di  -  venerdì 12 aprile 2013

Il primo Intel Pentium è stato ufficialmente commercializzato il 22 marzo del 1993, cambiando in modo radicale il settore dei microprocessori e la relativa percezione pubblica, grazie ad un brand semplice e riconoscibile.

 pentium_60  

The Pentium

Si tratta, infatti, del primo processore x86 ad abbandonare la nomenclatura numerica (80286, 80386, 80486), scelta dovuta essenzialmente all’impossibilità di registrare come marchio un numero e proteggere legalmente il brand dall’utilizzo di terze parti. Intel conia, così, il termine “Pentium”, prendendo in prestito la parola greca Pente (cinque, ad indicare che il processore Pentium rappresenta la quinta generazione di processori della casa di Santa Clara), legandola alla terminazione latina –ium.

Dal punto di vista realizzativo, la progettazione inizia nel 1989, e si rileva particolarmente complessa, tanto che l’annunciata dimostrazione al PC Expo di giungo del 1992 viene cancellata, e il suo lancio viene ritardato di un semestre.

La prima versione del chip usa 3.1 milioni di transistor, misura 16.7mm x 17.6mm ed è in grado di indirizzare fino ad un massimo di 4GB di memoria fisica, limite chiaramente dovuto all’architettura a 32bit. Le frequenze inizialmente disponibili sono di 60 e 66MHz.

 pentium_internally

Il Pentium a “nudo”

Il Pentium rappresenta un deciso passo in avanti rispetto all’80486, disponendo di: pipeline parallele di elaborazione, caching separato per dati e codice, e ottimizzazioni per l’individuazione corretta degli indirizzi di memoria. Tutte funzionalità pensate per abbracciare i cosiddetti “real world data”: audio, video, immagini, dettatura, ecc.

La rivoluzionaria CPU Intel dispone, inoltre, di una veloce unità floating-point che, però, è tutt’altro che efficace, presentando il famigerato Pentium FDIV bug, probabilmente il più clamoroso della storia. Ad ottobre del 1994 (a più di un anno dal lancio) Thomas Nicely, ricercatore del Lynchburg College, si accorge che il processore restituisce un risultato errato, anche se solo sulle ultime cifre decimali e comunque predicibile. Ad essere afflitte sono anche le successive CPU a 75 e 100MHz.

E’ doveroso sottolineare che, in realtà tutti, i processori hanno un elenco di problemi noti, ma nel caso del Pentium è la prima volta che la questione divenne di dominio pubblico, trasformandosi quasi in un gossip e costringendo tutti i produttori, da allora in avanti, a rendere pubblici e facilmente accessibili gli elenchi dei flaw/bug.

Paradossalmente, Intel riesce, con un’abile azione di marketing, a sfruttare a proprio vantaggio il polverone suscitato dal FDIV bug, ribaltando completamente l’immaginario collettivo, tanto che nel giro di pochi anni il claim “Intel Inside” e il brand “Pentium” (oltre chiaramente allo stesso marchio “Intel”) diventano sinonimi di qualità nel mendo dell’elettronica di consumo.

Anche se con Core fortemente diversi (e più evoluto), Intel commercializza oggi i propri processori sotto il nome Pentium, con gli ultimi modelli della famiglia (G2010, G2020, G2120 e G2130) che utilizzano l’architettura IvyBridge a 22nanometri.

pentium_portachiaviUn’ultima curiosità: molti modelli della famiglia Pentium sono stati incastonati nei più svariati gadget, tra cui il più noto è sicuramente il portachiavi.

In conclusione vi ricordo che in passato abbiamo parlato di una curiosa congiunzione tra il bug del Pentium e le predizioni di Nostradamus: Il Bug del Pentium e la predizione di Nostradamus

10 Commenti »

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  • # 1
    evvai
     scrive: 

    Il mio primo Intel è stato un 486 DX2,
    son passati più di 20 anni, maledizione …

  • # 2
    traider
     scrive: 

    “Anche se con Core fortemente diversi (e più evoluto), Intel commercializza oggi i propri processori single-core sotto il nome Pentium. Gli ultimi modelli della famiglia (G2010, G2020, G2120 e G2130) utilizzano l’architettura IvyBridge a 22nanometri.”

    Correggete l’articolo perchè i pentium G2010, G2020, G2120 e G2130 sono Dual Core Ivy Bridge e si caratterizzano per l’ottimo rapporto prezzo prestazioni .

  • # 3
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @traider
    Grazie per la segnalazione, hai assolutamente ragione.

  • # 4
    dave
     scrive: 

    in greco cinque dovrebbe essere penta, non pente…

  • # 5
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Dave, in realtà “penta-” e’ un prefissoide e deriva da “pente” che significa cinque

    http://www.treccani.it/enciclopedia/penta_(Dizionario-delle-Scienze-Fisiche)/

  • # 6
    Giuseppe
     scrive: 

    Primo PC un 486 DX4 75 Mhz… Il Pentium 75 Mhz era un mostro a confronto. In effetti il salto generazionale fu notevole, bug a parte.

  • # 7
    NoX
     scrive: 

    Nel 1995 (due anni dopo il pentnium) il mio primo computer fu un 486 amd!!

    Mi hanno inchiappettato e lo scopro soltanto ora!!
    Infatti coi gioci non andava una fava (tomb raider 1 docet…)

  • # 8
    TheFoggy
     scrive: 

    Leggendo articoli come questo, mi rendo conto di essere vecchio! :) Primo pc, un 486DX2@66MHz..una schioppettata, per l’epoca (ricordo ancora l’invidia degli amici, nel vedere la velocità di caricamento di Win’95 e per la gargantuesca dimensione di 406Mb di HDD!!), ma tristemente più lento di un Pentium!
    L’altro effetto della lettura di post simili, è la discesa di una lacrimuccia a causa dell’ingloriosa fine che Intel ha relegato al brand Pentium. Da punta di diamante a fascia bassissima (sotto gli i3!) nel giro di un’architettura (Nehalem). È un pochino triste, come fine…anche se capisco che dal punto di vista del marketing, servisse, a causa della brutta fama che si era creato (il brand) con Netburst (forno, si occa poco e se lo fai, brucia!). Ricorderò sempre con affetto la melodia “Intel Inside” della pubblicità dell’epoca (quella di ora è cambiata leggermente) e delle emozioni che ogni CPU riusciva a garantire ad un appassionato, visto che il salto prestazionale era sempre abbastanza considerevole..a differenza di ora, dove si avanza di un 10/15% a generazione (cosa comprensibile, ovviamente).
    Complimenti per l’articolo, Felice!

  • # 9
    Fabio
     scrive: 

    Oddio, il buon Pentium fu la prima CPU che installai personalmente sulla scheda madre. Ero al quarto pc forse, dopo un M24 un 386SX ed un 486DX2, e devo dire che mi sorprese. Un P120 spostava tanta tanta grafica. Segnava il passaggio dalla grafica in MCGA alla VGA a frame rate pieno.
    Poi pero’ per tanti anni fu l’ultima cpu intel che comprai, non mi ando’ a genio il tentativo legale di tagliare fuori dal mercato i concorrenti come AMD ed IDT che meno prestanti offrivano prezzi piu’ vantaggiosi. Allora giovane ed idealista mi votai ai marchi alternativi ed ai pc fai dai te, ma ormai ho quasi perso il conto di tutte le cpu che ho usato…
    Pero’ tengo ancora tanti bei ricordi e qualche vecchio cimelio in cantina!

  • # 10
    GP
     scrive: 

    Bei tempi veramente.
    Dopo aver avuto un 486 DX2 a 66 Mhz e DX4 a 100 Mhz arrivai al mio primo Pentium.
    Era già un Pentium particolarmente prestante (ai tempi) un 133 Mhz!
    Passai poi in successione al 166 e 233. Da li poi diversi P2, P3 e P4. Tra P3 e P4 utilizzai un grande AMD Athlon 1000 Mhz che rispetto al P3 di pari clock era decisamente più prestante. Poi abbandonai PC per migrare a OS X che utilizzo tutt’oggi. Però ricordo ancora con molta nostalgia quegli anni soprattutto dal 93 al 00. Quanti PC mi era assemblato e configurato da solo!

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