di  -  giovedì 15 maggio 2008

space seedUn gruppo di scienziati cinesi, ha dichiarato di aver riscontrato che vegetali cresciuti in condizioni di assenza di gravità, nello spazio, possono raggiungere dimensioni enormi; cosa, che secondo la loro opinione, può aiutare a risolvere l’eterno problema della fame nel mondo.

Stando a quanto riportato dal quotidiano Telegraph, è ormai provato che condizioni di zero-gravità possono produrre frutta e verdura dalle dimensioni esagerate e, con un più alto contenuto di vitamine rispetto ai prodotti tradizionali.

Questo progetto, attivo ormai da anni, prevede l’invio di semi (caricati su satelliti) in orbita e al loro rientro, dopo una permanenza nello spazio di almeno due settimane, la loro coltivazione in apposite serre. Le colture spaziali cinesi, producono giganti verdi come quello che potete vedere nella foto qui sotto.

space seeds

Alla Guangdong Academy of Agricultural Sciences in Cina, hanno ormai prodotto di tutto in formato maxi, dai pomodori alle angurie. La prima spedizione di semi nello spazio è avvenuta nel 2006.

Dopo la germinazione, le specie migliori vengono accuratamente selezionate per essere coltivate; il ricercatore Lo Zhigang ha dichiarato: “Lo sviluppo dell’agricoltura tradizionale è ormai arrivato al limite delle proprie possibilità e la domanda di cibo da parte della popolazione mondiale non ha fine. […] I semi spaziali offrono la possibilità di far crescere frutta e verdura più velocemente e con dimensioni notevolmente maggiori”.

Fino ad ora un totale di 22 province ha preso parte al programma coordinato dalla Chinese Academy of Sciences; la Cina dichiara che questi vegetaloni sono già stati venduti al Giappone, Thailandia e Singapore e che hanno suscitato l’interesse di molte aziende europee.

Il perché di questa crescita miracolosa non è comunque del tutto chiaro, molte ricerche sono in corso, si parla di radiazioni cosmiche, micro-gravità, campi magnetici…

Appena ho letto l’articolo non ho potuto non pensare al film Nuovomondo di Emanuele Crialese. Nella pellicola i personaggi, emigranti italiani, si imbarcano per l’America e fantasticano sui raccolti miracolosi del nuovo mondo: le loro carotone oniriche sono già realtà.

9 Commenti »

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  • # 1
    marcogiallo
     scrive: 

    Interessante e stimolante dal punto di vista scientifico, nullo da quello sociale.
    Credo sia ormai saputo e ben domostrato che le risorse per soddisfare il bisogno di cibo dei tutti gli abitanti del mondo sono già ampiamente presenti sul nostro pianeta.
    Il problema è l’equa distribuzione, e non mi sembra che questa scoperta introduca qualcosa di nuovo…

  • # 2
    narmo
     scrive: 

    “Lo sviluppo dell’agricoltura tradizionale è ormai arrivato al limite delle proprie possibilità e la domanda di cibo da parte della popolazione mondiale non ha fine”

    Sveglia… basta diminuire la popolazione. Se le risorse sono 10 non si può consumare 11 punto e stop. Ed i cinesi con il loro miliardo e rotti di abitanti dovrebbero essere i primi a iniziare a far diminuire la popolazione (ovviamente con controllo delle nascite).

  • # 3
    ardelo
     scrive: 

    Io ho sempre saputo che di cibo nel mondo ce n’è per tutti…Il problema naturalmente sta nell’equa distribuzione…in Europa e in America siamo sommersi dal cibo…Inoltre c’è la questione dei biocarburanti…

  • # 4
    mttmtt
     scrive: 

    Come detto il cibo c’è per tutti è solo maldistributo…l biocarburanti son una soluzione del cazzo in quanto fanno crescere il prezzo degli alimenti come nel caso del grano…

    in fine quella del controllo delle nascite da parte di narmo è una delle cazzate che ho sentito qsto giovedì…nn puoi impedire di far figli…

    sera…

  • # 5
    Bopalo
     scrive: 

    Chi dice che “siamo in troppi” cominci a morire per primo cosi’ fa un po’ di spazio.

    Io sono invece per altre soluzioni tipo impedire che un manipolo di teste di cazzo consumi (e non parlo del solo cibo) ognuno quanto 1000 persone.

  • # 6
    Negadrive
     scrive: 

    Interessante, ma ad occhio sembra antieconomico. Quanto costa fare dei semi del genere, dovendo inviarli in orbita? Non mi stupirei se con quei fondi si potesse ottenere molto di più con qualche soluzione terrestre o gestendo meglio le risorse, eccetera. Non è escluso che possano però scoprire come replicare la cosa sulla Terra. C’è anche il solito dubbio: queste mutazioni saranno sane?

    Si tratta comunque di qualcosa che i cinesi stanno facendo da anni. Si possono trovare info più dettagliate su Chinadaily
    http://www.chinadaily.com.cn/china/2006-07/24/content_647365.htm

    Il sito del governo cinese parla di questi piani in una pagina di 8 anni fa:

    “Chinese space experts disclosed not long ago that China is planning to launch a satellite dedicated to seed breeding for grass, bushes and trees as well as farm crops in two to three years, the first of its kind in the world. It is reported that Chinese space seeds breeding experts have introduced 21 fine grass species from Hungary including the ones for pastureland, urban greening, vegetation and energy applications and have grown them for localization over an area of 50 hectares in Shandong, Hebei and Beijing respectively. 15 of them featured with drought, cold and diseases resistance have been selected out for future aboard experiment”

    http://www.most.gov.cn/eng/newsletters/2000/200411/t20041129_17625.htm

    Altri link interessanti:
    http://www.spacedaily.com/news/china-00zb.html
    http://www.iaea.org/Publications/Booklets/UndpBook/more_rice.html (i cinesi lavorano su mutazioni da anni “Less than 10 percent of China’s land area can be cultivated. This means that the country needs to provide more than 20% of the world’s population with food while using just 7 percent of the world’s farmland”).

  • # 7
    Cla
     scrive: 

    Sarebbe interessante capire come mettere in atto la proposta della riduzione della popolazione…

    Cmq, forse basterebbe diminuire la popolazione di ciccioni fuori misura (che mangiano come 3/4 persone normali) e gli se possibile ridurre un po’ gli sprechi.

    Togliamo l’assistenza sanitaria agli obesi (lo so e’ provocatorio…) e vediamo se poi c’e’ piu’ cibo per tutti…

    Ovvio che se si pretende si essere tutti >120 Kg il cibo scarseggia

  • # 8
    battagliacom
     scrive: 

    oltre a risolvere il problema della fame, potrebbe portare anche altri vantaggi. Per prima cosa lo spazio non è inquinato come la Terra e sui frutti non si spargono insetticidi.

  • # 9
    Negadrive
     scrive: 

    Avevo fatto un commento sta mane, ma conteneva più link e me l’ha filtrato. In sostanza, i cinesi è da anni che pensano a queste cose. Si trovano articoli più dettagliati su Chinadaily, sul sito del governo cinese e così via. Un problema che hanno i cinesi è che sono tantissimi, ma si trovano in un Paese con una bassa proporzione di terreni coltivabili.

    Questi semi vengono spediti nello spazio, dove le radiazioni e forse altri fattori producono dei cambiamenti, quindi i semi vengono riportati a terra, piantati e fatti crescere normalmente, quindi forse gli insetticidi li spruzzano lo stesso. E il fatto che siano vegetali mutanti può lasciare qualche dubbio sulla salute, non sapendo che tipo di mutazioni possono esserci esattamente, oltre al gigantismo.
    Costruire una serra spaziale costerebbe uno sproposito. Anche solo mandare dei semi in orbita costa parecchio.
    Come soluzione, ad occhio, mi sembra antieconomica e non mi stupirei se con gli stessi fondi fosse possibile trovare qualche soluzione terrestre. Non so, avranno fatto i loro conti. Comunque come esperimento può essere interessante e chissà che non abbia qualche ricaduta inaspettata o che porti utili informazioni per possibili future missioni umane.

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