di  -  martedì 23 dicembre 2008

centrali nucleari

Durante la recente conferenza di fine anno, il Presidente Berlusconi ha parlato a 360° di intercettazioni, presidenzialismo, giustizia, questione morale e, soprattutto, di nucleare.

NUCLEARE – «Per colpa della sinistra e dei Verdi, le infrastrutture non sono state realizzate negli ultimi 20-30 anni. Abbiamo anche rischiato un black out. Avevamo pronte due centrali nucleari per la produzione dell’energia elettrica e la sinistra ambientalista ecologista e i Verdi hanno proibito che questo accadesse», ha accusato il capo del governo. «Abbiamo varato il piano da 16,5 miliardi, per il momento iniziale per la riapertura dei grandi cantieri». Berlusconi ha confermato di puntare ancora sul nucleare, nonostante il crollo dei prezzi del petrolio: «Per arrivare occorrono sette anni, ma se non si comincia non si arriva mai».

Fonte: Corriere.it

Tralasciando l’attacco politico iniziale, è indubbio che ovunque, nel mondo, il nucleare sia una degli argomenti principi dei partiti “verdi”. Argomento spesso sfruttato più a scopi elettorali che reali, sembra che ultimamente stia perdendo consensi.

In Sud Africa, considerato uno dei mercati più promettenti al mondo in termini di energia nucleare, il colosso Eskom, che da tempo aveva pubblicizzato la futura costruzione di un enorme impianto nucleare, ha recentemente deciso di cancellare il progetto e di tornarsene a casa.

Ovviamente, una delle ragioni principali dello smantellamento del progetto è la crisi economica mondiale e, la dichiarazione della Eskom, è arrivata in maniera del tutto inaspettata esattamente una settimana dopo le preoccupanti rivelazioni fatte dalla illustre pubblicazione economica francese Les Echos che ha dichiarato che il gruppo francese “Sortir du nucléaire” ha accusato la EdF di fornire dati falsi durante una consultazione pubblica per la costruzione di una nuova centrale nucleare a Flamanville in Francia. Sembra infatti che la EdF si sia “dimenticata” di rendere noto ai cittadini che i costi per la costruzione della centrale siano da subito lievitati vertiginosamente, rendendo il progetto insostenibile.

Attualmente, in Europa, l’unica altra centrale in costruzione è quella di Olikuoto in Finlandia, dello stesso tipo di quella di Flamanville. La costruzione di questa centrale, ha subito molti rallentamenti, uno spavento aumento dei costi e ha visto uno scontro Finlandia-Francia con accuse di utilizzo di personale non specializzato (accuse rivolte alla Bouygues, considerate azienda leader mondiale nella costruzione di impianti nucleari). Tralasciando i frequenti incidenti agli impianti già esistenti.

La crisi economica ha dato un’altra “mazzata” ai classici e costosissimi sistemi di produzione energetica. Si stanno tirando i remi del nucleare in barca…mentre altre nazioni chiave, come la Germania (anche gli USA stanno facendo una inversione a U), stanno passando gradualmente alle energie rinnovabili (oltre alla grande quantità di posti di lavoro creati) prima di raggiungere un probabile punto di non ritorno.

103 Commenti »

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  • # 1
    ido
     scrive: 

    Da esperto in materia energetica, posso confermare che il nucleare è una strategia non vincente, soprattutto per l’Italia che è nazione priva sia di risorse primarie (l’uranio), sia di un background favorevole all’impianto. Se pensiamo che ancora è in opera lo smaltimento e la demolizione delle vecchie centrali atomiche, e sono passati più di 20 anni, ci rendiamo presto conto che le centrali atomiche sono (relativamente) facili da tirar su ma sono molto complesse da gestire.

    E non fatevi ingannare: il problema “atomico” non sta nel rischio incidenti, fondamentalmente contenibile in maniera accettabile, ma sta proprio nel bilancio economico/finanziario a medio-lungo termine.

    E’ facile dire per un governo: “facciamo le centrali”, quando poi non sarà quel governo a doverne gestire la manutenzione e il fine vita. E questo è vero sia per l’attuale governo che per il precedente, che pure adocchiò la facile soluzione nucleare per prendere voti sulla scia del caro-energia.

    Le realtà sono altre. In Italia si paga molto l’energia anche e soprattutto per un problema di infrastrutture insufficienti e di tassazione esagerata: siamo il paese in Europa con maggiore incidenza dei costi di trasporto sul kWh elettrico, più del 30% del totale. Siamo il paese in cui l’incidenza di tasse, accise, imposte di valore aggiunto e balzelli, nel complesso, è la maggiore in Europa andando ad incidere per più del 50% totale sul costo dell’energia.

    E sfatiamo un mito: si compra l’energia dalla Francia perchè, fondamentalmente, costa pochissimo dato che la Francia ne ha troppa di notte, non perchè è una necessità strutturale.

    Nel complesso, anche nell’energia si paga la stessa triste penalità che paghiamo per le altre cose: una sbagliata e incompetente gestione del Paese, per colpa di una classe politica complessivamente terribile e carente in ogni aspetto, aldilà delle bandiere e degli schieramenti.

    Quando impareremo a selezionare i politici che mandiamo al governo non per la bandiera o per gli slogan, quando ci ribelleremo a liste elettorali bloccate che permettono ai garantisti di andare avanti e non a chi merita realmente, quando saranno questi i temi di protesta e non faccende private (alitalia) o ridicoli giochetti politici (la maestra unica), allora forse avrà senso parlare di governo in Italia.

  • # 2
    Banjo
     scrive: 

    Superquotone per ido

  • # 3
    Redvex
     scrive: 

    Senza contare che già faticano a smaltire i rifiuti urbani, figurarsi quelli nucleari.

  • # 4
    Ilruz
     scrive: 

    Il nucleare in Italia e’ un posto “politicamente vergine”, dove si puo’ fare veramente veramente veramente quel che si vuole, e costruire una solida lobby che duri per i prossimi 50 anni.

    La produzione di energia e’ una mera scusa, quello che interessa e’ il business di costruzione, trasporto, stoccaggio, che dara’ da mangiare per il prossimo mezzo secolo! che produca o meno elettricita’, non interessa a nessuno.

    Nel resto del mondo si punta sul fotovoltaico in grande scala … e noi torniamo al nucleare, per poter distribuire qualche decina di miliardi ai soliti cinque grandi nomi, che pian piano stanno sostituendo (o meglio, lo stanno ottenendo in concessione) lo stato.

  • # 5
    Mc Gregor
     scrive: 

    Le prima cose che mi saltano in mente:
    1.L’Italia non è capace di gestire le sue vecchie scorie insieme a quelle di altri stati, deve ancora smantellare le vecchie centrali e ne vuole costruire di nuove (dal servizio di report. Figuriamoci come gestirà la cosa.
    2.Si sa perfettamente che le centrali nucleari sono legate con le industrie belliche.
    3.Ma non fu un referendum a dicidere? se decidono di costruirne non vanno contro? ci dovrebbe essere un’altro referendum penso io, sennò si tratta di una dittatura bella e buona andando contro la volontà del popolo

  • # 6
    Alberto
     scrive: 

    Fotovoltaico in grande scala? Ma quando mai… oltre agli impianti casalinghi (e tra l’altro iperincentivati), il fotovoltaico non e’ per nulla conveniente.. pure essendo possibile trovare pannelli di qualita’ a 3500 euro/KWp. Senza incentivi non si va’ da nessuna parte.. a meno che non arrivino ‘sti famosi film-sottile da meno di 1$ al W.

  • # 7
    pasquy
     scrive: 

    @Ido
    …oddio in italia l unica risorsa un po’ presente è proprio l uranio, non è tantissimo, ma è di quello buono per le centrali…. evitare la disinformazione, grazie. per il resto il nucleare arriva in ritardo, non abbiamo le strutture, specie burocratiche, per gestire quel che c è attorno, vedi scorie. cmq per quanto si possa esser contrari all operato di un governo populista e propagandista, è l unica vera decisione pro ambiente, ci permetterebbe di risparmiare milioni di tonnellate di co2 oltre che mandare fuori (russia e libia) soldi, che, fatemi aggiungere, saranno spesi in armi, in italia ne manterrebbero di famiglie…

  • # 8
    Dreadnought
     scrive: 

    Non me ne vengano, ma a criticare sono capaci sempre tutti, a proporre soluzioni non è mai capace nessuno e per “soluzioni” si intende qualcosa capace di attirare investimenti.

    Se le alternative al nucleare sono queste non è che c’è molto da scegliere:

    – le centrali solari termiche sul nostro territorio tanto volute da Rubbia non sono nemmeno loro esenti da manutenzione ed hanno potenze molto basse a fronte di spese molto elevate. Gli specchi vanno mantenuti orientati continuamente verso l’accumulatore di calore e vanno tenuti puliti, tutto questo a fronte di produzioni modeste.

    – le centrali solari termiche/fotovoltaiche nel sahara con tanto di rete di distribuzione con elettrodotti dal nord africa all’europa sono altrettanto poco fattibili e soprattutto politicamente dipendenti dai governi nordafricani.

    – la microproduzione fotovoltaica casalinga è una buona alternativa per l’autosufficienza ma non è facile da usare su larga scala perchè non fornisce nessuna garanzia ai gestori che comprano energia dal privato.

    – la produzione di energia dal vento in italia è completamente improponibile perchè nelle zone dove la concentrazione industriale è maggiore (pianura padana) di vento non ce n’è. Quindi salvo evoluzioni di kitegen o centrali eoliche “volanti” per ora siamo a zero. (Tra l’altro anche in germania e altri paesi considerati ‘evoluti’ l’eolico in alcune zone è stato installato in perdita)

    – la produzione di energia dalle maree sta progredendo ma non ha ancora valori di erogazione significativi.

    Poi va considerato anche il fatto che in uno scenario di “energia solare globale” una eventuale guerra atomica con seguente inverno nucleare lascerebbe il mondo senza corrente, quindi oltre al solare vanno valutate alternative di emergenza.

    Tra l’altro le centrali nucleari moderne producono una frazione delle scorie delle centrali di 20 anni fa a fronte di una maggiore energia prodotta.

  • # 9
    ReaToMe
     scrive: 

    Nel 2007 abbiamo importato al netto 45.930 GWh.
    Il 13.5% del nostro fabbisogno.
    La produzione termoelettrica ha fornito 258.356 GWh.
    Termoelettrico si traduce in derivati del petrolio e carbone.
    Quanto costerebbe avere queste produzioni con sole fonti rinnovabili?
    In fondo sono solo 300.000 GWh…

    FONTE:
    http://www.autorita.energia.it/relaz_ann/08/2008_1_2.pdf

  • # 10
    Bellaz89
     scrive: 

    Bella la fine ” La crisi economica ha dato un’altra “mazzata” ai classici e costosissimi sistemi di produzione energetica.”

    Voglio proprio vedere invece le rinnovabili che andamento hanno. Perchè si spara sempre a zero sul nucleare? In questo caso anche le rinnovabili risentono, anche più del nucleare degli effetti della crisi.

    “Tralasciando i frequenti incidenti agli impianti già esistenti.”

    Altra notizia sbagliata smentita più volte e senza motivo di esistere.

    “La costruzione di questa centrale, ha subito molti rallentamenti, uno spavento aumento dei costi e ha visto uno scontro Finlandia-Francia con accuse di utilizzo di personale non specializzato”

    Anche questa … va ancora ripetuto che questo è un impianto-prototipo EPR? e che essendo il primo del suo genere può avere rallentamenti e affinamenti durante la costruzione? Inoltre i costi del ritardi sono stati pagati tutti dalla ditta costruttrice NON dalla Finlandia, e quest’ultima tant’è vero che ha già ordinato una seconda unità da costruirsi nella medesima locazione (OLKILUOTO-4), ma di questo non si parla mai , perchè il nucleare è brutto e cattivo mentre le rinnovabili sono belle e buone.

  • # 11
    BlackTopo
     scrive: 

    Un mega quotone per Dreadnought. Non riesco a capire come la gente cada nella fantasia di chi gli propone come panacea il fotovoltaico, che allo stato attuale ha un rendimento davvero basso.
    Il suo ammortamento va sui 10-15 anni (senza contare le necessarie manutenzioni), dopo questo tempo però invece di cominciare a guadagnare….puoi solo cambiare i pannelli perchè hanno esaurito la vita utile.
    Discorso diverso riguarda i pannelli solari per uso termico, che hanno rendimenti più alti e il loro ammortamento è sicuramente di un certo peso.
    E’ fuori discussione che bisogna rivedere la politica energetica del nostro paese, troppo dipendente dalle fluttuazioni del greggio e del gas (senza contare la dipendenza politica da paesi non propriamente tranquilli…vedi medio oriente, russia, libia, etc..)
    Il metodo giusto è quello del mix energetico, del risparmio energetico su più fronti (e qui il governo berlusconi ha commesso un errore tremendo a riguardo, vedi la questione del 55% sulle case, disincentivandola di fatto e rovinando l’unica cosa che il precedente governo aveva prodotto). Il nucleare non è LA risposta, ma è una delle risposte: sia xkè le centrali delle ultime generazioni hanno ottimi rendimenti con una bassa produzione di scorie, sia xkè prima o poi la fusione nucleare verrà scoperta e il nostro (già buon) know-how deve essere rafforzato con qualcosa sul nostro territorio e non solo con investimenti in slovenia o in altri paesi.

    Faccio fatica a sentire parole come quelle di ido: certo non è una priorità mettere a posto la scuola pubblica, certo non è una priorità mettere a posto quello, nemmeno quell’altro…con questa politica l’Italia è arrivata allo scenario attuale. Studio ingegneria e anche io sento che sono più importanti scelte tecniche, perchè le sento nel mio campo e più strutturali per il paese, ma una razionalizzazione e una innovazione, per definirsi tale, non può limitarsi a fare solo dove serve, ma piuttosto a 360° (in più pensa ai soldi risparmiati con le mancate assunzioni dei prossimi anni…finalmente avremo meno maestri, il passo successivo è farli tornare con un minimo di rispetto e non alla mercé di bimbi viziati che al privo voto vanno dai genitori e questi – fessi – indicono battaglie assurde). Ci vuole in Italia a mio parere uno spirito comune di voglia di fare, di voglia di mandare a casa chi non ne ha voglia o chi non lo fa (POLITICI, magistrati, dipendenti pubblici tanto per dire i soliti arcinoti, che sono così noti un motivo ci sarà però…)

  • # 12
    Alberto
     scrive: 

    @BlackTopo.. non diciamo cagate… I pannelli FV hanno una vita utile media di 30anni. Cio’ non toglie che ai costi attuali senza incentivi i tempi di ammortamento della spesa iniziale sono di circa 20 anni. Inoltre dopo 30 anni nessuno ti obbliga a sostituirli.. (mica scoppiano).. il reale problema e’ la perdita di energia prodotta stimabile in circa 20% in 25 anni.

  • # 13
    BlackTopo
     scrive: 

    Mi sembra ovvio che non esplodono, ma cosa li tieni a fare se non producono energia? Inoltre essendo il rendimento così basso se hanno perdite del 20%…non oso immaginare quanto produrranno dopo!
    Proverò a riverificare il dato, mi sembrava di aver letto sui libri quello, in ogni caso il ragionamento è = per tua stessa ammissione applicabile a pannelli con vita di 20 anni, quindi il risultato è il medesimo

  • # 14
    korn
     scrive: 

    perchè il nucleare in quanti anni lo ammortizzi? poche chiacchere a prescindere se sia efficace o meno, lo stato italiano non è in grado di gestirlo, almeno fintatochè sia basato sulla mazzetta e l’incompetenza

  • # 15
    Alberto
     scrive: 

    Boh.. eppure la matematica mi sembra semplice. Prendiamo il mio impianto. 5KWp… ovvero una produzione annuale media di 5400KWh. Tra 30 anni produrranno ancora 4320KWh/anno. A me’ sto gran schifo non fanno.
    Non capisco il discorso: “Inoltre essendo il rendimento così basso se hanno perdite del 20%…non oso immaginare quanto produrranno dopo!”. Non e’ che se hanno un rendimento del 15% dopo 30 anni vanno ad un rendimento di -5% :D. Il loro rendimento sara’ il 20% in meno sul 15%, quindi il 12%.
    A titolo di esempio il JRC di ispra ha un impianto da 100KWp da circa 28 anni e produce l’80% dell’energia prodotta il primo anno di installazione.

  • # 16
    Raskal
     scrive: 

    Anche costruendo tutte le centrali nucleari annunciate dal governo, non copriremmo ugualmente il fabbisogno di energia dell’Italia.
    Arriveremmo forse al 15%.

    Mettiamola così:

    Se il signor Rossi dice di volere solo fonti rinnovabili, il signor Bianchi gli dice che per lui non basterebbero.

    Se il signor Rossi dice di essere d’accordo sulle fonti NON rinnovabili, il signor Verdi gli fa notare che non basterebbero comunque.
    E in più avrebbe un aumento di tumori, scorie e inquinamento.

    Cosa resta da fare al signor Rossi?
    Smettere di utilizzare il superfluo e di sprecare.

    Purtroppo siamo arrivati al momento in cui bisogna smettere di costruire e iniziare a smantellare; a tutti fa piacere avere luce, acqua calda e internet quando ci pare e piace, ma la nostra libertà e ricchezza si è sempre basata sulla povertà e limitazione di qualcun’altro in un’altra nazione.
    Ora però ci tocca da vicino:

    D’estate io ho caldo. Voglio il climatizzatore acceso.
    Anche il mio vicino ha caldo e vuole il climatizzatore.
    C’è energia solo per 1 climatizatore. Che facciamo?

    L’istinto mi direbbe di tenermi il caldo che è normale che d’estate faccia caldo e d’inverno freddo, si chiama natura; la logica di accordarmi col vicino per fare un pò per uno.
    Sicuramente non costruirei una centrale nucleare nel suo giardino per non sentire più il caldo.

  • # 17
    Raskal
     scrive: 

    …Al limite metterei una ventola solare in giardino.
    Se funziona molto, non sentirò più il caldo.
    Se funziona poco, sentirò comunque meno caldo.
    Se non funziona, avrò perso poco o niente nel tentativo.

  • # 18
    Andrea
     scrive: 

    Putin: “finita l’era del gas a poco prezzo”

    Suggerirei agli esperti di energia (io mi occupo per lavoro dell’aumento di efficienza delle celleule solari per utilizzo di massa) di considerare il fatto che l’Italy dipende ESAGERATEMENTE dall’estero per le forniture energetiche. E’ solo per INCOSCIENZA-IGNORANZA (ed io aggiungerei dolo) che negli ultimi anni il nucleare e’ stato abbandonato.
    E’ da UNA VITA che in vari paesi i governi annunciano l’abbandono del nucleare, senza mai farlo.
    E TUTTI i paesi LEADER NON HANNO LA STESSA NS. DIPENDENZA DALL’ESTERO !!!!!

    Il problema e’ che la gente NON vuole affrontare il totro per le corna, e si rifugia in risposte “verdi” – ideologiche o economiche, ma NON fa lo sforzo MENTALE per considerare il nostro GRAVISSIMO problema da un punto di vista globale e politico.

    p.s.: a pubblicita’ reiterata nei mesi scorsi su Time una nota multinazionale cita il 22,4 percento come rendimento della singola cella: beh, chiunque si occupi del settore sa benissimo che arrivare al 20% e’ possibile solo in condizioni ottimali…(condizioni della cella, angolo ideale del pannello, percentuale di invecchiamento pari a 0…..per favore…

  • # 19
    Joey
     scrive: 

    A parer mio, il nucleare è fondamentale non solo come una delle soluzioni per il problema energetico, ma anche come spinta alla ricerca. Usciamo un attimo dai soliti discorsi politici e ambientalistici e pensiamo diversamente dai soliti e inutili schemi: il nucleare DEVE essere accompagnato dalla ricerca scientifica, devono viaggiare insieme, perchè solo così in futuro si potranno risolvere gli attuali problemi di gestione e smaltimento: quello che oggi è uno scomodo rifiuto con la ricerca potrebbe diventare materia prima da cui attingere nuova energia (vedi l’idea delle centrali nucleari autofertilizzanti e di 4a generazione).

    Altra considerazione è che la ricerca va fatta ANCHE su fonti energetiche integrative (fotovoltaico, eolico e compagnia), dico integrative perchè tali fonti dipendono troppo da fattori esterni come le condizioni atmosferiche per poter essere sfruttate come unica fonte (se non c’è vento e sole rimaniamo senza energia? è un qualcosa di improponibile…)

    Quindi sostanzialmente è necessario investire sulla ricerca (è questo il vero problema dell’Italia). Investire non significa solo spendere soldi ma dover fare un esame di coscienza e riformare l’intero sistema (sarò un illuso, un idealista o semplicemente un’ottimista, ma è l’unica via), via i fannulloni con una bella pedata per portare una pulita e rigenerante ventata di gioventù (anche nella classe dirigente).

    Esistono altre fonti energetiche veramente alternative come l’idroelettrica e geotermica, di cui si parla troppo poco, ma che possono dare molto (le ricerche su come attingere energia dai vulcani sono ancora in uno stadio embrionale)

    Meglio diffidare dalle bugie dell’ambientalismo sfrenato, che altri non è che il business del terzo millennio: facendo leva sull’emotività della gente si riesce a riempire le tasche e fare anche la figura dei paladini della giustizia….

    La soluzione è una sola e semplice attingere da più fonti energetiche ottimizzando tutta la filiera e nel contempo investire nella ricerca…

    Poi noi discutiamo pure su chi vuole o no il nucleare, nel frattempo chi lo utilizza può permettersi di investire sulla ricerca di nuove fonti…

    Personalmente se nel caso fosse costruita una centrale nucleare dietro casa mia non avrei nessun problema, anzi…

  • # 20
    Andrea
     scrive: 

    Putin: “finita l’era del gas a poco prezzo”

    era una notizia di un’oretta fa….stanno decidendi
    di creare l’OPEC del gas…

    a posto cosi’…..

  • # 21
    Andrea
     scrive: 

    Ovviamente il nucleare DEV’ESSERE continuamente oggetto di ricerc a e finanziamentii, ma, per favore, la GENERAZIONE ATTUALE dei reattori va immediatamente implementata, senza aspettare ulteriore tempo per future implementazioni. Per noi E’ GIA’ TROPPO TARDI !!!!!!

  • # 22
    matteo
     scrive: 

    permettemi un osservazione nei confronti di chi sostiene il nucleare…ma come si può essere pro-nucleare dopo che chi ha centrali nucleari da decenni non ha ancora trovato il modo di smaltire le scorie?? se qualcuno mi spiega la soluzione indolore e sicura per renderle innocue allora sono il primo ad appoggiare il nucleare ma mettiamo a confronto le due cose:

    a – il nucleare non inquina (se nn consideriamo le scorie) però ha costi di costruzione e gestione ENORMI, e comporta il rischio costante di incidenti e pericoli di contaminazione derivati dalle scorie
    – le rinnovabili è pur vero che non rendono però inquinano molto meno e se personalmente devo scegliere tra una cosa che dura meno ma inquina meno e una che dura di più produce di più ma costa 1000 volte tanto ed è mille volte tanto più pericolosa per via dei materiali di risulta che produce, personalmente scelgo la prima anche a fronte di un minore produzione ma maggiore sicurezza.
    Ricordiamoci che in Italia c’è il vizio del MANGIA-MANGIA e che tutto alla fine si fa alla caxxo di cane xke i soldi chissà come mai spariscono sempre nelle tasche degli stessi….personalmente a me fa paura una centrale costruita in italia, sapendo le opere pubbliche come vengono gestite e sapendo poi come finiscono, qui c’è veramente il rischio di costruire qualcosa in qualche maniera che invece dovrebbe essere costruita alla perfezione, e immaginiamoci poi gli effetti di un impianto costruito alla maniera ITALIANA….farebbe acqua da tutte le parti sempre a causa dei 4 porci che si sono mangiati gran parte dei finanziamenti e i lavori fatti inqualche maniera xke appunto non ci stanno i soldi……finché non eliminiamo tutta l’attuale classe politica corrotta e i relativi affini non possiamo fare programmi affidabili in italia…questo è il punto.

  • # 23
    Andrea
     scrive: 

    Eh, Matteo, ho visto di persina la DEMOLIZIONE del nucleare in Italia. Sai chi ha progettato la prima central(ina) nucleare sulla terra !?!?!?

    Il mangia-mangia…ragionando cosi’ ti consiglio di non uscire piu’ di casa: e’ troppo costoso e pericoloso.

    Il problema e’ che molta gente ragiona sempre allo stesso modo: anche nell’era Internet NON si informa, NON vuole capire, cita CIFRE e SCENARI non corretti o, nel migliore dei casi, LACUNAOSI; conseguentemente si fa un’idea sul sentito dire, senza alcun approfondimento..

  • # 24
    robygun
     scrive: 

    Sinceramente non mi spaventa il nucleare in se ( se ben costruite e condotte le centrali moderne son più che sicure, secondo me)..

    quello che mi spaventa è il nucleare in ITALIA!! provate a pensare ad una gestione di stile italico applicata ad una centrale, a partire dai progetti per finire al suo smantellamento a fine vita….

    a me vengono i brividi!!!!!

    non riusciamo a gestire dei “semplici” rifiuti urbani, un semplice acquedotto , qualsiasi cosa, senza far casini, favorire “l’amico dell’amico”, infrangere quasi tutti i regolamenti in materia…

    Altro che Cernobil…

  • # 25
    Andrea
     scrive: 

    Robygun,

    oggi una centrale nucleare e’ continuamente supervisionata da un sacco di anti EUROPEI e MONDIALI

    crisi o non crisi, per questi argomenti (appunto: le centrali nucleari) non siamo piu’ come negli anni 70-80…

    inutile il confronto con l’estero: energeticamente SIAMO IN GROSSI GUAI, veramente grossi

    prima lo si capisce..meglio e’

    altrimenti…prepariamoci a pagare sempre piu’ per l’energia…se poi succede qualcosa di grave ai paesi
    ns fornitori….

    siamo (sempre in questo campo) lo ZIMBELLO dell’europa: ci deridono e ci danno degli ipocriti (ed HANNO RAGIONE)
    perche’ NON vogliamo il nucleare, ma acquistiamo energia prodotta da nucleare dall’estero.

    che pena…pensare che sono circondato da centrali francesi, svizzre, slovene….

    bah..e’ un problema di crescita (nel senso che qui c’e’ troppa adolescenza)

  • # 26
    Joey
     scrive: 

    @matteo:
    per il discorso delle scorie l’unica soluzione è la ricerca, stop. Ciò che oggi è uno scomodo rifiuto, domani può diventare una risorsa, e non è una fantasia: esistono molti studi a tal scopo, tecnologicamente dobbiamo ancora percorrere molta strada, ma ci si può arrivare.

    Le rinnovabili non inquinano? Inquianano, diversamente da altre fonti, ma inquinano. Faccio due esempi:

    1- per costruire parchi eolici vengono usate ampie superfici, perchè fra le “eliche” ci deve essere una certa distanza per non incorrere in fenomeni di turbolenza aerodinamica. Inoltre devono essere a “campo aperto”, senza ostacoli. Per costruire questi parchi eolici ho visto sradicare interi boschi, boschi che assorbivano CO2 dall’atmosfera per crescere (adesso quella CO2 rimarrà in atmosfera).

    2- i famigerati pannelli solari: sono costruiti con il silicio nell’industria dei semiconduttori (la cella fotovoltaica è un dispositivo elettronico). La lavorazione dei semiconduttori utilizza sostanze tossiche e corrosive ed ingenti quantità di energia. Inoltre per drogare il silicio servono altri semiconduttori più o meno rari: oltre che essere difficilmente reperibili hanno lo svantaggio che la loro estrazione ha un notevole impatto ambientale negativo. Nessuno ha mai parlato dello smaltimento di questi pannelli (sicuramente oggi è meglio non parlarne per chi li produce), ma essendo semiconduttori, sarà piuttosto costoso e complesso. La durata media di un pannello solare è stimata non è effettiva, essendo giovane l’adozione in larga scala dei pannelli solari non abbiamo dati certi.

    Posso continuare per ore ed elencare tanti modi per dimostrare che le fonti rinnovabili non sono poi così green….

    Bisogna tenere a mente che ogni soluzione che possiamo adottare ha i suoi pregi e difetti e la soluzione definitiva non esiste; ogni attività umana volente o nolente ha sempre un impatto sull’ambiente: quello che ci raccontano gli ambientalisti è solo fumo negli occhi e spesso è l’inutile ricerca del moto perpetuo….
    Ci sono sono solo due modi per annullare l’incidenza dell’uomo sull’ambiente: o torniamo all’età della pietra o eliminiamo la razza umana dalla terra…. (siamo sicuri che i fanatici ambientalisti non mirino a questo? saranno inviati da qualche razza aliena che vuole colonizzare la terra? :-D )

  • # 27
    Andrea
     scrive: 

    …per non parlare dell’idrogeno !!!

    Per produrre l’idrogeno, tanto caro, in Europa,a BMW….
    bisogna costruire tante centrali elettriche che forniscano energia per la produzione dell’idrogeno stesso !!

    La maggior parte delle persone pensa che l’idrogeno sia una fonte “rinnovabile” (tanto lo “tiri fuori” dall’acqua…)

    In realta’ (per l’uso automobilistico) e’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE UN MEZZO DI TRASPORTO DELL’ENERGIA ….

    ed e’ solo un esempio…

  • # 28
    Dreadnought
     scrive: 

    Vedo che molti hanno centrato il punto, ormai l’inquinante peggiore per il sistema terra non è l’NOx, il particolato o le scorie radioattive, ma la CO2: capace di stravolgere tutto l’equilibrio termico dei continenti.

    Il nucleare non è solo energia ma anche ricerca, per chi dice che con il nucleare che si propone oggi si farà il 15% del fabbisogno italiano penso che sia un po’ miope, infatti per un paese manifatturiero come l’italia non è certo una percentuale trascurabile, soprattutto considerando che andrà a rimpiazzare le tonnellate di CO2 che mettiamo nell’aria.

    E poi oggi Svizzera e Francia vendono a noi l’energia in più, ma in un futuro non si sa mai…

    Il fotovoltaico e il solare termico microprodotto non sono la panacea ma sicuramente sono un buon investimento, soprattutto se si trovano nuove tecnologie con pannelli a rendimento più alto e costi più bassi.
    Sicuramente è un investimento rischioso e non bisogna puntare esclusivamente su quello, però è sicuramente un ottimo modo per evitare di inquinare il pianeta con la CO2.

  • # 29
    david
     scrive: 

    articolo semplicistico sul problema nucleare… :(
    all autore dico di leggersi: nucleare il frutto proibito.
    io non sono pro nucleare ma non è vero che ci sono tutti quei problemi, certo bisogna puntare alle centrali di nuovissima generazione o magari alle centrali di “rubbia”
    Personalmente non farei costruire da berlusconi una capanna, pensa una centrale nucleare, chissà quanto “mangime” e che prodotti scadenti userebbe :)
    quoto IDO al primo post e l’ora di mandare tutti a casa questi “padroni” l italia è Nostra mica loro!

  • # 30
    Berlusconi e l’energia nucleare « Alessandro Ingegno blog
     scrive: 

    […] si comincia non si arriva mai». Tralasciando l’attacco politico iniziale, è indubbio che ovunque, nel mondo, il nucleare sia una degli argomenti principi dei partiti “verdi”. Argomento spesso sfruttato più a scopi elettorali che reali, sembra che ultimamente stia perdendo […]

  • # 31
    Daniele
     scrive: 

    Bhe, l’Italia è un paese di pecori, in tutti i sensi, non c’è nulla da fare…

    Io con un KIT fotovoltaico (350€ in tutto), alimento 24/24 il mio muletto da 3 anni (30 Watt in carico pieno).
    Considerando 0,13-0,15 al Kwh… Penso di averlo ammortizzato…

    Il fotovoltaico deve dare una mano, certo che se ogni casa-azienda ne fosse dotata, le cose andrebbero meglio.

  • # 32
    Daniele
     scrive: 

    Dimenticavo…

    Nel nostro paese il nucleare è improponibile.

    Chi dovrebbe essere l’ente responsabile del funzionamento/manuntenzione di un possibile impianto nucleare?

    Da un paese come il nostro l’immagine che è nella mia mente, è qualcosa di simile alla centrale Springfield dei SIMPSON.

    Aveve mai visto l’impianto della centrale termoelettrica di polesine camerini?
    Manuntenzione zero, perdite e vapore che esce ovunque…

  • # 33
    GP
     scrive: 

    Facendo 2 conti, ditemi Dove Sbaglio.

    Prendiamo per esempio una delle centrali nucleari francesi, la Tricastin Nuclear Power Center, che ha 4 reattori da 915 MW l’uno, per un totale di 3,66 GW prodotti in modo costante indifferentemente di giorno o di notte, se e’ sereno o nuvoloso.

    Da quello che mi ricordo, la radiazione solare che arriva all’esterno dell’atmosfera e’ di 1353 W/m^2, quindi nel migliore dei casi con sole all’azimut, senza nuvole e senza considerare l’assorbimento dell’atmosfera lo usero’ per il calcolo.
    Il rendimento dei pannelli solari attuali, si aggira realmente nel migliore dei casi tra il 13% ed il 17% appena tolti dall’imballaggio, quindi senza polvere ed altre cose che vi si depositano sopra durante l’utilizzo e senza contare che con il tempo perdono molta dell’efficienza.

    Facendo 2 calcoli per ottenere la potenza di quella centrale nucleare, si ottiene:

    ((1353W/m^2)*17)/100 = ~230W/m^2

    per ogni metro quadro si otterrebbero 230 Watt.

    Quindi per ottenere 3,66 GW cioe’ 3660000W servirebbero 15913 m^2 di superficie di pannelli, il che non sarebbe neanche male.
    Ma, di notte non produce nulla con una nuvola l’efficienza si abbassa di molto, quindi potrebbe risultare sufficiente soltanto tra ore le 11 e le 13, e questo mi pare un po poco considerando i costi dei pannelli, la loro manutenzione e l’impatto ambientale che questi hanno tra la loro produzione, il loro smantellamento e lo spazio che dovrebbero occupare (se ci sono i pannelli a prendersi la luce, non ci possono crescere piante, se non ci sono piante non ci sono animali ecc.).

    Ora Facendo un calcolo piu realistico:

    Tenendo conto della distanza variavile della terra dal sole, della curvatura della terra dell’assorbimento atmosferico e che meta’ della terra non riceve luce, un valore medio della radiazione solare e’ 342 W/m^2 (comunque senza nuvole).

    ((342W/m^2)*15)/100 = ~51W/m^2

    per ogni metro quadro si otterrebbero 58 Watt.

    Per ottenere 3,66 GW cioe’ 3660000W servirebbero 71765m^2, che pero’ iniziano ad essere un po pochi per soli 3,66GW senza considerare i costi di produzione, installazione, smaltimento e di inquinamento che il fotovoltaico comporta.

    per ottenere la potenza elettrica che serve all’italia (secondo Wikipedia di 41,1 GW, con punte di 56,8GW),
    servirebbero mediamente da 805882m^2 a 1113726m^2 di superficie coperta di pannelli.

    Se ho fatto qualche errore (anche grossolano) come e’ probabile, correggetelo. Bye.

  • # 34
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    @ david

    L’aricolo sarà anche semplicistico, ma mette in risalto due notizie completamente ommesse dai media nazionali. Inoltre, prendendo lo spunto “Rubbia” vorrei linkare questo intervento del nostro premio nobel in TV:

    http://www.youtube.com/watch?v=51Mz4KO7Yv4

    Dove lo scienziato parla di nucleare, proposte alternative e, soprattutto, di ricerca sul nucleare (e finanziamenti). Rubbia infatti era, dal 1999, a capo dell’agenzia ENEA per la ricerca, prima di essere stato costretto, dal governo Berlusconi nel 2005, a preparare la valigia e ad emigrare in terra spagnola (felicissimi di accoglierlo) dove ha continuato i suoi studi su una delle problematiche fondamentali dello sviluppo nucleare: lo smaltimento delle scorie radioattive.

  • # 35
    Eutopoi
     scrive: 

    Se i Verdi/ni avessero esercitato il loro mestiere andando al governo, ora non ci sarebbe ragione di esaurire la questione ambientale – almeno politicamente – alle loro (dei Verdi) convenienze elettorali. Un grande piano di conversione dell’energia domestica (sì, con incentivi, anche europei), leggi sull’edilizia che non consentono un consumo di più di sette, otto litri di gasolio al metro quadro, invece dei venti di media in Italia, dovuti perlopiù alla dispersione, ecc. potrebbero ridurre significativamente le spese energetiche e le emissioni nocive. Ad esempio. Il punto a cui siamo giunti dovrebbe farci mettere in discussione proprio questo modello di sviluppo… l’egemonia dell’economico sull’umano, del PIL (e perciò del consumo per il consumo, anche dell’energia) e del diritto di proprietà di soggetti giuridici abnormi sulla vita stessa. Insomma… forse dovremmo capire quanta energia ci occorre veramente? quanta è utile alla produzione di “beni” e quanta alla produzione di “merci”.

  • # 36
    Bellaz89
     scrive: 

    @GP. 1 GW = 1.000.000.000 Watt, ovvero 1000 volte di più di quello che consideri.

  • # 37
    GP
     scrive: 

    @Bellaz89. Grazie, la vecchiaia comincia a farsi sentire.

    Aggiustando un po le cose.

    ((1353W/m^2)*17)/100 = ~230W/m^2

    per ogni metro quadro si otterrebbero 230 Watt.

    Quindi per ottenere 3,66 GW cioe’ 3660000000W servirebbero 15913043 m^2 di superficie di pannelli, cioe’ 16 km^2, il che e’ molto peggio di quello che credessi, perche’ foderare un quadrato di 4 km x 4 km di pannelli e’ assolutamente improponibile.

    Ma gli altri escono ancora piu devastanti.

    ((342W/m^2)*15)/100 = ~51W/m^2

    per ogni metro quadro si otterrebbero 51 Watt.

    Per ottenere 3,66 GW cioe’ 3660000000W servirebbero 71764706m^2, 71km^2 cioe’ un quadrato di 8,5km x 8,5km

    ma quello piu sconcertante e’ che per ottenere la potenza elettrica che serve all’italia (secondo Wikipedia di 41,1 GW, con punte di 56,8GW),
    servirebbero mediamente da 806km^2 a 1114km^2 di superficie coperta di pannelli.

    Ringrazio ancora Bellaz89, se ci sono altri errori diteli.

  • # 38
    Cristiano
     scrive: 

    Solo una piccola nota sui calcoli del fotovoltaico.
    Allora, intanto i pannelli fotovoltaici possono essere tranquillamente costruiti sui tetti degli edifici, evitando così di prendere il sole alle piante, agli animali, ecc.

    Se ogni edificio, pubblico e privato, avesse il tetto coperto di pannelli fotovoltaici, io credo che l’esigenza di nuovi centrali sarebbe decisamente minima! Sarebbe da prendere i dati di un comune: superficie totale di edifici costruiti, irragiamento solare annuo. Io credo che sotto queste ipotesi, se non si arriva ad essere completamente indipendenti, poco ci manca… perchè perlomeno le case riescono a produrre ciò che usano (più o meno, mediamente), le aziende avrebbero una domanda esterna decisamente minore perchè almeno un 30-40% lo produrrebbero loro stessi (spesso gli edifici delle aziende sono sviluppati in larghezza, non in altezza, quindi maggiore superficie per pannelli).

    Il nucleare, secondo la mia opinione, è una soluzione a medio periodo, nel lungo è pessima, in quanto lo smaltimento delle scorie e la chiusura della centrale sono dei costi che continueranno ad esserci e con dei rischi anche superiori a quelli derivanti da più CO2 (la CO2 viene usata dalle piante in favore dell’O2, le radiazioni ce le becchiamo e non c’è nulla per attenuarle o trasformarle). Insomma, come al solito noi ci pareremmo il culo e daremmo ai nostri figli il problema. Noi intanto ci produciamo l’energia, poi ai nostri figli lasciamo il problema delle scorie dove metterle, al pagare la locazione di queste scorie e le radiazioni. E’ questo il motivo vero per cui l’Italia non funziona, si pensa sempre al breve MASSIMO medio periodo, il lungo periodo è qualcosa che non interessa “perchè tanto non ci saremo”.

  • # 39
    Raskal
     scrive: 

    Non capite il punto.
    In Italia c’è bisogno di molto nucleare (=energia) perchè in questi anni sono aumentati TV, cellulari, console e PC; non per un’improvvisa crescita demografica (l’Italia è quasi ferma).

    Ora chiedo direttamente a chi sostiene il nucleare:
    Sei disposto Tu a fare una centrale accanto alla tua casa e seppellire le scorie sotto il tuo giardino per permettere a me di mettere in carica i miei 3 cellulari e far giocare alla xbox mio figlio quando gli pare?

  • # 40
    Dreadnought
     scrive: 

    Non si può fare una scrematura di commenti tipo /. così quelli meno intelligenti rimangono visibili solo a scelta?

  • # 41
    Daniele D.C.
     scrive: 

    quoto Dreadnought, completamente.
    Purtroppo il nucleare è un argomento complesso, nei miei interventi ho più volte fatto presente che su questo argomento si basa il futuro della nazione, dal rispetto dei parametri sull’emissione di co2, alla possibilità di far partire la generazione dell’idrogeno. Rifiuto di fare un copia/incolla dei mie interventi passati, li potete trovare nei vecchi post sul nucleare. Piuttosto che fare degli articoli semplicistici e penso volutamente poco corretti sarebbe il caso di mettere a confronto persone di diversa visione (sarebbe bellissimo che fossero comunque tutte e due di alta statura “tecnica”) che spieghino il loro punto di vista in maniera circostanziata, sarebbe stato utile cedere la parola ad un laureato in economia in modo da avere un calcolo del ROI di una centrale nucleare in questo contesto di bassi prezzi di petrolio, sarebbe stato utile interpellare un ingegnere nucleare chiedendo se i costi di smaltimento vengano contati, come e quando nel corso della vita, chiedendo chi avrebbe in gestione le nuove centrali, come verrebbe trattato il problema delle scorie, e l’attuale trattamento, dettagli sul reattore EPR..sarebbe stato utile chiamare un ingegnere elettrico per chiedere degli effetti di un’ampia generazione da fonti aleatorie, la situazione della rete in europa, la quantità di potenza regolante (e il suo significato), e gli influssi che una centrale nucleare apporta sui power flow..parlare con un ambientalista per chiedere un giudizio sulla formula di scarico di una centrale nucleare, sui dati rilevati dalle centraline di rilevamento, sugli effetti creati dagli altri tipi di centrale…E non per ultimo un sociologo che analizzi le popolazioni che vivono già a contatto con centrali nucleari, i loro pensieri..un articolo corposo, da fare in mille puntate, da discutere e magari su cui dissentire. In questo modo si farebbe vero giornalismo, creando cultura. Purtroppo mi rendo conto che in molti giornali come anche in questo blog lo scopo non è questo ma di avere un blog con alto numero di visioni per poter aumentare il costo per click nei banner. Ma mi dispiace.

    In fondo poi non ci possiamo lamentare dei nostri governanti, quando i primi a minare alla base la nostra nazione siamo noi.
    Mi fa male tutto ciò, perchè come ho già detto, ci tengo a questa nostra Italia, e la voglio vedere crescere.

  • # 42
    Alberto
     scrive: 

    NON DICIAMO CAZZATE!
    IL NUCLEARE SERVE IN ITALIA E DEVE ESSERE FATTO UN PIANO PER LA COSTRUZIONE DI NUOVE CENTRALI DA SUBITO……QUESTO NON SIGNIFICA ESCLUDERE LE ALTRE FONTI…..ANZI LA MIGLIOR COSA E’ DIFFERENZIARE LA PRODUZIONE ENERGETICA IL PIU’ POSSIBILE SENZA NULLA ESCLUDERE!

  • # 43
    Bellaz89
     scrive: 

    @Raskal. IO immediatamente accetto il nucleare vicino casa, dove devo firmare? Però a patto che con con il prodotto di questa centrale non ci alimenti solo le sue xbox e i suoi cellulari.

  • # 44
    Bellaz89
     scrive: 

    @Sempre a Raskal.

    Il nucleare serve per i nuovi cellulari\ console e cellulari

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHHAH

    (non stai parlando sul serio vero?)

  • # 45
    Bellaz89
     scrive: 

    @Cristiano

    Il problema scorie si può dire risolto, ormai tecnicamente non è un problema (solo socialmente). Le scorie che vengono prodotte oggi nelle centrali sono per la maggior parte materiale che può essere utilizzato-trasmutato dai reattori nucleari di prossima generazione ( non mi sembra un problema se per 50 anni si avranno dei magazzini di scorie che potranno essere utilizzate per fare altra energia), mentre , se proprio si vuole isolare la scoria in sicurezza , esiste il metodo della vetrificazione che isola completamente il combustibile esausto dall’ esterno. Queste scorie vetrificate poi possono essere riposte nei depositi salini, formazioni geologiche che sono stabili da migliaia di anni e che non necessitano di particolare controllo(in ogni caso in futuro le scorie riprocessate avranno anche un tempo di dimezzamento piuttosto basso).

    Per il fotovoltaico: Puoi coprire tutti i tetti che vuoi, ma come ha detto GP , le quantità sono assolutamente proibitive per andare solo a solare (ma anche eolico), senza contare la sua attuale poca convenienza (costa mediamente 5 volte le altre fonti) e che se anche fossimo disposti a investire , la produzione MONDIALE non potrebbe soddisfarci prima di una 50ina di anni (quindi è una soluzione improponibile per il mercato attuale italiano)

  • # 46
    Lupacchiotto
     scrive: 

    Daccordissimo con la creazione di centrali nucleari, il berlusca ne può costruire quante ne vuole. c’è solo un dettaglio: tutte le scorie le devono smaltire ad Arcore! A queste condizioni gli do anche una mano personalmente
    Ciao e buon natale a tutti.

  • # 47
    alessandro
     scrive: 

    le argomentazioni di chi è a favore posson anche esser vere, per carità non mi metto a ribatter su numeri che non conosco… ma vi rendete conto che mentre voi fate tutti questi ragionamenti, dietro a chi ci governa non c’è alcun numero o dato, ma semplicemente ideologie e fame di soldi (per loro stessi)? il pdl e il PDmenoelle van avanti a discutere di tecnologia usando i NOMI delle cose, non il loro funzionamento (davvero credete che berlusconi sappia cosa significa tempo di dimezzamento delle scorie o che veltroni sappia cosa sia il tempo necessario per ammortizzare i costi di produzione del fotovoltaico?). Se una cosa suona industriale, la dice il nano, se suona alternativa, la dice il topo.

    Niente numeri o dati, la politica energetica del nostro paese inizia e finisce qua

  • # 48
    Cristiano
     scrive: 

    @Bellaz89

    Hai nominato i reattori di prossima generazione… ossia quelli che stanno costruendo ora Finlandia e Francia… e se leggi la notizia, hanno avuto una lievitazione dei costi in modo non previsto!
    Perchè pensiamo che in Italia vengano fatti dei reattori strafighi di 3^ generazione (che in progetto ce ne sono solamente 3 fin’ora)? E, se proprio verrà costruito un reattore “moderno”, quanti anni e euro serviranno (in più rispetto a quanto preventivato)? Lo SMANTELLAMENTO della centrale?

    P.S. io l’esempio dei pannelli fotovoltaici sui tetti non l’ho detto come unica soluzione da utilizzare, ma come una delle varie fonti. Inoltre per autoproduzione (per case) direi che i pannelli fotovoltaici sono OTTIMI in quanto la richiesta di energia casalinga è superiore di giorno e minore di notte. Non è una soluzione TOTALE e DEFINITIVA, ma permette di diminuire le richieste alle grandi centrali. Neanche questo vantaggio riescono a vedere gli anti-fotovoltaici?

  • # 49
    Bellaz89
     scrive: 

    Guarda, io non sono anti-fotovoltaico , e anzi penso che dovrebbe essere adottato il più possibile la dove è più conveniente adottarlo, come non ho mai detto che il nucleare sia l’unica risposta. Purtroppo i combustibili fossili sono, e saranno ancora per questo secolo la fonte energetica principale, l’unica cosa che si può fare è cercare di costruire più rinnovabile e nucleare possibile e di aumentare l’efficenza energetica. Procedere solo in una via non risolverà mai la questione energetica, per passare alla fase post-petrolio ogni fonte deve essere presa in considerazione (ricordiamoci inoltre tutta l’energia che viene consumata nei trasporti e che in un futuro prossimo dovrà essere rimpiazzata con qualcos’altro).

    Quanto affare EPR ho già risposto: essendo la prima unità, ed essendo un prototipo è naturale che ci siano dei ritardi come in ogni altra realizzazione umana. I costi addizionali, come ho già detto , sono stati pagati da AREVA non dalla Finlandia , (e ripeto ancora una volta, la Finlandia ha già deciso che costruirà altri reattori).Se uno volesse contestare veramente l’EPR dovrebbe considerare i reattori non-prototipi, ma per quelli c’è ancora tempo.Inoltre tre unità in costruzione non mi sembrano poche(contando che la cinese è doppia), sono pur sempre da 4 a 6 GW installati ti sembra poco per un modello di reattore relativamente giovane? Per lo smantellamento non vedo il problema.Non è un reattore Magnox o un vecchio BWR. L’Epr è stato costruito anche per facilitarne il decommissionig rispetto ai vecchi modelli di centrali e presenta una struttura semplificata.

  • # 50
    Yellowt
     scrive: 

    Ma davvero pensate che al posto delle centrali nucleari si costruiscano impianti a fonte rinnovabile soloperchè il petrolio è sceso?
    Se il pertolio scende la risposta è quella più semplice: si continua a usare il petrolio e se ne consuma di più. è proprio adesso che bisogna costruire le centrali nuove, dato che un sacco di risorse prima dedicate all’acquisto di greggio ora si sono liberate. Il nucleare permette grandi potenze per moltissimi anni senza i rischi derivanti dall’utilizzo di un’unica fonte nè quelli collegati all’oscillazione dei prezzi.
    Forse non tenete conto che le scorte di petrolio di un paese come l’Italia durano qualche mese. L’uranio si può comprare quando il prezzo è basso e immagazzinarne abbastanza da andare avanti anni…

  • # 51
    Raskal
     scrive: 

    @ Bellaz89
    Si, dicevo sul serio.

    Se solo pensi che una delle grandi centrali nucleari in Europa serve soltanto a dare ogni anno energia ai campanelli SPENTI delle case europee, perchè il trasformatore è attaccato continuamente alla 220, ti rendi conto di quello che sostengo.

    Siamo la generazione dei trasformatori e del wireless, per far funzionare anche le cose superflue.

    Bellaz89, tu mi scrivi:
    “Però a patto che con con il prodotto di questa centrale non ci alimenti solo le sue xbox e i suoi cellulari”.
    Ma il punto è proprio quello.
    In italia non c’è praticamente più crescita demografica, e non aprono certo nuove industrie (anzi chiudono). Quindi in teoria dovrebbe servire meno energia degli anni passati, no?
    Allora perchè la richiesta energetica aumenta?
    Non servono economisti o ingenieri nucleari per capire che il problema è in realtà sociale.

    Le nuove centrali nucleari serviranno esattamente a dare energia alle console, i climatizzatori, i TV plasma e LCD, i trasformatori di qualunque cosa, i trasmettitori wireless, al satellitare, ecc. ecc.
    Non certo perchè agli ospedali serve corrente o a illuminare le strade.
    La verità è che VOGLIAMO più energia, non che ne abbiamo bisogno.

  • # 52
    Bellaz89
     scrive: 

    No guarda, che ci siano degli sprechi se ne può discutere ampiamente (anche se non vedo cosa possano avere a che fare con le centrali nucleari nello specifico, visto che il discorso si può applicare anche alle rinnovabili ), ma il fatto di dire ” le nuove centrali alimenteranno le nuove xbox e i nuovi computer è sbagliato”.Le centrali nucleari devono essere costruite in primo luogo per riequilibrare il deficit energetico e per sostituire gli impianti termoelettrici. Se , finita la crisi, il prezzo dei combustibili fossili ritornerà a salire non saranno solo i campanelli e le console a non funzionare.

  • # 53
    Dreadnought
     scrive: 

    Da un certo punto di vista soluzioni “democratiche” come il fotovoltaico, le pompe di calore con le sonde in profondità i pannelli solari e le mini turbine eoliche sono tutti mezzi per prodirre elettricità in piccolo, che sono mal visti dai “Grandi” distributori di energia.
    Da un certo punto di vista anche i governi secondo me non vedono troppo di buon occhio la microproduzione elettrica, in quanto perdi il controllo e la gestione dell’energia.

    Le grandi centrali rimanendo in un contesto di pace sono invece molto più sicure a livello politico, in quanto permettono ai governi di fare il brutto e il cattivo tempo sui gestori.

    Sull’altro lato della medaglia, in uno scenario di sicurazza nazionale, la microproduzione permette ad un paese di essere molto più invulnerabile ad attacchi esterni, se invece si accentra la produzione di energia in pochi punti (grandi centrali), bastano pochi attacchi mirati per mettere un intero paese in ginocchio.

    @ Raskal:
    Io dal 2002 ormai ho soppiantato tutte le lampade ad incandescenza o alogene con lampade a led o fluorescenti, passando ad 1/5 dei consumi precedenti.
    Ho ridimensionato anche i consumi dei PC, acquistando oculatamente alimentatori efficienti e componentistica parca nell’assorbimento.

    Quindi dite posso permettermi di comprare una Playstation3? :D

  • # 54
    andrea
     scrive: 

    Io ho letto più volte che si stima che l’uranio (poco, e costoso), almeno sulla base degli attuali giacimenti, possa durare ancora 20-30 anni max…
    Considerato i tempi che ci vogliono per realizzare le centrali, l’Italia arriverà quando la materia prima già scarseggierà, o sarà molto costosa.
    Cosa ce ne facciamo poi, dopo, delle centrali?
    Le teniamo come moderno antiquariato?

  • # 55
    Miocardio
     scrive: 

    Io tempo fa’ lessi qualcosa sulle scorie, alla fine sono un finto problema, nel senso che una volta lavorate e “siggillate” a dovere praticamente le si potrebbero mettere anche nella cantina di casa! e che il dimezzamento delle radiazioni in alcuni casi non è cosi’ lungo come uno possa credere.
    Una cosa che mi ha fatto invece far riflettere è la potenza della natura.Ho visto un documentario su cernobil e li la natura si stà riprendendo i suoi spazi in modo dirompente, non sò come facciano le piante a adattarsi a situazioni per noi mortali su medi e lunghi tempi

  • # 56
    Bellaz89
     scrive: 

    X Andrea

    Controlla tu stesso il sito dell’ IAEA e la tecnology review del 2007. Le stime per le riserve attualmente scoperte dureranno 85 anni, mentre con quelle non ancora scoperte si arriva a 270 anni. Inoltre vorrei ricordare che il prezzo dell’uranio ha una incidenza bassissima sul costo finale dell’ energia, a differenza di altre fonti.

  • # 57
    Raskal
     scrive: 

    Carlo Rubbia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Rubbia )
    il 30 Marzo di questo anno ha dichiarato:

    “Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il SOLE che ogni giorno illumina e riscalda la terra”

    “Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle SCORIE”

    “NON ESISTE UN NUCLEARE SICURO. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali”

    “Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”

    “I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente.”

    Poi, alla domanda “Se è così semplice allora perchè non si fa?”, Rubbia risponde:

    “Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.

    A chi può interessare segnalo anche i progetti italiani indipendenti sulla fusione fredda, questo è uno dei molti: http://www.progettomeg.it/FFredda.htm

  • # 58
    zerothehero
     scrive: 

    quello che dice Berlusconi è vero, ma solo in parte…non sono stati solo i verdi e la sinistra comunista ad essere contrari al nucleare, ma anche i socialisti (pro-gas), molti dei quali adesso si trovano in Forza Italia..in secondo luogo è verissimo che con un petrolio a 35 dollari, il nucleare non è competitivo, ma un prezzo così basso è fondamentalmente dovuto alla recessione economica (due trimestri a -0,5% e la previsione generale di un 2009 in forte recessione per Stati Uniti [-6%] ed Europa [-2%]), non ad un elemento strutturale (è impensabile che il petrolio rimanga nel lungo periodo a questo livello di prezzi)..inoltre nell’articolo ci si dimentica di evidenziare come questo livello di prezzi sia particolarmente deleterio proprio per le fonti rinnovabili, fotovoltaico (la fonte energetica più antieconomica) in primis.
    Fuor di propaganda, il nucleare per un paese come il nostro è NECESSARIO…il problema è che il nostro paese è difficile fare politica energetica nel lungo periodo.
    O davvero qui si pensa che basta un pò di fotovoltaico, un pò di solare termico e un pò di eolico per limitare in modo significativo il consumo di idrocarburi, in un paese come l’Italia che tra l’altro ha un consumo rapporto co2/procapite e co2/pil molto migliore rispetto alla Germania e all’Inghilterra?
    Fare poi i pauperisti o i sostenitori dello steady state (dobbiamo rinunciare al superfluo) è no-sense..il nostro sistema economico non è sostenibile se non si ha crescita (anche di consumi).

  • # 59
    Raskal
     scrive: 

    “il nostro sistema economico non è sostenibile se non si ha crescita (anche di consumi)”

    Per questo stà collassandoe la crisi è globale.

    Non è meglio cambiare sistema?

  • # 60
    zerothehero
     scrive: 

    Basta andare in africa sub-sahariana…lì hanno un altro sistema votato all’autarchia e all’autoconsumo. E sono pure ecocompatibili.

  • # 61
    ido
     scrive: 

    Lasciando perdere il fatto che il nucleare non è una soluzione in quanto, considerando il Total Cost of Ownership, ovvero la valutazione dell’impatto economico (in senso largo) dell’impianto per tutto il periodo vita, dalla costruzione allo smaltimento alla gestione dei rifiuti, è assolutamente non conveniente.

    Lasciando perdere il fatto che energicamente conviene comprare convenientemente l’energia prodotta da qualche parte piuttosto che buttare quella e farne di nuova.

    Qui la grande disinformazione la fa chi fa il confronto nucleare / solare, come se l’unica fonte rinnovabile seria fosse il pannello da mettere sul tetto.

    Se si vuole parlare di energia, il contesto è molto ampio e bisogna conoscerle le cose.

    Bisogna capire come l’energia è utilizzata. Il risparmio energetico, ad esempio, ottenibile da miglioramenti strutturali degli edifici e dei sistemi produttivi nelle fabbriche supera mediamente il 40% e i vantaggi sono duraturi, non inquinanti e consentono mediamente anche vantaggi laterali come maggior comfort e maggior produttività.
    Produrre incentivi seri e non metterli in mano a leggi che poi non hanno decreti attuativi, fare in modo che l’accesso al credito delle banche sia meno complesso per questi interventi, sono soluzioni che hanno un peso economico molto più ridotto del nucleare e sicuramente una valenza molto maggiore.

    Altra grande parte di consumo e di inquinamento riguarda i trasporti e le infrastrutture. Una campagna di miglioramento della rete pubblica, il passaggio del trasporto merci dalle ruote ai treni, la riduzione del traffico nelle grandi città con il potenziamento dei mezzi pubblici. Anche qui, una campagna di miglioramento delle infrastrutture avrebbe effetti sull’intera collettività nonostante i costi, e i vantaggi energetici, pur notevoli, sarebbero un beneficio addirittura collaterale.

    Ma tornando solo alle fonti energetiche.

    La Cogenerazione è un sistema molto valido per ridurre quasi ovunque del 30% i consumi e le emissioni.

    L’eolico è una fonte energetica oramai matura che può essere piazzata quasi ovunque, posto che la gente non faccia troppe storie per i passeri.

    Il solare termodinamico (ovvero il modello che nell’immaginario collettivo oramai si associa forse erroneamente a Rubbia) ha alti costi ma è un progetto serio. Certo, richiede lo sforzo di fare un impianto, ma il costo non è paragonabile al nucleare e la resa a lungo termine molto maggiore.

    Questi sono ovviamente impianti grossi. Non è pensabile di risolvere il problema energetico con pannelli sul tetto di casa. Però, facciamo due conti: se ogni persona mette il pannello solare per l’acqua 12% di gas con una spesa relativamente economica. Voglio sapere quanti di voi che si riempiono la bocca con la questione energetica hanno l’impianto di questo tipo. E si parla di qualche migliaio di euro, il prezzo di un pavimento in Listone Giordano o di una Jacuzi.

    E’ facile far polemica. Ma è meno facile sapere le cose. E’ così che poi i cattivi governi, e ne abbiamo avuti sia di destra che di centro che di sinistra, vi imbrogliano: appoggiandosi sull’ignoranza.

  • # 62
    Laif
     scrive: 

    Facendo un discorso di costituzione del sociale, citando wikipedia “Senza alcun titolo di studio (o in possesso della sola licenza elementare) è invece il 36,52% della popolazione, circa 20 milioni sui 53 censiti nel 2001. Questa popolazione è considerata dalla ricerca come ana-alfabeta, cioè del tutto analfabeta o appena alfabeta. Questa situazione è stazionaria da 10 anni.” quindi per una qualsiasi forza politica non è così difficile creare dei percorsi di scelta, in un elettorato incapace di comprendere la problematica a fondo.

    Tornando nello specifico, da perfetto ignorante quale sono,(mi sono fatto un idea sul nucleare solo leggendo notizie come questa e vedendo qualche video su youtube) sinceramente non riesco a farmi convincere da chi è pro-nucleare, non tanto per gli incomprensibili calcoli che ho letto più su (che mi sanno tanto di fantascienza), quanto per l’effettiva realizzabilità del progetto…

    Qualcuno diceva di aver visto centrali (nn nucleari) con enormi perdite di vapore e senza manutenzione, altri dicono che una centrale nucleare sarebbe controllata da organi europei (quindi si risolverebbe il problema “italiani”).

    Io, nella mia scetticità, non riesco cmq a fidarmi totalmente (nella mia città doveva essere costruita una metropolitana in superficie con dei fondi europei e con relativo controllo, ad oggi il progetto è stato abbandonato e mancano all’appello molti soldi).

    Vedendo un vecchio video in cui Rubbia parlava della cosa con un nostro politico (che dimostrava una certa ignoranza sull’argomento, e questo aumenta la mia preoccupazione),il punto della discussione non era nè l’efficenza delle centrali, nè lo smaltimento delle scorie, ma piuttosto qualcosa di più tangibile come i costi. Grossi investimenti iniziali (chi è disposto a sostenerli, un privato? lo stato?) per poi iniziare a vedere un certo guadagno solo dopo 50 anni.

    Ultima cosa che mi lascia in dubbio (ma probabilmente è una mia falsa credenza) ho letto che negli USA, nonostante i grandi incentivi per l’apertura di centrali nucleari, negli ultimi anni pochissimi privati si sono interessati. Questo per quale motivo? ancora una volta mi viene da pensare che il problema sia economico.

  • # 63
    ido
     scrive: 

    Ma infatti, come ho scritto sopra, il problema energetico è un problema meramente economico e finanziario, non ambientale.
    Il rischio nucleare è in realtà pressochè nullo, e il problema delle scorie è, per le quantità in gioco, a tutt’oggi di molti ordini di grandezza inferiore al problema delle emissioni di CO2 e dei rifiuti “convenzionali”.
    Il fatto è che economicamente il nucleare non regge, ma fa effetto parlarne.

  • # 64
    Mirco
     scrive: 

    Ho scritto un post di risposta a questo sul mio blog:
    http://extropolitca.blogspot.com/2008/12/il-nucleare-al-capolinea-il-governo.html

    Qui aggiungo solo che esiste la tecnologia per mini reattori nucleari costruibili in serie, in fabbrica e trasportati sul luogo di operazione
    Reattori nucleari portatili Sicuri, non proliferabili de economici.

    I morti dovuti al nucleare si condano nell’ordine delle decine (qualcuno mi posti un link a un articolo scientifico sulle morti dovute a Chernobyl, grazie), mentre i morti dovuti all’energia solare sono già molto superiori (quanta gente more perché deve lavorare sui tetti a piazzare quei pannelli e a farne manutenzione? – quelli non contano?)

    L’energia eolica, essendo inaffidabile, ha la necessità di avere dei generatori elettrici che si attivino quando non c’è vento, per mantenere costante la produzione di energia; normalmente si tratta di centrali a gas il cui costo è enorme. Si parla tanto dell’eolico in Danimarca, ma non si dice che è un paese piccolo e che dipende in gran parte dalla Norvegia e dalla Germania per la produzione di energia elettrica di base.

    E, nessuno, spiega che se l’ITER mai produrrà un reattore a fusione nucleare costerà uno spropositoe sarà tanto radioattivo da doverlo piazzare lontanissimo dai centri abitati. In pratica serve solo per dividersi gli appalti. Una Fusione Nucleare a cui credere

  • # 65
    Bellaz89
     scrive: 

    x Ido

    Posto che avrei da discutere su quello che hai detto nel post 60, perchè affermi che il nucleare non è conveniente(anche se non è l’unico problema connesso alla produzione di energia)? cosa te lo fa dire, e quali spiegazioni adduci a questa affermazione? Poteva essere vera prima dell’ aumento del prezzo del petrolio (lasciamo perdere questo periodo, visto che è solo temporaneo), ma ora le carte in tavola sono cambiate, anche con l’introduzione della gen 3+.

  • # 66
    raskal
     scrive: 

    “Basta andare in africa sub-sahariana…lì hanno un altro sistema votato all’autarchia e all’autoconsumo. E sono pure ecocompatibili.”

    Si, oppure basta ricordarsi dell’Italia prima degli anni ’70 (ricordiamoci la trasformazione avenuta tra il ’57 e il’77 con 20 anni di Carosello…).

    Questo sistema economico non esiste certo dall’alba dei tempi, è un’invenzione relativamente recente dell’Industria in acccordo con governi “amici”.
    Non è certo tabù pensare di tornare sui propri passi e prendere un’altra direzione.

  • # 67
    raskal
     scrive: 

    Carlo Rubbia, il 30 Marzo 2008, 8 mesi fa, ha dichiarato:

    “Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il SOLE che ogni giorno illumina e riscalda la terra”

    “Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle SCORIE”

    “NON ESISTE UN NUCLEARE SICURO. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali”

    “Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”

    “I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”

    E alla domanda “Se è così semplice, allora perchè non si costruisce?”, Rubbia rispone:

    “Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.

    —————

    A parte queste illuminanti parole, penso che se proprio si vuole a tutti i costi pensare al nucleare sia meglio concentrarsi sulle centrali a torio, e non certo su quelle obsolete all’uranio.

  • # 68
    Bellaz89
     scrive: 

    a beh. costruiamo questo enorme specchio (posto che basti veramente) poi ne riparliamo. Ok Rubbia è un premio nobel della fisica (sulle particelle) ma è possibilissimo ci siano altre persone in Italia più preparate di lui, soprattutto sull’ ambito ingegneristico e gestionale, sull’ argomento produzione civile di energia. Inoltre essendo lui ingaggiato pienamente nella costruzione/progettazione di impianti termodinamici, mi riesce difficile pensare che possa parlare bene del nucleare in pubblico (e alcune cose, come le stime delle riserve , sono differenti da quello che dice, vedasi IAEA). Non voglio riscrivere le stesse cose per la 10a volta , anche perchè in questo caso non so nemmeno se ne ho l’autorità , invito comunque a leggere i post della scorsa discussione sul nucleare, o consultare i post di archivionucleare.

    (e comunque mi dirai poi perchè il torio dovrebbe essere più conveniente dell’ uranio, visto che per sfruttarlo è necessario la tecnologia per centrali di IV generazione e anche lui produce radiazioni significative durante la fissione) .

    Inoltre ‘illuminanti parole’ sono attributi che stanno meglio ai santoni, non agli scienziati, Rubbia incluso.

  • # 69
    ido
     scrive: 

    Il calcolo non l’ho fatto io. Lo ha fatto la Germania che, senza nessun referendum e con una decina di centrali sul territorio, ha deciso di interrompere la politica di nuclearizzazione e di chiudere le pratiche di appalto per le centrali non costruite, e di iniziare il processo di dismissione delle centrali esistenti, processo che, ricordiamolo, è lungo decine d’anni.

    Il calcolo si basa sul costo della centrale e delle tecnologie e sul costo di dissipazione del calore in eccesso. Inoltre si basa sugli enormi costi di dismissione delle centrali.

    Non mi invento nulla. Il calcolo di Rubbia è, in ordini di grandezza, abbastanza realistico, e anche considerando grandezze 10 volte maggiori, comunque siamo su livelli di convenienza molto più alti, nel calcolo del TCO complessivo.

    Diffido inoltre di chi pubblica i reattori nucleari piccoli fai-da-te, supponendo che sia così facile gestire una cosa complessa come un sistema di generazione di energia. Ci sono così tanti aspetti laterali, a parte il semplice macchinario di produzione di energia..

    Comunque, ognuno ha la sua opinione. Vi invito ad approfondire e a non credere alle parole di quello o quell’altro saggio.
    Passo e chiudo

  • # 70
    Laif
     scrive: 

    Grazie a raskal per le citazioni… hai sottolineato ancora meglio i miei dubbi (e di altri credo)sul nucleare, per quanto riguarda Rubbia, bhè le sue sono “illuminanti parole” decisamente, ritengo sia l’unica seria voce in capitolo (nn si vedono molti studiosi “più preparati di lui” che dicono la loro) dato che credo non abbia interessi nel sostenere una tecnologia piuttosto che un’altra.

    Ora più che mai sono convinto dal solare (vedrò cmq di informarmi meglio)

  • # 71
    Tsunami
     scrive: 

    Già il fatto che siano fortemente volute dal nano bastardo dovrebbe far drizzare le antenne a chiunque, sbaglio o su un recente numero di Focus (rivista di sua proprietà, tra l’altro) si parlava di nuovi pannelli fotovoltaici che catturano gli infrarossi? Se fosse così dovrebbero funzionare anche di notte…e poi vi fidereste più di Carlo Rubbia o di un mafioso? Dai…

  • # 73
    alejet
     scrive: 

    @tsunami

    …i raggi infrarossi sono emessi nelle transizioni vibrazionali dalle molecole che ci circondano e ci compongono a temperatura ambiente; per questo i gatti, che percepiscono quelle frequenze, ci vedono di notte. i pannelli solari ricavano energia dal sole, che spara molti più fotoni, per cui funzionano solo di giorno, il che non vuol dire che non funzionino pure se piove. i nuovi pannelli con celle al silicio lavorano molto bene nell infrarosso che guardacaso corrisponde alla freq, in energia, del gap del silicio drogato. sfortunatamente, ma in realtà meglio per noi, il sole emette soprattutto nel visibile, in particolare nel giallo. risultato? i pannelli solari ci vogliono, ma non fanno miracoli, non possono soppiantare le altre soluzioni almeno finchè non ci renderemo conto di quanta energia sprechiamo inutilmente, vedi pc con alimentatori da 1000 Watt per cosa? modellizzare proteine o il genoma? no, per far girare crysis

  • # 74
    mad in italy
     scrive: 

    Il mio sarà probabilmente il commento meno tecnico di tutto il lotto, ma mi sembra che nessuno abbia considerato nel discorso della produzione energetica che qualsivoglia fonte di energia rinnovabile che non sia basata su idrogeno, o geotermica, o idroelettrica, insomma su fonti che sia possibile sfruttare in modo costante, possono incidere sulla minore necessità di produzione di energia tradizionale o nucleare solo in parte e in determinati momenti nel corso delle 24 ore, senza garanzia di erogazione costante. Sembra che ci si dimentichi del fatto che l’energia in quelle quantità non può essere accumulata, ne conservata. L’unico modo in cui le fonti rinnovabili come fotovoltaico, eolico ed altre posso essere utili è nell’utilizzo casalingo, al fine di ridurre in alcuni momenti della giornata e in modo incostante, l’accesso alla rete elettrica tradizionale, che avrà sempre bisogno di una produzione costante. Fino a che non si avrà a disposizione una reale alternativa che garantisca una produzione costante di energia, e penso in questo caso all’idrogeno, nessuna economia potrà basarsi su energie rinnovabili se non in percentuali minime. Correggetemi se sbaglio.

  • # 75
    Ilruz
     scrive: 

    Un semplice pannello solare termico (fatto in lamiera di acciaio stampata, vetro e ceramica) mi sta facendo tenere spenta la caldaia per piu’ di 8 (OTTO) mesi l’anno.

    Quest’anno, grazie anche al riscaldamento globale, e’ stato acceso fino ad ottobre. Ad agosto ho dovuto installare un miscelatore, perche’ l’impianto andava in ebollizione (300 litri …) anche coon 1/4 dei pannelli esposti (!!!).

    Ho attaccato l’acqua calda diretta alla lavatrice e alla lavastoviglie (con miscelatore). La lavastoviglie e’ passata da due ore di tempo di lavaggio a 45 minuti :D.

    Quanto gas avro’ risparmiato? e se fosse andato in una turbogas invece che in caldaia? io li renderei obbligatori per tutte le case di nuova costruzione, e entro vent’anni per tutti gli altri.

    2 anni fa, ho cambiato frigorifero: il mio vecchio frigo aveva 14 anni, acquistato in un periodo dove la qualita’ del frigorifero si misurava in “stelle”, ovvero potenza frigorifera: pareti sottilissime e motori enormi, e via su di stelle fino al cielo – con il frigo nuovo ho ridotto i consumi AD UN QUARTO (reali), e sono 10/12 euro in meno di bolletta al mese, avvertibili da subito. In due anni, mi sono pagato il frigorifero, dopo di cui sono soldi in tasca a me.

    Incentivi o no, sto facendomi due conti per una caldaia a condensazione, per vedere in quanto la ammortizzo … ma avendo i pannelli termici, il tempo di rientro e’ di sette/otto anni …

    Le notizie su nuove tecnologie per il fotovoltaico si susseguono ogni giorno, e’ palese che c’e’ in atto un fermento mondiale sull’argomento: saranno tutti pazzi? a leggere i commenti qui postati (molti dei quali sono palesemente pilotati, spero che almeno vi facciate pagare bene) pare che la salvezza sia nel nucleare.

    Io credo che il problema in italia sia nella carente interconnessione delle centrali, ma io sono solo un tecnico che si occupa delle medie tensioni, lascio ai politici decidere di cosa dovro’ morire. Propongo pero’ di realizzare il primo sito di stoccaggio ad Arcore, almeno saremo sicuri che lo faranno per bene.

    Un pannello fotovoltaico e’ costruito con materiali pericolosi, ma e’ riciclabile interamente – e ho l’impressione che se si diffondesse il piccolo fotovoltaico il “problema” di gestione dell’energia sparirebbe; se ogni tetto italiano potesse produrre 0.5kWh di giorno (quando SERVE l’energia, se non funziona di notte non e’ un problema, visto che ne abbiamo da gettare) qualcosa mi dice che potremmo fare a meno di un bel po di centrali.

    Gia’ che ci sono gli esperti online, pensate ad un sistema di accumulo a volano, e potremmo fare a meno anche delle batterie.

  • # 76
    Dreadnought
     scrive: 

    Bello come tutti parlino di “nucleare al capolinea” quando il progetto ITER -in cui hanno investito moltissimi paesi europei- è ormai avviato con miliardi di euro spesi.

    http://www.iter.org/

    Evidentemente ci sono fuor di fisici che sono molto meno politicizzati del nostro Rubbia e credono nell’energia nucleare più di lui per convincere più di 15 governi a investire in un nucleare pulito che però non ha MAI dato frutto.
    Probabilmente i calcoli degli altri fisici sono più credibili di quelli di rubbia, quantomeno se non a livello algebrico sono più credibili a livello politico :)

  • # 77
    ido
     scrive: 

    @Dreadnought
    Tu sai che il progetto ITER è ancora nella fase di determinazione delle gare di appalto delle singole fasi di costruzione?
    Il progetto ITER non inizierà i lavori prima di altri 4-5 anni e non sarà completato se non dopo altri 8 anni.
    Diciamo dunque che l’impianto sarà funzionante non prima di altri 12 anni e, a partire da quella data, c’è da verificare il funzionamento essendo l’impianto sperimentale.
    Infine, l’impianto è economicamente svantaggioso, si fa perchè è il momento di tentare questa tecnologia.

    Va da se che la fusione atomica è un processo molto differente da nucleare classico. Non scendo nei dettagli, ma una centrale nucleare a fissione ha una serie di problemi endemici che la rendono difficile da smaltire al fine vita. Una centrale a fusione, ha meno problemi. Inoltre, di Deuterio ce n’è moltissimo nell’universo a costo zero o quasi, l’uranio è invece una risorsa scarsa.

    Si fa presto a parlare e a tifare. Ripeto: invece di cercare due link e farvene una ragione, studiate l’argomento approfonditamente.

  • # 78
    ido
     scrive: 

    @mad in italy.
    Ti sbagli. Ogni fonte di energia ha i suoi costi di impianto. Una centrale atomica non è certo un fornelletto da campo. Certamente anche un impianto a fonti rinnovabili ha i suoi costi. Per questo il fotovoltaico classico sarebbe da scartare oggi per il suo costo, mentre altre sorgenti, come solare termico o eolico, sono da preferire.
    Ma dici il giusto quando fai considerazioni economiche.
    L’energia è un fatto economico. Non si può dire “faccio energia dal sole” o “faccio energia dal nucleare” senza tener conto dei costi e del confronto con il costo di una semplicissima turbogas.
    Nel calcolo economico entra ovviamente anche il “costo ambientale” e il “fine vita”. Si parla infatti di TCO, Total Cost of Ownership, ovvero la valutazione di tutto il costo, dall’inizio alla fine dell’impianto.
    Facendo il TCO si scopre ad esempio che un impianto fotovoltaico è al limite della vantaggiosità, mentre un impianto nucleare noin è vantaggioso. Un impianto solare termico per l’acqua calda sanitaria è sempre vantaggioso. Un impianto eolico è sempre vantaggioso. etc etc.

  • # 79
    alejet
     scrive: 

    @Ido
    attenzione a semplificare tutto dietro una cifra… dimentichi la capacità di creare posti di lavoro, la possibilità di utilizzo in qualunque condizione geografica, nonchè quello che c è attorno ad una scelta: finanziare il nucleare di oggi significa finanziare il nucleare, a fusione, pulito e inesauribile, di domani (se te ne intendi, basti solo pensare agli impianti di produzione di deuterio). poi il tco è un indice meramente economico, da cui è facile esser tratti in inganno: senza ricerca sul nucleare non avremmo risonanze magnetiche, la possibilità di curare i tumori,…. non semplifichiamo le cose riparandoci dietro ad un numero, che personalmente considero molto antipatico: quante cose non si dovrebbero fare perchè economicamente svantaggiose? andare sulla luna? aiutare l africa? … non facciamoci comandare dall economia siamo noi, gli uomini, non i soldi, padroni (metaforicamente) del mondo

  • # 80
    mad in italy
     scrive: 

    @Ido
    Credo di essermi spiegato male. Sto escludendo dal mio discorso qualsivoglia riferimento a costi/benefici, a motivi politici ed altro. Dicendo che nessuna economia può basarsi se non in minima percentuale su fonti rinnovabili di energia, intendevo riferirmi quasi esclusivamente ai problemi relativi alla non regolare produzione di quantità di energia, parlando di fotovoltaico ed eolico (tra le fonti di energia più pulite diciamo, anche se pure esse hanno un impatto ambientale non esiguo). Altre fonti di energia come l’idroelettrico ed il geotermico, non possono sopperire alla fame di energia del mondo moderno. E per quel poco che ne so, le quantità di energia di cui stiamo parlando, per unità di tempo, non posso essere in alcun modo conservate. L’energia va consumata mentre viene prodotta. Partendo da questo presupposto, mentre il fotovoltaico ed altre forme, diffondendosi capillarmente, possono aiutare a diminuire per parte della giornata l’attività di produzione di energia delle centrali tradizionali, non potranno mai sostituirle. In questo senso le alternative sono ben poche e mi riferisco all’idrogeno. Ma la strada è ancora lunga, sembra. Fino ad allora, fonti alternative possono solo essere un coadiuvante, ma non sono certo la soluzione.
    Certo se tutti al mondo mettessero in opera operazioni di diffusione di massa di celle solari, etc. etc. sarebbe sicuramente un grande aiuto. Ma viviamo nella realtà non certo in una utopia. E anche in quel caso, non si potrebbe comunque fare a meno di centrali tradizionali, carbone, gas, nucleari. Almeno credo.

  • # 81
    raskal
     scrive: 

    @ Bellaz89:
    Il Torio sembrerebbe più conveniente dell’Uranio per 3 ragioni:

    1) Una centrale da 1 GW ha bisogno di circa 200 tonnellate/anno di Uranio per funzionare.
    La stessa centrale, ha bisogno di solo 1 tonnellata/anno di Torio per produrre la stessa energia.

    2) Il Torio è presente sulla terra in una quantita 10 volte maggiore dell’Uranio.

    3) Le scorie del Torio hanno una vita infinitamente inferiore a quelle di Uranio, dopo 200 anni è completamente sicuro e può essere re-immesso in atmosfera.

    Rubbia potrebbe anche non essere la persona più competente in ambito nucleare, ma ha senz’altro una reputazione nell’ambito della ricerca energetica (compresi progetti avviati nel 2008).
    Mi fido di lui perchè è un ricercatore che non si limita a dire “X è sbagliato, usiamo Z”, ma dice “X non è efficente, e Z non è ancora maturo. Intanto che sviluppiamo Z, usiamo Y”.
    Infatti Lui non è contrario a TUTTO il nucleare, ma ritiene il nucleare basato sull’uranio, inefficente, non conveniente e pericoloso. Sugerisce, intanto che si sviluppano altre forme energetiche, di avviare un nucleare migliore (es. centrali a Torio).

    Oviamente non è un santo esente da critiche, per esempio ignora quasi completamente i progetti indipendenti italiani sulla fusione fredda (anche Report ne fece un servizio), che è già realtà (ricercatori che se la fanno praticamente in casa) ma che viene volutamente ignorata da tutti i governi.

  • # 82
    raskal
     scrive: 

    Giusto per un pò di “auto-critica” mia verso Rubbia ed informazione generale, ho scovato su youtube un servizio realizzato molto bene proprio sulla fusione fredda in Italia.
    http://www.youtube.com/watch?v=2Sg2mwDcw-U&feature=related

  • # 83
    Dreadnought
     scrive: 

    @ IDO

    Veramente la progettazione dell’ITER è in ballo dagli anni 90 con pubblicazioni su varie riviste scientifiche divulgative. Progettazione rivisitata dopo più di 10 altri progetti simili -dagli anni 60 ad oggi- senza nessun risultato valido.

    Lo startup del progetto è stato terminato con la scelta del sito (sud della Francia) e del gestore dell’impiento (Europa).

    Anche la fusione nucleare produce scorie, tutte quelle derivate dall’emissioni di neutroni emessi nella fusione di trizio e deuterio. Tra l’altro sbagli quando parli solo di deuterio perchè quella è la fusione stellare, nel caso dell’ITER è differente.
    Di trizio tra l’altro non se ne trova certo tanto.
    Come nelle moderne centrali nucleari a fissione, i neutroni di troppo nella fusione vengono usati per arricchire materiali radioattivi e farli diventare combustibile utile (in questo caso Li[6] + n = H[3] + He++), diminuendo drasticamente le scorie e migliorando l’economia di gestione.

    Quindi come vedi tutto il mondo sta ancora investendo nel nucleare, sia nei tokamak che nei nuovi reattori a fissione, sempre più puliti ed efficienti.

    Che poi ci siano altre alternative valide è vero, ma se nessuno le finanzia un motivo c’è.

  • # 84
    ido
     scrive: 

    Non voglio insistere oltre con gli interventi. Il discorso è complesso e questo tipo di messaggistica non aiuta, e poi ci vorrebbe scendere nei dettagli e da parte mia non sarebbe etico, visto che l’energia è la mia professione.

    Però chi considera gli aspetti economici non rilevanti sbaglia. E’ la considerazione primaria, invece. Il problema energetico è, a tutt’oggi, un problema economico.

    Economicamente non si può vietare la vendita di macchine di potenza (e consumi) superiori al meglio del mercato. Economicamente, non si può vietare la vendita di pc iperpotenti e ad alti consumi.

    Economicamente nessuno fa il cappotto isolante alla casa, perchè costa. etc etc etc.

    Il discorso dei posti di lavoro non regge, è un ricatto sociale contro l’inefficienza. Allora chiudiamo le fabbriche e diventiamo tutti artigiani: si consuma meno energia elettrica (le macchine utensili consumano), e facciamo tutti posti di lavoro.

    La realtà, amici miei, e poi chiudo e non intervengo più, è che il discorso energia non è semplice ne banale. Ma certo non può essere affrontato con due link. Tuttavia, chiudendo sul nucleare, se USA, Germania, Giappone hanno cambiato rotta e stanno abbandonando il nucleare, noi che dobbiamo partire da zero, realmente avremo questa grande convenienza? io dico, conti alla mano, che questa convenienza non c’è. E’ la mia opinione, me ne prendo la responsabilità. Buon anno a tutti.

  • # 85
    Claudio
     scrive: 

    Personalmente Rubbia, per quando sia una grande persona, mi ha lasciato l’amaro in bocca quando pare abbia abbandonato il progetto di inertizzazione delle scorie radioattive: in sostanza si parla di un reattore con un bacino di piombo fuso con all’interno le scorie radioattive.. questo piombo fuso doveva essere colpito da un potente fascio di positroni che avrebbe scatenato la scissione di qualche neutrone per atomo di piombo, ciò avrebbe comportato la scissione delle scorie radioattive in scorie estremamente meno radioattive, tanto meno radioattive da poter essere trattate come semplici rifiuti tossici. Questo progetto è sparito… ed in concomitanza ne è uscito con le sue centrali termonucleari..ottime per carità, io dico che serve TUTTO ciò che è innovativo… però questo… abbandono per altro.. non mi è per niente piaciuto.
    L’altro progetto fantastico.. che mi fa pensare che il nucleare si può fare benissimo anche qui (anche perché poi diventa un incentivo per la fusione nucleare)… è un progetto di Fabio Cardone e Roberto Mignani, dove praticamente grazie agli ultrasuoni è possibile effettuare la fissione del ferro 56 in sali di ferro.. producendo NESSUNA scoria radioattiva… questa tecnica è applicabile anche alle scorie radioattive, con risultati migliori sia in termini di resa energetica (un fascio di positroni ha più fame di energia di semplici ultrasuoni) si in termini di inertizzazione, dato che rende le scorie completamente inermi.
    Questo progetto ha la bellezza di essere ripetibile al 100%, ciò significa che è tutto più che pronto per essere progettato il primo reattore sperimentale…
    In teoria il reattore di inertizzazione dovrebbe essere pronto nel 2010-2012 circa… mentre quello per la produzione di energia su larga scala…fra il 2012-2022 (personalmente, è sufficiente già il primo in partenza..)…
    Secondo me, il nucleare anche a fissione…ne ha di vita davanti.
    Basti anche pensare alla centrale di 4a generazione che già funziona da più di un anno in Russia (prodotta in parte da un’azienda italiana).. produce uno sputo di scorie per enormi quantitativi di energia..con rese centinaia di volte superiori a quelle di 3a generazione… La ricerca nel nucleare deve andare avanti.. e facendo il conto che il progetto di Cardone dovrebbe essere di proprietà dello stato Italiano, credo che qualche centrali già nei prossimi anni si possa costruire..senza rallentamenti però… sennò il gioco non vale la cendela con le centrali di 3a generazione..

  • # 86
    Claudio
     scrive: 

    Per quanto riguarda inoltre i periodi di crisi, vivendo nel campo dei polimeri ho notato una cosa:

    Già ora, e per il futuro, le previsioni economiche per il fotovoltaico e per il termodinamico non sono per niente rosee.. si vedono già difficoltà derivanti dai prezzi troppo alti, dai costi di gestione poco gestibili..
    Insomma, la crisi colpisce un pò tutto il compartimento dell’energia, non solo il termoelettrico.

    Rimane il fatto che se si vuole fare le cose per bene… bisogna utilizzare termodinamico al sud (al nord ha veramente poco senso rispetto ad una centrale nucleare.. oltre al fatto che non c’è lo spazio), eolico off-shore, il mare, cicli a gas combinato (mah… ancora per poco… maledetto Putin.)e nucleare.. un pò di tutto…

    PS. e soprattuto dei bei incentivi per il fotovoltaico e il termodinamico casalingo!!! Anche se messi come siamo, sarà dura metterli..

  • # 87
    xm
     scrive: 

    Senza offendere nessuno ma frasi come “Il nucleare al capolinea: il governo italiano controcorrente” a me fanno ridere, ma in che mondo vivete? Dovremo conviverci ancoa a lungo col nucleare ed ancora più a lungo con le sue scorie. Oggi come oggi qualsiasi tecnologia per la produzione di energia produce, direttamente e/o indirettamente, qualche forma di inquinamento. Qualche tempo fa non mi ricordo dove i verdi si opponevano alla costruzione di un impianto eolico per l’impatto ambientale (inquinamento paesagistico?). Investire nella ricerca sul nucleare non può, e non deve, voler dire non investire in altre tecnologie, credo che in futiro avremo bisogno di tutto quello disponibile: nucleare, eolica, solare, maree, etc… Oltre a questo bisogna ridurre gli sprechi e razionalizzare un pò tutto. Bisogna anche fare di più in campo edilizio, tutte le case devono essere più ecosostenibili. Ciao

  • # 88
    Jerry
     scrive: 

    Poverino Berlusca… non sa di cosa parla!!! Eppure lo si vota… BAH!

  • # 89
    Gaspode
     scrive: 

    Per risolvere il “problema energetico” globale, ma in particolar modo, italiano, ci sono solo due Vie.
    1 – Aumentare la produzione.
    2 – Diminuire i consumi.

    Nel primo caso, volendo, possiamo prendere in considerazione il particolare quasi irrilevante di aumentare la produzione in maniera sostenibile, e cosa vuol dire? Vuol dire riuscire a immettere un po meno C02 nell’atmosferea di quanto può essere assorbita. Il che non vuole assolutamente dire trovare fonti energetiche a impatto 0, non esistono, tutta la produzione umana inquina. Certo, talune cose possono essere gestite in maniera migliore di altre. L’argomento C02 è largamente ignorato, leggo e sento raramente qualcuno affermare che lo sfruttamento di risorse fossili stia immettendo nell’aria una quantità di C02 (e alre quisquiglie) immagazzinate nel sottosuolo terrestre in milioni di anni, e che il clima terrestre si regga su quel lieve squilibrio tra assorbimento di C02 e la sua produzione.
    Paradossalmente per l’ecosistema terrestre sono più tollerabili emissioni di radiazioni che emissioni di C02, la prova? Beh, leggetevi gli inquietanti resoconti ecologici, delle aree sottoposte, in modo o nell’altro, a inquinamenti da radiazioni, e completamente abbandonati dall’attività umana, potrebbe aprire scenari interessanti.
    Secondo caso, diminuire i consumi, beh, se tre cellulari, 3 televisori, 2 pc, ecc ecc in una casa sono eventualità frequenti e irrinunciabili, beh, diminuiamo il numero delle case no?
    Leggasi: decrescita demografica.
    Ora, da un lato l’unica alternativa per produrre di più con impatti più “sopportabili” è un mix miscelato di fonti DIVERSIFICATE e RAZIONALIZZAZIONE dei consumi. Dall’altro, potrebbe essere interessante una bella e massiccia politica planetaria di controllo delle nascite.
    Ora, escludiamo per assurdo le miriadi e spesso ridicole implicazioni morali e religiose, e prendiamo in considerazione solo le variabili COSTO/IMPATTO AMBIENTALE, mi dite voi quale sarebbe la scelta più oculata e razionalmente, più vantaggiosa?
    Meditate, meditate.

    Gas

  • # 90
    Bellaz89
     scrive: 

    X Raskal

    una centrale al torio, sarà sicuramente più costosa di una centrale nucleare convenzionale. Il solo fatto che sia una centrale sperimentale e non già applicata ne è una dimostrazione. Si può discutere sul fatto che ci sia una quantità 5 volte superiore all’ uranio , ma apparte l’ Advanced Candu Reactor termico , (peraltro abbastanza costoso e complesso, che presenta gli stessi vantaggi\svantaggi di altre centrali di gen 3+) ,per sfruttarlo è necessario centrali di 4a generazione o ADS. Con l’avvento di queste centrali verrà meno il problema della disponibilità (si arriverebbe alle migliaia di anni sia con il torio che con l’uranio), sia delle scorie (con questi reattori sarebbe possibile la trasmutazione delle stesse). Come ho già detto Rubbia ha tutto il mio rispetto, ma ripeto che secondo me è una figura troppo televisiva(in questo periodo) per essere presa come punto di riferimento. Meglio affidarsi a fisici e ingegneri di propria conoscenza al di sopra delle parti.

    Sulla fusione fredda invece fa bene ad avere riserve (non ha ancora soddisfatto alcuni punti richiesti dal metodo scientifico rigoroso, di conseguenza non si può biasimare uno scienziato se non è convinto di questa teoria). In ogni caso con la Cina sempre più affamata di energia si vedrà se questa è una teoria corretta o no

  • # 91
    Bellaz89
     scrive: 

    X Ido

    Posteresti i documenti dove vi è riportata la ‘non vantaggiosità’ e questo famigerato TCO (che non ho ancora ben capito a cosa si riferisca al 100%) anche perchè ultimamente la Germania sembra titubante rispetto all’ estensivo piano di smantellamento progettato (ha già deciso di posticipare il decommissioning aumentando così la vita utile delle centrali)

  • # 92
    Bellaz89
     scrive: 

    Sempre per Ido
    Post 84
    “se USA, Germania, Giappone hanno cambiato rotta e stanno abbandonando il nucleare”
    Nella Germania, vedi sopra.
    Negli USA sono in corso dei progetti di approvazione per la costruzione di nuove centrali nucleari(in particolare di Westinghouse AP1000 e GE ABWR), alcuni in stato avanzato.Non mi pare il caso di parlare di abbandono dell’ energia nucleare.
    Nel Giappone , sono in costruzione unità ABWR, altre sono in via di approvazione.

    Dov’è questo tanto sbandierato abbandono del nucleare?

  • # 93
    GP
     scrive: 

    Curiosita’ mia, mi dite dove sta scritto che nel referendum dell’86 l’italia ha deciso di non dovere piu costruire centrali nucleari e di smantellare quelle gia’ costruite, perche’ vedendo il testo di quel referendum a me non pare che non si possano costruire centrali nucleari in italia.

  • # 94
    GP
     scrive: 

    referendum dell’87 non dell’86, se il comune e’ d’accordo la centrale si puo costruire, e l’enel non puo’ costruirle all’estero (anche se mi sembra che ora partecipi alle costruzioni di centrali nucleari in europa).

  • # 95
    Bellaz89
     scrive: 

    Sempre per Ido
    Post 84

    “…se USA, Germania, Giappone hanno cambiato rotta e stanno abbandonando il nucleare…”

    Nella Germania, vedi sopra.

    Negli USA sono in corso dei progetti di approvazione per la costruzione di nuove centrali nucleari(in particolare di Westinghouse AP1000 e GE ABWR, anche se in gara c’è l’ US-EPR), alcuni in stato avanzato.Non mi pare il caso di parlare di abbandono dell’ energia nucleare.

    Nel Giappone , sono in costruzione unità ABWR, altre sono in via di approvazione.

    Dov’è questo tanto sbandierato abbandono del nucleare?

  • # 96
    massimo m.
     scrive: 

    Ottimo il commento di ilruz.
    come a dire: si parla tanto di energia, ma se ognuno cominciasse a fare la sua parte, sarebbe meglio!

  • # 97
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    Sulla non sostenibilita’ dei costi e sulle condizioni di rischio dell’investimento nucleare, “linko” questo recente studio, riguardo alla situazione americana, condotto da Craig A. Severance, autore del libro “The Economics of Nuclear and Coal Power” e assitente del presidente della commissione per il commercio dello stato dello Iowa.

    http://climateprogress.org/wp-content/uploads/2009/01/nuclear-costs-2009.pdf

  • # 98
    Notty
     scrive: 

    sarebbe così bello che ognuno nel suo piccolo pagasse in base al tipo di energia elettrica che vuole consumare.. così se c’è uno che vuole il fotovoltaico gli si fa pagare 0.4 €/KWh + trasporto/distribuzione/componenti A-UC/dispacciamento/regolazione di tensione/riserva di potenza/sbilanciamento/oneri di sistema etc etc etc

    chi preferisce il metano passa a 0.08 e sta più felice ..

    chi vuole il carbone scendere a 0.05 e chi vuole il nucleare, quando sarà fatto, vedrà i suoi costi.. che nel 1999 erano pari a 35 lire al kWh.. ovvero 0.017 €/kWh..

    perchè lo so ?.. perchè compravo da EDF a 35 lire al kWh al posto di comprare da ch iaveva le fonti rinnovabili che all’epoca erano attorno alle mille lire al kWh …

    poi che si voglia credere al neo comico Rubbia ok :-D

    p.s. tutti quelli che vogliono l’ecologia al 100% .. spengano tutto.. gli impianti fotovoltaici installati oggi fra 20 anni vanno smantellati.. e il silicio usato per le celle non è sinonimo di eco-compatibile :-D

    ah.. altra cosa di cui non si parla mai.. gli impianti fotovoltaici aumentano la quantità di sole irradiato nella zona dove sono aumentando la temperatura dell’ambiente e modificando il clima.. se ne sono accorti la dove hanno gratacieli di vetro.. fate una città di tetti .. e quando loro non producono perchè il sole è all’angolazione sbagliata voi state portando il sole a qualcuno (riflessione) a cui non serviva.. ma lo state scaldando..

    sarebbe bello che uno specchio di complessivi 10 km^2 sparpagliato in italia potesse generare un aumento di 1 grado :-D

    ah.. beata ecologia fatta con la politica..

    se volete essere ecologici buttate via i gadget tecnologici così non serviranno nuove centrali e chiuderanno anche quelle attuali..

    :-D

  • # 99
    alejet
     scrive: 

    @Notty
    concordo su quasi tutto, peccato che t 6 rovinato con la stron**ta sulla riflessione dei pannelli fotovoltaici…. davvero, non diciamo stupidaggini! la riflessione dei pannelli è minima, sul 20%, roba che le finestre trasparenti di casa tua sono meno trasparenti. poi i pannelli assorbono gran parte (90%) della radiazione che scalda, cioè quella infrarossa, per cui semmai raffreddano, argomentando semplicisticamente.

  • # 101
    Bellaz89
     scrive: 

    x roberto

    cosa vorresti dimostrare con questo post?

  • # 102
    perchè son mona
     scrive: 

    fotovoltaico tre kw, piu’ solare termico il tutto con incentivi 2700 euro, con accordo bancario e conto energia costo totale 2700 euro. Durata media impianto monocristallino 25 anni da tre anni sono completamente indipendente fra due andro’ in attivo cioè comincio a guadagnare.
    Tra le altre cose ho istallato una micro turbina in un canale costo 2000 euro 1 kw.
    Nucleare no grazie.

  • # 103
    Marco
     scrive: 

    “poi che si voglia credere al neo comico Rubbia”

    Hai ragione, dovrebbero revocargli il Nobel e darlo a te!

    “e il silicio usato per le celle non è sinonimo di eco-compatibile”

    Concordo anche qui, molto meglio le scorie radioattive.

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