di  -  martedì 11 marzo 2008

question box1Question Box è un progetto che mira a portare alcuni dei benefici delle informazioni ricercabili online, anche in aree troppo remote o troppo povere per poter avere una connessione costante ad Internet.

Il sistema funziona come una sorta di interfono; una scatoletta di dimensioni modeste dotata di microfono, di una cassa acustica e di un solo bottone (verde), è collegata alla città più vicina dove c’è un operatore seduto davanti ad un computer in attesa di essere contattato dagli utenti.

Un servizio che cerca di abbattere le barriere legate alla posizione geografica, all’economia, alle discriminazioni sociali, alle moltitudini linguistiche ed all’analfabetismo.

Gli utenti premono il bottone del “citofono” e formulano verbalmente la loro richiesta all’operatore, il quale, navigando online, legge le informazioni ricercate e le traduce nei vari dialetti locali; inoltre, cosa importante, manda e riceve email per conto degli utenti stessi.

 

question box

 

Attualmente sono state installate, in prova, due Question Boxes nei piccoli villaggi di Ethida e di Poolpur, vicino a New Delhi. Il successo della sperimentazione è stato talmente dirompente, che ha convinto Open Mind, associazione americana nonprofit che ha ideato e sviluppato Question Box, entro breve tempo, ad estenderla anche ad altre zone in collaborazione con il National Institute of Information Technology.

Come nei primi due villaggi “pilota”, le Question Boxes verranno installate in zone centrali, all’interno o in prossimità di attività commerciali, in aree dove possono essere accessibili a tutti.

Le prime richieste arrivate all’operatore riguardavano nella maggior parte dei casi: risultati di cricket, codici per scaricare canzoni nei cellulari, risultati di esami universitari, come e dove richiedere un prestito bancario…

Per maggiori informazioni:

http://www.questionbox.org/index.html

Per vedere alcune foto dei villaggi “pilota”:

http://www.flickr.com/photos/73495762@N00/

3 Commenti »

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  • # 1
    thomas
     scrive: 

    è la prima volta che sento parlare di questa cosa. penso che questi spazi dove saranno installate le “question box” possano diventare dei veri luoghi (o canali) centrali, catalizzatori di sviluppo sociale, economico e proprio architettonico delle “città senza internet”, una porta per accedere al mondo dgtalizzato.

  • # 2
    Ilruz
     scrive: 

    Computer touchscreen on link satellitare, alimentati da pannelli, il tutto a stato solido. Uno per villaggio.

    Quanto ci vorrebbe?

  • # 3
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    sì, però non si risolverebbe il problema della traduzione nei vari dialetti inoltre, la quasi totalità degli abitanti di questi posti remoti non possiede nessuna conoscenza informatica e il tasso di analfabetismo è altissimo.

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