di  -  venerdì 2 novembre 2012

L’Apple II, come gli altri personal computer che affollano la scena agli albori del settore, è considerato inizialmente dal mercato professionale come un “giocattolo per hobbisti”, ignorandone completamente le potenzialità.

La situazione muta rapidamente quando il 12 Maggio 1979, durante il West Coast Computer Faire di San Francisco, viene presentato VisiCalc, il primo foglio elettronico mai realizzato (non solo per PC).

L’idea viene partorita dal geniale Dan Bricklin, osservando un suo professore alla Harvard Business School mentre scriveva sulla lavagna un modello finanziario: ogni volta che veniva cambiato un parametro, il professore era costretto ad una noiosa cancellazione e riscrittura dei risultati che ne scaturivano. Bricklin intuisce che quella serie di operazioni potevano essere svolte in modo conveniente con l’uso dei nascenti personal computer.

Ma chi è Dan Bricklin?

Nato nel 1951, si avvicina alla programmazione durante il liceo, realizzando programmi che semplificano attività ripetitive di analisi come, ad esempio, la marcatura (verifica) dei test di ingresso per le università che fanno parte della Ivy League statunitense. Durante i suoi anni al MIT, dove consegue la laurea in Computer Science, incontra Bob Frankston, che diventerà presto suo socio.

Terminati gli studi, Bricklin arriva in Digital dove partecipa a diversi progetti e diventa team leader di WPS-8, uno dei primi wordprocessor, concepito per il PDP-8. Nel 1976 lascia DEC per passare alla FasFax Corporation, una piccola società che sviluppa registratori di cassa basati su microprocessore.

Ma la svolta arriva, come detto, nel 1979 quando, dopo aver conseguito un MBA ad Harvard, fonda insieme a Frankston la Software Arts, Inc. La società, di cui Bricklin assume il ruolo di CEO, concentra i propri sforzi sullo sviluppo di un innovativo software per Apple II: lo spreadsheet, alias foglio elettronico. Se l’aspetto funzionale è praticamente appannaggio di Bricklin, l’esperienza di Frankston nella programmazione della CPU MOS Technology 6502 (cuore pulsante del sistema Apple) è fondamentale per ottenere un prodotto decisamente efficiente.

Nasce così VisiCalc, che nelle prime sperimentazioni contempla addirittura l’uso del joystick, al posto della frecce della tastiera, per consentire all’utente di muoversi nella matrice a schermo. Questa scelta si rileva, però, decisamente poco pratica e viene scartata.

VisiCalc

VisiCalc si trasforma velocemente nella “killer application” che fa esplodere il mercato del software per i personal computer, con oltre 700.000 copie vendute, e la società viene rinominata in VisiCorp, mentre la sua distribuzione è affidata alla Personal Software.

Dopo la versione originale per Apple II, versioni di VisiCalc vengono rilasciate per gli Atari 8-bit, per il Commodore PET, per il TRS-80 e, ovviamente, per il PC IBM.

Per Bricklin, però, è impossibile brevettare la sua idea di “foglio di calcolo elettronico”, poiché secondo la legge americana dell’epoca non si poteva brevettare un software, al massimo si potevano avere i diritti sul copyright vietandone la copia.

In breve tempo aziende concorrenti con maggiori mezzi finanziari iniziano a sfornare “cloni funzionali” di VisiCalc: da SuperCalc (1980) a Microsoft Multiplan (1982) fino al celebre Lotus 1-2-3 (1983), sfruttando l’idea originale e inserendo tutte le migliorie che gli utenti man mano suggeriscono e richiedono.

Nel 1985 Software Arts viene acquisita da Lotus, divenuta in pochi anni leader nello sviluppo dei fogli elettronici,  che mette immediatamente la parola fine allo sviluppo di VisiCalc.

Ma l’avventura nel mondo del software di Bricklin va oltre VisiCalc e lo ritroviamo nel 1986 quando, alla guida della Garden Software, Inc., vince il premio della Software Publishers Association per il miglior tool di programmazione (Best Programming Tool) grazie al Dan Bricklin’s Demo Program, un programma per la prototipazione e la simulazione di sistemi software. Addirittura l’ingegnere statunitense si ripete con il Dan Bricklin’s Demo II Program che l’anno successivo si aggiudica lo stesso premio. Dopo aver realizzato un tool per automatizzare stampe ripetitive su periferiche laser (Dan Bricklin’s PageGarden Program), fonda nel 1990 la Slate Corporation per lo sviluppo di soluzioni per i “pen computers”, che però chiude i battenti dopo quattro anni per il fallimento di mercato dei dispositivi stessi.

Bricklin ritorna in Garden Software e sviluppa il “Dan Bricklin’s OverAll Viewer”, una sorta di viewer universale, e il “Dan Bricklin’s demo-it!” per la prototipazione del software per Microsoft Windows.

Ma, come tutti i pionieri della prima ora, Bricklin è un innovatore e non può esimersi dal dire la sua al momento dell’esplosione di Internet e del Web in particolare. Così nel 1995 fonda con Russel Werner la Trellix Corporation, società che diventerà leader nello sviluppo di soluzioni per il web authoriting e nella fornitura di soluzioni per l’hosting di siti privati e di piccole aziende.

 Bricklin e Werner

I prodotti ed i servizi offerti da Trellix sono stati utilizzati da milioni di persone e nel 2003 la società è stata acquistata dalla Interland, Inc, nominato Bricklin proprio CTO. Nel 2004 torna nuovamente in Garden Software, dedicandosi allo sviluppo di soluzioni OpenSource, tra cui ListGarden (un generatore RSS) e wikiCalc.

wikiCalc

Nel corso della sua lunga carriera, Dan Bricklin si vede assegnare numerosi premi dalle più prestigiose associazioni di categoria ACM, IEEE e il MIT).

8 Commenti »

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  • # 1
    phabio76
     scrive: 

    Recentemente ho letto un’altra leggenda che narra gli albori di VisiCalc.
    Sembra che l’Apple II fu un semplice ripiego perchè originariamente la scelta della piattaforma era ricaduta sul Commodore PET, all’epoca la business machine di riferimento.
    Frankston voleva affittare un PET ma non ce n’erano più disponibili e gli fu proposto l’Apple II come valida alternativa.

    Poi, ne abbiamo già parlato in passato, questa piattaforma si dimostrò vincente grazie alla modalità grafica a 80 colonne e alla possibilità di espandere la memoria.

  • # 2
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @phabio76… Credo che sia andata proprio così, visto che a narrare la storia e’ chuck peddle in Commodore: a company on the edge!

  • # 3
    phabio76
     scrive: 

    Esatto, una vera miniera di informazioni quel libro!
    Dovrebbe uscire a breve la seconda parte, The Amiga Age

  • # 4
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @phabio76… bellissimo! Hai qualche link informativo?

  • # 5
    phabio76
     scrive: 

    Commodore: The Amiga Years, c’era la pubblicità nelle ultime pagine di Commodore: a company on the edge.
    http://www.amazon.com/Commodore-Amiga-Years-Brian-Bagnall/dp/0973864990

  • # 6
    Giovanni
     scrive: 

    Purtroppo pare che quel libro sia stato pubblicizzato ma non ancora pubblicato (solo preordine) o addirittura completamente scritto (dicono per motivi personali dell’autore… e la casa editrice: Variant Press)!

  • # 7
    Stefano
     scrive: 

    In alternativa ci sarebbe questo book:
    “The Future Was Here: The Commodore Amiga”

    (comunque ank’io non vedo l’ora che esca quello di B. Bagnall)

  • # 8
    Giovanni ~ Quacos
     scrive: 

    Nel libro “Divergenze digitali” di F. Carlini c’è un aneddoto curioso su Dan Bricklin. In pratica aveva perso ogni copia del suo foglio di calcolo, e dovette ricorrere ad una copia abusiva per poterne tornare in possesso.

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