di  -  lunedì 19 settembre 2011

Alcuni cultori dell’informatica d’essay collocano nel 1951 l’inizio l’epoca del business computing. Protagonista di questa piccola rivoluzione è il Lyons Electronic Office, un sistema a valvole di origine militare che la allora popolare catena britannica di ristoranti Lyons converte ad un uso civile. Il 5 settembre di sessant’anni fa, il LEO fa girare per la prima volta un’applicazione di contabilità interna, in questo aprendo la stagione dell’informatizzazione delle aziende.

La derivazione militare del LEO dà un’idea piuttosto chiara della disponibilità di tecnologia informatica agli albori: le soglie di accesso (anche economiche) sono elevatissime e la gran parte del pubblico aziendale, può osservare solo dall’esterno la rivoluzione informatica.

Il processo di “democratizzazione” delle risorse di calcolo, come sanno i nostri affezionati nostalgici informatici, non conosce soluzione di continuità: dai mainframe si arriva nel volgere di pochi anni ai minicomputer e ai micro, complici le economie innescate dalla corsa alla miniaturizzazione.

Mano a mano che i prezzi si abbassano e le prestazioni delle CPU mainstream (in primis x86) crescono, un numero crescente di applicazioni business oriented giunge alla portata del PC Wintel. Volge così al tramonto l’epoca delle workstation “proprietarie” – SUN, SGI, NeXT, DEC, MIPS etc.

Siamo negli anni ’90 e la distinzione fra consumer e pro nel mondo hardware subisce dunque un primo, pesante colpo: un PC ben carrozzato può, a una frazione dei costi, avvicinare le performance di un costoso sistema proprietario. Lato software, la convergenza degli OS Windows sulla tecnologia NT pone sistemi operativi di ottima stabilità e sicurezza nelle mani di ogni utente.

Il mondo server continua a seguire un percorso completamente parallelo, così come il mercato workstation, divenuto una nicchia, stabile ma piatta.

Ancora una manciata di anni, siamo ad oggi, e anche la crescita del mercato PC giunge a un punto morto: il focus dell’innovazione – e una fetta consistente di domanda – si è infatti orientato verso l’ambito mobile, all’interno del quale si appresta a compiersi la definitiva caduta della barriera consumer-pro.

Da iOS a BlackBerry, da Android a Windows Phone, esiste già la possibilità di coniugare le feature che servono ai professionisti con quelle utili al pubblico consumer, ivi compreso quell'”eye candy” a cui gli stessi utenti professionali non sembrano più disposti a fare a meno – dal momento che non impatta sulla funzionalità e anzi la rende più accessibile.

Windows 8, l’OS sotto il quale la convergenza verrà a compiersi, pone le stesse premesse in cima alla sua lista di priorità, centrando le innovazioni su un hardware prettamente consumer – ARM e Intel low power, touchscreen – e un’interfaccia utente nata attorno alle esigenze di intellegibilità e immediatezza d’uso tipiche del pubblico consumer.

A dare senso a questa transizione contribuisce in maniera sostanziale il cloud computing, che già oggi rende sempre meno rilevanti le capacità di calcolo ed archiviazione dell’hardware – dandogli modo di diventare realmente ubiquo (il solco del digital divide contemporaneamente si approfondisce, ma questa è un’altra storia).

Ha senso chiamare questo processo “consumerizzazione”? Credo di no. Quando le risorse erano limitate, andavano allocate in base alle priorità assolute di ogni fascia di utenza. Davanti alla scelta fra la funzionalità di una UI e la disponibilità di maggiori risorse per il calcolo, le strade dell’utente consumer e pro si divaricavano profondamente. Come abbiamo visto, trent’anni di evoluzione del mercato PC ci consentono finalmente di superare questa divisione: il mercato va unificandosi, non è né consumer né pro ma semplicemente mainstream. Le nicchie continuano ad esistere ma il loro peso è – e sempre più sarà – relativo in un mercato che per dire di sì alla facilità d’uso non deve più negarsi la funzionalità, e viceversa. Che si insista a chiamarlo PC o si preferisca la dicitura “post-PC”, fa ormai poca differenza.

17 Commenti »

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  • # 1
    phabio76
     scrive: 

    Ciao, bellissimo post ricco di spunti.
    Paradossalmente un pc fisso, tipicamente consumer anni ’90, oggi potrebbe essere principalmente rivolto ad esigenze pro.
    Ancora, l’impero costruito da Google poggia su una base, il “googleware”, costituita e assemblata da un gigantesco insieme di hardware tutto sommato consumer.

  • # 2
    Sèvero
     scrive: 

    Bell’articolo ma se continua così non è che si ritorni concettualmente al passato che era HOST/Terminali trasformandolo in Server/Devices?

    Ciao

  • # 3
    compass
     scrive: 

    @Alessio.
    1951 – 2011 fa sessant’anni, non mezzo secolo.

    @Sèvero.
    Mi pare che il concetto di cloud computing sia proprio quello: diffusione/dispersione delle risorse di calcolo, dei programmi e dell’immagazzinamento dei dati, in modo da renderli accessibili da qualsiasi punto del pianeta, indipendentemente dalla piattaforma (HW + SW) utilizzata per l’accesso alla rete.
    Con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ciascuno di noi può individuare.

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ compass
    Corretto, grazie della segnalazione.

  • # 5
    Altrove
     scrive: 

    “Ha ancora senso parlare di computer consumer e pro? ”

    Certo che ha senso.
    perchè il mercato, oggi e sempre di più, si divide fra utente e utonto, con il primo attento user di PC potenti e gestiti localmente, per sicurezza dati e power user, mentre il secondo si appoggerà sempre di più a prodotti rigorosamente consumer (notebook, tablet e smartphone) di cui conoscono e sfruttano si e no il 10% ma vantandosi di quanto “loro” sono “informaticamente consapevoli” ….. tutta da ridere.

    Non prendiamoci in giro: il mercato non è fatto dai primi, ma dai secondi.

    E quindi ecco la scissione del mercato, e il fatto che esisteranno, sempre di più, due livelli di computer (in senso generale, ovviamente, essendo comunque tutti tecnologicamente dei computer) il PRO e il CONSUMER.

    Saluti

    Altrove

  • # 6
    Simon71
     scrive: 

    Da esperienza diretta posso affermare tranquillamente che la cosiddetta “curva di apprendimento” è un concetto molto complesso e “privato”, oserei dire. Ciò che per il citato “Utente consapevole”, (e cioè la nicchia) è semplice non lo si può dire altrettanto per i miliardi di “utenti” là fuori che devono usare i computer e/o Tablet barra Smartphone per lavoro o per…”moda”…
    Mi spiego meglio… “Sulla carta” OSX è un sistema molto più semplice ed intuitivo rispetto a un windows (senza parlare di Linux)..Il punto è che ormai due generazioni di “casual users” (impiegati, professionisti, segretarie e sbizzarritevi voi nelle categorie sociali) hanno imparato ad usare quel WINDOWS, che è praticamente immutato dai tempi di 95…Voi direte: ma come?? Win 95 non era NT, era profondamente diverso, il Kernel era diverso e blah, e blah e blah…Verissimo…Ma voi pensate che il 99% della gente lo sappia? NO. La gente ha imparato il concetto di Desktop, di File Browser, di organizzazione della “scrivania” lì….Anche solo avere la “cartella utente” è destabilizzante…Qualsiasi operazione a loro “aliena” da quelle 3 o 4 che hanno imparato necessita di una “curva di apprendimento”…

    Stesso discorso “smartphone”…Tralasciando i limiti di età degli ultra-anta conosco miei coetanei (quarantenni) che isi comprano il “telefono intelligente” (lui) per farci le stesse identiche cose che ci fanno con un Nokia 3310…Perché per loro flashare la “ROM” di android assomiglia a qualcosa vista nei film di “James Bond”…
    Io già 6 anni fa “craccavo” i miei Nokia in modo lecito o meno lecito per “farli funzionare meglio”…
    Ma io sono una nicchia, appunto…

    Quando ho messo le mani sul Mac mi sentivo spaesato, lo ammetto, e venivo già da due annetti di Linux…Poi però passato l’impaccio ho iniziato a ribaltare detto OS e detta macchina da cima a fondo…

    Voi direte: ma cosa c’entra con l’articolo?

    Centra, perché questa innaturale convergenza tra dispositivi mobili, PC, tabe, Post-PC può essere salutata bene solo da chi ha meno di 30 anni…
    Mentre la casalinga, la segretaria, i mariti delle due sono spiazzati….

    Mi auguro che MS non stravolga troppo windows, perché altrimenti l’ottava versione del Windows Post 9k è destinata a rimanere sugli scaffali….

    Saluti

  • # 7
    phabio76
     scrive: 

    La discussione è partita per la tangente…
    Si parlava di “convergenza dell’hardware” e non degli usi più o meno consapevoli che possono farne diverse fasce di utenza abbinandolo a questo o a quel software.
    Con un iPad ci gioca pure un gatto (che non ha neanche il pollice opponibile) ma creare l’applicazione del gomitolo implica delle conoscenze che l’utente comune non ha, è chiaro.

    Per quanto rigurda le nicchie, invece, penso che hardware specifico e dedicato possa dire ancora molto, magari con una fetta di mercato sempre più ridotta ma in grado di sopperire alle esigenze di chi non si accontenta dei prodotti da discount che la standardizzazione ci ha portato.

  • # 8
    bolkonskij
     scrive: 

    informatica d’essay?!

    e che sarebbe mai?

    (nulla da eccepire, invece, sull’interessante articolo…)

  • # 9
    phabio76
     scrive: 

    @bolkonskij
    dico semplicemente che oltre ai prodotti mainstream di intel, AMD, ARM, nVidia e compagnia bella, continuerà ad esistere un rigoglioso sottobosco dedicato agli appassionati.
    Queste nicchie resteranno del tutto marginali rispetto ai grandi attori che ci traghetteranno nell’era post-PC ma si ritaglieranno il loro spazio.
    Butto là un po’ di esempi concreti: le motherboard Via, alimentatori picoPSU, l’ipac di Ultimarc per i nostalgici dei giochi arcade, i piccoli lcd di Lilliput e Xenarc…

  • # 10
    Altrove
     scrive: 

    @phabio76

    Non mi pare proprio: si parlava di “convergenza d’uso” e non certo di hardware, perchè NON ESISTE la possibilità fisica, almeno per parecchi anni ancora, che il mobile arrivi alle prestazione del desktop, e meno che meno con il cloud, troppo dipendente dalle condizioni locali delle reti.

    Non prendiamo in giro chi non sa: il cloud è una menata buona per i disinformatici, voglio proprio vedervi avviare un autocad da rete e/o un Coreldraw tanto per farci due ghigne, ed eseguirlo su un palmare.

    Se vogliamo parlare di utonti che fanno la letterina o la mai, o che verificano il c/c (con i rischi annessi di un home banking dispositivo) può passare: ma voglio vedervi compilare un java corposo in cloud, usare un DTP oppure un qualunque gioco SERIAMENTE GRAFICO come Aion (che ha localmente un client di 15 GIGABYTE) su una roba del genere.

    Quindi: ok per le convergenza fra mobile e desk per gli utonti, MA mi sembra davvero difficile che sparisca la differenza fra utonto e utente, fra consumer e PRO.

    Altrove

  • # 11
    Marco
     scrive: 

    “Non prendiamo in giro chi non sa”

    Autocad girava benissimo sul mio 286 + 287, CorelDraw su Windows 3.0 e 1MiB di RAM.
    Lo studio grafico sotto a casa mia lavora ancora con XPress su un PowerPc 604@350, che in velocità verrebbe ridicolizzato da uno smartphone entry level.
    I disinformatici, come li chiami tu, sono casomai proprio quelli che giocano ad Aion e che cambiano scheda grafica ogni 6 mesi. Il professionista invece è colui che investe soldi in uno strumento che si ammortizzerà nel tempo, e che lo usa per trarne il maggior profitto possibile.

    Il numero di utenti che si assemblerà un PC fra pochi anni sarà più o meno equivalente agli automobilisti che scelgono una Caterham al posto di una Yaris.

    P.S.
    Javac generalmente compila più rapidamente di GCC ;-)

  • # 12
    floc
     scrive: 

    questa convergenza e’ solo moda, e come tale passera’. E’ sufficiente il paragone con il passato dei terminali per rendersi conto di quanto sia diversa oggi la situazione, sono semplicemente le aziende produttrici (o meglio “fornitrici”) che ci spingono verso il cloud nell’intento di trasformare l’utilizzo di un bene attuale (il pc) in un servizio (il loro) ben pagato e le cui entrate sono ben prevedibili nel tempo. Economicamente secondo voi e’ piu’ quantificabile il profitto di un sistema cloud con una base di X utenti o i volumi di vendita di una nuova scheda video? rispondetevi e sara’ chiaro perche’ il “cloud” ci sta venendo subdolamente imposto.
    E’ come per i cellulari: prima il contratto, poi i prepagati, ora i contratti fuffa con x minuti e tot $ al mese… eh ma il telefonino e’ gratis

    stessa cosa :)

    Poi per carita’ il cloud ha i suoi vantaggi innegabili, ma non perdiamo di vista privacy e POSSESSO in contraposizione al mero UTILIZZO A CANONE

  • # 13
    mauro86
     scrive: 

    credo che la generazione ’80 (ma anche la ’70) in un certo senso sia affezionata al case, a quel cubo\parallelepipedo grigio (si parla di anni fa) che accendeva tutti i giorni e che ha imparato a conoscere studiare, truccare, modificare, ci si è disperato contro gli ha lanciato i peggio insulti, ma senza il quale non avrebbe potuto fare tante cose, dalle ricerche scolastiche alla grafica pro hai giochi ecc ecc!! insomma…voglio dire che oggi è comodo usare un portatile un netbook un tablet o uno smartphone perchè sono piccoli e abbastanza potenti anche per giocarci…quindi in teoria avere un fisso molto potente a cosa serve oggi!? la risposta molto spesso è “a fare tutto meglio e più velocemente”!! il fatto è che con le nuove piattaforme itx si posso avere sistemi potenti come il mio, che è già piccolo (scheda madre Matx e case Aerocool m40)…ma si scende di nuovo nel molto piccolo ma molto potente…insomma…utenza pro o no chiamatela come volete ma per me il case rimarrà sempre il fisso, il pc principale con storage locale e basta!

  • # 14
    Altrove
     scrive: 

    @marco

    E dimmi, tu vivi ancora nel 1990? usi ancora autocad Dos?
    Per una stampa aspetti 1/2 ora usando la aghi? Plotti ancora con i pennini?
    Pare di si, visto il commento.

    Quindi cosa te ne fai del cloud?

    Ed è CHIARO che sei un utente poso accorto, altrimenti sapresti qualcosa Di schede video, cosa che EVIDENTEMENTE ignori, e Aion lo conosci si e no per quello che hai letto. (perchè altrimenti sapresti che nell’ultimo anno le novità VERE a livello di potenza sono state poche, e attualmente vi si gioca BENE anche con schede di un paio di anni).

    Per cui trai le conclusioni per quello che sai, che non pare essere molto.
    E NESSUNO ha parlato di gente che si “costruisce” il PC, che sono solo i ragazzotti come te (evidente, dal commento), ma di veri power user che devono LAVORARE e non cazzeggiare su forum e simili.

    E che oggi questi ragazzotti (evidente) impestano forum e ng.

    E, tanto per dirne una, sono state centinaia le “facili previsioni” finite nel dimenticatorio o che hanno aspettato 15 anni per essere realizzate (vedi tablet).

    Altrove

  • # 15
    Marco
     scrive: 

    “che sono solo i ragazzotti come te”

    Lo prendo come un complimento ;-)

    “ma di veri power user che devono LAVORARE”

    Come no, e poi mi citi un videogioco :-D

    I “power user” come dici tu sono già ora, e in futuro lo saranno ancora di più, una nicchia nel mondo informatico.
    E non perché diminuiscano in termini assoluti, ma perché il mercato si allarga velocemente a bacini di utenza sempre più ampi che, giustamente, considera il computer alla stregua di qualsiasi altro elettrodomestico o poco più.
    Hardware come quello citato da Alessio (SGI & Co.) non viene più prodotto perché:
    1. le prestazioni dei sistemi low end (PC) hanno a mano a mano inglobato caratteristiche e superato in prestazioni quelle delle workstation proprietarie.
    2. costruire hardware dedicato che sia conveniente in termini di rapporto fra costi e benefici rispetto ai normali PC x86 è diventato impossibile.
    Esattamente la stessa cosa accadrà con il low end prestazionale di adesso: ingloberanno sempre più funzionalità e prestazioni che per il momento sono esclusiva del segmento PC, progressivamente ne eroderanno il bacino di utenza fino a non renderne più conveniente la produzione.

    “E, tanto per dirne una, sono state centinaia le “facili previsioni””

    “Se vogliamo parlare di utonti che fanno la letterina”

    Ecco, questo discorso è esattamente tipico e ricorrente: proprio quello che qualche lustro fa la gente come te diceva dei PC… si vabbé puoi scrivere qualche lettera con wordstar ma voglio proprio vederti a fare del DTP serio :-D

  • # 16
    Nica
     scrive: 

    Alte prestazioni e non, io vedo solo questa distinzione nel futuro.

    i PC propriamente detti saranno sempre più votati all’utilizzo ad alte prestazioni… ovvero, minima parte del settore professionale, una parte dei videogamers se esisteranno sempre, quel manipolo di appassionati che ci sono sempre e pochi altri scenari a meno di non parlare di cluster di macchine, render farm e simili.

    per il resto bah, smartphone, pc low-end, tablet, all-in-one, smartTV… tutto uguale. la devastante potenza di un procio d’alta gamma da 500 euro non serve più
    chi compra in questa seconda fascia sceglie tra i prodotti di categoria, non si chiede se esistano categorie di prodotto differenti. se gli propini il cloud, lui mangia il cloud. se gli propini il primissimo windowsXP che si bloccava sempre e prendeva virus ad ogni piè sospinto lui lo accetterà col sorriso, magari pensando anche che sia normale che un computer si blocchi, rallenti e si incasini da solo. questa utenza se gli propini 10 computer che puzzano di formaggio non si domanda “ehi, ma non se ne può avere uno che non puzza?”, al massimo sceglierà quello che puzza meno o che lo aggrada di più.

    non tutti possono essere iperconsapevoli ed informati su tutto, ed è anche giusto così. tanta gente che conosco per fare tre cose in croce coi computer fa acquisti sbagliati spendendo il quintuplo del necessario. poi arriva in fondo, è convinto della bontà dell’acquisto fatto ed il lavoro l’ha portato a termine… finisce che un magari un giorno ci parli e viene fuori che lo sanno perfettamente che si poteva fare il tutto con la metà della metà, ma come si dice “non è quello il punto”. a volte non si vogliono fare bene 100 cose ma ci si accontenta di 10 fatte comode; ed alcune volte, anche nel lavoro, quella “comodità” è un grande valore aggiunto per il quale si è disposti a pagare denari sonanti. come viene raggiunta la comodità poi non lo riguarda… oggi si va in cloud, domani chissà.

    è lo stesso motivo per cui esistono l’astrazione in programmazione, le GUI e tutte le semplificazioni, tutti i “tramite”. perché a volte e per qualcuno sono un gioco che vale la candela.

  • # 17
    Drejeck
     scrive: 

    il cloud e’ una cosa che non mi convince. in casa ho un vecchio nas e lo uso come archivio generico per i vari pc (2 portatili 2005 e 2007 e 3 fissi, 2006,2008,2011) chiaramente si fanno i conti con le prestazioni basse e dopo 6 anni di portatile per me adesso contano le prestazioni. tutto quello che desidero da un portatile il mio N900 sa’ farlo e non e’ in previsione un cambio cellulare, ne per necessita’ ne per moda.

    i tipi di utente sono sempre esistiti, i cazzari, i cazzari con piu’ soldi di altri, gli informati, gli informati con piu’ soldi. ognuno di questi puo’ essere pro o consumer.

    a livello di potenza gli utenti base hanno ampie risorse a disposizione dalla fascia entry level. tanto che la stessa fascia potrebbe essere usata da qualche professionista.

    i giocatori possono essere professionisti e viceversa. inoltre come giocatore o professionista un’utente puo’ essere sia cazzaro che informato, o entrambi di uno dei due.

    dunque a che scopo vi scannate a colpi di commenti?
    qualcuno ha problemi ad accettare che si possa cambiare scheda video ogni 6 mesi (io potrei, ma attendo anche un’anno perche’ per me le performance devono essere le migliori al miglior rapporto prezzo/prestazioni/consumi/comfort) e non vedo perche’ dovrei sentirmi dire da qualcuno che sono un disinformatico. non programmero’, non saro’ uno che ci lavora ma e’ il mio hobby.
    inoltre io non prenderei Aion come esempio di dimostrazione grafica in quanto per lo stesso tipo di gioco che e’ (MMORPG) deve assicurarsi la possibilita’ di partire su sistemi comuni. non gioco ad aion, gioco con un sistema assemblato da me da 2185 euro (aprile 2011) ma i problemi di performance sono direttamente derivati dall’uso di driver e librerie. vedi wow dx11 che va meglio di dx9, vedi the witcher 2 che sulla mia scheda quasi non superava i 28 fps in fullhd a qualita’ media con una patch andare a 60fps col vsync e non scendere sotto i 50.

    il cloud professionale con file grandi verra’ chissa’ quando. non abbiamo la fibraottica in casa e le chiavette internet hanno ancora i buchi e sono francamente solo “sufficienti”. e’ per il mio modesto parere “robetta” per fare pubblicita’, vendere servizi o complementare alle community (screenshot sharing di steam). tutto sta nel come. il “per chi” tanto verra’ sagacemente schivato dai produttori includendo le feature e puntando sulla moda.

    ci sono cose in cui la qualita’ e’ la quantita’.

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