di  -  lunedì 28 ottobre 2013

Ricordate quando Microsoft era il bersaglio favorito delle autorità antitrust di tutto il pianeta? Si parlava di scelta del browser (anche in EU), di bundling del media player e altre pratiche anticompetitive nel rapporto con gli OEM.

Osservando l’evoluzione del mercato negli ultimi anni mi viene da pensare a cosa succederebbe se l’autorità antitrust vigilasse con altrettanta solerzia su quelli che, proprio a spese di Microsoft, sono oggi i protagonisti del mercato tecnologico.

  • Se nel 1998, Bill Gates avesse dichiarato che di lì a breve tutte le applicazioni sviluppate per Windows sarebbero state sottoposte a un controllo preventivo e poi vendute esclusivamente tramite un app store targato Microsoft, col 30% di provvigione prendere o lasciare, che sarebbe successo? Poniamo anche avesse deciso di limitare questa politica solo al – pur fiorente – ecosistema Windows Phone. Ebbene, nel 2008, quando Microsoft era ancora in alto mare con l’antitrust europeo, Apple lanciava l’App Store per iPhone, stabilendo un controllo totale sull’ecosistema software di una piattaforma di enorme impatto sul mercato (benché mai dominante).
  • E meno male che è arrivata Google a difendere la causa dell’open (ricordate la definizione di Andy Rubin?) con Android! Finalmente ognuno è libero di prendere il codice sorgente, forkarlo, aggiungere o togliere funzionalità a piacimento, accedere ai tanti servizi che Google con autentico spirito filantropico offre alla comunità in cambio di nulla se non un sorriso… salvo che non è vero. Al contrario Google, in palese posizione dominante nell’ambito dei video e del search, ha usato la gratuità di Android per estendere la relativa quota di mercato fino a un punto in cui si è potuta permettere di chiudere i recinti: i partner che forkano Android perdono sicuramente le feature non AOSP (compreso l’accesso alle Google apps) e facilmente la licenza Android; le Google Apps poi si prendono o si lasciano tout court: se vuoi integrare Youtube ti becchi anche Plus, che ti piaccia o meno (ulteriori approfondimenti su questo illuminante articolo di Ars Technica).

Intendiamoci: io non ho cambiato idea rispetto a quel che dicevo qui e soprattutto qui e continuo a convenire con Alan Kay relativamente all’integrazione hardware software, particolarmente in un comparto, il mobile, in cui il rapporto fra autonomia e potenza di calcolo è ancora molto critico. Continuo dunque a credere che un certo grado di “chiusura” sia funzionale all’esecuzione di un progetto hardware mobile. Credo anche che nel momento in cui il mercato si allarga a categorie di utenza del tutto estranee alla tecnologia, l’integrazione con un ecosistema software sia utile ad evitare che la massa diventi facile preda di qualunque malintenzionato. Credo infine che un brand abbia titolo a garantire l’esperienza dei suoi device, nei limiti in cui questo non turbi significativamente le dinamiche concorrenziali del mercato.

Ciò premesso, fossi in Microsoft e avessi sborsato qualche miliardo in cause antitrust, mi domanderei seriamente quando le regole del gioco siano cambiate e perché. E forse arriverei alla conclusione che, semplicemente, le autorità antitrust mondiali non stanno capendo nulla di quel che accade, ma soprattutto non lo stanno capendo i consumatori, quegli stessi che un paio di lustri fa, con una sola voce, auspicavano il fallimento di “Micro$oft” e reputavano Bill Gates il vice di satana, se non il diavolo in persona.

15 Commenti »

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  • # 1
    Fabio
     scrive: 

    Oserei dire: benvenuto nel capitalismo.
    Cosa puoi pretendere da un sistema che funziona sullo sfruttamento altrui e sul profitto?
    È logico in ogni campo della vita umana dalla politica all’economia,
    prima si vuole crescere e diventare dominanti magari anche con le migliori intenzioni, raggiunti la dominanza si fa di tutto per mantenerla vedi Google o vedi URSS o vedi USA o vedi Microsoft ecc ecc ecc
    Non c’è nulla da meravigliarsi, la guerra è guerra e la si combatte con tutte le armi possibili, anche quelle dell’antitrust. Il fatto è che è il sistema ad essere sbagliato alla radice, perché vivendo nel capitalismo ciò che conta è il profitto e non la prosperità.

  • # 2
    ResRegis
     scrive: 

    E’ evidente che l’autore dell’articolo abbia una concreta mancanza di conoscenze legislative in materia di antitrust.
    L’Antitrust europeo (né quello statunitense) non punisce la posizione dominante di per, ma bensì solamente lo SFRUTTAMENTO della stessa.

    Nel caso di Apple Store, ci sono evidenti e palesi prove del fatto che non vi sia nessun abuso di posizione dominante.
    Prima di tutto l’App Store si rifà al sistema iOS, che non ha la maggioranza del mercato negli OS mobili, per cui non è in posizione dominante a prescindere.

    Anche tralsciando questo particolare, il fatto che l’azienda controlli le App prima di pubblicarle è di per sé una potente arma nelle mani di Cupertino, ma ciò non significa che AUTOMATICAMENTE apple approfitti di questa cosa. Lo farebbe nel momento in cui negasse a Google, Microsoft o terzi di entrare nell’App Store senza motivazioni. Cosa che non mi risulta stia accadendo…

    Infine, il fatto che prenda il 30% di commissioni è una mera scelta di pricing. Non essendo in Unione Sovietica il governo non può mettersi a discutere i prezzi operati dalle aziende. Quel 30% vale per tutti, per cui non è abuso di posizione dominante per avvantaggiare qualcuno.

    Nel caso Microsoft, al contrario di quanto sopra, veniva danneggiata la concorrenza perché l’azienda sfruttava il proprio OS per “rifilare” anche un altro prodotto, il browser. Appunto ABUSO di posizione dominante.

    Per finire, questa frase è emblematica dell’ignoranza dell’autore in merito alla questione: “[…] Al contrario Google, in palese posizione dominante nell’ambito dei video e del search, ha usato […]”. Ripeto, la posizione dominante NON E’ IN NESSUN MODO ILLEGALE NE’ PUNIBILE (perché allora per legge nessuno dovrebbe avere la maggioranza del market share?). Lo è solamente l’abuso, e se proprio l’autore pensa che ci siano stati casi in questo senso, nell’articolo non c’è scritto.

  • # 3
    Mede
     scrive: 

    Ritengo che il problema principale sia che microsoft è stata punita tardivamente e per la cosa sbagliata. infatti nessuno l’ha fermata quando faceva accordi con i produttori di hardware per vendere i pc con il suo software installato e grazie ai denari ha comprato e smantellato qualsiasi società di software potesse minimalmente scalfire i suoi interessi, creando un vero danno per l’utenza, un buco incolmabile nello sviluppo il cui unico aspetto positivo è stato la relativa compatibilità dei sistemi PC.

    più tardi si è cercato di porre un freno a questo strapotere, ma malamente.

    sinceramente ritengo che gli utili clamorosi di apple sono la risposta a qualunque accusa di approfittare di una posizione del mercato, c’è ampio spazio per la concorrenza a mio avviso, apple punta tutto sulla sua immagine e non sul sbaragliare gli avversari, che anzi esistono e combattono, spesso in posizione di difesa perché è apple stessa a generare la domanda.
    Io non ho mai avuto un prodotto Apple, ma bisogna ammettere che senza l’iphone il mercato smartphone oggi sarebbe decisamente diverso, così come quello dei tablet. Se oggi esistono e si vendono gli S4 è anche grazie ad apple.
    Mai sentito dire dalla mela una parola negativa su linux a differenza di Ballmer & co…

    Nell’ambito di un sistema capitalistico, a mio avviso, il principale problema qui è il fatto che un editore/produttore non dovrebbe essere anche un distributore e venditore a dettaglio. se le entità sono separate, sia a livello fisico che virtuale si creano spazi per offerte diverse. quando si è riuniti sotto un unico tetto l’utente finale la prende inevitabilmente nel secchio, se non nel breve, nel medio e lungo termine. dovremmo dare queste direttive all’antitrust, che invece agisce secondo criteri diversi e totalmente numerici a danno fatto e a mio avviso irreparabile.

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ #2

    E’ evidente che l’autore dell’articolo abbia una concreta mancanza di conoscenze legislative in materia di antitrust.
    L’Antitrust europeo (né quello statunitense) non punisce la posizione dominante di per, ma bensì solamente lo SFRUTTAMENTO della stessa.

    Nel caso di Apple Store, ci sono evidenti e palesi prove del fatto che non vi sia nessun abuso di posizione dominante.
    Prima di tutto l’App Store si rifà al sistema iOS, che non ha la maggioranza del mercato negli OS mobili, per cui non è in posizione dominante a prescindere.

    Anche tralsciando questo particolare, il fatto che l’azienda controlli le App prima di pubblicarle è di per sé una potente arma nelle mani di Cupertino, ma ciò non significa che AUTOMATICAMENTE apple approfitti di questa cosa. Lo farebbe nel momento in cui negasse a Google, Microsoft o terzi di entrare nell’App Store senza motivazioni. Cosa che non mi risulta stia accadendo…

    http://appleinsider.com/articles/13/09/06/apples-iphone-holds-40-share-of-us-smartphone-market

    Secondo Comscore iPhone nella seconda metà del 2013 ha il 40% del mercato smartphone negli USA, il che mette lo stretto controllo della mela sulla piattaforma perlomeno in una posizione interessante.

    Infine, il fatto che prenda il 30% di commissioni è una mera scelta di pricing. Non essendo in Unione Sovietica il governo non può mettersi a discutere i prezzi operati dalle aziende. Quel 30% vale per tutti, per cui non è abuso di posizione dominante per avvantaggiare qualcuno.

    È sicuramente un prezzo molto alto per accedere ad una piattaforma che in alcuni mercati come quello USA è leader come diffusione e frequenza di fruizione.

    Nel caso Microsoft, al contrario di quanto sopra, veniva danneggiata la concorrenza perché l’azienda sfruttava il proprio OS per “rifilare” anche un altro prodotto, il browser. Appunto ABUSO di posizione dominante.

    Questo non è un articolo a difesa di Microsoft e non intendo in alcun modo condonare i suoi torti accertati con sentenze passate. Intendo piuttosto sottolineare alcune contraddizioni tra il passato e il presente.

    Per finire, questa frase è emblematica dell’ignoranza dell’autore in merito alla questione: “[…] Al contrario Google, in palese posizione dominante nell’ambito dei video e del search, ha usato […]“. Ripeto, la posizione dominante NON E’ IN NESSUN MODO ILLEGALE NE’ PUNIBILE (perché allora per legge nessuno dovrebbe avere la maggioranza del market share?). Lo è solamente l’abuso, e se proprio l’autore pensa che ci siano stati casi in questo senso, nell’articolo non c’è scritto.

    Forse dovresti leggere meglio l’articolo e le fonti che cita. In questo caso capiresti che, per esempio, Google ha messo a leva la popolarità di Youtube e Maps per spingere i partner Android al bundling di Plus, che in assenza di questa “spintarella” qualche difficoltà in più ce l’avrebbe avuta. Questo nel pezzo c’era scritto chiaramente, al limite sei tu che non hai letto o capito.

    Un consiglio: al prossimo commento cerca di commisurare la spocchia al peso delle tue argomentazioni. In generale, se non ti sei preso nemmeno la briga di leggere attentamente quel che c’è scritto sull’articolo, pensaci due volte prima di salire in cattedra.

  • # 5
    ResRegis
     scrive: 

    [quote]Secondo Comscore iPhone nella seconda metà del 2013 ha il 40% del mercato smartphone negli USA, il che mette lo stretto controllo della mela sulla piattaforma perlomeno in una posizione interessante.[/quote]

    Quale sia il mercato in cui valutare la “posizione dominante” è a discrezione. Tu prendi gli smartphone, io i sistemi software, dove iOS è in minoranza.
    Nello specifico, l’antitrust decide quale sia il mercato nel quale valutare la posizione dominante a seconda del CASO di ABUSO che sta valutando. Non a prescindere. Prima che si verifichi neanche ha senso parlarne, visto che è come disquisire sul sesso degli angeli.
    Casi passati hanno valutato un brand di banane abusare di posizione dominante nel…mercato delle banane, per l’occasione considerato scisso da quello della frutta.

    [quote]È sicuramente un prezzo molto alto per accedere ad una piattaforma che in alcuni mercati come quello USA è leader come diffusione e frequenza di fruizione.[/quote]

    Evidentemente a questo giro sei tu che non leggi quello che scrivo. E’ un prezzo alto? OK. Vale per tutti? Sì. Non c’è abuso di posizione dominante. E’ una semplice scelta di pricing.
    Oppure stiamo qui a discutere del fatto che la cattiva multinazionale di turno chiede avidi margini ai propri partner…come se fosse reato?

    [quote]Forse dovresti leggere meglio l’articolo e le fonti che cita. In questo caso capiresti che, per esempio, Google ha messo a leva la popolarità di Youtube e Maps per spingere i partner Android al bundling di Plus, che in assenza di questa “spintarella” qualche difficoltà in più ce l’avrebbe avuta. Questo nel pezzo c’era scritto chiaramente, al limite sei tu che non hai letto o capito.[/quote]

    Queste indiscrezioni sono a mio avviso ridicole. Principalmente perché qualunque azienda utilizza i prodotti di punta per “trainare” quelli nuovi al lancio e più arrancanti.
    Ti svelerò un segreto: c’è un motivo per cui nei supermercati sei sempre circondato da donzelle che provano a venderti quella specie di gelato liquido di discutibile gusto che è il Grand Soleil.
    Il motivo è che Ferrero minaccia il Carrefour di turno di togliergli la rivendita di Nutella se non si trascinano dietro anche la baracca Grand Soleil. Si chiama bargaining power, non abuso di posizione dominante.
    La stessa cosa accade per P&G, che utilizza i suoi brand stra potenti per riempire gli scaffali di nuovi prodotti.

    Ovvio, il mercato non è perfettamente competitivo (che scoperta), e se io domani andassi al carrefour chiedendo di rivendere nei loro punti il mio concorrente del Grand Soleil mi riderebbero in faccia.

    Ma è giusto che sia così, e nessun legislatore al mondo ha interesse che funzioni diversamente, e questo per un paio di ragioni. Si chiama capitalismo: Ferrero, P&G e Apple si sono guadagnate la loro posizione di potere ed è giusto che ne guadagnino, senza giocare slealmente. Anche perché il loro vantaggio competitivo deriva da ricerca, innovazione, sviluppo. Tutti elementi che in un mercato artificialmente mantenuto come perfettamente competitivo non avrebbero senso di esistere visto che non porterebbero ad un ritorno. E converrai che un mondo senza investimenti in ricerca sarebbe fermo al medio evo.

    Concludendo, quindi, le indiscrezioni che citi non fanno certamente gridare allo scandalo. Da un post che si chiama “c’era una volta l’antitrust” mi aspettavo come minimo una segnalazione di palese ABUSO di posizione dominante.

    Al contrario questa è solo una filippica che scopre l’acqua calda, ovvero che Google e Apple sono in posizione dominante. Che scoperta! Sono due delle 5 aziende più capitalizzate al mondo, è evidente che una posizione di potere ce l’avranno.
    La prossima volta ti consiglio di guardare la classifica Fortune 500 e scoprirai un mezzo migliaio di aziende che sono nella tua tanto temuta posizione dominante, in tutti i campi…

    PS:
    [quote] Un consiglio: al prossimo commento cerca di commisurare la spocchia al peso delle tue argomentazioni. In generale, se non ti sei preso nemmeno la briga di leggere attentamente quel che c’è scritto sull’articolo, pensaci due volte prima di salire in cattedra.[/quote]

    Mi perdonerai se non analizzo tutte le fonti di tutti gli articoli che leggo, giusto? Sicuramente tu avrai il tempo di farlo, perdonami ma non l’ho avuto.

  • # 6
    ares17
     scrive: 

    @Regis
    E’ evidente che l’autore dell’articolo abbia una concreta mancanza di conoscenze legislative in materia di antitrust.
    L’Antitrust europeo (né quello statunitense) non punisce la posizione dominante di per, ma bensì solamente lo SFRUTTAMENTO della stessa.

    Io non sarei così sicuro che tu sappia bene quali sono i compiti dell’antitrust.
    La prima cosa che dovrebbe fare l’antitrust è individuare il mercato.
    Nel caso di Ios non lo ha fatto, e prevedo a breve interventi antitrust “incoraggiati” da Google stessa.
    Apple deteniene una posizione dominante nel settore smartphone?
    No.
    Apple detiene la posizione dominante nella distribuzione di software per IOS:
    Si
    Apple impedisce di accedere ad altri competitor nel mercato di distribuzione di software e contenuti per IOS:
    Si.

    Apple mantiene una posizione di dominio e ne abusa della stessa per impedire ad altri “Editori-Distributori” di poter entrare e competere in tale mercato.

  • # 7
    ResRegis
     scrive: 

    @ares17: Come ho scritto nel mio ultimo commento, l’autorità antitrust stabilisce il mercato di riferimento in cui valutare la posizione dominante secondo un principio case-by-case. Non a prescindere.
    Casi passati hanno visto, come ho già detto, un brand di banane venire imputato per il solo mercato delle banane (e non della frutta), in relazione ad un abuso di posizione dominante.

    Tu addirittura arrivi a parlare di “iOS” come mercato dove Apple ha posizione dominante e non lascia entrare nuovi competitors. Davvero???? E’ un loro prodotto!! E’ loro tecnologia, frutto di loro investimenti e protetta da copyright. E dovrebbero dire a Google “Sì dai gestiteci voi l’App Store”?

    Ti invito a leggere il mio ultimo commento, perché tu non solo non hai chiaro come funziona l’antitrust ma nemmeno come funziona il mondo delle imprese in generale.

  • # 8
    ares17
     scrive: 

    @ResRegis
    Tu addirittura arrivi a parlare di “iOS” come mercato dove Apple ha posizione dominante e non lascia entrare nuovi competitors. Davvero???? E’ un loro prodotto!! E’ loro tecnologia, frutto di loro investimenti e protetta da copyright. E dovrebbero dire a Google “Sì dai gestiteci voi l’App Store”?

    Apple impedisce l’uso di store Alternativi al suo.
    Chi ha mai detto che deve far gestire a google il suo store.
    Tutti i mercati hanno questa possibilità, quello che dici è una stortura ed un precedente che di fatto limita il libero mercato e la possibilità di scelta del consumatore.

  • # 9
    Alessandro
     scrive: 

    Se Microsoft dicesse che chi usa Windows deve usare solo IE viene punita

    Ma Google che dice che se vuoi usare youtube su smartphone devi usare solo Samsung e apple e’ una santa.

    Che Apple fornisca sui software con il suo sistema e’ una santa Windows se prova a mettere un software in piu’ e’ il diavolo.

    Bill Gates aveva anche fatto qualche un errore 15 anni

    Ma Microsoft e’ pacifica e’ titolo e dividendo sono stabili

    Google Samsung Apple e altri hanno fatto miliardi con lo spirito: noi siamo i buoni! comprate solo da noi!!!

  • # 10
    ResRegis
     scrive: 

    @ares17: Quindi Apple è colpevole perché non permette alla concorrenza di FORNIRE i suoi prodotti.

    Esattamente come LIDL è colpevole perché non rivende prodotti a marchio COOP all’interno dei suoi punti vendita, o come un concessionario FIAT gioca slealmente non rivendendo BMW nel suo salone.

    Tutto ciò mi sembra perfettamente coerente: un’azienda investe miliardi per diventare leader nel segmento degli smartphone, ma poi deve aprire per forza le porte a cani e porci perché tutti usufruiscano della sua filiera. Mi deve essere sfuggito questo cavillo nell’ultimo piano quinquennale…

    @Alessandro:
    “Ma Google che dice che se vuoi usare youtube su smartphone devi usare solo Samsung e apple e’ una santa.”.

    Non capisco se sei serio, un troll, o seriamente problematico. 1) Youtube è disponibile su tutti i principali OS del mondo.
    2) Samsung e Apple sono LA CONCORRENZA, per cui il prodotto è disponibile…quindi dove starebbe la mossa anticoncorrenziale?
    3) Microsoft non ha mai obbligato ad usare IE, la controversia verteva su come IE fosse preinstallato su WIN.

  • # 11
    ares17
     scrive: 

    @ResRegis
    Quindi Apple è colpevole perché non permette alla concorrenza di FORNIRE i suoi prodotti.

    Esattamente come LIDL è colpevole perché non rivende prodotti a marchio COOP all’interno dei suoi punti vendita, o come un concessionario FIAT gioca slealmente non rivendendo BMW nel suo salone.
    Il software non è prodotto da Apple, ma da terzi, che per essere installato su Ios deve passare per forza di cose da applestore.
    Nell’esempio che hai fatto tu circa la LIDL sbagli di grosso:
    sarebbe come se lidl ti obbligasse a bere il latte comprato da loro solo nelle tazze marchiete LIDL.
    Circa la Cara Vecchia FIAT, ti sfugge che il concessionario Fiat stipula un contratto in esclusiva con la casa madre Fiat, allo stesso modo di un concessionario BMW.
    Ma se tu vuoi aprire un concessionaria plurimarca (dove puoi vendere affiancate Fiat e BMW ) sei libero di farlo.
    L’esempio delle banane è paripari trasportabile nel caso dello store apple, e per fortuna che lo hai fatto te l’esempio.

  • # 12
    zephyr83
     scrive: 

    Mi sa che qualcuno non conosce il significato di “posizione dominante”.
    Addirittura qualcuno è riuscito a dire che apple è in posizione dominante per quanto riguarda la distribuzione di software legata a ios!!! che è uno scherzo?
    Si confrontano mele con pere! Microsoft in passato con oltre l’80% in ambito PC ha abusato della sua posizione e a dirla tutta non è che abbia dovuto pagare chissà cosa! Mi pare che non ci abbia rimesso niente, anzi tutto il contrario, alla fine è riuscita a imporre il suo browser. è sicuramente stato ridicolo imporre il ballot screen in europa quando non ce n’era più bisogno, andava fatto subito al tempo di windows 95!
    Ma google ed apple non hanno nulla a che vedere con la situazione di microsoft in passato.
    Poi android non è mica mai cambiato, è sempre stato così! chiunque può forkarlo e realizzare una propria versione come ha fatto amazon! ma in cina è pieno di smartphone con fork di android, anzi in cina non esiste proprio neanche il play store. E per le gapps è sempre stato necessario sottoscrivere un accordo con google, ma nessuno è obbligato, ma ovviamente è un valore aggiunto e i produttori non ci rinunciano.
    Quindi non capisco certe considerazioni che mi paiono un po’ campate per aria!
    Anche il fatto che apple in USA abbia il 40% del mercato a me sembra una barzelletta, visto che è ben LONTANA dalla “posizione dominante”.
    Mha!!!

  • # 13
    Mauro
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio

    La sua conclusione:
    <>
    mi pare un tantino esagerata nell’attribuire all’opinione pubblica il pensiero di cui qui sopra.

    Si voleva invece lo scorporo di Microsoft in due distinte società: una per gli OS l’altra per il software.
    Molto diverso che indicare Guglielmino de Cancellis quale novello satana.

  • # 14
    Mauro
     scrive: 

    Errata:

    Corrige: “semplicemente, le autorità antitrust mondiali non stanno capendo nulla di quel che accade, ma soprattutto non lo stanno capendo i consumatori, quegli stessi che un paio di lustri fa, con una sola voce, auspicavano il fallimento di “Micro$oft” e reputavano Bill Gates il vice di satana, se non il diavolo in persona”

  • # 15
    giangi
     scrive: 

    Bhè uno che investe per ridurre la popolazione mondiale coi suoi vaccini, se non è il diavolo in persona è sicuramente un suo stretto vassallo:

    http://www.fabioghioni.net/blog/2010/03/09/bill-gates-con-i-miei-vaccini-ridurro-la-popolazione-mondiale/

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