di  -  venerdì 27 giugno 2008

A3000Nella puntata odierna della pluripremiata rubrica nostalgia informatica, ci occuperemo di un sistema che, per quanto diffuso quasi esclusivamente nel Regno Unito, ha rappresentato una pietra miliare nel mondo degli home computer: l’Acorn Archimedes.

Il motivo per cui ha rappresentato una svolta, ahimè senza seguito, è che è stato il primo sistema RISC, a 32 bit, pensato per il mercato consumer. Nel 1987! Quando ancora alla stragrande maggioranza degli utenti PC era possibile acquistare un 8088 o se andava bene un 8086 a 8 Mhz! Quando il 286 era roba da ricchi e il 386 era poco più che un sogno erotico da smanettone!

C’è un secondo motivo che rende la Acorn estremamente interessante per gli appassionati italiani: una quota maggioritaria dell’azienda fu acquistata nel 1985 dalla Olivetti, in seguito a dissesti finanziari risalenti ai primi anni ’80. Ne parleremo a breve.

La gamma Archimedes nacque nel 1987 col modello 305, costruito attorno alla CPU ARM-2. Un processore capace di lasciare nella polvere popolarissimo e potente Motorola 68000, almeno in termini di MIPS: quasi 5 contro uno solo del 68000, a parità di frequenza (8 Mhz per entrambi).

La potenza di calcolo della CPU era coadiuvata da tre coprocessori dedicati rispettivamente al video, alle operazioni di I/O e alla memoria, ed accompagnata da un sistema operativo dedicato, il RISC OS (già Arthur). Tutto questo ben di dio conferiva alla macchina di Acorn delle qualità multimediali di altissimo livello, che lo rendevano capace di rivaleggiare per dire poco ad armi pari con le più popolari controparti Commodore e Atari.

Come già detto, un prezzo molto più elevato della media – per quanto si trattasse di un computer capace di rivaleggiare coi mini dell’epoca – e scelte commerciali a posteriori errate, relegarono la diffusione dell’Archimedes al solo mercato inglese, nel quale conobbe un’interessante diffusione in mercati di nicchia come quello educational – anche se fu presto marginalizzato dal crescente peso di Apple e della nascente piattaforma PC IBM compatibile.

La gamma Archimedes conobbe tuttavia significative evoluzioni rispetto al modello iniziale, che portarono sino al modello A4000 del 1992, passando per un laptop (Acorn A4), e per l’A3000 del 1989 (in foto), caratterizzato da un form factor all in one simile a quello dell’Amiga 500 e dell’Atari ST. La dinastia di computer RISC di Acorn continuò per alcuni anni con la serie RISC PC e il mai nato Phoebe, e terminò nel 1998 con la scelta di Acorn di ritirarsi dal mondo PC.

La storia aziendale di Acorn è ricca di spunti d’interesse, tra i quali desidero ricordare per l’appunto la gestione Olivetti durata dal 1985 al 1998, anno dell’interruzione delle attività nel settore PC, e lo sviluppo della sussidiaria ARM Ltd., nata dalle ceneri della Acorn ed evolutasi in un player di grande rilievo nell’oggi rampante mercato mobile.

Riguardo il primo punto, trovo notevole come la partecipazione italiana non sia riuscita a a portare Archimedes anche nel belpaese: avrebbe rappresentato di certo un prodotto di grande interesse, capace di ritagliarsi una nicchia di mercato in quei segmenti dove, per fare un esempio, la gamma Prodest targata Ivrea fallì miseramente. Provate solo ad immaginare un home computer marchiato Olivetti, capace di vantare una tecnologia rivoluzionaria e la corona delle prestazioni su Amiga e Atari ST.

Notevole in questo senso fu la scelta di Olivetti di importare in Italia, nel 1987, il vetusto  Acorn BBC Master, sotto il nome di Prodest PC 128S: un sistema basato su una variante del 6502, la CPU del Vic-20, invece del potentissimo e già allora disponibile Archimedes 305. Che speranze potevano esistere per un prodotto del genere con Amiga e Atari ST già sul mercato?

Altro nodo cruciale della storia di Acorn è per l’appunto ARM, originariamente acronimo di Acorn RISC Machine: un’azienda divenuta indipendente già nel 1990, nata con una joint venture con Apple (relativa al Newton) e VLSI e destinata a svolgere la parte del leone nel mercato mobile, grazie ad una serie di proprietà intellettuali relative a CPU di basso consumo ed alte performance, che hanno origine proprio nei processori RISC degli Archimedes. Un’azienda che oggi si permette perfino di ventilare la competizione con Intel nel segmento server.

Il parziale lieto fine della storia di Acorn, ancora viva nella memoria dei suoi utilizzatori storici, ma anche nei chippetti che equipaggiano la maggioranza dei dispositivi mobili di oggi, getta altra ombra sulla storia nostrana di Olivetti, la quale – non fosse stato per un management all’apoteosi dell’incompetenza, compresi i successivi “maghi della finanza” con le pezze al culo –  avrebbe potuto partecipare al successo di ARM Ltd, nata nel pieno della sua partecipazione, e prepararsi ad un futuro da protagonista che, per l’ennesima e forse ultima volta, proprio con ARM le è sfuggito.

23 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Cesare
     scrive: 

    Qualche piccolo appunto.

    Il primo modello di Archimedes montava il primo modello di ARM (o ARM1, chiamato così dopo la commercializzazione dell’ARM2 ovviamente).

    Il 68000 era un processore di una decade più vecchio: inutile confrontarlo con l’ARM, quando nel 1987 era già ampiamente disponibile il 68020 (che era MOLTO più veloce del 68000 a parità di clock), e nello stesso anno fu introdotto il 68030.

    Tra l’altro l’ARM era veloce, sì, ma era pur sempre un RISC, per cui mediamente doveva impiegare molte più istruzioni per realizzare quello che processori come 68000 & co (specialmente dal 68020 in poi) realizzavano con una manciata di istruzioni (per inciso 68020 e successori avevano istruzioni lunghe fino a 22 byte).

  • # 2
    Edgar83
     scrive: 

    Il fascino che i computer come questo avevano negli anni 80 e 90 è incredibile, anche adesso quelle immagini mi danno una certa emozione.

    Forse l’evoluzione dei pc li ha resi più potenti, ma meno affascinanti…

    Molto bello il video!

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cesare
    Secondo le mie fonti l’Acorn 305 parte con l’ARM2 e non con l’ARM. Il primo ARM a quanto mi risulta ha impieghi molto limitati.
    http://www.chiark.greenend.org.uk/~theom/riscos/docs/A300Hard.txt
    http://en.wikipedia.org/wiki/ARM_architecture#ARM_cores
    http://www.old-computers.com/museum/computer.asp?st=1&c=75

    Se hai delle fonti attendibili che smentiscono le precedenti, inoltramele per favore.

    Il paragone col 68000 seppure non del tutto esatto, nasce dalla situazione del mercato che, nel 1987, grazie ad Amiga ed Atari (con la sola eccezione del Macintosh II), vedeva il 68000 ancora molto più popolare del 68020, il quale per esempio nella gamma Amiga arrivò solo col 2500 del 1989, ma in massa col 1200 del 1992.

    Per quanto poco valga il confronto fra MIPS su architetture differenti, a me risulta che l’ARM 2 produca più MIPS anche del 68020, che secondo questo link (http://en.wikipedia.org/wiki/Instructions_per_second#Timeline_of_instructions_per_second) produce 4 MIPS a 20Mhz contro i 4 ad 8Mhz dell’ARM.

  • # 4
    gr@z!
     scrive: 

    OMG.. il Prodest 128S ^^

    Lo ebbi come regalo di prima comunione nel lontano 1987.

    Che dire.. mi si rammollisce il cuore a vedere il mio primissimo PC dove elaboravo già degli scriptini inutili di BBC Basic.

    L’ho sempre considerato il “mio clementoni” e dovetti aspettare molti altri anni prima del mio vero primo PC.

    Intanto usavo l’Apple MACINTOSH PLUS di mio fratello e mi si apri un mondo.. ben prima di DOS e Win95.

    BTW l’Amiga e l’ST erano lì a darsele di brutto, tutti i miei amici suonavano con versioni giurassiche di cubase..

    Tempi gloriosi..

  • # 5
    Cesare
     scrive: 

    @Alessio

    Le mie fonti (MC MicroComputer dell’epoca) sono sepolte in garage, e parlavano del primo ARM che era costituito da 25mila transistor (informazione che non trovi neppure su wikipedia, se controlli, ma che ricordo tutt’ora benissimo).

    Per il resto, è vero che all’epoca il 68000 era ancora il processore più diffuso, ma… lo era anche il 6502 della Rockwell, che nessuno avrebbe confrontato con l’ARM. Infatti esistevano già processori più moderni, come il 68020 e il 68030 appunto.
    Con l’Amiga acceleratori basati su 68020 e 30 arrivarono quasi subito, perché l’esigenza di maggior potenza di calcolo era molto sentita a causa delle applicazioni che fiorirono in quell’epoca (mi riferisco in particolare a programmi di modellazione 3D).
    Il primo Amiga a montare di serie un processore diverso dal 68000 fu il 3000 (il 2500 era un 2000 dotato di scheda acceleratrice 68020 o 030).

    Sui confronti prestazionali ci sarebbe molto da dire. Mi limito a sottolineare che non si possono confrontare due architetture completamente diverse sulla base dei soli MIPS, perché è un dato inattendibile e del tutto inutile. Peggio ancora se consideriamo che si tratta di processori CISC e RISC (mediamente il lavoro fatto da una sola istruzione di un processore CISC richiede diverse istruzioni per un RISC).

    Se guardi qui http://gd.tuwien.ac.at/perf/benchmark/aburto/dhrystone/dhry.tbl c’è un altro benchmark abbastanza famoso, il Dhrystone, che era già qualcosa di più utile. Come vedi in questo caso i distacchi con le architetture ARM non sono così elevati come nel mero confronto fra MIPS.
    E’ interessante notare che per lo stesso processore, alla stessa frequenza, ci sono risultati diversi. Questo a testimonianza che non conta soltanto il processore, ma l’architettura dell’intero computer e, cosa molto importante, anche la bontà del codice prodotto dal compilatore del benchmark.

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Sapevo dei 25000 transistor! Davvero impressionante se ci pensi…
    Purtroppo anche nel link che mi hai mandato mancano dati sull’ARM 2, ma ARM 3 è superiore a tutti i 68000 in lista fino agli 040.
    Convengo pienamente sul discorso del MIPS, ho sottolineato che vale quel che vale, ma è purtroppo l’unico “benchmark” con cui si è testato tanto l’ARM 2 che il 68000, disponibile (se hai qualche altro link passalo cmq).
    Pienamente d’accordo poi sulle considerazioni riguardanti i benchmark, tanto più fra architetture diverse: difficile fare confronti diretti.
    Sta di fatto che Archimedes 305 aveva delle performance una spanna sopra la concorrenza popolare all’epoca. Sarebbe interessante vedere in che modo si rapportava per esempio agli Amiga accelerati col 68020 e il 68030. Farò ulteriori ricerche.

  • # 7
    Cesare
     scrive: 

    Qualcosa sull’ARM2 l’ho trovato qui: http://www.realworldtech.com/page.cfm?ArticleID=RWT110900000000&p=2 ed è anche un articolo molto interessante.

    L’ARM2 si dimostra ancora superiore rispetto agli altri processori (386 e 68020) coi quali è messo a confronto, ma puoi vedere che non si tratta di differenze enormi, come poteva sembrare confrontando i MIPS. Te ne accorgi in particolare con gli altri benchmark.

    Questo perché nelle applicazioni reali, come dicevo prima, i MIPS non sono un metro di giudizio obiettivo (in realtà non lo sono nemmeno test come Dhrystone, sia chiaro, ma qui almeno abbiamo un’applicazione concreta).

    Purtroppo non ho dati sugli Amiga con 68020 e 030.

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Beh considerando i tempi e i costi di allora già la superiorità rispetto a un 386 o a un 68030 è impressionante. Considera che un 386 nel 1987 costava in Italia non meno di 4 milioni, una scheda acceleratrice 68030 per Amiga, da sola, un paio di milioni e mezzo. L’Archimedes partiva da 800 sterline e con la partnership Olivetti sarebbe potuto arrivare qui a un prezzo non esageratamente diverso.

  • # 9
    Cesare
     scrive: 

    Purtroppo a importare Archimedes in Italia ci pensò soltanto la Spem di Torino, per cui la diffusione di questo computer rimase molto scarsa.

    Questo anche perché il prezzo era complessivamente molto elevato.
    D’altra parte l’esigenza di maggior potenza di calcolo era poco sentita e, come dicevo prima, confinata a una nicchia di mercato.
    La gente s’accontentava di infilare un dischetto in un’Amiga 500 e giocare…

    Comunque non ricordo prezzi così elevati per quelle schede acceleratrici ma, come dicevo prima, non posso verificare perché le mie fonti sono finite impacchettate in garage…

  • # 10
    Andrea
     scrive: 

    Ho letto con attenzione i commenti su queste macchine risc dell’Acorn.
    Avendone 3 modelli a disposizione A310 A440/1 e Risc-Pc, posso dire la mia su queste macchine.
    A parte il benchmark MIPS che pur non essendo significativo in se stesso, da l’idea delle potenzialita’ (di allora) della macchina.
    Vi inviterei a leggere la prova di Byte dell’epoca in cui si recensiva questa macchina con toni entusiastici.
    Ma bando alle recensioni.
    Solo chi ha potuto usare una macchina di questo tipo puo’ rendersi conto dell’abisso che esisteva fra questa e il mondo (di allora) circostante.
    Lasciando perdere il primo sistema operativo Arthur e passando al Risc-Os 2 e poi 3, vi posso dire che il confronto con le macchine dell’epoca e’ impietoso.Siamo su altri livelli, sia comne velocita’ delle applicazioni, la poca memoria richiesta dal sistema operativo e dalle applicazioni stessa.E sopratutto il vantaggio di un interfaccia molto user friendly.Menu a tendina ,drag and drop fra le applicazioni, crash del sistema inesistenti, font outline e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
    Caratteristiche che altri sistemi operativi hanno implementato molti e molti anni dopo.
    C’erano anche diverse Killer app che rivaleggiavano con le piu’ note applicazioni dell’epoca.
    Artworks distruggeva con la sua velocita’ di rendering spaventosa
    e la sua qualita’ (antialiasing) il contemporaneo coreldraw.
    Sibelius noto programma di partitura musicale nato su Acorn e poi portato sulle piu’ commerciali e lucrose piattaforme dos e Mac.
    L’unico neo di questa macchina e’ la poca promozione e pubblicita’ che si fece a quel tempo, tanto da relegarla nonostante le sue caratteristiche sopra la media , a un oggetto di nicchia.
    Tutto oggi utilizzo un Acorn Risc-Pc per le mie esigenze quotidiane e devo dire che la macchina nonostante una potenza di calcolo che oggi possiedono i cellulari, rimane un ottimo e usabile computer senza fronzoli e con un sistema operativo veramente user-friendly.

  • # 11
    IBM RT/PC, l’antagonista - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] aver parlato del glorioso ma incompreso Acorn Archimedes, torniamo oggi sulla tecnologia RISC per rievocare un prodotto minore nella storia di Big Blue, ma […]

  • # 12
    Ernesto
     scrive: 

    Resta il fatto che l’ Olivetti aveva in mano un’ ottimo personal computer con il quale competere contro amiga e atari st, e grazie alla miopia dei suoi manager importò i computer a 8 bit inglesi, in pieno sviluppo del mercato a 16 bit. Anche da questo piccolo episodio si capisce come mai è sparita nel nulla la più grande realtà industriale nel campo dell’ elettronica, sia italiana che europea.

  • # 13
    Texas Instruments TMS9900: il re dei 16 bit - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] AMD, Motorola, IBM, Sun, MIPS, Zilog, ARM, sono le aziende sicuramente più note a chi bazzica nel mondo dell’informatica, e […]

  • # 14
    Acorn RISC Machine: l’origine della specie - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] Intanto si rende necessaria una doverosa premessa. ARM nasce come progetto dell’allora Acorn, azienda inglese molto nota e apprezzata per i suoi famosi BBC Micro, volto a sostituire il cuore degli home & personal computer che produceva, che erano per lo più basati sul MOS 6502 o da suoi derivati, sulla nuova linea Archimedes. […]

  • # 15
    Dalla collaborazione di Apple e Acorn arriva l’evoluzione degli ARM - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] E’ passato, infatti, un ventennio da quando Apple e Acorn, lavorando alla nuova architettura ARM, portarono la seconda a realizzare uno spin-off espressamente votato alla progettazione di CPU: l’attuale e famosissima Advanced RISC Machines Ltd., come ricordato da Alessio Di Domizio nella retrospettiva dedicata all’Archimedes. […]

  • # 16
    Flash su ARM, la caduta di un dogma - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] mobile ed ulteriori ambizioni: non è un mistero che l’azienda fabless nata da una costola di Acorn, abbia preso in esame l’idea di scalare su dispositivi più grandi di uno smartphone evoluto. […]

  • # 17
    Con Thumb-2 ARM tradisce i RISC e ritorna… ai CISC! - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] Quest’attenzione non è stata certo frutto di un amore incondizionato e gratuito, quanto una necessità perché, per quanto interessanti fossero, i suoi microprocessori non hanno avuto il successo sperato nel mercato in cui Acorn (l’azienda ideatrice del progetto) operava principalmente: quello desktop. […]

  • # 18
    floriano
     scrive: 

    il problema è sempre quello delle applicazioni (a quei tempi ancor più accentuato); un mega pc con un super sistema operativo senza però applicazioni non è molto utile…

  • # 19
    Andrea
     scrive: 

    Le applicazioni c’erano eccome.
    Diciamo che si privilegiava la qualita’ piuttosto che la quantita’.
    Per il dtp c’era tutto quanto si voleva.
    Per la grafica idem.
    Musica (sibelius).
    Modellazione 3d.
    Purtroppo la scarsa diffusione a causa di una miope gestione del
    marketing da parte di olivetti, ha relegato questa splendida
    macchina in ruoli di nicchia.
    Gli sviluppatori si sono quindi spostati su piu’ lucrose piattaforme,
    capaci di fornire ambienti di sviluppo software piu’ aggiornati.
    Solo l’education inglese ha permesso a queste macchine di sopravvivere per alcuni anni ancora.

  • # 20
    Stefano Nasigraph
     scrive: 

    Bellissima macchina! A Roma saremo stati al massimo in dieci ad averla…
    La velocità di calcolo, nonostante le istruzioni ridotte era molto alta per l’epoca.
    Ricordo che in basic realizzai routine grafiche abbastanza veloci anche in 3D per programmino che avevano la pretesa di essere tipo CAD…
    Ne ho ancora due funzionanti da mia madre, anche se non ricordo i modelli.
    Andai a Torino (da Roma) per acquistare il processore con l’overclock… (mi sembra a 4 Mhz!).
    Se non sbaglio, il programma di grafica vettoriale e bitmapped attuale XARA deriva proprio da un programma di nome ArtWork che girava sull’Acorn (ed era velocissimo! Altro che Corel Draw!)

  • # 21
    andrea
     scrive: 

    Ricordi bene.
    Xara deriva proprio da artwork, che tra l’altro e’ continuamente aggiornato da uno sviluppatore che ha rilevato i sorgenti dalla Computer Concepts.
    Fra l’atro Artwork continua a distinguersi per la sua velocita’ tuttora,
    anche in presenza di macchine estremamente piu’ veloci.
    Il coevo Coreldraw faceva letteralmente piangere in un confronto fra prestazioni di rendering degli oggetti e full’antialiasing in tempo reale.
    Ricordo chel’antialiasing e’ stato introdotto dalle altre piattaforme ben dopo l’archimedes.
    Bei ricordi.

  • # 22
    Sisko212
     scrive: 

    Sono passati un pò di anni da questo articolo, e oggi siamo arrivati a Raspberry PI… che di fatto è un evoluzione di questo Archimedes… tant’è che lo stesso s.o. potete sperimentarlo sulla raspberry… ah… ultima cosa… la raspberry, che è N volte più potente dell’Acorn, costa oggi 30 euro :-)

    https://www.riscosopen.org

  • # 23
    andrea
     scrive: 

    Infatti si puo’ utilizzare il risc-os su rasperry PI ma anche su altre piattaforme Arm per sviluppo.
    Il rammarico e’ che un computer ed un sistema operativo cosi’ efficace e user friendly sia stato abbandonato a se stesso a causa di politiche miopi della gestione Olivetti (leggasi De Benedetti) ed a causa di limitate disponibilita’ economiche.
    Avrebbe potuto essere un degno rivale della Mela. :)
    Del resto macchine ben piu’ famose (Amiga family)sono cadute in disgrazia ben prima.
    Saluti

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.