più di 4 anni e mezzo che utilizzo esclusivamente Windows a 64 bit…[/QUOTE]

    A parte la discutibile scelta di bloccare l’utilizzo del “kernel a 64bit” su alcuni computer (e concordo, è una boiata), su tutta la nuova serie di Mac è sufficiente modificare un parametro al boot per avere anche quell’ultimo pezzo a 64bit.

    Aggiungo poi … che per qualunque motivo ti sia necessario usare una versione dell’OS o l’altra … Con Windows devi installarti comunque due sistemi operativi, con OS X qualunque siano le tue necessità, hai comunque una piattaforma unica davanti.

    [QUOTE]
    Su MS, non ha alcun monopolio: la sua è quella che tecnicamente si chiama posizione dominante. Per Vista non ha impiegato 5, ma 6 anni, e il motivo è presto detto: ha riscritto tutto.
    Cosa che Apple non ha fatto nemmeno con OS X, perché l’ha basato sul preesistente NextStep (che a sua volta non è nemmeno stato scritto da zero, visto che deriva da due s.o. open source, Mach e FreeBSD, e oltre al s.o. ha preso a piene mani dalla comunità open source un sacco di altro codice e applicazioni).[/QUOTE]

    Scusa eh … ma se Vista è completamente riscritto rispetto al suo precedente, OS X Snow Leopard stai tranquillo che non è meno riscritto rispetto a Puma.

    Comunque Mach è un kernel e non un sistema operativo.

    [QUOTE]
    Non ho mai visto un’altra azienda che fino al giorno prima dichiarava che le sue soluzioni PPC G5 erano fino al doppio più veloci dei rivali x86, e il giorno del passaggio stesso le sue nuove macchine x86 erano pubblicizzate come fino a 4 volte più veloci delle precedenti…[/QUOTE]

    Invito a ricordare i tempi di Windows ME … l’unico Windows per “me” .. diceva così lo spot vero? :-P

  • # 27
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @gennaro:

    Per essere precisi Motorola ha ceduto il settore processori ad una subsidiaria ed ha impiegato 5 anni per portare i sui G4 da 500mhz a 1.5ghz (tra l’altro più o meno sempre con quei bus ridicoli da 133/167mhz). Detto questo, ad oggi non c’è alcun computer nuovo (a parte forse qualche scheda d’aggiornamento per gli Amiga) che usa un processore Motorola/Freescale.
    IBM poi ha annunciato il rilascio del G5 da 3ghz in capo ad un anno e dopo due anni e mezzo s’era arrivati a 2.5Ghz. Anche qui al giorno d’oggi non c’è alcun computer della categoria desktop che utilizzi processori fatti da IBM (si lo utilizzano le console, ma lo scopo di quelle macchine è un tantino diverso da quello dei normali computer…)

    Motorola (poi FreeScale) e IBM hanno avuto problemi a scalare in frequenza esattamente come Intel e, in misura minore, AMD. In particolare Intel ha dovuto buttare via il P4 col quale contava di toccare i 10Ghz.

    Non mi risulta che le aziende abbiano abbandonato Intel e/o AMD per questo.

    A parte la discutibile scelta di bloccare l’utilizzo del “kernel a 64bit” su alcuni computer (e concordo, è una boiata), su tutta la nuova serie di Mac è sufficiente modificare un parametro al boot per avere anche quell’ultimo pezzo a 64bit.

    L’utente che non è smaliziato continuerà a usarlo a 32 bit…

    Aggiungo poi … che per qualunque motivo ti sia necessario usare una versione dell’OS o l’altra … Con Windows devi installarti comunque due sistemi operativi, con OS X qualunque siano le tue necessità, hai comunque una piattaforma unica davanti.

    E’ sicuramente vantaggioso, non ci sono dubbi.

    Ma, ripeto, io uso Windows a 64 bit (e solo quello: non ho avuto bisogno né del dual boot né di una macchina virtuale dove far girare qualche precedente versione a 32 bit) da più di 4 anni e mezzo. OS X è a 64 bit soltanto da qualche mese…

    Scusa eh … ma se Vista è completamente riscritto rispetto al suo precedente, OS X Snow Leopard stai tranquillo che non è meno riscritto rispetto a Puma.

    Col contributo della comunità open source. MS ha fatto tutto da sola.

    Non mi risulta che Apple, ad esempio, si sia riscritta il GCC, la bash, ecc. ecc. ecc.

    Comunque Mach è un kernel e non un sistema operativo.

    Vero. Ho messo assieme Mach e FreeBSD per indicare l’origine di OS X, ma soltanto il secondo è un s.o..

    Invito a ricordare i tempi di Windows ME … l’unico Windows per “me” .. diceva così lo spot vero? :-P

    Questa al più si classificare come una scarsa battuta pubblicitaria, ma non ha nulla a che vedere con l’esempio che ho citato prima, e la solita pubblicità ingannevole di Apple, con benchmark appositamente artefatti.

    P.S. Per quotare devi usare il tag “blockquote” usando non le parentesi, ma il minore il maggiore (tipo HTML o XML, per intederci). ;)

  • # 28
    Don Luca
     scrive: 

    P.S. Per quotare devi usare il tag “blockquote” usando non le parentesi, ma il minore il maggiore (tipo HTML o XML, per intederci). ;)

    vediamo se ho capito come si fa a quotare… :P

    per il discorso dei 64 bit di snow leopard il discorso è un tantino più complicato.
    Innanzitutto, anche se scontato, il kernel a 64 bit può funzionare solo sui Core2Duo che hanno le estensioni. Questa è una condizione necessaria ma non sufficiente, in quanto anche l’EFI del mac deve essere a 64 bit e questa si ha (se non erro) solo dagli iMac in alluminio in poi. In quest’ultimo caso il kernel a 64 bit dovrebbe essere automaticamente attivato di default.

  • # 29
    biffuz
     scrive: 

    Resto dell’idea che il vero motivo del passaggio a 64 bit sia stato dovuto alle CPU mobile, quando la Intel vendeva a tutto spiano i Core Duo la Apple era ancora ai G4, che risalivano all’era dei Pentium III.

  • # 30
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Scusate ma non capisco come si faccia a dire che non partire col kernel a 64 bit sia una “boiata”. Il parco applicazioni consumer di Apple e la maggioranza dei driver non sono semplicemente compatibili con questa modalità, che correttamente si riserva di default solo alle macchine xserve. Se l’ecosistema sw apple si evolverà correttamente, 10.7 partirà di default a 64 bit fra un paio d’anni (e allora controlleremo a che punto sarà la quota di mercato di windows a 32bit). Nel frattempo, cosa c’è da lamentarsi? Qualcuno può forse dire che il suo uso quotidiano dell’OS sia limitato dal kernel a 32bit?

    Una precisazione: come vedete qui
    http://arstechnica.com/apple/reviews/2009/08/mac-os-x-10-6.ars/5
    Snow Leopard non è 64 bit solo a seconda del kernel usato, e il processo di integrazione progressiva dei 64 bit procede linearmente dalla 10.4 in poi. Oggi Carbon, l’API legacy proveniente dal mondo PPC, è prossimo a scomparire.
    È una transizione lunga, ma che finora non ha creato alcun contraccolpo (tipo 3,5gb di ram utilizzabile sotto windows a fronte dei 4 pagati e installati).
    È pur vero che l’ecosistema software di Windows è infinitamente più ampio e variegato di quello Apple, ma da un certo punto di vista questa ingovernabilità e il continuo ricorso a estensioni legacy è una diretta conseguenza della quota di mercato esorbitante di MS.

    Dopodiché essere i primi a vantare i 64 bit è solo marketing e siamo d’accordo, perché appunto se gli sviluppatori non ti stanno dietro, coi 64 bit ti ci sciacqui. È pur vero che, stante la situazione dell’ecosistema software window 64 bit, il marketing sui 64bit l’abbia fatto Apple prima di MS è forse comprensibile (Windows XP 64 è uscito nell’aprile 2005 come Tiger, ma a differenza di Tiger, proprio per il fatto di essere completamente a 64bit, era difficilmente servibile anche sull’HW giusto, per l’immaturità di driver e applicazioni). Che senso avrebbe avuto per MS mettere in piedi una campagna simile a quella di Apple per promuovere un OS inadeguato alla maggioranza degli scenari d’uso consumer?

    Tra l’altro ms avrebbe potuto adottare una strategia più “coraggiosa”, col salto diretto ai 64bit in 7, relegando l’esecuzione di driver e applicaizoni 32bit ad ambienti virtuali, alla portata di qualunque CPU recente.

    Ne avevamo parlato, pieni di speranza, qui: http://www.appuntidigitali.it/3146/windows-7-portera-i-64-bit-alle-masse/

  • # 31
    zephyr83
     scrive: 

    Apple nn ha pubblicizzato osx cn i 64 bit! ha pubblicizzato la “macchina”, il mac visto che il processore supportava i 64 bit. A me risulta chiaro, leggendo l’articolo che il problema sia come al solito quello del marketing truffaldino di apple! Nn penso si metta in discussione la scelta che ha fatto apple per passare ai 64 bit….si mette in discussione il messaggio che ha voluto far passare! Se tu mi dici che i 64 bit sn un vantaggio e di bulli di questo ma poi in realtà nn li usi e preferisci un approccio più cauto allora la critica (come ha fato Cesare) te la becchi tutta!
    La differenza fra microsoft e apple è che la prima nn ha pubblicizzato i 64 bit come la seconda.

  • # 32
    AlexSwitch
     scrive: 

    Ho come l’impressione che i due redattori intervenuti negli ultimi commenti, conoscano poco di OS X Snow Leopard e di Apple e della sua storia.
    Snow Leopard è a tutti gli effetti un OS a 64, anche quando esegue il boot del kernel a 32 ( per pura politica di Apple, asserisco, visto che anche una EFI a 32 bit può bootare un kernel a 32 ). Tutte le estensioni del kernel ( che in OS X significano driver ) sono a 64 bit; tutti i framework sono a 64 bit, tutti i servizi che gestiscono la grafica e il multimedia sono a 64 bit; le applicazioni principali fornite con OS X ( Safari, Mail, Quicktime X, iChat, iCal, Rubrica Indirizzi, Utility Disco, System Profiler, etc. etc.) sono state scritte a 64 bit assieme al Finder. E funzionano a 64 bit anche quando il kernel è a 32 ( l’unico limite saranno i 4Gb di memoria fisica indirizzabile, ma si guadagna in velocità e reattività ).
    In sostanza Apple verso i 64 bit ha avuto un approccio più pragmatico nel tentativo, riuscito, di estenderne i benefici a quanti più Macintosh possibile, rimanendo valida l’unica discriminante: una CPU x86 a 64 bit. E per chi ha ancora un sistema PPC a 64 bit?
    Bhè il nostro De Mauro, nel suo articolo, ha dimenticato Leopard che a differenza di Tiger dava la possibilità di usare applicazioni complete e modelli di dati a 64 bit. Leopard uscì quando le Cpu G erano già morte e sepolte e per chi aveva ed ha ancora un Mac basato su queste è stato un ” canto del cigno ” splendido!!

    Venendo al discorso PPC: lo scopo di questa nuova piattaforma e della alleanza tra Apple IBM e Motorola, era di fornire una valida alternativa alle CPU Intel, vista la scarsa diffusione di soluzioni come Sparc o MIPS. Inizialmente PPC fu un successo, tanto che Microsoft stessa fece un porting di Windows NT 4.5 per quella piattaforma, seguita da Solaris. Purtroppo Motorola, nel periodo più critico per PPC ( consolidare definitivamente la piattaforma di sviluppo ed investire per aumentarne l’offerta e lo sviluppo ), decise che il suo core business era nella telefonia mobile ( andata a ramengo dopo poco più di un lustro ) e cominciò a rallentare, fino a dismettere completamente il progetto e cedendo il tutto, fabbriche comprese, alla società figlioccia Freescale. IBM rimase da sola con il suo G5 e non aveva intenzione di legarsi più di tanto nel business del personal computing ( infatti nel 2004 Big Blue cedette in blocco la sua divisione Personal Computing a Lenovo ). Quindi nel 2005 PPC era di fatto un progetto morto e Apple, che nell’alleanza, doveva fornire lo sbocco commerciale alla piattaforma dovette pianificare una strategia di uscita obbligatoria…. Pena sarebbe stata la fine di Apple stessa!!

    Qualche puntualizzazione: l’unica parte di codice ” open ” di OS X è il kernel Darwin. Tutto il resto è farina del sacco di Apple, ereditato da NeXT.
    Vista sarà stato riscritto tutto, rispetto ad Xp, ma ha completamente tradito lo spirito di Longhorn di cui ha ripreso praticamente solamente il nuovo motore di rendering della GUI, il kernel aggiornato e basta. WinFS è ancora da vedere ( forse con 8 o con Azure? ), il registro di sistema esiste ancora….. Inerzia…. inerzia e inerzia!!

  • # 33
    AlexSwitch
     scrive: 

    Correzione nel primo paragrafo:

    ho scritto : ” ( per pura politica di Apple, asserisco, visto che anche una EFI a 32 bit può bootare un kernel a 32 ) “, ma intendevo : ” … che anche una EFI a 32 bit può bootare un kernel a 64 “.

  • # 34
    AlexSwitch
     scrive: 

    @ Zephir83: e che altro doveva fare Apple? Le sue opzioni erano, leggi il mio ultimo post, limitatissime ( nel 2003 i G3 erano storia trapassata, i G4 tiravano avanti a denti stretti, i G5 erano comunque il top ), e dovevano mantenere un loro segmento di mercato di classe Pro. Ed Apple era ancora da consolidare nella sua ristrutturazione….
    Il marketing serve anche a questo: il computer monta una Cpu a 64 bit, quindi è un coputer a 64 bit dove “è possibile” elaborare a 64 bit…. e quindi è potente!!!
    Comunque, non a caso, i primi Macintosh a montare Cpu Intel furono proprio i MacPro… chissà perchè…. ;-)

  • # 35
    Don Luca
     scrive: 

    Alex sono stracerto che a meno di qualche hack particolare, su una macchina con EFI a 32 bit è impossibile far bootare il kernel a 64 di SL.
    Avevo letto un documento tecnico proprio della apple, magari mò lo vado a cercare.

  • # 36
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ Alexswitch
    Non capisco in cosa avrei dimostrato di non conoscere SL o la storia di Apple… la mia tesi era esattamente volta a dimostrare la parziale irrilevanza del kernel a 32 bit nel quadro dell’evoluzione dell’OS verso i 64 bit, ossia quel che hai ribadito anche tu. :-)

    Il che non significa abbracciare i proclami del marketing Apple, ma semplicemente leggerli criticamente.

  • # 37
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Alessio: se, come dici, il parco driver e applicativo non è ancora all’altezza dei 64 bit, a maggior ragione ha poco senso pubblicizzare questa caratteristica che potrebbe, invece, rivelarsi un boomerang (pubblicità negativa).

    Quanto a Seven, facendolo uscire soltanto in versione a 64 bit lo avrebbe escluso automaticamente dal mercato dei netbook che si è rivelato molto importante.
    Poi i processori moderni non sono tutti in grado di virtualizzare le risorse allo stesso modo (è il motivo per cui l’XP mode richiede espressamente certe CPU più recenti e dotate di particolari funzionalità).

    @AlexSwitch:

    Snow Leopard è a tutti gli effetti un OS a 64, anche quando esegue il boot del kernel a 32 ( per pura politica di Apple, asserisco, visto che anche una EFI a 32 bit può bootare un kernel a 32 ). Tutte le estensioni del kernel ( che in OS X significano driver ) sono a 64 bit; tutti i framework sono a 64 bit, tutti i servizi che gestiscono la grafica e il multimedia sono a 64 bit; le applicazioni principali fornite con OS X ( Safari, Mail, Quicktime X, iChat, iCal, Rubrica Indirizzi, Utility Disco, System Profiler, etc. etc.) sono state scritte a 64 bit assieme al Finder. E funzionano a 64 bit anche quando il kernel è a 32 ( l’unico limite saranno i 4Gb di memoria fisica indirizzabile, ma si guadagna in velocità e reattività ).

    Il kernel rimane sempre a 64 bit anche in quella che viene definita modalità a 32 bit: “semplicemente” (per modo di dire) il driver model che adotta rimane quello vecchio, a 32 bit, per garantire piena compatibilità coi driver già sviluppati.

    Con AMD64 per gestire processi a 64 bit è necessario operare in Long Mode (che permette anche di gestire processi a 32 bit).

    E’ scorretto parlare di kernel a 32 bit soltanto per questo, e difatti la modalità di funzionamento in questo caso è simile a quella di Tiger (l’unica differenza è che con Tiger soltanto la libreria di sistema POSIX era disponibile anche in versione a 64 bit, mentre adesso lo è anche Cocoa e si possono, quindi, realizzare applicazioni dotate di GUI interamente a 64 bit).

    In sostanza Apple verso i 64 bit ha avuto un approccio più pragmatico nel tentativo, riuscito, di estenderne i benefici a quanti più Macintosh possibile, rimanendo valida l’unica discriminante: una CPU x86 a 64 bit. E per chi ha ancora un sistema PPC a 64 bit?

    L’approccio che ha avuto Apple nei confronti dei 64 bit è stato semplicemente di pura speculazione markettara, visto che non era utilizzabile all’esordio dei G5, e anche dopo era meglio non farvi ricorso per i limiti che ho esposto chiaramente nell’articolo.

    Infatti chi ancora possiede un PPC 970 è meglio che continui a usarlo a 32 bit.

    Bhè il nostro De Mauro, nel suo articolo, ha dimenticato Leopard che a differenza di Tiger dava la possibilità di usare applicazioni complete e modelli di dati a 64 bit. Leopard uscì quando le Cpu G erano già morte e sepolte e per chi aveva ed ha ancora un Mac basato su queste è stato un ” canto del cigno ” splendido!!

    Ci credo: Leopard è uscito appena 2 anni fa, dopo ben 4 (QUATTRO) anni dalla presentazione dei G5.

    Comunque l’avevo citato correttamente nell’articolo (non potevo fare altrimenti, visto che si trattava di un escursus che ha toccato tutte le versioni di OS X a partire da quando sono stati presentati i PowerMac G5): forse la foga di scrivere il tuo commento non ti ha permesso di apprezzarlo pienamente…

    Quindi nel 2005 PPC era di fatto un progetto morto e Apple, che nell’alleanza, doveva fornire lo sbocco commerciale alla piattaforma dovette pianificare una strategia di uscita obbligatoria…. Pena sarebbe stata la fine di Apple stessa!!

    FreeScale ha presentato altre CPU G4 tant’è che Apple le ha poi utilizzate nei suoi portatili.

    Anche IBM ha presentato i nuovi PPC970, in versione dual core, anche dopo che Jobs l’aveva disarcionata.

    Quindi per entrambe le case i PowerPC erano tutt’altro che morti.

    Qualche puntualizzazione: l’unica parte di codice ” open ” di OS X è il kernel Darwin. Tutto il resto è farina del sacco di Apple, ereditato da NeXT.

    Darwin ti pare poco? In ogni caso rimane tanta altra roba che ho pure citato prima: tutta la toolchain di compilazione non è roba di Apple, che ha pure “preso in prestito” il progetto KHTML per realizzare WebKit e Safari. Tanto per riportare gli esempi più illustri.

    Vista sarà stato riscritto tutto, rispetto ad Xp, ma ha completamente tradito lo spirito di Longhorn di cui ha ripreso praticamente solamente il nuovo motore di rendering della GUI, il kernel aggiornato e basta.

    Le migliorie sono state tantissime: basta fare una ricerca con “Windows Vista changes” (e il kernel non è stato soltanto aggiornamento ma interamente riscritto e migliorato).

    WinFS è ancora da vedere ( forse con 8 o con Azure? ),

    Buona parte di quel progetto è confluito in altri progetti e applicazioni che trovi anche su Vista.

    il registro di sistema esiste ancora…

    Per fortuna: non vedo perché dovrebbe essere eliminato. E’ una delle cose più utili e sensate.

    .. Inerzia…. inerzia e inerzia!!

    Non scherziamo con le cose serie: si vede che non conosci la storia di Apple.

    Per quasi vent’anni ha fatto proclami ai suoi utenti annunciando rivoluzionari s.o. che avrebbero preso il posto di MacOS (che era un colabrodo: basta un soffio per farlo andare in bomba), e alla fine ha dovuto comprarsi un progetto già pronto, NextSTEP, e nemmeno questo era interamente farina del sacco dell’azienda che l’aveva realizzato.

    Sulla capacità di realizzare GUI e applicazioni a misura d’utente nulla da dire. Ma sui s.o. è meglio non toccare l’argomento…

    @Don Luca: non vedo difficoltà tecniche. Una volta eseguito il boot a 32 bit, si può sempre passare in modalità a 64 bit.

  • # 38
    Don Luca
     scrive: 

    non vedo difficoltà tecniche. Una volta eseguito il boot a 32 bit, si può sempre passare in modalità a 64 bit.

    Perdonami Cesare non riesco a seguirti… per boot cosa intendi? Quando parte l’EFI, prima di fare il boot del sistema operativo? O già a sistema operativo avviato?
    Ricorda che ufficialmente è possibile fare il boot del kernel a 64 bit solo su macchine con procio a 64 bit ed efi a 64 bit. Io stavo rispondendo ad alex che sosteneva fosse possibile fare il sopracitato boot a 64 bit anche su macchine con efi a 32 bit.

    Per rispondere a te… per quel che ne so io (mò è l’una e sinceramente non ho la lucidità per cercare il documento tecnico dell’apple, lo farò domani) l’unica possibilità che c’è di “passare” in modalità a 64 bit è all’avvio del Mac, quando parte l’EFI, puoi tenere premuto 6 e 4 insieme per fare il boot del kernel a 64 bit sulle macchine che abbiano EFI e processore a 64 bit.
    Ho trovato questo pomeriggio un articolo che descrive un workaround per far funzionare il kernel a 64 bit su mac con efi a 32, però è un derivato di un magheggio della comunità OSx86 pertanto non ufficiale.

    Non era una cosa legata all’articolo, giusto mia curiosità in ambito :)

  • # 39
    ginojap
     scrive: 

    Bisognerebbe non farsi convicere troppo dai Keynote della Apple che non sono altro che la fiera della balla. D’altronde il solo ed unico scopo di questi eventi e’ vendere, vendere, vendere (giustamente), per questo vanno presi per quello che sono. Durante la presentazione di Snow Leopard, oltre al pomposo ribadire il fatto che “il sistema e’ a 64 bit” (finalmente e grazie alla cippardella!) non si sono dimenticati di smerdare ben bene Vista e persino il nuovo nato Windows 7, che a loro avviso farebbe schifo soprattutto per il fatto che mantiene ancora il registro di sistema ed addirittura, udite, udite, la deframmentazione del disco. Sul piano poi della sicurezza farebbero meglio a tacere visto che OSX non e’ piu’ sicuro di Windows. Trovo infatti ingannevole la pubblicita’ Apple che parla di PC impestati di virus. Probabilmente, data la complessita del prodotto “sistema operativo e relativo hardware” e dato anche il fatto che non menzionano mai direttamente windows, ma dicono semplicemente “PC” giocando sul fatto che l’utente normale confonde i due concetti e non si accorge che PC significherebbe anche “Apple”, nessuno e’ mai intervenuto per farli smettere di fare pubblicita’ subdola. In pratica un utente intelligente dovrebbe leggere i loro spot in questo modo:

    ” Io sono un pc”
    ” Ed io sono un Apple e quindi sono anch’io un PC e come minimo faccio cagare allo stesso modo”

    Se fossero “onesti” cambierebbero i loro spot con:

    “Io sono un pc con Windows 7″
    “Io sono un pc con Snow Leopard”

    Ma siccome non gli converrebbe, capisco benissimo la loro filosofia di continuare a prendere bene bene per il culo gli stolti fruitori dei messaggi.

  • # 40
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Don Luca: non mi riferivo a OS X in particolare, ma a come funziona un processore x86-64.

    A prescindere che il BIOS o l’EFI sia a 32 bit e, quindi, carichi e lanci del codice (a 16 bit nel primo caso, a 32 nel secondo caso), si può sempre passare in Long Mode (modalità a 64 bit) in qualsiasi momento.

    Quando parlavo di boot mi riferivo proprio alla fase di boot del s.o, cioè BIOS o EFI hanno caricato dal dispositivo di massa uno o più blocchi di dati, a cui poi cedono il controllo.

    Per cui anche se, come dici, ufficialmente Apple afferma di supportare soltanto l’EFI a 64 bit, in realtà si può sempre realizzare un s.o. (OS X incluso) a 64 bit che parta anche da EFI a 32 bit.

    Il fatto che qualcuno della comunità OSx86 ci sia riuscito con un hack (ma anche se non ci fosse riuscito non sarebbe cambiato di una virgola il ragionamento, perché sto parlando di come funziona una CPU AMD64) è soltanto la conferma di quanto detto.

    A questo punto se Apple afferma che sia necessario l’EFI a 64 bit per poter usare OS X a 64 bit, si tratta soltanto di un’imposizione del tutto arbitraria.

    Immagino sia per costringere gli utenti a liberarsi di un “vecchio” Mac (anche se supporta l’architettura x86-64), e poter vendere macchine con EFI a 64 bit.

    P.S. Spero di aver soddisfatto la tua curiosità. :D

  • # 41
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @ginojap: capisco e condivido.

    Tra l’altro che il registro di Windows sia una schifo senza alcuna argomentazione tecnica dimostra quanto in basso si possa arrivare pur di screditare la concorrenza (a proprio beneficio ovviamente).

    Figurati che c’è un gruppetto della comunità open source (di cui non ricordo il nome al momento) che lavora a un progetto per realizzare un sorta di registry anche per Linux (così finalmente si farebbe pulizia delle migliaia di file di configurazione sparsi per il filesystem, e magari ognuno con un formato diverso che richiede apposito parsing), e ovviamente sono stati presi di mira semplicemente perché si tratta di “roba Windows” e, quindi, “è il male”…

    Quanto alla deframmentazione, qui c’è un altro falso mito che purtroppo è duro a morire, visto che non esiste nessun filesystem che non produca deframmentazione.
    Ad esempio capita spesso a lavoro (dove abbiamo macchine con Linux) di dover cancellare un file di log di qualche GB, e… impiega un po’ di secondi proprio perché i blocchi allocati non sono contigui, ma sparpagliati.

    In buona sostanza, chi parla di argomenti del genere in questo modo lo fa in perfetta malafede.

  • # 42
    ginojap
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    Certo che defrag lo fa anche OSX, solo che non te lo dicono, altrimenti non si spiegherebbe perche’ nel mio macbook quando faccio il boot, qualche volta ci mette mooolto piu’ tempo del solito pur avendo l’abitudine di spegnere sempre la macchina chiudendo tutte le applicazioni (ma adesso che ci penso, vorrei controllare il log del boot per vedere cosa succede). Riguardo al registro concordo. Anche in OSX a suon di installare e disinstallare alla fine si lasciano porcherie (file di configurazione appunto) sparsi per l’harddisk e alla lunga conviene ogni tanto reinstallare il SO. Non e’ ancora capitato al sottoscritto, avendo questa macchina da pochissimo tempo, ma un mio collega, preso dalla disperazione di rallentamenti e applicazioni che si inchiodano, ha dovuto piallare l’hardisk sul suo Mac e reinstallare tutto da zero. Queste cose pero’ negli spot non le dicono ovviamente.

  • # 43
    Don Luca
     scrive: 

    @Cesare: ahhhhh ok, ora ho capito! :)
    E’ che pensavo stessimo parlando strettamente a livello di kernel e solo riferendoci a Snow Leopard, adesso è molto più chiaro :P
    Si comunque riguardo al Long Mode lo sapevo pure io, tant’è che pur facendo partire Snow Leopard a 32 bit le applicazioni a 64 le posso lanciare tranquillamente, solo che stavo pensando ad altro in quel momento xD

  • # 44
    zephyr83
     scrive: 

    @AlexSwitch

    Bhe ma a me nn interessa cosa poteva o nn poteva fare apple :) visto che nn sn un boccalone nn credo a tutto quello che dicono e se sparano delle gran panzane per questione di marketing io le critico :) sicuramente funzionano cn la massa, fanno anche bene a continuare ma per me rimangono dei buffoni e ancora più buffoni sn quei fan boy che pendono dalle labbra di jobs (nn mi sto riferendo a te, parlo in generale dei fanyboy apple). Per me apple ha anche fatto bene a migrare lentamente ai 64 bit, microsoft nn è stata affatto migliore (anche se un conto è gestire un mercato del quasi 90%, un conto è un mercato di neanche il 10%) ma contesto come al solito i modi e penzane sparate, cosa che in questo caso microsoft nn ha fatto!

  • # 45
    diggita.it
     scrive: 

    Apple ri-scopre i 64 bit……

    Apple presenta il nuovo Power Mac G5. Era il 24 giugno 2003, e con questo titolo esordiva la notizia che Apple presentava l’attesissima nuova linea di macchine della casa, il cui cuore era costituto dal nuovissimo gioiello di casa IBM: il PowerPC 970…

  • # 46
    ginojap
     scrive: 

    @zephyr83
    Condivido il tuo messaggio. Apple ci guadagnerebbe molto in immagine se non sparasse panzane continuamente nei suoi siti e peggio ancora nei suoi keynote. Talvolta rasentano veramente il ridicolo, ma probabilmente puntano parecchio su quel mercato di persone che pensa che il un computer sia una televisore con la tastiera e che si bevono tutte le minchiate del caso, compresi gli spottini video con il frocetto saputello ed il ciccione sfigato.

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