di  -  giovedì 28 maggio 2009

PearHackintosh è roba da smanettoni, chi lo voleva se l’è fatto in casa. È questa la conclusione che sembra emergere dall’ultimo capitolo dell’epopea Psystar, oscuro assemblatore di computer, giunto agli onori delle cronache per essere stato il primo a pubblicizzare e mettere in commercio negli USA cloni del Mac. Vediamo perché.

Nelle motivazioni allegate al documento in cui si richiede l’applicazione della protezione dalla bancarotta, l’azienda attribuisce il ricorso alla misura d’emergenza alla crisi globale e alle condizioni più restrittive applicate dai creditori (ivi inclusi i fornitori) per il pagamento delle commesse.

Benché l’azienda abbia qui e là alluso a vendite sostenute – i volumi effettivi sono stati finora oggetto di sola speculazione – non è da un grande successo commerciale che consegue la sfiducia dei creditori e la bancarotta, il che ci porta dritti alla considerazione con cui ho aperto il pezzo.

La mia idea è che Hackintosh non sia un progetto interessante per un’utenza mainstream, a cui, più che avere questo o quell’OS, interessa che tutto funzioni in modo prevedibile e senza seccature. Non mi pare interessante neppure per l’utenza Apple, che acquista un Mac per motivazioni molto differenti dal solo rapporto fra prezzo e equipaggiamento hardware.

È invece interessante per un pubblico di amanti della sperimentazione: gente non facilmente impressionabile, capace di gestire eventuali problemi di instabilità/incompatibilità che Hackintosh implica. Gente a cui purtroppo i sistemi Psystar non offrono alcun valore aggiunto.

Da un punto di vista strategico poi, un’azienda che sbandiera ai quattro venti la violazione dell’EULA di OS X è evidentemente in cerca di rogne legali poiché, molto più di un negozio di quartiere, attira l’attenzione del reparto legale di Cupertino.

Se dunque l’obiettivo che ha ispirato Psystar ad agire in pompa magna era quello di agglomerare una massa critica di domanda che mettesse anche Apple in condizione di rivedere il proprio modello di business, possiamo già concludere che hanno fatto male i loro conti.

Dall’esito della vicenda Psystar giungono in ogni caso indicazioni parziali ma significative sulla capacità di OS X, estratto dalla piattaforma Macintosh, di attrarre pubblico e vendite. Non è d’altronde facile come può essere sembrato a Rudy Pedraza, CEO di Psystar, scardinare un modello di business che va avanti più o meno intatto da una trentina d’anni.

Per coloro che, come Apple, ritengono che dietro Psystar vi siano manovratori occulti interessati a scardinare il suo modello di business e azzerarne i guadagni, ulteriori chiarimenti finanziari fissati per il 5 giugno offriranno conferme o smentite definitive.

Come sempre, terremo le orecchie dritte.

28 Commenti »

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  • # 1
    webalert
     scrive: 

    “Psystar, oscuro assemblatore di computer”…

    con un inizio così …più che una riflessione il post è un frettoloso giudizio poco documentato e malamente argomentato…che senso ha dare informazioni/opinioni così?

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Malamente argomentate sono semmai le tue obiezioni, ma non c’è problema, ormai ci ho fatto il callo.

    Una curiosità: cos’è che rende la parola “oscuro” non appropriata in riferimento a Psystar?

  • # 3
    Cael
     scrive: 

    @Webalert

    E’ in puro stile “Web 2.0″, come ormai avviene per buona parte degli appunti digitali e delle news sul forum.

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ cael
    I commenti OT non compatibili con le politiche di moderazione di AD. Se hai critiche da fare sul pezzo sfogati pure, altrimenti sei pregato di evitare polemiche sterili.

  • # 5
    Cael
     scrive: 

    Le polemiche sterili fino a prova contraria le fai tu(leggasi la risposta a Webalert) ogni qual volta si critica quello che scrivi. Ovviamente in puro stile web 2.0

  • # 6
    Reset
     scrive: 

    Concordo pienamente sul fatto che l’offerta Psystar non sia interessante ne’ per l’utenza mainstream, ne’ per gli smanettoni. Senza tutto il polverone sollevato da Apple probabilmente ora Psystar sarebbe sconosciuta e probabilmente in una situazione finanziaria simile o comunque confinata ad una nicchia di mercato irrilevante.

  • # 7
    pabloski
     scrive: 

    hi hi hi

    vedo che a parecchia gente il fallimento di psystar è andato di traverso :D

    comunque l’articolo mi pare realistico, dice nè più nè meno che la verità

    psystar era oscura, prima che apple la denunciasse e il fatto che l’hackintosh è una questione da smanettoni fai-da-te mi pare evidente

  • # 8
    Fer
     scrive: 

    Penso che il nocciolo della questione sia proprio “eventuali stabilità e incompatibilità”.
    Di sistemi con problemi di stabilità e di compatibilità ne abbiamo già: non ne serve un altro, per di più offerto in condizioni di legalità quantomeno sospette, secondo me è stato questo il problema di Psystar.

    Rimango convinto che se esistessero “cloni” Mac legali con compatibilità certificata e garantita e assistenza adeguata, avrebbero un loro appeal commerciale.
    Ma a queste condizioni, costerebbero poi tanto meno dei Mac originali?

  • # 9
    Fer
     scrive: 

    Uff, volevo scrivere “INstabilità”. Chiedo venia.

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Fer
    Più che altro non so quanto Apple lo farebbe pagare OSX se dovesse testarlo su tutto l’hardware esistente, e non so quanto bene funzionerebbe. La percezione di maggior stabilità che alcuni utenti mostrano di avere circa OS X non è secondo me necessariamente il frutto di un OS programmato meglio, ma della sola integrazione con un parco hardware ristretto. Quindi è il frutto di un modello di business a cui ormai solo Apple è rimasta attaccata.

    @ cael
    Ti avverto per l’ultima volta che i commenti OT non sono compatibili con le politiche di moderazione di AD. Il prossimo commento non attinente al topic dell’articolo verrà moderato.

  • # 11
    Giogio
     scrive: 

    Quello che stupisce è il sillogismo.
    Dato che Psystar è andata male, il mercato non è molto interessato a Mac OSx.
    È come dire dato che ieri non pioveva, il mercato non è interessata a Windows 7, non cambia niente, i due fatti non sono correlati.
    Psystar non vendeva (vende?) un sistema operativo, con supporto tecnico e quant’altro, ma un sistema per smanettoni con tutti i problemi conseguenti.
    Cosa centri questo con il mercato dei computer e con l’appetibilità di OSx non si capisce. Non solo è Web 2.0, ma pure rozzo e snob. Tanto che legge non è in grado di capire la “sottile” opera di persuasione.
    Se Apple vendesse i suoi computer come gli attuale e magari vendesse con un altro marchio computer meno costosi, meno curati, meno assistiti ma con lo stesso OSx, con la compatibilità, il supporto, gli update, le patch necessarie a far funzionare un computer nel tempo, allora potremmo vedere quanto è appetibile sul mercato un s.o. che funziona.

  • # 12
    Fer
     scrive: 

    Sì, credo anch’io una buona percentuale della stabilità e affidabilità dei Mac è dovuta al ristretto (e “selezionato”) numero di CPU, chipset e periferiche su cui gira (continuo a pensare che abbia ANCHE una migliore architettura software, ma non pretendo di essere depositario della Verità!).
    Un produttore di “cloni” dovrebbe infatti attenersi agli stessi criteri: poche configurazioni ben determinate e testate, senza smanettamenti e senza funambolismi software.

  • # 13
    Sire_Angelus
     scrive: 

    devo ancora capire cosa offra di più il macosx oltre a un ristrettissimo parco software(leggasi: after effect e logic studio pro)…

    pensassero ai macbookpro con 2gb di ram che per aprire garageband ci vuole mezz’ora e qualsiasi cosa cerchi di fare nel frattempo é quasi impossibile xke swappa tutto il sistema…

  • # 14
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ giogio
    Non essendo sul libro paga di Apple o di Microsoft o altre aziende concorrenti, non devo persuadere nessuno di nulla…

    Cerco di spiegarmi un po’ meglio. Se Psystar avesse registrato vendite straordinarie, avremmo senza dubbio ricevuto un segnale importante anche dell’appetibilità di OS X al di fuori del mondo mac e questo mi sembra lampante. Parzialmente, solo parzialmente, come detto testualmente, può ritenersi vero l’opposto.

    Viceversa è una tua opinione personale che OS X, estratto dalla sua piattaforma hardware e reso compatibile con tutto l’hardware esistente, sia innanzitutto ancora in grado di essere un “s.o. che funziona”, ossia di funzionare meglio della concorrenza (che lavora con tutto l’hardware esistente da quasi 30 anni).

    È in generale un assunto abbastanza difficile da sostenere che per Apple abbia economicamente senso (il che implica come corollario che serva la consulenza esterna di qualche smanettone per spiegare al loro board direttivo come far soldi) dare in licenza OS X o piuttosto “creare un brand economico”, in entrambi i casi tagliando pesantemente quella che per loro è un’importantissima fonte di reddito, ossia la vendita di HW.

    Ed è piuttosto probabile che, dopo aver Apple rinunciato a una buona parte degli incassi da HW, OS X costi di più, cosa per la quale molti utenti pronti allo “switch in classe turistica” sarebbero di nuovo pronti a insultare Apple.

    Insomma, quel che volevo dire è la conclusione della vicenda Psystar sembra indicare che OS X al mercato interessa eccome, ma integrato in una piattaforma che si chiama Mac e non come oggetto a se stante, da installare su qualunque computer. E comunque ho specificato che si tratta di “indicazioni parziali ma significative” e non di dati ineluttabili.

    La tua indignazione mi sembra dunque piuttosto mal spesa, e con lei certe insinuazioni che potevi tranquillamente risparmiarci.

  • # 15
    Socmaker
     scrive: 

    In effetti “oscuro” associato ad “assemblatore di computer” suona piuttosto a detrimento di Psystar, in prima battuta. Sarebbe stato più appropriato “misconosciuto”, ad esempio. Il termine “oscuro”, in questo contesto, induce a sospettare che qualcosa di poco chiaro vi sia nell’operato e nella stessa esistenza di Psystar. Se lo si vuol dire, che lo si dica apertamente senza ricorrere ad arzigogoli lessicali o trucchetti da tabloid.
    Senza minacciare, da buon fascista, ritorsioni legate alla moderazione dei post.

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ socmaker
    Dal De Mauro – Paravia (http://demauroparavia.it/30479/oscuro):
    Oscuro:

    4b
    agg. (di autore, ecc.)

    Sinonimi
    FO sconosciuto AU anonimo CO ignoto
    Contrari
    FO celebre, famoso, importante, noto AU illustre, rinomato CO conosciuto, insigne

    Non trovo peraltro alcun riferimento a un significato negativo o insultante del termine.

    La politica di moderazione è un altro discorso, e per nulla fascista: si tratta solo di mantenere la discussione nel topic originale ed evitare che devii in polemiche sterili.

    Se poi ti sembra “fascista” che un sito si dia le sue regole per la moderazione dei commenti, libero di tenerti la tua opinione.

  • # 17
    j
     scrive: 

    misconosciuto si dice di qualcosa che in pochi conoscono e sono in grado di definire correttamente

    oscuro invece si applica a qualcosa che appare poco chiaro anche se magari in molti ne conoscono l’ esistenza

    ora, psystar è assurta agli onori della cronaca per i suoi cloni mac assemblati con hardware standard
    ma non mi sembra vi sia molta chiarezza sulla sua ragione sociale, sulla sua politica aziendale, sui suoi conti, ecc. ( per dire, si conosce il nome del CEO di Psystar?)
    e un’ azienda del genere per me è sì, alquanto “oscura”

  • # 18
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    Deliri a parte sulla metodologia della moderazione in AD ( se ci fosse veramente una politica “fascista”, e faccio presente di fare attenzione all’uso delle parole perché l’apologia di reato è reato, anche se si scrive non su carta e in stile “Web 2.0″, state tranquilli che i commenti sarebbero segati a piè pari e non lasciati in bella vista) credo che diversi abbiano centrato il punto del discorso.

    Psystar è una società di cui non si sa praticamente nulla (né la composizione dirigenziale, numeri di fatturato, tipologia di società e core business della stessa) né da dove sia saltata fuori.
    E sono domande che non ci siamo posti soltanto noi, che siamo italiani e quindi siamo dietrologisti spesso per natura, ma tutti gli altri media internazionali.
    Evidentemente ci sarà un perché.

    L’unica ragione per cui conosciamo Psystar è stato il tentativo, riuscito, di farsi annoverare nelle cronache IT mondane e non, per aver tentato di scardinare l’EULA Apple riguardante il binomio OSX-HW.
    Ora, tentativo legittimo o meno ( e non sto qui a discutere sull’effettiva validità giurisprunziale dell’atto sul quale in sostanza si regge il successo di Jobs e soci), è tutto quel che sappiamo di Psystar.
    Oltre ai perché e i per come, un altro tarlo è venuto sempre a noi che siamo italiani e agli anglosassoni che hanno un discreto piacere quasi sadico nel voler vedere cosa c’è dietro il tendone delle quinte: quando la dirigenza Psystar ha fatto quel che ha fatto era consapevole di come sarebbero andate le cose e della battaglia legale in cui si sarebbero trovati a giocare la partita, sapendo altrettanto bene cosa rischiavano.
    Negli States, il Paese delle contraddizioni per antonomasia, non vanno tanto per il sottile quando si tratta di “dinero” e per un buco di 2000$ sono capacissimi di far fallire una società con capitale sociale da 1000 volte tanto.

    La domanda quindi è: sapendo che si sarebbe arrivati a questo e sapendo che lo scontro non era nemmeno ai livelli di Davide contro Golia ma molto molto peggio (in termini di forza contrattuale), i soldi per pagare le salatissime parcelle degli avvocati, Psystar, società di cu nessuno sa nulla, da dove li ha presi?
    E’ così peregrino che qualche interessato terzo si sia fatto avanti come sponsor, in questo quadro tutto fuorché limpido?

    A me non sembra.

  • # 19
    DonLuca
     scrive: 

    La mia riflessione su Psystar cade principalmente su come abbia fatto una società che ha “rubato” le idee, gli sforzi, i progressi e i risultati di una community a suscitare simpatia nella gente.

    Io ho fatto parte di questa comunità e quando sono iniziate a venir fuori soluzioni commerciali come EFI-X e simili, che altro non facevano se non “prelevare” e rivendere tutto ciò che avevamo con pazienza creato, ci siamo letteralmente avvelenati… per non parlare di Psystar.

    Per me, chiamatemi cattivo, fascista o come vi pare, io li prenderei tutti e li murerei vivi nelle pareti di un Apple Store.

    Ciò che era libero, gratis e fruibile a tutti (ricordo ancora la mia casella del forum sommersa dai PM di tanti utenti che volevano imparare, capire e contribuire al progetto) diventò proprietà di una società che sfruttò le nostre scoperte a scopo di lucro.

    Tra l’altro l’offerta Psystar non era interessante manco agli smanettoni come me, perchè io preferivo comprarmeli uno per uno i pezzi, dopo averne ovviamente verificato la compatibilità e dopo modificarli, fare flash di firmware e cavoli vari per farli funzionare a dovere.

    E per concludere, ciliegina sulla torta, con la storia Psystar ormai tutto il progetto è venuto completamente allo scoperto, tutti lo conoscono, tutti ne parlano come se fosse una cosa facile, alla portata di tutti, una cavolata… non capiscono che se ora è così è perchè ci si è lavorato tanto sopra e purtroppo non capiscono che nonostante i progressi vi sono ancora immense limitazioni (una su tutte: quella dell’hardware).

    Ma ormai la frittata è fatta.

    Un bel /clap alla Psystar e speriamo di non rivederli mai più.

  • # 20
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    x Jacopo Cocchi

    Lo stesso ragionamento allora lo si potrebbe applicare ai chip di modifica delle consolle però.

    Concordo che comunque è un fatto interessante e che al di là di tutto è comunque parecchio normale essere curiosi sapere chi è riuscito a mettere in tavolo una discussione tanto complicata e piena di risvolti come la contestazione dell’applicazione di un EEULA del livello della Apple.

    Comunque non concordo su alcuni ragionamenti di Di Domizio.
    Non è una cosa di per se negativa quella che ha fatto Psystar. Ha cercato, come tutti i produttori di qualcosa, di creare un nuovo mercato.
    Se i brevetti non potessero essere violati (legalmente) o integrati e superati, oggi non vivremmo al livello tecnologico di cui disponiamo.
    L’intervento istituzionale o giuridico serve unicamente a risolvere problemi del gioco dell’economia ed è doveroso da parte loro esprimersi su questi problemi, con risposte anche diverse in base al tempo e alla situazione in cui ci si trova.

    Ciao

  • # 21
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    Non sono sicuro di aver ben interpretato il parallelo con i modchip.

    Se ti riferisci al discorso lecito o non lecito, ci sono le sentenze che parlano e che esercitano il ruolo di garante delle parti e di regolamentazione del mercato.
    Ed in generale la giurisprudenza finora si è espressa più in favore dell’illegalità che il contrario.
    Per cui dovendo andare a spanne, la tesi Psystar sarebbe stata comunque la “sfavorita” usando un termine pugilistico se vuoi.

    Io in ogni caso e pensavo di averlo espresso chiaramente non avevo alcuna intenzione di entrare nel merito del caso, ma cercare di spiegare come il pezzo di Alessio sia perfettamente in linea con le domande che altri operatori del settore (media) si sono fatti in questo periodo da quando Psystar è comparsa nei nostri feed.
    Chi sono, cosa fanno, cosa facevano prima, da dove saltano fuori i soldi che la dirigenza sapeva benissimo di dover tirare fuori una volta arrivati al contenzioso Apple.

    E rimangono i dubbi perché finora queste domande restano insolute.
    Da un certo punto di vista assomiglia al caso SCO, con la differenza che lì la società era tutto sommato “abbastanza” conosciuta mentre, allo stesso tempo, i finanziamenti si sa per certo siano arrivati.

  • # 22
    Giogio
     scrive: 

    x AD
    La possibilità che Apple entrasse nel mercato dei cloni vendendo OSx era data quasi come una necessità inevitabile subito dopo il passaggio a Intel dagli analisti.
    Apple la sapeva più lunga e ora le vendite di hw sono in crescita positiva senza aver dovuto cambiare il modello di business.
    Il mio è un discorso teorico, non un consiglio a Apple che fa bene a fare come fa (ora che c’è Joba, ma prima …).
    Solo se potessimo valutare il riscontro sul mercato della vendita di cloni OSx validati Apple potremmo parlare dell’appeal di OSx, l’esperimento di Psystar non è paragonabile e non dice nulla sull’appeal del s.o.

    Il discorso sul s.o. che funziona è complesso. Microsoft non ha problemi solo per la compatibilità dei driver di tutti i computer in vendità. In primo luogo i driver effettivamente necessari per il funzionamento del s.o. non sono tantissimi e sono soggetti a certificazione microsoft whql. Come minimo il s.o. dovrebbe funzionare anche se è utilizzato da diversi vendors, questo deve garantire il whql, what else.
    Per gli altri driver, il s.o. deve poterne isolare il malfunzionamento, non piantarsi in continuazione.
    Esempio personale. Acquisto un nuovo computer con Vista subito dopo l’uscita di vista.
    Il computer funziona. Dopo circa dieci giorni esce un important update installato automaticamente con un aggiornamento dei driver del chipset nvidia. Il sistema si riavvia e va in schemo blu senzo possibilità di fare alcunche.
    Reinstallo tutto. Funziona ma dieci secondi dopo la partenza installa i driver e voilà si blocca tutto.
    Metto un nuovo hard disk, installo XP e scopro che non posso reinstallare office 2007, il disco non c’è, c’è solo la custodia, e mi tocca aspettare due settimane per averlo da microsoft.
    Utilizzo xp per un anno e dopo l’uscita del service pack 1 di vista provo a reinstallare vista con il service pack, tutto funziona.
    Forse il s.o doveva uscire un anno dopo, hanno aspettato 5 anni per fare uscire un s.o. in fase di beta testing.
    Ora sono passato a mac, tutta un’altra vita.

    Poi i problemi dei s.o. microsoft sono altri e profondi e non dipendono dalla compatibilità dei drivers. Esempi: path+nome dei file limitato a 256 caratteri, con hd da 1 Tb è una follia, ma è talmente radicato nel s.o. che non si può cambiare (vedi forum su technet) e sarà mantenuto anche nel 2010 su windows 7.
    Driver di terze parti con accesso al kernel (vedi scheda grafica): senza commento.
    Interfaccia UAC studiata appositamente (fonte microsoft) per essere fastidiosa in modo da obbligare gli utenti a rispondere. Ripeto fastidiosa!
    e potrei continuare….

  • # 23
    Fer
     scrive: 

    Basta solo nominare il tristemente famoso registro di sistema, meccanismo che a me pare a dir poco bizantino, che è presente solo in Windows e che continua ad essere presente in Win7.
    Rimango tuttavia convinto che con una forte selezione dell’hardware, il s.o. guadagnerebbe non poco in stabilità.

  • # 24
    francesco
     scrive: 

    Ciao a tutti, anzitutto vi devo ringraziare per AD…molti dei tempi trattati mi fanno vibrarle il labbro…

    per quanto riguarda il tiscorso mac non originali in italia abbiamo il nostro clonatore personale, non so se mi e’ permesso pubblicare link pero’ vi posso garantire che psystar non e’ l’unica scroccona, noi da buoni italiani abbiamo la nostra versione nostrana, e fino a qualche mesa fa i pc venduti riportavano tanto di marchi apple in bella vista pressofusi sui case in alluminio…. ho avuto modo di provare un quad core con 8gb di ram e 2 tera di hd….allor al di la di come venga eseguito osx il sistema non e’ per neinte stabile… un minimac ha molta piu’ reattivita’, non tutto l’hw puo’ andare bene…windows fa pena perche’ ne e’ richiesta la compatibilita’ con milioni se non miliardi di componenti diversi….quindi per tutti i gusti c’e’ windows….ma per il gusto mela verde c’e’ soltanto osx….quindi il punto e’

    NO… non ci interessa osx su un coso qualsiasi
    SI… ci interessa osx su piattaforma apple… il mio minimac fa cose che vuoi esseri umani non potete nemmeno immaginare (volevo finire con ironia per stemperare gli animi)

    ps: ho molto apprezzato la vostra attaccatura alla filosofia: se non conosci il vic20 non puoi essere un buon…passatemi il termine…informatico…. vedere un laureato storcere il naso quando gli dico che il mio amiga 500 montava la over the top con moto6840 e 16 mega di ram….be’ mi verrebbe voglia di chiudere le universita’ italiane….

    siete grandi restate cosi’ :)

  • # 25
    piero
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 26
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Fer: http://www.germane-software.com/software/Libraries/registry/ ;)

  • # 27
    Francesco Caruccio
     scrive: 

    Concordo, in particolare per quanto riguarda la stabilità. Se Psystar mi offrisse la stabilità di Apple e i pochissimi imprevisti, potrei scegliere Psystar.

    ma siccome non lo offre, ovvio che compro Apple. Infatti ho da poco comprato un MAC PRO 8 core e monitor 30 pollici.. non credo che avrei speso (anche se 1500 euro in meno) 3000/4000 euro per un computer psystar simile in hardware ma con ben poche garanzie di affidabilità.

  • # 28
    Stefano
     scrive: 

    Scusate se mi intrometto, ma do il mio personale parere da utilizzatore di un “Clone Mac” da oltre un anno, avendo letto tante idee “confuse”.

    Lo scorso settembre 2008 ho acquistato da Informatica Ingegneria (i famosi realizzatori italiani di Mac alternativi) uno dei loro Mac.Pro.PC, come li chiamano.

    E’ un core2 a 2,4GHz, 2 Gb di Ram e 320 Gb di disco e allora lo pagai 527 Euro, spese di spedizione a parte, e con il 50% di un Apple originale ho sviluppato applicazioni, realizzato video e prodotti tanti di quei progetti di architettura che Dio solo lo sà!

    Rispetto all’originale all’epoca risparmiai quasi 600 Euro, considerando che avevo già il monitor e la licenza OS X.

    Mai un crash, assistenza al telefono e via mail impeccabile e cortese, un’attenzione certosina al cliente che la Apple faceva tanti anni fa e che ora è ormai un miraggio (purtroppo).

    Può piacere o meno, si può essere d’accordo o meno, pensare che sia un forzatura o una soluzione di serie B, ma per me (e tanti altri miei colleghi) è stata una salvezza in questi mesi di molto lavoro e poca liquidità!

    Ora ho visto che hanno lanciato nuovi prodotti più veloci e potenti, ma continuano a darmi suggerimenti (dopo 14 mesi!) quando chiedo un consiglio o un parere tecnico.

    Insomma, a tutt’oggi io mi sento a posto con il mio “mac”.

    Ste.

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