di  -  mercoledì 2 novembre 2011

Se ne è parlato da tantissimi anni, ma il progetto Galileo ha avuto così tante difficoltà che sembrava impossibile vederlo finalmente attivo. Invece possiamo finalmente credere in questo grande progetto europeo, poiché il 21 Ottobre 2011 i primi due satelliti sono stati lanciati, e altri due li seguiranno molto presto, nel 2012.

Quando i primi quattro satelliti saranno in orbita, potremo finalmente vederlo in azione, anche se il progetto finale comprende la bellezza di 30 satelliti, per una copertura più completa della superficie terrestre. Questo risultato è previsto entro la fine di questa decade. I satelliti sono posizionati su orbite circolari, in tre diverse MEO (Medium Earth Orbit), cioè a circa  23 222 km di altitudine.

Il progetto Galileo è un progetto dell’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea) in collaborazione con l’Unione Europea, per fornire un servizio di posizionamento globale estremamente preciso e al servizio di tutti, completamente civile e senza connessioni coi militari.

Una delle principali differenze con il servizio di posizionamento americano infatti, è che Galileo sarà completamente civile e la sua accurata precisione sarà al servizio di tutti. Al contrario, il GPS è si accessibile a tutti, ma sono inserite alcune limitazioni tecniche che ne limitano il range di funzionamento e la precisione. In ogni caso, inoltre, è sempre data la priorità di utilizzo al governo americano, in particolare per ragioni militari. Se vogliono, per esempio, impedire l’accesso al GPS a un’intera nazione per ragioni militari, è nel loro diritto farlo.

Certamente le nazioni europee potranno usare il servizio Galileo anche per un utilizzo militare, ma questo non potrà assolutamente limitarne l’uso civile, se non in condizioni estremamente eccezionali. Proprio per questa ragione il governo americano non è particolarmente favorevole al progetto, anzi, subito dopo l’11 Settembre 2001 ha fatto presente all’Unione Europea che avrebbero dovuto rinunciare al progetto, perché quest’ultimo toglieva la prerogativa del governo americano di bloccare il servizio di posizionamento per scopi militari (secondo me – opinione personalissima- ci vuole un bel coraggio a fare una richiesta del genere!).

Nonostante le pressioni, il programma Galileo è partito nel Maggio 2003, ma ha dovuto affrontare un sacco di difficoltà da un punto di vista economico. I costi infatti non sono da poco: la fase iniziale da sola è costata 1,1 miliardi di euro, mentre per la fase di lancio è previsto un costo di 3 miliardi di euro, compresi i centri di controllo a Terra, che saranno a Monaco in Germania, e nel piano del Fucino (Aq), in Italia. L’idea è di ottenere due terzi del costo da finanziatori privati, mentre il resto sarà pagato dall’Unione Europea e dall’ESA stesse.

Per i primi anni il servizio sarà gratuito per tutti, ma dopo qualche anno si avrà in forma gratuita solo un servizio meno preciso (equivalente al servizio GPS attuale, con una precisione del metro) mentre la versione più completa (con una precisione dell’ordine del centimetro) sarà a pagamento sia per i civili che per i militari, ma disponibile a tutti. Questo fatto, come accennato, ha messo su tutte le furie l’esercito americano, che ha addirittura fatto intuire che in caso di necessità militare sarà disposto a distruggere a forza i satelliti europei.

Tra i servizi aggiuntivi e gratuiti che il progetto Galileo offre, c’è da notare il così detto “safety of life navigation” ovvero un servizio di comunicazione estremamente veloce in caso di emergenza per il posizionamento e l’allarme di navi, treni e aerei. Lo scopo è di rendere la navigazione via terra, mare ed aria molto più sicura, rapida e organizzata di quanto non sia attualmente. Oltre che alla elevata velocità e precisione, il servizio Safety of Life permette anche un sistema di messaggi sull’integrità e il funzionamento di sistema. Un altro particolare servizio è “Search and Rescue” che permette di localizzare dei segnali di allarme lanciati dai dispositivi di persone disperse. In aggiunta alla comunicazione alle autorità o a chi di dovere del luogo dei dispersi, i satelliti Galileo possono comunicare con i dispersi stessi, facendogli sapere lo stato dei soccorsi. Oltre a questi servizi, altri saranno resi disponibili nel tempo.

Il sistema di posizionamento Galileo sarà perfettamente compatibile con il GPS e con il sistema russo GLONASS, e funzionerà quindi con gli stessi ricevitori.

Personalmente credo che sia molto importante avere questo progetto funzionante e supportato da tutti i governi europei, non tanto per avere un’alternativa europea al GPS, ma per avere un sistema di posizionamento puramente civile. Credo che questo sia molto importante, perché mi spaventa molto pensare che un esercito (un esercito potenzialmente “avversario”, tra l’altro… non che i “nostri” eserciti mi renderebbero più tranquilla, ma credo che così sia ancora peggio) possa decidere come e quando gestire un servizio che ormai è estremamente importante per la nostra società.

Mi ricordo quando a Trieste e dintorni, durante gli attacchi americani nella Ex Jugoslavia, i GPS delle barche a vela nella costa diventavano completamente inutilizzabili per diverse ore. Può sembrare una cosa poco importante, ma pensiamo se per qualche ragione il governo americano decidesse di “spegnere” i satelliti GPS proprio durante l’atterraggio di un aereo civile, o mentre siamo su un traghetto in piena notte in una zona trafficata. Insomma, secondo me ci sono cose che è giusto siano civili e gestite dai civili, e questa ne è un buon esempio.

23 Commenti »

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  • # 1
    Claudio
     scrive: 

    Vorrei fare una precisazione:
    “Il sistema di posizionamento Galileo sarà perfettamente compatibile con il GPS e con il sistema russo GLONASS, e funzionerà quindi con gli stessi ricevitori.”

    Questa frase e’ generalmente vera, perché i ricevitori includono gia’ il supporto a Galileo.
    Ma non e’ detto che un ricevitore che oggi funziona con Glonass e GPS sia perfettamente compatibile con Galileo: potrebbe non supportarlo oppure necessitare di almeno un upgrade software.
    Malgrado i segnali siano compatibili come minimo c’e’ bisogno di tutta la gestione SW per ciascuna costellazione (che non e’ necessariamente già integrata in un ricevitore GPS/Glonass).

  • # 2
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    I soliti americani che si considerano i padroni del mondo, e vogliono dettare legge anche ad altre nazioni sovrane.

    Interessante anche l’ipotesi di abbattimento dei nostri satelliti: è un chiaro esempio di “esportazione della democrazia” da parte della nazione paladina della “libertà”…

  • # 3
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Volevo scrivere le esatte parole che ha scritto Cesare. Da notare che la lettera minatoria mandata all’Unione Europea ha la firma di Paul Wolfowitzul, uno che in vita sua si è sempre impegnato a scatenare più guerre possibile

  • # 4
    Steve
     scrive: 

    “Il sistema di posizionamento Galileo sarà perfettamente compatibile con il GPS e con il sistema russo GLONASS, e funzionerà quindi con gli stessi ricevitori.”
    In attesa di Galileo, non è possibile utilizzare in contemporanea GPS e GLON-ASS (scusate:) per avere un posizionamento più accurato?

    Da wikipedia (pagina su Galileo):
    “Il Commercial Service (CS), o servizio commerciale, che sarà un servizio criptato e consentirà, dietro pagamento, di avere un’accuratezza inferiore al metro. […] L’accesso sarà controllato a livello del ricevitore mediante l’uso di chiavi.”
    Questo significa che per accedere al CS è sufficiente che il software lo supporti? Per esempio, sullo smartphone avrò la possibilità di installare software con supporto Open Service e software (verosimilmente più costoso) con supporto Commercial Service, in caso volessi una maggiore accuratezza?

  • # 5
    Giacomo
     scrive: 

    “Se vogliono, per esempio, impedire l’accesso al GPS a un’intera nazione per ragioni militari, è nel loro diritto farlo.”
    Più che di nazione si dovrebbe parlare di area continentale, non penso che sia tecnicamente possibile inibire l’uso in una sola nazione, occorrerebbero dei blocchi regionali sui ricevitori da attivare in remoto dal satellite.
    Per quanto riguarda l’abbattimento dei satelliti europei da parte degli USA, l’ennesima riprova delle loro tendenze nazistoidi..

  • # 6
    Alessio
     scrive: 

    Ma gli aerei usano il GPS, a quanto mi torna no e mi ricordo di un articolo su le scienze sulle possibilità di risparmio grazie all’uso del GPS.

  • # 7
    Giove
     scrive: 

    Finalmente una buona notizia, temevo che il progetto Galileo incontrasse ancora nuovi ostacoli…le applicazioni sono enormi e condivido l’assoluta necessità di svincolare il GPS dal controllo degli eserciti. Peccato non avere la precisione dell’ordine del centimetro gratis per tutti!

  • # 8
    Claudio
     scrive: 

    @Steve
    (quote)
    In attesa di Galileo, non è possibile utilizzare in contemporanea GPS e GLON-ASS (scusate:) per avere un posizionamento più accurato?
    (/quote)

    Certo che e’ possibile, e molto proficuamente in quanto sia GPS che Glonass hanno oggi molti satelliti attivi.
    Vedi qui la differenza tra GPS e GPS+Glonass:
    http://gnss-info.blogspot.com/2011/10/glonass-si-grazie.html

    E qui il primo device mass-market che sara’ GPS+Glonass :))
    http://gnss-info.blogspot.com/2011/10/glonass-finalmente-in-un-device-mass.html

  • # 9
    nemo
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 10
    pleg
     scrive: 

    Non so perche’ ma ho i miei dubbi sul “completamente civile” :)
    Aspetta che qualcuno lo usi contro qualche esercito europeo e voglio vedere se non cominciano a spegnerlo :)

  • # 11
    CountDown_0
     scrive: 

    #Claudio: secondo Eldar Murtazin di Mobile Review, il supporto a Glonass dell’iPhone 4S è solo uno specchietto per allodole, perché benché il chip lo supporti, né il software né l’antenna fanno altrettanto.
    Che sia vero o meno, non sono in grado di dirlo… Comunque ti lascio il link: http://www.mobile-review.com/articles/2011/birulki-142-en.shtml

  • # 12
    Claudio
     scrive: 

    grazie @CountDown_0, link interessante.
    Ti posso dire che con una antenna GPS si puo’ ricevere Glonass senza grossi problemi (magari non e’ ottimale, ma funziona) perche’ le frequenze sono molto simili. Quindi il problema antenna mi sembra molto marginale.
    Per quanto riguarda il SW non mi pronuncio,ma se il Glonass e’ integrato a livello di chipset… non capisco quale sia il software mancante (le app? No, perche’ la localizzazione e’ virtualizzata. iOS? Possibile, ma se il chipset lo supporta, iOs riceve una posizione indipendente dalla costellazione).
    Forse il chipset potrebbe essere Glonass compatibile in HW, ma mancare di supporto SW (possibile)…

    Investighero’. Per ora non ho elementi per dimostrare il pieno supporto di Glonass, ma onestamente mi sembra che non ci siano neppure elementi per dire che non sia (e soprattutto che mai sara’ : “It will not be implemented in real life though” cit.) supportato.
    IMHO, se il supporto non c’e’ adesso, prima o poi ci sara’ perche’ i chip che supportano Glonass sono sul mercato e nel 2012 ci saranno molti device che lo supporteranno (es i navigatori Garmin, tanto per fare un esempio). Non credo che Apple rimarra’ indietro

    Ciao,Claudio

  • # 13
    Cosimo
     scrive: 

    Piccola annotazione: Gli aerei di linea per la navigazione, usano i radiofari a terra e non il GPS. (Salvo che come segnale ausiliario di verifica in alcune contesti secondari).
    Comunque avere un sistema satellitare alternativo all’america GPS, è sempre cosa buona, compatibilmente con i costi.

  • # 14
    Apocalysse
     scrive: 

    @CountDown_0
    @Claudio

    Il primo device con Glonass è il Galaxy Note, dalle recensioni sull’uso, funziona veramente bene, fix ultrarapido alla prima accensione (si parla di qualche secondo) e fix anche all’interno di edifici.
    Io sono veramente curioso di provarlo :)

  • # 15
    Marco
     scrive: 

    “proprio durante l’atterraggio di un aereo civile, o mentre siamo su un traghetto in piena notte in una zona trafficata”

    Spero proprio che un pilota sia ben in grado di atterrare o un capitano di manovrare un traghetto senza GPS :-)

  • # 16
    Giulio
     scrive: 

    Sarà come dite voi, ma io vado contro corrente e vi dico che se ci fosse una minaccia alla sicurezza il diritto di spegnere i satelliti dovrebbe essere sacrosanto (se preso dall’U.E. stessa e non dai militari di loro iniziativa).

    Non confondiamo la libertà, che anche il vetusto GPS ci dà senza problemi, con l’illusione che tutto il mondo sia in buona fede e che questa libertà la voglia rispettare.

    Chissà perché anche la Cina vuole un suo sistema satellitare… Eppure con quello europeo non ne avrebbe bisogno no? (Questo è giusto un esempio, anche perché non credo che la Cina abbia intenzioni bellicose… Non è nel suo dna!).

  • # 17
    Lord_Blackout
     scrive: 

    Bell’articolo! Molto interessante!
    Vorrei solo dire che gli aerei, ma credo anche le navi, non usano come sistema di navigazione principale il GPS. Esso è utilizzato come strumento di ausilio alla navigazione, ma non viene mai fatto affidamento assoluto su esso (principalmente in aviazione si usano i VOR, radiofari omnidirezionali).

  • # 18
    Paolo Martini
     scrive: 

    @cosimo
    @giulio
    quindi al costo presunto attuale 1.1+3=4.1 miliardi di Euro la UE (?) si toglie la soddisfazione di avere un sistema GPS che in caso di intervento NATO su un altra altro territorio europeo permetterà alle barche a vela al largo della costa di non avere problemi sull’individuare la propria posizione (?) per qualche ora.
    Soddisfazione costosa!
    Il documento di quantificazione del costo / beneficio dov’è?
    perchè la UE/ESA utilizzano i miei soldi (tasse/iva) per
    fare la QUARTA copia (dopo GPS, Glonass, Cina) di un sistema che funziona (al netto di qualche ora in qualche zona ogni decina di anni) già da 20 anni?
    Ci sono molte altre attività spaziali con migliori ricadute di ricerca già disponibili all’ESA (e che danno i soldi alle stesse industrie aereospaziali coinvolte in Galileo).

  • # 19
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    L’articolo l’ha già menzionato: è possibile l’accesso per i civili a risoluzioni inferiori al metro dietro pagamento.

    Inoltre, e non mi sembra roba da poco, ci siamo svincolati dal dominio di una potenza straniera, che col GPS poteva fare il bello e il cattivo tempo.

    Il GPS è in continua diffusione e sta cambiando un po’ alla volta il nostro modo di vivere. E’ uno strumento strategico per il futuro, e penso che l’investimento fatto verrà ampiamente ripagato in futuro sia direttamente che, appunto, indirettamente.

  • # 20
    Claudio
     scrive: 

    @Paolo, @Cesare
    Non e’ proprio vero che “ci siamo svincolati”. Ci saremo svincolati, se tutto va bene, nel 2020, quando teoricamente la costellazione sara’ completata (forse un po’ prima, perché Galileo sara’ usabile anche prima del completamento… ma per diversi anni dovremmo ancora affidarci a GPS e Glonass)
    Al momento (se non ricordo male eh…) i soldi indicati da Paolo arrivano a finanziare solo la prima fase della costellazione.
    Per completarla, ci vorranno altri finanziamenti piuttosto ingenti (solo una parte dei costi satelliti/lanci e’ attualmente coperta)

  • # 21
    cristian
     scrive: 

    Una doverosa precisazione. Per poter rendere inutilizzabile un segnale GPS non serve “spegnere” uno o più satelliti. Solitamente questo è possibile semplicemente creando delle interferenze con il ricevitore tramite un semplice trasmettitore terrestre.
    Ora non ho tempo per una ricerca, ma credo che anche durante la guerra nella ex-jugoslavia sia stato impiegato questo sistema.

  • # 22
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    @cristian
    Certo che in quell’occasione è stato usato questo sistema, perché i satelliti GPS sono di proprietà del governo americano. Diversa è la cosa se il controllo sui satelliti ce li ha un altro paese.

  • # 23
    Claudio
     scrive: 

    Cioe’ in ex-jugoslavia avrebbero usato dei jammer?
    Beh… quindi Galileo o non Galileo, ci sarebbe stato ben poco da fare per le barche a vela…

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