di  -  lunedì 24 settembre 2007

GPS-cruscottoQuest’anno ho trascorso delle belle ferie, tre settimane in Sicilia girandola quasi tutta. Come molti di voi anch’io sono stato contagiato dalla febbre del navigatore, complici anche i prezzi sempre più abbordabili che questi dispositivi hanno.
Ritengo che la navigazione GPS ad uso consumer sia una buona cosa, se vogliamo possiamo anche chiamarla “moda”, ma è indubbio che porta indiscutibilmente con sé svantaggi e vantaggi, e che i secondi sono superiori ai primi.
Tra gli svantaggi posso sicuramente citare il fattore distrazione, che porta a guardare troppo spesso lo schermo a scapito della strada (anche perché le indicazioni sonore possono migliorare ma fino a un certo punto: nello stretto un’occhiata allo schermo è obbligatoria) e il fattore sicurezza di sé, che ci rende l’occhio meno critico ai segnali che normalmente coglieremmo quando imbocchiamo un bivio dubbio. “Tanto mi guida lui, lo saprà ben dove mi porta!”
Il vantaggio, di contro, è PROPRIO che qualsiasi strada prendiamo, lui (o lei) ci porterà a destinazione, cocciuto ed ostinato come un mulo, oppure che nei casi più fortunati (o costosi, dipende dai punti di vista) è in grado di farci evitare un imbottigliamento in autostrada, o che conosce il ristorante o il parcheggio più vicino. Ma perché il navigatore dovrebbe partecipare a quella che chiamo ”ridistribuzione della ricchezza”?

È presto detto: durante la vacanza per andare da un punto abbastanza noto – l’Etna – ad un altro punto abbastanza noto sulla costa mi ha proposto una strada, che io ho prontamente imboccato. Transitando obbligatoriamente per un paesino ho deciso di fare una sosta e ripartendo ho imboccato una via proposta da un cartello stradale. A quel punto il navigatore ha ricalcolato l’itinerario e, complice una cartografia non proprio recentissima, mi ha fatto passare per alcune strade molto poco battute, ma bellissime. La stessa cosa so che capita ai miei amici: il navigatore li fa transitare per strade che non conoscevano, perché più corte ma a frequentazione minore. E veniamo al dunque: se io sono così fortunato da avere abbastanza soldi per comprarmi una casa in Sicilia, è possibile che la scelga in una zona molto bella ma poco conosciuta come una stradina che il navigatore mi ha fatto percorrere “sbagliando”? Sicuramente si.
E se io cittadino a forza di passare su una di queste strade secondarie, poniamo molto degradata, rovino una sospensione per i troppi buchi dell’asfalto, andrò a lamentarmi con l’amministrazione comunale per far sì che la riasfaltino, invece di foderare per l’ennesima volta il corso principale del centro? Si.
E se nella strada Tizio, che prima dell’avvento dei navigatori GPS riceveva tremila macchine al mese ora ne passano trentamila, è plausibile che il benzinaio di questa strada almeno raddoppi le sue entrate, se non di più? Ancora una volta, si.

Sono solo alcuni esempi che mi sono venuti in mente, ma credo che il concetto sia chiaro: da quando ci sono i navigatori il traffico si può distribuire su più strade diverse e non sempre principali, perché tutte le strade portano a destinazione. D’altronde le cartografie non sono molte, e il processo di calcolo dei percorsi è analogo in tutti i software, mentre il numero di navigatori tende a crescere rapidamente.
Maggiori sono le “rotte” percorse dalle persone in macchina, maggiori sono i punti in cui i loro soldi o i loro sforzi per far confluire soldi possono andare a finire, invece di concentrarsi sulle arterie principali.

Cosa ne pensate?

20 Commenti »

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  • # 1
    moadib
     scrive: 

    A me per ora il navigatore mi ha solo fatto prendere una multa facendomi transitare in una zona a traffico limitato.
    Comunque, se ho ben capito, quanto sostieni sarebbe realizzabile con la creazione di una mappa di POI (point of interest) “socialmente” orientati…

  • # 2
    Luca
     scrive: 

    Per ora si tratta di un fenomeno casuale (ovvero non voluto da chi ha progettato il software del navigatore) dai risvolti indubbiamente positivi.
    Dai tempo agli esperti di marketing di rendersi conto del fatto che la gente è comunque disposta a seguire le indicazioni del nav, per assurde che possano sembrare, magari sperando in una piacevole sorpresa del tipo di quelle che raccontavi nell’articolo , e vedrai che immancabilmente tutti i navigatori smetteranno di farti passare dalle stradine secondarie per condurti (dovunque tu volessi andare) nel parcheggio del più vicino ipermercato, multisala, McDonalds o PizzaHut…

  • # 3
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    sai che ci pensavo proprio stamattina, ma non me la sentivo di modificare l’articolo? in futuro ci saranno aziende disposte a pagare per modificare gli algoritmi di calcolo del percorso? e se si, come questo potrà conciliarsi col fatto che noi pretendiamo la via PIU’ breve o PIU’ veloce?

  • # 4
    Paganetor
     scrive: 

    be’, è un po’ quello che (pare) sia capitato con google e con la vendita di alcune presenze in prima pagina cercando particolari termini..

    sinceramente non lo trovo corretto: a meno che non mi regalino navigatore e software, e allora ci posso pensare (un po’ come capitato di recente con Ubisoft che ha reso disponibili gratuitamente alcuni suoi giochi nei quali era stata inserita della pubblicità ;) )

  • # 5
    windswalker
     scrive: 

    Da proprietario di tomtom 510 posso tranquillamente affermare che meno lo si usa il navigatore meglio è: strade vetuste (come appunto nell’articolo), ztl (come al primo commento), perdita di tempo rispetto alle semplici indicazioni stradali. Il navigatore diventa utile quando ci si perde nel nulla più assoluto, o in città per trovare il numero civico in una via mai frequentata (sempre che le mappe sia aggiornate, altrimenti ci si ritrova a girare intorno al nr.5 quando invece la destinazione è il nr.235)…. Se bisogna andare da una località conosciuta ad un’altra località conosciuta allora è meglio lasciare il navigatore nel cassetto: si risparmia tempo e si viaggia più “tranquilli e sicuri”

  • # 6
    30 seconds to Tambu · parte AppuntiDigitali.it
     scrive: 

    […] date un occhio alla pagina degli autori troverete anche il sottoscritto. Questo sproloquio sulla ricchezza e i GPS, invece, è il mio primo […]

  • # 7
    P|xeL
     scrive: 

    Io ho trovato il navigatore molto utile per la sicurezza viaggiando di notte in strade sconosciute.
    Penso che ogni strumento vada utilizzato sempre tenendo acceso il nostro strumento principale: il cervello.
    Ciao,
    P|xeL

  • # 8
    Bruno
     scrive: 

    Sono perfettamente d’accordo con P|xeL: lo strumento diventa realmente d’aiuto quando se ne fa un uso appropriato. A quando il primo navigatore Open Source??? Di sicurò funzionerà meglio di quelli commerciali!! ;)

  • # 9
    songoge
     scrive: 

    Ho comprato da poco il navigatore e devo dire che è davvero utile.
    L’unica svantaggio per me sono le mappe poco aggiornate. Se non si è attenti il navigatore ti fa entrare in una strada a senso unico.

    PS. Sei stato in sicilia e non mi hai detto niente?Io abito ai piedi dell’etna proprio nei paesini che hai visitato.Se ti ricapita di venire ancora qui ti consiglio questi tre: Randazzo (per il castello e il palazzo reale), Taormina (sul mare e zona molto turistica), zona Fondachello per il mare (Mascali,Giarre,Riposto)

  • # 10
    caino
     scrive: 

    ma bravo :)
    mi è piaciuto un sacco… ‘sto giramento di frittate.
    bello bello.

  • # 11
    Zawa
     scrive: 

    Di per sè è utile. Per me poi, che mi perdo anche a 30km da casa pur essendo cartografa di mestiere è fondamentale. Riguardo il discorso “ridistribuzione della ricchezza” che dire? ottime capacità di vedute a lungo termine!!
    Ad ogni modo è utile anche in condizioni di scarsa visibilità (mi ha tirato fuori da una situazione di “nebbia in val padana” a dir poco tragica) e migliora la qualità del viaggio, soprattutto del “co-pilota”, se c’è.

  • # 12
    Daniele
     scrive: 

    Per ora il mio Tomtom sta cercando di ridistribuire il mio reddito al meccanico, non perde occasione per cercare di farmi passare da strade bianche piene di buche :/
    Un’opzione per scegliere di transitare solo su strade asfaltate sarebbe stata graditissima!

  • # 13
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    ahah :)
    è pur sempre ridistribuzione :P

  • # 14
    alessioF
     scrive: 

    Il navigatore è utile PUNTO
    Poi non è l’esperto delle migliori strade che ci siano. Se conosci la zona magari ne fai una ancora migliore, però vorrei sottolineare due cose:
    * Il tipo di percorso da settare: è ovvio che se si sceglie il più breve il sw ti fa passare per stradine assurde (e anche disastrate e piene di buche), se si scegli e il più veloce allora il tutto cambia.
    * Quanto si risparmia in tempo, benzina (soldi) e inquinamento?
    Oramai il navigatore lo uso anche per sicurezza per ritrovare la strada. Nel tornare da un congresso, sarà stata la stanchezza ho praticamente svoltato dove non dovevo e me ne sono accorto 2 minuti dopo (strade sconosciute tutte uguali). Acceso il navigatore, recuperata la strada ed ero tranquillo, senza tentennare, fare inversioni o altro. Poi l’ho rispento

  • # 15
    jan
     scrive: 

    Redistribuisce l’inquinamento, il rumore e gli ingorghi, piuttosto.

    In Scozia un paesino semisconosciuto e sonnolento si è visto invaso dai TIR, portati lì dal GPS, ed ha messo cartelli sulle strade per invitare gli autisti a usare la testa e non il GPS, per non finire sulle stradine inadeguate del paese.

  • # 16
    estrellita
     scrive: 

    il discorso dei POI orientati socialmente è un’evoluzione molto interessante di questo discorso, ma sono pessimista:
    trattandosi di aziende che vendono oggetti credo che i poi possano essere orientati solo ed esclusivamente al marketing

  • # 17
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    però quasi sempre puoi inserire dei POI fatti fagli utenti. Tutto sommato sono ottimista :)

  • # 18
    L’educazione stradale attraverso il GPS - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] scuserete se parlo spesso di navigatori satellitari, ma il punto è che in questo momento sono gli oggetti tecnologici che più mi danno da pensare. […]

  • # 19
    Khael
     scrive: 

    ragazzi vi devo raccontare questa:
    qualche sera fa esco con la mia ragazza e siamo andati a cena fuori in un agriturismo un po distante…
    Stavamo parlando, non ricordo perfettamente la strada, faccio beh mettiamo tomtom per sicurezza….
    arrivati ad un po mi fa, gira a sinistra….stradina bianca a non finire con 8000 buche (abito fuori roma, come direbbe qualcuno in campagna :D) e io faccio vabbe se mi fa passare si accorcia!
    Dopo poco mi fa: gira a destra….guardo a destra…
    c’era un torrente!
    cioe’ mi voleva far passare in mezzo ad un torrente…non mi immaginate le risate lol :D

  • # 20
    Simone
     scrive: 

    Quella che descrivi tu non è una feature (seppur casuale) dei navigatori… è un bug! A meno che una strada principale non sia lunga 50 km e una via stretta ti porti nello stesso posto in soli 2 km, un buon router dovrebbe evitare la strada minore…

    Sempre che la mappa offra sufficiente granularità! Se guardate su Google Maps (che usa le mappe di Teleatlas, cioè quelle che usano anche i navigatori – non mi ricordo se Garmin o TomTom) vedrete solo tre tipi di strade: autostrade, strade importanti, altre strade. Equiparare viale Certosa a Milano con una sterrata di campagna non è il massimo…

    Senza contare gli errori, le parti obsolete, gli errori intenzionali come protezione del copyright! Ecco perché da tempo collaboro al progetto OpenStreetMap (openstreetmap.org), che si propone (e lo sta facendo da anni) di creare una mappa libera del mondo: libera cioè liberamente utilizzabile da chiunque! Per ora i navigatori che usano le mappe di OSM non sono ancora particolarmente raffinati, dal punto di vista dell’interfaccia utente, ma le mappe in molte zone sono già di qualità molto più elevata…

    Per Khael: la storia del torrente mi ricorda questo articolo qua: http://colturagenerale.wordpress.com/2011/04/20/mappe-aggiornate-non-usate-google/ :-)

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