di  -  lunedì 17 maggio 2010

Cortesia NASA

Esattamente venticinque anni fa, nel 1985, si è cominciato a parlare di quello che poi è diventato il famosissimo Buco nell’Ozono.

Nel Maggio 1985 è comparso sulla rivista Nature un articolo con la firma degli studiosi Farman, Gardiner e Shanklin in cui veniva sottolineato come lo strato di ozono che circonda e protegge la Terra dai raggi ultravioletti del Sole, si stava assottigliando sempre più e, nella zona sovrastante il continente Antartico, era così sottile da poter essere definito un “buco” (sebbene questo non sia il termine più appropriato).

Questa scoperta ha causato un grande shock nella comunità scientifica, che si aspettava di poter sottovalutare il problema almeno per il successivo decennio, e ha toccato gli animi di praticamente tutto il mondo, mettendo alla luce come il comportamento umano possa avere delle conseguenze anche molto importanti sulla natura che ci circonda.

Ma procediamo per gradi. Che cos’è lo strato di ozono che circonda la Terra e perché ci preoccupiamo tanto a difenderlo?

Lo strato di ozono si estende tra i 20 e i 40 km sopra la superficie terrestre, e assorbe dal 93 al 99% della radiazione ultravioletta proveniente dal Sole (in particolare le radiazioni UV-B e UV-C, le più energetiche e quindi pericolose).

La radiazione ultravioletta è una radiazione elettromagnetica ad alta energia potenzialmente molto pericolosa per l’ uomo e per moltissime altre forme di vita sul nostro pianeta. Per questo è estremamente importante difendere questo tutto sommato sottile strato di ozono, perché è di vitale importanza per l’equilibrio della vita sul nostro pianeta.

L’atmosfera terrestre è ricca di ossigeno molecolare (O2) che, alle elevate altitudini della stratosfera, viene rotto in due singoli atomi di ossigeno dai raggi solari. L’atomo di ossigeno, a questo punto, si può legare con una molecola di ossigeno, formando così una molecola di ozono (O3). L’ozono è di sua natura instabile, e tende quindi a rompersi nuovamente in una molecola più un atomo di ossigeno. Questo ciclo, che avviene in continuazione nella zona superiore dell’atmosfera terrestre, viene chiamato ciclo dell’ozono, ed è illustrato nella figura qui sotto.

La stragrande maggioranza dell’ozono dell’intera atmosfera terrestre (circa il 90%) è concentrato nella fascia tra i 20 e 40 km di altitudine ma, se vi sembra molto, pensate che questa stessa quantità di ozono ricoprirebbe uno strato spesso solo pochi millimetri, se sottoposto alla pressione atmosferica che c’è al livello del mare.

E’ stato osservato come nell’atmosfera sovrastante l’Antartico, negli anni 80 la concentrazione dell’ozono sia diminuita a circa un terzo del suo valore misurato nel decennio precedente. In particolare questo “buco” sembra essere correlato con la primavera australe.

La spiegazione più classica di questo fenomeno è che sostanze inquinanti chiamate clorofluorocarburi (CFC), volatili e molto usate negli spray utilizzati nell’ultimo secolo, vengono rotte dalla radiazione ultravioletta del Sole ad altitudini molto elevate, oltre i 40 km.

La circolazione d’aria dell’atmosfera contribuisce quindi  a trasportarle ad altitudini più basse, attorno ai 20 km, dove incontrano le molecole di ozono. Durante l’inverno Antartico, queste molecole inquinanti si congelano sotto forma di particelle ghiacciate e, tramite una serie di reazioni chimiche, vengono convertite in molecole di cloro (Cl2). Con l’arrivo della primavera, le particelle ghiacciate si sciolgono liberando le molecole di cloro.

Il cloro ha l’antipatica capacità di “mangiarsi” l’ozono, ritrasformandolo in semplice ossigeno:

Cl + O3 → ClO + O2

ClO + O3 → Cl + 2 O2

Queste reazioni vanno quindi ad inserirsi nel ciclo dell’ozono, rovinandone il delicato equilibrio e riducendo la quantità totale di ozono presente nell’atmosfera.

Ma veniamo alle buone notizie: il problema della riduzione dell’ozono non è stato sottovalutato dalla comunità internazionale. Nel 1987 è stato firmato il Protocollo di Montreal, che ha sancito una serie di regole molto rigide riguardanti l’utilizzo delle sostanze CFC. Oggi, 25 anni dopo, possiamo dire con certezza che lo sforzo congiunto di tutte le nazioni ONU ha dato i suoi frutti. La quantità totale di ozono presente nell’atmosfera è ancora diminuita leggermente, ma il trend si sta decisamente invertendo, e per il 2080 ritornerà ai livelli del 1950.

Questo risultato è molto importante soprattutto in quanto dimostra come l’uomo, nel suo insieme, è in grado di prendere decisioni importanti per difendere il proprio pianeta, se questo diventa necessario. E allora cosa aspettiamo a correre ai ripari anche per quanto riguarda il riscaldamento globale?

Purtroppo il parallelismo non è così semplice, poiché il buco nell’ozono presentava all’umanità dei rischi molto tangibili e a breve termine, come il tumore alla pelle o la cateratta. Nel caso del riscaldamento globale la situazione è diversa, è molto difficile per l’uomo della strada comprendere i rischi dell’innalzamento della temperatura terrestre.

Inoltre i gas CFC erano ormai già vecchi quando sono stati sostituiti, e le industrie sono riuscite a eliminarli senza dover incorrere in eccessivi costi aggiuntivi. Le cause dell’effetto serra, invece, sono svariate e spesso contestabili, per cui è molto difficile trovare una politica unica che ci aiuti a combattere questo problema.

Forse è giunto il momento in cui la popolazione cominci a dare il buon esempio ai propri politici, e faccia il primo passo per cambiare il proprio stile di vita e dimostrarsi sensibilizzata alla condizione del nostro pianeta…

24 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    gabriele
     scrive: 

    Ho qualche dubbio sul trionfalismo ambientalista espresso in questo articolo.

    Il problema è che ai tempi dell’allarmistico articolo non si studiava da abbastanza tempo lo strato dell’ozono (peraltro i primi studi ben organizzati sono successivi alla diffusione dei CFC), il meccanismo stesso con cui questi reagivano con l’ozono non era ben chiaro, etc. Ho anche letto di alcuni scienziati che ipotizzavano che l’assottigliamento dell’ozono ai poli fosse parte di un ciclo naturale. Badate bene: potrebbero aver ragione o torto, ma il fatto stesso che sia legittimo fare questa ipotesi dimostra che non si è studiato il fenomeno per un tempo sufficiente.

    Sicuramente un’ottima storia sul potere politico degli ambientalisti, ma una pessima storia di scienza.

  • # 2
    davide
     scrive: 

    Complimenti per l’ottimo articolo… come sempre :)

    x Gabriele
    potere politico degli ambientalisti… ?!?!
    Commento a dir poco ingenuo.
    Lavoro come chimico per una multinazionale del settore… e gli ambientalisti sono l’ultimo dei problemi dei nostri clienti.

  • # 3
    Roberto
     scrive: 

    Oh, mi chiedevo proprio quando avresti parlato di questa buona notizia. Brava!

    Che ne pensi di un articolo dove si affrontino le affermazioni tipo “la più calda estate degli ultimi 150 anni”? A casa mia significa che 1859 c’è stata un’estate più calda, eppure l’inquinamento era certamente minore… è forse una questione di trend sul lungo periodo?

  • # 4
    Notturnia
     scrive: 

    hehe quella dele estati più calde etc è una gran cavolata..
    1. non c’è storia decente del passato per poter fare quelle sparate.. secondo.. a sentire chi era vivo anche solo 70 anni fa e che quindi.. nonostante l’invecchiamento le renda più sensibili alla temperatura.. anni addietro.. e si parla di 40-50 anni fa.. faceva anche più caldo.. io stesso ricordo estati di 20-25 anni fa molto più calde di quella di 4-5 anni fa che era considerata la più calda del secolo..
    e ricordo perchè fra l’altro avevamo fatto i compiti estivi per le elementari e avevamo riportato la temperatura ogni giorno.. e ho visto il quaderno.. e mi sono trovato un estate con 38 gradi in casa e 45 fuori.. da confrontare con quella più calda del secolo che ha toccato i 43 ..

    anche l’ozono.. sarebbe da discutere.. ricordo quando venne fuori che anche il metano poteva generare il problema e che magari non era colpa nostra.. o come l’aumento della temperatura era generato in maniera notevole da alcune miniere di carbone che stanno bruciando da quasi un secolo rilasciando tanti di quei gas “serra” che fa paura ..

    etc..

    non riesco a trovare una “verità” assoluta ne da una parte ne dall’altra.. vedo solo persone che tirano acqua al proprio mulino.. che siano gli ambientalisti o che siano gli altri.. ognuno vede il problema come preefrisce e crea quello che serve per renderlo credibile.. ci sono numeri inoppugnabili.. ma anche spiegazioni molto fantasiose per raggiungere il proprio scopo (non parlo dell’articolo ma di quello che dicono nei gironali i “verdi” e non-verdi)

  • # 5
    sofc
     scrive: 

    queste della memoria sulla temperatura di cinquant’anni prima o delle temperature misurate alle elementari è proprio ridicola… questi sono aneddoti. le affermazioni sull’aumento della temperatura terrestre fanno affidamento su dati che, per quanto difficili da valutare per il passato remto, sono regolarmente registrati in stazioni scientifiche e SOPRATTUTTO sono la media delle temperature in tutto il globo.
    non a caso si chiama riscaldamento globale e non locale :-)

  • # 6
    Dubbioso
     scrive: 

    questa storia dimostra come l’uomo e’ in grado di rovinare le cose molto velocemente e per ripararle ci vuole molto tempo (2080)

    @gabriele
    e’ anche legittimo pensare che molti incidenti stradali avvengano perche’ i conducenti siano stati distratti dai peti delle persone sedute a fianco, altro che velocita’ eccessiva!
    “Badate bene: potrebbero aver ragione o torto, ma il fatto stesso che sia legittimo fare questa ipotesi dimostra che non si è studiato il fenomeno per un tempo sufficiente.” :)

    il potere politico degli ambientalisti ormai e’ diventata un’altra frase con cui si ipnotizzano le masse senza argomentare.
    ma perche’ non osservate il nulla di fatto continuo con cui si risolvono tutti gli incontri internazionali che hanno per tema l’ambiente?

    @Notturnia

    eh, si, il miglior metodo scientifico per studiare la storia della temperatura della terra e’ quella di chiedere ai nonni… :)

  • # 7
    blackshard
     scrive: 

    @gabriele:

    Eh si, il potere politico degli ambientalisti è talmente forte che ormai tutte le auto sono a gas, e l’energia proviene tutta da fonti rinnovabili, e non ci sono più industrie che sversano liquamazzi nei fiumi… eh mannaggia questi ambientalisti che non ci fanno fare quello che c+zzo ci pare…

  • # 8
    G
     scrive: 

    @sofc :

    A prescindere dal dibattito sul riscaldamento globale che è molto piu’ ampio bisogna prendere con le dovute cautele molti dati registrate nelle stazioni, per un semplice motivo : se anche la stazione ha mantenuto inalterata la sua “affidabilità” e sensibilità misurazionale nel corso dei decenni (non è certo, ma prendiamolo per buono), quel che è cambiato molto spesso e l’ambiente intorno ad essa.

    Moltissime stazioni di rilevamento dei dati atmosferici italiane per esempio si trovano in zone che fino a 30/40 anni fa potevano essere considerate rurali (nelle vicinanze degli aereoporti o comunque fuori città). Molte di queste ora si trovano “fagocitate” dalle città che le sono cresciute intorno.

    Dato però che la presenza di aree fortemente urbanizzate altera il clima locale (il fenomeno dell’isola di calore) bisognerebbe prendere in considerazione questo aspetto prima di confrontare temperature registrate in contesti geografici identici ma ambientalmente differenti.

  • # 9
    gabriele
     scrive: 

    @dubbioso
    e’ anche legittimo pensare che molti incidenti stradali avvengano perche’ i conducenti siano stati distratti dai peti delle persone sedute a fianco, altro che velocita’ eccessiva!

    Non è vero, esiste una nutrita letteratura che conferma il rischio per la sicurezza attribuibile alla velocità. Senza contare l’ampia possibilità di studio resa possibile dal lento evolversi della tecnologia dell’automobile (nata all’inizio del secolo scorso) e gli effetti misurabili dei sistemi di assistenza alla guida (che limitano i rischi dell’alta velocità).

    Invece non si è mai studiato lo strato di ozono prima dell’uso dei CFC, ciò vuol dire che non si conosce la sua condizione naturale. Da grande conoscitore della scienza quale sicuramente sei saprai sicuramente che quindi qualsiasi ipotesi sugli effetti dell’uomo su di esso andrebbe presa con le pinze. Detto in altri termini, senza zero come fai a misurare l’uno ?

    Ho parlato di potere politico degli ambientalisti, poiché ho appreso per la prima volta del “buco” dai libri di scuola, con toni annesse terribili premonizioni (ad esempio: aumenti dei casi di cancro alla pelle in Brasile; gli effetti si faranno sentire nei decenni a venire, etc.). Tutte cose peraltro dimostratesi false, ma insegnate ai bambini.
    Comunque non ho mai detto che il potere politico degli ambientalisti fosse infinito e quindi potesse costringere a fare qualsiasi cosa. Capisco che un discorso razionale può essere un problema per alcuni, ma nel mondo reale non esistono assoluti.

  • # 10
    gabriele
     scrive: 

    Aggiungo anche che mi sembra ridicolo negare l’esistenza di una significativa influenza politica delle posizioni ambientaliste, vista l’evidenza dei partiti verdi o di figure come Al Gore. É anche importante notare come spesso questo potere sia slegato, in parte o in tutto, da considerazioni scientifiche. In Italia esiste la conferma sperimentale di ciò: le centrali nucleari.

  • # 11
    Aesyr
     scrive: 

    @gabriele
    Invece non si è mai studiato lo strato di ozono prima dell’uso dei CFC, ciò vuol dire che non si conosce la sua condizione naturale

    Ecco le tipiche bugie di voi negazionisti…. l’ozono è stato scoperto da Schönbein nel 1939, e viene monitorato a livello atmosferico dall’inizio degli anni ’60. L’allarme per la repentina diminuzione di ozono è stato lanciato nel 1979, a cui è seguita un’indagine scientifica internazionale per determinare le cause della riduzione, cioè le reazioni fotochimiche che degradano l’O3.

    Dammi retta gabriele, va a studiare la scienza ufficiale, non ti bere le balle dei negazionisti che parlano di supercomplotti ambientalisti e dintorni.

    ciao ciao

  • # 12
    Aesyr
     scrive: 

    Schönbein ha scoperto l’ozono nel 1839, e viene monitorato dal 1860, c’è un errore nel post sopra.

  • # 13
    Dubbioso
     scrive: 

    @gabriele

    esiste anche una nutrita letteratura che dimostra gli effetti delle radiazioni ultraviolette, cosi’ come si conosce l’effetto dell’ozono sulle radiazioni ultraviolette.
    attualmente non esiste alcuna teoria scientifica totalmente compiuta, ma questo non vuol dire che tutto quello che e’ stato detto dalla scienza non conta niente.
    vedi, affermi che non esiste un assoluto, pero’ cerchi uno zero assoluto che ti permette di misuarare l’uno. lo zero e’ quasi sempre un punto arbitrario.

    sulla politica, francamente non si capisce cosa tu voglia intendere.
    il problema e’ che sui libri di scuola c’erano toni allarmistici sul buco nell’ozono? e che c’entra questo con la politica?
    ed i toni allarmistici erano certamente giustificati, sia se il problema fosse reale, sia se, come affermi tu, non si conosceva bene il problema, anzi, a maggior ragione!

  • # 14
    gabriele
     scrive: 

    Cito una fonte neutrale, Wikipedia (che peraltro non è la fonte dei miei studi):
    The ozone layer was discovered in 1913 by the French physicists Charles Fabry and Henri Buisson. Between 1928 and 1958 Dobson established a worldwide network of ozone monitoring stations which continues to operate today.

    Lo sviluppo dei CFC è quasi parallelo allo sviluppo del monitoraggio di Dobson, cui mi riferivo nei commenti precedenti con “studio”, dato che ovviamente sei vuoi misurare gli effetti devi prima misurare lo stato di partenza.

    Non ho mai parlato di complotti, ma solo di potere politico/influenza degli ambientalisti, non immuni da interessi economici (es. qualcuno crea e vende i sostituti dei CFC e del petrolio). Mi pare logico e razionale che ciò coinvolga anche singoli scienziati, che necessitano di fondi e di pubblicazioni e pertanto sono sensibili, come tutti, agli stimoli del mercato.

    Si può dissentire da quel che dico, ma non mi si può accusare di essere un analfabeta scientifico o di credere a teorie cospirazioniste, almeno non senza prove.

  • # 15
    Dubbioso
     scrive: 

    ah, e per chi avesse ancora dubbi sul global warming, porto questa prova che definirei CONCLUSIVA! :)

    http://lh4.ggpht.com/_R5uffUqiT4E/Sa5aI28Kj8I/AAAAAAAADIs/F4axqAe_Ces/s1600-h/selection_102_63%5B3%5D.jpg

  • # 16
    D
     scrive: 

    La gente potrebbe dare anche il buon esempio però ci sono diverse cose che rendono dura la cosa, prendiamo ad esempio i supermercati che propongono i prodotti “bio” (dai pomodori, all’ammorbidente): sono mediamente il 150,170% più cari di quelli “non bio”, vengono sempre piazzati o in teche separate quasi parlassimo di prodotti di lusso o a diretto confronto con gli altri dove la differenza di prezzo è subito visibile (spesso i “non bio” rientrano in aggressive campagne promozionali, che li rendono ancora più convenienti).
    Alla fine l’idea che si fa strada nella testa della gente è che si tratti di roba inutile, cara e di lusso pur non essendolo perchè a conti a fatti molti prodotti non bio riescono ad offrire aromi e profumi migliori (chiamatela un po’ sindrome del cittadino trasferita in campagna: non sai quanto è bella la natura finchè non passi vicino ad un campo in piena fase di concimazione…).
    Oltretutto nel corso degli anni s’è fatto largo il sospetto che tutta la campagna dei prodotti bio (ma anche quelli del mercato equo e solidale), siano una mezza truffa dove si continuano ad utilizzare “ingredienti” e metodi che hanno poco di bio o equo.
    Credo che l’unico modo per poter dare una spinta a queste cose sarebbe quello di trattare i prodotti non bio come le sigarette però bisognerebbe spingere ad un abbassamento dei prezzi di quelli bio.
    Se non si fa però, forse è perchè tutta sta paura a livello mondiale non c’è e che molti hanno cavalcato l’onda ingigantendo il pericolo.

  • # 17
    MD
     scrive: 

    Mi sembra che le evidenze scientifiche portate da Dubbioso siano inconfutabili.

  • # 18
    Apocalixe
     scrive: 

    Buco dell’ozono in celo, perdita di petrolio in mare, inquinamento dei terreni e ancor peggio delle falde acquifere, produzione di CO2 e di polveri sottili cancerogene… Uso di elementi radioattivi e proliferazione di centrali nucleari, depauperamento di risorse spreco di energie…..

    Che dire di più?

    Se la vita sulla terra, esiste ancora nonostante NOI, allora è vero che un Dio c’è!

    Preoccuparsi per che cosa?

    Preoccuparsi di non distruggere la vita sulla terra?

    Ma noooooo … non vedete come siamo ridotti?

    Siamo alla frutta, la crisi economica è solo l’inizio, ora toccherà anche al resto fino a che l’omo non avrà più nulla da trasformare e distruggere, mentre la natura resterà in uno stato di Morte Apparente in attesa dell’estinzione dell’Umaità intera …. e solo dopo aver epurato la terra del so peggio virus … finalmente la vita tornerà e noi?… Non lo sapremo mai … ma immagino proprio di no… magari il mondo sarà nuovamente dei rettili oppure chi può mai sapere, forse sarà la volta degli insetti!…. Ha Ha Ha …. l’Umanità sostituita dagli scarafaggi!…. Avevano ragione gli antichi egizi ad adorare gli scarabei!
    ———————————————————————-
    http://it.wikipedia.org/wiki/Scarabeo_%28egizio%29
    Lo Scarabeo egizio, chiamato kheperer,era considerato un potente amuleto sin dal periodo tinita con funzione magica-apotropaica di eterna rinascita nel divenire e trasformarsi, assicurando solo eventi felici ed un costante miglioramento delle facoltà intuitive e spirituali.
    Tutanhkamun pendant with Wadjet.jpg

    Il nome deriva dal verbo kheper che significa nascere o divenire ed era associato al dio solare del mattino Khepri, che donava la vita e rappresentava il sacro animale coprofago Scarabaeus sacer aegyptiorum….
    ———————————————————————-

    E con questo? direte voi.
    Bhe, forse per sopravvivere alla nostra stessa maerda, dovremo divntare Coprofagi come lo Scarabeo?…..

    Meditate gente meditate….

  • # 19
    mede
     scrive: 

    ma è verosimile che le sostanze sprigionate dalla lacca per capelli abbiano fatto un buco grosso come due continenti, e poi guardacaso solo sul polo? “i venti li portano li” dissero, ma allora dovrebbe essere il posto più inquinato del mondo…

    o c’erano ANCHE altre cause ben più importanti oppure forse ci hanno raccontato qualche cavolata a suo tempo.

    che poi si rimarginerà è tutto da vedere, loro considerano il trend, ma se dipende dall’inquinamento non sappiamo se riusciremo davvero a tenerlo sotto controllo e tra 50 anni può succedere di tutto. se invece ha altre cause che non conosciamo bhe non sappiamo nemmeno se è una cosa naturale o ciclica…

  • # 20
    mede
     scrive: 

    sono del parere che non sempre i cosidetti ambientalisti ci azzecchino nelle argomentazioni e nelle soluzioni proposte. ma per quanto mi riguarda pensare che abbiano troppo peso politico o troppo potere mi sembra risibile. abbiamo decimato ed estinto centinaia e centinaia di specie che vivevano le nostre terre prima di noi ed erano pure migliori di noi sotto ogni aspetto, specie che erano il risultato dell’evoluzione di migliaia e migliaia di anni, le abbiamo cancellate per sempre senza nessun motivo. e mi vengono a dire che gli ambientalisti hanno troppo potere?

    sui cambiamenti di temperatura del globo, bhe sono scettico anche io, ma sinceramente raggiungere uno stile di vita più sostenibile che ci permetta di campare senza l’ansia che se finisce il petrolio torniamo all’età della pietra e saranno necessari mille o duemila anni prima che (sempre che ce ne sia l’opportunità) la “civiltà” ritorni ad avere un’opportunità

  • # 21
    Cic
     scrive: 

    Perché non portiamo un po’ di stampanti laser al polo per produrre un po’ di ozono? :)
    Infatti le stampanti laser e fotocopiatici sono famose per produrre, oltre a un sacco di altre schifezze, l’ozono.
    Forse grazie alle laser il buco si sta riducendo, nel 1985 forse non ce ne erano così tante da compensare gli spray dannosi.

  • # 22
    Flare
     scrive: 

    @commenti vari: I CFC e compagnia non sono (erano) presenti solo nelle bombolette, ma anche nei sistemi refrigeranti, oltre a dei solventi. Come detto nell’articolo, la quantità di ozono è pochissima e potrebbe risentire facilmente anche di piccole quantità di cloro, di cui un atomo tra l’altro non si limita a “smontare” una sola molecola di O3, ma lo fa più volte (vedi le reazioni citate nell’articolo). Il fatto dei poli invece non è solo questione di venti, ma delle particolari condizioni ambientali (la luce del Sole non tocca i poli per mesi) creando una complessa serie di effetti. Una spiegazione veloce di questo ultimo meccanismo la trovate qua: http://ozonewatch.gsfc.nasa.gov/facts/hole.html

    Certo, è possibile che oltre a questo esistano anche dei cicli naturali ancora non ben studiati e sicuramente i vari allarmismti e catastrofisti spesso si lanciano nelle loro crociate in base a conclusioni troppo frettolose, dando per certo e scontato ciò che non lo è davvero o è solo una possibilità o un fattore secondario dove ci sono più cause. Se parliamo di riscaldamento globale, ci sono dei cambiamenti climatici anche negli altri pianeti, oppure possiamo notare come anche nell’atmosfera di Giove ogni tanto sparisca qualcosa, come recentemente la SEB (South Equatorial Belt), anche senza bombolette :D Quella è una cosa ciclica. Non voglio dire che siano cose vere o una bufala, ma che spesso ciò che viene detto è meno certo di quel che sembra.

  • # 23
    Simone82
     scrive: 

    Mah, io ricordo sempre di aver letto la questione su “L’ambientalista scettico” di Lomborg e non mi pare né che la scomparsa dell’ozono decretasse la fine dell’umanità tra indicibili sofferenze di tumori e quant’altro, né che ci fosse quella diretta correlazione tra CFC e ozono, cioè che esistono studi e scienziati che affermano che fondamentalmente, l’ozono va e viene come cavolo gli pare a lui. Pare (ma non sono uno studioso) che anche in passato lo strato di ozono fosse più sottile di quello del 1950… Chissà chi avrà ragione, se la propaganda ambientalista, la propaganda negazionista o la vera scienza, quella meno conosciuta.

    Forse dovremmo smetterla di pensare che la natura è un corpo immutabile ed immutato all’interno del quale ogni fenomeno che noi chiamiamo raffreddore (cioè una modifica delle condizioni precedenti) è causata solo e soltanto dall’uomo e dalle sue attività.

  • # 24
    mede
     scrive: 

    qui il problema è che gli ambientalisti, pur avendo ogni ragione dalla loro nel richiedere una maggiore attenzione nell’ambiente, a mio modesto parere, invece di usare un metodo scientifico usano argomentazioni politiche strumentalizzando ogni cosa passi per le mani e utilizzando perfino il sistema del terrore mediatico tanto amato dai media di scuola USA. il problema è che li per li ottieni anche dei risultati a breve termine forse ma alla lunga perdi credibilità, e questo è un problema ancora più grande

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.