di Markingegno  -  giovedì 19 giugno 2008

frozen

Questa è la stagione del caldo, quella in cui più si apprezza il piacere della climatizzazione. In molti, scelgono in questo periodo di acquistare un sistema di condizionamento dell’aria, e tutti si trovano di fronte al dubbio: on/off o inverter?

Le due soluzioni corrispondono a due differenti tecnologie; la prima, più economica, gestisce il funzionamento del compressore che genera il freddo in una maniera che potremmo definire digitale, con due sole possibilità, lo zero e l’uno, ovvero spento, quando è stata raggiunta la temperatura desiderata, accesso al massimo della potenza quando quella temperatura si allontana da quella impostata con il termostato oltre il limite di tolleranza che in genere è di uno o due gradi.

La tecnologia inverter, invece, più recente, evoluta e più costosa, possiamo dire che funziona in maniera analogica, ovvero è capace di ridurre la potenza assorbita dal compressore, una volta raggiunta la temperatura desiderata, in maniera da mantenere la stessa costante. In questo modo non ci saranno le ventate di aria fredda tipiche dei condizionatori on/off perché l’inverter è sempre in funzione, ma a regimi inferiori.

Oltre al maggior comfort, più o meno tutte le case costruttrici, puntano sulla tecnologia inverter promettendo anche una riduzione dei consumi che arriva fino al 30%. Le più attente ed oneste aggiungono una postilla a questo assunto: su otto ore di attività continuata.
Il che vuol dire che il risparmio è effettivo se si tiene acceso il condizionatore ininterrottamente per otto ore, altrimenti i valori cambiano.

L’inverter è più silenzioso. Vero, e a questo punto dovrebbe essere facile capire perché; una volta che l’ambiente è in temperatura il climatizzatore inverter, per così dire, riduce la marcia, rallenta, e quindi è meno rumoroso. L’on/off, invece continua ad andare al massimo o a spegnersi se la temperatura è nel range di tolleranza.

In definitiva, la tecnologia inverter conviene? Come spesso accade non è possibile dare una risposta netta valida per tutti. Questa tecnologia offre degli indubbi vantaggi, ma se, ad esempio in famiglia lavorano marito e moglie, quindi in casa si trascorre poco tempo durante la settimana, e non si intende tenere acceso il climatizzatore per tutta la notte, è difficile che possiate ottenere un risparmio energetico ed economico. La scelta della tecnologia dipende dall’utilizzo che si intende fare dello strumento.
Quello che sicuramente è determinante è la classe di consumo, è indiscutibilmente opportuno scegliere una classe A.

[photo credit: jonrawlinson]

48 Commenti »

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  • # 1
    Sandman
     scrive: 

    ottimo riassunto e punto della situazione, il problema è proprio questo che tanti prodotti tecnologici moderni dichiarano prestazioni incredibili a costi ridotti senza però indicare mai le condizioni di utilizzo per i quali tali consumi sono inferiori rispetto ai prodotti già sul mercato!
    è un pò come alcuni piani tariffari che propongono risparmi fino al 20% sulla bolletta, si ma non ti spiegano che conviene solo x chiamate oltre 3minuti, x un certo vulome di traffico telefonico…ecc.

  • # 2
    Giulio
     scrive: 

    A mio modestissimo parere, il miglior modo di risparmiare col climatizzatore sta nel telecomando. Basta accenderlo solo quando serve davvero e impostarlo ad una temperatura decente. Il risparmio, inverter o meno, uno può sceglierselo da solo. E così vale per molte altre cose (compresi i puntini rossi sulla tv, la play, il pc, ecc.).

    E dire che con un comportamento responsabile, a fronte dei moltissimi aumenti recenti della tariffa elettrica, la mia bolletta non ne ha risentito molto. Basta solo un pizzico d’attenzione e qualche ciabatta con interruttore…

  • # 3
    Gio
     scrive: 

    Scusate l’ignoranza, il principio di funzionamento del condizionatore è (refrigerante a parte) scambiare calore con l’esterno, in poche parole per avere freddo in casa buttiamo fuori aria calda, in poche parole tutti questi apparecchi accesi non fanno che aumentare la temperatura esterna della zona (tipo una grande città) e si arriva a metterne sempre di più, sempre più potenti, e fuori farà sempre più caldo…mah

  • # 4
    EL
     scrive: 

    ma non sarebbe più semplice fare tanti piccoli on/off dentro al condizionatore e accenderne secondo esigenze??

  • # 5
    FS
     scrive: 

    E’ stupefacente come i produttori riescano a far passare come “tecnologia evoluta e costosa” un semplice controllo PWM (presente oramai ovunque)

  • # 6
    Altrove
     scrive: 

    Forse sarebbe meglio un chiarimento dal punto di vista elettrico.
    C’è un’utilità fondamentale nel funzionamento dell’ inverter che dovrebbe venire immediatamente in mente: il carico sulla rete elettrica.
    Il funzionamento on/off va da ZERO a MASSIMO e tale rimane sino a che il compressore non raggiunge un determinato lavoro, ricomprimendo il gas espanso.
    Quindi il consumo è MASSIMO per un arco di tempo che dipende dalla quantità del gas, dal gas stesso e dalle tarature del sistema, e spesso rimane acceso anche 3/5 minuti. E questo arco di tempo si ripresenta puntuale ogni 5/10 minuti a seconda dell’impianto.
    Se in quel momento sull’ impianto stesso è presente un’altro carico ingombrante (forno elettrico, lavapiatti/lavatrice che scalda l’acqua, ferro da stiro, etc etc) il risultato è che l’impianto si stacca.

    Nel caso del funzionamento ad inverter il carico è molto minore, dopo il primo start: magari rimane acceso più a lungo, ma con un carico che può anche essere meno della metà, o un quarto. Questo permette un utilizzo decisamente più sicuro di impianti anche a soli 3 Kw, senza la necessità impellente di passare ad un 4,5 Kw ….

    Sul fronte dei consumi, il rendimento è evidentemente similare (in fisica non si inventa niente) in quanto il lavoro da eseguire è identico in entrambe le condizioni: anzi, si potrebbe opinare che un funzionamento on/off è addirittura più sicuro per la longevità del motore (minor tempo di lavoro).

    Saluti

  • # 7
    Markingegno (author)
     scrive: 

    @Altrove – e’ vero ho trovato anche io conferme di quello che hai ottimamente descritto, ma chiaramente questo vantaggio ha poco a che vedere con una ipotetica riduzione dei costi e dei consumi.

    Inoltre e’ molto piu’ complicato da spiegare al cliente, e probabilmente avrebbe meno appeal per giustificare il maggior costo di un inverter. Questi sono i casi in cui la comunicazione abdica al suo ruolo forse piu’ importante, quello di informare correttamente il cliente.

  • # 8
    Ilruz
     scrive: 

    Ero convinto di aver postato … vabbe’.

    Gli spunti di un inverter sono molto piu’ contenuti di un condizionatore “tradizionale”. Se ne hai tre a casa (come il sottoscritto) non e’ detto che il contatore tenga se ne partono due insieme … se per sfiga hai anche il frigo che parte.

    Con gli inverter questo non accade, il consumo e’ piu’ lineare.

    Tralascio il discorso sulla stabilita’ di temperatura: basterebbe una banale batteria termica per stabilizzare anche il condizionatore normale … ma che non si mette per motivi di costi.

  • # 9
    Mauri
     scrive: 

    Ho sostituito il vecchio dual-split on-off di marca con un analogo ma con inverter, e devo ammettere che sull’uso continuativo (è normale d’estate accendere il condi per mezza giornata, sono all’utlimo piano!) la mia bolletta enel è letteralmente dimezzata.

    All’accensione, per 20 min circa l’assorbimento è di 1,1 Kw per poi scendere gradatamente fino a fermarsi a 300/400 Watt per tutta il tempo d’uso.

    Non ho più avuto nemmeno uno stacco del contatore, nemmeno usando contemporaneamente frigo, lavatrice, pc.

    Sono rimasto davvero sorpreso.

    Se tutti aggiornassero i propri apparecchi, forse riusciremmo a risparmiare un bel pò di bolletta energetica durante l’estate.

  • # 10
    medmax4
     scrive: 

    cari signori e soprattutto a chi ha scritto l’articolo…
    non avete capito un bel niente … se non sapete usare il climatizzaztore perchè scrivete tante stronzate????.
    Innazitutto le unità on/off fanno parte della preistoria , seconda cosa se un è un pò intelligente basta regolare la temperatura con due tre gradi di differenza dalla temperatura esterna .
    Cosi’ facendo grazie al controllo elettronico delle temeparature in/out il sistema inverter farà spuntare il compressore al minimo consumando pochissima energia elettrica .
    Provare per credere …….

  • # 11
    lucky
     scrive: 

    stufo di ascoltare i consigli di alcuni negozianti e di chi dice che l’inverte conviene sempre ,ho fatto 2 conti.prendiamo in esame 2 climatizzatori es panasonic il cui costo dell’inverter è superiore al on/off di 100 euro.
    Il consumo per on/off è di 800watt/ora
    per l’inverter max 1 kw min 0,16 dopo in media 600 watt per cui la differenza è di 200 watt naturalmente se ne fa un uso di 4 ore al giorno.
    ebbene 200 watt x 4 ore = 800 watt al costo di circa 16 centesimi (considerato il costo del kw/h pari a 20 centesimi)
    quindi risparmiamo circa 16 centesimi al giorno accendendolo 4 ore al di.
    per recuperare la maggiore spesa es.100 euro occorrono circa 600 giorni di utilizzo se vivete al sud e lo utilizzate 50 giorni in estate e 100 in inverno vi occorrerano 4 anni per recuperare le 100 euro spese in piu inizialmente.

  • # 12
    luigi
     scrive: 

    conviene un impianto inverter se questo viene usato in un ambiente dove vivono in continuodellepersone come in un ufficio o un negozio o in qualsiasi locale dove il ricaldamento serve per mantenere il locale a temperatura costante. in un locale tipo abitazione non conviene perchè prima chel’impianto si mette in posizione di risparmio l’utente sicuramente lo spegne

  • # 13
    MAURO
     scrive: 

    Salve a tutti, ho riscontrato molti pareri utili e discordanti in merito, nn essendo ferrato in materia vorrei avere almeno una delucidazione da qualcuno: se volessi sostituire il mio impianto on/off con uno inverter, posso cambiare solo l’unità interna oppure devo cambiare anche il compressore esterno? grazie

  • # 14
    Mirko
     scrive: 

    Ciao
    Come scritto in quasi tutti i post l’inverter è sul compressore che attacca e stacca.
    Quindi devi cambiare l’unità esterna, forse il discorso potrebbe essere l’opposto, posso tenere l’unità interna?

  • # 15
    gianluca
     scrive: 

    VORREI RISPONDERE AL COMMENTO N^6 IN QUANTO ALLA FINE SI E’ UN PO’ RIPRESO.IN QUANTO ALLA TECNOLOGIA INVERTER SE TU LEGGI LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI ASSORBIMENTI DI CORRENTE FRA’ UN INVERTER ED UN ON OFF QUALUNQUE CASA COSTRUTTRICE TI DIRA’ CHE NELLO SPUNTO INIZIALE ASSORBE PIU’ UN INVERTER.PER ESPERENZIA DI CONDIZIONAMENTO POSSO DIRTI CHE IN UNA CIVILE ABITAZIONE IO HO INSTALLATO N^3 ON OFF IN DOPPIA CLASSE AA E ABBIAMO ACCESO LAVATRICE E LAVASTOVIGLIE ENTRAMBE IN CLASSE AA E L’IMPIANTO ELETTRICO NON HA AVUTO PROBLEMI. IO CONSIGLIO CLIMATIZZATORI ON OFF, RICODATEVI IL CONDIZIONATORE E’ NATO X IL FREDDO POI SE PRODUCE ANCHE ARIA CALDA MEGLIO MA LA CARA VECCHIA CALDAIA NON LA SOSTITUISCE NESSUNO. GIANLUCA

  • # 16
    Angelo
     scrive: 

    Io ho in un palazzetto al mare 4 impianti due mono e due dual tipo on/off istallati su mini appartamenti che funzionano estate ed inverno . istallati nel 2000 , ancora vanno bene , utilizzati da famiglie in affitto tutto l’anno . non hanno problemi di blekaut nonostante 3,3 kw . nel mio appartamento mini al mare ( 32mq )ho un mono da 12.000 btu tipo on/off ,distanza unità esterna-int 6 metri, in estate basta in inverno non basta , bisogna integrarlo con altra fonte di calore non elettrica , soluzione fastidiosa perchè una stufa a pellet non posso per l’antiestetico tubo fumi , e le stufe senza tubo fumi rovinano l’aria e quando apri la finestra per il ricambio addio temperatura . Comunque si continua a vivere e il pensiero vola su questa idea :UN CONDIZIONATORE AD INVERTER potrebbe essere avviato con energia di casa e quando abbassa l’assorbimento elettrico farlo andare con corrente fotovoltaica ? 300 Watt fotovoltaici costerebbero circa 1000 euro . in pratica bisognerebbe fare in modo che quando il compressore assorbe poco la corrente venga attinta dall’inverter del fotovoltaico e il sistema potrebbe lavorare tutto il periodo che i pannelli producono corrente sufficiente , l’amorfo in estate produce 14 ore al giorno in inverno 8 ore al giorno , magari di macchine se ne istallano due con due impianti da 300 watt . Fare un impianto fotovoltaico collegato all’ENEL ancora oggi il 99% degli utenti ci rinunciano perchè necessitano circa 16.000 euro in su se invece per due macchine da 12.000 btu bastassero due impintini da 300 watt cadauno la spesa sarebbe accettabile , massimo 2500 euro per il fotovoltaico e 1600 euro per i due climatizzatori inverter da 12.000 btu che dovrebbero essere avviati con la rete ENEL e fatti poi lavorare a basso regime con il sole tutto il tempo che il sole permette nell’arco della giornata estate ed inverno iniziando dal sorgere dello stesso anche se non serve , paradosso , per economizzare nel pomeriggio . Questa è una mia idea che coltivo da tempo e probabilmente presto la esperimento in proprio con mezzi automontati in economia . Attendo commenti preferibilmente indirizzati a veleno.2@alice .it perchè diversamente forse non li leggerei per mancanza di tempo nella ricerca . saluti Angelo ( Marche )
    Chi volesse collaborare a questa idea con adeguate competenze nel settore trattato , sarebbe ben gradito , una mano aiuterebbe l’altra per la realizzazione dei primi impianti nelle proprie case , poi per il futuro bisnis se ne parla , secondo me una cosa non da poco star bene con una spesa d’esercizio ridotta del 60% che potrebbe diventare lavoro e fonte d’utili da non disprezzare perchè si entrerebbe nelle famiglie con questo meccanismo rompighiaccio verso il fotovoltaico definitivo sul tetto con potenze più alte etc etc .
    tutto sommato a casa non ti porta niente nessuno , bisogna andarselo a cercare e se le persone non le fai toccare con mano per convincerle necessitano anni in più , e si raggiunge così il detto ” chi prima arriva meglio macina ” medita poi magari mi contatti , ti dirò dove sono arrivato nel frattempo 327 1722368 Fermo Marche Italia

  • # 17
    Enrico
     scrive: 

    tante dotte osservazioni ma: nessuno che abbia testato la differenza di consumo energetico tra un normale funzionamento nel modo di raffreddamento rispetto al modo di deumidificazione ?

  • # 18
    Simone
     scrive: 

    E’ sempre buona regola prendere “con le molle” i dati di risparmio energetico forniti dai venditori, così come i valori delle efficienze… premesso questo la scelta ON-OFF vs. INVERTER probabilmente non avrà mai una risposta valida x tutte le situazioni… una comparazione richiede condizioni di utilizzo definite ed ambienti adeguati (camere climatiche) in modo da poter valutare tutti i parametri e fare le opportune valutazioni x ogni configurazione di utilizzo… ma queste sono cose che poco si prestano per semplici elettrodomestici quali i climatizzatori… alla fine una regola sempre valida è quella di ragionare sul tempo di utilizzo, se prevedo di tenere il clima sempre acceso (ad esempio piccolo ufficio) è preferibile una soluzione ad inverter, ma se il funzionamento sarà estremamente discontinuo si perde il vantaggio dell’inverter… poi con la miriade di offerte anche a prezzi stracciati, fare dei conti economici è proprio impossibile… il miglior suggerimento possibile è usarli bene, non mettere temperature polari, tenere le finestre chiuse tranne quando si vuole cambiare l’aria, pulire filtri e tenere il dispositivo in perfetto stato…

  • # 19
    federico
     scrive: 

    a mio parere il cdz inverter rispetto a qello on off e tutta un’atra storia, come diceva qualcuno è il futuro,
    partiamo dal presupposto che il cdz inverter è più gestibile, cosa che in questo forum nessuno a detto l’inverter quando sta perraggiungere la temperatura impostata non solo va a minimo regime e quindi risparmia elttricità ma riduce la velocità della ventola e quella dell’erogazione del freddo cioè in una sanza da letto di notte non si ha la temperatura ucente dal cdz di 8-10 gradi fastidiosa quando ti colpise ma per l’effetto risparmio energ. riduce anche la temperatura uscente dal cdz quindi sale verso i 15 20 gradi e non da fastidio, nel frattempo la velocità della ventola scende al minimo e non c’è distrbo sonoro.
    ho sentito palare classe AA ma se noi montiamo un cdz con 3-4 e più metri di tubazioni il compressore lavora di più ed ecco svanire le classi di merito. non ho menzionato gli spunti in un on-off, comunque sono molteplici i vantaggi di un inverter a mio modesto parere

  • # 20
    Franco
     scrive: 

    Bella questa discussione, ora vediano se qualcuno possa consigliarmi.
    Vivo all’ultimo piano di un palazzo e l’estate fa un caldo atroce, mentre l’inverno freddo gelido (causa tetto terrazzo piano…e credo male isolato! :()
    Ho un condizionatore portatile da 12000btu (ho fatto un foro al muro del balcone per attaccarvi il tubo dell’aria ma, oltre a fare troppo rumore e consumare essendo di Classe G, una volta rinfrescata la stanza e spento il condizionatore, in pochi secondi il caldo riappare!!! :O
    Avendo anche un bimbo di meno di 2 anni )quindi caldo in inverno e fresco in estate, obbligatori) e consumando un sacco di soldi in Gas, vorrei mettere 2 condizionatori fissi, uno in camera da letto ed uno in soggiorno (usabili sia d’estate che di inverno).
    L’appartamento è di 100mq circa… cosa mi consigliate di prendere e fare?
    Grazie.

  • # 21
    Angelo
     scrive: 

    La tecnologia ad inverter si combina in maniera ottimale sulle applicazioni multisplit. la macchina on/off funziona bene quando abbiamo una unità interna abbinata e calcolata per una determinata unità esterna, durante la marcia il circuito raggiunge un equilibrio frigorifero costante con rese più o meno buone a seconda dei casi, il problema nasce quando si ha più di uno split allacciati ad una sola unità esterna on/off, in questi casi le case costruttrici, prima dell’avvento della tecnologia inverter, hanno dovuto ricorrere a sistemi atti a mantenere un equilibrio frigorifero accettabile quando si accendeva un solo split interno. molti dei circuiti multisplit erano falsi, il cassone esterno racchiudeva tanti compressori ed altrettanti circuiti separati per quanti erano gli split interni, si trattava di momosplit camuffati da multisplit, altri invece avevano un solo compressore con la potenza pari alla somma degli split interni che, quando costretto a lavorare su una solo split, risultava essere sproporzionato al circuito, valvole regolatrici e iniezioni di gas caldo ovviavano al problema frigorifero ma lo spreco energetico non poteva essere in alcun modo abbattuto. Attualmente le macchine multisplit ad inverter sono delle vere e proprie unità motocondensatrici autonome ed autoregolanti, esse regolano il volume spostato del compressore tramite inverter a seconda della pressione di aspirazione, le valvole termostatiche elettroniche regolano il surriscaldamento del refrigerante di ritorno al compressore in maniera autonoma ed indipendente per ogni unità interna.
    queste 2 tecnologie ottimizzano rese e consumi, quando fa molto caldo o si regola la ventilazione interna al massimo la sonda sulla tubazione sente un aumentare della temperatura di ritorno del gas, di conseguenza la termostatica elettronica tende all’apertura per diminuire il surriscaldamento, arrivando più refrigerante in evaporazione aumenta la pressione di aspirazione facendo aumentare la potenza del compressore tramite inverter, la stessa identica cosa avviene quando si accende una ulteriore unità interna, la regolazione avviene in maniera uguale e contraria con la diminuzione del carico termico a cui è sottoposto lo split interno o in seguito allo spegnimento di una unità interna. Ogni spit dunque lancia un segnale di consenso alla macchina esterna dicendo all’inverter di partire, da quel momento la regolazione è in funzione di pressione aspirazione, contemporaneamente la macchina interna lancia anche un segnale a termostatica elettronica, da quel momento la sua regolazione è in funzione del surriscaldamento del refrigerante in ritorno, il comando di stop del compressore avviene dopo che tutti gli split interni sono stati spenti, ogni singolo split gestisce comando di chiusura/apertura della relativa termostatica.
    Naturalmente i limiti di regolazione sono posti dal range minimo e massimo dell’inverter e delle termostatiche elettroniche. Le marche prestigiose offrono prodotti che funzionano in maniera molto soddisfacente alle condizioni di comune utilizzo.

  • # 22
    alessio
     scrive: 

    Bene…adesso facciamo un pò di chiarezza.
    primo punto…freddo / caldo.
    1)
    Il Clima nasce propositamente per raffrescare l’ambiente.
    Sia chiaro che per raffrescamento si intende l’aria presente in un determinato ambiente piccolo o grande che sia, poi è solo questione di tempo.
    Raggiunta la temperatura impostata come limite del termostato, il clima, stacca e passa a off o meglio dire cicla solo con la ventolina per il flusso d’aria la quale è ancora fresca finchè l’isteresi del gas non raggiunge il suo completamento. E rimane in vent ancora finchè la temperatura interna dell’ambiente non sia salita di 1-2 o + gradi necessari a riavviare il compressore.
    Bene.
    Se a compressore spento e quindi a temperatura di raffrescamento raggiunta spegnessimo il nostro clima nel giro di pochi minuti o secondi ( dipende se l’ambiente presenta esposizione al sole , a fonti di calore varie, etc..) l’ambiente tornerebbe gradualmente e in tempo X alla temperatura esterna.
    Questo perchè generalmente spifferi e non coibentazione la fanno da padrona nelle nostre case.
    Per lo stesso motivo è 1000 volte meglio e più conveniente optare per una caldaia e dei buoni radiatori di calore per l’inverno, anzichè usare i clima. E questa vale in tutto l’universo.
    Punto 2 on/off o inverter?
    Qui iniziano le mie, modeste, personali e soggettive considerazioni.
    Non è come comprare casa o auto.
    Bisogna riconoscersi in base alle proprie esigenze e quelle dei propri familiari su cosa andare a puntare.
    Io personalmente ho puntato su 2 classe B on/off che ( sulla carta) mi fanno risparmiare anche rispetto agli inverter.
    Precisiamo.
    Come qualcuno ha già detto l’inverter và benissimo per uffici o meglio zone ove il clima andrebbe acceso per diverse e molte ore al giorno. A mio modo aggiungo un esempio che sfata le nette scelte e prorompenti sugli inverter.
    Io vivo in una abitazione di circa 100mq agli antipodi della casa ho montato un clima per parte 12000btu on/off
    Qualcuno mi darà del pazzo…
    Ma abbia Costui modo di offrirmi tempo di spiegare.
    In un ambiente così esteso coi miei 2 clima nel giro di 2 orette raggiungo una temperatura 8 gradi circa ( grado + grado -) al di sotto di quella esterna. bene staccando i compressori si riattaccano dopo X tempo.
    Con degli inverter inizierei a risparmiare solo in prossimità della temperatura impostata ( per i dettagli leggete il post sopra sul suo funzionamento).
    Bene. Aggiungo che per un vero risparmio che si noti sulla bolletta dovrei lasciare in funzione i 2 cond almeno 8 ore.
    I miei cond consumano( sulla carta) 1Kw/h circa quanto un discreto o medio inverter.
    Ma allora ?
    Beh in base alle mie esigenze e tempi di utilizzo e isolamento termico ho scelto e preferito con ottimi risultati e disceti consumi i 2 on/off… con inverter avrei consumato qualcosina in più su prove effettuate da un coinquilino.
    Per finire….
    Non esiste una netta distinzione possibile tra le due tecnologie basandosi solo sulla carta. Il miglior metodo di sempre è rapportare alle proprie esigenze ciò che il mercato offre.
    A volte come nel mio caso, un classe B consuma meno di un a+ o di un inverter. Ma ogni caso è a se e ogni componente va studiato e analizzato in base ai propri dati e alle proprie variabili.
    Grazie .

  • # 23
    Mauro
     scrive: 

    Dovrei affrettarmi ad installare in un negozio, di c.ca 50mq. una pompa di calore, poichè non mi è permesso l’allacciamento del gas…per svariati motivi che non sto’ qui ad elencare !!! Dato che anche per l’estate si soffre un pochino il caldo vorrei acquistare un climatizzatore con pompa di calore (mi hanno detto che 12.000 btu sia sufficiente) avete qualche modello da consigliarmi, che non costi molto (400-500€) ??? Grazie

  • # 24
    Antonio
     scrive: 

    Ciao a tutti sono in linea di massima d’accordo con il commentatore del nr 15.un piu oculato uso degli elettrodomestici olte al risparmio in termini di moneta c’è un risparmio in ambiente che ne trarranno benefici tutti compresi i Vs figli (se ne avete).Io oggi ho preso un > della Fair che lo installo da solo c’è tutto.Ora devo solo armarmi di pazienza e coraggio cominciando l’installazione.Dalle istruzioni vedo che è molto semplice l’unico problema è se sbagliassi nel far uscire l’aria dall’impianto mi uscisse acnhe del gas.Comunque ho risparmiato nel comprarlo (340 euro) e credo di poter risparmiare anche usandolo.

    saluti

  • # 25
    fabio
     scrive: 

    salve a tutti. Potrei farvi una domanda? Ho acquistato ed istallato un condizionatore pompa di calore on-off della fer da 12000 btu. Son di l’aquila e serve per riscaldare una casetta di legno dove vive mio nonno. Vi descrivo cosa mi succede. Quando il condizionatore viene acceso incomincia a riscaldare e man mano che passano i minuit (dopo circa 10-15 minuti) esce aria completamente fredda. Premetto che la temperatura esterna in questi giorni è di crirca 2-3-4 gradi. Il tecnico mi ha detto che se fuori fa molto freddo il rendimento del condizionatore scende molto. E’ vero questo? qualcuno può spiegarmi il perchè e se ci sono altre possibili cause? L’impianto è stato fatto a regola d’arte. L’unità estrena dista dallo split circa 1.2 metri.Potrebbe essere un problema questo? Aiutatemi vi prego poichè ora riscaldo solo con le stufette elettriche. Grazie mille.

  • # 26
    Lorenzo
     scrive: 

    Ho lo stesso problema di Fabio (commento n.25): Ho fatto istallare un condizionatore pompa di calore mitsubishi inverter e, dopo aver riscaldato per circa 10 minuti, inizia a mandare aria fredda. Grazie a chi vorrà rispondere.

  • # 27
    Simone
     scrive: 

    @ Fabio e Lorenzo

    La risposta al vostro quesito è molto semplice, un climatizzatore all’atto pratico non è altro che un “traslatore di calore”, per raffreddare un ambiente interno sottrae calore all’interno del locale e lo scambia con l’esterno, durante il funzionamento invernale il ciclo si inverte, si sottrae calore all’esterno (è importante ricordare che temperatura e calore sono due cose distinte) e lo so cede all’interno… il punto sta nel fatto che se sottraggo calore all’ambiente esterno lo raffreddo (anche se di una quantità irrisoria visto che parliamo dell’ambiente esterno), ma lo scambiatore di calore dell’unità esterna si ritrova quindi ad una temperatura inferiore a quella dell’ambiente esterno… e se la temperatura è prossima allo zero, lo scambiatore sarà ad una temperatura inferiore allo zero e si congelerà superficialmente perdendo in resa.
    Per evitare che il problema “blocchi” il funzionamento del climatizzatore spesso questo si “autoscongela” utilizzando il calore che produce per sbrinarsi… Spero di essere stato di aiuto

  • # 28
    Lorenzo
     scrive: 

    Simone, ti ringrazio per la risposta che hai dato che – in un certo senso – rende reali i miei cattivi presagi sulla “fregatura” che ho preso…Pensavo di poter scaldare facilmente gli ambienti in cui ho applicato gli split e invece…E invece mi sembra che questa tecnologia sia valida solo per raffreddare (almeno spero…) e non per riscaldare. Ciao

  • # 29
    Simone
     scrive: 

    @ Lorenzo
    In realtà non hai preso una reale fregatura… il fatto è che per scaldare in presenza di temperature basse all’esterno l’unica soluzione che non risente di questo è bruciare qualcosa… comunque il problema che hai prescinde dall’essere ad inverter o meno, anche un ON-OFF presenta problemi analoghi (ne ho un esempio a casa dei miei genitori)… premetto che potrebbero esserci altri piccoli problemi (ma non credo sia il tuo caso) nella logica di gestione del climatizzatore e nel riempimento della linea del gas, ma dubito si tratti di questo… giusto per curiosità, di che condizioni esterne stiamo parlando?

  • # 30
    Lorenzo
     scrive: 

    @Simone
    Il fatto è che l’aria “solamente tiepida” e non calda esce dagli split sia che fuori sia sotto zero, sia che ci siano 8-10 gradi. In pratica, non ho riscontrato un sensibile miglioramento di prestazioni all’innalzarsi della temperatura esterna. Altra nota di “demerito”: ad un certo punto l’aria tiepida diventa tristemente fredda!!!! Caro Simone, grazie comunque del tuo interessamento!

  • # 31
    Simone
     scrive: 

    @ Lorenzo

    A questo punto la cosa è quantomeno strana… hai provato a rivolgerti all’assistenza?…il problema aria fredda dovrebbe essere imputabile a ciò che ti ho detto, ma l’aria tiepida mi sembra alquanto strana… potrebbe essere una qualche problema al sensore di temperatura od alla logica di controllo… mi hai davvero incuriosito…

    PS è un piacere discutere con i lettori, come avrai intuito questi temi mi interessano (ed infatti mi hanno portato a scrivere per questo sito :D) moltissimo, anche professionalmente

  • # 32
    Simone
     scrive: 

    @ Lorenzo

    Mi è venuto in mente un problema che mi venne riferito da un frigorista… caricando eccessivamente un frigorifero od un climatizzatore (il riferimento era a quelli da auto, ma sono sostanzialmente analoghi a quelli domestici), oppure troppo poco (ma questo era intuitivo) la loro resa crolla, tra l’altro ricordo di una conversazione fatta con un installatore di climatizzatori che mi diceva che con il nuovo fluido era complicato caricare la linea perché si usavano bombole separate ed era complicato capire se la miscela dei 3 gas era corretta da una semplice misura di pressione globale… a scopo cautelativo potresti far svuotare la linea e farla caricare nuovamente…

  • # 33
    Lorenzo
     scrive: 

    @Simone
    Caro Simone, che dire…in questo momento (ore 23:26) con circa 7 gradi di temperatura esterna, lo split manda un gran bel calduccio…Il problema è che fra un po’ – forse – smette all’improvviso e rimanda aria tiepida…Scusa, ma non ho capito cosa intendevi sopra quando parlavi di possibile “problema alla logica di controllo”…Sai, l’impianto mi è stato montato solo 15 giorni fa e penso proprio che il tecnico debba rifarmi una visita…Per quanto riguarda lo svuotamento e il caricamento della linea, vedrò di suggerire al tecnico stesso la tua proposta.

  • # 34
    Simone
     scrive: 

    @ Lorenzo

    Siccome parlavi di aria tiepida e non calda (anche se poi uno split non manda mai aria caldissima) stavo pensando a problemi nel sistema che misura la temperatura e gestisce il climatizzatore.
    Magari nel tuo caso sarà un problema banale, discuterne qui non permette di fare una diagnosi accurata… comunque sono curioso di sapere come andrà a finire…

    PS ne approfitto per fare pubblicità alla mia rubrica (Energia e Futuro), una volta finiti i post sull’energia credo che parlerò di risparmio energetico negli edifici e tratterò anche argomenti quali la climatizzazione degli ambienti, quindi in un modo o nell’altro si ritornerà su questo argomento

  • # 35
    Lorenzo
     scrive: 

    @Simone
    Forse mi sono dimenticato una cosa molto importante: a casa mia è stato montato un motore esterno (tutto Mitsubishi) che manda tre split interni: uno da 12.000 btu e due di minore potenza (credo sui 10.000 o via di lì…). Io ho sempre l’accortezza di non mandarli tutti e tre assieme (così mi è stato consigliato), solo che i problemi li riscontro nei due split minori, mentre quello da 12.000 btu va sempre benissimo e scalda che è una meraviglia. Non so se questo è un dettaglio da poco, ma te lo comunico lo stesso, caso mai ti si accendesse qualche lampadina! Grazie Simone…nel ringraziarti per le tue preziose risposte ti auguro buon 2010!

  • # 36
    Simone
     scrive: 

    @ Lorenzo
    Solitamente queste unità hanno all’interno tre circuiti indipendenti con in comune solo la ventola (a volte sdoppiata anche quella) ed ovviamente la parte radiante esterna che viene maggiorata ma non a livelli esagerati (di solito).
    Sinceramente non ho nessuna nuova idea, vista la recente installazione sarà meglio contattare l’assistenza, anche se una telefonatina al servizio clienti la farei (gli installatori spesso non sono molto competenti in termotecnica), attraverso loro le informazioni dovrebbero essere tecniche (prova a dare un’occhiata anche sul sito mitsubishi)

    Auguri anche a te!

  • # 37
    tom
     scrive: 

    ho un app di 70 mq circa. uso l’app solo d’estate. che modello di condizionatore mi consigliate? inverter on\off 12.000 btu o piu’ piccolo? uno o due?

  • # 38
    Simone
     scrive: 

    @ Tom

    Se ipotizzi di tenere il condizionatore acceso per lunghi periodi la soluzione inverter può essere più vantaggiosa… per quanto riguarda la potenza ed il numero dipende… dalla forma dell’appartamento, dal numero di stanze, dall’uso che se ne fa (se serve solo di giorno, se si tengono le porte aperte ecc)… se pensi di utilizzare una sola stanza principalmente allora una soluzione singola potrebbe essere valida, se pensi di accenderlo (per fare un esempio) durante il giorno in cucina e durante la notte in camera da letto allora meglio una soluzione a due split (esistono anche con un’unica unità esterna) ma ovviamente di potenza inferiore (5000/7000)… valuta anche i problemi di scarico condensa… d’estate l’unità interna produce condensa e se non riesci a collegarla per caduta all’unità esterna devi provvedere all’impiego di una pompa per condensa (che spesso creano problemi in quanto molto fragili) oppure di un collegamento verso qualche punto servito di uno scarico dell’acqua (cucina o bagno)… quindi esamina prima da solo le esigenze, poi rifletti sulla disposizione delle unità e sugli eventuali percorsi per la condensa… fatto ciò puoi valutare anche il parere dell’installatore avendo già maturato un’idea di base…

  • # 39
    Carlo
     scrive: 

    Buongiorno.
    Gradirei sapere dalle persone competenti du questo blog se durante l’utilizzo dei clima (tutti insieme o no) per la funzione riscaldamento quale potrebbe essere il consumo elettrico. E’ forse uguale a quando deve raffreddare?
    Grazie a tutti

  • # 40
    Simone
     scrive: 

    @ Carlo

    E’ impossibile fornire un valore del consumo elettrico in quanto dipende da vari fattori (quanto sta raffrescando/riscaldando, potenza in BTU del dispositivo, classe energetica) ma comunque tra i dati di targa dell’apparecchio questi dati sono forniti (potenza elettrica massima in raffrescamento e riscaldamento) il consumo di un piccolo climatizzatore può partire anche da 300W, valore che si ripercuote sulla resa termica durante il funzionamento… ovvero se consuma 300W potrà scaldare e raffrescare non certo l’equivalente di 10kW… una pompa abbastanza grossa (12000 BTU) può avere consumi dell’ordine di 1 – 1.3kW elettrici… ma sono dati da prendere con le molle ed a titolo puramente indicativo… comunque come già detto i valori si trovano tra i dati del climatizzatore

  • # 41
    Massimo M
     scrive: 

    Scusate vi leggo solo ora!

    Io lavoro (…lavoravo, sono in CIGS!) in un’azienda che gli inverter li progetta.
    Tenuto conto che il motore in questo caso viene meglio “spremuto”, bisogna anche ragionare sul sistema “stanza” e su come viene raffreddata. Su un ON/OFF posso solo fare un ciclo analogo, aggiungo solo un po’ di isteresi per evitare troppe accensioni/spegnimenti. Invece con un inverter posso “sentire” come la stanza da raffreddare reagisce al fresco che “immetto”, e calcolarmi con vari metodi (ho visto anche logica fuzzy!) come raffreddarla!
    Questo a mio avviso può gestire meglio il consumo. Non solo un motore con spunto inferiore (mica lo avvio 100 volte all’ora!) ma con un controllo ad anello chiuso (PID!) sulla stanza stessa.In questo modo posso “giocare” con le molte variabili del condizionatore ed usarlo meglio.

    P.S.: Il frigorifero .. ha per caso un inverter oppure il motore del compressore è on/off? Eppure le doppie classi A hanno due motori per consumare meno!

  • # 42
    Simone
     scrive: 

    @ MassimoM
    Che io sappia il frigorifero adotta un sistema On-Off, ed in effetti se pensi che il frigo è fortemente isolato da un punto di vista termico non necessita di un sistema continuo… si raffredda e resta abbastanza freddo… poi tra perdite termiche ed “apri-chiudi” la temperatura aumenta e si reinserisce per i minuti necessari a riportare la temperatura nel range del termostato… i due motori permettono di gestire meglio le temperature tra frigo e congelatore (oltre che di spegnerne uno se il reparto risulta vuoto)… probabilmente si ottiene un piccolo miglioramento in termini di efficienza perché si gestisce meglio la temperatura, ma non sono sicuro che tutti i doppia A siano a doppio motore.

    Sull’importanza di valutare il “sistema stanza” mi trovi perfettamente in accordo… infatti nei miei commenti ho indicato alcuni scenari di utilizzo che possono portare a decisioni differenti in funzione proprio delle esigenze di utilizzo

    PS mi spiace per la CIG… buona fortuna!

  • # 43
    vidimo
     scrive: 

    ciao ragazzi,
    chiedo cortesemente un suggerimento a coloro che conoscono i vari modelli di condizionatore. In un appartamento di circa 70 mq installero’ due split: uno in camera da letto, uno in soggiorno. Essendo posta l’unita’ esterna sul balcone del soggiorno, prevedo solo un paio di metri di tubi per collegare lo split della camera. Quali sono dunque le caratteristiche del modello che devo tenere in considerazione (oltre alla classe energetica)? Quali sono le marche e i modelli che mi garantiscono un acquisto vantaggioso per rapporto qualita’ prezzo? Ci sono delle marche da evitare a priori?
    Grazie

  • # 44
    Simone
     scrive: 

    @ vidimo

    Difficile fare una valutazione… sulle marche posso dirti di non rivolgerti a quelle che non siano già note… marchi noti ce ne sono tanti… per il resto le caratteristiche dipendono da come utilizzerai l’impianto… se lo userai costantemente suggerisco la tecnologia ad inverter, sulla classe energetica ovviamente scegli il meglio compatibilmente con il tuo budget… stai solo attento che per gli scarichi dell’acqua dall’unità interna ci sia la pendenza giusta se li mandi all’unità esterna, altrimenti prevedi uno scolo indipendente…

    Buona fortuna

  • # 45
    Alessandro
     scrive: 

    la verita’ e’ che quando si deve installare un climatizzatore ci si affidi ad un vero professionista che vi aiuti nella scelte del tipo di climatizzatore enella potenza.cmq il vero trucco per consumare meno sta nel sovradimensionare un climatizzatore all’incirca del 30 40 % on-off o inverter che sia.Se poi e’ inverter fate attenzione a guardare la potenza media e non la massima.Spero di esservi stato di aiuto ciao a tutti.

  • # 46
    Alessandro
     scrive: 

    ah per vidimo;cerca di richiedere marche di fascia alta tio daikin o mitsubishi e cmq che sia o classe A(unita’ esterna a bassi consumi)o doppia classe A(cioe’ anche unita’ interna a bassi consumi) cmq la mia e-mail e’ forna.alessandro@hotmail.it se posso esservi di aiuto lo faccio volentieri.salve a tutti.

  • # 47
    Notturnia
     scrive: 

    aggiungo una postilla..

    l’inverter se fatto bene conviene sempre.. non qualche volta.. sempre..
    la modulazione di potenza del motore/compressore evita una quantità di sprechi notevoli..
    il fatto di portare a regime una macchina che era spenta fino a pochi secondi fa genera uno spreco inutile di energia per preparare la macchina ad agire.. basta vedere che il fluido non arriva ai fancoil interni in 2 secondi ma in qualche minuto.. minuto nel quale la macchina consuma la sua massima potenza per fare niente..

    con un sistema inverter ciò non accade.

    è ovvio che un sistema modulato funziona meglio solo se viene lasciato lavorare per tempi lunghi.. a poco vale se poi spengo e accendo io la macchina.. è come mettere un timer su un boiler termostatato.. non c’è beneficio a meno di non usare il boiler 5 minuti al giorno.. e anche li sarebbe da vedere..

    tutti questi sistemi automatizzati hanno la massima resa quando sono lasciati lavorare in pace.. servono a evitare sprechi durante il mantenimento.

    spesso, per assurdo, è più facile trovare questi inverter in sistemi di pochi kW che quelli industriali.. ma questo avviene per motivi di costi (un sistema inverter da 200kW costa parecchio..) e per questione di “immobilismo” (perchè devo cambiare un frigo da 200 mila euro se funziona ancora ?)

    a livello domestico non avrei dubbi su cosa scegliere. purtroppo quando ho fatto io la scelta non era possibile prendere quelli con inverter e abbiamo fatto un sistema ad acqua con accumulo per evitare che la macchina si accenda ogni 5 minuti ma solo quando gli accumuli sono caldi.. mai efficiente come un inverter vero ma mai scadente come un normale on-off

    pensate all’automobile se doveste guidare solo o a tavoletta o senza motore rispetto ad andare con.. inverter.. modulando la potenza necessaria in funzione della necessità.. si stressa anche molto meno la macchina :-)

  • # 48
    Alessandro
     scrive: 

    perche’ pero’ non dire che l’inverter e’ una tecnologia molto piu delicata e sensibile soprattutto agli abbassamenti o innalzamenti di voltaggio quindi assicuratevi prima di acquistare un inverter di non avere questi problemi nella Vs linea elettrica di casa.

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