di  -  lunedì 19 luglio 2010

Image credit: Jeff Schmaltz, MODIS Rapid Response Team, NASA's Goddard Space Flight Center

Sono mesi che si sente parlare dell’ormai famigerato disastro petrolifero avvenuto nel Golfo del Messico, cominciato il 20 Aprile 2010 e, sembra, terminato il 15 Luglio dello stesso anno. Ma cos’è successo veramente e quali sono le conseguenze che pagheremo (sia in termini figurati che letterali) per questa versamento di petrolio?

La Deepwater Horizon era un’unità galleggiante e semi sommergibile di trivellazione che, al momento dell’incidente, era in leasing alla compagnia petrolifera BP (British Petrol). Il 20 Aprile 2010 stava trivellando un pozzo esplorativo nel campo petrolifero Macondo, nel Golfo del Messico, a pochi chilometri al largo della costa della Luisiana.

Approssimativamente alle 21:45 di sera una colonna di gas metano proveniente dal pozzo, altamente pressurizzato, ha risalito lungo la trivella fino alla piattaforma, infischiandosene delle valvole di sicurezza, si è espansa di colpo e ha causato un’esplosione epocale, uccidendo undici lavoratori a bordo della piattaforma. La Deepwater Horizon è rimasta in fiamme per 36 ore, incurante dei tentativi di estinguere il fuoco, per poi sprofondare sul fondo del mare, profondo circa 1500 metri.

Il giorno dopo, il petrolio ha cominciato a scorrere dal pozzo lasciato scoperto dalla trivella, cominciando uno dei versamenti petroliferi più gravi e intensi della storia. Lo scenario più pessimista stima un versamento di 162000 barili di petrolio al giorno, equivalenti a quasi 26mila metri cubi di petrolio, versati nel mare ogni giorno. È comprensibile a tutti la gravità di tale evento.

La superficie del mare coperta di petrolio è vastissima. Uno strumento on-line di google Earth permette di vedere quanto grande è la macchia di petrolio, centrandola in una città a piacimento. Un poster che ha circolato per il web nell’ultimo periodo mostra gli effetti economici di tale incidente: con tutto il petrolio che è stato versato si potrebbe guidare un SUV di quelli più “succhia-benzina” attorno l’equatore facendo la bellezza di 60200 giri attorno al pianeta.

Sono stati svolti numerosi tentativi per fermare questo costante versamento di petrolio, ma senza grande successo. Inizialmente si è provato a utilizzare dei veicoli comandati da remoto per chiudere le valvole di sicurezza, senza successo. Si è poi provato a utilizzare degli agenti disperdenti, che avrebbero dovuto legarsi chimicamente alle molecole di petrolio, per farlo precipitare sul fondo del mare. Si è allora provata la tecnica “top kill“, cercando di entrare con un’altra trivella per tappare l’imboccatura del pozzo con del cemento.

Anche questa tecnica si è rivelata inefficace. Alla fine la BP ha provato a coprire il pozzo di petrolio con una camera di contenimento, che attualmente sembra funzionare, anche se una situazione di pressione elevata potrebbe causare un nuovo versamento.

Ma quali sono le conseguenze di questo disastro?

Se le conseguenze economiche come l’innalzamento del prezzo del barile e il tracollo finanziario della BP sono sotto gli occhi di tutti vi sono considerazioni ancor più generali. Il governo americano ha puntato il dito contro la BP, assegnandogli la totale responsabilità del caso.

La popolazione americana lamenta l’intervento poco fermo e relativamente ritardatario di Obama. Allo stesso tempo l’ex direttore del programma ambientale dell’ONU, Klaus Toepfer, critica la gestione della situazione da parte della BP e ci rassicura che un tale disastro avrebbe una probabilità estremamente bassa di avvenire nel Mare del Nord o in altre zone del mondo.

Ma ne siamo veramente sicuri? La ricerca ormai disperata di petrolio da parte delle aziende petrolifere è alla base di guerre e disastri su scala mondiale, e quest’ultimo evento non va sottovalutato nemmeno per la sua portata sociale: secondo me urge trovare una seria alternativa ai combustibili fossili, perché i rischi che le aziende sono disposte a correre pur di ottenere la massima quantità di materiale vendibile sono troppo alti per il nostro pianeta.

Questo immenso volume di petrolio si è inserito nella cosidetta “Loop Current”, una corrente profonda sotto il Golfo del Messico che si inserisce direttamente nella Corrente del Golfo, che farà scorrere il flusso attraverso l’Oceano Atlantico fino sulle coste dell’Europa Occidentale. I turbini della corrente mescolano il petrolio all’acqua marina, di fatto cancellando la sottile patina oleosa sulla superficie del mare, quindi i satelliti non potranno più tracciare il percorso e l’espansione della macchia d’olio, ma non per questo essa sarà meno inquinante.

La flora e fauna marina, pesci, delfini, uccelli, coralli e chi più ne ha più ne metta ne pagherà le conseguenze per decenni. Anche la popolazione umana locale, nella costa della Louisiana, rischia di subire conseguenze sulla propria salute. Da problemi respiratori a un’innalzamento dell’incidenza di tumori, un inquinamento chimico di tale portata non può che avere delle ripercussioni sulla vita di chi si trova nei dintorni.

Per quanto trovi giusto che i responsabili, in questo caso la BP, paghino le conseguenze di ciò che hanno causato, vorrei vedere una reazione più globale per tale disastro, che dovrebbe aprire gli occhi a tutta la popolazione mondiale, facendo capire che un’alternativa si rende più che mai necessaria.

76 Commenti »

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  • # 1
    leo
     scrive: 

    …per non parlare dell’ off-limits che le autorità hanno imposto a tantissimi giornalisti! perchè? Quei pochi che commentano hanno paura… perchè?

  • # 2
    TheKaneB
     scrive: 

    … (senza parole)

  • # 3
    The Solutor
     scrive: 

    facendo capire che un’alternativa si rende più che mai necessaria.

    Frase sibillina che può voler dire cose molto diverse.

    Se vuol dire torniamo al nucleare, direi che possiamo tenerci gli errori fatti in passato senza cercarcene di nuovi per il futuro.

    Se vuol dire svegliamoci e diamo finalmente il giusto supporto alle fonti rinnovabili, approvo al 100%

  • # 4
    demon77
     scrive: 

    Scandaloso.
    tutte le “soluzioni” utilizzate e fallite e tutto il tempo perso con le conseguenze che tutti possono vedere sono dovute unicamente a tentare di salvare il pozzo.
    Se lo avessero sigillato subito la fuoriuscita si sarebbe arrestata immediatamente evitando il disastro.

    Sono dell’opinione che BP debba essere colpita con delle sanzioni così pesanti che in futuro nessuna compaglia davanti ad una simile ipotesi osi anche solo pensare di comportrsi nello stesso modo.

  • # 5
    v1
     scrive: 

    @the solutor: al momento non c’è alternativa praticabile ai combustibili fossili che non sia il nucleare. studia.
    secondo me è meglio continuare ad abusare del petrolio finché ce n’è. poi si vedrà.
    ritengo valga la pena correre anche gli alti rischi ambientali che comporta la trivellazione, dato che la contropartita è la penuria energetica. penuria per usare un eufemismo.
    credere nelle fonti rinnovabili è come credere a babbo natale.. sveglia!

  • # 6
    alessiodp
     scrive: 

    proprio stanotte a causa del caldo stavo pensando che nel deserto il solare termico di rubbia possa fornire energia per una gran parte della popolazione del pianeta.
    in quanto l’unica energia di cui disponiamo in abbondanza è quella che ci viene dal sole e che basta e avanza per tutti ed anche di piu’.
    pertanto l’alternativa è semplicemente trasformare l’energia solare in energia spendibile per i bisogni umani non necessariamente energia elettrica…ma ad esempio per la produzione di idrogeno o altri elementi utilizzabili per la produzione di energia…
    il sole ci manda piu’ energia di quanta ne abbiamo bisogno, in fondo il petrolio deriva dalla decomposizione delle piante che sono cresciute grazie all’irraggiamento solare…
    resta il nucleare…e la magia della fusione fredda….
    …io ci credo…
    perchè 25 anni fa fu presentato un sistema che abbassava i consumi del 50% grazie all’acqua del mare….
    poi non se ne seppe piu’ nulla…
    non credo che ad oggi sia possibile ottenere un innesco della fusione fredda…ma che si possa diciamo ridurre i consumi del 50% grazie alle nuove tecniche nucleari penso sia cosa fattibile….
    quindi di energia ce ne’ un quantità disumana basta sforzarsi un poco

  • # 7
    v1
     scrive: 

    secondo me se la pressione della falda è così elevata da rendere impossibile il controllo del flusso del greggio, sarebbe opportuno iniziare una vasta campagna di trivellazione in tutta la zona, fino ad esaurimento.
    se c’è qualche impedimento tecnico, lo ignoro.

  • # 8
    TheKaneB
     scrive: 

    @v1: lo sai che hai innescato una pericolosissima scintilla petrolchimica in un post di stampo dichiaratamente ecologista?
    Nel mio piccolo cerco di fare il possibile per consumare meno energia che posso, camminando esclusivamente a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici, usando solo apparecchi a risparmio energetico (minimo in classe A) ed evitando il più possibile sprechi di acqua e corrente, cercando di differenziare il più possibile i rifiuti e via discorrendo….

    se la metà delle persone facessero come me, probabilmente avremmo bisogno di molto meno petrolio di quanto invece ne usiamo….

    PS: ho appena scoperto di essere ecologista, oh perbacco! :D

  • # 9
    The Solutor
     scrive: 

    @v1

    Se fosse una faccenda in cui “studiare” per avere una risposta univoca, non avremmo fior di scienziati divisi sull’argomento esattamente come me, ed evidentemente te.

    Ergo esponi la tua opinione, ma evita di farlo spacciandola per un dato di fatto assodato, e cosa che non guasterebbe affatto con un tono rispettoso nei confronti dell’interlocutore

  • # 10
    v1
     scrive: 

    @thekaneb: credo che il tuo atteggiamento sia lodevole, anche perchè è quel che cerco di fare anch’io =)
    i veri ecologisti si vedono dai fatti, non dagli sproloqui utopistici sulle fonti energetiche alternative. da certi discorsi traspare solo tanta ignoranza.
    cercare di risparmiare energia e denaro non mi impedisce di riconoscere le risorse fossili siano una manna per ora insostituibile, ne mi impedisce di osservare come il fotovoltaico sia una tecnologia che sopravvive esclusivamente grazie alle sovvenzioni pubbliche (l’efficienza è risoria, e così di conseguenza la sua competitività economica, ora pesantemente drogata dagli incentivi: il fotovoltaico lo paghiamo tutti, ma ne beneficiano in pochi, il che mi fa anche incazzare. quando si dice che lo stato sperpera il danaro pubblico, io penso ai pannelli fotovoltaici sui tetti degli ignoranti).

  • # 11
    paolo c
     scrive: 

    concordo con quanto scrive v1.
    La richiesta di energia è troppo alta rispetto a quanto è la produzione con le rinnovabili. Per soddisfare questo bisogno si dovrebbe incrementare di migliaia di volte la produzione, con costi-benefici non sempre positivi…
    L’alternativa è spegnere i climatizzatori, niente forno-fon-frigo-televisori-ventilatori-boiler…, niente suv moto auto gite della domenica….
    Ma poi inciderebbe sull’economia…

  • # 12
    v1
     scrive: 

    perdonate l’ot. o eliminate i commenti se vi va..

  • # 13
    The Solutor
     scrive: 

    proprio stanotte a causa del caldo stavo pensando che nel deserto il solare termico di rubbia possa fornire energia per una gran parte della popolazione del pianeta.

    Eh…

    Il semplice fatto che Rubbia non sia neanche stato invitato alla inaugurazione della centrale Archimede è la dimostrazione pratica, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto queste scelte abbiano a che fare con la politica e con gli interessi di qualcuno, e di quanto poco abbiano a che fare con le motivazioni tecniche.

  • # 14
    Anonymous
     scrive: 

    60 milioni di euro per fornire energia a 4000 famiglie neanche in modo continuativo per un costo (a detta dell’Enel che l’ha costruita) 5-6 volte superiore alle fonti fossili.

    Avanti la prossima chimera, grazie.

  • # 15
    v1
     scrive: 

    @the solutor: guarda non ho capito di cosa parli.. mi pare scontato che la ricerca sia impegnata nel cercare delle alternative, ma è un fatto che al giorno d’oggi le fonti d’energia fossile siano quelle maggiormente impiegate a soddisfare il fabbisogno, checche ne dicano “i verdi” (intendo dire ecologisti generalmente politicizzati, con la testa piena di fregnacce).
    non c’è nessun complotto internazionale, loschi traffici o interessi personali contro rubbia o chichessia.. e se ci sono, non sono certo il motivo per cui le fonti fossili ancora dominano. semplicemente, non hanno concorrenza.
    perdipiù, la quantità d’energia che vi si ricava è così elevata che nemmeno ci sono alternative in grado di sostituirle al 100%.

  • # 16
    Human_Sorrow
     scrive: 

    @alessiodp

    Te vuoi mettere i pannelli solari nel deserto perché c’è un sacco di sole …
    Ma poi, fino a casa tua, come lo trasporti ?
    E sopratutto, nel trasporto, QUANTO NE PERDI ?!!

    Ok d’estate è molto caldo possiamo produrre molta energia.
    Ed in inverno ?
    Usiamo quella avanzata in estate … e dove la conservi ? Mega-batterie ?

    D’altronde, se fosse così semplice …

  • # 17
    alessiodp
     scrive: 

    infatti un mio amico che studia nanotecnologie mi stava proprio citanto i nuovi materiali nei quali in nano cunicoli circolava acqua che grazie all’irraggiamento solare anche di soli 20 gradi di temperatura riusciva a raggiungere l’ebollizione…naturalmente non andrebbe bene con l’acqua di rubinetto in quanto non contiene soltanto acqua…adesso sperimenteranno altri fluidi con un tasso di ebollizione piu’ alto con questo sistema di nano tubi il solare termico di rubbia potrebbe rappresentare una realtà concreta in quanto altamente scalabile, ossia estensibile per km di diserto
    solo il sahara è 9.000.000 km quasi quanto l’intera europa
    e il deserto australiano di circa 1.520.000 di km
    bastarebbe per produrre energia per l’intero pianeta ed avanza pure il resto…
    nel deserto con temperature medie di 30 gradi e temperature massime vicine ai 50 sapete quanto produrrebbe inoltre facendo passare le tubazioni a circa 6 metri nella sabbia si avrebbe uno bacino termico per il giorno dopo…insomma perchè non farlo?
    1.000.000 di km del sahara bastano a produrre energia per il mondo intero?

  • # 18
    The Solutor
     scrive: 

    60 milioni di euro per fornire energia a 4000 famiglie neanche in modo continuativo per un costo (a detta dell’Enel che l’ha costruita) 5-6 volte superiore alle fonti fossili.

    60 milioni di euro per costruire il primo prototipo di un nuovo tipo di centrale.

    Lo sai quanto costava il primo lettore CD-Rom, commerciale (non un prototipo) ?

    Costava una 50ina di milioni di lire.

    Hai idea di quanto sia costato il primo common rail ?

    Un costo superiore di 5/6 volte al primo prototipo è un miracolo, altro che storie!!

    Avanti la prossima chimera

    Avercene di chimere come questa…

  • # 19
    alessiodp
     scrive: 

    il problema del trasporto non è indifferente…infatti la cosa piu’ plausibile è la conversione in idrogeno altamente sfavorele dal punto di vista energetico…che mediante rigassificatori verrebbe condensata in navi cisterna e scaricata nei nostri porti, un po’ come si fa con il gas naturale…ma dal’altronde se prendiamo energia dalla francia che arriva fin italia viaggiando per centinaia di km perchè non prendere energia dalla tunisia?
    e qui ci vuole un bell’esempio

    http://www.ecoblog.it/post/10438/tunisia-sicilia-accordo-su-carbone-ed-eolico

  • # 20
    v1
     scrive: 

    @alessiodp:
    ti sei mai chiesto perchè da qualche migliaio d’anni a questa parte il deserto è rimasto disabitato?
    ci sarà anche tanta bella energia da sfruttare, ma le condizioni sono un pelo difficili. al costo degli impianti di produzione e delle linee di trasporto, dovrai aggiungere costi di manutenzione enormi. al momento non mi pare proprio fattibile, forse non lo sarà mai.

    questo è il modo migliore di sfruttare l’energia del deserto se si è disposti a “sprecare” acqua:
    http://2.bp.blogspot.com/_2e8O5XvS-qs/SXCtPAzbE0I/AAAAAAAAAaY/npNr9Uz91zo/s400/agricoltura+intensiva+in+giordania+nel+deserto.jpg

  • # 21
    v1
     scrive: 

    @alessiodp: eh beh… l’idrogeno come vettore energetico: mancava solo questa in questo thread.

    comunque siamo molto OT mi sembra. proverò ad evitare di rispondere agli argomenti fuori tema

  • # 22
    alessiodp
     scrive: 

    invece di far produrre energia dal carbone in tunisia la fanno produrre a centrali con il solare termico….ed il gioco è fatto…
    la politica dell’energia è sporca come il petrolio…

  • # 23
    n0v0
     scrive: 

    x v1 (commento #15, come si fa a quotare?)

    ma stai scherzando? non ci sono interessi politici/economici? Credi che il petrolio stia su per ragioni di mercato?

    L’ economia non esiste (con buona pace di Adam Smith), il mercato e la finanza sono guidati da “chi ha i soldi”, cioè le multinazionali e in seconda battuta gli stati.
    La guerra in Iraq è nata per il petrolio. Il controllo delle risorse permette, per esempio, alla Russia (Gazprom) di tenere in scacco tutta l’ UE.

    E tu mi vorresti dire che «non ci sono interessi e se ci sono, non sono certo il motivo per cui le fonti fossili ancora dominano» ??

  • # 24
    The Solutor
     scrive: 

    D’altronde, se fosse così semplice …

    Controllare una reazione nucleare usata per produrre armi di distruzione di massa, costringendola a rilasciare la propria energia in maniera progressiva, ed in maniera continuativa x 30/40 anni a te pare una cosa semplice.

    Non lo è ma lo si è fatto, perché si è deciso di farlo.

    I sistemi per trasportare energia esistono, ed esistono anche quelli x immagazzinarla, come accade ad Entracque dove si sfrutta l’energia svenduta dai francesi di notte per “caricare” una centrale idroelettrica operativa di giorno.

    Tutto dipende a quanto centimetri dal proprio naso si è in grado di guardare.

    Se si guarda a un centimetro il fossile non ha alternative, se si guarda a 10 si vede solo il nucleare, se si guarda a 20 si capisce che l’unico futuro possibile sta da un’altra parte, sempre che qualcuno non riesca in tempi brevi nella fusione (ma ho i mie serissimi dubbi in proposito)

  • # 25
    droid
     scrive: 

    siamo alla fine del 20° secolo il mondo intero è sconvolta da puttanate atomiche tuttavia, tuttavia, e boh…..

  • # 26
    The Solutor
     scrive: 

    @droid, manomale che questo tuo intelligente commento ha risollevato i toni della discussione…

  • # 27
    alessiodp
     scrive: 

    comunque la BP non fallirà in quanto è notizia di oggi che la falla è stata chiuso e dopo l’estate si riprenderà la normale estrazione di greggio….con buona pace di chi spera in un futuro migliore…

  • # 29
    alessiodp
     scrive: 

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_luglio_15/energia-dagli-specchi-ustori-per-la-maxi-centrale-siciliana-gabriele-dossena_dd42b650-8fd6-11df-b54a-00144f02aabe.shtml

    beccatevi questo link fresco fresco

    per gli scettici questo sistema è anteguerra rispetto ai nuovi materiali…

    pertanto il futuro è nel sole…
    il futuro è nel sahara…

    già vedo elettrodotti verso la spagna e l’italia….

  • # 31
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    @alessiop
    per la cronaca, la notizia che hanno chiuso la falla non è di oggi, ma del 15, poi hanno confermato un paio di giorni dopo che la camera di contenimento tiene, esattamente come ho scritto nel post. Ciò non toglie che il sistema utilizzato per coprire la falla non sia sicuro al 100%, poiché uno sbalzo di pressione potrebbe far riaprire uno sfogo….

  • # 32
    Simone
     scrive: 

    Io quando ho saputo del disastro mi sono chiesto semplicemente una cosa:
    -perchè non si sono smobilitati tutti i paesi sviluppati per tappare quella benedetta falla?
    -perchè continuano ad insistere marchiandolo come il più grande disastro ecologico degli Stati Uniti quando è un disastro mondiale che interessa tutti?

    Davanti ad un disastro del genere sono molto felice (sono ironico) di vedere che continuano a prevalere gli interessi economici e politici!
    Ormai non so più cosa pensare, se nemmeno davanti a questo disastri mettiamo da parte questi interessi non so dove andremo a finire

    Poi personalmente penso che si potesse fare molto di più per risolvere il problema con l’aiuto di tutti gli stati.
    Ma sicuramente questo disastro si poteva evitare ma come in tutte le cose, hanno prevalso gli interessi economici a discapito della sicurezza

  • # 33
    andres
     scrive: 

    @v1

    […ne mi impedisce di osservare come il fotovoltaico sia una tecnologia che sopravvive esclusivamente grazie alle sovvenzioni pubbliche….]

    perchè il nucleare funziona senza sovvenzioni pubbliche?
    Se non cambieremo profondamente stile di vita, ad ogni modo, andrà tutto a puttane, nucleare o meno…
    Non è la terra ad avere bisogno di noi, siamo noi che abbiamo bisogno di essa.

  • # 34
    Simone Serra
     scrive: 

    Non vorrei alimentare l’OT sul discorso delle energie alternative, ma visto che se ne è parlato ampiamente in molti post sulla rubrica Energia e Futuro (solare termico, termodinamico, fotovoltaico, eolico, problemi sulla regolazione della potenza in rete e molto altro), con esempi, metodi di progetto ecc. invito chi fosse interessato a farci un salto…

  • # 35
    Marco71
     scrive: 

    Buongiorno, secondo me comunque il ventesimo secolo è già terminato.
    E per chi crede che esista un “disegno” che ha previsto anche, come tappa intermedia, questo “disastro ambientale”, nel film “Knowing – Segnali dal futuro” quando Nicholas Cage sta facendo il cosiddetto zapping in TV si vede una breaking news abbastanza inquietante che riguarda proprio un disastro ecologico/ambientale causato da una piattaforma off-shore nel golfo del Messico.
    Esiste anche un mazzo di carte in stile Magic che ritrae anche un simbolo che riporta ad un evento del genere…oltre ad altri eventi futuri che dovrebbero accadere…
    Comunque sia è molto indicativo che i “signori” del greggio sappiano come trivellare in ogni dove e poi manchino totalmente di pre-veggenza e pianificazione sul come eventualmente intervenire…
    Grazie.

    Marco71.

  • # 36
    Trilem
     scrive: 

    Voglio solo chiedere una cosa a chi dice mettiamo le centrali solari nel deserto. Non parliamo del fotovoltaico, che se va bene perde lo 0,4% del rendimento ogni grado celsius sopra i 24 gradi (partendo dal un rendimento del 14%). Una Qualsiasi centrale termica, come anche quelle solari a concentrazione, o anche le nucleari non funzionano molto bene in ambienti caldi, perche hanno bisogno di un raffreddamento che se nella maggior parte delle zone puo essere un fiume o un lago, nel deserto cosa puo essere? Senza poi contare tanti altri piccoli problemini tipo il trasporto dell’enegia (tipo si produce 1MWh e a 3000 km di distanza ne arriva 1kWh, il resto disperso in calore durante il trasporto)

  • # 37
    TheKaneB
     scrive: 

    @Trilem: il discorso del raffreddamento è fondamentale, e aggiungerei anche quello legato alle tempeste di sabbia che periodicamente infuriano nel sahara, distruggendo qualunque cosa (una sabbia finissima come quella sarebbe capace di rovinare le strutture in pochissimi anni)… Il fotovoltaico peggio ancora, visto che si tratta di lastroni di vetro che verrebbero opacizzati a causa dell’attrito della sabbia, riducendo ancora di più il già basso rendimento.
    Poi mettiamoci anche il discorso relativo al personale (chi andrebbe a lavorare in queste centrali con 50 gradi in piena estate?), alla politica (il deserto è comunque proprietà di stati africani, molti dei quali vivono con il commercio del petrolio, come la Libia e l’Algeria ad esempio, che ci forniscono il gas metano), e agli altissimi costi di manutenzione e messa in opera degli elettrodotti (migliaia di chilometri di cavi e tralicci, parchi di trasformazione ad altissima tensione per limitare il più possibile le perdite per effetto joule, ecc…)…

    insomma, non è proprio questione di “pura volontà” ma ci sono oggettive difficoltà tecniche ed economiche da affrontare…

  • # 38
    andres
     scrive: 

    Il nucleare, quanto a produzione elettrica, è gia oggi parecchio lontano dalle rinnovabili.
    Le 436 centrali nucleari nel mondo, realizzano il 6% circa dell’energia elettrica totale prodotta: meno di quanto già ad oggi produce IL SOLO eolico.

    edit: apprendo ora dalla radio che il tappo di BP non funziona…

  • # 39
    alessiodp
     scrive: 

    per quanto riguarda il solare termico al caldo funzionano meglio…
    quindi non è un problema in quanto il liquido che passa nei tubi in genere viaggia a temperature nell’ordine di 300 gradi con punte di oltre 500 gradi…e quindi i 50 gradi nel deserto gli fanno il sollettico…la sabbia è un problema che va verificato sul campo ma anche qui il solare termico a differenza del fotovoltaico si basa sulla concentrazione di calore che fatto su scala nanometrica è assolutamente gestibile per quanto riguarda l’effetto joule i grandi elettrodotti disperdono in media 1% di energia ogni 100km
    quindi per trasportare energia a 3000 km di distanza si perderebbe un accettabile 30%
    in realtà in italia sarebbe molto meno ne basterebbero 1000 km
    ma producendo idrogeno come scritto qui
    http://www.enea.it/com/solar/linee/idrogeno.html
    si disperderebbe 1% ogni 1000km…e sipotrebbe usare gli attuali gasdotti…

  • # 40
    v1
     scrive: 

    ottime argomentazioni trilem e thekaneb!
    ma sappiate che è inutile tentare d’insegnare al ciuco, si perde tempo e s’infastidisce la bestia

    andres il nucleare supplisce al 6% del fabbisogno, l’eolico a meno dello 0.5%. su wikipedia è riportato 0.3%.
    l’eolico non si può fare dovunque. se in italia è poco usato non è perchè siamo arretrati stupidi e mafiosi amanti del termoelettrico (tutte cose che la retorica degli ecologisti solitamente prevede) ma perchè evidentemente qui è difficile trovare zone in cui il vento spiri con costanza. un impianto che produce 50 giorni all’anno non ha neanche senso considerarlo.

  • # 41
    Giuppe
     scrive: 

    Guardando un po’ su internet sembra che il nucleare sia circa il 6% di potenza installata ma copra il 15% dei consumi.

    Per il fotovoltaico, al momento le sovvenzioni italiane sono senza senso. Ormai e’ una questione finanziaria. Non ha senso che la elettricita’ venga pagata a chi produce con fotovoltaico 5 volte il costo all’utente finale. Non 5 volte il costo industriale, 5 volte il costo all’utente finale. E lo dico da chi ha sul tetto un impianto da 20KW.

    Per quanto riguarda il progetto Archimede. Per ora e’ solo un esercizio di stile e neanche dei piu’ promettenti IMHO. 3000 Hr/anno di funzionamento contro i piu’ di 7000 (quasi 8000 per il nucleare se non ricordo male) di altri sistemi son proprio pochini. Certo la ricerca promette sali e sistemi dalla prestazioni fantastiche. Quando saranno pronte le valuteremo pero’ serve produrre e pianificare (cioe’ con dati certi) le infrastrutture di domani (prossimi 10-15 anni) basandosi su quello che esiste ora.

  • # 42
    bagnino89
     scrive: 

    Quoto tutti quelli che non si fanno ingannare dalle mirabolanti promesse delle energie alternative. Il futuro dell’energia restano ancora i combustibili fossili, soprattutto petrolio e gas, e si sta riconsiderando anche l’utilizzo del caro vecchio carbone. La vera alternativa a questi è solo la fissione nucleare, e non so fino a che punto si possa parlare di scelte politiche ed economiche quando nel mondo vengono continuamente annunciate costruzioni di queste centrali.

    Detto questo, penso che filosofie rivolte al risparmio energetico siano sempre ottima cosa, così come garantire la sicurezza di impianti come questo in esame che dovrebbero resistere alle situazioni più estreme; purtroppo però non è così semplice come sembra, visto che gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. In ogni caso, la mia personale idea è che incidenti come questo incentivano fino ad un certo punto la ricerca di fonti alternative: c’è stata la gravissima crisi del petrolio negli anni ’70, ma tutt’oggi continuiamo ad utilizzarlo; c’è stato il disastro di Cernobyl, ma centrali nucleari continuano comunque a sorgere. E come ho già detto, non si tratta solo di economia e politica; semplicemente, allo stato attuale, le fonti alternative non sono in grado di sostituire i combustibili fossili ed il nucleare.

  • # 43
    Ominaru
     scrive: 

    Io ho sempre saputo che il disastro e’ stato causato dall’ utilizzo di una VALVOLA DI SICUREZZA DIFETTOSA che non aveva passato i TEST e quindi non doveva essere usata.
    Se leggo:
    “Approssimativamente alle 21:45 di sera una colonna di gas metano proveniente dal pozzo, altamente pressurizzato, ha risalito lungo la trivella fino alla piattaforma, infischiandosene delle valvole di sicurezza, si è espansa di colpo e ha causato un’esplosione epocale, uccidendo undici lavoratori a bordo della piattaforma”
    l’ articolo e’ troppo filo-catastrofico ma IMHO NON CORRETTO.
    So che la situazione non presa sottogamba e sulle conseguenze sono d’ accordo.
    Quoto il post di Simone #32, non solo l’ america ma anche l’ Europa doveva essere piu’ attiva a causa della corrente del golfo che ci interessa da vicino.

    Cmq gia’ c’e’ qualche perdita e finche’ non si scavera’ dei pozzi paralelli avremo da stare poco tranquilli.

  • # 44
    Ominaru
     scrive: 

    @ bagnino89 #42:
    Quoto il tuo messaggio aggiungendo:

    Negli anni ’70 non si sapeva trivellare in orizontale mentre oggi si,
    Negli anni ’80 le centrali atomiche e in particolare quella di Chernobyl a fare il disastro e’ stato un errore di progettazione e di procedura dei tecnici durante lo spegnimento d’emergenza. Non di “guasto”.

    Anche con il pozzo nel golfo del messico, se ci fosse stata una valvola perfettamente funzionante FORSE (lo dico perche’ la’ sotto non si ha idea della pressione che c’e’) non ci sarebbe stato nessun problema.

  • # 45
    andres
     scrive: 

    @v1
    scusa, il 6% si riferisce alla produzione energetica totale, non solo a quella elettrica, ho sbagliato a riportare la cosa.
    Per quella elettrica, negli ultimi anni oscilla fra il 14 e il 17%.

    Sull’eolico hai ragione, ricordavo assolutamente male, è l’idroelettrico la fonte rinnovabile che supera effettivamente la produzione nucleare.
    Ma va detto che la produzione eolica si differenzia molto da paese a paese, e in diversi paesi europei è una fonte importante (in Spagna è al 10%, in Germania al 7/8%).
    Inoltre, negli ultimi anni è cresciuto infinitamente più del nucleare, rimasto sostanzialmente al palo.

    http://www.qualenergia.it/view.php?id=77&contenuto=Editoriale

    http://qualenergia.it/view.php?id=570&contenuto=Articolo

    http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/ambiente/nucleare1/eolico-america/eolico-america.html

  • # 46
    elevul
     scrive: 

    Concordo anche io con v1.
    Attualmente non abbiamo altra scelta che appoggiarci all’energia non rinnovabile, almeno finché la ricerca sulla fusione non permetterà l’utilizzo di tale metodo per la produzione di energia.

  • # 47
    The Solutor
     scrive: 

    Quando saranno pronte le valuteremo pero’ serve produrre e pianificare (cioe’ con dati certi) le infrastrutture di domani (prossimi 10-15 anni) basandosi su quello che esiste ora.

    Come se le centrali nucleari le vendessero all’IKEA, pronte da montare in 15 gg.

    Il problema su cui bisogna concentrarsi ORA, non è se sia stato stupido chidere le centrali che avevamo gia (personalmente credo che avremmo semplicemente potuto smettere di farne di nuove, come avvenuto in altri paesi), il problema su cui bisogna concentrarsi è se sia stupido iniziare a costruirne di nuove, ADESSO.

    E per quello che mi riguarda la risposta è ASSOLUTAMENTE si, e le motivazioni sono talmente tante da ricoprirci qualsiasi ingegnerino appena uscito dal politecnico e convinto di avere il mondo in pugno solo per il fatto di padroneggiare un po’ di matematica.

    In italia avremmo potuto diventare leader assoluti in campo di energia solare. La centrale EURELIOS di Adrano (CT) e’ stata costruita nel MILLENOVECENTOOTTANTUNO, ventinove anni fa. Tecnologicamente si parla di un’era geologica. Se avessimo sfruttato a dovere il KnowHow ricevuto, a quest’ora al posto di essere un paese del terzo mondo, industrialmente parlando, avremmo potuto essere in pole position in questo settore dove il resto del mondo si sta svegliando solo adesso o si è svegliato da poco.

    Altro che fotovoltaico finanziato dai cittadini.

    E invece abbiamo deciso di essere l’ultima ruota del carro anche li.

    Ed a fronte di una legge illuminata come quella sul conto energia, che ci ha consentito di recuperare qualcosina al 90′, c’è gente che ha perfino il coraggio di lamentarsi, non parliamo poi di chi da dell’asino al prossimo suo, per il solo motivo di avere una visione un po’ più lungimirante di quella di un ingegnere nucleare in cerca di occupazione.

  • # 48
    Alfonso
     scrive: 

    Guardatevi questo documento:

    http://www.veoh.com/search/videos/q/publisher:menphis75resurrection#watch%3Dv20201642xwE36tkr

    Sappiate che BP è un false flag, è stato fatto apposta, altro che incidente… e quello che vi dicono TV e giornali sul fatto che abbiano fermato tutto è una menzogna…

  • # 49
    Norbertom
     scrive: 

    Ottimo articolo e commenti alquanto interessanti… Condivido su FB, sperando che non si perda tra le zucchine degli utenti di farmville :)

    @Alfonso
    Proprio mentre leggevo i commenti mi era venuta spontanea una domanda “ma ancora non sbuca nessuno portando mille teorie a favore di un falso incidente?” Per carità, altri incidenti mi hanno dato dubbi, ma possibile che alla fine nulla succeda mai per sbaglio e sia sempre tutto voluto??? Alfonso ti do un consiglio, prima di buttarti a capofitto nel mondo complottistico, cerca di sentire altre fonti e di prendere tutto “con le pinze”, e di sentire sempre entrambe le campane. E’ vero che a pensar male a volte ci si azzecca, ma altre volte le cose sono più semplici di quel che si pensa.

  • # 50
    The Solutor
     scrive: 

    ma possibile che alla fine nulla succeda mai per sbaglio e sia sempre tutto voluto???

    Io credo che ci sia qualcuno che si diverta con delle conspiracy theories strampalate giusto per diluire i dubbi seri, facendoli sparire in un marasma di illazioni.

    Tipico il caso delle torri gemelle: le questioni aperte sono innumerevoli, ma qualsiasi documento che parli delle stesse, ne cita una ulteriore sfilza di completamente sgangherate, alla fine chi legge giusto per curiosità pensa che siano tutte stupidaggini dello stesso livello, e si dedica ad altro.

    Quanto questo fenomeno sia voluto e quanto sia naturale, inevitabile e difficile capirlo.

  • # 51
    marcello
     scrive: 

    D’accordo anche io, al petrolio per ora non c’e’ nessun sostituto.
    Cmq:
    -il sahara non e’ tutta sabbia, anzi buona parte e’ roccioso, quindi un problema sarebbe risolto.
    -copriamo 1000000 di km di sahara con impianti per la produzione di energia e poi? Abbiamo modificato il clima in maniera irreversibile, con condizioni imprevedibili (e questo non e’ uno scherzo).
    -possiamo usare anche il mare per produrre/risparmiare energia; un esempio di risparmio e’ quello del raffreddamento dei datacenter (che consumano un botto), google sta studiando qualcosa in merito.

    Forse facendo la somma di tutte le energie rinnovabili (compresa idroelettrica) si arriverebbe ad un 50% dell’energia necessaria ed il resto?

    Abbiamo 50 anni e poi siamo tutti fregati! ^__^

  • # 52
    The Solutor
     scrive: 

    -il sahara non e’ tutta sabbia, anzi buona parte e’ roccioso, quindi un problema sarebbe risolto.

    Senza andare in sahara, qualcuno e’ mai andato da Catania a Palermo in autostrada ? Da dopo Enna fino alla cogiunzione con la palermo messina, si vedono solo terreni quasi desertici, praticamente abbandonati a se stessi e al pascolo. E non è mica l’unica zona d’italia.

    -copriamo 1000000 di km di sahara con impianti per la produzione di energia e poi? Abbiamo modificato il clima in maniera irreversibile, con condizioni imprevedibili (e questo non e’ uno scherzo).

    Questa è una obiezione che ha un senso, anche se credo che l’uomo tenda a sopravvalutarsi quando parla della sua influenza sul clima.

    Abbiamo 50 anni e poi siamo tutti fregati! ^__^

    Vediamo di capire che vuol dire avere ancora 40 anni di combustibili fossili.

    Ti sei mai chiesto perche nel 1973 avevamo ancora 40 anni di riserve, ed oggi abbiamo sempre 40 anni ?

    Perché le stime sono fatte con le tecniche estrattive disponibili al momento, ma le tecniche estrattive progrediscono, nuovi giacimenti vengono scoperti ecc ecc.

    Per cui è facile che tra 40 anni avremo ancora 40 anni di riserve fossili, ma magari tra 40 anni avremo la fusione nucleare, o pannelli fotovoltaici col 60 % di rendimento.

  • # 53
    marcello
     scrive: 

    Umm, come siamo acidi :)

    Cmq, ho parlato di sahara solo perche’ lo si era tirato in ballo, sai, capisco non sia l’unico deserto al mondo e nemmneno l’unica zona desertica…

    Per il clima invece, ti sbagli di grosso, l’uomo ha una influenza notevole, vedi:
    -A livello planetario: effetto serra, buco dell’ozono, scioglimento dei ghiacciai e dei poli, desertificazione a causa dell’impoverimento ed eccessivo sfruttamento dei terreni, etc
    -A livello locale: anche un bacino per una centrale idroelettrica muta il clima poiche’ costituisce un bacino termico, che mitiga gli inverni; ora tu pensa se sottrai dal sahara una immensa quantita’ di calore che risultati potresti avere (umidita’ dell’aria, venti, pressione atmosferica, etc…)

    Insomma, su ste cose non si scherza…

    Per quanto riguarda l’ultima obiezione: diciamo che le tecnologie attuali ci permettono di raggiungere gran parte dei pozzi che riusciamo a trovare; alaska, siberia e antartico rimangono ancora off limits e dubito che si riescano ad oltrepassare i limiti fisici dei materiali che quelli sono e rimangono (non esistono super leghe extraterrestri indistruttibili :) ), quindi non e’ poi cosi sbagliato iniziare a porre un limite temporale alle risorse accessibili, anche perche’ le stime attuali son un tantino piu’ accurate di quelle del 73

  • # 54
    alessiodp
     scrive: 

    allora per quanto riguarda il clima, ci sarebbe un riequilibrio tra energia prodotta dall’uomo e sfruttamento dell’energia ricevuta…
    quindi gli impatti sul clima sarebbero piu’ che positivi…
    con abbassamenti medi delle temperature che con probabilità riequilibrereberro l’innalzamento degli ultimi decenni proprio causati dallo sfruttamento delle risorse di natura fossile…
    il problema non è sfruttar il petrolio oppure no, il problema è che comunque l’energia del sole volente o nolente sulla terra arriva e se non viene sfruttata viene persa o va a comularsi in canali inutili…
    pertanto sfruttarla è un dovere…
    è come avere energia gratis e non utilizzarla.
    è come se in cucina ci regalassero un caminetto sempre accesso che funziona senza spese, e noi invece di sfruttarlo per riscaldare, o per cucinare, ci facciamo un abbonamento al fornitore di gas metano…..solo perchè è piu’ comodo…
    pertanto il petrolio credo che debba essere relegato a pochi ristretti impieghi…
    sopratutto per avviare motori a combustione, e non certo per la produzione di elettricità…
    per quanto riguarda la marea nera…
    i solventi utilizzati per disperderla hanno fatto andare in sospensione gli idrocarburi a qualche decina di metri di profondita’
    come dire occhio non vede cuore non duole…
    in realtà strumenti per la separazione ed il recupero del petrolio basato su macchinari meccanici ficrofiltranti esistono, ma ovviamente quei porci degli inglese, perchè questo sono, dei maledetti porci, hanno preferito buttare altri elementi chimici nel mare…

  • # 55
    Giogio
     scrive: 

    @V1
    Concordo su tutto.
    Attualmente comunque il nucleare è la fonte di energia meno inquinante e le centrali di quarta generazione sono inerentemente sicure.
    Non lo dico io lo dice un premio nobel italiano, poi se hai fatti si preferiscono le bufale è un’altra questione.

  • # 56
    floc
     scrive: 

    io vado controcorrente

    la bp e’ responsabile certamente, e va bastonata perche’ al posto che far saltare tutto come avevano proposto i pragmatici russi, ai quali cose del genere sono gia’ successe benche’ solo ufficiosamente, hanno messo su tutto questo teatrino x salvare il giacimento.

    pero’ qua la responsabilita’ e’ di tutti, non possiamo lamentarci della bp che vuole fae utili quando tutti noi non spendiamo un centesimo di piu’ (e mi ci metto anche io eh) per l’ecologico restando sul petrolio.

    Pero’ la momento il rinnovabile stesso fa ridere, in un mondo in cui il debito pubblico degli stati e’ acquistato da chi vende petrolio, e’ chiaro che finche’ ce ne sara’ ancora una goccia chi ce l’ha fara’ il bello e il cattivo tempo. E sul fatto che non scopriremo “leghe extraterrestri indistruttibili” per andare a estrarlo chissadove io ci andrei cauto, altrimenti si rischia di fare la figura di quello che diceva che non si poteva andare oltre con la miniaturizzazione del silicio :) i limiti fisici ci sono, ma la tecnologia avanza

    mi inquieta poi chi e’ per partito preso contro il nucleare: incidenti gravi in campo nucleare? uno. E a dirla tutta se la sono proprio cercata tra reattore progettato male, personale incompetente, richieste di test folli e incompetenza nel gestire l’accaduto. Insomma il nucleare di 20 anni fa gestito malamente da un comunismo sull’orlo del baratro ha cmq fatto molti meno danni del petrolio… forse prima di prendere posizioni nette e’ meglio fare qualche conto insomma

  • # 57
    alessiodp
     scrive: 

    x giorgio

    quanto dici è letterlamente falso!
    quale premio nobel italiano?
    http://www.youtube.com/watch?v=SALsYKE5wsU
    ti faccio rinfrescare un po’ la memoria giusto per convincerti delle gravi e forvianti inesattezze che stai scrivendo…
    le mie possono essere ipotetiche teorie, ma le tue sono sicuramente delle falsità!
    il nucleare a fissione basato sull’uranio arricchito è quanto di piu’ inutile per produrre energia esista sulla faccia della terra…
    se scrivessi che è necessario per la produzione di armi nucleari potrei essere daccordo con te, ma per la produzione di energia elettrica è una vera calamità!
    inoltre una centrale nucleare richiede enormi quantità di acqua per raffreddare il nocciolo…
    ecco perchè le costruiscono vicino al mare o nei pressi di laghi o grossi bacini,le ultime le stanno costruendo in normandia…e se le tenessero! e se le facessero a brodo!
    http://www.youtube.com/watch?v=aaBiUXSt2UI
    date un’occhiata a questo video giusto perchè chi parla a vanvera ha argomentazioni forviate dal delirio dell’ignoranza…
    si parla di centinaia di “micro incidenti”
    una terra contaminata dalla radioattività per millenii che spedisce le scorie nucleari in africa, questa è la francia!
    e voi invece di indignarvi vi andate dietro!
    ma vergognati!
    perchè non vai a comprare casa vicino ad una centrale?
    io proprio non capisco il delirio di certa gente…

  • # 58
    Ominaru
     scrive: 

    Posso concordare @flock #56 quasi su tutto ma non su questo passo:

    “Insomma il nucleare di 20 anni fa gestito malamente da un comunismo sull’orlo del baratro ha cmq fatto molti meno danni del petrolio…”

    Tutti e due fanno danni e ne fecero. Occhio con le affermazioni.
    Io ero bambino quando scoppio’ la centrale di Chernobyl e anche se molto lontana dall’ italia mi ricordo che in quei tempi non si poteva andare nei prati causa nube radioattiva.
    Ancora oggi la citta’ vicina alla centrale e’ deserta e non ci si puo’ vivere.

    I danni li stiamo ancora subendo solo che e’ nel dimenticatoio.
    Rinfrescatevi la memoria leggendo qui:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl

  • # 59
    andres
     scrive: 

    Ad ogni modo possiamo stare tranquilli, quando in Italia sarà pronta, fra una quindicina d’anni, la prima centrale nucleare, non ci sarà più uranio per farla andare.

  • # 60
    Alfonso
     scrive: 

    @Norberton

    quanto sei ingenuo, il consiglio che tu dai a me, lo rivolgo direttamente a te… inizia ad indagare, e non ad ascoltare quello che la scatola di programmazione mentale della popolazione mondiale ti racconta… Svegliati… io non sono un complottista, i complottisti sono quelli che ti tengono schiavo mentre tu pensi di essere libero… Ricerca la verità, caro fratello…

    Informati su chi sia Goldman Sasch, su chi sia Rockfeller, e quali siano i legami tra BP e Goldman Sash (ricordi cosa Obama avrebbe dovuto fare e non ha mai fatto? No di sicuro!) e cosa sia successo alle azioni BP proprio prima che accadesse questo “presunto incidente”; informati cosa successe nel 2001 alle torri gemelle veramente, e chi ci guadagnò dalla loro distruzione… Qualcuno acquistò, il world trade center, proprio prima della sua distruzione (il terzo palazzo crollò, senza alcun impatto); e grazie all’assicurazione ci guadagnò il doppio dei milioni spesi…

    E’ ora di iniziare a guardare quanto sia profonda la tana del bianconiglio, perchè ragazzo mio, non abbiamo più molto tempo…però si può scegliere di continuare a dormire, non c’è problema… anche io una volta avrei risposto come hai scritto tu, e capisco perchè rispondi cosi, ti do un consiglio, non credere a quello che ti ho detto, ma inizia ad indagare veramente per conto tuo…se segui le prime 2 righe di Google e basta, certo che troverai solo notizie “ufficiose” ma se sai veramente cercare e iniziare ad impegnarti, forse scoprirai anche tu che il mondo non è quello che ci raccontano, dalla culla alla morte… Con l’augurio sincero, che tu possa approfondire ciò che ti ho scritto, ti saluto Alfonso…

  • # 61
    The Solutor
     scrive: 

    Umm, come siamo acidi :)

    Ndo’ la vedi sta acidità poi me lo spieghi.

    Per il clima invece, ti sbagli di grosso, l’uomo ha una influenza notevole, vedi:
    -A livello planetario: effetto serra, buco dell’ozono, scioglimento dei ghiacciai e dei poli, desertificazione a causa dell’impoverimento ed eccessivo sfruttamento dei terreni, etc

    Personalmente credo che inquinare meno sia sacrosanto, ma che il grosso del riscaldamento con l’inquinamento non c’entri una cippa, e lo credo non perché mi sono svegliato una mattina con questa idea, ma perche ci sono dei dati oggettivi che lo fanno pensare.

    -A livello locale: anche un bacino per una centrale idroelettrica muta il clima poiche’ costituisce un bacino termico, che mitiga gli inverni; ora tu pensa se sottrai dal sahara una immensa quantita’ di calore che risultati potresti avere (umidita’ dell’aria, venti, pressione atmosferica, etc…)

    Ripeto, ha un senso porsi il problema, ma quello che è certo è che sicuramente si andrebbe meglio che coi fossili o il nucleare.

    Mentre una centrale solare assorbirebbe calore da una parte che verrebbe dissipato altrove da utilizzatori e linee di traporto e trasformazione, sia il chimico che il nucleare aggiungono calore al sistema senza sottrarlo da nessuna parte, ma trasformando energia chimica o nucleare in calore.

    Mentre nel primo caso avresti come somma tra calore sottratto e rilasciato nell’ambiente esattamente zero, nel secondo caso aversi un bilancio positivo (nel senso matematico del termine), e credo che un bambino di prima elementare saprebbe capire quale delle due cose sarebbe migliore.

    Cio non toglie che anche la centrale nel sahara avrebbe comunque un impatto sull’ambiente, e che bisognerebbe comunque valutarlo.

    Per quanto riguarda l’ultima obiezione: diciamo che le tecnologie attuali ci permettono di raggiungere gran parte dei pozzi che riusciamo a trovare; alaska, siberia e antartico rimangono ancora off limits e dubito che si riescano ad oltrepassare i limiti fisici dei materiali che quelli sono e rimangono (non esistono super leghe extraterrestri indistruttibili :) ), quindi non e’ poi cosi sbagliato iniziare a porre un limite temporale alle risorse accessibili, anche perche’ le stime attuali son un tantino piu’ accurate di quelle del 73

    La legge di moore doveva essere fermata dai limiti fisici dei semiconduttori 15 anni fa, ma siccome i semiconduttori non lo sapevano hanno continuato a funzionare ad ogni dimezzamento delle dimensioni degli elementi funzionali.

    A parte gli scherzi la necessità aguzza l’ingegno, c’è gente che fa fatica ad arrivare a fine mese con 1600 euro, ma quando finisce in cassa integrazione ci arriva lo stesso con 800.

    Mai sottovalutare le capacità umane specie nel momento del bisogno.

    Detto questo quanto detto sopra non può essere una scusante per mantenere lo status quo, però se al posto dell’immobilismo si parte cercandosi una via peggiore come quella del nucleare, viva l’immobilismo..

  • # 62
    marcello
     scrive: 

    “Personalmente credo che inquinare meno sia sacrosanto, ma che il grosso del riscaldamento con l’inquinamento non c’entri una cippa, e lo credo non perché mi sono svegliato una mattina con questa idea, ma perche ci sono dei dati oggettivi che lo fanno pensare.”

    Fonti? :) bruciare e ribruciare, gas serra a manetta, e non fanno nulla? Mah…e poi il bello e’ che basi tutto su supposizioni e se scoprissi un giorno che ti sei sbagliato? Potrebbe essere troppo tardi…Quindi sarebbe bello non sottostimare quello che siamo in grado di fare al nostro clima/habitat

    “Mentre una centrale solare assorbirebbe calore da una parte che verrebbe dissipato altrove da utilizzatori e linee di traporto e trasformazione, sia il chimico che il nucleare aggiungono calore al sistema senza sottrarlo da nessuna parte, ma trasformando energia chimica o nucleare in calore.

    Mentre nel primo caso avresti come somma tra calore sottratto e rilasciato nell’ambiente esattamente zero, nel secondo caso aversi un bilancio positivo (nel senso matematico del termine), e credo che un bambino di prima elementare saprebbe capire quale delle due cose sarebbe migliore.”

    Tutto bello teoricamente, ma c’e’ un problemino: il calore viene rilasciato altrove e ahime’ e’ questo il casino. Per non contare poi che il suolo non viene piu’ irradiato modificando per esempio il calore emanato sotto forma di raggi infrarossi ad onda lunga nell’atmosfera…quindi l’impatto di un impianto di notevole vastita’ come ipotizzato e’ disastroso, c’e’ poco da fare. Insomma il discorso puramente termodinamico non regge, sono molti di piu’ gli aspetti da tenere in conto.

    “La legge di moore doveva essere fermata dai limiti fisici dei semiconduttori 15 anni fa, ma siccome i semiconduttori non lo sapevano hanno continuato a funzionare ad ogni dimezzamento delle dimensioni degli elementi funzionali.”

    Prendi ancora in considerazioni leggi vecchie e bacuccule, la capacita’ di effettuare previsioni a lungo termine e’ un tantino migliorata…oppure siamo rimasti ancora agli anni 70…

    “Detto questo quanto detto sopra non può essere una scusante per mantenere lo status quo, però se al posto dell’immobilismo si parte cercandosi una via peggiore come quella del nucleare, viva l’immobilismo..”

    nessuno ha detto di rimanere immobili, ma e’ inutile negare che a breve termine non ci sono alternative per sopperire al fabbisogno energetico totalmente con fonti rinnovabili.

  • # 63
    floc
     scrive: 

    @Ominaru, #58

    io ero poco piu’ che bambino e ricordo, non voglio affatto minimizzare, ma solo far notare che quello che e’ successo li’ se lo sono cercato proprio, e se leggi proprio il tuo link e’ ben spiegato… Prypiat e’ inabitabile come le zone limitrofe… e la zona distrutta da questo disastro petrolifero? il petrolio che se ne andra’ in giro? io tirerei le somme tra qualche anno…

    Poi non sono abbastanza competente per comparare direttamente i danni, ma somma tutti gli incidenti petroliferi e tutti quelli nucleari… secondo me non siamo molto distanti come costo ambientale e economico

  • # 64
    The Solutor
     scrive: 

    Fonti?

    Quante ne vuoi, basta fare un minimo di ricerca sul cambio del clima.

    Gli scienziati sono divisi in due, esattamente come per il nucleare, e chi non crede che il riscaldamento sia dovuto a cause umane, presenta degli argomenti che ritengo convincenti, come il fatto che negli ultimi anni sia quasi sparita la calotta polare marziana o che la temperatura media dell’atmosfera di Giove sia cresciuta di 8 gradi.

    Semplicemente si pensa che il sole abbia aumentato lievemente l’energia emessa creando modifiche al clima, non della terra, ma di tutti i pianeti nei dintorni, per inciso c’e chi sostiene anche che sia un fenomeno ciclico, e che dal 2014 inizieremo a tornare al fresco.

    e se scoprissi un giorno che ti sei sbagliato?

    Direi che io e te abbiamo le stesse probabilità di starci sbagliando, quindi ?

    Tutto bello teoricamente, ma c’e’ un problemino: il calore viene rilasciato altrove e ahime’ e’ questo il casino. Per non contare poi che il suolo non viene piu’ irradiato modificando per esempio il calore emanato sotto forma di raggi infrarossi ad onda lunga nell’atmosfera…quindi l’impatto di un impianto di notevole vastita’ come ipotizzato e’ disastroso, c’e’ poco da fare. Insomma il discorso puramente termodinamico non regge, sono molti di piu’ gli aspetti da tenere in conto.

    E chi ti ha detto che è un discorso semplice ?

    Il punto è che è ancora meno semplice valutare quale sia l’impatto del calore aggiunto da una centrale tradizionale, ti risulta che qualcuno si sia posto il problema di quanto influenzino il clima la sessantina di centrali nucleari in francia o quelle termoelettriche in italia ? (intendo al netto dei gas serra, considerando solo il calore rilasciato nell’atmosfera)

    Prendi ancora in considerazioni leggi vecchie e bacuccule, la capacita’ di effettuare previsioni a lungo termine e’ un tantino migliorata…oppure siamo rimasti ancora agli anni 70…

    Prendo in considerazione FATTI avvenuti nella storia recente, e li valuto con un po’ di buon senso.

    Le previsioni saranno anche più precise, ma la faccenda non cambia di una virgola il problema non è sapere se abbiamo davanti 40 o 50 anni di scorte il problema è sapere se ne abbiamo 40 o 5.

    E 40 anni ai consumi attuali potrebbero diventare 60 o 70 riducendo i consumi ed affiancando i fossili con le rinnovabili.

    Guarda cosa siamo stati capaci di fare in italia in 2/3 anni di conto energia, siamo passati dall’essere fanalino di coda ad essere tra i primi in europa. Basta fare le stesse scelte su scala globale e vedi che di nucleare non ce n’è necessità.

  • # 65
    Jacopo
     scrive: 

    Ricordiamoci comunque che il petrolio è “solo” il secondo male del pianeta, il primo in quanto a emissioni è ancora il carbone.
    spaventoso che nel 2010 produciamo ancora energia dal carbone, eh?

  • # 66
    carletto
     scrive: 

    Le fonti energetiche future saranno i gas… intestinali! Pensateci bene, vi sono più di 6 miliardi di intestini umani. Basterebbe dotare tutti gli abitanti di un contenitore di gas intestinale da collegare al sedere. Alla fine della giornata, la singola persona si staccherebbe dal sedere il proprio raccoglitore e lo collegherebbe a un tubo comune presente in ogni casa. il tubo (o i tubi) si collegherebbero a una rete internazionale i grado di raggiungere ogni casa, centro ecc…

  • # 67
    marcello
     scrive: 

    Mamma mia The Solutor, ti faccio contento, sai tutto te, tutti gli altri sono coglioni…amen, oramai non c’e’ un sito che si salva dai soliti so tutto io…

    @Jacopo
    In realta’ il problema maggiore del carbone e’ la presenza di zolfo che in seguito a combustione produce anidride solforosa che con il vapor acqueo si combina a formare acido solforico e causa pioggie acide…In realta’ il rpoblema si risolve molto facilmente con appositi filtri…Stessa cosa per le particelle emesse, se la combustione viene fatta in condizioni ottimali si riducono drasticamente

    @carletto
    Molto meglio quelli di mucche e maiali che ne producono in quantita’ notevole e facilmente sfruttabile :-D

  • # 68
    Truzzy
     scrive: 

    BP pubblica materiale manipolato!!!

    http://ilsole24h.blogspot.com/2010/07/bp-pubblica-materiale-manipolato.html

    @Alfonso sei un grande, qui stanno ancora a distrarsi se sia meglio il carbone o il petrolio, quando da più di un secolo i governi, hanno fonti di energia free che renderebbero il pianeta e la vita sociale al di fuori dalle dipendenze del denaro e dallo schiavismo che ci sottomette grazie al signoraggio bancario…
    e qui litigano gli EGO di chi ne sa di più sulle cavolate che hanno imparato a scuola (del sistema) o nella più grande e potente arma di DistrAzione di massa (TV)… svegliatevi per Vinci!!! che ci stanno a manipolare e manco ve ne accorgete!

  • # 69
    Ominaru
     scrive: 

    Per l’ energia da BIOGAS vi consiglio di leggere il post #36 di joe.vanni nella notizia dei motori a combustione.

    http://www.appuntidigitali.it/11343/motori-a-combustione-interna-tipologie-caratteristiche-ed-emissioni/

    Leggete e seguite i link…

  • # 70
    joe.vanni
     scrive: 

    PARLIAMO DI CIFRE E DI FATTI:
    attualmente in Italia (dati GSE 2009) l’energia elettrica proviene:
    77% da fonti fossili
    23% da rinnovabili, diviso in 16% idroelettrico; Eolico, geotermico e biomasse al 2%, solare 0.3%
    http://aspoitalia.blogspot.com/2010/01/probabile-picco-dei-consumi-elettrici.html

    FACCIAMO UNO SCENARIO AL 2020, secondo le previsioni di vari istituti di ricerche
    Ipotesi: manteniamo costante il fabbisogno(in realtà tra crisi ed efficienza si è ridotto del 20% in due anni)

    Idroelettrico, secondo il trend degli ultimi 10 anni arriva al 19%
    Eolico passa all`8% , è possibile con l`’offshore (più piattaforme eoliche e meno piattaforme petrolifere!) come fanno in Norvegia
    http://www.folkecenter.net/mediafiles/folkecenter/pdf/Market_and_Manufacturer_Trends.pdf

    Biomasse passa al 6% con contributo di masse legnose e alghe (vedi Venezia)
    http://www.fainotizia.it/2009/03/25/la-prima-centrale-di-energia-verde-al-mondo-venezia-energia-pura-dalle-alghe

    Geotermico passa al 3% con nuovi tipi di impianti profondità 700 m: siamo in Europa primi per risorse geotermiche, si potrebbe fare molto di più!
    http://www.rasertech.com/geothermal/geothermal-multimedia/thermo-powerplant-tour

    Solare: 13% con potenza installata di 50 GW di picco pari ad un impegno di meno del 5% di tetti di capannoni. Sarà un boom con un crollo di prezzi per Kw installato e aumento di rese. Entro due anni non saranno necessari incentivi
    http://www.prlog.org/10198293-global-solar-photovoltaic-market-analysis-and-forecasts-to-2020.html

    Dunque: Totale rinnovabili al 55%. Elettricità da fonti fossili ridotta al 45%

    Petrolio: la produzione al 2020 sarà ridotta del 30% (dati ASPO), secondo la teoria del picco di Hubbert e i prezzi aumentati dal 50% al 100% (NB, anche per l’uranio esiste il picco di Hubbert)
    http://www.blogeko.it/2010/lo-dicono-tutti-picco-del-petrolio-in-arrivo-nel-2012-2015-cosa-cambiera-nelle-nostre-vite/

    Carburante da autotrazione, riduzione consumi del 50%, grazie a nuovi motori, trazione elettrica, fuel cell, (ed uso 10% di biocarburante)

    Riscaldamento grazie al teleriscaldamento e alla efficienza energetica potrebbero ridursi i consumi almeno del 30%

    Questo se i nostri governanti non fanno troppo s****o.

    Morale della favola: la benzina raddoppia di prezzo, il fabbisogno dimezza, lo stato incassa come prima e noi spendiamo come prima, ma almeno avremo aria più pulita. Spostarci dal petrolio al nucleare è come cadere dalla padella alla brace.

  • # 71
    joe.vanni
     scrive: 

    Errata corrige
    Geotermico passa al 3%
    va corretto in:
    Geotermico passa al 8%

  • # 72
    Flare
     scrive: 

    Speriamo che si trovi davvero qualche alternativa, perché non lo sono granché né la fissione nucleare, né le attuali “rinnovabili”. Non bastano a sopperire a tutto il fabbisogno energetico, a meno che non cambiamo radicalmente i nostri stili di vita (cosa che attualmente appare abbastanza improbabile). Comunque la ricerca in entrambe le direzioni non può che giovare. Sono d’accordo che bisognerebbe investire di più.

    La produzione di pannelli fotovoltaici non è che sia proprio priva d’impatto ambientale (lo sfruttamento termico dell’energia solare magari no) e anche una centrale idroelettrica fra dighe ecc… C’è anche il geotermico, che è molto interessante e ha buone prospettive e sta già funzionando bene in Toscana.
    Le centrali nucleari, per quanto siano sempre più sicure, hanno un paio di difetti:
    1. le scorie, specialmente in Italia, dove si fanno macelli anche con i rifiuti normali.
    2. il materiale fissile, che non è molto e c’è caso che diventi difficilmente reperibile molto presto.
    Insomma sono una “soluzione” ad alto costo che può ridurre o spostare il problema solo temporaneamente, ma con scorie da gestire per millenni.
    Forse la fusione nucleare… ma siamo ancora in alto mare. Oppure altri progetti faraonici, che attualmente sono poco più che fantascienza.

    Sicuramente non si può andare avanti così a lungo termine e, in un modo o nell’altro, qualcosa dovrà cambiare prima o poi. In generale vedo più interesse per il profitto immediato, che la lungimiranza (anche nel “piccolo” di questo disastro si è visto come hanno messo davanti i soldi alla sicurezza) e mi sa che ci si darà da fare sul serio quando saremo del tutto con l’acqua alla gola oppure se diverrà un business più profittevole.

    Non dimentichiamo comunque che, mentre si parla tanto di petrolio, una fetta considerevole della produzione energetica avviene ancora con le centrali a carbone. Fra il 2003 e il 2008, i paesi EU hanno sganciato 26 miliardi ai produttori di carbone (ho letto un articolo della Stampa sta mane) e in una direttiva di poco fa, dovranno eliminare i sussidi… entro il 2014. Per dire come siamo messi (in Europa).

  • # 73
    The Solutor
     scrive: 

    @marcello

    Capisco che tu possa trovare più frustrante argomentare contro qualcuno che sa ribattere con un po’ di cognizione causa, rispetto a farlo nei confronti di uno che non ci capisce nulla e si lascia impressionare da cifre, percentuali e dati vomitati più o meno a caso.

    Ma onestamente a me non me ne può fregà de meno, tu esponi la tua opinione io controbatto con la mia, e viceversa.

    E’ così che funziona tra persone civili.

    E sopratutto tra persone civili si dibatte dell’argomento in oggetto, non delle capacità intellettive degli intervenuti, quelle si valutano indirettamente, dal numero e di cose sensate che si scrivono, ed onestamente se dovessi giudicare le tue dal tuo ultimo messaggio…

  • # 74
    joe.vanni
     scrive: 

    @ Flare
    “La produzione di pannelli fotovoltaici non è che sia proprio priva d’impatto ambientale (lo sfruttamento termico dell’energia solare magari no)”

    Spiegami perché il Fotovoltaico inquina mentre il solare termico no…
    In ogni caso la produzione fotovoltaica presenta i problemi e i rischi di una normale produzione industriale come può essere la produzione di autoveicoli ad esempio (non facciamo più macchine allora?)
    http://www.ecoage.it/impatto-ambientale-dei-pannelli-solari.htm
    Forse l’unico impatto che possono dare è quello paesaggistico, ma sta alle amministrazioni limitare o impedire in zone monumentali il loro impiego.
    Viceversa se usato ad esempio nei tetti di capannoni, centri commerciali, aree a parcheggio, aree inutilizzate ha un potenziale enorme.
    Secondo dati Istat 2001 in Italia ci sono 40000 Kmq di superfici di capannoni e di aree incolte di cui 20000 Kmq sono aree incolte al sud
    Se usassimo solo il 3% di queste superfici disponibili faremmo fronte al fabbisogno elettrico italiano.

    Non ha i limiti paesaggistici o di rumore dell‘eolico. L`unico limite, che entro due anni sarà superato, è il prezzo. Allora la diffusione crescerà a ritmi esponenziali. Inoltre sono in commercio con efficienze che arrivano al 21% ; 30% per il fotovoltaico a concentrazione; e valori record di laboratorio del 42% (le culture da biomassa per esempio, hanno una efficienza massima del 3%) Inoltre produce corrente nei momenti di massima richiesta della rete, riducendo i black out.
    Purtroppo è un prodotto di importazione dato che in passato i Cip6 hanno soffocato l`industria nazionale e distratto qualcosa come 60.000 miliardi di lire a favore dei petrolieri e per finanziare gli inceneritori
    http://www.aspoitalia.it/archivio-articoli/41-lo-scandalo-cip6

  • # 75
    norbertom
     scrive: 

    @Alfonso
    praticamente so più o meno tutto riguardo i nomi da te citati, ma non è questo il punto… Quello che cercavo di dirti è di non prendere tutto per oro colato solo perché è una fonte ufficiosa, perché non ci sono conferme ne dall’una ne dall’altra parte… Anch’io son più per le fonti ufficiose, ma vado sempre con i guanti, a mio avviso è davvero difficile farsi un’idea reale dei vari trascorsi… Scusami ma dal tuo post pensavo fossi uno di quelli (come me tempo fa) che di fronte a vari articoli controcorrente, si era fatto custode di verità nascoste… ;)

  • # 76
    Flare
     scrive: 

    @joe.vanni: perché il termico usa materiali differenti dal fotovoltaico. In teoria basta un qualsiasi contenitore metallico per l’acqua o, per una centrale, degli specchi. Le celle fotovoltaiche, a seconda delle tecnologie, usano materiali più o meno rari inquinanti o tossici, come il solfuro di cadmio, che per il solare termico non servono. Poi sì, c’è anche la questione della produzione: nello stesso link che hai citato, ce ne sono altri usati nel processo di produzione di celle fotovoltaiche. Più che con le automobili (be’ se ce ne fossero meno, non sarebbe male), dovresti fare il confronto con la produzione di materiale elettronico, con la differenza che la cella fotovoltaica non è così indispensabile, mentre (a parte gli aspetti puramente ludici dell’elettronica) è difficile usare un pallottoliere al posto di un computer. Di certo va sfatato il mito che il fotovoltaico è pulito in senso assoluto: non lo è affatto. Non dico che il fotovoltaico sia un male, ma bisogna esserne consapevoli, specialmente in un’ottica di produzione di massa che copra ogni casa soleggiata nel mondo, poi va confrontato ed è questione di male minore. Sicuramente preferisco una cella fotovoltaica sul tetto che un generatore a nafta o un RTG in cantina, ma non dimentico come è stato prodotto e che materiali ci sono in quel pannello.
    A parte le divagazioni, il punto è che se qui si parla di inquinamento (vedi articolo), non esistono alternative totalmente pulite o a zero impatto (anche se c’è chi ne ha più e chi meno) e, soprattutto, le rinnovabili o il nucleare possono dare una mano, ma non ci sono alternative sufficienti a coprire il fabbisogno energetico da sole, senza il petrolio… e stiamo ancora usando il carbone!

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