di  -  venerdì 29 agosto 2008

Torno da poco da un viaggio negli Stati Uniti, un Paese dai molti pregi e difetti, nonché dalle mille contraddizioni. Se da una parte è possibile assistere ad una diffusione della tecnologia davvero capillare, almeno nelle zone urbane, dall’altra non si possono notare certe incongruenze di fondo, che ti fanno tornare nel tuo Paese con l’idea che in fondo non siamo poi messi così male.

Green EraNel corso del recente IDF, Intel Developer Forum, si sono sprecati fiumi di parole per sottolineare l’impegno di ogni azienda attiva nel settore informatico e di elettronica di consumo per contenere i consumi energetici, inseguendo quel concetto di “Green” portato agli onori della cronaca sul suolo stars and stripes sia da Al Gore, sia da una campagna informativa particolarmente convincente.

Sulle prime, da buon italiano, ti viene subito da pensare quanto siamo indietro noi, dove una campagna informativa di tale portata arriverà… non si sa quando. E’ quindi con rinnovato entusiasmo che assisti a presentazioni di prodotti, ad esempio processori, che vengono descritti come passi verso un’economia ed una società eco-sostenibili, grazie anche ai 5W risparmiati a parità di frequenza rispetto al precedente modello.

Seguono slide con il numero stimato degli N processori in circolazione, con conseguente calcolo dei 5xN Watt risparmiati e grande sfoggio di milioni di dollari ipoteticamente non spesi. Tutto incoraggiante. Torni in hotel pensando a come finalmente la sensibilizzazione per i temi ambientali stia assumendo sempre più importanza, così come la presa di coscienza che l’uso libertino delle risorse stia subendo un opportuno ridimensionamento.

Tendi a non fare caso, fermo al semaforo pedonale, all’automobile che ti passa di fronte, che emette rumore e fumo da pullman da gita delle medie. Chiedi all’amico americano spiegazioni, e dopo opportune conversioni pollici cubici – cm cubici scopri che è una Trans AM, una berlinotta con un motore 8000cc. La mente va ai consumi, ma pensi fra te e te che sono automobili dell’opulento passato.

Ora tutto è diverso, siamo nella Green Era.

Al rientro in camera scopri di avere freddo. Eppure è agosto, a San Francisco, California. Guardi il termostato del climatizzatore ed anche qui, fatte le dovute conversioni Fahrenheit – Celsius, scopri che la donna delle pulizie ha impostato l’aria condizionata a 15°C. Ti viene in mente la slide vista in precedenza, ed a quanti Watt si siano persi per tenere tutto il giorno la stanza a quella temperatura.

Segue calcolo mentale degli ipotetici N climatizzatori installati nel Paese. Scopri, parlando con i colleghi, che è tutto normale. Lo statunitense medio teme mortalmente il caldo. Lo dimostrano anche le bibite servite appena sopra la temperatura di congelamento, le macchine per il ghiaccio presenti ad ogni piano dell’hotel (Hotel Marriott, 55 Fourth Street, San Francisco, vedere per credere) e ogni bevanda servita, vino rosso compreso, opportunamente portata in tavola sotto una piccola calotta artica. Pensi a quei 5W del processore come ad una goccia risparmiata in un oceano di spreco, ma ancora non ti rassegni.

Siamo nella Green Era.

Accendi il televisore (dopo aver aperto la finestra e spento il climatizzatore) e arriva il colpo di grazia. Pubblicità. Un uomo d’affari in bicicletta, in compagnia di un collega decisamente affaticato. Strade insolitamente deserte. Inquadratura del prezzo del carburante, tre volte quello osservato in strada pochi minuti prima.

Flash di inquadrature ritraggono la silhouette di una automobile. Non fai che pregustarti quella che non può essere altro che la pubblicità di un’auto elettrica o qualcosa di simile. Interessante. Nessuna auto in giro se non lei, lenta e sorniona come una gatta sazia. La visione apocalittica delle strade deserte e di gente costretta a piedi e in bicicletta subisce un crescendo, ma l’auto, guardata con invidia dagli appiedati, fa finalmente la sua comparsa.

E’ una BMW 328. Si, una BMW 328. Elettrica? No. Ibrida? No. Quella normale. Un’auto che col piede di velluto fa i 10 con un litro, che dimezzano col piedino pesante. Il santo Graal del risparmio per il management BMW in USA.

Vai a dormire perplesso. 5W risparmiati… siamo nella Green Era?

15 Commenti »

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  • # 1
    Qwert
     scrive: 

    bellissimo post..

  • # 2
    Parappaman
     scrive: 

    Non dimenticare che negli USA il trattato di Kyoto è stato riciclato come carta igienica per cani :D
    L’analisi che hai fatto è pressappoco la stessa che ha fatto mio zio una volta tornato dall’America dopo averci vissuto una buona dozzina di anni. Praticamente lo spreco è all’ordine del giorno. E non è solo relativo al consumo di energia elettrica e combustibili: basti pensare all’acqua riversata nelle docce a mò di cascata del Niagara, ai rifiuti causati dal compulsivo ricorso al monouso, al consumismo dato dalla necessità di non cercare neanche di riparare ciò che è rotto. E’ un paese che non raggiunge il collasso solo grazie alla sua immensa capacità nel catalizzare le risorse mondiali in sè stesso trasferendo al tempo stesso i problemi interni quanto più lontano possibile dagli occhi del popolo.

    Però dai, 5w risparmiati sono sempre 5w! XD

  • # 3
    cape
     scrive: 

    un post molto interessante e drammaticamente lucido.
    continuerò a pensarci mentre stasera assemblo il mio htpc con processore atom ke consumerà 1/3 di quello ke ho adesso.

  • # 4
    Giulio
     scrive: 

    Beh che dire… Presto o tardi, vista l’ascesa di altri giganti del pianeta, dovranno darsi una regolata anche loro… A me, però, preoccupa che l’ascesa degli altri giganti possa avere lo stesso “style” di quella USA…

  • # 5
    TheDarkAngel
     scrive: 

    continuo a pensare che il vecchio continente ha sempre un approccio più umano e a misura di uomo, se dobbiamo avere invidia per qualcosa è solo per i paesi scandinavi e non certo per quella baracca U.S.A.

  • # 6
    GB
     scrive: 

    Ciao Ale, come non darti ragione sull’istantanea che ci hai trasmesso dagli states, la cosa a mio avviso più preoccupante è data dall’influenza, in molti/troppi casi negativa che questo popolo attraverso i media (serie tv e film in primis) trasmette al resto del globo, un esempio lampante che rende l’idea viene dato dall’hammer, che in Italia non avrebbe senso di esistere, ma che invece viene esibita a mo di status simbol, da i nuovi ricchi di portafoglio ma poveri di cervello (ed aggiungo senza cultura intesa nel suo senso + ampio).

    Io spero che si possa cambiare mentalità prima di arrivare al punto x, cioè quando saremmo _costretti_ a cambiare le nostre abitudini non x volontà e presa di coscienza del problema energetico, ma per la mancanza di risorse.

    La nostra nazione temo si troverà in seria diffoltà data la sua storia e relativi impedimenti, si pensi solamente ai centri storici di molte città dove fare dei cambiamenti risulta problematico, se non impossibile visti anche i molti vincoli.
    Il tessuto urbano era stato concepito con altri parametri e altre esigenze, senza dimenticare la poca lungimiranza della nostra classe politica.

    Una campagna informativa seria, con premi x i comuni e i cittadini + virtuosi, credo sia d’obbligo, purtroppo le poche “pubblicità progresso” temo non ottengano il risultato sperato, sensibilizzano solo chi è già sensibile a queste problematiche lasciando indifferenti (questa è una mia statistica empirica) l’80% della popolazione, con enormi sacche nelle fasce + anziane.
    Vi è inoltre da dire che attività commerciali con consumi paragonabili a centinaia/migliaia di famiglie non adottano nessuna polita in tal senso, vanificando a volte il lavoro del singolo.
    La strada comunque è stata imboccata speriamo di non trovare troppi ostacoli verso una era-verde globale e non limitata solo a piccole porzioni/settori della nostra vita.

    Giovanbattista

  • # 7
    Pio Alt
     scrive: 

    Gran bel post, davvero, ci hai fatto toccare con mano quello che con lunghi discorsi non si capisce mai fino in fondo.
    .
    Abbiamo sbagliato a sottoscrivere il protocollo di Kyoto!
    O meglio: ad eleggere i politicanti che hanno sottoscritto il protocollo di Kyoto per farsi belli in televisione! :-)

  • # 8
    Marco
     scrive: 

    Perfettamente e totalmente d’accordo con quanto rilevato dal Dr. Bordin.
    Sempre a proposito degli stili di vita U.S.A in questo momento mi torna in mente una torrida estate di qualche anno fa in cui la city di L.A andò letteralmente in crisi quanto ad energia elettrica a causa della pantagruelica fame di MWatt*h richiesti dalla quantità sterminata di climatizzatori negli uffici, nei negozi ecc. ecc.
    E Los Angeles come la quasi totalità delle megalopoli occidentali è “servita” da apposita/dedicata centrale a fissione nucleare…
    Sono abbastanza pessimista quanto alla capacità umana di adeguare i propri stili di vita alle poche risorse disponibili e magari non rinnovabili…
    Di questo passo alla forma di intelligenza “artificiale” (secondo alcune teorie sui paradossi spazio tempo non proprio del tutto artificiale) chiamata in una nota saga di fantascienza “Skynet” non servirò nemmeno mandare un suo fidato “figlio” indietro nel tempo in una diversa timeline: l’essere vivente conosciuto come “uomo” le avrà già preparato la strada aperta…
    Grazie.

    Marco71.

  • # 9
    Berio86
     scrive: 

    Vengo preso in giro dai miei amici perchè ogni volta spengo il televisore con il pulsante.
    Ho una macchina piccola, due pezzi di lamiera su 4 ruote ma fa 20 con un litro.
    Ogni volta che mi allontano dal computer, spengo monior e metto modalità basso consumo…
    e mi dico, wow ho risparmiato 10W e un litro di benzina oggi…
    poi magari, sono a casa di qualcuno usciamo e lasciano il televisore acceso “per spaventare i ladri”
    sono fermo al semaforo, mi si affianca quello con il suddetto BMW e inizia a fare “wroom wroom”…
    c’è chi lascia acceso un quad core pompato al doppio con una camera del vento al suo interno e 4 monitor per scaricare un film senza neanche impostare “spegni il computer a download completato”…
    il problema è questo, per ogni persona che si mette a risparmiare un’altra pensa “ah ma se lui risparmia io posso sprecare un po di più”…
    a volte mi fa pena tutto questo
    e soprattutto quando penso all’italia, se guardi i lampioni qi da me sono ancora tutti a lampadina, accesi tutta notte consumano tantissimo, basterebbe cambiarli tutti (è vero ha un costo) e metetre dei piu luminosi e duraturi lampioni a led per risparmiare un 60%
    ma qui non ne abbiamo proprio voglia, forse è proprio la voglia della collettività a portare verso il basso…
    poi l’apoteosi è quando pensi “abbiamo speso soldi per rovinare il mondo, adessso dovremmo spenderne di piu per risanarlo”
    concludo dicendo : viva la honda FCX clarity

  • # 10
    Francesco
     scrive: 

    Molte delle persone che conosco sprecano oltremodo, e quando faccio notare che lo sforzo necessario ad evitare quegli sprechi è davvero minimo, ricevo costantemente dei “che te ne frega”. Si tratta dello stesso genere di persona che non vuole imparare, che prende consigli per insulti. E il bello è che sono giovani. Speriamo la situazione migliori…

  • # 11
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Tutto il mondo è uguale.
    Se la gente non è con l’acqua alla gola non gliene frega niente per problema.
    Europa=USA=Cina

  • # 12
    Pio Alt
     scrive: 

    concordo con te Berio86, a cosa può servire cercare di diminuire i consumi e le emissioni di 50 milioni di italiani? se poi i 3,5 miliardi di cinesi e indiani fanno il possibile e l’impossibile per consumare di più, sprecare di più, emettere di più sempre di più.
    In buco dell’ozzono Kyoto e tutti quei miliardi che non lo hanno sottoscritto e vanicano gli sforzi dei pochi che fanno qualcosa.
    E’ una guerra persa.

  • # 13
    Fausto
     scrive: 

    Io invece non sono daccordo visto che il 70% delle risorse lo consuma solo il 20% della popolazione mondiale. E in questo 20% c’è l’europa, america e giappone.

  • # 14
    Pio Alt
     scrive: 

    Proprio questo è il problema: l’80% della popolazione corre a tutta velocità per raggiungere livelli di consumo del 20% attuale.
    Cina e India hanno buone possibilità di riuscirci, loro non sono tutto quell’80% ma un buon 50% penso. Il consumo di risorse aumenterebbe del 180%.
    Gli stati uniti non aderiscono mi pare al p. di Kyoto. Se tutto andrà bene cioè se matureranno una coscienza ecologica, pur aumentando un poco i loro consumi resteranno in pari.
    .
    Quelli che hanno sottoscritto il protocollo sono una minoranza della popolazione anche se consumano un abuona parte di risorse, cercano di ridurla mentre gli altri di aumentarla.
    Per questo abbiamo già perso se ragioniamo solo in termini del nostro risparmio, dobbiamo considerare anche il consumo altrui e le tensenze.

  • # 15
    zerothehero
     scrive: 

    A nessuno è venuto il dubbio che il risparmio energetico de facto è solo un palliativo?
    Quello di cui avrà bisogno l’umanità nel lungo periodo è una fonte energetica pulita, rinnovabile e a buon mercato.
    I 6mld di individui (che nel 2050 diverranno 9mld) avranno bisogno di sempre più energia per le loro esigenze e la loro qualità della vita…pensare che col “risparmio energetico” si possa ridurre in modo significativo il consumo di energia a livello mondiale a me sembra una colossale illusione.

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