di  -  martedì 20 gennaio 2009

hudson Un aereo è costretto ad un ammaraggio di fortuna nell’Hudson River, fiume che separa Manhattan dal New Jersey, tutti salvi, per fortuna, equipaggio e passeggeri, quindi possiamo serenamente parlare di altro, ad esempio del fatto che la prima immagine dell’incidente sia stata pubblicata da un comune cittadino, Janis Krums, che con il suo iPhone ha inviato la foto direttamente su Twitter .

L’episodio ha dato modo a molti di tornare a parlare di Citizen Journalism, ovvero della cosiddetta informazione dal basso, fatta emergere direttamente dai cittadini che trovandosi al momento giusto al posto giusto, in qualche modo prendono il posto, o perlomeno fanno le veci dei giornalisti.

Questa è una possibilità che è resa possibile dal più potente e veloce strumento di diffusione delle informazioni attualmente disponibile: Internet. Non c’è dubbio inoltre che questa forma di giornalismo esista oggi ed abbia le carte per acquisire maggiore peso nei prossimi anni, ma non è proprio opportuno per questo, suonare la marcia funebre del giornalismo tradizionale.

Io stesso da queste pagine ho più volte sottolineato alcuni comportamenti miopi di certi giornalisti – purtroppo soprattutto nostrani, all’estero questo atteggiamento mi pare meno diffuso – che si ostinano a snobbare l’informazione che corre attraverso Internet in generale e nei blog in particolare. Allo stesso modo mi sento in dovere di frenare gli entusiasmi, forse le illusioni, di chi pensa che il Citizen Journalism possa soppiantare il giornalismo così come oggi lo conosciamo o portare alla scomparsa della figura del professionista dell’informazione.

Trovarsi al momento giusto al posto giusto, non fa di Janis Krums un giornalista. Quello che però è inconfutabile è che chi lavora nel mondo dell’Informazione deve oggi fare i conti con nuovi strumenti e dinamiche, che se non stravolgeranno la situazione attuale, porteranno e stanno già portando profondi cambiamenti. Essere capaci di cogliere e gestire il cambiamento, questo sì, è assolutamente richiesto ai professionisti dell’Informazione oggi. Quanti lo stanno facendo con successo?

7 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    be’, il citizen journalist sa più di “cronista” che di giornalista. Sia ben chiaro, non è necessariamente un male (soprattutto se penso a certi “giornalisti” che abbiamo in Italia).

    Se da un lato però il “sig. Smith” mette la foto o il video su internet, il giornalista pubblica una foto, spiega che negli ultimi 3 anni quel modello di aeromobile ha avuto X incidenti, o che la compagnia 3 mesi prima aveva annunciato dei tagli di costi (manutenzione inclusa?), o che il sig. Y ha perso quel volo all’ultimo minuto e non è rimasto coinvolto nell’incidente (un po’ di cronaca “soft” non fa male)… insomma, mi sembrano due modi diversi, complementari di fare informazione. A rigor di logica, il citizen journalism andrebbe preso molto con le molle, ma anche i giornalisti veri e propri ogni tanto lasciano a desiderare sotto questo aspetto ;-)

    per quanto riguarda i giornalisti che non accettano il “nuovo” sistema di fare informazione, è solo questione di ignoranza: ignorano le potenzialità del mezzo, non lo conoscono, ne vedono solo i lati negativi (che innegabilmente esistono). Ma non prendono in considerazione il fatto che gli stessi ragionamenti si possono fare con i media tradizionali.

  • # 2
    goldorak
     scrive: 

    Una cosa che un “citizen journalist, trovarsi al momento giusto al posto giusto” non potra’ mai fare e’ l’approfondimento.
    Ce’ una differenza grossa come una casa tra il dare una notizia, e spiegare a fondo tutto quello che e’ successo, le circostanze, etc…
    Un giornalista tradizionale ha ancora il suo perche’, sia che scriva su un giornale di carta oppure sulla versione online.
    Il giornalismo dal basso e’ solo un illusione.

  • # 3
    Notty
     scrive: 

    il giornalismo dal basso è pura utopia.. non solo perchè non puo’ seguire la notizia ma dare solo l’istantanea di ciò che vede.. ma perchè 10 persone avranno visto 10 cose diverse.. e questo crerebbe solo disinformazione..

    è utile che ci sia.. ma non puo’ e non deve essere lasciata “sola” ..

    la foto aiuta.. ma se avessi visto solo quella foto senza una notizia avrei pensato ad un esercitazione di ammaraggio e salvataggio organizzata dalla British per far vedere che i suoi aere sono sicuri e che in soli 30 secondi tutto l’equipaggio era tratto in salvo..

    qualcuno avrebbe potuto dire che gli aerei della BT erano inaffidabili e rischiano l’affondamento etc etc..

    il giornalismo dal basso è utopia.. l’informazione istantanea (stile “Ansa”) forse si.. ma anche li.. troppo facile politicizzare una notizia di un giornale di 1000 persone.. immaginiamoci cosa puo’ fare il singolo che ha le sue idee e il suo background..

    cmq :-D fa piacere vedere quanto scadente sia l’obbiettivo montato sull’iphone :-D

  • # 4
    A.A.A. spettautori cercansi : nientearrosto
     scrive: 

    […] di un aereo nel fiume Hudson a NY è stato ripreso e condiviso in tempo reale grazie ad un iPhone e Twitter. Casi di giornalismo partecipativo di questo tipo sono […]

  • # 5
    Vita di un IO » Blog Archive » L’ammaraggio a New York diventa un videogioco online
     scrive: 

    […] notizia riempie i giornali e fa il giro dei blog e naturalmente poche ore dopo appaiono i video amatoriali che hanno ripreso […]

  • # 6
    Il blocco-note di Markingegno » Twitter il prossimo social media hype?
     scrive: 

    […] che non debba ammarare un altro aereo, perché la cosa non va a finire sempre senza feriti, come accadde nell’Hudson. Related Posts:Twitter poll: i risultati del sondaggioRadio 105 twitta ..delle previsioni del […]

  • # 7
    miranda piano
     scrive: 

    miranda piano…

    Megacool Blog indeed!… if anyone else has anything it would be much appreciated. Great website Enjoy!…

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