di  -  venerdì 11 marzo 2011

È dagli anni ’90 che, da dietro gli scranni e le scrivanie delle stanze del potere, sentiamo parlare delle magnifiche sorti e progressive della globalizzazione. Gli scompensi e la crisi degli ultimi anni ci hanno offerto un punto di vista più realistico sulla situazione, mentre un po’ in tutto il mondo tornano in voga teorie isolazioniste dal vago retrogusto autoritario.

Una nicchia resiste da sempre alla logica globalizzante, ed è quella della tecnologia strategica. Dopo il ventilato ostruzionismo USA verso il colosso Huawei nella gara per l’acquisizione degli asset del produttore di server 3Leaf, l’ultimo caso riguarda la decisione della Cina di estendere la sua politica autarchica nell’ambito CPU.

L’obiettivo consiste nel portare la famiglia di processori Loongson nel problematico ambito supercomputer, dove poco o nulla esiste al di fuori del “designed in USA”.

È di certo un passo avanti importante nella strategia di quella enorme e esplosiva potenza mondiale che è la Cina, un passo rischioso –  il know-how da recuperare rispetto allo stato dell’arte è immane – che tuttavia promette importanti ripercussioni su una bella fetta dell’industria tecnologica USA.

A partire dal fatto che in cima alla celebre Top500, c’è oggi un sistema basato su CPU Xeon e GPU Nvidia (Tianhe-1A) perativo presso il National Supercomputing Center di Tianjin.

Il progetto Dawing 6000 (che verrà costruito dalla ST Microelectronics!) sarà basato esclusivamente su CPU Loongson compatibili con l’architettura MIPS, userà un OS basato su Linux e, come racconta TechCrunch, emulerà il set di istruzioni x86 per motivi di compatibilità col resto del mondo.

C’è da immaginare che quello dell’emulazione sia solo uno step intermedio, il cui impatto prestazionale tuttavia rischia di rendere il progetto poco competitivo ancora per alcuni anni.

Tanto più che potenza stimata del Dawning 6000 è già all’incirca la metà di quella dell’attuale leader della Top500. Servirà dunque tutta la determinazione di un colosso economico e demografico come la Cina, per arrivare in tempi ragionevoli a competere con la tecnologia USA.

Anche prima che le CPU designed&made in China siano adatte al mercato supercomputer, risulteranno però competitive in ambiti dove le prestazioni e la scalabilità sono meno cruciali, ovverosia il 99% in volumi del mercato CPU. Ed è questa la vera sfida che si cela dietro il programma Dawning 6000.

14 Commenti »

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  • # 1
    KoD
     scrive: 

    Se non ho capito male state dicendo che in l’Italia offrirà la “manodopera” alla Cina per il progetto Dawing 6000?

    Divertente.

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    La STM è una società italo-francese e solo una minoranza dei suoi stabilimenti di produzione è situat in Italia.

  • # 3
    Davide Costantini
     scrive: 

    Beh dato il mio percorso di istruzione, posso affermare con tranquillità che l’indifferenza neoclassica verso la nazionalità di un qualsiasi tipo di industria è passata di moda. Ci sono autori come Gallino (vi consiglio il testo la Scomparsa dell’Italia Industriale) che focalizzano l’attenzione su come la perdita dell’industria manifatturiera renda schiavi dei paesi stranieri e soggetti all’instabilità geopolitica. Dalla Cina provengono tantissimi prodotti che potranno anche essere “occidentali” a livello di tecnologia e know how ma che vengono sostanzialmente fabbricati lì. La crescita del prezzo dello yuan e le politiche del governo possono influenzare prezzi e disponibilità.

    Inoltre se domani la Cina finisse in guerra con l’India o qualche altro paese del sud-est i guai sarebbero grossi.

    Da questo è abbastanza normale che gli stati proteggano settori strategici nel loro territorio o foraggino la nascita di nuove industrie. Da noi la politica industriale è sempre mancata e questo ci ha danneggiato seriamente. Senza il Department of Defense gli americani non sarebbero leader nel mondo dell’informatica. Non avremmo mai avuto la IBM e di seguito l’accoppiata WIntel che ha fatto i soldi con l’uscita del primo PC nell’81.

    Il Giappone ha un apposito comitato interministeriale che sceglie ciclicamente i settori dove canalizzare gli investimenti. La stessa Unione Europea consente gli aiuti di stato solo in caso di crisi, per settori emergenti o strategicamente rilevanti (vi sono dei limiti a questo ovviamente).

    Guardando nello specifico al contesto cinese, il protezionismo è stata una politica di stato da sempre. Fate conti che non si possono aprire aziende straniere in Cina, si è costretti a fare joint-venture con i produttori locali. L’aiuto verso lo sviluppo di competenze tecnologiche in un settore cruciale non è certo la cosa peggiore che la Repubblica Popolare Cinese ha fatto negli ultimi 30 anni. Anzi mi sembra piuttosto normale. Magari si facesse da noi…

  • # 4
    Notturnia
     scrive: 

    sarebbe bello fare anche noi europei protezionismo nei confronti della cina come loro fanno nei nostri confronti.. ma prima bisognerebbe che la gente non comprasse made in china.. ma non conosco molti che lo fanno.

    in merito alle cpu.. gli auguro un gran bene.. ma mai metterò una cpu ingegnerizzata e creata in cina nei miei pc fino a che amd e intel le faranno.. costi quel che costi

  • # 5
    arkanoid
     scrive: 

    la cina ha potenza economica tra poco tecnica, e sicuramente umana per far sparire dalla faccia della terra x86 in una decina d’anni.
    Già ora sembra aprirsi la strada per altre architetture su cui far girare applicativi comuni al mondo pc (in primis ARM), se questi proseguono con la loro fase di industrializzazione ed informatizzazione basandosi su un loro set di istruzioni e loro hardware, nulla vieta che x86 possa essere semplicemente obsoleto tra non molti anni.
    L’emulazione potrebbe essere uno step intermedio di RETROcompatibilità, non verso la realizzazione di un hardware basato su questo set di istruzioni.

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Loongson non è una nuova architettura, ma è basata sulla ben nota MIPS.

    x86 non sparirà perché c’è troppo software che è stato scritto per questa ISA.

    Difatti a Loongson sono state aggiunte circa 200 istruzioni esclusivamente per agevolare l’esecuzione di codice x86, rendendola quindi accettabile.

  • # 7
    Davide Costantini
     scrive: 

    Non comprendo tutto questo timore verso i cinesi. Sono un paese che ha influenzato la storia di almeno parte del mondo dall’inizio dei tempi. Hanno avuto la stampa prima di noi, hanno una notevole produzione filosofica.

    E’ vero hanno un governo che viola le libertà civili (problema più loro che nostro) ma il popolo sta chiedendo sempre più diritti. I loro stipendi stanno salendo a ritmi vertiginosi. Il rischio maggiore che viene dalla Cina è che il sistema finanziario collassi per l’eccessiva quantità di denaro iniettata. Effettivamente hanno dei problemi con l’inflazione che stanno cercando di contenere.

    Paura della terza guerra mondiale? Dubito sinceramente che un paese che si sia affermato come seconda potenza economica e che abbia concluso affari con tutti i principali stati del globo abbia tanta voglia di stravolgere un trend che lo vede favorevole. I cinesi sono rigidi sulle loro posizioni ma finora non si sono dimostrati belligeranti come la Corea del Nord.

    Paura che la crescita economica continui così elevata? Le stime stesse di Pechino sulla crescita economica attesa si sono ridotte intorno al 7% del PIL annuo e continueranno a farlo. Spingere per numeri sempre più alti avrebbe effetti deleteri sull’inflazione danneggiando il sistema economico. E’ chiaro che i paesi in via di sviluppo hanno tassi di crescita mostruosi. La Cina continuerà ad andare avanti per un decennio, forse più, ma non con la stessa rapidità degli ultimi dieci anni.

    A me non fa paura la Cina, anzi spero che diventino più ricchi e liberali. Tra l’altro questo ci favorirà grazie all’apprezzamento della valuta e all’apertura (che già sta avvenendo) di mercati enormi per i nostri prodotti. Infine la storia del protezionismo è alquanto difficile da affrontare: ci sono già delle norme applicate verso la Cina ma tagliare gli scambi verso 1.3 miliardi di persone è dannoso per qualsiasi paese. Si fanno più danni di quanti se ne prevengano. La crisi del ’29 ha già insegnato tanto su questo.

  • # 8
    saidone
     scrive: 

    “Loongson non è una nuova architettura, ma è basata sulla ben nota MIPS.”

    O, meglio, l’ISA è compatibile con MIPS-III (e MIPS64), ma la microarchitettura è stata sviluppata totalmente dall’ICT dell’Accademia delle Scienze Cinese.

  • # 9
    pleg
     scrive: 

    Naturalmente, architettura e microarchitettura sono due cose completamente diverse. Ad esempio, Intel usa la stessa architettura da 40 anni (x86), ma cambia microarchitettura ogni paio d’anni (in corrispondenza della fase Tock: http://www.intel.com/technology/tick-tock/index.htm ).

  • # 10
    vergogna
     scrive: 

    veramente caro Pleg, l’architettura x86 è cambiata almeno 5 volte in 40 anni, il nome dato alle istruzioni vuol dire ben poco..
    la microarchitettura.. mi chiedo ma sai che cosa è ?

  • # 11
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ 10
    http://www.appuntidigitali.it/gli-autori/pleg/
    Magari la prossima volta ti risparmi una magra…

  • # 12
    Gulah
     scrive: 

    @Davide Costantini:

    Ma la smetti di riempire appunti digitali di questi sproloqui inventati che non interessano a nessuno? Papiri di parole vuote pieni di presunzione.

    \…dato il mio percorso di istruzione, posso affermare con tranquillità…\

    Ma credi di essere l’unico laureato qui dentro? Ci son fior fior di economisti ed analisti che prima di fare un’affermazione ci pensano 100 volte e tu affermi con tranquillità?

    Dai, su… un po’ di umiltà.

  • # 13
    banryu
     scrive: 

    @Davide Costantini:
    non so che problema abbia l’utente Gulah ma io invece voglio ringraziarti per i tuoi post informativi che sono portatori di ulteriori informazioni oltre a quelle date dall’articolo, e mi hanno stimolato qualche spunto di riflessione interessante, che sto ancora elaborando.

  • # 14
    Davide Costantini
     scrive: 

    Grazie banryu. Capisco comunque che qualcuno possa fraintendere le mie parole. Nessuno mi vede in faccia quando scrivo un messaggio e questo fa travisare i miei obiettivi.

    Volevo solo condividere alcuni pensieri sulla situazione cinese. Non certo vantarmi.

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