di  -  martedì 25 marzo 2008

Sensore multiarrayQualche tempo fa mio zio mi ha fatto vedere un oggetto che mi ha incuriosito: si tratta di una struttura simile a un occhiale in cui guardare e su cui appoggiare un negativo appositamente preparato.

Si scatta una foto inclinando il busto verso sinistra ma tenendo la camera parallela al terreno, poi si fa uno scatto a vuoto, poi una foto piegando il busto a destra. Se tutto è realizzato con cura, dentro all’occhiale si avrà la sensazione di guardare la scenda in 3 dimensioni, per via della somma prospettica dei due scatti. ”

E figuriamoci se la tecnologia non ha già surclassato questo vecchiume” gli ho detto. Detto fatto!

L’università di Stanford sta mettendo a punto un chip in grado di calcolare autonomamente la distanza del soggetto ripreso dalla fotocamera, e secondariamente di scattare foto con una tridimensionalità oggi sconosciuta. Invece di scattare una sola, singola, fotografia, il sensore messo a punto da Keith Fife e dai suoi colleghi, divide l’immagine in un mosaico di immagini da 16 x 16 pixel, chiamate subarray.

Ogni subarray ha la sua lente e perciò registra informazioni lievemente differenti dai suoi vicini (ad esempio può capire se un punto fa parte della maglietta del soggetto o del muro alle sue spalle). Queste informazioni sono poi usate in fase di postproduzione per ricomporre l’immagine in forma tridimensionale. In aggiunta a questa feature parecchio interessante – quantomeno in alcuni ambiti lavorativi se non nel campo della fotografia professionale pura – il chip in questione promette di ridurre il rumore digitale perché sarà più semplice distinguere se un colore fa parte del soggetto principale o no, e quindi si potrà tarare la foto di conseguenza.Immagine vista dal sensore multiarray

Certo, essendo ancora un prototipo non è tutto oro quel che luccica, e ci sono alcuni svantaggi:

  • la risoluzione del sensore è per forza di cose minore di quanto sarebbe possibile ottenere sulla stessa superficie di chip
  • la postproduzione dell’immagine richiede dieci volte il tempo normale di elaborazione di una foto classica
  • una fotocamera così equipaggiata consuma molta più energia di una tradizionale
  • le immagini 3D sono possibili solo con soggetti che hanno del dettaglio addosso, colori, contrasti. Fotografando un muro bianco non c’è possibilità che la camera capisca a che distanza sia.

E inoltre, aggiungo, è impossibile in questo modo fotografare soggetti in movimento. Il che come detto poco sopra limita – e non di poco – l’utilizzo in ambito creativo di un chip come questo. Ma il progresso avanza, e non vedo l’ora di raccontarlo a mio zio…

2 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Ho comprato d’occasione quel “progresso” circa una ventina di anni fa, dai russi a porta portese, a Roma. E’ un obiettivo con un prisma, che permette di dividere in due le foto, e ottenere un effetto stereoscopico da una singola foto: a quel punto basta tagliare in due la fotografia e introdurla nel visore.

    Peccato che non sia adattabile alle nuove macchine a CCD … non mi spiacerebbe poter fare delle foto digitali stereoscopiche. Potrei ingegnarmi in effetti, magari fare un oggetto simile di cartone e specchi :D.

  • # 2
    perbo
     scrive: 

    qui c’è una pagina dell’aprile 2005:

    http://www-bcs.mit.edu/people/jyawang/demos/plenoptic/plenoptic.html

    e qui c’è un filmato d’esempio:

    http://graphics.stanford.edu/papers/lfcamera/

    funzione bene anche con i soggetti in movimento, ricordo un filmato (spettacolare!) di un tuffo in piscina. Ed è possibile spostare il punto di vista, DOPO aver fatto la foto!

    il filmato lo trovate anche su youtube, se cercate “plenoptic”

    http://youtube.com/watch?v=9H7yx31yslM

    ciao
    perbo

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.