di  -  mercoledì 15 aprile 2009

Il debutto dei computer di fascia netbook, più o meno contemporaneo al rilascio di Vista, ha costretto Microsoft ad affrontare un’inversione di rotta sulle proprie strategie relative al mercato OS. Se Vista nasceva per offrire miglioramenti nella sicurezza, nella stabilità e nella UI a computer ben forniti sotto il profilo hardware, il fenomeno netbook ha preso forma a partire da presupposti molto diversi: hardware e prezzo al pubblico ridotti all’osso, performance idonee per l’esecuzione delle applicazioni di uso più comune, massima mobilità.

Con il brusco ritorno a XP prima e l’allestimento a tempo di record di Windows 7 – che dovrebbe vedere la luce entro il Q4 2009 – poi, Microsoft ha risposto colpo su colpo al boom dei netbook. L’operazione di contenimento dell’alternativa Linux – che su prodotti economici come i netbook può far valere costi molto competitivi – è dunque riuscita, ma a costo di una sostanziale riduzione dei margini per licenza venduta.

In questo quadro già complesso, va inserendosi un nuovo elemento che rischia di rendere ancora più difficile la posizione del colosso di Redmond: lo sviluppo, da parte di Intel, di una propria distribuzione Linux mirata a sfruttare al 100% i processori Atom che equipaggiano la quasi totalità dei netbook in vendita: Moblin.

L’OS sviluppato da Intel si trova attualmente in fase Alpha ma promette faville: tempi di caricamento estremamente ridotti – Intel mira a circa 2 secondi per la versione definitiva – oltre allo sfruttamento di tutte le capacità di risparmio energetico della piattaforma Atom.

Per Intel, Moblin rappresenta in un certo senso una necessità: nell’imminenza dell’arrivo dei netbook ARM, il gigante di Santa Clara ha bisogno di assicurarsi che i suoi prodotti arrivino sul mercato con feature e prezzi competitivi con quanto le CPU della famiglia Cortex sono in grado di offrire.

Sul fronte Microsoft di converso, è di pochi giorni fa un rumor – non ancora smentito – che vorebbe l’azienda impegnata nella creazione di una versione “Starter” di Windows 7 destinata ai netbook, capace di eseguire un massimo di 3 applicazioni contemporanee. La speranza è quella di invogliare gli utenti ad acquistare un upgrade, ma la mossa che non ha mancato di suscitare perplessità nella stessa Intel.

Non è solo sul fronte tecnico che Moblin potrebbe porre a rischio la presenza di Microsoft nel segmento netbook: come Microsoft e forse più di Microsoft, Intel possiede solide partnership con gli OEM, che potrebbero agevolare una rapida diffusione di Moblin sul mercato.

Proprio quest’ultimo elemento, fa dell’OS sviluppato da Intel un’alternativa a Windows molto più credibile di quanto non siano Android e Ubuntu, in un mercato netbook che, benché vada evolvendosi in direzione di un incremento delle specifiche HW e dei prezzi, potrebbe continuare a vedere il grosso dei volumi muoversi attorno alle prime fasce di prezzo.

Ho l’impressione che se e quando lo vedremo Moblin sul mercato dipenderà non tanto dai tempi di sviluppo – Intel possiede una enorme flotta di programmatori – quanto dalle strategie che Microsoft seguirà nel segmento netbook.

18 Commenti »

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  • # 1
    goldorak
     scrive: 

    Microsoft ha gia’ perso nel mercato netbook*. Cioe’ quello di appliances a bassissimo costo (si parla di 200 € per un netbook a base arm). Se poi uno vuole nascondersi dietro una foglia di fico e dire che i netbooks sono portatili depotenziati ma venduti a prezzi da portatili entry level (400-500 € :rolleyes: ) allora si, li’ Microsoft puo’ “imporre” windows perche’ abbiamo a che fare con un prodotto che e’ a tutti gli effetti un pc portatile (eccetto che nel nome).
    Ma sotto sotto non ce’ nessuno scontro perche’ Microsoft non e’ in grado di competere nella fascia ultra-economica. Anche menomando il suo 7, questi aggeggi hardware non saranno in grado di far girare excel, word o giochi di ultima generazione.

    * netbook inteso nel senso originale del termine.

  • # 2
    EnricoG
     scrive: 

    L’articolo e’ un pochino impreciso.
    Moblin e’ nato nel 2007 come progetto Intel e adesso Intel lo ha passato alla Linux Foundation.
    Quindi direi che le basi stesse dell’articolo non sono molto solide: Intel non ha tutto questo interesse in Moblin, sembra piu’ una sperimentazione che un concreto obbiettivo di mercato.
    Inoltre non e’ vero che Windows 7 Starter sia un “rumor”, e’ ufficiale gia’ da tempo che ci sara’ questa versione, che poi sia o no pensata per i netbook lo vedremo quando uscira’.

  • # 3
    massimo m.
     scrive: 

    un massimo di tre applicazioni in che senso?
    cosa vuol dire “applicazione” per ms?
    no, perche’ se uno ha un antivirus, un antispyware e un firewall, gia’ siamo a tre.
    basta guardare la traybar per vedere che molti hanno una decina di applicazioni gia’ aperte all’avvio.

  • # 4
    Rici
     scrive: 

    Si parla sempre della diffusione dei netbook e di linux.. ma cavolo si e’ perso di vista l’entry level dei notebook. Prima della loro comparsa sul mercato, si potevono trovare facilmente notebook a 300 euro o poco piu’ sicuramente piu’ performanti dei net e con xp.. se non vista..
    Poi, forse mi sbaglio, il netbook non era nato come portatile da 100$ ???
    Pagare un netbook con linux 250 o piu’ che va meno di un celeron con xp.. mi sembra quasi una follia..

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Sul numero di applicazioni:
    http://windowsteamblog.com/blogs/windows7/archive/2009/02/04/a-closer-look-at-the-windows-7-skus.aspx
    # Windows 7 Starter: Something that our OEM partners asked for is to have an offering for folks that will do very limited things with their PCs and for PCs with limited hardware capabilities. Windows 7 Starter only allows up to 3 applications to run at once. This is something that will be offered only through OEM partners.

    @ rici
    100 dollari era OLPC, che poi è finito a 180. I netbook sono partiti da 299 con eeepc 7″.
    Paragonare un netbook ad un notebook di sottomarca da 15.4 con Celeron che fa fuori la batteria in 40 minuti, anche a parità di prezzo, mi pare piuttosto azzardato. E comunque a cercarli si trovano ancora.

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ enricog
    Puoi darmi una fonte che documenta lo scarso interesse di Intel per moblin? Quello che leggo mi suggerisce il contrario.

  • # 7
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    Moblin nasce nel 2007 e solo con la versione 2 diventa un sistema embedded orientato in particolar modo ai MID su architettura Atom.

    La decisione di inizio mese di lasciare il controllo dello sviluppo alla Linux Foundation risiede in due motivi principali
    1) questione di immagine: pur rimanendo sostanzialmente tutto lo staff di Intel a lavorare (sviluppatori, ingegneri ecc.) la comunità OSS in questo modo può sentirsi a capo di un progetto che potrebbe rilanciare effettivamente i sistemi GNU/Linux in segmenti dove ora come ora fa fatica oppure aprire nuovi scenari
    2) attirando le simpatie della comunità OSS Intel spera di trovare anche nuove 3rd party disposte a collaborare al progetto stesso.

    “L’operazione di contenimento dell’alternativa Linux – che su prodotti economici come i netbook può far valere costi molto competitivi – è dunque riuscita, ma a costo di una sostanziale riduzione dei margini per licenza venduta.”

    Più che contenimento bisognerebbe parlare di dominio acquisito anche nel segmento dei netbook.
    L’articolo di pochi giorni fa sullo share delle rispettive piattaforme ha semplicemente confermato quel che era avvertibile ad occhio nudo in qualsiasi centro della GDO, ovvero che le soluzioni Windows stravincono e stravendono rispetto a quelle Linux ed affini.
    E d’altra parte basta anche guardare le lineup dei vari vendor.
    Per quanto riguarda il discorso dei margini ripeto quanto avevo già scritto altrove.

    La riduzione è un effetto dell’esplosione dei netbook e soprattutto della contemporanea discesa dei prezzi delle macchine sia portatili che desktop.
    In ogni caso, è sempre meglio portare a casa un margine di guadagno risicato (vendendo XP Embedded) piuttosto che non portarne affatto perché si è lasciato spazio ai concorrenti.

    C’è stato tanto buzz intorno alla notizia del boot dei due secondi ma la verità è che è tutta fuffa.
    La notizia è vera ma non è certo questo particolare che possa far sperare o meno in un’alternativa valida rispetto a Windows, se si parla di netbook.
    Nei sistemi embedded come i carputer il discorso è già diverso ed un boot molto rapido permette ad esempio l’allineamento del GPS ai satelliti con tempistiche ridotte anche se si presuppone di non dover accendere e spegnere la macchina ogni due minuti.

    Il vero punto critico non sono né gli OEM né Microsoft (aspettando naturalmente di vedere che versione di 7 verrà proposta per questo segmento e del limite di 3 applicazioni, ancora molto fumoso) ma la capacità di confezionare una piattaforma che sia credibile e che sia una vera alternativa.
    Senza un parco software adeguato gli assemblatori di terze parti non saranno minimamente invogliati a supportare e montare Moblin sui propri prodotti.
    Insomma, sostanzialmente, si tratta dello stesso banco di prova, seppur con qualche differenza, di Linux nei desktop.

    x goldorak

    i netbook non sono mai stati dispositivi da 200 Euro di budget, né se si considera l’EEEPC 701 come primo della stirpe oppure l’originale PSION.
    La fascia ultraeconomica come può essere il Classmate o qualche esperimento come l’OLPC o l’Olidata non hanno mercato.
    Erano stati pensati per aree in via di sviluppo ma non riescono a prendere piede per tutta una serie di motivazioni anche tecniche.
    Quindi MS non ha perso nel segmento dei netbook, ha già vinto e lo ha fatto in pochi mesi proprio perché il mercato (cioè le persone)lo ha richiesto.

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Certo, Windows stravende, ma quanto la marginalizzazione di Linux su netbook sia stata dovuta alla richiesta dell’utenza o agli accordi MS-OEM non è facile dirlo.

    Naturale che quando hai sullo scaffale e nella gamma dei produttori, 10 prodotti windows contro 1 linux, i prodotti Windows venderanno di più, specie se si trovano – in modo piuttosto singolare – allo stesso prezzo.

    Una delle poche cose di cui possiamo essere certi è che MS abbia fatto tutto ciò che era in suo potere per contenere Linux mentre dall’altra parte non esiste un gruppo di pressione così ricco e ben introdotto nel canale da contrastare questa colossale spinta.

    Questo non significa che in assenza di questa pressione i netbook windows non avrebbero venduto: per molti utenti Win rimane un must. Sarebbero probabilmente costati di più e avrebbero avuto maggior concorrenza, il che probabilmente ci avrebbe restituito una situazione un po’ diversa da quella che osserviamo.

    Il tempo di boot pari a 2 secondi aiuterebbe eccome, perché consentirebbe di sostituire tout court alla modalità standby lo spegnimento dell’unità, con un risparmio tangibile sulla vita utile della batteria nella giornata lavorativa.

    In ultimo una distro come Ubuntu offre già più o meno tutto quel che può servire su un netbook, dal quale non ci si attendono funzionalità esoteriche che non sarebbero comunque sostenibili dalla potenza computazionale di un Atom.

  • # 9
    pabloski
     scrive: 

    sono d’accordo con te Alessio

    proprio ieri ho fatto un giro presso uno store Euronics e ti giuro non c’era un solo computer equipaggiato con Linux

    ok mi sarei aspettato di vedere il 100% dei desktop e portatili con Vista e XP, ma addirittura vedere che pure il 100% dei netbook erano con XP mi ha un tantino sconvolto

    è chiaro che con queste premesse Linux non vende, per forza non lo vendono, come si pretende che l’utente riesca a comprarlo se non c’è sugli scaffali?

    ancora una volta MS ha usato le sue basse strategie per imporre Windows

    e riguardo Moblin non è vero che è un progetto marginale per Intel, tant’è che Clutter ( la libreria alla base della GUI definitiva di Moblin ) è ancora oggi sotto il controllo di programmatori Intel

    inoltre le questioni legali sono state passate alla Linux Foundation ( anche per via di brevetti e altre tecnologie accessorie ) ma Moblin è ancora sotto la direzione tecnica di Intel

    e non bisogna dimenticare che ad oggi Intel è uno dei primi 5 contributor del kernel Linux ed è impegnata in molti altri progetti opensource

  • # 10
    Andrea R
     scrive: 

    Io vedo meglio ubuntu su arm, che moblin su atom.
    Oggigiorno una distro deve avere dei repository fornitissimi.

  • # 11
    arkanoid
     scrive: 

    Pabloski, ragioni al contrario: non è che l’utente non compra linux perchè non è disponibile, è linux che non è disponibile perchè nessuno lo vuole ;)
    “nessuno” non intende lo 0% della popolazione mondiale, ma una percentuale sufficientemente bassa (che so, sarà qualche punto percentuale) da non rendere giustificabile l’investimento necessario a rendere disponibili macchine linux. C’è un grosso problema in questo settore: la stragrande maggioranza degli utenti linux vuole LINUX, non un OS basato su linux e adattato ad un’utenza abituata a windows, e questo richiede un certo tipo di approccio. Tentare di rendere linux un os paritetico a windows come approccio, funzionalità, aspetto, parco software, richiede invece un approccio opposto, che scontenta i puristi. Capisci che per un centro commerciale che vende 20 pc al giorno tenerne un modello che vende un pezzo a settimana con 20€ di margine non ha senso.
    Non esistono altri sistemi operativi adatti al grande pubblico, mettetevi in testa che windows è l’unico, solo OS che per sempre resterà legato ai pc diffusi su tutto il pianeta, che lo vogliate o no. Il mondo non ha bisogno di 2 standard, ne basta uno ed è già difficile sviluppare tutto il software necessario per quello.
    Mac Os IMHO non dura altri 10 anni.

  • # 12
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ arkanoid
    “Pabloski, ragioni al contrario: non è che l’utente non compra linux perchè non è disponibile, è linux che non è disponibile perchè nessuno lo vuole ;)”

    Sei in grado di dimostrarlo? Più precisamente, sei in grado di confermare che MS non ha bisogno di alcun tipo di sforzo sul canale per vendere il suo OS? Basta che metta un nuovo OS in vendita indipendentemente da ciò che fa la concorrenza? O dicevi così per dire?

  • # 13
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    x Alessio

    “Certo, Windows stravende, ma quanto la marginalizzazione di Linux su netbook sia stata dovuta alla richiesta dell’utenza o agli accordi MS-OEM non è facile dirlo.”

    In percentuale è difficile dirlo, ma un prodotto non vende solo perché ci sono gli accordi ma perché è l’utenza a richiederlo, così come ha richiesto che un prodotto come i netbook colmasse quel gap tra dispositivi mobili e portatili.
    Altrimenti rimarrebbe sugli scaffali.

    “Naturale che quando hai sullo scaffale e nella gamma dei produttori, 10 prodotti windows contro 1 linux, i prodotti Windows venderanno di più, specie se si trovano – in modo piuttosto singolare – allo stesso prezzo.

    Una delle poche cose di cui possiamo essere certi è che MS abbia fatto tutto ciò che era in suo potere per contenere Linux mentre dall’altra parte non esiste un gruppo di pressione così ricco e ben introdotto nel canale da contrastare questa colossale spinta.

    Questo non significa che in assenza di questa pressione i netbook windows non avrebbero venduto: per molti utenti Win rimane un must. Sarebbero probabilmente costati di più e avrebbero avuto maggior concorrenza, il che probabilmente ci avrebbe restituito una situazione un po’ diversa da quella che osserviamo.”

    Microsoft è un gigante del settore e nessuno lo nega ma qui mi pare stiamo un attimo perdendo di vista la prospettiva.
    Non è il ragazzino che viene fuori dal garage con la sua copia del kernel Linux ma società che fatturano miliardi di dollari che lo supportano, lo utilizzano nei propri prodotti (soprattutto server ed enterprise in generale) e fanno parte chi più meno di vari consorzi, organizzazioni che promuovono Linux stesso ed in generale il movimento Open Source.
    Intel, IBM, Sun, Redhat, Google ecc. ecc.
    Quando si parla di gruppi di pressione ci si dimentica chi si è schierato nei vari provvedimenti a favore della posizione dell’antitrust europea per esempio (e non solo). Posizioni non certo disinteressate.

    Per quanto riguarda il prezzo tu lo trovi curioso (sottointendo evidentemente qualche manovra sotterranea tutta da definire), io no. E’ ovvio che con accordi di licenze su grossi volumi se io assicuro tot vendite posso anche fare un prezzo più basso rispetto al mio concorrente.
    Vale per qualsiasi prodotto, i computer non fanno eccezione.
    XP per altro agli OEM non è che costi un patrimonio.
    La differenza sul prezzo finale contando solo le licenze sarebbe stata ampiamente sotto i 50$ per unità.

    Non solo.
    Parlare esclusivamente dell’argomento licenze non è corretto.
    Per valutare la scelta fatta dai vendor bisogna ragionare in termini di TCO.
    Quanto è costato ad Asus utilizzare una distribuzione, modificarla ad hoc per il proprio prodotto quando sostanzialmente con XPE aveva già tutto quel che serviva?
    I costi di sviluppo facciamo finta non esistano?

    “Il tempo di boot pari a 2 secondi aiuterebbe eccome, perché consentirebbe di sostituire tout court alla modalità standby lo spegnimento dell’unità, con un risparmio tangibile sulla vita utile della batteria nella giornata lavorativa.”

    Non sono d’accordo.
    La modalità st-by è comoda, come l’ibernazione, perché è possibile ripristinare la sessione appena abbandonata in tempo 0.
    Spegnendo la macchina riparti da 0.
    Quindi il tempo di boot veloce diventa perfettamente inutile.
    E in ogni caso non è certo la ventina di secondi che cambia la vita ad un utente, quando il dispositivo è acceso è acceso, non mi metto ad accenderlo e spegnerlo in continuazione.

    Nei netbook è un plus.
    Quel che farà la differenza per Moblin e i concorrenti che vorranno sfidare Microsoft sarà il parco applicazioni.
    E’ chiaro che non ci si aspetta un utilizzo pari a quello di un normale pc, ma il problema resta ed è quello atavico che costituisce il punto di forza e di debolezza della piattaforma, ovvero la troppa eterogeneità.
    Citi Ubuntu ma è una.
    Dentro la Linux Foundation ad esempio non c’è una linea guida che dica “ok Ubuntu è GNU/Linux” ed è ovvio che sia così.
    Asus ha usato Xandros, HP MSI e Lenovo SuSe, Dell e Gigabyte Ubuntu, altre più piccole hanno presentato prodotti con Debian, Fedora, Mandriva, Linpus e Knoppix.
    Con queste sono quasi dieci distribuzioni, ognuna customizzata o in ogni caso con desktop environment diversi: Gnome, KDE, xFCE i più diffusi.

    x pabloski

    Linux, in ambito consumer, non vende comunque è inutile che ci giriamo intorno.
    I vendor che hanno adottato le distribuzioni per i propri prodotti hanno avuto risultati marginali.
    Abbiamo capito che Microsoft non incontra i tuoi favori (e avrai i tuoi buoni motivi) ma la realtà è questa.
    Arkanoid ha centrato il punto.
    L’esplosione dei netbook è coincisa con l’avvento dei sistemi Microsoft su questo tipo di piattaforma. E nel giro di 6 mesi le percentuali si sono esattamente ribaltate

    “ancora una volta MS ha usato le sue basse strategie per imporre Windows”

    o hai le prove di quanto affermi cioè se ci sono strategie per togliere di mezzo la concorrenza “slealmente” oppure le tue sono pure insinuazioni prive di sostanza

    x arkanoid

    sono sostanzialmente d’accordo con te MacOSX a parte.
    Fino a quando i Mac venderanno (e vendono) la piattaforma sarà viva e vegeta.
    Senza dimenticare che in ambito mobile comunque ha conquistato una consistente quota di mercato tra i PDA Phone e attirato un gran numero di sviluppatori di terze parti, che sono la linfa stessa di un sistema operativo.

  • # 14
    Mad
     scrive: 

    >Senza dimenticare che in ambito mobile comunque ha
    >conquistato una consistente quota di mercato tra i PDA
    >Phone e attirato un gran numero di sviluppatori di terze
    >parti, che sono la linfa stessa di un sistema operativo.

    Questa potrebbe anche essere un’arma a doppio taglio, una buona parte di questi sviluppatori di terze parti gia in precedenza ruotava intorno all’universo Apple.
    E sviluppare per iPhone costa meno e rende di più (basta guardare la potenziale base d’utenza) rispetto che per MacOs.
    .. 2+2 .. :)

  • # 15
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    Mah non è detto.
    Il mondo mobile è comunque piuttosto diverso da quello desktop anche se alcune applicazioni convergono, pensa solo a tutti i sistemi GPS che per ovvie ragioni non trovi nei fissi.
    Una software house che già sviluppa per device mobili guardando lo share dell’iPhone può interessarsi al sistema di distribuzione previsto da Apple ed investirvi risorse. Le più di 200 mila iscrizioni al devkit beta di qualche mese fa dubito fortemente siano solo di persone che già sviluppasse per MacOSX.
    E d’altra parte se si ha già know how in materia sviluppare un’applicazione che si interfacci con telefono e desktop o portatile risulta più facile e con una curva di apprendimento logicamente più bassa rispetto a chi è nuovo in ambiente MacOSX.

  • # 16
    arkanoid
     scrive: 

    @alesso

    Dimostrarlo? Basta avere gli occhi e vedere quanta gente normale (intendo con normale gente che non è invasata o che non ne ha bisogno o preferisce usarlo per lavoro) usa linux.
    Mi pare leggendo certe notizie come se il pinguino andasse difeso perchè “buono”. Non ne vedo il motivo, in questo caso la concorrenza sarebbe deleteria, i costi dell’hardware e del software sono così bassi, al limite dell’incomprensibile, perchè c’è una sola piattaforma su cui sviluppare (il parco software di macos è molto più specializzato e immensamente meno vasto).
    Su windows ci sono software diversi e in concorrenza tra di loro, sviluppati per essere venduti o per uso gratuito e ciò è già in molti casi di più di quello di cui l’utente normale necessita. Tutto il resto è disturbo, pensa solo se cambi le icone di word la gente sclera, figuriamoci se gli cambi il sistema operativo!

  • # 17
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ arkanoid
    Ah quindi basta avere gli occhi?
    Tu mi stai parlando di nient’altro che una tua opinione personale… rispettabile, ma occhio a non contrabbandarla come un dogma. Io invece posso fornirti documentazione pubblica dall’antitrust americano che indaga sulle pratiche attuate da MS sul canale per “contenere” la disponibilità di linux. Indagini ancora in corso, che dimostrano ciò che d’altronde è solo ovvio: Microsoft, come ogni azienda, si impegna per contenere il rischio di espansione dei suoi rivali, perché è ben consapevole del fatto che domanda e offerta sono molto più interrelate di quanto a te sembri.

  • # 18
    floc
     scrive: 

    tornando in argomento e tralasciando trollate spacciate x verita’ assolute, secondo me si gira sempre intorno alla disponibilita’ di applicazioni: non conosco moblin (provata 10min da mio fratello sul suo eeepc) ma gia’ penso parta male se non ha un sistema di pacchettizzazione ben fornito e funzionale. E rendere la distribuzione compatibile ad esempio con i pacchetti di ubuntu sarebbe un controsenso visto che sicuramente l’estrema ottimizzazione passa per una compilazione ad hoc dei pacchetti

    puo’ anche bootare in mezzo secondo, ma se non ho applicazioni da usare me ne faccio poco, resta una bella sandbox velocissima che fa solo quello che ha gia’ pensato intel (vista da parte dell’utente comune, non di chi e’ in grado di mettersi a compilare).

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