di  -  giovedì 23 ottobre 2008

In una dichiarazione che ha sorpreso molti analisti e osservatori, il Director, Global Ecosystem Programs, Mobile Internet Devices di Intel ha definito gli smartphone attuali non troppo smart. Il motivo? Non usano processori Intel, e come tutti sanno fin dai tempi del Pentium 3, solo con CPU Intel x86 è possibile ottenere una piena esperienza della rete.

Fa piacere, nel grigiore del mondo informatico, scoprire che c’è ancora qualcuno che ha senso dell’umorismo. Per chi non lo ricordasse ARM, azienda fabless inglese, detiene la proprietà intellettuale delle CPU integrate nella quasi totalità degli smartphone delle ultime generazioni, ma anche di infiniti altri prodotti, che vanno dall’elettrodomestico evoluto fino alla stampante, passando per console portatili come Nintendo DS. Per dirla con John Stokes, quasi tutti i dispositivi dotati di una batteria e uno schermo hanno CPU ARM.

Intel, che ha venduto nel 2006 la sua divisione dedicata alla produzione di chip con architettura ARM, non dev’essere al contrario molto soddisfatta del grado di penetrazione delle sue CPU x86 sui dispositivi del segmento ultramobile. Anzi, è oggi corretto affermare che la partnership di ARM con i produttori di OS per smartphone, Microsoft inclusa, produce numeri molto superiori a quelli del mondo Wintel.

Secondo Kedia dunque uno smartphone non è davvero smart se non usa una CPU x86, il che implica che i produttori di smartphone siano un branco di idioti, a partire ovviamente dall’ultimo arrivato, Steve Jobs, che ha perso l’occasione per offrire ai suoi clienti la vera esperienza di Internet, ignota ai suoi competitor.

L’ansia della battuta ha forse tolto a Kedia il tempo di ricordare che la gamma di chip ARM, offre un’efficienza energetica che la miglior produzione di Intel non può tuttora raggiungere. È vero che Intel ha processi produttivi allo stato dell’arte, ma è pur vero che l’architettura x86 paga il dazio della sua pesantezza, che in un mercato dove 0.1 watt fanno la differenza, non è cosa da poco.

È forse anche per questo che il settore mobile ha sempre fatto, fa, e forse continuerà a fare comodamente a meno di x86. Con buona pace di Kedia e dei suoi mantra.

22 Commenti »

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  • # 1
    StyleB
     scrive: 

    a mio avviso l’unico problema di iphone è la chiusura dell’os e quindi l’apple stessa…

  • # 2
    Federico
     scrive: 

    Si potrebbe rigirare la frase con: il problema dei Mac (e di tutti i PC) è Intel!
    Abbandonare definitivamente l’architettura x86 sarebbe un passo avanti notevole!
    Ovviamente un cambiamento così radicale comporterebbe non pochi problemi, quindi lo vedo come un sogno quasi irrealizzabile…

  • # 3
    Fade
     scrive: 

    Beh ARM è forte di un’esperienza enorme nel campo, ma Intel non mi pare stia a guardare. Nonostante tutto Atom è un buon passo avanti, per essere un primo tentativo; una volta integrato con un chipset recente (o forse sarebbe meglio dire decente!) e affinato il processo produttivo per ridurre rispettivamente consumi e costi, non dovrebbe risultare male per device “semplici” come può essere uno smartphone o un forno a microonde o quel che è. Insomma se fa tranquillamente girare un netbook con applicativi relativamente pesanti e windows vista, non dovrebbe avere il benché minimo problema con uno smartphone o una stampante… sbaglio?

  • # 4
    Banjo
     scrive: 

    Beh, se l’iPhone avesse un “unico problema” sarebbe magnifico… il fatto è che di problemi l’iPhone ne ha una valanga!

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Fade
    Un conto sono i dispositivi alimentati a batteria, altra cosa sono quelli alimentati e altra ancora sono gli elettrodomestici evoluti.
    Nel primo caso l’assorbimento energetico è fondamentale, nel secondo va bene anche un celeron, nel terzo gli ARM che vanno a finirci dentro sono molto più piccoli e meno potenti di quanto non serva sulle altre categorie citate.

    @ Federico
    Apple fino a ieri montava PowerPC, la proiezione sul mondo personal dell’architettura che detiene saldamente i primi posti nella top 500. La quota di mercato di Apple non si è tuttavia dimostrata sufficientemente ampia da giustificare un’evoluzione di PowerPC tale da tenere il passo con x86…

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Fade
    E comunque la leadership di ARM nel settore metterebbe Intel nella condizione di dover percorrere una strada in salita anche se avesse un processore migliore e più efficiente.

  • # 7
    Federico
     scrive: 

    Domanda:
    Intel detiene ancora la licenza per la produzione di CPU ARM?
    So che la divisione XScale è stata venduta alla MArvell Technology, penso quindi che Intel non possa più realizzare processori basati su ARM.
    Confido in qualcuno informato sull’argomento.

  • # 8
    Fade
     scrive: 

    Riguardo l’assorbimento… io tanto tempo fa avevo un Nokia 3650 (quello con la tastiera “tonda”!) con Symbian 6. Immagino dentro avesse un ARM… la batteria durava fino a 5 giorni, ma era lento, tremendamente lento a volte. Avrei preferito di gran lunga una durata di “soli” 2-3 giorni (al giorno d’oggi difficile rimanere più di 2 giorni lontano da una presa, e se anche capitasse si può sempre portarsi una batteria di riserva…) ma un pò più di potenza per le applicazioni.

  • # 9
    Federico
     scrive: 

    @Alessio
    Infatti quando quando la Apple utilizzava ancora i PowerPC, ero veramente affascinato dai Mac.
    Sicuramente a livello commerciale è stata una buona scelta per Apple passare a Intel; questo ha sicuramente abbassato i costi e permesso di utilizzare un’architettura in continuo sviluppo, però qualche “maniaco” come me è rimasto comunque deluso.

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Federico
    Chiunque può realizzare processori su licenza ARM, a patto di pagare le relative royalty. Intel con la vendita di XScale si è semplicemente liberata di tutta l’infrastruttura e la forza lavoro richiesta per la produzione di quei chip.

    Sulla press release della vendita ti xscale a marvell trovi questa considerazione che getta luce sulle strategie di Intel:
    The sale also will enable Intel to focus its investments on its core businesses, including high-performance, low-power Intel Architecture-based processors and emerging technologies for mobile computing, including Wi-Fi and WiMAX broadband wireless technologies.

    Non è chiaro se già in quella sede s’intendesse far fare a x86 il lavoro delle CPU ARM ma a giudicare dai tempi direi di sì.

    La press release intera la trovi qui: http://www.intel.com/pressroom/archive/releases/20060627corp.htm

  • # 11
    Enrico
     scrive: 

    Chissà che gli smartphone non siano l’inizio della fine del dominio dell’architettura x86. Considerato che questi dispositivi sono destinati a diventare sempre di più il centro nevralgico delle nostre attività informatiche, coni pc sempre più relegati in un angolo, qualche euro potremmo pure scommetterlo.
    Io ad ogni modo sogno un mondo tutto RISC :-)

  • # 12
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Federico
    Non per niente mi sono preso nel 2005 un iBook G4, per ricordarmi di un’epoca in cui “un altro mondo era possibile” :-D

  • # 13
    Federico
     scrive: 

    Grazie Alessio per le tue risposte.
    Sicuramente in un futuro un iBook G4 entrerà a far parte della mia collezione… :-D

  • # 14
    Vasco
     scrive: 

    @ Alessio
    “getta luce” ?!?

    …ma non c’è un limite?

  • # 15
    Anonimo
     scrive: 

    Quando vedremo uno scythe ninja o uno zalman per smartphone ?

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Vasco
    Mi rallegro per l’arrivo di un professore d’italiano nel nostro umile blog!
    Una domanda: con tutto il bisogno che c’è di professori nel mondo perdi il tuo prezioso tempo a correggere i commenti sui blog?

  • # 17
    luca
     scrive: 

    solo con CPU Intel x86 è possibile ottenere una piena esperienza della rete.
    credo che AMD gradirà estremamente questa cosa

  • # 18
    avve
     scrive: 

    Il problema degli smartphone è l’OS, che spesso non li affranca dalla presenza di un pc. Un pc, è una cosa a sé stante, ci puoi scaricare i programmi e installarli e usarli. Con uno smartphone, spesso, no. Le applicazioni che esistono per smartphone sono pesantemente castrate, spesso sono poco più che demo. Sul 486 che avevo 15 anni fa usavo Lotus 1,2,3 (per dos) e faceva di più di quanto si riesce a fare su un cazzofonino con 8 volte la ram di allora e 4 volte l’hard disk di allora.

    E’ vero che se un cazzofonino montasse su un x86, ci si potrebbe installare xp, e si potrebbero usare le applicazioni che si usano per pc, ma a che prezzo? L’autonomia? Le dimensioni? La lentezza?
    Imho invece bisogna sperare che i produttori di OS si sveglino e producano qualcosa che non sia solo un accrocchio grafico per il telefonino e per accedere a quattro puttanate di programmi malriusciti, ma un vero sistema operativo in grado di consentire l’uso del dispositivo come se fosse un pc. Perché la potenza, c’è.

  • # 19
    Daniele
     scrive: 

    @Enrico – Io ero convinto che sull’onda dell’eee pc con linux qualche produttore avrebbe giocato la carta arm + linux per realizzare un netbook particolarmente attento ai consumi e contenuto nelle dimensioni, invece questa cosa non è accaduta e forse non accadrà neanche con l’introduzione dell’atteso nVidia Tegra che promette prestazioni da Atom o superiori.
    È un peccato perche i netbook sarebbero potuti tranquillamente giungere dal basso (smartphone e PDA) anziché dall’alto (notebook).

    @ Federico – ho fiducia che una piattaforma risc venga rispolverata in futuro da Apple per realizzare forse il suo netbook, magari basato su PAsemi che con i PowerPC condivide molto. Sono anche io un vecchio machintosharo accanito che ogni tanto riavvia il suo PowerMac7600.

    Il problema è il software dicono alcuni, ma io non credo. Oggi grazie a linux e all’opensource puoi avere una grandissima quantità di software quasi a prescindere dalla piattaforma hardware su cui lavori. L’unico vero ostacolo poteva essere il metodo di fruizione, di certo un cellulare oggi ha più potenza di un 486 ma come oggetto è molto più scomodo da usare, ècco perche i netbook potrebbero costituire il salto, lo sdoganamento di una delle ultime architetture risc presente sul mercato (e sviluppata) che finalmente entra nel mondo dei “computer dei grandi”.

  • # 20
    Enrico
     scrive: 

    @ Daniele
    Perfettamente d’accordo con te. Purtroppo gli smartphone fin’ora avevano il problema di non avere un sistema operativo davvero all’altezza delle potenzialità dei dispositivi di ultima generazione.
    Da quello che ho visto in alcuni video recenti Android promette molto bene e da questo potrebbe germogliare qualcosa di importante.

    Mi viene qualche dubbio però riguardo ad un ritorno di Apple all’architettura PowerPC di IBM.

    Ufficialmente il salto di barricata di Apple, verso l’x86 quasi sembrò indolore e naturale, ma secondo me, sotto sotto, ce ne furono di attriti tra la Mela e IBM.
    Alla fine dell’era PPC il rinnovo di gamma non entusiasmava più per il salto di qualità dei processori rispetto alla generazione precedente di iMac e Workstation e nel comparto notebook la situazione era rimasta stazionaria con gli antiquati (anche se validissimi tutt’ora) G4.
    Questo mentre IBM investiva fior di soldini per sviluppare processori per console videoludiche (Nintendo Gamecube e Xbox 360).

  • # 21
    Daniele
     scrive: 

    … manco a dirlo!
    http://www.hwupgrade.it/news/portatili/netbook-con-processori-arm-in-arrivo-fra-qualche-mese_26948.html

    http://www.slashgear.com/arm-cortex-a8-based-netbooks-this-year-manufacturers-unknown-2320139/

    e visto che siamo in ballo a questo punto credo che aspetterò prima di fare altri acquisti :)

  • # 22
    AlessioF
     scrive: 

    Aggiungo a questo post per completezza che la futura versione di Windows (8) verrà realizzata anche per ARM.

    http://www.businessmagazine.it/articoli/2682/microsoft-apre-il-supporto-ad-arm-un-nuovo-futuro_index.html

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