di  -  giovedì 12 maggio 2011

Ricevo e volentieri pubblico da un gruppo di studenti del Master MaPrIM dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, l’invito a partecipare a un sondaggio sul tema del cloud computing.

Si tratta di una ricerca mirata a conoscere il livello di conoscenza degli studenti universitari circa il tema del cloud computing e che, come ci comunica il promotore, verrà usata come punto di partenza dell’evento “Beyond the Cloud”, che si terrà il 7 giugno presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, durante il quale interpreti d’eccezione nel panorama dell’Information Technology spiegheranno che cosa sia e che cosa sarà realmente il Cloud. L’evento sarà aperto a tutti.

Da parte mia credo che una forte consapevolezza delle opportunità e dei limiti del cloud computing – ivi compresa una manchevolissima legislazione – vada fortemente incentivata, onde evitare che una diffusione esclusivamente commerciale di questi servizi lasci intere fette del comparto produttivo inconsapevolmente appoggiate su asset rispetto ai quali hanno un controllo comunque indiretto, e dunque impreparate e di fronte al manifestarsi della minima disfunzione – vedasi il recente crash di Amazon EC2.

Cliccate qui per partecipare al sondaggio.

17 Commenti »

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  • # 1
    Anonimo codardo
     scrive: 

    I risultati del sondaggio saranno resi pubblici?

  • # 2
    Francesco
     scrive: 

    Assolutamente sì, è possibile riceverlo via mail lasciando il proprio indirizzo, verrà pubblicato sul sito e verrà inviato ai blog che hanno mostrato interesse.

  • # 3
    v43
     scrive: 

    ho compilato il sondaggio: c’è solamente una risposta che correla la fattibilità del cloud all’estensione della rete, ma nessuna che correli la correli con lo stato della rete e la capacità di fare upload. che secondo me è il punto davvero cruciale.

    comunque a me il cloud non piace, perché amo i miei fat client con cui posso fare qualsiasi cosa. e per quanto comodo possa essere avere dei dati in cloud (uso dropbox abitualmente), non penserei mai di caricare terabyte di roba in remoto.. e la mia opinione è che in italia (e praticamente in ogni altro paese al mondo, con pochissime eccezioni) l’infrastruttura di rete non sia pronta a sostenerlo, e non lo sarà per almeno un decennio o due.

  • # 4
    Giacomo
     scrive: 

    Anticipo la mia opinione qui: col cavolo che lascio sulle nuvole i miei dati personali, ai quali non sono sicuro che potrò accedervi sempre e comunque in futuro.
    Il massimo del cloud che concepisco è la casella di posta, della quale comunque ho sempre una copia in locale.

  • # 5
    n0v0
     scrive: 

    il cloud non mi piace perché, proprio come le nuvole, non sai cosa c’è dietro

  • # 6
    Banjo
     scrive: 

    Il cloud può aspettare ancora un po’. Le infrastrutture di rete (stendiamo un velo pietoso sulla situazione italiana) non sono ancora attrezzate.
    Che faccio se/quando resto senza connessione Internet? Rimango inebetito a fissare il monitor del mio inutilizzabile laptop?

    Il cloud è il futuro, forse (ma IMHO rimarrà circoscritto in ben determinati ambiti).

    Non è certamente il presente.

    Però… se penso al mio smartphone android…

  • # 7
    Bright
     scrive: 

    @Giacomo
    Io ho totale fiducia in chi offre servizi di cloud computing, così come ho fiducia nel dare il mio numero di carta di credito a Paypal o ai pos virtuali. Non concepisco chi tiene un server in housing e poi diffida del cloud.

    La seppur legittima paura di mettere i propri dati personali (figuriamoci quelli aziendali) nel cloud, secondo me, viene piallata dagli enormi vantaggi, specie un’azienda che può così concentrarsi nello sviluppo dei suoi servizi e non pensare al mantenimento di una sala server.

    @Alessio Di Domizio
    Mi sembra un po’ pregiudizievole questo sondaggio, quindi non parteciperò.

    [quote]”5. Quali ritieni che siano, per te, le problematiche più critiche nell’utilizzo del Cloud? *”
    “6. Quali timori per i tuoi dati ti portano a non utilizzare il Cloud? *”[/quote]
    E se non ne ho? Perché devo scegliere per forza una risposta??

    [quote]4. Quale cambiamento pensi che il Cloud possa portare nella vita quotidiana? *[/quote]
    Cosa c’entra la vita quotidiana? Il Cloud è principalmente per le aziende che vogliono sfruttare una platform/infrastructure-as-a-service per sgravarsi dall’onere di mantenere un cluster. Qui il termine Cloud viene usato impropriamente per identificare DropBox e far dire ai privati che non si fidano di tale tipo di servizio.

  • # 8
    alex
     scrive: 

    Iniziativa interessante e doverosa visto che ormai il cloud è tra noi. Comprendo le preoccupazioni di quelli che parlano di infrastrutture di rete inadeguate, ma vorrei ricordare che il mondo non è l’Italia e che il nostro Paese è un vero e proprio Paese del terzo mondo per quanto riguarda la rete.

    I Paesi dell’est ci rompono le ossa in quanto a velocità e robustezza delle loro reti di telecomunicazioni.

    Il cloud ha un appeal elevato presso le aziende e gli enti pubblici, perchè permette risparmi ma soprattutto semplificazioni mostruose a livello di gestione. Chi lavora in quei settori e si occupa dell’IT sa quanto lavoro bisogna fare per mandare avanti la baracca, per avere i dati replicati, per far fronte a problemi hardware, software, inevitabili perdite di alcuni dati, azioni stupide da parte di chi utilizza l’infrastruttura.

    Riguardo i dati personali è tutta una questione di implementazione. Google con chromeos sembra aver scelto la strada della crittografia a tutto spiano, speriamo che altri optino per la stessa soluzione.

  • # 9
    homero
     scrive: 

    il cloud computing è semplicemente la negazione del personal computer trasforma il pc in un terminale ed i software in un sistema di fornitura di servizi(a pagamento)….

    per questo il cloud è male….

  • # 10
    Fabio T.
     scrive: 

    Visto che sono molto suscettibile riguardo alla privacy, ritengo che l’unica implementazione di un cloud possibile sia creando uno spazio remoto accessibile solo attraverso una chiave (forte) mia personale a cui nemmeno il fornitore del servizio è data conoscere, un po’ come succede con truecrypt, (non so come funzionino questi servizi) sul fattore fallimento azienda, potrebbero mettere una clausola che in caso di fallimento si può chiedere (pagando spedizione e dispositivo di memoria) una copia di backup dei propri dati, mentre sul fattore perdita dati causa guasti del sistema… beh non esiste che accada…
    uso dropbox e cmq più di 100 MB non ne butto su, per via della banda e del fatto che in ogni pc che uso mi viene portato via spazio (nel netbook da 8 gb ogni singolo mega è prezioso).
    Cmq per citare Benjamino Franklin:
    Chi è disposto a sacrificare parte delle proprie libertà in cambio di sicurezza non merita né l’una né l’altra

  • # 11
    Banjo
     scrive: 

    Oltre alle tasse, ci toccherà pagare pure i “software” utilizzati, un tanto a bit, o un tanto a tempo…
    Certo sarebbe la fine della pirateria.
    —————-
    Se da un lato questa è una cosa positiva, dall’altro sicuramente ci impoverirà finanziariamente – e forse la cosa porterà pure ad una regressione delle connessioni globali di rete.
    Personalmente – non crocifiggetemi – ritengo la pirateria un grosso volano – nel bene e nel male – per la vendita di software. A ciò ritengo sia dovuto il generale lassismo dei produttori di sofware nella lotta alla stessa. Qualsiasi utente con conoscenza informatica minima finora poteva piratare, che so, Windows, dalla prima versione alla più recente. Ci sarebbe molto più Linux altrimenti…
    Office 2010 invece non è decollato, perché pochi sono riusciti ad ottenerne l’attivazione…

  • # 12
    KoD
     scrive: 

    Dopo aver bruciato l’ennesimo hd e perso una parte dei miei dati personali ho deciso di passare definitivamente dalla parte del cloud storage.
    Uso Wuala, i file vengono criptati prima di lasciare il pc, permetto lo scambio di storage che ti fa guadagnare tanti gb quanti ne metti a disposizione al servizio, mantiene fino a 10 versione dei file, etc.

    Lo uso come sync dei file (e programmi) che voglio condividere tra tutti i miei pc e per backuppare tutti i miei dati sensibili (compresi quelli di lavoro) con frequenza settimanale. Certo, la prima volta che ha dovuto sparare sul cloud 35Gb ci sono voluti due giorni, ma facendo backup incrementale d’ora in poi sbrigherà il backup in pochi minuti (in piena notte).

    Vi giuro che da quando non devo più preoccuparmi della salute dei miei hd ne ho guadagnata tanta personale.

    Ah, se fallisce LaCie Wuala… beh, a parte i 39euro di abbonamento annuale non perdo niente, continuano ad esserci tutte le copie locali. Mai più senza.

  • # 13
    Herod2k
     scrive: 

    Io trovo comodo il cloud computing in senso generico pero non mi fido delle aziende.
    Non lascerei mai la mia posta, i miei documenti, i miei dati sensibili, i miei contatti al mio vicino di casa pensate se vado a darli a Google, Yahoo, Microsoft e Facebook.

    Non ci penso proprio. Specialmente perchè la maggiorparte di queste societá sono sotto giurisdizione di altri paesi e questo non mi va proprio giu. Cerco di registrarmi il meno possibile nei siti.

    D’altro canto trovo molti servizi cloud molto comodi e quindi ho messo su un server personale dove ho tutto quello che mi serve e ho tutti i dati in raid e backup giornalieri.
    Ovvio non avró mai la continuitá di servizio che ha Google peró preferisco cosi, preferisco non accedere alla posta per qualche ora piuttosto che sapere che i miei dati sono sul server di qualcun’altro.

    Quindi si al Cloud, no al cloud commerciale.

    H2K

    P.s. L’idea di uno dei commenti qua sopra di criptare tutto con chiavi non sarebbe male, ma la vedo piuttosto difficile che qualcuno lo implementi decentemente.

  • # 14
    KoD
     scrive: 

    Herod2k, Wuala cripta tutto in locale e solo dopo trasmette i dati sul cloud, tutto di default.

  • # 15
    Herod2k
     scrive: 

    Kod
    wuala ok, pero è un servizio di immagazzinamento dati, io il cloud lo intendo in maniera piu generica, non so, anche un servizio di calendario centralizzato io lo considero un servizio cloud.
    Si dovrebbero criptare anche questi tipi di servizi.

    H2K

  • # 16
    GermanTK
     scrive: 

    Chi dice che cloud non è una buzz word, è un…
    Cloud è un prodotto marketing. Non è altro che virtualizzazione nascosta agli occhi degli utenti. L’amministratore, che sta dall’altra parte della nuvola e vede tutto, ha certamente i suoi grattacapi perché quello che è capitato ad Amazon non è un fatto raro. Perché se mettiamo tutto in collegamento, basta che una delle parti abbia problemi per tirarsi dietro tutto; anche se è ridondato come è successo al colosso nord americano.

  • # 17
    Alex del viero
     scrive: 

    Non credo che il clound soppianterà del tutto l’odierno mondo dell’informatica. Sarà sicuramente una scelta in piu’ a cui , sopratutto ditte di medio/grande entità, potranno guardare con interesse.
    Interessante sopratutto perchè creando client molto stupidi anche gli utenti possono esserlo e si diminuiscono le spese di manutenzione.
    Ovviamente in Italia, con la rete che ci ritroviamo, l’offerta e’ meno appetibile che in altri paesi.

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