di  -  martedì 21 aprile 2009

Late FragmentOggi, dopo una lunga serie di post su equipaggiamenti tecnici ed affini, per la rubrica Videodrome – ai confini del video, parleremo di un film molto particolare: Late Fragment.

Un film interattivo, dove lo spettatore può decidere “in tempo reale” il montaggio finale delle sequenze filmate.

Destinato alla distribuzione DVD, Late Fragment, realizzato da tre registi canadesi, permette di entrare direttamente nella narrazione semplicemente tramite l’uso di un telecomando. 2 atti, 9 capitoli, 139 scene disponibili, 3 finali, 1.3 milioni di dollari spesi. Lo spettatore sceglie che scena guardare e che tipo di narrazione seguire (le “traiettorie” percorribili sono quasi infinite).

Come più volte dichiarato, Late Fragment è ispirato a videogames e film dal montaggio complesso come Memento o Babel; gli autori hanno collegato le varie sequenze insieme attraverso un sistema video interattivo usato anche dai Daft Punk e Radiohead per concerti e videoclip.

“Gli spettatori stanno abituandosi sempre di più a partecipare attivamente alle proprie esperienze di intrattenimento”, dichiara Ana Serano, una dei produttori del film, e “Noi vogliamo che questa partecipazione sia su due livelli: fisico, cliccando il telecomando e cognitiva, dove l’audience prova a capire cosa stia succedendo sullo schermo”.

Prodotto (due anni per realizzarlo, concluso alla fine del 2007) dal Canadian Film Centre Media Lab (CFC MEDIA LAB) in co-produzione con la National Film Board.

160 minuti per un film che contiene 3 separate plot lines; in ogni momento dell’azione lo spettatore può ciccare un bottone per visionare e montare una scena diversa. Una storia su più livelli, livelli che possono svilupparsi in maniera indipendente o in relazione tra loro.

Un prodotto multi-plot, non lineare a narrazione interattiva, che permette allo spettatore di scoprire e seguire le storie di tre sconosciuti: Faye, Kevin e Theo. Le tre storie si sviluppano attraverso scene girate all’interno di un gruppo di terapia, i protagonisti partecipano ad una particolare sessione di analisi, che consiste nel mettere insieme carcerati e vittime di violenze per parlare delle proprie esperienze dirette.

Per aumentare il livello di emozione e di tensione nello spettatore, oltre alla pressione psicologica del gruppo di terapia, tutte le storie ruotano attorno ad argomenti come: omicidi, abusi, violenza generica, sensi di colpa…

La prima cosa che si percepisce visionando l’opera è che, fin dall’inizio, non è ben chiaro chi siano le vittime e chi invece i criminali. Un film che impone multiple visioni, anche perché uno dei processi cognitivi più stimolanti è cercare capire chi dica la verità e chi invece no. Inoltre, nel DVD, c’è anche la possibilità di sbloccare scene “nascoste”.

“È meglio di una prodotto piatto. Noi siamo quel tipo di registi che vogliono che le persone siano completamente coinvolte”, dichiarano i tre registi-scrittori: Daryl Cloran, Anita Doron e Mathieu Guez.

Per capire meglio come funziona, ecco il video introduttivo:

Oppure andate sul sito ufficiale dove è disponibile un bel trailer-demo: LINK

Inoltre, se interessati, c’è anche il gruppo su facebook: LINK

11 Commenti »

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  • # 2
    Tuvok
     scrive: 

    Se non altro non lo pirateranno in divx :D

  • # 3
    Fede
     scrive: 

    Come idea la trovo poco interessante e poco originale.
    E’ un’dea ricopiata dagli attuali videogames 3D, che deturpano piuttosto quanto c’è di artistico nel fare del cinema.
    Del resto con le potenze di calcolo dei processori e delle GPU vi via crescenti ci stiamo avvicinando al cinema interattivo (in un futuro relativamente immediato la grafica dei videogames insieme alle tecnologie audio saranno tali che la simulazione sarà sempre più sarà similmente reale).

  • # 4
    LR
     scrive: 

    E’ disponibile in italiano, o è previsto che lo sia?

  • # 5
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    @ Fede

    Pero’ tu stai parlando di film d’animazione, questo invece e’ stato creato utilizzando sequenze filmate in pellicola all’interno degli schemi classici della produzione filmica. Poi il concetto di “similmente reale” e’ troppo vasto, non possiamo limitarlo solamente al valore estetico dell immagine e alla “verosomiglianza”.

    @ LR
    Purtroppo no. Magari qualche anima pia potrebbe realizzare i sottotitoli…

  • # 6
    Fede
     scrive: 

    Appunto stefano odorico … si tratta di un film creato utilizzando sequenze filmate,

  • # 7
    Fede
     scrive: 

    Appunto stefano odorico … si tratta di un film creato utilizzando sequenze filmate, quindi l’interattività dello spettatore sicuramente è limitata, ma non solo posso dimostrare con rigore matematico che le possibilità per lo spettatore di scegliere le scene che vuole guardare e gli sviluppi della narrazione sono necessariamente finite perché per quanto sia grande il numero delle seguenze filmate messe a disposizione è comunque un numero finito contrariamente con quanto asserisce l’autore di questo articolo, cito testualmente:

    “Lo spettatore sceglie che scena guardare e che tipo di narrazione seguire (le “traiettorie” percorribili sono quasi infinite)”.

    Insomma trattasi di sequenze cronologiche precablate …

    A mio avviso solo la grafica 3D insieme alle tecnologie audio multicanale possono offrire allo spettatore la totale possibilità di interagire in infiniti modi con la realtà virtuale proposta.
    Per “similmente reale” intendevo il realismo estremo della grafica, non so se conosci per esempio 3D Studio Max di AutoDesk, questo software di modellazione e rendering 3D da la possibilità di creare immagini e video fotorealistici le quali confondono lo spettatore perché sono così convingenti da rendere quasi impossibile stabilire se si tratta di una foto o ripresa cinematografica o no, dunque la tecnologia per produrre realtà virtuali così convincenti dal punto di vista realistico c’è e come quello che serve è solo una potenza di calcolo delle CPU e delle GPU grafiche per effettuare il rendering in real time, e anche in questo ci siamo quasi basta attendere due o tre anni …

    Se vuoi un paragone per analogia … il film di cui si è fatto cenno nell’articolo è semplicemente una calcolatrice scientifica con limitate possibilità di programmazione; invece la grafica 3D renderizzata in real time è un vero è proprio computer totalmente programmabile … Seguendo quest’ordine di idee per analogia io preferisco il computer invece della calcolatrice scientifica

  • # 8
    Fede
     scrive: 

    … Le mie opinioni al riguardo sono tra le altre cose più che confermate dall’andamento attuale cinematografico, infatti è già da qualche anno che iniseme ai film vengono prodotti i corrispettivi videogiochi e viceversa vedasi Tomb Raider, Doom, Il codice da Vinci, Constantine ecc. ecc..

  • # 9
    Fede
     scrive: 

    Ora non voglio addentrarmi in ragionamenti di logica matematica ma scrivere “quasi infinite” non significa nulla, una sequenza di elementi può essere finita o infinita, è infinita se comunque si scelgono un numero finito ed elevato di elementi della sequenza esiste sempre almeno un elemento tra quelli non scelti, Mi dispiace ma in questo contesto la logica Fuzzy fa totalmente cilecca …

  • # 10
    Fede
     scrive: 

    Sarebbe stato per l’autore dell’articolo più opportuno scrivere :

    “Le possibilità di scelta sono in numero così elevato quasi da illudere chi scelglie di aver a che fare con una sequenza infinita”

  • # 11
    banryu79
     scrive: 

    Mah, curiosa come cosa, francamente sarei incuriosito e volentieri proverei uno di questi “film interattivi”…

    Sarà perchè come concetto (quello delle scelte a bivio che permetteno di interagire lungo un percorso narrativo) mi ha ricordato con nostalgia i libri-game che ho potuto godere durante la pubertà/adolescenza (la mitica serie del cavaliere Ramas Lupo Solitario su tutti!)

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