di  -  mercoledì 25 marzo 2009

Acid Test FunnySembra un paradosso o forse più una provocazione ma è questa, in sintesi, la spiegazione del perché l’ottava release del browser made in Redmond collezioni un misero 20/100.

Dopo tanto parlare dei concorrenti, tra cui Opera e Safari, che superano a pieni voti oppure ci vanno molto vicini (Chrome), la posizione di Gates e soci rischia di apparire non solo una voce fuori dal coro ma più una scusa per cercare di giustificare i ritardi accumulati nei confronti proprio dei competitor citati.

Eppure, secondo le dichiarazioni di un evangelist Microsoft Australia, il nocciolo della questione verte su un’argomentazione molto semplice: Internet Explorer 8 non supera l’Acid Test 3 perché quest’ultimo non è completamente basato su standard ratificati.

 IE8 Acid Test 3

Nonostante le parole di Nick Hodge possano sembrare un attacco frontale alla metodologia forse più in voga negli ultimi tempi per stabilire un giudizio qualitativo dei browser e dei motori di rendering associati, appare chiaro come la scelta sia stata meditata e compiuta scientemente durante il percorso di sviluppo e miglioramenti che ha coinvolto IE8.

Resta da capire se la strategia parzialmente “contro corrente” sia effettivamente quella corretta per interpretare i principi che ispirano il W3C e quali sono invece le preoccupazioni in merito (anche in chiave commerciale e di business) da parte di Microsoft stessa.

Prima però bisogna rispondere ad una banale domanda: è vero che le modalità le quali compongono la terza versione dell’Acid Test comprendono anche tecnologie non ancora approvate?

Per risolvere il quesito dobbiamo necessariamente fare un passo indietro.

Che cosa significa il termine “standard”?

Nella letteratura informatica rappresenta la piattaforma comune, un insieme di caratteristiche codificate per la realizzazione di tecnologie che siano compatibili ed interoperabili; in italiano anche per la forte tradizione giuridica si utilizza come sostituta la parola “norma”.

Esistono poi diversi enti internazionali (il più famoso dei quali è probabilmente l’ISO di cui avrete già sentito parlare) che si occupano di discutere e ratificare le norme che in questo caso definiscono il cosiddetto standard “de iure; si tratta cioè di un’astrazione in primis creata dal diritto che solo successivamente diventa prodotto commerciale.

Ma proprio come avviene nella giurisprudenza, da cui è stata mutuata l’espressione, il processo può essere anche inverso, dal basso verso l’alto.

Può accadere cioè che, per vari motivi, una tecnologia o una sua particolare implementazione diventi standard di fatto; de facto (dall’originale latino) perché è la prassi che si sostituisce in qualche modo all’ente regolatore nella sua funzione di creazione.
L’esempio più immediato è lo stack di protocolli TCP/IP (protocolli, ovvero insieme di regole; quindi ritorna la parola “norma” che viene sostituita a “standard”).
La distinzione fino  a qui sembra piuttosto chiara; c’è però un fattore di complicazione da aggiungere.

Nel processo di creazione di uno standard de iure esistono diversi stadi intermedi precedenti alla ratificazione vera e propria. Come è normale che sia, la decisione passa attraverso fasi di dialogo tra bocciature, revisioni parziali di bozze e la necessità di approvare di volta in volta, a seconda dell’ente preso in esame, con un proprio sistema di votazioni.

Il meccanismo è talmente complesso per cui accade non di rado che le aziende, in un contesto di time to market ristretto, utilizzino specifiche non ancora definitive nei propri prodotti.

E’ questo ad esempio il caso del protocollo 802.11 n, il quale si spera entro uno o due anni possa arrivare a definitivo compimento. Ma ci sono casi in cui possono rimanere “bozze” per decenni.

Ogni organizzazione documenta inoltre le fasi di approvazione con nomenclature ad hoc. Riguardo ai protocolli di rete di cui si occupa l’IETF si vede spesso l’acronimo RFC (Request For Comments) che delinea solitamente le specifiche del protocollo stesso.
Nel contesto di cui ci occupiamo, ovvero il Web, il consorzio W3C applica un suo iter normativo, il quale culmina con la Recommendation (o REC), la fase cioè che sancisce la ratificazione di uno standard.

E’ bene sottolineare la scelta non casuale del termine poiché la sua decisione in materia, a differenza di altri organismi, non ha carattere vincolante; mentre per costruire o montare ad esempio apparati energetici (quali la caldaia) occorre seguire le indicazioni definite nelle varie norme ISO ad hoc altrimenti si rischia con tutta probabilità di entrare nella sfera dell’illegalità, uno sviluppatore può benissimo rilasciare un’applicazione web che non sia aderente ai formati o protocolli descritti nella documentazione W3C.

Dopo questa forse noiosa ma necessaria digressione, torniamo dunque alla domanda iniziale: l’obiezione Microsoft ha fondamento? E’ vero che l’ Acid 3 non prevede esclusivamente test basati  sulle W3C REC?

Sì, è vero. In particolare, alcune specifiche dei CSS 3 si trovano ancora nello stato di working draft. Idem dicasi per il tanto discusso HTML 5.
Nick Hodge sottolinea come IE8 raggiunga il 100/100 per quanto riguarda l’Acid 2 il quale, al contrario, sì utilizza prove sviluppate secondo standard pienamente codificati; l’evangelist australiano, e questa è tutto sommato una sorpresa considerato che stiamo parlando di una voce ufficiale (e non da ieri) Microsoft, aggiunge che è stato l’insegnamento della versione 6 di Internet Explorer e del fatto che il suo cattivo rendering sia stato dannoso per tutti i webdev a guidare questa scelta nello sviluppo del software.
Afferma infatti:

– “We passed Acid2 with 100 percent which tests against recommendations from the W3C. Acid2 is about recommended standards, standards that are locked and loaded. Microsoft has to think about the future rather than getting 100 out of 100 and make ourselves look like heroes. Our learning comes from IE6. With IE6 we adopted some non-recommended standards and interpreted them in a certain way. The end result of that has been painful web development.” –

E’ interessante notare l’ammissione di parte delle responsabilità per aver fomentato l’attuale situazione di caos e di difficile interoperabilità, così necessaria in un’epoca dominata dagli accessi sempre più mobili.

Un cambio di rotta che è stato collocato in una nuova strategia ed apertura sia verso la filosofia Open Source sia più in generale nel seguire standard codificati senza imporre a tutti i costi la propria visione del mondo IT, utilizzando che quel che già esiste e tutto sommato funziona.

A questo proposito Hodge aggiunge:

– “Microsoft is looking at being pragmatic, we passed Acid2 recommendations, and as standards evolve and become recommendations we will adopt them,” Microsoft’s Hodge said.” –

Qui potete leggere l’intero dibattito.

L’Acid3 è dunque criticabile e certo non va preso come oro colato o come unico banco di prova attendibile per la valutazione della validità di un browser; qualche mese fa lo stesso Web Standards Project, gruppo di professionisti responsabili del test, ha messo in guardia i navigatori fa della necessità di non ridurre il tutto ad un punteggio o una competizione a premi.

Va però aggiunto che se ci sono formati e protocolli non ancora ratificati nelle ultime revisioni raggiunte, alcuni di questi sono utilizzati all’interno dell’Acid3 nella loro forma di Recommendation che Internet Explorer avrebbe potuto rispettare, risultando essere maggiormente standard-compliant di quanto non lo sia ora.

Ed è il caso della tanto criticata assenza di SVG versione 1.1sufficiente a far superare positivamente proprio l’Acid3. Non ci resta che seguire l’evolversi della vicenda.

25 Commenti »

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  • # 1
    Paolo
     scrive: 

    e mozilla??

  • # 2
    pinco
     scrive: 

    ie 8 è lento anche con l’acid test 2 lol

  • # 3
    subvertigo
     scrive: 

    Io sottolineerei il fatto che Chrome non passa perfettamente neppure Acid2 e la cosa mi pare alquanto grave:

    http://code.google.com/p/chromium/issues/detail?id=7734

  • # 4
    kentaky
     scrive: 

    @pinco
    IE8 supera al 100% l’acid2 test.

  • # 5
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Paolo

    Firefox non supera l’Acid 3 al momento.

    x pinco

    IE 8 è tutt’altro che lento nel renderizzare
    http://arstechnica.com/microsoft/news/2009/03/microsofts-own-speed-tests-show-ie-beating-chrome-firefox.ars

    x subvertigo

    a me risulta che Chrome lo superi l’Acid2

  • # 6
    Paolo
     scrive: 

    x jacopo cocchi

    grazie mille

  • # 7
    massimo m.
     scrive: 

    jacopo> chi ha commissionato quel test? microsoft. mi sembra ovvio il risultato. non chiediamo all’oste se il vino e’ buono, mi pare ingenuo.

  • # 8
    sirus
     scrive: 

    Effettivamente il test Acid3 non è ancora indicativo ma questo si sapeva già da tempo.
    Personalmente l’unica mancanza che vedo in Internet Explorer 8 è SVG 1.1 che essendo uno raccomandazione finale doveva essere implementata.
    Supportare CSS3 ed HTML5 non avrebbe senso visto e considerato che si tratta di future raccomandazioni che verrano effettivamente utilizzate solo tra qualche mese (anno?!).
    Tuttavia, il comportamento assunto da Microsoft è valido solo se il ciclo release di Internet Explorer verrà ridotto altrimenti i tempi di adozione di una raccomandazione saranno troppo lunghi.

  • # 9
    Arguggi
     scrive: 

    A me non risulta che opera 10 passi PIENAMENTE l’acid3. Certo arriva a 100/100 ma:

    “The animation has to be smooth”

    A me non sembrà proprio fluidissima l’animazione. Certo non per questo smetterò di usare Opera eh.

    Poi alla microsoft dicano quello che vogliono, ma considerare l’acid3 praticamente inutile mi sembra esagerato.

  • # 10
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    prego Paolo

    x massimo

    sì è una critica piuttosto ovvia e che è stata mossa da diversi addetti ai lavori.
    Ma pur non prendendo per oro colato i dati esposti da Microsoft, i miglioramenti di Trident (l’engine utilizzato da IE) sono evidenti.
    Già con IE7 il salto di qualità riguardo le tempistiche di rendering erano evidenti (http://www.howtocreate.co.uk/browserSpeed.html).
    Occorre lavorare ancora sul comparto Javascript seppur le prestazioni non siano così scadenti come riportato nei test compiuti da ZDNet (http://www.zdnet.com.au/news/software/soa/Internet-Explorer-8-Features-benchmarks/0,130061733,339295574-3,00.htm); questo perché Sunspider, come avviene ad esempio nei benchmark sintetici, fa delle misurazioni che però sono diverse dalle situazioni di navigazione reale (dove il codice Javascript varia di complessità).

    x sirus

    E’ vero però sono due le obiezioni che sono state rilevate e che esplicito qui nei commenti.
    Le raccomandazioni rappresentano lo stadio in cui uno standard diventa tale ma è altrettanto vero che le fasi precedenti non sono necessariamente molto lontane dal descrivere le specifiche finali.
    Questo è il motivo per cui gli altri competitor hanno deciso di muoversi in anticipo e ci si è chiesti perché Microsoft abbia voluto agire in controtedenza.
    Una domanda lecita.

    La seconda obiezione è che, seppur Microsoft palesi un vento contrario rispetto al passato, il successo di Internet Explorer è stato anche quello di precorrere i tempi (uno dei motivi che lo hanno decretato vincitore ai danni di Netscape). E ora che non sarebbe più sola e quindi l’accusa di non stravolgere gli standard (che ora esistono a differenza di 15 anni fa e della prima “browser war”) verrebbe più che mai mitigata, decide invece di non schierarsi con gli altri.

    Il prossimo banco di prova di questa vicenda sarà probabilmente l’uscita di Windows 7 e degli eventuali miglioramenti di IE.

  • # 11
    sirus
     scrive: 

    @ Jacopo Cocchi
    Se il ciclo release di Internet Explorer si discosterà in modo netto rispetto a quello di Windows, magari con il rilascio di qualche minor release con aggiornamenti al motore di rendering (cosa che generalmente non succede), è possibile che la scelta di Microsoft di non implementare una tecnologia prima della rattifica finale non si riveli sbagliata.
    È ovvio che se il ciclo di release non si accorcia in modo considerevole la scelta di Microsoft rischia di essere un fallimento.
    Ad ogni modo dobbiamo anche considerare i tempi di adozione di una nuova raccomandazione da parte dei siti web, questo in qualche modo potrebbe aiutare Microsoft che ha deciso di non implementare tecnologie non ancora rattificate. ;)

  • # 12
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Arguggi

    Non saprei, con Opera 9.63 (cioè l’ultima stable) e Opera 10 Alpha il risultato è 100/100 e l’animazione mi sembra rispondere ai requisiti.
    Questo è quello che è stato rilevato anche da altri utenti ed analisti.

  • # 13
    Fede
     scrive: 

    Questo articolo mi ha lasciato un po perplesso perché la mia esperienza con le varie versioni di Microsoft Internet Explorer mi porta a concludere che solo Internet Explorer 8 è assulutamente compatibile conle attuali tecnologie web standard contrariamente a quanto asseriscono i risultati con l’Acid Test 3.
    In Internet Explorer 8 è stato implementata una procedura che analizza il codice HTML+CSS+Java script che sceglie caso per caso la procedura di rendering più opportuna al fine di visualizzare le pagine web senza errori, quindi il browser è uno strumento più che compatibile con lo standard ufficiale W3C; per non parlare del fatto che il linguaggio HTML+CSS implementato da Microsoft non è indipendente dallo standard W3C è piuttosto un surclassamento ossia i linguaggi nello standard uffficiale W3C sono una sottoclasse degli omologhi linguaggi implementati di Microsoft stessa cosa dicasi per il linguaggio interpretato Java script. Per quanto riguarda le tecnologie ASP e AJAX sono state introdotte da Microsoft stessa e quindi è giusto che sia lei a dettare gli standard.
    Per esperienza personale con Internet Explorer 7 vedevo una certa incompatibilità con alcune pagine web (per esempio le pagine create nel sito 190 di vodafone), incompatibilità del tutto sparite abilitando in Internet Explorer 8 la funzione “Compatibilità”.
    Siccome ritengo che gli addetti agli Acid Test 3 abbiano una conoscenza profonda dell’ultimo browser di casa Microsoft (altrimenti non avrebbero nenanche diritto ad esprire opinioni, come si può giudicare se non si conosce?) mi viene da pensare che simili risultati dell’Acid Test 3 siano tali per difendere le posizioni dei browser concorrenti, e questa mia ipotesi viene maggiormente confermata dal fatto che non a caso sono in corso azioni giuridiche tra microsoft e i brand concorrenti di browser

  • # 14
    Fede
     scrive: 

    Un’altra cosa volevo mettere in evidenza sui test informatici in generale, ricordate il polverone sollevato dal benchmarck di FutureMark alias MadOnion? era stato programmato in modo da farorire i sistemi basati su architettura Intel a danno dell’allora concorrente AMD … con questo credo che ci sia poco da commentatare sulla serietà di questi test, non a caso in generale questi software di benchmark sono gratuiti o al più si ottengono le licenze per importi ridicoli, allora dove provengono i proventi di queste società che si occupano di benchmark (eppure la produzione ha dei costi ci sono programmatori da pagare, bisogna essere sempre aggiornati .. ecc. ecc.)? … be la risposta è ovvia dai produttori hardware che offrono di più … è chiaro no?

  • # 15
    Gurzo2007
     scrive: 

    @Jacopo Cocchi

    l’ultima versione stabile di opera è la 9.64 e arriva all’acid3 a 85/100(almeno sul mio pc)

    l’unica a arrivare al 100/100 è come detto da te la versione 10 alpha

  • # 16
    Andrea R
     scrive: 

    ACID o non acid non vuole dire molto. Quello che mi importa è che se faccio un design e si vede bene su firefox, lo provo su webkit e opera e va bene o quasi, allora su IE si deve vedere decentemente pure, senza ore di sbattimenti specifici perchè non supporta un cavolo.

    PS: quasi un commento su due mi da un errore col codice di sicurezza.

  • # 17
    Arguggi
     scrive: 

    Confermo 85/100 su opera 9.64 ( tra 9.63 e 9.64 ci sono state solo delle correzioni di vulnerabilità).

    Che poi i test non vadano presi come oro colato mi sembra evidente ( ho trovato più siti con problemi usando Opera che usando FF o IE) ma dire, per giustificarsi, che l’acid3 non si basa su standard riconosciuti e che quindi è normale che IE 8 non lo passi mi sembra esagerato.

  • # 18
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Fede

    ” Questo articolo mi ha lasciato un po perplesso perché la mia esperienza con le varie versioni di Microsoft Internet Explorer mi porta a concludere che solo Internet Explorer 8 è assulutamente compatibile conle attuali tecnologie web standard contrariamente a quanto asseriscono i risultati con l’Acid Test 3.”

    Non riesco a capire la tua perplessità, perdonami. Nell’articolo sono state riportate le dichiarazioni di una persona che lavora per Microsoft e che afferma che il motivo per cui IE 8 ottiene un 20/100 nell’Acid Test 3 è nella scelta (Microsoft) di adottare esclusivamente tecnologie che sono state ratificate come standard dal W3C. Bisognerebbe capire poi quale sia la tua esperienza, cioè quali siti hai visitato e quale sia stato l’output di volta in volta di IE8. Se l’hai utilizzato default, quali impostazioni hai eventualmente modificato ecc. ecc.

    Io d’altra parte non solo non ho confutato le parole di Hodge ma le ho anche confermate. Ho però posto delle questioni in merito alla scelta di Microsoft e che probabilmente solo il tempo aiuterà a chiarire.
    E naturalmente volevo avere anche il vostro parere :)

    “In Internet Explorer 8 è stato implementata una procedura che analizza il codice HTML+CSS+Java script che sceglie caso per caso la procedura di rendering più opportuna al fine di visualizzare le pagine web senza errori, quindi il browser è uno strumento più che compatibile con lo standard ufficiale W3C”

    Qui c’è un fraintendimento di fondo.
    Il fatto che una pagina sia renderizzata senza errori non significa che il browser sia un browser standard-compliant.
    Anche perché ogni browser utilizza dei meccanismi che sono in grado di effettuare un parsing delle pagine pagine ignorando tag e codice non scritto secondo i dettami del W3C. Questo è banalmente vero perché altrimenti navigando in buona parte dei siti che compongono il Web ci troveremmo per ogni pagina una valanga di errori.
    Errori che invece vengono stigmatizzati da strumenti ad hoc che valutano l’usabilità e l’accessibilità di un sito, quali Bobby, CinthiaSays ed altri.

    “per non parlare del fatto che il linguaggio HTML+CSS implementato da Microsoft non è indipendente dallo standard W3C è piuttosto un surclassamento ossia i linguaggi nello standard uffficiale W3C sono una sottoclasse degli omologhi linguaggi implementati di Microsoft stessa cosa dicasi per il linguaggio interpretato Java script”

    Non capisco cosa intendi. Puoi cercare di essere più chiaro?

    “Per quanto riguarda le tecnologie ASP e AJAX sono state introdotte da Microsoft stessa e quindi è giusto che sia lei a dettare gli standard.”

    ASP è una tecnologia Microsoft (anzi un insieme di tecnologie), non uno standard.
    E’ una delle tante per la realizzazione di pagine dinamiche e applicazioni web (PHP, JSP sono delle omologhe).
    Le specifiche generali, a cui tutti i produttori dovrebbero attenersi in questo campo, esistono e rispondono all’acronimo DOM.

    Per quanto riguarda AJAX non è una creazione della società fondata da Gates.
    Microsoft ha inventato l’oggetto XmlHttpRequest (diventato poi working draft) ed ancora prima l’IFrame è assimilabile ad alle tecniche che prendono il nome di AJAX.
    Solo che al di là di quello che significa l’acronimo se vogliamo andare all’origine di questo tipo di sviluppo, prima ancora è arrivato Java ed i concetti enucleati con le applet.

    “Siccome ritengo che gli addetti agli Acid Test 3 abbiano una conoscenza profonda dell’ultimo browser di casa Microsoft (altrimenti non avrebbero nenanche diritto ad esprire opinioni, come si può giudicare se non si conosce?) mi viene da pensare che simili risultati dell’Acid Test 3 siano tali per difendere le posizioni dei browser concorrenti, ”

    Cerchiamo però di “rimanere sul pezzo”, perché queste sono illazioni che vanno ad inficiare il lavoro svolto da un gruppo di professionisti e vanno dimostrate al di là di una opinione e di una soggettiva esperienza personale.
    Un conto è affermare che questi test sono criticabili e non sono esaustivi nella valutazione di un software qual’è un browser e del suo comportamento nel rendering di un sito (e posso essere d’accordo), un conto che i test siano stati creati ad arte per favorire società e rispettivi prodotti ai danni di altri che competono nello stesso mercato.
    C’è una bella differenza e vorrei si riflettesse maggiormente sulla portata delle proprie dichiarazioni.

    “e questa mia ipotesi viene maggiormente confermata dal fatto che non a caso sono in corso azioni giuridiche tra microsoft e i brand concorrenti di browser”

    Perdonami ma la tua argomentazione non ha alcun nesso.
    A parte che di “azioni giuridiche” tra Opera Google Mozilla e Microsoft non ce ne sono bensì un’azione dell’Unione Europea alla quale si sono aggiunte come “terze parti interessate”, questo non conferma proprio niente.
    L’Unione Europea e le aziende menzionate non hanno alcun rapporto commerciale con il gruppo WaSP che, come recita il manifesto del sito, è stato istituto “con l’obiettivo di promuovere i principali standard Web e di incoraggiare i produttori di browser a fare lo stesso e, dunque, a garantire a tutti un accesso semplice e proficuo alle risorse Web.”

    Per quanto riguarda la tua menzione (nel commento successivo) al benchmark a cui fai riferimento lo ricordo ma ce ne sono stati tanti altri in precedenza come quello di FutureMark per le schede video.
    Il problema è che qui non stiamo parlando di un software che compie un test e restituisce un risultato.
    Stiamo parlando di UNA SERIE di test, citati anche nel link alla parola Acid3 dell’articolo, collegata alla voce di Wikipedia.

  • # 19
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Arguggi e Gurzo

    Cercando un po’ più in profondità si può notare come ci sia una non uniformità di risultati.
    Con la 9.63 alcuni utenti hanno ottenuto 84/100, altri 100/100 a seconda delle impostazioni utilizzate.
    Pare invece che con la 10 Alpha il risultato sia condiviso.
    Bisognerebbe capire quali sono, nello specifico, le differenze di cui sopra.

  • # 20
    pabloski
     scrive: 

    si ma fatti due conti in tasca ad IE rimane sempre il fatto che il motore javascript è orribile

    a che serve renderizzare in tempi umani html e css quando il web si sta spostando verso ajax?

    è javascript la componente importante e google sembra l’abbia capito in pieno

  • # 21
    Arguggi
     scrive: 

    Infatti nella pagina dell’acid3 c’è scritto:

    “To pass the test, a browser must use it’s default settings”

    Varie ed eventuali configurazione personali non sono “ufficialmente” valide. Qualche link a 100/100 su Opera 9.63?

    Comunque da quanto ho visto utilizzando IE 8 sembra abbastanza migliorato, il che è una buona notizia, visto che la fetta di utenti che lo usa perchè è il browser pre installato sarà sempre abbastanza ampia.

  • # 22
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Il motore Javascript usato da IE è tutt’altro che disprezzabile. Le condizioni peggiori si verificano quando (come nel caso dei test alla Sunspider) i tempi di rendering vengono misurati solo sulle operazioni di parsing e restituzione dell’output frutto quasi esclusivo di codice Javascript.
    Queste sono però situazioni teoriche differenti dalla realtà delle applicazioni web e siti concreti (che sono costituite da una molteplicità di linguaggi e tecnologie).
    E torno a ripetere che AJAX non vuol dire Javascript.
    Al di là delle dichiarazioni piuttosto roboanti (+400%) che Microsoft fece tempo fa su IE8 e sull’incremento rispetto alla versione precedente (seguite per altro da quelle di Mozilla Foundation su Firefox che invece sparò 700%), i miglioramenti raggiunti sono evidenti.
    Nella manipolazione di codice Javascript+DOM i risultati sono tutto sommato buoni, merito anche dei molti memory leak risolti e dell’impatto minore riguardo l’heap fragmantation.
    Google ha fatto un eccellente lavoro con Chrome, è fuori di dubbio, come è altrettanto evidente la qualità di Gmail e degli altri servizi affini.

    Ma sono d’accordo com Hodge che il vero problema non è IE8 (tra non molto tempo disponibile di default su Seven) ma le versioni precedenti a Windows (soprattutto IE6), legata a doppio filo con il necessario aggiornamento del comparto software e spesso anche hardware di una macchina.

    Non dimentichiamoci poi che non esiste solo il lato “utilizzo del Web” ma anche quello dello sviluppo.
    Si possono fare i motori di rendering più efficienti del mondo ma se questo non si accompagna a stili di programmazione coerenti e tecnologie interoperabili e standardizzate e che consentano un alto livello di produttività, serve a poco.
    Sempre a proposito di AJAX ci si dimentica che Microsoft, seguendo quanto l’esempio di altre società del settore, ha deciso di adottare jQuery.
    ASP.NET 3.5 e l’AJAX Control Toolkit sono altre novità importanti.
    E’ fondamentale che anche le software house si muovano nella stessa direzione e mostrino intenti comuni, se vogliamo vedere realizzati i principi cardine del web di cui abbiamo già discusso.
    Principi che vanno al di là dei millisecondi registrati in un benchmark

    x Arguggi

    avevo trovato screenshot di Opera 9.63 con 100/100 nell’Acid 3 ed impostazioni default conclamate.
    Appena li ritrovo li linko qui :)

  • # 23
    Io odio Internet Explorer « Eravamo quattro scemi al bar
     scrive: 

    […] Explorer, in ogni sua forma e versione, con gli standard tutti suoi e la compatibilità web pari a zero. Ma se c’è una cosa che odio ancora di più è Internet Explorer 6. Apprendo questa notizia […]

  • # 24
    Heki
     scrive: 

    Non ci vedo nulla di male ad implementare nei test Acid dei futuri standard, anzi, sono convinto che sia la metodologia giusta da seguire per lo sviluppo del Web.
    Ricordiamoci che il consorzio W3C è nato proprio con l’obiettivo di regolamentare sia i produttori dei browser sia i produttori di pagine web, per avere una rete più uniforme.
    Ora, se mettessero soltanto le tecnologie utilizzate non darebbero nessun instradamento per quelle future, è ovvio che l’HTML5 ed i CSS3 saranno standard da qui in avanti, non ci vuole un genio per capirlo, quindi non vedo il perché rifiutarsi di lavorare affinché il proprio browser li elabori correttamente.

    E’ come se i produttori di auto svilupparso soltanto motori euro4, pur sapendo che tra qualche tempo potranno vedere soltanto gli euro5.

    Se non vogliono che IE sia aderente agli standard con tempi accettabili, senza ricorrere a critical patches e balle varie sono affari loro, ma che non se ne escano con ste cazzate, l’acid3 è affidabilissimo.

  • # 25
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Il punto non è se l’Acid3 sia affidabile o meno come strumento di misurazione della bontà dell’output prodotto da un browser, il punto sollevato da MS è se un test che racchiude prove su formati (versioni di formati) non ancora ratificati fa “fallire”, per semplificare, il proprio browser non è detto sia una mancanza del software.
    Una spiegazione può essere che il browser non implementando le soluzioni che sono ancora in stadio di discussione (draft, RFC quello che è) allora giunge a votazioni mediocri.

    La spiegazione in linea generale può essere assolutamente condivisibile. Poi naturalmente bisogna entrare nel merito di ciascun test e fare una valutazione specifica se si vuol contestare o meno quelle affermazioni.

    “Ora, se mettessero soltanto le tecnologie utilizzate non darebbero nessun instradamento per quelle future, è ovvio che l’HTML5 ed i CSS3 saranno standard da qui in avanti, non ci vuole un genio per capirlo, quindi non vedo il perché rifiutarsi di lavorare affinché il proprio browser li elabori correttamente.”

    Vero, ma il ragionamento che probabilmente fanno alla MS è il seguente.
    Ci siamo spinti oltre quel che gli standard ratificavano nella prima guerra tra browser e questo ha sì contribuito all’evoluzione del Web ma ha allo stesso tempo portato a grossi problemi di interoperabilità, accessibilità, usabilità che noi tutti oggi stiamo pagando, come utenza e come sviluppatori.
    Se provassimo ad andare pari passo con gli standard mano a mano che diventino tali (quindi de iure e non de facto)?
    Come approccio sinceramente a me non dispiace, anzi tutto sommato lo preferisco visto che IE è largamente il browser più utilizzato.

    E’ vero quello che dici che l’HTML5 (però bisognerà vedere che fine farà l’XHTML) e i CSS3 soprattutto saranno i punti di riferimento futuri ma non è detto che quel che è stato deciso fino adesso non venga ribaltato successivamente.
    Il che significa che se dovesse accadere e io sviluppassi un sito con i formati attualmente in bozza dopo dovrei rifare il lavoro pena la almeno parziale rottura della compatibilità

    “E’ come se i produttori di auto svilupparso soltanto motori euro4, pur sapendo che tra qualche tempo potranno vedere soltanto gli euro5.”

    C’è una grossa differenza tra il Web ed il mercato dell’auto che rende il tuo esempio non così calzante e che spiega tutto sommato una presa di posizione (condivisibile o meno) della MS.
    I motori, qualunque tecnologia tu voglia utilizzare devono superare svariati controlli e certificazioni (ISO e non solo) senza i quali la macchina che li monta non può circolare. E qualora uscisse violando queste regole si commetterebbero svariati reati.

    Nel web non è così.
    Il W3C fornisce delle indicazioni di massima che rispondono alla realizzazione di tutta una serie di principi se vuoi anche etici, ma io produttore di software posso benissimo rilasciare un mio browser che renderizza gli standard che voglio io nel modo che voglio io senza rischiare alcunché.
    Capisci bene che è un contesto totalmente diverso.

    Lasciando perdere le chiacchere dei produttori dove ciascuno mira giustamente a tirare acqua al proprio mulino e volendo guardare invece il bicchere mezzo pieno, IE tutto sommato sta diventando un browser abbastanza buono.
    O almeno, rispetto al periodo dormiente in cui IE5 ed IE6 sono rimasti fermi al Paleolitico informatico, non c’è proprio paragone.
    Ricerca della compatibilità degli standard (e questo bisogna dirlo avviene anche sul fronte dev), riutilizzo di funzionalità sperimentate con successo dai competitor (tab, meccanismi di sandbox, recupero delle sessioni, feed RSS…) lasciano tutto sommato ben sperare.
    C’è ancora molto da lavorare ma credo si possa dire che la corretta linea di sviluppo sia stata tracciata, sperando di non venir smentito alla prossima release :)

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