di  -  venerdì 1 marzo 2013

openwebos_logoLa notizia di questi giorni, almeno nel settore dei sistemi opeativi mobile, è la vendita definitiva di webOS, che passa da HP ad LG.

La società sud coreana acquista il sistema mobile che doveva essere il cavallo di battaglia dei dispositivi portatili HP, rendendolo, di fatto, l’OS standard dei suoi nuovi Smart TV.

Si conclude così una vicenda tortuosa che ha visto scomparire la storica Palm ed il suo PalmOS, che tra acquisizioni, clonazioni e chi più ne ha più ne metta, si trasformò in WebOS grazie al tentativo di Jon Rubinstein, ex Apple ed ultimo CEO di Palm, di ridare linfa allo storico sistema operativo.

webos2lg

L’impresa non riuscì a rilanciare Palm come Rubinstein sperava, ma avvenne in un momento di particolare fermento e di crescita esponenziale del settore. Ciò portò HP ad interessarsi dell’intero asset Palm e ad annunciare, il 28 Aprile 2010, la sua acquisizione per 1.2 miliardi di dollari, trasformandola di fatto in una veria e propria Business Unit.

Oggi l’ennessimo colpo di scena (anche se già nell’aria tra gli addetti al settore): LG acquista il codice sorgente ed i brevetti di webOS, oltre a portare l’intero team di sviluppo presso il nuovo LG Silicon Valley Lab. Inoltre la società coreana si impegna a supportere il parco utenti ereditato di Palm ereditato a suo tempo da HP.

webOS così abbandona, per ora, il mondo della telefonia e degli smartphone, mentre quello che non è assolutamente chiaro è se il progetto open webOS avrà vita a propria o se verrà spento sulla falsa riga di quanto fatto da Oracle con openSolaris.

 open_webos

open webOS

Se siete curiosi e volete conoscere la storia di webOS, vi rimando al link sul portale StoriaInformatica:

http://www.storiainformatica.it/index.php?option=com_content&view=article&id=329:open-webos&catid=57:palmos&Itemid=233

8 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    floriano
     scrive: 

    e beos (che era in qualche modo di palm)?

  • # 2
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Credo che abbia seguito la stessa sorte di Palm, e quindi di WebOS.

  • # 3
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    Eccolo: http://tinyurl.com/bdweabw

  • # 4
    lakar
     scrive: 

    @floriano e @Cesare Di Mauro

    Beos non era più proprietà di Palm da un bel pezzo. Infatti nel 2003 o 2004 Palm si divise (una decisione a dir poco folle) in due aziende completamente separate e indipendenti: PalmOne per i palmari/smartphones e PalmSource per i sistemi operativi. Ovviamente Beos rimase con quest’ultima. Dopo un po’ si accorsero di aver fatto un scemenza incredibile dato che PalmSource da sola perse la bussola e soldi. Vedi ad esempio l’os Palm OS 6 (molto orientato alla multimedialità quindi forse dentro c’era qualcosa di Beos) che era praticamente pronto ma che nessuno voleva installare (né Sony, né PalmOne stessa, né altri). Nel 2005 PalmOne tentò di riassorbirla ma fu preceduta dalla giapponese Access che quindi divenne proprietaria anche di Beos. PalmOne invece ricambiò il nome in Palm e si ricostruì in casa da zero un team di sviluppo software che alla fine partorì l’ottimo webOS. Quindi Beos non ha seguito la strada di Palm e webOS in HP e ora in LG. Cosa ne fa adesso Access di Beos? Bella domanda… Access voleva creare un os per smartphone basato su linux e retrocompatibile con Palm OS 5 e precedenti (di cui detiene sorgenti e diritti come per Beos) ed esistevano dei prototipi funzionanti. Uno l’ho visto di persona al Linux World di San Francisco nell’estate 2007. Il tizio della Access mi disse che presto sarebbe stato in commercio e bla, bla, bla ma poi tutto finì nell’oblio e niente è mai arrivato sul mercato. Tuttavia non so se ci fosse qualcosa di Beos all’interno.

  • # 5
    lakar
     scrive: 

    Ritornando all’articolo l’odissea di webOS è veramente tragicomica. Già Palm aveva avuto negli ultimi anni dei CEO cialtroni e incapaci che infatti l’hanno portata in guai finanziari (notare che nel 2000 palm os era montato sul 70% dei palmari in commercio…), poi gli ultimi due CEO Colligan/Ollio e Rubenstein/Stanlio sono riusciti a sbagliare tutto nel lancio e gestione di webOS. Un gran peccato dato che nel 2009 era uno dei migliori OS mobili sul mercato con alcune caratteristiche che neanche i più maturi iOS e Android possedevano. Nel 2010 HP acquistò Palm ma ebbe la pessima idea di mettere a capo della divisione mobile di HP proprio Rubenstein/Stanlio che infatti riuscì a sbagliare anche i due modelli successivi di smartphone nonostante che con HP non avesse di certo problemi di soldi. E nell’estate del 2011 ancora più incredibilmente HP decise di abbandonare webOS che aveva appena acquistato un anno prima! Ora HP non ha un solo prodotto nel mercato mobile che tanti soldi stanno portando ad altre aziende! E nel 2011 webOS era maturo e con po’ di applicazioni anche se poche. Servivano modelli con hardware fatto bene ma non sono mai arrivati.
    Triste destino quello di webOS. Un OS tanto buono quanto maltrattato. E ora nelle Smart TV di LG. Che spreco.

  • # 6
    Gio
     scrive: 

    Eppure come OS per smartphone era davvero ottimo…certe scelte davvero non le capisco proprio.

  • # 7
    Marco
     scrive: 

    “E ora nelle Smart TV di LG. Che spreco.”

    E scommetto che durerà poco anche lì.

  • # 8
    floriano
     scrive: 

    @lakar il passaggio dello sdoppiamento e del tentativo di riassorbimento non lo sapevo, è assurdo anche il tempo perso da hp nell’attesa di windows8 (mandato al diavolo per android, e ci voleva tanto???)..

    certe volte non si capisce come facciano i “manager” a stare al comando…

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.