di  -  mercoledì 20 febbraio 2008

google_real_logo.jpgPhotoshop, il programma di grafica bitmap e fotoritocco più utilizzato in ambito professionale, sbarca su Linux .
Adobe però non c’entra: l’installazione sul sistema operativo open source è possibile grazie all’ultima versione di Wine.

Il supporto di Photoshop era bramato dagli amanti del pinguino da tanti anni e finalmente questo desiderio si sta tramutando in realtà. La compatibilità arriva fino alla CS2, di cui è utilizzabile la maggior parte delle funzionalità (non è ancora funzionante al 100%) e c’è da aspettarsi un ulteriore miglioramento nelle prossime release di Wine. Dietro questo traguardo c’è lo zampino di Google, ma perché?

BigG collabora allo sviluppo di Wine già da tempo. Picasa e Google Earth sono arrivati su Linux grazie ad esso e recentemente da uno dei suoi blog ufficiali fa sapere di aver sviluppato più di 200 nuove patch, tutte mirate al funzionamento di Phosothop, e sembra che anche Flash 8 inizi a funzionare.

Inoltre Codeweaver, compagnia che produce un software basato su Wine che garantisce commercialmente il pieno supporto di MS Office e pochi altri applicativi, ha ricevuto contanti da Google perché intensificasse i propri sforzi per arrivare ad un utilizzo stabile di Photoshop fino alla CS3. Codeweavers attualmente fornisce garanzie e assistenza con Photoshop, ma solo fino alla versione 7.

Google (come tutti noi) sa che Linux è ormai maturo anche in ambiente desktop, frenato soltanto dalla carenza di applicativi disponibili, e ha tanti e validi motivi per spingerlo verso il successo.
Voci che vogliono Google a lavoro su un suo sistema operativo basato sul kernel Linux ogni tanto ritornano, ma è molto più realistico pensare che si accontenti di un appoggio esterno, sulla falsa riga di quanto avviene con Firefox.

Linux è in concorrenza con Windows, anche se finora non ha ottenuto grandi risultati e, visto cosa pensano a Mountain View della Microsoft, basta questo per giustificare un appoggio. Inoltre Google ha in cantiere molti nuovi servizi orientati al web, che avranno bisogno di software capace di supportarli decentemente, ma più Windows è diffuso, più lo è anche Internet Explorer.
Il browser di casa Microsoft di sicuro non è una garanzia da questo punto di vista, sia perché finora il suo sviluppo non è stata una priorità, sia perché, se consideriamo la rivalità tra i due colossi, se le future versioni potranno mettere i bastoni tra le ruote di Google lo faranno.

4 Commenti »

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  • # 1
    Claudio
     scrive: 

    A però…
    Predicare tanto l’open source e volere a tutti i costi un programma che costa fior di quattrini….
    Questo la dice lunga su quanti usano i sistemi Linux solo perché gli è stato detto che sono meglio di quelli Microsoft… Alla fine non sanno neanche il perché lo sarebbero.

  • # 2
    Gianluca
     scrive: 

    Non sono molto d’accordo con quanto scritto da Claudio. Io uso Linux e Gimp per lavorare con le fotografie, ma c’è anche tanta gente, soprattutto professionisti che sono obbligati ad usare windows o mac per l’utilizzo di photoshop, quindi ben venga la disponibilità di questo applicativo anche su Linux. Avere tanta scelta di software, anche molto costoso, servirà solo a dare più spinta a Linux.
    Non mi sembra giusto privare questo sistema operativo degli applicativi commerciali, poi nessuno obbliga ad usarli :)

  • # 3
    Gio'
     scrive: 

    Nemmeno io sono d’accordo con Claudio, proprio per niente.
    Anzi, rivolgendomi a Claudio, anche se ormai il post è vecchio e questa discussione cadrà probabilmente nell’oblio, dico soltanto che una cosa è il sistema operativo, un’altra i programmi.
    Linux è meglio di Windows, non su tutti gli aspetti, ma innegabilmente sulla pulizia e linearità della “costruzione” del sistema, quindi sulla stabilità intrinseca e sulle migliori prestazioni. E’ un sistema operativo che salvo modifiche strane funziona sempre, si avvia sempre nel medesimo tempo, gestisce l’hardware in maniera spesse volte più efficiente ed è libero da ogni condizionamento o modifica dell’azienda madre o affiliate (vedasi la differenza in prestazioni di Amd con Windows e Amd con Linux, causata dal compilatore Intel, tanto per dirne una).
    Molti utenti NON usano Linux semplicemente perchè non se ne farebbero un tubo. Un esempio? Ho molti amici che studiano architettura e che vivono di Autocad e Archicad. Esiste Autocad per Linux? No, perchè la Autodesk ha deciso che non deve esistere, nemmeno su Mac per dire, quando invece se non sbaglio Autocad esisteva anche per Mac, prima che la Autodesk lo comprasse. Forse mi confondo, ma sicuramente c’era un programma di disegno tecnico e progettuale per Mac che poi non è più stato portato avanti a favore della sola piattaforma Win. In questi casi cosa se ne farebbe uno studente di architettura di Linux? Asssolutamente nulla, tanto vale usare Windows con le intrinseche magagne che si porta dietro.

    Tutto questo per dire che purtroppo non siamo liberi di scegliere il sistema che vogliamo, a prescindere dalle qualità del sistema stesso, semmai siamo obbligati a scegliere il sistema su cui girano i programmi di cui abbiamo bisogno.
    Ecco quindi che un eventuale porting di un programma così celebre come Photoshop su piattaforma Linux può solo che fare del bene, visto che come per gli studenti di architettura, anche per chi si occupa di grafica avere photoshop sotto linux è un’ottima risorsa.
    In fondo non è un mistero il fatto che se Linux avesse dalla sua i videogiochi, i driver e i principali applicativi, sarebbe molto più usato.
    Detto così può suonare come “su Linux manca tutto, ovvio che nessuno lo usa”, in realtà intendo solo dire che a Linux mancano per ragioni commerciali i supporti ufficiali o diffusi che l’utenza si aspetta di trovare. Sto scrivendo da un Pentium IV con Ubuntu 9.10 installata su e faccio tutto quello che mi serve. Unico fastidio: il programma di gestione del mio Sony Ericsson non esiste per Linux, come non esiste AnyDvd e CloneDvd. Questo mi impedisce di usare Linux per tutto il resto? Certo che no, e infatti faccio tutto il resto. Io però sono un utente più abile della media. Se avessi le competenze informatiche di qualche anno fa e mi trovassi senza i miei programmi preferiti, e non avessi voglia di cercare o informarmi riguardo alle alternative, probabilmente avrei rinunciato a usarlo. Ecco un bellissimo esempio di come il software può limitare la diffusione del sistema. A prescindere dal fatto che il sistema sia valido o no.

  • # 4
    Justin
     scrive: 

    Io C’e Cr3D0 k3 l magg part di no1 514 f41gH4 ù.ù

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