di  -  mercoledì 11 febbraio 2009

Circa quattro anni fa alcuni dipendenti di spicco di Intel specializzati nello sviluppo di CPU lasciarono questa multinazionale per fondare una nuova società con l’obiettivo di realizzare avanzati DSP da utilizzare per applicazioni multimediali, basati però sull’architettura x86 (in genere i DSP hanno architetture custom studiate appositamente per i problemi che dovranno risolvere).
Purtroppo l’esperienza non durò molto, perché dopo un paio d’anni la Stexar (questo il nome della società) rischiava di chiudere i battenti, ma Nvidia la rilevò in blocco, portandosi in casa diversi abili ingegneri e un know-how non indifferente sui microprocessori x86.

Con ciò s’è ritrovata, però, anche la più grossa grana con cui Stexar aveva a che fare: la mancanza di licenze per la realizzazione di chip x86-like, che rimangono ancora strette nelle mani di poche società, in particolare Intel e AMD

Per questo motivo per un po’ non s’è parlato più della vicenda, e si pensava che Nvidia non avesse intenzione di lavorare a una nuova CPU x86 (la cui progettazione da zero, tra l’altro, sarebbe costata non poco in termini di risorse e tempo). Sarebbe lecito supporre l’impiego delle nuove leve per un nuovo progetto, ma perché impiegare gente così altamente specializzata per qualcosa di diverso rispetto a quanto avevano fatto fino ad allora? Personalmente trovo lo scenario poco sensato.

Questo fino a qualche giorno fa, quando è spuntata fuori una notizia che riporta delle voci che affermano che, invece, Nvidia sarebbe già all’opera e addirittura starebbe cercando rinforzi per il suo team. Il che, quindi, tornerebbe ad avere un senso e spiegare l’acquisizione.
Permane però l’enorme ostacolo delle licenze per produrre CPU x86: molto difficilmente Intel o AMD le accorderebbero a Nvidia, e neppure questa potrebbe sperare di farla franca senza un accordo, considerate le precedenti (sanguinose) battaglie legali che hanno visto protagoniste Intel e AMD in particolare.

Ci sarebbe l’opzione di far produrre le CPU a IBM, che è un’altra licenziataria della tecnologia x86, ma a quanto pare non risolverebbe il problema. In genere accordi di questo tipo non prevedono la cessione di licenze a terzi e già AMD, infatti, potrebbe avere problemi a causa dello spin-off della compagnia che ha portato alla creazione di The Foundry Company.

Anche National Semiconductor dispone di licenze per la produzione di chip x86, ma l’unica strada sarebbe l’acquisizione, e al momento non è percorribile per Nvidia a causa di quelle effettuate di recente, e dell’attuale crisi economica mondiale, che ha portato a ridurre notevolmente i profitti di tutte le società.

Se il quadro non dovesse essere abbastanza confuso, aggiungiamo anche il fatto che poco tempo fa Nvidia ha presentato le sue soluzioni Tegra basate su core ARM, che potrebbero verosimilmente equipaggiare netbook, e sulle quali ovviamente punta molto.
Una soluzione basata su core x86 con integrata una GPU (e probabilmente anche il chipset) sarebbe sicuramente appetibile sia per il mercato dei netbook che dei notebook, ponendosi in diretta concorrenza con Intel e AMD (che per questo molto difficilmente cederanno le loro licenze), e potrebbe costituire anche una testa di ponte per l’assalto al segmento dei desktop e dei server.

Ma sarebbe anche in diretta concorrenza con se stessa proprio a motivo della piattaforma Tegra, che in questo modo perderebbe molto del suo appeal a causa dell’impossibilità di eseguire software x86 (cosa che sarebbe alla portata, invece, della nuova CPU), che di fatto la taglia fuori dall’enorme parco applicativo disponibile per questa sempreverde architettura.

Forse c’è qualcosa che sfugge in questo scenario ingarbugliato, o più semplicemente quello di Nvidia è un segnale che vuole lanciare a Intel, che con Larrabee sembra pericolosamente avvicinarsi al suo principale segmento di mercato, quello delle GPU?
Difficile andare più lontano, con le poche informazioni a disposizione. Certamente una soluzione SoC targata Nvidia farebbe decisamente gola, unendo l’esperienza e la maturità che ha accumulato nell’ambito delle GPU e dei chipset, a quella di un team di sviluppo che ha fatto anche la fortuna di Intel nel campo dei microprocessori…

30 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Eraser85
     scrive: 

    Uno scenario molto interessante che però risulta molto poco chiaro.. sicuramente c’è qualcosa dietro a tutto questo che noi non siamo ancora in grado di (pre)vedere e che, per ora, ci lascia soltanto la libertà di sognare.. :)

  • # 2
    Jena Plisskin
     scrive: 

    Salve,

    una domanda riguardo le licenze x86. Io sapevo che nel 98 sarebbero scaduti i brevetti per il 486, difatti mi sembra di aver visto un processore compatibile 486 in uno dei pc della Koala, esattamente un Vortex86SX. Non è probabile che Nvidia abbia atteso la scadenza dei brevetti 486 per poter scegliere questa strada (ovviamente senza mmx, sse, ecc ecc incluso il fatto di avere una CPU in order ) ma in grado di bassi consumi e potenze accettabili, un pò come l’Atom ( altra CPU in order) ?

    Grazie :-)

  • # 3
    Daniele
     scrive: 

    Grande Cesare! Questo è un argomento che mi incuriosisce molto, so che per un tecnico i confini di questa materia risultano più nitidi ma io sinceramente mi ci perdo un po … quando esattamente si violano le licenze? Ogni qualvolta si esegue codice x86 su di un processore prodotto da una società che non abbia le licenze Intel? Non credo, visto che esistevano emulatori come RealPC e VirtualPC per processori powerpc prodotti da Motorola, e cito solo i casi di cui sono al corrente ma penso ne esistano molti altri.
    Vi sono poi i casi in cui pur essendo l’architettura differente la stessa cpu poteva eseguire il codice come i risc86 Nx586 di Nexgen (di cui parlava Alessio qualche mese fa).
    Insomma bohh!! … non ho mica capito che intendono :)

  • # 4
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    L’architettura x86 è piena di brevetti, anche recenti. Ed è difficile pensare di realizzare una CPU con quest’architettura senza il concreto pericolo di infrangerne qualcuno.

    Ecco perché esistono gli accordi di cross-licensing fra Intel, AMD, IBM e NS, e perché Nvidia senza fare lo stesso si troverebbe subito in tribunale.

    x eraser: i competitor sono sempre i benvenuti, ma la vedo dura. Chissà cos’avrà architettato Nvidia per superare il problema. :-P

  • # 5
    Riccardo C. [Gibbo]
     scrive: 

    Argomento (e articolo) molto interessante, almeno per quanto mi riguarda :-]

  • # 6
    yossarian
     scrive: 

    ciao Cesare; articolo molto interessante ma che mi vede scettico sulla possibilità, da oparte di nVidiqa, di realizzare architetture x86. Ti spiego le ragioni che mi inducono apensarlo.

    il problema principale è, chiaramente, quello delle licenze mancanti. Ritengo improbabile che nVidia possa anche solo pensare di mettere in cantiere un progetto x86 senza avere in mano le licenze o avere la certezza di poter aggirare l’ostacolo. Si tratta di un progetto ambizioso e, soprattutto, costoso, per cui non sono sufficienti le competenze e il know how, ma occorrono ingenti investimenti. Che nVidia possa ottenere le licenze da Intel la vedo dura: si va verso l’integrazione tra cpu e gpu e, in seguito, probabilmente si intraprenderà la strada della convergenza; in quest’ottica, che vantaggio avrebbe Intel a trovarsi un altro competitor oltre ad AMD? Non fornire le licenze ad nVidia significa tagliarla fuori dai giochi senza dover fare nulla. Si potrebbe tentare con una partership o con un’acquisizione ma si tratta di strade difficilmente percorribili sia per la congiuntura economica che per il fatto che mi pare di ricordare che le suddette licenze non possano essere trasferite in caso di acquisizione (però potrei sbagliarmi).
    Insomma, al momento non credo che nVidia possa ottenere le agognate licenze e, stando così le cose, è molto improbabile che possa aver messo in cantiere la realizzazione di una cpu x86 o sia in procinto di farlo.
    Stexar si occupava di DSP, prima di essere acquisita. La mia idea è che i tecnici che ne facevano parte continuino a occuparsi di DSP o partecipino allo sviluppo di cpu con architettura RISC (tipo ARM), destinate a sistemi a basso costo. Quindi, IMHO, è molto probabile che stia rivolgendo i suoi sforzi al settore netbook, nettop, palmari e dispositivi portatili in generale. Questo, lameno, per quanto riguarda le cpu

  • # 7
    massimo m.
     scrive: 

    imho il problema non e’ tanto quello delle licenze quanto dell’investimento per progettare il chip.
    se guardiamo ben bene il p3 era praticamente un p2 leggermente pompato, i vari chip recenti si assomigliano tutti, l’unica architettura quasi progettata da zero e’ l’itanium.
    questo per dire che fino ad adesso abbiamo avuto una evoluzione delle cpu, ma ben poche progettate da zero.
    fare una cpu da zero, almeno una cpu x86 64 bit (ormai non credo che si mettano a fare una 32 bit), e’ un colossale investimento. e non possono permettersi di investire miliardi di dollari in qualcosa che non si sa se funzionera’ sul mercato e se sara’ competitivo (intel e amd hanno gia’ una guerra sui prezzi mica da ridere).
    i cadaveri delle tante aziende che ci hanno provato sono ancora li’ a dimostrarlo, e teniamo conto che molte sono di anni e anni fa, quando le cpu erano ben piu’ semplici da progettare rispetto alle cpu di oggi.
    una cpu compatibile 8080 o z80 sarebbe uno scherzo da fare, un compatibile itanium partendo da zero credo che nemmeno intel di questi tempi se lo potrebbe permettere.

  • # 8
    v1
     scrive: 

    io la sparo:
    non è che nvidia avesse avviato il progetto considerando l’eventualità di poter acquisire amd?
    poi le cose non sono andate come speravano perchè amd non è ancora fallita e pure loro hanno qualche problemino economico…

  • # 9
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non credo. AMD era e continua a essere fuori portata per Nvidia.

    @yossarian: la penso come te. Infatti l’articolo ha un taglio pessimista, perché di tutti i punti che ho riportato sono decisamente più i contro che i pro.

    Sì, in effetti l’unica cosa sarebbe impiegare il team per portare avanti il progettato Tegra incentrato sull’architettura ARM, ma pensando alle competenze acquisite da quegli elementi, mi vien da pensare soltanto a una cosa: che spreco! :-/

    @massimo m.: vero. Infatti l’ho anche scritto: servono non pochi soldi. E a giudicare dalle ultime notizie, sembra che Nvidia non se la passi proprio bene.

    Itanium mi sembra sia stato il progetto più costoso della storia delle CPU. Adesso non ricordo di preciso quanti miliardi di dollari ha investito Intel (e, in misura minore, HP) ma… erano tanti. :D

  • # 10
    Gyxx
     scrive: 

    Ma …. non ci sarà mica all’ orizzonte una fusione Nvidia / Via (che dovrebeb avere le licenze pre lei ??)

    Ciao

    ;)

    Gyxx

  • # 11
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Sarebbe una bomba atomica. :D

    Anche perché Via ha perso le licenze Intel per costruire processori che utilizzo i bus di quest’ultima, ma… Nvidia quelle licenze le ha, quindi potrebbe addirittura competerle in casa. :D :D :D

  • # 12
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Tra l’altro VIA è piuttosto male in arnese…

  • # 13
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Ed è pure molto piccola. Solo che acquisendola si troverebbe con due team di sviluppo di CPU x86. Poco male, visto che Nvidia cercava rinforzi. :D

    Magari è la giusta chiave di lettura di ciò che è avvenuto.

  • # 14
    Carla
     scrive: 

    Il tutto è meno semplice di quanto sembri, innanzitutto c’è subito un importante distinguo da fare:
    – licenza per la produzione
    – licenza per l’uso delle proprietà intellettuali

    Nei primi tempi, Intel diede ad alcune fabbriche (fra cui AMD e IBM), la “licenza di produzione”, ma questo non garantiva l’uso delle sue proprietà intellettuali (ovvero i brevetti sulla CPU) per scopi diversi….. AMD ed altri si presero invece tale libertà, creando tutta una serie di concorrenti x86 (ricorderete i famosi Cyrix, oltre che Athlon), e ciò portò a uno scontro in tribunale da cui si è usciti con quel famoso accordo extra-giudiziale, poi negli anni rivisto e rinnovato, fra AMD e Intel.

    Poi, non esiste un “Brevetto x86″, sono semplicemente brevettate le implementazioni di alcune istruzioni accessorie (che ad esempio velocizzano una tale operazione, modificano il flusso dati, o utilizzano un determinato registro), rendendo per estensione sotto brevetto il set di istruzioni completo a cui appartengono, ad esempio MMX, SSE, EMT64.
    Non solo istruzioni, ma anche bus di collegamento dati, matrici di trasferimento, eccetera.

    Negli anni, con l’aumentare delle istruzioni, non tutti i produttori sono però rimasti al passo. Alcuni sono ad esempio rimasti con le vecchi licenze 80386 o 80486 (fra cui IBM), e solo VIA, AMD, Intel possono vantare l’intero portfoglio e la piena libertà.
    Ci sono poi alcuni accordi trasversali, per cui sono state (e vengono!) pagate royalties, oppure scambi di brevetti, e qui parliamo di Transmeta (e ancora IBM).

    L’accordo AMD/Intel è quindi puro opportunismo, niente di particolare: “tu dai a me, io do a te”.
    Per esempio, AMD ha concesso ad Intel il reverse engineer delle proprie istruzioni x64, e la sua implementazione nelle CPU, mentre questa ultima ha fornito le SSE2/SSE3…

    C’è un grosso PERO’.
    I brevetti, scadono. Mi sembra bastino 20 anni.
    Infatti al momento sono liberamente fabbricabili (senza chiedere niente a nessuno) i processori ex-Intel del tipo 8086, 80286, 80386, nonchè 80486 (di questa ultima, fra l’altro, NVIDIA aveva già una licenza, poichè aveva acquisito un suo produttore, dai tempi andati).
    Nel 2013 sarà il turno del Pentium (i586), e nel 2015 quello del Pentium MMX e del Pentium Pro (i686).

    Voi direte: “embè, allora perchè non fa uscire una CPU lissia, che non usi le istruzioni brevettate?!”

    – possibilissimo, purtroppo Intel, conscia che i brevetti scadono, ha spinto molto proprio sulle sue istruzioni accessorie (fornendo un compilatore eccezionale agli sviluppatori e quindi favorendone l’adozione), garantendosi anno dopo anno (e refresh dopo refresh, vedi SSE1, SSE2, SSE3, SSSE3, SSE4, SSE4a, AVX) il monopolio, praticamente riuscendoci: molti applicativi, anche vecchiotti, senza MMX o SSE1 neppure partono.

    Vicolo cieco? Non necessariamente.
    Transmeta ad esempio (ma non è l’unica) ha aggirato il problema: non possedendo alcuna licenza per fabbricare CPU di tipo x86, ha scelto di fabbricare una CPU di tipo VLIW che traducesse le istruzioni x86 per la sua achitettura – in pratica una emulazione!
    Si va contro a un piccolo deficit prestazionale, ma non così grave, inoltre l’utilizzo di una architettura VLIW al posto della classica x86 garantiva ai suoi processori un risparmio energetico invidiabile, e anche costi di produzione inferiori (e ci fu un breve periodo, agli inizi degli anni 2000, in cui le sue CPU furono effettivamente usate in portatili e laptop – vedi ad esempio i Flybook).

    Ci sono diversi scenari:

    – Acquisizione o Joint-Venture VIA, in questo modo si avrebbe totale flessibilità e ci si garantisce una “partenza immediata”

    – Emulatore x86 tramite shaders o che altro, scenario che vedo difficile da prevedere, ma che potrebbe portare a SoC per dispositivi mobile (una sorta di “ION” con la CPU Atom emulata dalla GPU NVIDIA)

    – Competitor sullo stesso terreno a Larrabee, se come da indiscrezioni la nuova GPU Intel sarà basata su tanti Pentium MMX (o meglio, una loro variante aggiornata) “incollati insieme”, che NVIDIA faccia uscire una architettura basata su una variante dei 486DX (magari meno prestante, ma con il doppio dei core), sarebbe uno smacco enorme

    In ogni caso, il futuro sembra esser tracciato come x86, riuscire a salire sul treno è importante

  • # 15
    phabio76
     scrive: 

    La partnership con VIA sembrerebbe molto probabile.
    Nessuno ha citato le cpu Dragon (si, quelle cinesi) che sono state sviluppate senza violare alcuna licenza/brevetto esclusivo: se l’obiettivo è creare una cpu simil-Atom con architettura molto semplice che punta esclusivamente ai bassi consumi che bisogno c’è delle SSE4?

  • # 16
    IRAx
     scrive: 

    Anch’io vedo la probabilità di fusione con VIA, credo sia la strada più semplice e sensata.

    @v1
    Io penso che l’idea di AMD/ATI, sia qualcosa di surreale, ma se per un attimo provo a pensare a questa possibilità, come possibilità fattibile, mi vengono i brividi….
    Provate a immaginare AMD/ATI/Nvidia (è impossibile lo so), come andrebbero le cose sul mercato? che impatto avrebbe Intel in tutto questo? Io credo che sarebbe una cosa da paura, cioè che non avrebbero rivali…
    Attenzione lo so che è una cosa impossibile, ma sto usando solo la mia immaginazione, e per come la vedo io sarebbe un brutto colpo per Intel.

  • # 17
    Daniele
     scrive: 

    @Carla
    Complimenti, 10 e lode per l’esposizione! … adesso ho chiare molte più cosette!!
    Non solo l’ipotesi vociferata di accordi tra Nvidia e Via ha senso in quanto se ne parlotta da quasi un anno
    (vedi qui) ma diventa verosimigliante anche l’ipotesi di voler competere direttamente con Larrabee creando una GPU compatibile x86 anzi direi che la sovrapposizione con il Tegra è inesistente, sono chiaramente due prodotti completamente diversi.

  • # 18
    Daniele
     scrive: 

    scusate il link è questo:
    http://www.hwupgrade.it/news/cpu/un-possibile-accordo-tra-via-e-nvidia_24780.html

  • # 19
    aesyr
     scrive: 

    Faccio un’ipotesi di fanta-informatica:

    Nvidia non ha bisogno adesso come adesso di una GPU x86, perchè non esiste un mercato consolidato di GPU di questo tipo.
    Potrebbe però essere interessata ad un’altra cosa: creare un’architettura “in previsione” di trasformarla in x86 se diventasse necessario, per cui sarebbe comodo avere un team di persone esperte nella progettazione di chip x86, ma nel frattempo progetta chip con assembly proprietario.
    In fondo, anche oggi un chip x86 ha un microcode diverso dall’x86 unito ad un traduttore di istruzioni, per cui la parte più importante (per ora) ptrebbe essere la seconda e non la prima, quella che è più affetta dai brevetti correlati all’x86.

  • # 20
    yossarian
     scrive: 

    @ Cesare

    uno spreco non direi: quello dei dispositivi mobili è un settore molto remunerativo (anche se si profila, magari non a brevissimo, la concorrenza dei processori con tecnologia PCMOS). Inoltre nVidia potrebbe trovare una partnership con chi ha accesso alle licenze. Anzi, credo che più che una possibilità si tratti di un obbligo.

    @ Carla

    i brevetti hanno durata ventennale ma possono essere rinnovati.
    nVidia ha tentato la strada dell’accordo con VIA ma, per il momento, non se ne è fatto nulla, soprattuto epr le reticenze da parte di VIA.
    La strada di un’emulatore con architettura vliw potrebbe essere percorribile se nVidia gradisse tale tipo di soluzione. A giudicare dall’architettura di GT200 e di quanto si sa del futuro GT300 (MIMD?) sembrerebbe proprio di no. Tra l’altro, l’ottimizzazione di un’architettura vliw è relativamente semplice in specifici ambiti ma diventa piuttosto complessa per chip di tipo GP. Itanium ha architettura EPIC (se vogliamo, meno complessa di una vliw attiva), eppure è relegato a specifici ambiti e non viene utilizzato come cpu GP. Si potrebbe anche fare un paragone, in ambito chip grafici, tra RV770 (MIMD – SIMD con alu VLIW) e GT200 (MIMD – SIMD con alu scalari); sarebbe sicuramente più difficile trarre conclusioni, in quanto le variabili in gioco sono tante (capacità di texturing in primo luogo); però, in alcune situazioni, con le operazioni di pixel shading, in particolare, il più potente (sulla carta) RV770 ha un’efficienza sensibilmente inferiore rispetto al GT200.
    Infine una parola su larrabee: non si tratta solo di core 486-like incollati tra loro. Ha un apipeline con 16 alu scalari, per ogni core, l’assenza di fixed function unit (tranne che per le operazioni di texturing), che gli garantiscono una flessibilità, una adattabilità alle nuove api ed una capacità di calcolo in fp64 (in ottica gpgpu) che non possono vantare né RV770 né, a maggior ragione, GT200 (la cui architettura è la più efficiente ma la meno flessibile in assoluto).

  • # 21
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Intendevo soltanto l’enorme esperienza nell’ambito della progettazione di CPU x86 che ha il team acquisito di Nvidia, e che andrebbe, appunto, sprecato.

    Poi è chiaro che gente di quel calibro farà scintille anche in altri ambiti. ;)

  • # 22
    Carla
     scrive: 

    @yossarian

    No, i brevetti non possono esser rinnovati. Il fatto che dopo un tot di anni (20, prima erano 17) cessino la copertura, è proprio per evitare si creino monopoli (come in questo caso, sui processori x86); e il poterli rinnovare ad infinitum sarebbe quindi poco logico.

    L’unica cosa può esser fatta è il richiedere, se vi siano stati eccessivi ritardi nella loro accettazione, di posticipare la data del loro termine (ma si parla tutt’alpiù di qualche mese):
    http://www.uspto.gov/web/offices/pac/doc/general/index.html#patterm

    Per quanto riguarda la difficoltà dell’emulazione x86, le CPU Transmeta (VLIW) avevano una PIENA emulazione del set COMPLETO di istruzioni, con possibilità anche di esser in seguito aggiornate in software (!) per fixare eventuali bug ed aggiungere estensioni, e ne è un esempio il “NX bit”, aggiunto successivamente.
    Vi è indubbiamente una notevole difficoltà in tutto questo, ma non è impossibile.

    Certo un’acquisizione sarebbe molto strana, datosi NVIDIA non usa una architettura VLIW (e non credo voglia farlo in futuro – ma chissà), era utile parlare di questo solamente per dare l’idea ci fossero altre strade percorribili per la creazione di una CPU x86, oltre la mera acquisizione di una azienda che possiede tali brevetti (ugual esempio sarebbe la CPU cinese “Dragon” citata poco sopra: anche questa emula il set di istruzioni x86, ma in questo caso tramite una architettura MIPS).

    Forse, la chiave di volta per capire quel che potrebbe succedere in futuro, è leggere le mosse del gigante californiano: da poco ha infatti preso come capo ricercatore (la carica più decisionalmente influente) William James Dally.
    Oltre ad assicurarsi una mente eccezionale, questo porta con sé svariati brevetti e know-how.
    Sfogliando fra alcune sue pubblicazioni, ne troviamo una che parla di modificare CPU general purpose affinchè supportino lo stream computing (simile a quello che ha fatto Intel con Larrabee), e altre che cercano di risolvere il problema dei bus di interconnessione fra più core, nonchè implementano un bilanciamento di carico e cercano di aumentarne l’efficienza.
    Non possiamo sapere cosa ci riserverà il futuro, comunque sicuramente sembra che NVIDIA non voglia avere un ruolo passivo.

  • # 23
    yossarian
     scrive: 

    @ carla

    che nVidia non voglia stare a guardare è sicuro, anche perchè ne va della sua sopravvivenza. Resta comunque irrisolto il problema di fondo: al momento nVidia non ha in mano le licenze, non ha un partner che le abbia e non ha sviluppato tecnologie che le permettano di emulare funzioni x86 via SW. Ha progettato architetture molto efficienti, se si prende come parametro quello delle operazioni per ciclo, ma molto poco flessibili. La dimostrazione è che non ha potuto implementare il supporto alle dx10.1 sulle sue gpu e per adottare la precisione fp64 ha dovuto far ricorso ad alu dedicate mentre, da R600 in poi, AMD fa uso delle alu fp32 per emulare fp64 e intel farà lo stesso, con un’efficienza ancora superiore, su larrabee. nVidia ha da sempre puntato ad avere elevate prestazioni nell’immediato e un’achitettura vliw o epic o, comunque, che affidi al compilatore buona parte dell’organozzazione del lavoro del chip (nella fattispecie la parallelizzazione delle operazioni), non è, per definizione, un’architettura efficiente (efficienza e flessibilità non vanno per nulla d’accordo).
    Si è parlato di dragon, ma le architetture possibili che non violino brevetti x86 sono diverse. Il problema è quello della competitività: un chip può essere economico, semplice da progettare, parco nei consumi, ma non competitivo dal punto di vista prestazionale.
    Inoltre, altra questione è quella delle estensioni (mmx, sse, ecc) che vengono continuamente aggiornate, da una versione all’altra dei chip) e dei produttori di SW che tendono ad uniformarsi alle nuove istruzioni che intel impone al mercato. Con Intel e amd che propongono architetture x86 e con la stragrande maggioranza delle SWHouse che si adeguano a questi standard, è difficile anche solo pensare a soluzioni alternative.

  • # 24
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Concordo. Tra l’altro l’Efficeon di Transmeta è vero che consumasse poco, ma aveva anche delle prestazioni nettamente inferiori rispetto alle CPU x86 “native” con cui era in concorrenza in quella fascia di mercato.

    Di Itanium non ne parliamo nemmeno: miliardi di dollari (e transistor) sprecati per le prestazioni complessive che riesce a ottenere.

  • # 25
    Carla
     scrive: 

    @ yossarian
    Mi sembri un poco tardo.
    Non servono licenze per produrre x86, l’ho scritto in 12 salse.
    Servono le licenze solo per implementare MMX, SSE, AMD64, la cui utilità è abbastanza relativa, soprattutto se non vuoi costruire un concorrente di Phenom o Nehalem (e infatti Intel per Larrabee ha usato dei Pentium, non dei Core 2 Duo).
    In particolar modo non servirebbero a NVIDIA quelle del 486 (a parte che non è più sotto brevetto e posso costruirlo anche io nella mia cantina), poichè un paio di anni ha acquistato due aziende che li producevano (una di queste, indirettamente, poichè ULi in realtà reparto chipset di ALi).
    Basito anche dal tuo discorso sulla dipendenza di NVIDIA dal compilatore: questa ha un dispatcher hardware che si prende gran carico del lavoro, la dipendenza dal compilatore ce l’ha ATI con la sua architettura VLIW.
    Incredibile poi che alla fine del tuo discorso hai poi ripetuto le stesse cose che ho detto io.

    @Cesare di Mauro
    Wikipedia dice che Efficeon ha le stesse prestazioni del Atom, ma con consumi minori dato implementa fra le altre il controller di memoria, e parliamo di una CPU costruita 4 anni fa a 90nm piuttosto che 45nm – non so cosa ti aspettavi (Goldrake con i razzi rotanti?), ma a me sembra un risultato eccezionale (Wikipedia dice anche il Pentagono ne ha fatto incetta :) ).

    Non è quindi difficile immaginare che con uno sforzo non eccessivo sarebbe possibile per NVIDIA costruire un SoC x86 (tipo il Tegra), con capacità general purpose non eccezionali (fosse anche solo un 486DX), ma controbilanciati da prestazioni in floating point e stream computing da primato.

    p.s. Transmeta è in cattive acque, qualcuno prima o poi se la mangia sicuramente

  • # 26
    yossarian
     scrive: 

    @ Carla

    E’ evidente che non hai capito un bel niente di quello che ho scritto.

    1) dove ho detto che GT200 dipende dal compilatore?
    2) larrabee non è una cpu e non necessita di istruzioni sse.
    3) se nVidia vuole fare concorrenza a larrabee non ha bisogno di mmx e sse
    4) efficeon va benissimo per dispositivi mobili o netbook ma non è una cpu compatitiva con le architetture x86 da desktop o notebook di fascia alta
    5) se nVidia vuole fare concorrenza a cpu di fascia alta ha bisogno di tutta la gamma di istruzioni x86, in caso contrario può solo limitarsi a progettare cpu di fascia bassa per dispositivi portatili (come sta già facendo.
    6) in che modo realizzerebbe un soc con prestazioni da 486DX in GP e da primato in FP ma, soprattutto, cosa se ne farebbe? A cosa serve un 486 affiancato da una 280 GTX? Ti faccio presente che una cpu è soprattutto un dispositivo di tipo GP e se si vuole essere competitivi in quel settore lo si deve fare con dispositivi GP.

  • # 27
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Yoss, lascialo perdere: è un ben noto provocatore, come hai potuto constatare anche tu.
    Non vale la pena intavolare una discussione con lui.

  • # 28
    yossarian
     scrive: 

    @ Cesare

    per fare i provocatori si deve anche essere ben preparati e, a ben guardare, l’uscita sul dispatch hardware di nVidia che si prenderebbe gran carico del lavoro, contrariamente a ciò che avviene sui chip ATi, mi sembra troppo vaga e generalista. Forse gli è sfuggito che anche su R600 e derivati c’è un hardware thread dispatch processor e che non è quello che il compilatore va a sostituire in un’architettura vliw.
    Ci sarà modo di approfondire questo e altri aspetti nel prossimo futuro.

    Comunque, grazie per l’avvertimento

  • # 29
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Di nulla. Per quanto mi riguarda non vedo l’ora di leggere degli articoli di approfondimento su quello che hai detto. :)

  • # 30
    Nvidia pensa a una CPU x86… senza licenza Intel? - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] Originale: Nvidia pensa a una CPU x86… senza licenza Intel? – Appunti Digitali Articoli correlati: PS4: via NVIDIA, entra Larrabee? – Appunti […]

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.