di  -  mercoledì 5 marzo 2008

limite di velocità I dati rilevati dalla ECTA [European Competitive Telecommunications Association] riguardanti il mercato delle connessioni ad Internet in banda larga non sono confortanti, e come se non bastasse l’Italia è messa particolarmente male.

Abbiamo un indice di penetrazione della banda larga di 16.5% contro una media europea del 19,8%. Peggio di noi solo Portogallo (15,6%) e Grecia (8,1%), ma il tasso di incremento della diffusione della banda larga in Portogallo è più del doppio rispetto al nostro, quindi alla prossima rilevazione ci giocheremo l’ultimo posto in Europa con la Grecia.

Se questo non bastasse c’è da dire che nello stivale la crescita della banda larga è più lenta che in Europa, quindi il distacco tende ad aumentare invece che diminuire.L’unico primato che abbiamo non è cosa di cui essere particolarmente fieri, poiché Telecom Italia detenendo il 64% della quota di mercato è il terzo operatore dominante d’Europa, se così possiamo dire, nel senso che hanno una quota di mercato maggiore solo gli operatori dominanti di Cipro e Lussemburgo, nei rispettivi Paesi.

Stefano Quintarelli che ha riportato questi dati, conserva l’ottimismo, io un po’ meno. Non si tratta di essere esterofili, ma piuttosto consapevoli dei propri limiti.

Ammettiamolo, noi Italiani siamo bravissimi a mettere una pezza ai problemi, preferibilmente all’ultimo minuto. Nelle situazioni impossibili, dove ci vuole il colpo di genio diamo il nostro meglio, ma quando si tratta di programmare e lavorare con costanza per raggiungere un obiettivo, facciamo una gran fatica.

Chi ce lo fa fare, meglio prendersela con relax, e mantenere bassa la velocità, di Internet e della crescita del Paese.

11 Commenti »

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  • # 1
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Io dico solo una cosa.

    Alitalia=FS=Telecom=Gestione Immondizia=Produzione Energia.

    Siamo veramente un paese di merda. E non incazzatevi, altrimenti parte l’elengo di situazioni ben peggiori delle 5 elencate sopra.

    -__-

    Da un italiano veramente abbattuto…

  • # 2
    dantes76
     scrive: 

    Se in italia, un signorotto, avesse avuto una compagnia telefonica invece di 3 rete televisive, la fibra ci sarebbe uscita da tutti i buchi… tanto sta.. che giochiamo con il digitale terrestre

  • # 3
    The Jooooo
     scrive: 

    Coinsideriamo anche la questione prezzi, siamo quelli che fanno pagare in assoluto di più per una connessione internet, di conseguenza la crescita rallenta :D

  • # 4
    n1
     scrive: 

    La martellante, quasi ininterrotta sequenza di notizie sul degrado amministrativo e di conseguenza tecnologico del nostro paese, è una delle cose che mi mette più di mal umore ultimamente.
    Se poi lo paragoniamo alle tariffe per i vari servizi…
    Siamo alla deriva e imbarchiamo acqua, c’è una tempesta e siamo senza remi, il capitano se ne andato con la bussola e con tutte le provviste, poi ti viene pure il mal di testa ma non hai il moment!

  • # 5
    Tudhalyas
     scrive: 

    E la cosa che più mi preoccupa è che l’infrastruttura di rete nazionale è ancora sostanzialmente in mano a Telecom, tutto a discapito della concorrenza… spero che con Open Access (già citato recentemente da AD) la cosa migliori almeno da questo punto di vista, ma personalmente sono ancora scettico.

  • # 6
    angelus
     scrive: 

    mmm scusate.. ma.. tra 2 anni.. non si troveranno più tv in grado di ricevere segnali analogici.. poi che dovevamo fare.. tutti a prenderci il satellitare??

  • # 7
    Giulio
     scrive: 

    Io posso anche capire che la Telecom non vi piaccia. Mai o non credo affatto che in paesi come la Francia la rete si sia estesa cocì tanto solo perché non c’era la Telecom.
    Anzi c’era eccome: France Telecom!

    Il discorso da noi è diverso. Non is può incolpare una società in quanto tale, ma bisognerebbe incolpare chi s’è preso lo stipendio senza lavorare o lavorando male.

    La Telecom è un male perché amministrata male. Alitalia anche. Poste anche. Ferrovie anche. Devo continuare?

    Incolpare il “nome” serve a poco. Io manderei anzitutto un po’ di manager e politici sotto i ponti (ma anche un po’ di impiegati, funzionari e operai), sostituendoli con gente responsabile e capace. E poi tornerei a vedere se si diffonde più qui o in Portogallo l’adsl (con tutto il rispetto per il Portogallo).

  • # 8
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @The jooooo – i prezzi per le connessioni in banda larga sono alti anche perche’ non c’e’ una reale concorrenza, e’ un circolo vizioso

    @Angelus – la notizia che dai mi risulta del tutto nuova. Puo’ darsi che mi sia sfuggita, hai un link, una fonte da citare?

    @Giulio – la questione non e’ se piace o no la Telecom; ti diro’ di piu’, non credo che ci si possa aspettare che una societa’ faccia un passo indietro per tutelare il libero mercato.

    Per questo esistono istituti di vigilanza, associazioni di consumatori, ed altre figure tra cui in primis la Politica, che dovrebbero tutelare gli interessi dei cittadini.

    Il problema non e’ solo dentro la Telecom, anzi e’ molto “fuori” da essa.

  • # 9
    Giulio
     scrive: 

    @Markingegno

    Sono perfettamente d’accordo con te… Quale società lo farebbe? Credo nessuna di sua spontanea volontà!

    Quello che intendevo dire è che 30-40 anni fa per società monopolista si intedeva una società che si faceva carico non solo dei privilegi (tipici appunto del monopolista), ma anche della qualità del servizio. Il problema è che in Italia i doveri non li cura(va) nessuno, mentre all’estero queste società si sono impegnate e hanno lavorato, gettando le basi per la ricca cablatura che hanno ora e nello stesso tempo hanno guadagnato (mentre qui Telecom è piena di debiti).

    Le autorità garanti, il concetto esteso di libero mercato, la concorrenza, sono arrivati solo dopo. Ma all’estero le società che partivano da basi solide hanno saputo adattarsi e hanno trovato nuove fonti di guadagno. Insomma… Hanno assorbito il colpo! Qui se si liberalizzasse tutto sul serio Telecom sparirebbe in un lampo e questo perché non è stata capace di tutelarsi investendo e creando valore aggiunto per se stessa e per i clienti (e la colpa di tutto ciò sta tanto nei vertici della società, quanto nella politica, quanto altrove).

    Poi il problema infrastrutturale della rete è particolare. Io non credo che nessuna società possa permettersi di costruire per intero la propria rete (su scala nazionale, non parlando di dorsali, ma proprio all’interno dei centri abitati). E’ follia! Ecco perché all’estero, dove la rete di base c’è già (fatta a suo tempo dal monopolista di turno), le cose procedono più speditamente.

  • # 10
    Francesco
     scrive: 

    che tristezza…
    sentire queste cose dall’estonia, fino a qualche anno fa membro della defunta unione sovietica e ora pioniere di reti wireless wifi,(gratuite in tutti i bar, stazioni, treni, benzinai, e chi + ne ha + ne metta), wimax, dove l’ipod diventa cellulare skype (come tutti gli smart phone) dove si vota su internet, dove l’83% usa internet bank (secondi solo alla finlandia con l’84%). dove tutto si fa da casa. senza spostarsi e inquinare.
    e non venitemi a dire la solita litania che sono solo 1,4 milioni di abitanti. Sono stato in Giappone ed ‘e la stessa cosa.

  • # 11
    Comunicare un servizio « Anna Torcoletti
     scrive: 

    […] circolare in Italia a breve/medio…Lungo(?) temine. Se ne sta parlando molto in rete (1, 2, 3 …) e da quanto si legge sia nei post che nei commenti la sfiducia sta prendendo un pò piede […]

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