di  -  giovedì 2 settembre 2010

Dopo un agosto a “tiratura limitata”, Appunti Digitali ha ripreso le sue consuete uscite quotidiane.
La valigia del videogamer ed il suo curatore si sono concessi una pausa (direi meritata dopo un anno ininterrotto di lavoro). Questo vuoto,che cercheremo di colmare, però, non è giunto invano.

Le settimane di libertà hanno infatti permesso al sottoscritto di concedersi una vacanza da tempo programmata ed organizzata ma soprattutto desiderata.
Da anni sognavo di visitare l’Oriente ed in particolar modo la terra del Sol Levante ed il 2010 si è rivelato l’anno buono.
Direte voi: “ok, ma venire a conoscenza delle ferie del buon Jacopo Cocchi…tutto sommato…cosa ce ne viene in tasca? Cosa ha a che fare questo con il tema della rubrica?”

Se vi ricordate, circa un anno e mezzo fa, venne pubblicato un pezzo sul Giappone, meta imprescindibile nelle rotte dei collezionisti, appassionati di retrogaming.
Questa volta, dopo aver vissuto l’avventura in prima persona, racconterò come (opinione personale logicamente) Akihabara è sì La Mecca per i retro-appassionati, ma forse tra le mete meno interessanti offerte da Tokyo.

Il viaggio.
Parto da lontano, con qualche dettaglio in più del necessario, ma utile a spiegare la pianificazione del periodo.
Mio fratello studia lingue orientali a Venezia ed il primo idioma scelto è proprio il giapponese.
La sua compagnia, rivelatasi più che preziosa, era fondamentale per chi, come me, non aveva mai varcato quei lidi né ha la padronanza linguistica necessaria per farsi capire da persone che non sono in grado di parlare l’inglese.
E, come avremo modo di spiegare, sono davvero tante in terra nipponica.

Inoltre, Tancredi aveva vissuto già tre mesi in quel di Tokyo. Quale miglior Cicerone avrei mai potuto chiedere?
Appena tornato alla base, la prima frase da lui pronunciata fu: “il prossimo anno ci ritorno”.

E quindi tra il novembre e dicembre del 2009 abbiamo iniziato a mettere giù le basi per un viaggio insieme.

Apro una parentesi. Il resoconto sarà abbastanza dettagliato anche nelle informazioni di contorno, per permettere, a chi volesse intraprendere lo stesso percorso, di avere un quadro piuttosto preciso sulle spese, tempistiche per organizzarsi. Insomma qualsiasi cosa possa tornarvi utile qualora decideste di visitare questo magnifico Paese.

Dopo un mese intenti a vagliare quale rotta fosse la più papabile dal punto di vista pratico ed economico ci siamo soffermati sul volo offerto dalla Emirates, essenzialmente per due motivi.
Il primo constava sull’aereoporto. Da Udine, Venezia appariva decisamente la scelta più sensata. E’ vero, partendo da Malpensa si potevano risparmiare 130, 150 forse addirittura 200 Euro.
Ma valeva la pena fare una sfacchinata di quattro ore (rimanendo ottimisti) all’andata e quattro al ritorno con conseguenti costi aggiuntivi di trasporto e relativa stanchezza?

La risposta è no. Per cui il consiglio è:  scegliete bene in base a dove si trova la vostra residenza. Meglio uno scalo tecnico nel mezzo (durante il quale comunque girerete senza il bagaglio di maggior peso) piuttosto che molte ore spese a raggiungere l’aereoporto.

Il secondo era dettato dall’orario di partenza e di arrivo, ovvero il primo pomeriggio. Assolutamente abbordabile tenendo conto dei preparativi e del check-in.
Altro elemento da tenere ben presente, e che può fare la differenza nel caso in cui siete sicuri di fare numerosi acquisti soprattutto di retrogaming (le console boxate pesano), è il peso o numero dei colli a disposizione di ogni passeggero.

Siccome non ho particolari segreti, il prezzo del ticket si è aggirato intorno agli 800 Euro, comprensivo di tasse aereoportuali ed assicurazione (anche se per pochi giorni consiglio caldamente di farla).

Essendo legato alle scadenze universitarie del fratellino non c’erano grandi margini di manovra.
Se potete scegliere valutate di partire in un periodo differente, per due ragioni.
La prima è che in “alta stagione” difficilmente vi discostereste da quei prezzi. Tenete presente che noi abbiamo prenotato il biglietto ad inizio anno.
Si può ragionare anche in termini di last minute ma è sempre un terno al lotto. Per beccare l’offerta più invitante occorre controllare di giorno in giorno e perdere discreto tempo.
Ma è altresì vero che, ciclicamente, alcune compagnie (in particolare Alitalia ed Air France) offrono voli a 500 Euro o poco più nei mesi di primavera o autunnali.
La seconda motivazione riguarda prettamente la temperatura del luogo.

Tokyo, d’estate, è una città estremamente calda. Le capitali italiane non sono da meno, è vero, quel che però manca è l’afa a volte irresistibile cui siete soggetti in Giappone.
Durante la mia permanenza, dal 12 al 27 agosto, la colonnina non è mai scesa sotto il 70% di umidità con punte che oscillavano tranquillamente tra il 90 ed il 100%.
I 30-32° percepiti diventavano quindi 40 con il risultato di provare fatica anche nei più piccoli spostamenti a piedi. L’aria condizionata è onnipresente nella metro e nei negozi ma prima o poi all’aperto dovete uscire per forza e lì, garantisco, sono dolori.
In primavera, invece, non solo godreste della magnifica fioritura dei ciliegi ma anche di un clima decisamente più mite, clima che aiuta la visita dei vari luoghi turistici e non solo.

Chiuso il capitolo “mezzo di trasporto”, apriamo quello dell’alloggio.
In questo caso l’imperativo era “arrangiarsi”.
La sistemazione del fratellino era già pronta per cui l’unico vincolo risultava nel cercare una camera la quale fosse sufficientemente vicina in modo tale da non perdere troppo tempo nello spostarsi e trovarsi per poi iniziare la giornata da visitatore.
Tokyo è una metropoli tra le più grandi e popolose al mondo. Un arco temporale di mezzora per raggiungere una persona o un luogo è quindi assolutamente accettabile. Ed era il limite che ci eravamo dati prima di stabilire l’albergo della destinazione.
Due condizioni essenziali devono essere soddisfatte. Posizione e vicinanza con la metropolitana.
La prima vi consente di poter girare magari a piedi senza i vincoli della metro (che chiude non più tardi dell’una) e godere dei divertimenti, numerosi, che la città ha da offrire.
Quartieri come Shinjuku, la giovanile Shibuya o Ikebukuro potrebbero essere delle buone zone di partenza.
Le rispettive stazioni sono molto grandi (la prima è la più trafficata al mondo, tanto per darvi un’idea delle dimensioni e del numero di persone transitanti) e sono in grado di portarvi più o meno ovunque all’interno della città.

Con spazi e tempi così dilatati, soprattutto se dovete girare spesso con pesi come nel caso della vita da turista, avere il mezzo di locomozione più comodo a portata di mano è, secondo me, essenziale.
Dopo una ricerca di un paio di settimane tra consigli e ricerche sul web, sono approdato all’Hotel Lonestar (lo nomino perché effettivamente mi sono trovato più che bene). Tre stelle, pulito, con servizi minimi quali colazione ed Internet gratuito in camera, personale affidabile, cortese (ma questa scoprirete è una caratteristica di tutti i giapponesi) ed in grado di colloquiare in inglese.
Nel caso in cui voleste risparmiare qualcosa le camere doppie sono senz’altro una valida opzione rimanendo nell’egida degli alberghi.

Magari per il primo viaggio, in cui dovrete ovviamente fare l’abitudine alle misure della città ed all’ambiente, consiglio di rilassarvi e prendere le cose con filosofia.
Spendete, se potete, qualcosa di più per stare comodi (alloggio compreso) e non fate gli orologi svizzeri con sveglia alle 6, conseguenti 14 ore di camminate tra templi e negozi, perché finireste per non godervi la vacanza.
Se invece il budget è molto limitato (e di questi tempi lo è spesso e volentieri) oppure volete completamente immergervi nella tradizione nipponica, le ryokan (guest house giapponesi) sono un’altrettanto valida alternativa.

Un paio di risorse online su cui fare affidamento: TripAdvisor, il quale divide gli alberghi per città e stila una classifica in base ai feedback degli iscritti, Sakura-House per le ryokan.
Questo per cominciare, poi sbizzarritevi nel fare i confronti di prezzo, esperienze, le informazioni certo non mancano.

Chiuso questo aspetto non restava che preparare armi e bagagli. La macchina fotografica è uno strumento indispensabile. Ad ogni metro del vostro incedere sarete travolti da un senso di meraviglia e di nuovo tali da non esimersi dal documentarli.

Nonostante sia piuttosto profano in materia devo dire che mi sono piacevolmente (e con qualche risultato apprezzabile) sbizzarrito. Fatelo anche voi. Il lato divertente è che, all’improvviso, capirete per quale motivo i giapponesi, quando visitano il nostro Paese, si fermano a fotografare qualsiasi cosa.
E’ totalmente diversa dalla realtà in cui vivono. Lo stesso vale per noi.

Partenza 11 agosto. Dopo sei ore di volo scalo tecnico a Dubai, il cui aereoporto è piena espressione della ricchezza di ornamenti e magnificenza architetturale dell’UAE, altre dodici ore di volo e finalmente l’atterraggio a Narita.
Un giorno di viaggio per un’avventura che era solo agli inizi.
Il tempo però ahimè tiranno per cui “stay tuned” direbbero gli anglofoni, la prossima settimana ripartiamo da qui ;) .

25 Commenti »

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  • # 1
    The Kerth
     scrive: 

    Molto interessante, aspetto il resto del racconto. Da anni sogno di fare un giro in Giappone, ma per ora niente, mi devo accontentare dei report di viaggio di altri più fortunati :)

  • # 2
    Nausicaa
     scrive: 

    Benvenuto in Giappone :-) (io purtroppo al momento sono in italia, ancora per poco).
    Solo una piccola nota, le metro non sono metro in Jap, sono tutti treni tranne la Ginza Line e un pezzo della Tozai :-)

  • # 3
    Paganetor
     scrive: 

    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO……..

    adesso che mi stavo intrippando c’è il “fine prima parte”!?!?!? Ma pork…

    comunque a fine ottobre farò anche io un viaggio in Giappone (5 giorni ospite di una azienda), anche se temo non avrò modo di gironzolare per conto mio (il programma infatti sembra fitto, anche se ci sono due mezze giornate di visita a Tokyo e Kyoto).

    Vabbè, resto sintonizzato, non farmi aspettare troppo! :D

  • # 4
    Skkianto
     scrive: 

    Quotone #3
    … è vero, mi stavo intrippando pure io.

    Jacopo scrivi un libro và, magari ti fai pure qualche dollaro :)

  • # 5
    Fabio
     scrive: 

    Che nostalgia!
    Sono passati due anni dal mia viaggio di nozze in Giappone e sono 2 anni che penso che prima o poi ci ritornero’.

  • # 6
    tmx
     scrive: 

    a tokyo son stato nel 2005, da solo, per un pò
    avevo trovato una ragazza koreana e un lavoro come web designer.
    la più bella “vacanza” della mia vita – aspetto il seguito della tua :)

  • # 7
    sXe
     scrive: 

    Ciao, un appunto… Sakura-House non si occupa di ryokan, sono guest-house/appartamenti solo per stranieri :)
    Sono tornato il 30 agosto in Italia dopo 3 mesi a Tokyo e ho alloggiato proprio da Sakura-House :)
    Paese meraviglioso, conto di tornarci entro fine anno!

  • # 8
    [D]
     scrive: 

    I Ryokan sono paragonabili ai nostri bed and breakfast ?

  • # 9
    FedNat
     scrive: 

    Cavolo, questo e’ l’anno del Giappone. Io sono stato in Giappone dal 11 al 26 di Agosto. Seguiro’ questi resoconti con molto interesse.

    P.S. Confermo quanto detto da Jacopo: in Agosto fa un caldo infernale, le minime non scendevano sotto i 27°C e l’umidita’ era sempre elevata :-(

  • # 10
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Paganetor e gli altri “attendisti”

    lo so anche io quando l’ho fatto mi sono sentito un po’ un aguzzino. Ma avevo davvero troppo poco tempo (rientrato al lavoro ieri). Inoltre, scrivendo, mi sono accorto di aver molto più da dire di quanto avessi preventivato.
    Poi mi conoscete, la sintesi non è esattamente la mia dote migliore :D

    x Skkianto

    bella idea, bisognerebbe trovare una persona che sappia scriverlo e ne abbia il tempo.
    Conosci qualcuno? :D

    x Nausicaa

    hai ragione, la convergenza di linee specialmente dopo il matrimonio Pasmo-Suica è un’altra delle note liete nei trasporti di Tokyo e suppongo Giappone.
    Ma visto che per buona parte dell’area metropolitana, la “metropolitana” è sotterranea ed anche per introdurre il discorso a chi non ci è mai stato, ho preferito iniziare così.
    Ritornerò in ogni caso sull’argomento ;)
    grazie della puntualizzazione

    x tmx

    il lavoro di designer sembra una comune abbastanza diffusa tra gli italiani.
    La cosa comica è che buona parte degli italiani conosciuti in questa vacanza lavorano intorno a quest’ambito. D’altra parte, avrete modo di leggere, come il design è OVUNQUE a Tokyo.
    Uno dei tanti motivi per cui è difficile non amare questa città.

    x sXe

    ops lapsus freudiano
    ora correggo.

    x D

    no i ryokan sono degli alberghi tradizionali (futon, interni d’epoca ecc. ecc.) che comunemente sono fatti risalire al periodo Edo. Una visita, prima o poi, vale la pena farla nel vostro soggiorno giapponese.

    Così, pour parler, preferireste una sorta di diario di viaggio, con un racconto quindi prettamente cronologico o una sorta di raggruppamento per “aree di interesse” (mostre, visite ai templi, shopping, retrogaming)?
    Avete una settimana di tempo per esprimere le vostre preferenze :)

  • # 11
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    A me piacerebbe il diario. :)

    Una domanda sui ryokan: il personale parla inglese? Credo sia fondamentale per la scelta. Non tanto per i soldi, perché se andassi in Giappone preferirei di gran lunga immergermi nella loro cultura e tradizione. Però se poi devo comunicare a gesti, beh, QUALCHE difficoltà l’avrei. :D

  • # 12
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    una buona domanda Cesare…a cui però non so dare risposta :D
    se vale come per gli alberghi in generale direi di sì, se invece la tradizionalità del luogo corrisponde anche ad un personale molto “giapponese” direi di no.
    Bisogna aspettare un po’ di feedback di chi ci è stato però

  • # 13
    Giacomo
     scrive: 

    Non vedo l’ora di leggere il seguito.
    Però per quanto riguarda il consiglio di scegliere l’aeroporto più vicino anziché il più grande non sono d’accordo.. più aumentano gli scali tecnici e più aumenta la probabilità che il bagaglio prenda un’altra strada rispetto al viaggiatore.. e arrivare all’altro capo del mondo senza bagagli è una cosa che può rovinare una vacanza.

  • # 14
    c4os
     scrive: 

    ahhhhh il Giappone mon amour <3 <3 <3
    Ci son stato quest'anno anch'io per la seconda volta!! e come viaggio di nozze!
    Voglio andare a vivere laaaaaaaaa

  • # 15
    Antigoriu Masudda
     scrive: 

    Jacopo… parti per il Giappone e non mi dici niente? :-(

    Non si fa così… mi sarei aggregato a voi. ;-)

    Il mio sogno, oltre a visitare il Giappone, è mettere le mani su un computer Sharp X68000…

    Inoltre si dice che le ragazze giapponesi siano delle ottime amanti… mmmmmmmmmm… poi mi racconterai… XD

    Attendo il seguito del racconto (scrivi molto bene, complimenti)

    Ciao!!! :-)

  • # 16
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Giacomo

    sssni…la probabilità che venga perso il bagaglio non è nel trasporto tra gli scali tecnici dove lo scambio è banale ma nella destinazione finale. Tieni presente che gli scali tecnici su rotte così lunghe sono di svariate ore per cui hanno tempo di fare le cose per bene.

    In realtà è molto random la questione, per esperienza (per ora positiva e tocco il toccabile) dipende dall’aereoporto.
    Quando sono andato in Inghilterra un italiano (viaggio di due ore) che andava ogni anno ha subito per 2 volte di fila lo smarrimento del bagaglio.
    Vai una volta in Australia e non ti capita niente.

    Venezia è stata una scelta azzeccata secondo me anche perché avendo pochi voli da gestire (è un piccolo aereoporto in fondo) la probabilità che capitino questi incidenti è ridotta.
    Oltretutto Malpensa e Fiumicino non brillano per organizzazione, lasciando stare il capitolo disonesti (ricordarsi anche quella dei dipendenti beccati ad aprire le valigie e rubarne il contenuto).

    Un altro banale consiglio sempre riguardante il viaggio è quello di dividere il proprio vestiario tra bagaglio a mano e borsone per il check-in. Sfiga voglia che vada perso avete comunque un minimo di ricambio.
    Ed in ogni caso se partite come siamo partiti noi ad Agosto per il Giappone, fidatevi: meno roba portate e meglio è.
    Solo magliette, un paio di pantaloni lunghi per una serata elegante, un maglioncino leggero per il volo (stando a 10 metri e con l’aria a palla non fa poi caldissimo) e due paia di scarpe, uno comodo per girare, l’altro un filo più elegante se volete.
    Un cappello per il sole e basta.
    Il resto è tutta roba superflua che non mettereste mai per il troppo caldo.

    x Antigoriu

    grazie dei complimenti :)

  • # 17
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    *10 mila metri

    aggiungo una giacca a vento (ma mooolto leggera). La stagione dei tifoni non è di quel periodo, ma nel dubbio portatela.

  • # 18
    Mirko
     scrive: 

    interessantissimo, seguirò con molta attenzione!
    per curiosità quanto ti è costata la famosa stanza nell’albergo 3 stelle?

  • # 19
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    poco meno di 60 Euro a notte nei giorni feriali, 7300 yen per il fine settimana

  • # 20
    klopi
     scrive: 

    Non vedo l’ora di leggere il seguito :) Fantastico Giappone :)

  • # 21
    ucce
     scrive: 

    c’ero anche io in terra nipponica! dal 10 al 18… tokyo INFERNALE… kyoto PURE PEGGIO… un consiglio: evitate assolutamente agosto! Per il resto un’esperienza di vita.

  • # 22
    JapanLover
     scrive: 

    x Antigoriu: se vuoi un X68000 ci sono giusto due o tre posti a Tokyo dove trovarlo, e cmq preparati a sborsare più di quanto immagini: anche lì purtroppo la febbre retrogaming-retrocomputing ha fatto boom alznado i prezzi (e facendo vittime: alcuni negozietti fighissimi hanno purtroppo chiuso o ridimensionato).

    Te lo dico da 11 anni di viaggi in Giappone (conosco meglio Tokyo che roma dove vivioo, ROTFL)…

  • # 23
    lorenzo
     scrive: 

    ciao a tutti. anche io sono stato in Giappone ed è stato un viaggio magnifico…c’è del Giappone in ognuno di noi.
    PS. le ragazze, in linea di massima,( e lo dico io che le giapponesi in giro per il mondo mi fanno impazzire), sono veramente molto brutte…solo a Kyoto la sera si vedono belle tipe, ma sono quelle che lavorano nei love-bar giapponesi ( poi capirete cosa sono, non sono affatto prostitute)
    a risentirci!

  • # 24
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    sulle regazze, posto che i gusti sono gusti, mi permetto di dissentire.

    Veramente brutte io ne ho viste quando sono stato all’estero. Sono chiaramente anche tantissime a Tokyo (ergo sui grandi numeri qualcuna ce ne dovrà pur essere) però sinceramente lì mi sono sorpreso e non ci volevo credere nonostante altre persone (anche amiche) mi avessero avvisato.
    Ribadisco che sono stato solo a Tokyo e che in una metropoli è oggettivamente più facile.

    Al di là del canone estetico, soggettivo, le motivazioni sono da ricercare nel tipo di alimentazione e nella cura per il corpo che i giapponesi hanno.
    Questi invece trovo siano argomenti interessanti e che tratterò senz’altro nei pezzi a venire :)
    Abbiate pazienza, manca poco :D

  • # 25
    banryu
     scrive: 

    Cavoli, mi sono appassionato anche io al tuo viaggio!
    Tra l’altro è da qualche mese che mi è venuta voglia di visitare proprio il Giappone, fa piacere leggere le esperienze di altri… e voto per il diario di viaggio!

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