di  -  martedì 6 dicembre 2011

Qualche giorno fa, a proposito di Linux, si parlava della sostenibilità dell’open source in ambito consumer. Affrontando la questione da un taglio più politico, facevamo riferimento all’azienda promotrice di Ubuntu, Canonical, le cui economie sono del tutto trascurabili, e di converso ad Android, che venendo meno ad ad alcuni principi fondamentali di Linux ha capitalizzato un’importante diffusione sul mercato – quanta ricchezza porti nelle casse di Google è più difficile capirlo.

Oggi ci ritroviamo a parlare di economia e open source in riferimento a Firefox, il browser alternativo divenuto popolare durante il lungo iato fra la versione 6 e la 7 dell’incumbent, Internet Explorer. Come riporta BusinessInsider, le economie che ruotano attorno a Mozilla sono molto esigue e perlopiù legate ad un accordo con Google.

Questo accordo prevede che la casella di ricerca in alto a destra usi come default il motore di ricerca di Mountain View. Una sorta di product placement, che tuttavia somiglia più ad un’opera di volontariato da parte di Google, che non deve certo a Mozilla la propria fortuna. Non almeno quanto Mozilla la deve a Google: come avrete letto, il citato accordo con vale una cifra che rappresenta dall’84 all’86% dell’economia di Mozilla.

Questa decisione ancora una volta ci porta a confrontare la nozione originaria dell’open source con quella più pragmatica, ma di maggior successo, di Google. La strategia di fondo presenta interessanti analogie con quella di Android: Chromium – basato sul motore di rendering open source Webkit –  è la base di codice su cui poggia Chrome. Chromium è un progetto open source non commerciale con licenza d’uso permissiva mentre Chrome include una serie di funzionalità fornite da Google ed è rilasciato con una licenza restrittiva.

Anche se le economie che Google trae da Chrome (così come da Android) non sono ben isolabili , è certo che il browser rappresenti un prodotto strategico rispetto all’esecuzione del core business.

Firefox è invece un browser open source, rilasciato con licenza molto permissiva, che come abbiamo detto vive perlopiù di economie esogene. Se nel momento in cui Chrome guadagna quote di mercato – anche a danno di FF – Google non ha più bisogno di averlo alleato, gli utenti potrebbero abbandonarlo altrettanto facilmente. Ancor più dal momento in cui economie molto più ristrette rallentassero i cicli di sviluppo, consegnando il browser che porta l’eredità del mitico Netscape, ad un sistematico ritardo rispetto alla concorrenza.

Quali vie d’uscita si presentano per Firefox a questo punto? Un accordo con Bing salverebbe capra e cavoli, e rappresenterebbe anche per il motore di ricerca di Redmond un’importante opportunità. In assenza di questo la strada si metterebbe molto in salita per Mozilla, che comunque rimarrebbe terzo in una gara che Microsoft da IE9 in poi è tornata a correre con tutte le energie di cui dispone.

In effetti, dopo le epiche scalate della metà dello scorso decennio, Firefox non è più lo sfidante per eccellenza del perfido incumbent, il campione di una causa per la libertà del Web che col senno di poi non manca di una certa vena romantica. Essendo per di più intrinsecamente slegato da logiche commerciali, dunque incapace di generare per esempio partnership per il bundling con gli OEM, rischia – in un momento in cui i grossi calibri dell’ICT entrano in campo – di finire come il manzoniano “vaso di coccio tra vasi di ferro”. Un destino da cui anche l’auspicato accordo con Bing, temo non potrà salvarlo che per qualche anno: il tempo che servirà perché la concorrenza, più agguerrita che mai, riduca la sua quota di mercato a un solo decimale.

Aggiornamento: l’accordo con Google è stato rinnovato

37 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Sarebbe davvero un peccato se Firefox fosse sacrificato sull’altare del mercato. Io uso sia Firefox che Chromium, entrambi hanno vantaggi e svantaggi a mio avviso.
    Le ultime versioni di Firefox hanno colmato molti dei limiti che questo aveva accumulato con la concorrenza, sarebbe davvero un peccato se proprio ora lo si lasciasse senza benzina.

  • # 2
    bob
     scrive: 

    “Canonical, le cui economie sono del tutto trascurabili”

    Avevo letto un report un paio di anni fa in cui era evidente il rosso pieno di Canonical, che campava grazie alle capienti tasche del fondatore. Ma è difficile andare avanti sempre in perdita.
    Spero che le cose siano migliorate….

  • # 3
    koss
     scrive: 

    Le fortune di firefox sono stati i brouser game, visto ci sta poco spazio per “scriptare” IE, ma anche li la musica sta cambiando, molti di questi giochi sul web, anche abbastanza seguiti fino a poco tempo fa, costringevano l’utente ad essere molto presenti sul pc, a differenza delle consolle, la gente si è seccata.

    Questi giochi ormai sono molto in ribasso, di conseguenza non ci sta più l’esigenza di avere un brauser “ottimizzato”, che ti dia una mano…

  • # 4
    makrov
     scrive: 

    ma io non capisco questo accanimento contro le licenze open “restrittive”
    firefox è un ottimo (a mio avviso il migliore) browser soprattutto per le innumerevoli estensioni (grasemonkey su tutte) che gli altri browser si sognano! non capisco perchè firefox dovrebbe soccombere contro chrome/chromium solo perchè google riempie di soldi gli sviluppatori! alla fine è tutta una questione di marcheting, google sta riempiendo i suoi servizi di pubblicità gratuita per chrome, infatti se si vanno a prendere le percentuali tra chrome e chromium saremo 100.000 a 1 per chrome, eppure tra i 2 browser cambia davvero poco!
    la licenza usata conta poco o niente per l’utente, mentre la pubblicità la fa da padrone

  • # 5
    phabio76
     scrive: 

    Continuo ad usare FF per una serie di addon quasi indispensabili per lavoro. È innegabile che attualmente Chrome ha una marcia in più e fin dalla sua prima apparizione ha portato quella ventata di aria fresca a cui tutti si sono poi allineati.
    FF è diventato un pachiderma nel corso degli anni, diciamolo.
    Una decina d’anni fa era come la Pepsi in un mercato in cui la Coca Cola era andata a male, oggi ha cambiato la politica delle release nel tentativo di sembrare aggiornato tanto quanto la concorrenza.
    Anche IE9 dopo gli entusiasmi iniziali si è dimostrato piuttosto schizzinoso, l’opposto di IE6 che si beveva tutti i fuori standard, e va appositamente fixato. È quasi un anno che Il sito del Corriere della Sera non si apre con IE9…

  • # 6
    Cristian
     scrive: 

    Articolo interessante, ma che come i precedenti non inquadra completamente le reali cause di questa caduta.
    Abbiamo in questo caso due fatti evidenti:
    – Il crollo di utilizzo di Firefox
    – Il fatto che economicamente si appoggi ad accordi con Google.
    Nell’articolo non è bene evidenziato il legame tra i due fattori. Con i numeri in discesa è difficile trovare partners con cui trovare accordi. Specie poi quando questo calo è dovuto proprio a Google con il suo browser Chrome.

    La causa di tutto questo, non è come vuol far credere l’articolo in un modello sbagliato di opensource. Quello che non va nell’opensource ora è la mancanza di brand del prodotto e di attività pubblicitaria.
    Quanti milioni di visitatori vanno ogni giorno sulla pagina di Google e leggono il consiglio di installare Chrome? Quanto i mass media hanno parlato di Chrome? Le prime versioni del browser pur presentando numerosi bug erano già scaricate da tantissimi utenti… semplicemente perché il browser era tecnicamente migliore dei concorrenti? No, semplicemente perché prodotto da Google. Quindi inteso come qualcosa di sicuro, da provare e pubblicizzato ovunque.

    Firefox invece è diventato famoso non per la pubblicità, non per le lodi dei quotidiani non specializzati, ma per la pessima alternativa offerta da Internet Explorer almeno sino alle versione 7.

    L’errore quindi come per le distribuzioni Linux, non è quello di aver realizzato un prodotto opensource, ma di non aver puntato anche sul brand e sulle risorse pubblicitarie.
    Alle persone non interessa nulla se il software sia o meno opensource, non interessa manco sapere quali siano le sue condizioni d’utilizzo. Quello che interessa è avere la fiducia nel prodotto. E la fiducia la si ottiene se sei un’azienda famosa, rinomata, che ha un forte appoggio dei mass-media e se spendi parecchio in campagne di marketing.

    Eventuali lacune tecniche di Firefox, come ad esempio il consumo di memoria, lentezza o altro non sono tali da giustificare questo calo, così come non è giustificabile semplicemente affermando che Chrome sia migliore. Anche perchè se ragioniamo in questo modo tutti dovrebbero usare Opera, che su questo vi è poco da aggiungere, tecnicamente innovativo e più veloce di tutti. Eppure opera è closed, come mai non va?
    Semplice risposta, avete mai visto un banner adsense che pubblicizzava Opera? Voi andate ogni giorno sul sito di Opera o su quello di Google?

  • # 7
    sbaffo
     scrive: 

    @ Cristian

    per Opera il problema fondamentale secondo me è ci sono troppi siti che non si aprono correttamente, probabilmente è colpa dei siti fuori standard, ma gli altri browser sono meno schizzinosi. Io usavo Opera e mi piaceva, ma ora l’ho relegato a browser d’emergenza per le troppe incompatibilità.
    Firefox secondo me da quando ha iniziato a fare aggiornamenti a raffica si è dato la zappa sui piedi da solo: molte estensioni perdono la compatibilità, gli aggiornamenti dei plug-in non funzionano bene, ecc. infatti io sono dovuto restare alla 3.6.24 percè dalla 4 in su mi crea casini (provata su vari pc).
    Ovviamente in questa situazione gli altri browser se ne avvantaggerebbero anche senza pubblicità….

  • # 8
    Mathias
     scrive: 

    Vedrei la questione da un lato molto pragmatico, alla Torvalds: la gente usa ciò che le fa più comodo usare. La maggior parte delle persone che installavano Firefox anni addietro lo facevano non per Firefox in sé, ma per avere una alternativa a Explorer e ai suoi innumerevoli difetti. I principali e più ricercati vantaggi un tempo offerti da Firefox (rapidità, sicurezza, snellezza di interfaccia e configurazione rispetto a Explorer) oggi li offre anche Chrome, in una cornice leggermente più curata graficamente e con un interfaccia essenziale che mette l’accento sulla navigazione e niente altro. Da cui il successo di Chrome a scapito di un Firefox che fra poco dovrà inseguire gli altri. Colori i quali usano Firefox (o Opera) come un “sistema operativo web” all’interno di un altro sistema operativo, con funzioni di scripting, strumenti di sviluppo, estensioni, giochini e tutti quei gadget che fanno la gioia dei fan dell’open source, rappresentano di fatto una nicchia. E questo negli uffici di Google lo sanno bene.

  • # 9
    Giacomo
     scrive: 

    Oggi sul canale satellitare russo Rossiya ho visto pubblicizzato Chrome con, credo, un testimonial sportivo, come se fosse un’auto o una bibita..

  • # 10
    Cael
     scrive: 

    @phabio76

    A me il sito del Corriere della Sera funziona con IE9.

  • # 11
    blackshard
     scrive: 

    Quando ho letto il titolo dell’articolo chissà perché, ma già immaginavo di chi fosse.

    Secondo me in questi post c’è una quantità di malizia inaccettabile nei confronti del mondo opensource. Inaccettabile perché abbastanza triviale.

    Questo post e il precedente non mi sembrano post molto ragionati, anzi trovo i discorsi molto puerili e abbastanza sterili, discorsetti da bar piuttosto che osservazioni o dubbi più che leciti.
    Insomma, forse l’unico che non si è accorto che Linux (il suo kernel, linux è un kernel) è ovunque, dai router (quasi tutti?) alle TV (philips, samsung, etc…) , dagli smartphone (con Android) ai frigoriferi (!) forse è solo Di Domizio

    (Giusto per il gusto di…:

    http://www.cultofmac.com/71153/cool-news-now-your-fridge-can-run-linux/
    )

    Detto ciò, fintanto che la licenza sul kernel non viene violata, di Linux se ne può fare l’uso che si vuole. Trovo clamorosamente superficiale (e quindi di scarsa qualità) il precedente post in cui si ometteva Android dalla schiera degli smartphone, salvo poi includerlo in tutta fretta replicando però che “Android non è opensource, non lo è molto, google è cattiva, non tutto il codice viene rilasciato…”. Bah.

    Tornando IT riguardo a Firefox, l’articolo pronostica un futuro miserabile per lo storico browser che ha rotto il sedere all’egemonia vergognosamente prolungata del browser più miserabile di sempre.
    E’ curioso che nell’articolo sia vagliata solo l’eventualità di un taglio netto di fondi da parte di google, con conseguente immediato decadimento di quello che a tutt’oggi è il browser migliore in circolazione.
    E se google dovesse considerare che vale la pena fornire altro denaro a firefox per altri 3 anni? Questa ipotesi non mi pare sia stata nemmeno sfiorata, ma non mi sembra che non sia ragionevole.

    Dite quel che volete, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

  • # 12
    abral
     scrive: 

    @Cristian: chi ti ha detto che Opera è più innovativo e veloce di tutti? In quanto a performance se la giocano Firefox e Chrome, con Firefox che è diventato molto più veloce negli ultimi rilasci (soprattutto nel campo dell’accelerazione grafica). Anche i problemi di cui qualcuno di voi ha parlato (incompatibilità delle estensioni) sono stati risolti quasi del tutto con le ultime versioni. In quanto ad innovazione non c’è nessuno meglio di Firefox. Mozilla è l’organizzazione che “produce” più idee per nuovi standard web rispetto a tutta la concorrenza (guardate ad esempio le recenti https://hacks.mozilla.org/2011/12/state-of-the-web-apis-an-interview-with-john-hammink/).

    Comunque le applicazioni si stanno spostando sempre di più verso l’ambito web, è anacronistico pensare diversamente. Ormai è così, i browser stanno diventando sempre di più “sistemi operativi web”, ed è così che la maggioranza degli utenti li sta usando, non è una cosa di nicchia. Basti pensare all’applicazione web più usata di tutti: Facebook! Se non ci fosse la possibilità di avere prestazioni JavaScript così alte, Facebook (come tante altre applicazioni) non potrebbe essere quello che è ora!
    Alcuni di voi vedono il browser come un elemento “passivo” della navigazione, come uno strumento per vedere pagine web. Ebbene non è più così, il browser si sta avviando sempre di più ad essere un vero e proprio sistema operativo. Secondo voi perché Apple non vuole browser diversi dal suo (e quindi Firefox) nel suo app store? Perché Apple vuole il controllo sulle applicazioni installabili, invece con un browser come Firefox sarebbe possibile utilizzare una qualunque applicazione anche non accettata da Apple.
    Guardate ad esempio questo progetto (https://wiki.mozilla.org/B2G). E’ un sistema operativo mobile che non è altro che un browser :D
    Con HTML5, JavaScript e altri standard web in via di sviluppo (WebGL, Gamepad API http://rawkes.com/blog/2011/12/04/paving-the-way-for-open-games-on-the-web-with-the-gamepad-and-mouse-lock-ap), è virtualmente possibile sviluppare giochi ai livelli di quelli per console (anche se c’è da notare che i giochini stupidi che qualcuno diceva fossero poco usati, sono in realtà amati da milioni e milioni di persone).

    Vi lascio qualche link per approfondimenti o esempi (la lista potrebbe essere lunghissima, ma mi fermerò a qualche link):
    https://developer.mozilla.org/en-US/demos/ – Qui ci sono varie demo su ciò che è possibile fare con le API web
    http://mozillapopcorn.org/popcorn-maker/ – Una specie di editor video
    http://www.syntensity.com/static/ammo.html – Un motore fisico eseguito nel browser con JS
    http://syntensity.com/static/espeak.html – Un sintetizzatore vocale
    https://github.com/mozilla/pdf.js – Un visualizzatore di file PDF (tipo Adobe Reader, ma molto più sicuro perché scritto in JavaScript)
    http://repl.it/ – Un interprete Python che viene eseguito direttamente nel browser con JS
    https://wiki.mozilla.org/Platform/AreWeFunYet – Le API di Mozilla (in via di sviluppo) per il Web Gaming
    http://bellard.org/jslinux/tech.html – Un emulatore x86 scritto in JavaScript (esegue il boot di un kernel Linux). Sul web ci sono anche emulatori di GameBoy e altri.
    http://rescuefox.mozillalabs.com/src/index.html – Uno sfizioso esempio di gioco 3D in JavaScript, con un motore grafico sviluppato da Mozilla
    http://www.newgameconf.com/ – Una conferenza riguardante videogiochi sviluppati con tecnologie web
    http://mozillapopcorn.org/evolving-documentary-with-highrise/ – Difficile da descrivere :D

    Sono d’accordo quasi del tutto con l’analisi fatta nell’articolo. Però io penso che sarà difficile che Firefox “morirà” in quanto ci saranno sempre persone a cui sta a cuore la propria libertà, la propria sicurezza e la propria privacy. E questi tre aspetti sono i cavalli di battaglia di Mozilla. Probabilmente il punto di forza di Firefox sarà proprio quello di non essere come le altre “big” che tentano in ogni modo di bloccare gli utenti nel loro walled garden.
    E non sono d’accordo sul fatto che i soldi che Google offre a Mozilla siano una sorta di “volontariato”, perché Google ci guadagna con ogni ricerca effettuata dal browser di Mozilla, è giusto che quindi Mozilla se ne prenda una parte se Google vuole continuare ad essere il motore di ricerca predefinito.

  • # 13
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non mi sembra ragionevole che un’azienda che produce un browser che ha cannibalizzato quote di mercato anche a scapito e scavalcando proprio FireFox, dovrebbe continuare a finanziare quest’ultimo. Cui prodest?

    Conti e logica alla mano, Google farebbe bene a tagliare i fondi a Mozilla per FireFox. Non ne ha proprio bisogno.

    E in questa ipotesi tutt’altro che irreale, mi dici come potrebbe sopravvivere questo browser? Non dico che farebbe la fine di Opera (che personalmente apprezzo e uso, nonostante i problemi di rendering che qualche volta capitano), visto che qualche soldo in più ce l’ha, ma certamente si potrà sognare tutti gli sviluppi e funzionalità che si è permesso finora.

    Un browser che non è adeguatamente aggiornato secondo te che fine farebbe?

    Se parlare di queste cose è “inaccettabile malizia”, un bel reality check non guasterebbe.

  • # 14
    ares17
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro
    Guardiamola da un altro punti di vista:
    cosa porta i soldi in cassa a Google?
    Chrome?
    Gli introiti derivanti dal finanziamento di FF sono sufficenti a coprire le spese ed avere la spinta per spingere ancora più chrome?
    Tra 2 anni sarà ancora Android l’os globale più usato?
    Il 90% degli utenti globali ha bisogno di un terminale internet e nient’altro, Google ha ad oggi la capacità di assolvere a questo compito.

    Ultimo appunta, più rapita è l’ascesa, maggiore potrebbe essere la velocità di discesa.

    FF ha talmente tante possibilità di svincolarsi da google senza troppi tagli al bilancio che ad oggi non credo che per Google stessa sia conveniente (l’ecosistema Google è ancora in costruzione)perdere un partner “storico”.

  • # 15
    eb
     scrive: 

    Ho sorriso quando ho letto il titolo, davvero.
    Ma un sorriso amaro, perchè nel momento in cui vedo riciclare un articolo in un certo modo(http://www.zdnet.com/blog/networking/is-firefox-toast/) quello che mi chiedo è se è davvero firefox “sul viale del tramonto” o l’autore di questo articolo e la sua(e del sito) credibilità.

    @Cesare Di Mauro
    “Conti e logica alla mano, Google farebbe bene a tagliare i fondi a Mozilla per FireFox. Non ne ha proprio bisogno.”
    Conti alla mano(http://www.netmarketshare.com/report.aspx?qprid=1&qpaf=&qpcustom=Firefox&qpcustomb=0) quello che ha perso firefox nel giro di un anno si aggira sul punto percentile. La vera “notizia” se tale può essere considerata, è che chrome continua a crescere, ma a discapito di IE, non certo firefox. Inoltre non è logica di mercato quella di tagliare i fondi a un partner che detiene più % in modo da accaparrarsi la sua fetta utenti.

    Fermo restante che l’articolo fa riferimento alla casella a destra impostata di default su google. Sarebbe questo motivo di declino? Perfino opera(un browser validissimo ma fuori dai radar) permette di impostare google. Senza contare l’imminente volunia.
    Inoltre la stragrande maggioranza degli utenti quando devono fare una ricerca su google neanche usano il quadro a destra(quando chiedo pare non sia comodo, altri neanche capiscono che scrivere li è come scrivere una volta caricato google.com) ma devono a tutti i costi eseguire i passi “digita google.it nella barra degli indirizzi”->”scrivi quello che vuoi cercare”(fateci caso sopratutto negli over 50 e in quella fetta che accende il computer per leggersi mail su @live o stare su facebook).

    Di fatto è un articolo che cerca di colpire dal titolo ad effetto tirando in ballo cospirazioni inesistenti relativi al declino a breve della volpe.
    Si tenta inoltre di riallacciarsi con quegli altri articoli sul declino di linux e della filosofia open source in maniera veramente ridicola.
    Mi chiedo come mai il signor Alessio Di Domizio cerchi di vendere per pragmatismo, quel genere di articoli che altro non denotano, che un certo tipo di fanboysmo.

    Ad ogni modo, premesso che ognuno usa ciò che vuole, si faccia attenzione a non confondere la qualità di un browser con la sua diffusione(IE è sempre stato avanti agli altri, anche quando era palese la miglior fattura dei browser concorrenti, firefox tra tutti). Con questo voglio dire che è sciocco andare a fantasticare e cercare relazioni con il mondo open-source, quando poi l’unica ragione per cui chrome sta diventando così diffuso è il fatto che venga pubblicizzato dappertutto(persino in bundle con altri programmi). L’utente(che spesso neanche sa cosa è un browser, ma associa solo icona tonda colorata -> internet) magari lo imposta di default, o attratto da descrizioni tipo “internet velocissimo” etc inizia a usarlo, vittima dell’omologazione dovuta al potere mediatico di Mountain View.

    Alla stregua di windows. Se i pc fossero venduti con ubuntu preinstallato, esclusi i videogiocatori, la grande fetta di utenti medi si metterebbe a ridere se venisse proposto in seconda sede di installare per soli 60-100€(o quel che è) windows7.(in effetti se un certo tipo di utenza abituata a windows venisse messa davanti a un ubuntu con temi e icone uguali a windows, difficilmente si accorgerebbe della differenza).
    Del resto perchè passare a qualcosa di nuovo, che offre le stesse funzionalità, e lo fa a pagamento?

    Per quel che mi riguarda in assenza di firefox andrei su opera. La navigazione su chrome la sento veramente precaria, troppi crash, gestione dei download e dei preferiti allucinante, sobrietà eccessiva. Con firefox non ho mai avuto grane, oltre al fatto che sono in grado di personalizzarlo come voglio.

    (consiglio inoltre all’autore di leggersi i commenti sull’autore del medesimo articolo su zdnet, almeno per notare quale sia il livello di credibilità da parte dell’utenza, indi, come si dice “se si deve copiare, almeno lo si faccia bene”)

    woops, wall of text, scusate!

  • # 16
    Adriano
     scrive: 

    Il problema è che su firefox si può filtrare bene tutta la pubblicità, su chrome no….

    Google che capa di pubblicità è da un po che sabota firefox, ad esempio la barra di google non funziona sulle ultime versioni di FF senza smanettarci un po

  • # 17
    Leo
     scrive: 

    Chrome.

    Molto bello, per un po’ l’ho usato, con l’opzione Sync per avere vari sistemi allineati (a casa, al lavoro, il portatile). Dopo qualche mese sono andato, per curiosità, a vedere cosa fosse passato a google dal mio profilo.
    Ogni ricerca, bookmark, ultimi siti visitati…

    E’ un prezzo che non sono disposto a pagare, sono tornato al buon vecchio panda rosso, se poi un giorno google vorrà staccare la spina passerò ad opera.

    Va bene usare i servizi google, ma essere completamente “googlecentrico” diventerà un problema in futuro. Pensate già oggi cosa succederebbe se google si fermasse, per disservizi o cambi policy vari.

  • # 18
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ 15
    Ho qualche difficoltà ad argomentare su obiezioni basate sul buon senso nel momento in cui ho portato in discussione, non primo fra molto più autorevoli commentatori, un dato piuttosto oggettivo: se l’accordo con Google cuba oltre l’80% delle economie di Mozilla, è facile che possa pregiudicarne il futuro.

    In quanto alla casella in alto, che a lei piaccia o meno, è quello l’oggetto dell’accordo che frutta a Mozilla molti milioni di dollari l’anno.

    Le faccio anche notare che nessuno ha messo in discussione la qualità del browser – che personalmente uso da quando si chiamava firebird, dopo anni di Mozilla – quanto il fatto che un decadimento delle sue economie possa determinare un rallentamento del suo sviluppo.

    Lascio cadere le accuse di fanboysmo (in che direzione poi?) che, viste le argomentazioni proposte, più ideologiche che fattuali, mi sentirei anzi di respingere al mittente.

  • # 19
    abral
     scrive: 

    Ho inserito un lungo commento ieri, probabilmente filtrato dal filtro automatico antispam. E’ possibile recuperarlo e pubblicarlo?

  • # 20
    cristian
     scrive: 

    PEr Abral #12

    A livello di Dom, Gestione di memoria, e sotto Flash il più veloce risulta Opera. Questo non sono io a dirlo, ma basta qualsiasi ricerca su Google.
    A livello personale invece posso dire che nonostante le numerose funzioni Opera è l’unico browser che permette sotto una navigazione accettabile su un vecchio Pentium 3 con Windows 2000, segno di un’ottima gestione delle risorse dovuta probabilmente anche alla presenza di Presto al posto di Gecko.

  • # 21
    abral
     scrive: 

    @cristian:
    guarda che l’informatica è una scienza, non “basta” una ricerca su google a dirlo XD
    Da alcuni test effettuati seriamente, si evince ad esempio che la gestione della memoria ad oggi è migliore in Firefox, soprattutto quando si hanno molte pagine aperte (http://gregor-wagner.com/?p=95, che è anche un test effettuato con una vecchia versione di Firefox, negli ultimi rilasci è migliorato tantissimo dal punto di vista dell’utilizzo di memoria). Comunque bisogna considerare che ogni test, per quanto possa essere “scientifico”, va preso con le pinze.
    Per quanto riguarda Flash il plugin è sempre lo stesso, Opera usa le stesse API (NPAPI) di Firefox. Quindi le performance saranno più o meno le stesse.
    A livello di DOM non so dirti, non sono molto informato in questo campo. Comunque non ho mai visto dei test seri che dicano chi è più veloce tra Opera e Firefox.
    A livello di JavaScript, Firefox si mangia Opera.
    A livello di accelerazione hardware della grafica, Firefox si mangia Opera (Opera non l’ha ancora nemmeno implementata nella sua versione stabile).
    Perché la presenza di Presto al posto di Gecko dovrebbe migliorare la gestione delle risorse? Stai parlando senza alcun riferimento.
    .
    Io ho utilizzato per un periodo Firefox con un computer vecchissimo (128 MB di RAM), e ho potuto navigare tranquillamente. Naturalmente senza avere troppe tab aperte, ma questo vale per tutti i browser. Ormai i siti non sono delle pagine statiche, contengono elementi che occupano molta molta memoria! (è soprattutto javascript a rendere le pagine web odierne così pesanti)

  • # 22
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Per quanto riguarda le motivazioni di tipo economico (cassa) condivido il commento di Alessio che chiarisce ancora meglio ciò che avevo detto prima.

    Riguardo ai “conti” di cui parlavo, mi riferivo al market share: Chrome, nella sua inarrestabile corsa, ha superato ormai FireFox, mentre quest’ultimo addirittura perde quote di mercato (come dimostra anche il link postato).

    P.S. A causa del recupero del commento #12, la numerazione per gli altri che sono stati scritti dopo è ovviamente aumentata di 1. Quindi attenzione ai vecchi riferimenti ai commenti per numerazione, perché sono sbagliati.

  • # 23
    joe4th
     scrive: 

    Francamente mi chiedo come si possa usare Chrome a scapito di Firefox…ha una compatibilità penosa con molti standard (provate per esempio ad aprire una pagina che fa uso di MathML, come questa: http://www.mozilla.org/projects/mathml/demo/texvsmml.xhtml) oltre che un’interfaccia contorta. Mi chiedo quindi quali siano i meccanismi che invoglino un utente a preferire un browser piuttosto che un altro: a suo tempo con Mozilla (ora diventato Seamonkey) a favore di Firefox erano stati l’iniziale semplificazione dell’interfaccia e la disponibilità di plugin…Ma con chrome/chromium?

  • # 24
    mede
     scrive: 

    non capisco, ma fino ad ora il modello di firefox non si è mostrato competitivo? google è già scesa in campo da tempo e si è ritagliata una fettina, apple idem. cosa dovrebbe cambiare in futuro?

  • # 25
    Frodo478
     scrive: 

    Una cosa che mi dispiace di Firefox e che la canonical spesso in rosso non riesce a pubblicizzarlo quanto Google faccia con Chrome.
    Io penso che i fedeli rimarranno sempre in mano a firefox, visto il suo essere stato il predecessore assoluto di tutti i moderni browser con la sua navigazione a schede, i suoi plugin, il suo supporto pieno ad adobe ed altre cose…
    Per fortuna firefox resta ancora il browser predefinito per ubuntu, spero solo che non cada in mano a bing (Microsoft)

  • # 26
    homero
     scrive: 

    su linux e sull’open source si stanno inanellando articoli possimi cosi’ come questo voler spingere su PYTHON come linguaggio script per eccellenza….
    il primo contatto con linux lo ebbi nel 97 con la suse e il primo sistema di calcolo in cluster a costi praticamente irrisori che sfruttava pentiumpro200 dual core e 128mb di ram per nodo….ne avevamo una decina prezzo totale di questo accroccrio sui 60 milioni di lire…il buon c o fortan macinava gli algoritmi e tutti erano contenti…ed ha fatto il suo bel dovere per circa 4 anni…senza batter ciglio sostituito da un’altro cluster….
    la sgi all’epoca ci fece preventivi di oltre 200 milioni di vecchie lire….e non credo che sarebbero durati piu’ di 4 anni… ne’ avrebbero permesso di raggiungere risultati migliori…
    da allora linux ossia il kernel linux ed in particolare debian hanno accompagnato la ricerca e l’accompagnano tuttoggi…
    cosi’ come mosaic e tutto il web è nato dalla ricerca e dal settore pubblico e non certo dal business cosi’ come android dentro cui batte il kernel linux deve moltissimo alla ricerca….
    ora firefox chiede poco anzi niente e dà molto anzi moltissimo…
    funziona praticamente ovunque ed è gratuito…..se si vuole si puo’ mettere meno al codice e migliorarlo come piu’ gli pare….
    google oggi cerca di porsi come concorrente software contro la microsoft…..partendo da android e finendo a chrome….
    se la storia si ripete quando nei primi degli annni 90 i software e gli os costavano e si pagavano e tutti erano alla ricerca della “copia pirata” il mondo dei programmatori ha tirato fuori una soluzione libera…..che ha dato molto anzi moltissimo all’informatica e chi non riconosce questo, nega una parte importantissima dell’evoluzione del software….tutt’oggi molte funzionalità normali sotto linux vengono sempplicimente ignorate negli altri sistemi….
    molte sono legate al mondo dei server….
    infatti il grandissimo ostacolo alla diffusione mainstream di linux è un front end grafico privo di X-windows…..
    che è in pratica quello che ha fatto google con android….
    se questo poi è integrato nel kernel tanto meglio……
    personalmente canonical se ha ancora soldi da spendere….
    prendesse la debian….si alleasse con nvidia o con amd….
    e proponesse un front ent basato su openGL4…..
    senza x windows e senza x server…
    leggero come l’aria e accattivamente come una subrette….
    sfonderebbe immediatamente
    i video giochi nascerebbero a iosa perchè di programmatori opengl ne è pieno il mondo….

  • # 27
    cristian
     scrive: 

    Mi scuso per il commento un po’ duro, ma è doverosa una risposta ad Abral #21 che insiste nel dire che il cielo è rosso, quando invece per tutti è blu, negando l’evidenza.
    Cosa sia l’informatica eh caro ragazzo non credo sia tu a dovermelo insegnare, ma ti posso assicurare che in genere mi capita il contrario. La ricerca di Google era riferito al fatto che potrai trovare dei test seri e non solo tue personali impressioni.

    Anch’io con Firefox 1.0 potevo usare un pc con 128 mega, ma qui stiamo parlando delle ultime versioni.
    Mi dispiace ma per quanto riguarda Flash trovi ugualmente dei test seri che ti mostrano parecchie differenze come prestazioni tra i vari browser.
    Non essendo i sorgenti di Presto libero non posso chiaramente entrare nel merito, però non è un caso che tutti i browser che usano Gecko soffrano degli stessi problemi tra cui lentezza se (paragonati a Chrome o Opera) e cattiva gestione della RAM.

    Non farmi poi paragoni parlando di accelerazione Hardware visto che tabs, schede, navigazione anonima e tanto altro ancora è nato con Opera che resta pertanto il più innovativo.

    Detto questo io tifo Firefox ed uso per la maggior parte questo perché libero. E confermo che nelle ultime versioni la gestione delle risorse è migliorata tantissimo. Ho tirato in ballo Opera solo per spiegare che senza un supporto pubblicitario adeguato anche un ottimo prodotto avrà pur sempre delle percentuali d’uso molto basse.

    Questa la mia opinione ma supportata da fatti concreti e da test come questo http://lifehacker.com/5844150/browser-speed-tests-firefox-7-chrome-14-internet-explorer-9-and-more ma probabilmente per te sono “seri” solo i test che proclamano migliore Firefox.

  • # 28
    Flare
     scrive: 

    Sicuramente avere alle spalle un’azienda ben piazzata e posizionata è vitale, ma non credo sia l’unico fattore in gioco, così come il tipo di licenza.
    Prendiamo proprio Google. Google fa leva sulla sua posizione dominante nel search e nel video streaming per spingere Chrome, pubblicizzandolo. Se non avesse la pubblicità che gli fa Google, Chorme, pur validissimo (anzi lo preferisco a Firefox sotto molti aspetti, ma non tutti), quanto si sarebbe diffuso? Sicuramente meno. Fin qui credo siamo d’accordo tutti. Chrome è valido e la gente, quando ne viene a conoscenza e lo prova, lo adotta; ma se un prodotto è un fiasco, pur con buone idee, non c’è pubblicità che tenga, che sia Wave, Buzz o ChromeOS (sempre di Google).
    Un altro fattore che andrebbe analizzato è anche il motivo (anzi, i motivi) per cui Google ha preferito ripartire da zero con un altro browser, anziché puntare su Firefox. Questi vanno dalla difficoltà di modificare sostanzialmente un software a quel punto di sviluppo ad averne un certo controllo. Google aveva bisogno di un browser adeguato alle proprie ambizioni web-centriche (dalle applicazioni ad addirittura un SO cloud/web based, che in teoria avrebbe potuto stravolgere diversi equilibri, ma nella pratica…). Tempi d’avvio rapidi (buona cosa se vuoi aprire solo una app), reattività dell’interfaccia, ergonomia della stessa, che abbraccia anche la filosofia KISS (che ha contribuito al successo di Google), motore javascript veloce per rendere più efficienti le applicazioni web…

    E Chromium? C’è gente che non usa Chrome, perché preoccupata per la privacy (paraonie o meno), ma indovina un po’? Non sa dell’esistenza di Chromium. Anche conoscendola, avrà difficoltà a trovare i binari Windows, specialmente nel sito ufficiale. Con Ubuntu e altre distro invece basta un click nel package manager.
    Esiste anche Iron, ma anche quello è semisconosciuto ai più.
    La licenza di Firefox e del motore Gecko non hanno impedito ad aziende private di creare i loro browser, quali Flock o AT&T Pogo, che pure sono stati un flop o sono stati abbandonati.
    Viceversa, browser alternativi del tutto open e senza interessi aziendali, usano Webkit o sono passati velocemente ad esso o sono basati proprio su Chromium. Il software è ottimo ed efficiente.

    In conclusione non la vedo semplicemente una questione di licenza.

  • # 29
    Flare
     scrive: 

    Riguardo al futuro di Firefox, nessuno può predirre il futuro, ma sicuramente Chrome gli pone una bella ombra davanti. Ovvio che se Google decidesse di finanziare solo Chrome, invece di Firefox (n.b. anche Opera ha accordi coi motori di ricerca), Firefox si troverebbe penalizzato, ma d’altra parte Google ha interesse che Bing non diventi il motore predefinito di Firefox, avendo ancora comunque uno share considerevole. Si vedrà.
    Per il successo di Firefox ha contato molto anche il tam tam degli utenti e la facilità con cui si installano estensioni. L’ho seguito fin dalla prima 0.1 (quando si chiamava Phoenix), ma col tempo ha perso lo smalto e alcune delle ragioni per cui è nato, tra cui essere essenziale e lightweight (mi ricordo ancora la pachidermica Mozilla Suite), mentre Chrome/ium è un concorrente anche nei suoi vecchi punti di forza, sebbene a Firefox restino ancora dei punti a favore. Mozilla ha fatto anche i suoi passi falsi… Nei sempre mutevoli scenari dell’informatica, non sarebbe la prima volta che un prodotto di successo, open o meno, fa una brutta fine o viene relegato in una nicchia marginale.

    Comunque si dovrebbe preoccupare molto anche Microsoft che non riesce a recuperare share neanche con IE9.
    Se guardiamo i grafici di Statcounter dal 2008, si vede all’inizio una certa simmetria fra il calo di IE e la crescita di Firefox. Poi la crescita di Firefox rallenta e si stabilizza, mentre IE continua a calare, simmetricamente all’ascesa di Chrome.
    Questo vuol dire che fino all’inizio del 2011 circa, pochi utenti di Firefox sono passati a Chrome; mentre quelli che abbandonavano IE, stavano passando più a Chrome che a Firefox.
    Solo nell’ultimo anno circa si nota una chiara tendenza negativa di Firefox (stando a StatCounter, ma anche gli altri mostrano una simile tendenza), che ormai sta diventando parallela a quella di IE. C’è anche da dire che Firefox 4 (arrivato a marzo) e la nuova politica di rilascio ha fatto scontenta una parte di utenza. Di certo comunque la situazione per Firefox non è rosea e sta perdendo terreno.

    Nota: non sono fan di Firefox. Il mio browser principale da 10 anni è Opera e non è open source. Anche se è il mio browser preferito, non ho i paraocchi, conosco i suoi difetti e problematiche e non mi stupisco che abbia uno share risibile. Uso ciò che fa meglio al caso mio e alle mie esigenze, che non sono per forza uguali a tutti. Possiedo prodotti Apple, MS e smanetto con Linux da una dozzina d’anni e ormai lo uso anche su desktop più di Windows. Quando una cosa è buona, è buona. Le critiche ad un prodotto le trovo interessanti, quando sono obiettive e imparziali (nel limite dell’umanamente possibile) e fatte con cognizione di causa, mettendo in luce alcuni aspetti o sfatando qualche mito. Non mi piacciono invece i paraocchi e i fanatismi d’ogni sorta, dagli idealismi fuori dalla realtà alle critiche a vanvera, così come le critiche monodirezionali, tendenziose o faziose. Dico in generale, non mi riferisco a nessuno.

  • # 30
    jk88
     scrive: 

    C’è da dire che IMHO Firefox è ancora il meno indecente dei browser per Windows in circolazione, grazie solo alle estensioni, perché il browser di per sè ad ogni nuova versione non fa che peggiorare.
    Purtroppo continuo ad usarlo perché Chrome mi fa proprio schifo come impostazione, Opera ha un’interfaccia secondo me quasi inutilizzabile, e IE 9 è quello che è.
    Per assurdo, secondo me il miglior browser attualmente è Atomic per iPad…

  • # 31
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @homero: ti confesso un segreto. I videogiochi per Linux sono stati prodotti, e… sfruttavano le OpenGL. Però è un mercato che non va. Infatti una software house che produceva giochi solo per Linux… è fallita.

    Riguardo a Python non capisco le tue lagnanze. Si tratta di un argomento che viene trattato perché è interessante e in linea con la linea editoriale di questo sito.

    Tra l’altro in questi articoli se trovi una riga di codice Python è grasso che cola: è quasi tutto C.

    Infine, ti faccio notare che in passato anche il C ha goduto di articoli dedicati, ma solo per il fatto che gli argomenti erano interessanti, non per una questione di par condicio.

  • # 32
    mede
     scrive: 

    comunque non è che io abbia capito molto il problema e come dovrei inquadrare lo scenario. l’unico browser a “pagamento” in teoria è explorer, che viene fornito con i sistemi operativi windows e non credo sia presente sulle altre piattaforme, credo questo a differenza dei competitor. dunque l’unico che ha un problema indiretto volendo è microsoft che ha visto calare lo share, considerando anche che potrebbe andare in uno scontro frontale con google in altri campi in futuro, ma certo non con mozilla in generale o con firefox in particolare.

    per il resto io guardavo con preoccupazione lo share di firefox che stava per doppiare explorer, sono molto più contento se non supera il 20% e si mantiene costante su questo share in un “mercato” che nel frattempo si allarga. d’altronde opera ha un felice 2% perchè i suoi issues non vengono sfruttati perché non ne vale la pena, io voglio essere felice usando “firefox” ;D.

  • # 33
    Flare
     scrive: 

    @Cesare
    Se ti riferisci a Loki Games, c’è parecchio da dire, a partire dal fatto che era una cosa di 10 anni fa, quando Linux su desktop era veramente molto più acerbo, rispetto ad oggi, che è tutto un altro paio di maniche. Me la ricordo ancora la mia vecchia Suse… C’è un abisso rispetto ad ora.
    Anche oggi comunque non avrebbe molto senso investire per produrre videogiochi *solo* per un SO con solamente l’1% di diffusione.
    Invece produrre software multi-piattaforma ha senso. Un esempio, restando in ambito di videogiochi, è iD Software, che ha sempre fatto dei port anche per Linux. Un paio d’anni fa si era vociferato che non l’avrebbero più fatto, ma questa cosa è stata smentita. Anche recentemente, Timothee Besset ha detto che cercherà di fare un port anche di Rage.
    Altri giochi possono girare con Wine, anche se non è sempre facile e non sempre vanno (e paradossalmente dà una scusa in più per non fare un port).
    Second Life ha un client anche per Linux, anche se non è esattamente un videogioco.
    Se avesse una buona diffusione, farebbero più giochi anche per Linux, ma è il solito cane che si morde la coda.
    Ad ogni modo, anche il discorso dei videogiochi penso sia spesso un pochino sopravvalutato: per quanto possa contribuire e sia auspicabile e ci siano utenti Linux che tengono Windows in dual-boot giusto per i videogiochi, in realtà non è che siano poi così tanti quelli che prendono un PC per giocare, anzi… e anche i Mac vendono bene pur senza avere molti videogiochi disponibili, senza contare che nell’industria dei videogiochi ormai il PC è considerato una piattaforma di secondo piano, rispetto alle console, purtroppo.
    Insomma sarebbe una buona cosa per Linux, ma non credo cambierebbe troppo le cose, specialmente finché si spera che gli utenti si installino un sistema operativo da soli o si spera in computer venduti da terzi.

    Inoltre, come riportava Phoronix, alla Blizzard avrebbero una build interna di un client Linux per WoW, ma:

    One of the big problems with Linux, and this is from other game developers too, is the problem of targeting a specific version of the platform. Since everyone is free to create their own distros, they can become somewhat unstandardized. That makes “targeting linux” difficult.

    Add on that there are far fewer linux users than windows/mac users, and that you can play wow on linux using Wine… and there isn’t a lot of reason to target even a specific distro.

  • # 34
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Sì, mi riferivo proprio a quell’azienda.

    E’ vero che erano altri tempi, ma le problematiche di cui hai parlato rimangono in piedi e, soprattutto, non v’è alcun segno di miglioramento (anzi, il numero di distro aumenta sempre e, di conseguenza, la frammentazione).

    Da programmatore l’ultima cosa che desidererei è realizzare porting per Linux, proprio per questo motivo. Mi basta già Android, che almeno ha una “base comune”.

    Lo può fare un’azienda come Id, che ha enormi risorse e una storia dietro in materia di porting per Linux. Chi è attaccato al portafogli difficilmente lo prenderebbe in considerazione.

  • # 35
    Flare
     scrive: 

    Sì, come dicevo, restano dei problemi, ma un conto è lavorare solo per Linux nel settore dei videogiochi come faceva Loki (per altro in un’epoca in cui Linux su desktop era quasi inesistente e molto meno usabile di oggi), un altro è realizzare porting avendo già un grosso mercato su altri OS, come fa iD. Lo fa iD, lo fa Opera e altri (oltre ai giochi)… ma anche chi non ha enormi risorse: ci sono diversi sviluppatori di giochi “indie” che fanno porting per anche per Linux (sì, sono a pagamento). Quelli di Frictional Games (Penumbra) sono pure belli e acclamati.

    Il problema della frammentazione non sono il numero di distro, ma la mancanza di standarizzazione. Altrimenti, dove c’è una base comune e le differenze sono per lo più di contorno (ad esempio: software predefiniti diversi, diversi tool sviluppati, diversa politica di aggiornamenti e cose del genere) non c’è tutto questo problema, anzi… poi bisogna anche dire che molte distro sono delle derivate e possono usare (o usano proprio) gli stessi repository.
    Il problema della frammentazione è invece la base comune. Lì c’è ancora da lavorare, ma di segni di miglioramento in realtà ce ne sono stati tanti, a partire dalla LSB (Linux Standard Base):

    The goal of the LSB is to develop and promote a set of open standards that will increase compatibility among Linux distributions and enable software applications to run on any compliant system even in binary form. In addition, the LSB will help coordinate efforts to recruit software vendors to port and write products for Linux Operating System.

    Se volete saperne di più, anche sulle problematiche della LSB (in particolare con Debian) le trovate facilmente in rete, a partire da Wikipedia in inglese.

  • # 36
    utente
     scrive: 

    Brutto articolo, scritto in modo alquanto confuso e inoltre parecchio inesatto. Non si capisce ad esempio cosa si intenda dicendo che IE torna a correre. IE e’ in continua discesa, la sua curva e’ costantemente negativa da molti anni, e non accenna a migliorare. In via generale, inoltre, va detto che l’Open Source e’ vincente nella maggior parte dei casi, mentre il closed source, in se’, e’ un’ approccio perdente, e si giustifica solo in settori di nicchia, per quanto riguarda la sua effettiva sostanza. Se un’ azienda utilizza un software Open Source e riscontra un problema di malfunzionamento di quel software, soprattutto se il software in questione e’ utilizzato da molti utenti, quel problema sara’ sicuramente noto in breve tempo a tutta la comunita’ di utenti e sviluppatori, e la patch di aggiornamento sara’ rilasciata in tempi brevi. Se invece l’azienda usa un software proprietario non potra’ fare altro che affidarsi all’azienda fornitrice, ossia sperare che essa sia in grado di risolvere il problema in breve tempo, e a un costo sostenibile. Idem nel caso si vogliano aggiungere funzionalita’ al software utilizzato.
    I software proprietari che si sono imposti negli scorsi decenni hanno semplicemente comprato il proprio successo, tramite il potere finanziario, ossia “corrompendo” le aministrazioni pubbliche e i produttori di hardware con accordi commerciali convenienti. Tutto cio’ non solo non ha nulla a che vedere con la qualita’ intrinseca del software, ma anzi, ne frena lo sviluppo in generale, perche’ impedisce la crescita di potenzialita’ efettive, tenute fuori dal mercato a colpi di monopolio e di speculazioni indecenti. Un caso eclatante e’ quello della RAI, per i cui contenuti video online e’ obbbligatoio avere un software Microsoft funzionante sul proprio sistema altrimenti nisba. Oppure almeno fino a qualche anno fa, quello delle Poste italiane, che avendo stipulato un’ accordo con Microsoft, impedivano, di fatto, di accedere ad alcune importanti funzioni del conto online semplicemente perche’ si aveva un browser non compatibile con l’implementazione di IE. Tutto questo non c’entra proprio nulla con il progresso della tecnologia del software. Sono soltanto affari, fatti tra pirati, alle spese dei cittadini e della comunita’. Queste aziende macinano miliardi, non certo perche’ vi lavorino dei geni dell’informatica. La qualita’ del software non e’ per nulla il fattore determinante del loro successo. Il successo se lo comprano con il marketing e con gli scambi di favori commerciali con i loro degni compari. E’ determinante per la democrazia fare il piu’ possibile per favorire l’ascesa, di fatto gia’ in atto, del software Open Source, e mandare una volta per tutte in pensione quello proprietario, data la sempre maggiore importanza del mezzo digitale in tutti gli aspetti della nostra vita.

  • # 37
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    https://bugzilla.kernel.org/show_bug.cgi?id=5994

    Sono passati più di 6 anni. Fammi un fischio quando verrà sistemato…

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.