di  -  giovedì 15 gennaio 2009

 toyota_prius_2010_1.jpg

La Toyota Prius è stata la prima ibrida ad affacciarsi nel mercato molti anni fa, e anche di gran lunga la più venduta. Sorpassando polemiche e diffidenze, ha trovato la strada per la sua piccola fetta di mercato in Europa ed è diventata oramai un fenomeno di costume negli USA.

Toyota in questi giorni ha presentato al mondo la terza generazione della Prius, che sarà in vendita dal prossimo anno. Il nuovo modello è completamente rinnovato, ma nel segno della continuità.

Gran parte dell’auto è stata riprogettata per migliorare sicurezza, abitabilità, consumi e prestazioni e anche l’estetica è stata profondamente rinnovata anche se non tradisce le sue antenate.

Lo scopo dei designer è stato evidentemente adeguare la Prius alle accresciute esigenze di sicurezza per occupanti e pedoni, senza snaturare il family feeling. Così un frontale bombato, nato per accogliere morbidamente i passanti apre le linee che proseguono lungo i fianchi con una linea di cintura piuttosto alta, tipica di tutte le auto moderne, che la fanno sembrare più massiccia.

toyota_prius_2010_2.jpg

Un telaio irrobustito non ha impedito di ingrandire il bagagliaio e migliorare l’abitabilità, in un ambiente completamente ridisegnato.

Venendo però al sodo, le novità più interessanti sono sicuramente tra le ruote anteriori, dove si nasconde un sistema ibrido completamente riprogettato. Il motore a scoppio passa da 1.5 a 1.8 cc con una potenza portata a ben 96 CV e in coppia con il motore elettrico (anche questo nuovo) si arriva a 134CV.

Il cambio CVT a variazione continua e tutto il complesso reparto di trasmissione sono stati sottoposti a cure dimagranti che hanno permesso di risparmiare il 20% del peso, con immaginabili guadagni in termini di efficienza.

Le prestazioni sono migliorate e nelle accelerazioni da 0 a 100 è stato guadagnato quasi un secondo rispetto al modello attuale, con il tempo che si ferma a 9,8s.
I consumi sono stati migliorati se pur di poco: per la futura Prius, Toyota dichiara 4,7l/100km, contro i 5,1 dell’attuale.

Alcune indiscrezioni vogliono poi tra gli optional un pannello fotovoltaico installato sul tetto, che oltre ad aiutare a limare i consumi potrà essere sfruttato a macchina spenta, per tenere in funzione il climatizzatore.

Un bel giocattolo dal sapore avveniristico, specialmente in previsione della crisi petrolifera, soltanto rimandata dalla situazione economica mondiale, ma che può apparire una reale rivoluzione soltanto negli Stati Uniti, in cui le auto più economiche montano un 1.8 litri a benzina, che se va bene impiegano 10 litri per coprire i 100km.

Io continuo a pensare che i sistemi complessi come le motorizzazioni ibride sono principalmente sinonimo di masse importanti. Per come la vedo io i costruttori di auto dovrebbero prendere esempio dalla Ferrari e lavorare principalmente sull’efficienza del motore (elettrico o a combustione interna) e sul contenimento dei pesi.

Se si considera che alleggerire può significare anche diminuire i costi di produzione, eliminando i fronzoli magari, ma anche maggiore sicurezza e divertimento di guida, mi tocca bocciare, ancora una volta, la strada imboccata da Toyota.

26 Commenti »

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  • # 1
    wedro
     scrive: 

    Ma una cosa che mi fece notare il mio prof di fisica a scuola… queste macchine elettriche o ibride che sia non finiscono con l’essere molto più inquinanti per certi versi con batterie di quintali impossibili da smaltire?

  • # 2
    Alberto
     scrive: 

    Quando e se i materiali utilizzabili sulle supercar avranno la possibilita’ di essere utilizzati anche nell’automotive di massa allora forse ne potremo parlare. Ad oggi i pochi esempi di tentativi di dimagrimento sono stati bocciati dal mercato (Vedi A2 tutta il ALU, oppure la Lupo 3L) inesorabilmente.. e dato che le case automobilistiche non sono ONLUS costruiscono quello che si vende.
    Far dimagrire un auto richiede sforzi notevoli e materiali costosi soprattutto in considerazione della rigidita’ che un telaio moderno deve avere e delle forze a cui deve resistere in caso di urto. Un esempio arriva dalle varie Gallardo dove si lavora per limare poco piu’ di un centinaio di chili.
    La vecchia Uno pesava poco piu’ di 700 Kg, ma in caso di incidente preferirei avere il sedere su una piu’ moderna Gpunto da 1200 Kg.

    Il motore della prius e’ un ciclo Miller ed e’ piu’ efficiente di un pari benzina con l’enorme svantaggio di avere una coppia infima, ed ecco spiegato il motivo di un motore elettrico parallelo.

  • # 3
    overclock80
     scrive: 

    Il motore della Prius che usa il ciclo Atkinson-Miller è già più efficiente rispetto agli altri tipi di motori ed è calibrato in modo da funzionare in maniera ottimale con il motore elettrico.

    Se la prima Prius e in misura minore la seconda potevano essere considerate rivoluzionarie è chiaro che questa nuova versione è un affinamento anche se considerevole. E’ chiaro che per venire incontro a più larghe fette di potenziali acquirenti c’è stato un trade-off tra prestazioni (aumentate in modo non irrilevante) e consumi che sono stati solo limati rispetto alla versione precedente. Le dimensioni della vettura, aumentate poi hanno ovviamente aumentato il peso, compensando da questo lato i recuperi di peso ottenuti alleggerendo altre parti della componentistica.

    Sul lato consumi, è chiaro che in Europa quelli della Prius, pur molto bassi non distaccano in modo così eclatante come oltreoceano quelli della media delle vetture ma anche quì si distinguono. Specie nell’uso cittadino con una Prius si ottengono consumi di granlunga inferiori a qualunque altro tipo di vettura per trasporto passeggeri in commercio, lo sanno bene i taxisti….

    Che lo si voglia o no, il futuro è delle ibride. Prima le altre case automobilistiche se ne renderanno conto, meglio sarà per loro (e per tutti).

  • # 4
    sasasa
     scrive: 

    Sono sempre stato convinto che ridurre le masse e migliorare l’efficenza dei propulsori.
    E’ secondo me l’unica strada percorribile per abbattere i costi e ridurre l’impatto ambientale.
    Non è utopico pensare ad una berlina di cilindrata media capace di percorrere i 100km con 3-4 litri di carburante, ovviamente con un attenzione particolare al piede destro ;)

  • # 5
    sasasa
     scrive: 

    perdonatemi la grammatica: sono al lavoro e scrivo quando posso :D

  • # 6
    Hydrogen
     scrive: 

    Chissà quanto costerà…
    Certo che anche alla linea potevano dargli un’aggiustatina… è davvero oscena cavolo!
    Gli interni invece non sono male…

  • # 7
    overclock80
     scrive: 

    @Hydrogen

    La linea è “vincolata” all’ottenimento di un basso CX quindi c’è poco da fare da questo punto di vista.

    Di sicuro l’appeal maggiore di un auto del genere sono i contenuti e non certo la linea che può piacere o non piacere.

    Quanto ai costi sarà allineata con tutta probabilità ai costi dell’attuale Prius. Per la cronaca negli USA la Prius costa molto ma molto meno ma il discorso sarebbe lungo.

  • # 8
    Ilruz
     scrive: 

    Potrebbe concretamente essere la mia prossima vettura, la mia ha ormai cinque anni, la cambio in genere ogni otto.

    Mi interessa conoscere affidabilita’ e manutenzione, che sono per me l’incubo: saro’ strano, ma voglio una vettura dove “giro la chiave” e la macchina parte. Mi piacerebbe sapere quanto durano le batterie interne e se e’ previsto un programma di sostituzione programmata, etc.

    Se la toyota ha poi un programma di manutenzione “all inclusive” con revisioni periodiche specializzate, potrebbe essere davvero interessante.

    p.s.
    5 litri per 100 chilometri, se sono reali, sono un traguardo anche in italia.

    @Wedro: se si fa quelle domande, cambia professore. Secondo te e’ piu’ costoso estrarre i materiali per produrre batterie o riciclarle a partire da quelle esauste?

  • # 9
    Ilruz
     scrive: 

    @Overclock

    Che costi meno in america che in europa e’ una delle cose che mi farebbero desistere dall’acquisto. Le vetture sono beni semidurevoli, quasi una commodity, e il costo dovrebbe essere QUASI uguale dapertutto.

  • # 10
    arkanoid
     scrive: 

    Macchine come la prius sono degli aborti dal punto di vista energetico, e permettono un risparmio, sia economico che esengetico, solo in determinate condizioni di utilizzo, nelle restanti consumano e costano di più di un’auto tradizionale.
    L’idea di dover convertire energia chimica in meccanica (anche se in un motore con maggior rendimento rispetto a quelli di normale diffusione, ma all’atto pratico qualche punto), quindi tramite il motore/generatore in elettrica, poi di nuovo in chimica nelle batterie, poi di nuovo in elettrica e ancora in meccaniza per restituirla mediante il motore elettrico parla da sola.
    Le vetture elettriche non saranno mai energeticamente migliori delle vetture a motore termico fino a quando non si saranno inventate batterie leggere, capienti, energeticamente leggere per essere prodotte e smaltite, e dotate di alte correnti sopportabili.
    Il modo migliore per far rendere queste vetture è mediante recupero dell’energia in frenata ma le potenze sono troppo alte per poter essere gestite con i mezzi attuali e gran parte dell’energia deve essere dissipata.

    Ergo, non comprate la prius e guidate conscenziosamente, spenderete uguale come carburante e non andrete in giro con una barca

  • # 11
    overclock80
     scrive: 

    @Ilruz

    Riguardo all’affidabilità, è anni che la Prius si aggiudica il titolo di auto più affidabile negli USA.

    Il premio si chiama “Annual Car Owner Satisfaction Survey” assegnato da Consumer Reports. Riguardo alle batterie, la vita media attesa è superiore a quella della vettura stessa, Toyota per la Prius seconda serie (l’attuale) parlava di 180.000 miglia, e sono dati reali.

    Le ibride poi per come sono costruite si usurano meno, vedi freni che durano di gran lunga di più visto che c’è il sistema di recupero dell’energia in frenata.

    Riguardo ai costi, praticamente tutte le auto costano molto meno a parità di modello negli USA rispetto a noi, vale per tutte le case e modelli. E’ la norma, un pò come accade anche con i prodotti elettronici. Ad esempio l’Iva sugli acquisti qui da noi su un auto sta al 20%, li in gran parte dei casi sta a 0 (zero)….

  • # 12
    Enrico Pascucci (Autore del post)
     scrive: 

    @wedro

    abbiamo già trattato la questione in questo blog, trovi il link anche all’interno del post stesso

  • # 13
    Eleonora
     scrive: 

    Il motore ibrido non è solo vantaggioso per quanto riguarda i consumi che, con costi molto superiori e dubbi risvolti sulla sicurezza, si potrebbero raggiungere anche alleggerendo le macchine, ma – e soprattutto – hanno emissioni di CO2 nettamente inferiori alle auto a benzina o diesel.

  • # 14
    Alberto
     scrive: 

    @arkanoid… sara’.. ma con una macchina di pari tonnellaggio come la mia (circa 1400 Kg in ordine di marcia) turbodiesel iniettore pompa anche con il piede di fata (e ti assicuro che ce l’ho) in citta sotto i 6.3 l/100km non scendo nemmeno volendo. In extraurbano invece posso staccare un interessante 5.7 l/100Km. Su percorso autostradale arrivo anche ai 4.5 l/100Km (ad una velocita’ massima di 110km/h).

  • # 15
    wedro
     scrive: 

    :)
    si avevo già letto il link a suo tempo… ma io non paralvo di BTU per produrla, bensì proprio di che fine facciano le batterie di quella macchina, pesano quintali e non sono sicuramente riciclabili… finchè è un fenomeno di nicchia ok, ma se le auto ibride cominciassero a diventare la norma il problema assumerebbe tutta un’altra scala….

  • # 16
    Alexis80
     scrive: 

    Da possessore di un prius mi aspettavo qualcosa di meglio, il progetto era un altro, ossia batterie al litio e un pannello fotovoltaico sul tetto per garantire carica alle batterie seza pesare troppo sul motore a benzina, a quanto pare non lo hanno fatto, io mi tengo la mia finchè non uscirà quello di modello.
    Io ce l’ho ed è ottima nei cicli misti/urbani in autostrada però consuma come un auto normale poichè l’ibrido non interviene poi tanto.
    Per chi è attento all’ambiente certo il problema è quando verrà rottamata chissà dove getteranno quelle batterie?

  • # 17
    StefanoA
     scrive: 

    Non vedo proprio perchè si debba bocciare quello che è, di fatto, l’unico tentativo concreto e di minimo successo reale di costruire e vendere ad un prezzo “umano” un’auto diversa dalle altre e che esplora il mondo elettrico di cui tutti parlano parlano ma nel quale poi mancano le proposte vere…..
    E’ chiaro che l’ibrido non serve a nulla in molte situazioni (autostrada su tutte), però in città il vantaggio può essere notevole, sia sui consumi che sul conseguente inquinamento quindi, ad esempio, perchè non farla adottare dai tassisti?
    Io comunque plaudo a Toyota per la voglia di fare e l’impegno!

  • # 18
    Ilruz
     scrive: 

    @wedro
    Proprio se le batterie da trazione si diffondessero a tappeto, diventerebbe ancora piu’ economico il riciclo, grazie alle economie di scala. Se poi la dimensione delle batterie e degli elementi fosse normata e normalizzata, potresti pensare a degli impianti completamente automatici.

    Questo pensiero strisciante e’ tipico: in Itaglia gli scarti sono considerati qualcosa da bruciare & seppellire: TERMOVALORIZZARE e’ la definizione governativa e vagamente orwelliana. Allo stato attuale delle cose significa “li brucio, mi faccio dare dallo stato un congruo per farlo e lo scarto lo seppellisco”, ma nella telecrazia degli ultimi 15 anni conta di piu’ la forma che la sostanza.

    Al momento la mia azienda ha in costruzione dei tram elettrici su gomma, a induzione (senza contatti striscianti), capaci di fare quasi un km senza energia, contando su batterie al litio, o 500 metri usando la scarica di un volano: di piu’ non posso dirvi per ovvi motivi commerciali.

    Chiedi al tuo prof che ti faccia fare come esercizio di fisica il dimensionamento di un volano che permetta ad un veicolo delle dimensioni di un tram di percorrere 500m senza uso di batterie, in particolare sono importanti forma (come disporre le masse) e la velocita’ di rotazione – rimarrai sorpreso.

  • # 19
    abbi
     scrive: 

    Volete davvero inquinare meno? Allungate il ciclo di vita di una qualsiasi auto usata. Con il dispendio energetico legato alla produzione e futuro smaltimento della vostra nuova ecologica Prius, inquinerete molto più che recuperando una Euro0 dal mercato dell’usato, magari da alimentare a gpl.

  • # 20
    Mauro
     scrive: 

    Sono costretto a smentire l’autore dell’articolo circa il peso della Prius.
    La Prius ha un peso a vuoto di 1.300 kg dichiarati e rappresenta l’auto più leggera a parità di dimensioni, potenza, dotazioni di sicurezza e di comfort.
    E ciò nonostante abbia un motore termico, due motori elettrici e le batterie (quintali? no, meno di 50 kg). Il segreto per pesare così poco sta nel fatto che la Prius non ha una serie di organi che tutte le altre autovetture hanno: frizione, cambio, motorino di avviamento che, mancando, non si possono neppure rompere o usurare.
    Inoltre, vi sono varie soluzione per alleggerirla come ad esempio i cerchi in lega di magnesio.

  • # 21
    arkanoid
     scrive: 

    lo boccio, e sonoramente, perchè è una strada sbagliata, costosa, senza futuro, senza sviluppo se non con costi allucinanti.
    Il primo passo per ridurre i consumi è solo uno: riduzione della massa dell’auto. Prima quello, poi tutto il resto.
    Piuttosto, invece di inventarsi macchine come questa o l’osceno mondo delle elettriche con batterie da 100 kWh che ti raccontano in televisione ricaricarsi in 3 ore con la presa di casa, sarebbe ora di pensare seriamente all’economia dell’idrogeno, perchè quando i padroni del petrolio ci taglieranno le forniture sarà più conveniente avere le carte pronte per fare una rete di distribuzione pensata bene e centrali di produzione adeguate alle necessità, ma temo che ci si arriverà tardi.
    Temo che se non ci sarà una politica di colture boschive estensiva per procurare energia da biomassa, l’unica strada “pseudo pulita” per poter produrre idrogeno sia il fotovoltaico, che però arranca perchè nessuno al governo ne ha capito i limiti e viene adesso incentivato spendendo una marea di soldi per avere un risultato meno che mediocre.
    L’applicazione ad un’auto di tecnologie raffazzonate com’è come per la prius è per me una scelta ben peggiore che ripensare l’automobile partendo dalla causa dell’inquinamento e non migliorando una cosa che sarà sempre con dei limiti intrinseci.

  • # 22
    max
     scrive: 

    http://www.e-gas.it/media/Videos/AFTERMARKET3FUEL.wmv
    E di questo che ne pensate? Sono da sempre convinto che l’uso di combustibili alternativi possa far guadagnare in saluti a tutti, se poi si aggiorna in real-time il tipo di combustibile in funzione della zona di percorrenza….

  • # 23
    karames
     scrive: 

    per l’idrogeno IMHO la strada è ancora lunga…troppi problemi, in primis l’installazione della rete per i rifornimenti ecc., un impatto sull’organizzazione territoriale non indifferente! poi i problemi legati a produzione, realizzazione veicoli ecc. il progetto delle ibride ha, con tutti gli svantaggi della gestione delle batterie una volta rottamati i veicoli, il pregio di non impattare sulle abitudini delle persone da un lato e l’organizzazione mondiale per quanto riguarda dipendenza dai carburanti ecc. troooppi interessi in ballo!
    ritengo che sia utopistico pensare che dall’oggi al domani si passi tutti alle auto elettriche…la prius ha l’indubbio vantaggio di ottimizzare i consumi (specie in città)ecc., avrei gradito uno sfruttamento maggiore del motore elettrico tramite pannelli fotovoltaici come leggevo qlc post sopra (magari le batterie che si ricaricano quando l’auto è parcheggiata al sole mentre noi siamo in spiaggia ;) ) e, ancora, prevedere la ricarica anche da presa di casa (tipo la notte)…

  • # 24
    Francesco
     scrive: 

    Per me le ibride sono un passo totalmente da saltare, troppo complesse e non eliminano tutta la meccanica che c’e` dietro al motore a scoppio, vero fattore che appesantisce e rende inefficiente le automobili. L’unica vera macchina innovativa per me e` stata presentata dalla Volvo, anche se ancora un prototipo

    http://www.autoblog.it/post/10017/volvo-recharge-concept

    http://it.youtube.com/watch?v=HJwQ18I0vgY&feature=related

  • # 25
    marco m.
     scrive: 

    Francesco
    la volvo recharge non è stata l’ unico prototipo di quel genere, esiste anche una versione su base Mini sviluppata dalla stessa società inglese implementando lo stesso sistema (l’ HI-Pa Drive di quest’ ultima, costituito da quattro hub motors autocontenuti con la rispettiva elettonica di potenza e controllo), motivo per cui considero entrambi esperimenti di PML Flightlink più che di volvo ;-)

  • # 26
    Nuova Toyota Prius: prime prove su strada - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] la diffusione dei dati tecnici e delle prime immagini attraverso i comunicati stampa ufficiali, cominciano a far capolino in rete le prime impressioni di […]

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