di  -  lunedì 21 luglio 2008

AtomAtom è un prodotto “che la maggior parte di noi non prenderebbe in considerazione“. Sono queste le parole di Paul Otellini, CEO di Intel, a proposito della punta di diamante con cui Intel cerca di affermarsi – per buona parte a spese di ARM – nel mercato ultramobile ed embedded.

Un processore, Atom, capace – se lo dice Otellini c’è da crederci – di prestazioni pari a un terzo di un Centrino. Un prodotto che, come rimarca Paul Hales di The Inquirer, potrebbe far scoprire a qualcuno che dopotutto, per usare le solite quattro applicazioni, non serve devolvere mezzo stipendio a costosi notebook Centrino 2 o a sistemi desktop che da tempo vedono CPU dual core vicine ai 3Ghz come entry level.

Se non fosse stato per la resistenza di Windows XP alle numerose “iniezioni letali”, forse Otellini non avrebbe avuto bisogno di una simile, goffa caduta di stile.

Il mondo sarebbe stato perfetto: milioni di clienti a buttar soldi sugli ultimi chip disponibili per tener dietro agli irragionevoli requisiti hardware di Vista, il nascente segmento dei netbook a poco prezzo che diviene una nicchia – magari importante ma sigillata dal mondo notebook – in cui dominano OS che la larga parte degli utenti identifica più col Sapientino del figlio che con qualcosa di simile a Windows.

Qualcosa però va storto: l’indice di gradimento di Vista non decolla, Windows XP viene reclamato a gran voce da utenti privati e corporate. I netbook divengono oggetto degli smanettamenti più feroci e per prima cosa ci si infila dentro Windows XP, col suo codazzo di applicazioni che assorbono il 90% del tempo passato al PC da una gran fetta dell’utenza.

Col software che non riesce a convincere ad aggiornare l’hardware, il trucco della corsa al rialzo s’inceppa. Con SW vecchio, funziona anche l’hardware destinato a segmenti più economici, che tra l’altro consuma, scalda e ingombra poco.

Diventa chiaro che il netbook è molto più di un grazioso oggettino in plastica: col netbook – Celeron 900 o Atom 1.6Ghz, poco importa – si può anche lavorare. Se ne accorge il sottoscritto, che col PC fisso temporaneamente tostato, attacca per un paio di settimane l’eee PC al 19″, arrivando presto a non accorgersi della differenza fra il suo ingombrante full tower e quel cosetto bianco che consuma quanto l’adattatore SCSI PCI.

Da sempre il marketing delle grandi aziende lavora a pieno ritmo per costruire compartimenti stagni fra segmenti di prodotti in realtà molto più simili fra loro di quanto non ci raccontino. Si chiama posizionamento, serve per indirizzare ogni utente verso la scelta più adatta alle sue esigenze, e possibilmente più lucrativa per l’azienda.

Atom, venuto alla luce per occupare il segmento ultramobile ed embedded, non è – per ora – riuscito a tuffarsi nel terreno dominato da ARM, ed è quindi fra i PC che oggi nuota, togliendo spazio al più costoso Centrino. Questo lo rende un pericoloso pungolo per tanti che forse già da tempo s’interrogano sul reale senso di questa corsa al rialzo fra hardware sempre più pompati e software sempre più esigenti.

Se fossi in Otellini mi sbrigherei a congelare l’Atom dual core.

11 Commenti »

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  • # 1
    Jackari
     scrive: 

    sono assolutamente d’accordo.
    le aziende usano il posizionamento dei prodotti per spillarci dei soldi. basta vedere il costo dei monitor mva, pva, ecc. rispetto ai pm. il costo di produzione immagino sia identico (bastavedere che si trovano lcd 32″ a 500 euro con pannelli pva, mva, s-ips) ma per “differenziare l’offerta” li vendono al doppio del prezzo.
    intel con l’atom, invece, rischia una discreta inchiappetata (per le conseguenze sulle vendite dei prodotti di fascia immediatamente superiore – cioè i notebook).

  • # 2
    david
     scrive: 

    mezzo stipendio in america forse…
    in italia tutto e a volte non basta :)

  • # 3
    AlessioF
     scrive: 

    E’ da una vita che si sa che per far girare office (open) non ci vuole un c2q.
    Ed è sempre da una vita che chi usa il portatile lo vuole piccolo e leggero. (non mi riferisco a chi ha solo il portatile, ma a chi il portatile lo porta solo nella borsa).
    Oggi questi sogni sono diventati realtà grazie a 3e.
    Il bello è che il nuovo processore non va meglio del lenteron 900.
    Il bello è il soprannome: lenteron, allora atom cosa è?

    Io fra un po’ farò il downgrade del portatile, da Duron 1200 a celeron 900, da 3.x Kg a 950

  • # 4
    Parappaman
     scrive: 

    Un punto di vista che illumina molte delle stranezze viste finora… ottimo articolo!

  • # 5
    May
     scrive: 

    Ben venga un processore che va 1/3 e consuma 1/10 rispetto ad un centrino.
    Finalmente la gente si è accorta che ormai per un utilizzo normale del PC un processore vale l’altro.

    Io possego un portatile di qualche anno fa:
    celeron-M 1,3 GHz 512Mb di ram chipset intel con grafica integrata, schermo da 15” 4/3 e HDD da 40 GB, il tutto per 2,8 kg. Già così consuma molto poco (ventole quasi mai in funzione e poco calore) e funziona egregiamente per un utilizzo basic, se facessero una versione con performance simili ma con tecnologie attuali si potrebbe avere ad un prezzo irrisorio (diciamo 300$) un portatile a tutti gli effetti. Allora si che INTEL dovrà tremare perchè a parte gli entusiast e i pochi che fanno lavori gravosi col pc nessuno avrà bisogno dei suoi processori con 1000 core.

    Il primo passo l’ha fatto proprio intel rilasciando Atom, la prox generazione avrà anche il chipset e la grafica integrati nello stesso die. Solo allora si potranno avere dimensioni minime e consumi complessivi irrisori.

    Non vedo l’ora di vedere il primo PConachip, solo allora sarà vera rivoluzione.

  • # 6
    StiloS
     scrive: 

    Sono d’accordo con le considerazioni dell’autore, ma è ironico notare che se in molti cominciassero a dire “in fondo non ho bisogno di cambiare computer” le aziende del settore ne risentirebbero parecchio, e con esse il progresso tecnologico!

  • # 7
    Greyzard
     scrive: 

    Linux tutta la vita! basta reclamare ‘sto windows!!!

  • # 8
    massimo m.
     scrive: 

    guardiamo alla percentuale di cpu e ram che si ciuccia vista (per “nutrire” se stesso, non per le applicazioni), e immaginiamo cosa vorrebbe dire usare windows 2000 su un computer attuale.
    velocita’ pazzesca.
    allora, meglio un sistema operativo leggero (non c’e’ ancora stato un ms-fan che mi abbia saputo dire, in maniera razionale e non emozionale, cos’ha vista in piu’ di 2000, e il perche’ dovrei usare vista per fare esattamente le stesse cose del 2000) e una cpu poco potente, che scalda e consuma poco.
    e comunque, sono d’accordo, meglio guardarsi anche intorno, e valutare se con altri sistemi operativi non si possa fare il proprio lavoro.

  • # 9
    Il futuro del mercato netbook - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] Inevitabile a questo punto chiedersi in che direzione si evolverà il mercato dei netbook nel 2009 e soprattutto, se crescerà o meno a spese di segmenti contigui, dopo che nel 2008 i marketing manager di alcuni OEM, facendo il coro con vari executive di Intel, hanno fatto di tutto per dipingere il boom del netbook come poco più una moda cresciuta attorno a un giocattolo. […]

  • # 10
    Yukon: l’intuizione di AMD sul futuro dei netbook - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] forte rivale, ma anche un valido aiuto per la promozione di questa fascia contro l’Atom , che Intel stessa sembra osteggiare, e in alternativa agli ultraportatili di lusso, segmento cui AMD non […]

  • # 11
    Acorn RISC Machine: l’origine della specie - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] scombinare ulteriormente i piani di Intel (alla quale non fa certo piacere vendere più soluzioni economiche), sembra essere arrivata ARM, che con le ultime incarnazioni promette ottime prestazioni (da […]

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