di  -  giovedì 6 dicembre 2007

GraphSono ancora poche, troppo poche, le donne italiane su internet. I recenti dati emersi da Eurostat rivelano che le giovani donne, tra i 16 e i 24 anni, che si sono connesse ad internet nei primi tre mesi del 2007 sono state il 57% del totale e mediamente hanno effettuato l’accesso una volta alla settimana.

Certo, possiamo consolarci pensando che Grecia (53%) e Romania (48%) hanno dati peggiori dei nostri, ma ragionare in quest’ottica non mi pare possa portare lontano. C’è da dire che il quadro si fa ancor più sconcertante considerando la fascia d’età tra i 25 e i 54 anni, dove il fato scende al 34%. In altre parole solo su 10 donne in piena età lavorativa, solo 3 accedono almeno una volta alla settimana ad internet: inquietante.

La media europea è del 55% e, sebbene sia trainata in buona parte dai paesi del nord che hanno un’altissima penetrazione della banda larga, il dato resta davvero sconfortante. La Spagna, ad esempio, che ha più o meno la nostra stessa situazione, pur partendo (anni fa) svantaggiata ora ci batte clamorosamente.

Insomma, inutile negarlo, in Italia c’è un vero e proprio problema culturale. Persino gli uomini italici, nonostante l’uomo sia da sempre più presente sulla rete, ha prestazioni deludenti fermandosi, nella fascia dai 16 ai 24 (quindi quella che dovrebbe essere la più competente) al 61% contro l 79% dei coetanei europei. Unico dato in cui siamo in linea con la media europa, è il taffico P2P.

Non vale neppure la banale e casereccia obiezione secondo cui gli italiani si connetterebbero meno perchè da noi c’è il sole, mentre all’estero il tempo è sempre brutto e si tende a stare di più in casa, dato che, come già ricordato, la Spagna fa meglio di noi.

E’ quindi una questione di arretratezza culturale che si mescola ad arretratezza infrastrutturale e che genera questi risultati. Molti non sanno usare il computer, figuriamoci internet. Gran parte della popolazione vive benissimo senza internet, restando inevitabilmente indietro rispetto al resto della popolazione europea che ha invece dimestichezza col mezzo e lo usa per aumentare la propria produttività al lavoro e facilitare la propria vita personale.

Non pretendo certo che l’Italia raggiunga i paesi nordici nei quali la percentuale di giovani che si collega ad internet quotidianamente sfiora il 100%, ma spero almeno che l’Italia sappia prendere coscienza (in fretta) del ritardo spaventoso accumulato e che si rimetta presto alla parti.

Tuttavia, non essendo un ingenuo, so bene che è una speranza vana, probabilmente il momento in cui l’Italia davvero deciderà di affrontare un serio cambiamento culturale coinciderà con un momento di forte crisi innescato, appunto, dal ritardo accumulato: solo di fronte all’evidenza forse qualcosa cambierà. Che peccato, però, dover sempre toccare il fondo per trovare la forza di risalire!

12 Commenti »

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  • # 1
    Den Lord Troll
     scrive: 

    Raggiungere ? Faccio prima vado direttamente io al nord che é meglio… adjø bananaslandet

  • # 2
    Brooks79
     scrive: 

    Siamo noi maschi che dobbiamo far avvicinare internet alle donne . Io con un po di costanza ho insegnato qualcosina a mia sorella . Adesso dobbiamo fare a botte per stare sull’nico computer della casa e se non funziona la colpa e’ sempre la mia.

  • # 3
    Denis
     scrive: 

    Sicuro che il problema stia nell’arretratezza culurale? Ti parla un perito informatico, studente di ingegneria informatica, webmaster e sviluppatore sw che non si può connettere che una volta ogni 7-10 giorni a causa della bestia nera conosciuta come “digital divide”.

    La periferie e le zone fouri dai capoluoghi non sono raggiunte dalla banda larga, Telecom applica tariffe troppo alte per un servizio oramai inutile quale è il 56k (dico che è inutile poichè il 90% dei siti web sono pesantissimi).

    Purtroppo in italia non sono solo io a subirne le conseguenze, le stime danno tra il 40 e il 60% di persone “fuori” dalla banda larga. La mia unica speranza di connsessione risiede nella per fortuna efficiente rete di Biblioteche Pubbliche esistente nel capouogo (Torino) ove mi reco quasi quotidianamente per ragioni di studio.

    Il problema non è frutto dell’arretratezza culturale, ma di quella tecnologica e dal monopolio di Telecom.

  • # 4
    Drizzt
     scrive: 

    “in Italia c’è un vero e proprio problema culturale” perche’ la gente non si connette spesso ad internet????

    Ma siamo fuori???
    Da quando connettersi ad Internet e’ cultura?
    Poche donne su Internet e’ “inquietante”?

    Ma se la gente avesse semplicemente di meglio da fare? E se di collegarsi ad Internet per chattare, fare incontri virtuali, giocare ai giochini flash non gliene fregasse niente a nessuno??? Cioe’, e se quelli che non si collegano ad internet lo facessero perche’ preferiscono leggersi un libro, sarebbe davvero un “problema culturale”???

  • # 5
    Pikazul
     scrive: 

    E’ esattamente la convinzione che Internet sia solo un giochino sul quale perdere tempo è l’ “arretratezza culturale” di cui si parla, e che spaventa.

  • # 6
    Lyra
     scrive: 

    Il problema è che alle ragazze in generale i computer non interessano, basta guardare sul forum di Hardware Upgrade per vedere che di donne registrate ce ne sono pochissime…..io sono una ragazza appassionata di tutto ciò che è tecnologico, a volte mi capita di parlare con miei amiche alle quali chiedo la e-mail (così ci mandiamo messaggi gratis!!Senza usare il cellulare) le quali mi rispondono che non sanno nemmeno accendere il pc..
    Oppure chiedo il contatto di msn e mi guardano pensando che dica chissà che cosa….(che è un nuovo gergo o uno slang, come si dice adesso..?)
    Ho dovuto insegnare ad una ragazza che usb non è la marca della pennina ma è il nome della porta….Tralascio i dettagli di come poi intendesse salvare i dati sulla stessa….
    Questo è quello che vedo ogni giorno all’università, il problema a parer mio è che manca la curiosità nella gente e un po’ anche la voglia di imparare….L’ importante oggi, non è quello che sai..ma quello che sei.

  • # 7
    alessioF
     scrive: 

    In casa nostra, da quando ci siamo sposati ci sono sempre stati 2 pc almeno, con punte di 4 e una media di tre (uno è nella borsa). Irene si connette almeno una volta al giorno, io anche. Considerando poi che ci lavoriamo e non giochiamo o abbiamo di meglio da fare… il tempo aumenta.

    Non che siamo dipendenti, è che SERVE!!!

  • # 8
    SERGIO
     scrive: 

    forse a tanti commercianti conviene che sia così ancora per molto, tanta gente che acquista si vede che è ben informata.

  • # 9
    CaFFeiNe
     scrive: 

    scusatemi per questa uscita ma se ci vuole ci vuole
    bart ma vaffanchiulo….

    ok ora che mi sono sfogato….
    rispondiamo al simpatico ometto…

    mmmm vedendo le statistiche nazionali, il popolo MERIDIONALE è un popolo maggiormente dedito allo studio rispetto a quello settentrionale…e la quantità di laureati è estremamente maggiore…sia nell’ambito scientifico che in quello umanistico…

    io attualmente studio in una delle prime facolta’ di informatica d’italia cronologicamente e qualitativamente parlando… l’universita’ di salerno, vicino a me c’è napoli con la sua federico II dove sono presenti le migliori facolta’ di ingegneria aereonautica e aereospaziale d’europa se non del mondo (infatti molte delle piu’ grandi aziende produttrici di assemblati per shuttle etc sono qui idem per i maggiori enti del campo italiani… basti vedere qui http://www.cira.it)

    cit.

    “L’industria si concentra specialmente nei settori metalmeccanico, chimico, cantieristico, cementifero, alimentare (pastifici e industrie conserviere), tessile, dell’abbigliamento e del legno. Nella regione si sono inoltre sviluppati poli tecnologici di rilievo quali quello aeronautico e aerospaziale (Napoli e Caserta), quello cibernetico (Pozzuoli) e quello di genetica, biofisica e biotecnologie (Napoli) del Consiglio Nazionale delle Ricerche.”
    fonte: ministero degli esteri

    e penso che abbiamo una delle migliori coperture di linea d’italia, dato che proprio da noi il digital divide è proprio assente… perchè? un motivo semplice, chiamasi densita’ di popolazione… immagino lo spazio abitato tra napoli e salerno…. 60km senza neanche uno po’ di spazio aperto… tutta un enorme area urbana, senza sosta… e diciamo che nel mio “paesino” di 70000 abitanti, meno del 5% non è coperto dall’adsl…

    immagino invece i grandi spazi del nord, con paesi di 10 abitanti, con distanze di km e km l’uno dall’altro….e senza linea adsl…

    scusate per lo sfogo… ma non sopporto le persone che parlano giusto per dare aria alla bocca e che non sanno di cosa parlano…
    non ho nulla contro il nord… la mia ragazza abita a milano… mia cognata è di vigevano…e io stesso vado avanti e dietro tra milano e salerno…

    infatti non ho sparato a 0 su niente… non ho fatto altro che riportare dati di fatto, e dati statistici

  • # 10
    CaFFeiNe
     scrive: 

    scusate l’altro commento solo ora ho letto il post di lyra…

    lyra mi sembra strana la tua “situazione” io invece oggi sto a meravigliarmi di vedere ragazzine di 13 anni che hanno blog pieni di roba, e io che sto in rete dal 1996 non ho un blog, o una pagina personale o cose simili…

    penso che la cosa sia piu’ presente nella nostra generazione… ma non posso fare un paragone a livello universitario… essendo in una facolta’ di informatica, dove tutti, donne comprese utilizzano pc e internet…

    soprattutto sono convinto che basta aspettare il ricambio generazionale per cambiare totalmente le statistiche…
    ricordiamo che internet intesa come strumento di massa esiste si e no da una dozzina di anni… prima era riservata a pochi elitari… e li veramente ce l’aveva 1 persona su 10… (e qui anche è colpa di telecom… pensare che nel 1996 pagavo 300.000lire di abbonamento annuali, piu’ costi enormi per la connessione a 28.800… per dire… un mese mi collegavo sulle 4 o 5 ore al giorno, e mi arrivo’ un milione e mezzo di bolletta)

    quindi ci troviamo persone di 40/50 anni che a meno che non ci abbiano lavorato, sono al loro primo contatto con un pc e con il mondo della rete…

    nel mio caso specifico ad esempio, ho mio padre che in ospedale ha sempre avuto un pc, io che ho sempre avuto la passione… e mio fratello idem…
    pero’ vedo mia madre, che ha preso da qualche mese per la prima volta un computer in mano e mi chiede “ma con il computer posso navigare mentre ascolto una canzone?” senza neanche rendersi conto delle potenzialita’ che ha quella piccola scatoletta portatile…

    vedo invece i 13enni 14enni odierni che si scambiano indirizzi msn ogni 5 metri, ho visto scritte sui muri (quelle come si portavano una volta “***** è un cogli***” dove invece del numero di telefono mettono la mail) oppure firme con la mail e il nick invece del solo soprannome… un mio cugino 16enne che ha internet da due anni… con 350 contatti su msn… e io che ho msn dal 2000 e icq dal 1996 con entrambi arrivo sui 450…

    secondo me basta aspettare una o due generazioni per vedere la quantità di “connessi” decuplicare, donne comprese

    il sondaggio tiene conto degli attuali 16enni che sono il 61%, mettendo il monopolio telecomiano… con il suo bel digital divide… gia’ il numero percentuale sarebbe piu’ altino… se poi ci mettiamo anche unaf ascia d’eta minore… aumenterebbe molto…

    anche perchè secondo me… in italia si connettono molti piu’ giovanissimi che nel resto d’europa

  • # 11
    Lyra
     scrive: 

    Non studio in una facoltà di informatica, tuttavia è una facoltà scientifica, ti assicuro che le ragazze della mia generazione parlo di ragazze sui 22/23 anni non hanno un bel rapporto col pc, almeno per quello che è la mia esperienza personale, se hanno msn è perché gli è stato installato dall’amico dell’amico,la mail non la guardano mai…etc…
    Tuttavia sono contenta se altre persone mi smentiscono perché il campo dell’informatica è troppo grande per essere popolato solo da uomini….Spero di vivere in una landa deserta dove le ragazze che frequento sono un’eccezione e non la regola…

  • # 12
    kliton
     scrive: 

    cerco done con intecioni seri ce ano volia di farsi una familia.

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