di  -  lunedì 26 ottobre 2009

Wave è l’ultima novità lanciata da Google in beta preview, ed è il caso di non sottovalutare il significato di queste due parole: stiamo parlando di un prodotto ancora nelle sue fasi embrionali di sviluppo, fasi tanto delicate che il team australiano che lavora al progetto sta lentamente diffondendo gli inviti all’anteprima.

Centomila gli account attivati in tutto il mondo, ed è stato subito caccia all’invito. Confermate le aspettative che quelli di BigG avevano da tempo fissato molto in alto, come ci ha raccontato Enrico a giugno di quest’anno: Google Wave sarebbe stato qualcosa di assolutamente innovativo, tanto che avrebbe mandato in soffitta la posta elettronica.

wave

Dopo averne testato l’anteprima posso dire che è sicuramente troppo presto per dire se la buona vecchia email debba sentirsi minacciata da Wave, ma sicuramente siamo di fronte ad uno strumento nuovo con notevoli potenzialità di crescita, fino a quando non sarà rilasciato in maniera definitiva.

Per approfondire ulteriormente le mie impressioni, ho aperto una wave pubblica dedicata proprio a questo argomento, i punti di forza e di debolezza di Google Wave. Dalla conversazione sono emersi alcuni punti condivisi:

  • ha evidenti problemi di usabilità dovuti alla sua giovinezza
  • è necessario un po’ di tempo prima di iniziare a capire come muoversi, proprio perché ci si trova di fronte a qualcosa di diverso dal solito
  • allo stato attuale wave sembra prestarsi in maniera particolarmente efficace per la gestione di progetti relativamente semplici da un gruppo di persone non troppo ampio, diciamo che oltre le quindici venti persone la wave comincia ad essere un po’ caotica, ma al momento ci sono wave pubbliche con oltre cento utenti, per fortuna non tutti collegati ed attivi contemporaneamente
  • (corollario al punto precedente) dato il numero relativamente limitato di account disponibili, al momento sono in pochi quelli che possono usare questo strumento in team, e quindi si utilizzano le wave pubbliche per prendere dimestichezza
  • una caratteristica molto apprezzata di Wave è il fatto che permetta di lavorare live, addirittura vedendo il testo digitato dagli altri utenti, mentre scrivono, lettera per lettera
  • elementi multimediali inseriti con un semplice drag & drop(trascinamento col mouse), assieme alle funzionalità introdotte grazie alle estensioni e ai bot, aprono a sorprendenti possibilità di utilizzo futuro

In molti hanno anche notato che in realtà Wave non fa niente di straordinariamente nuovo, semmai accorpa, sintetizza e sincronizza strumenti come la mail, la chat e il forum.
E’ il destino del web2.0 forse, quello di non essere riconosciuto come assolutamente nuovo, ma piuttosto come evoluzione di ciò che lo ha preceduto. Poco importa, l’uso dell’etichetta web2.0 è una convenzione, ma ciò non può sminuire la portata ed il cambiamento che ci sono stati e che sono in corso nella Rete.

Allo stesso modo, il fatto che le origini di Wave siano rintracciabili in ciò che lo ha preceduto non può oscurare le innovazioni introdotte, le cui potenzialità sono tutte da esplorare, e passano proprio dalla integrazione con la posta elettronica, l’instant messaging e l’utilizzo delle estensioni e dei bot.

Come la storia ci insegna, l’arrivo di un nuovo strumento di comunicazione, non necessariamente implica che i preesistenti siano messi in soffitta. Non credo affatto, dunque che Wave possa sostituire la mail, e a dirla tutta, secondo me non lo pensano nemmeno a Mountain View. Il messaggio che gli interessava far arrivare è che Wave è qualcosa di nuovo che prima non c’era, e questo è vero. Sebbene gli ingredienti siano tutti noti, il risultato finale della loro unione è una portata del tutto originale, e molto promettente.

14 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    elevul
     scrive: 

    Domanda: puoi invitare altre persone alla beta? Se si, potrei avere un invito anche io, che seguo il progetto fin dall’inizio e sarei curiosissimo di provarlo in prima persona. :D

  • # 2
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    No, mi spiace, mi hanno attivato l’account senza alcun invito disponibile.

    Comunque per la precisione, non si tratta di veri e propri inviti, ma piuttosto di “segnalazioni” al team di Google che provvedere ad erogare gli inviti veri e propri.

  • # 3
    elevul
     scrive: 

    E le segnalazioni debbono essere fatte da aziende/riviste che lavorano in campo informatico?
    Se si, nel tuo caso la segnalazione è stata inviata dall’ufficio PR di hwupgrade o da qualcun altro?

  • # 4
    andres
     scrive: 

    Io penso più all’ennesimo flop di Google, che ultimamente sta aprendo progetti un pò ovunque…

  • # 5
    cla
     scrive: 

    @andres, quali sono gli altri flop?

  • # 6
    andres
     scrive: 

    @cla
    La lista è lunga…
    Cito a caso, ma ce ne sono molti altri…

    Google answer (chiuso se non sbaglio)
    Google lively (community alla second life)
    Orkut (social network)

    Poi ci sono i mezzi flop…

    Chrome (che, piaccia o meno, ha una quota risibile rispetto alle aspettative)

    Gtalk (che fra l’altro a me piace, ma che rimane decisamente poco usato rispetto a Skype e compagnia)

    Google Video (decisamente un flop, tanto che G si è poi presa Youtube)

  • # 7
    Con Google Wave è facile collaborare, organizzare e produrre
     scrive: 

    […] il nocciolo della questione. Come dice Markingegno Google Wave è stato reputato, fin dal primo video in anteprima, un modo completamente nuovo di […]

  • # 8
    Vincenzo
     scrive: 

    @cla Google Lively, ad esempio?

  • # 9
    avve
     scrive: 

    andres, solo chi non fa un c* non sbaglia mai un colpo :)
    a parte le battute, io non recriminerei i flop di google, anzi plaudo alla vena inventiva e innovativa della società, che tra l’altro ha saputo fin da subito proporre un taglio nuovo nel modello di ricerca e sviluppo rispetto a quanto precedentemente adottato dai precedenti big. Cioé: si espone.
    Questo significa che anche apple, microsoft, nokia, ecc… hanno fatto, fanno, e faranno i loro flop, e tuttavia la loro politica è di vergognarsene e cercare di nasconderli il più possibile.
    A me la logica googlesca di buttarsi subito all’arrembaggio mi sembra molto più intraprendente, coraggiosa, e sono convinto che alla fine paghi in quanto ne ricavano un feedback da parte dei betafruitori che vale ogni flop, perché concorre alla creazione di un know-how da investire in nuovi innovativi progetti.

  • # 10
    andres
     scrive: 

    @avva
    Certamente, hai ragione, chi non rischia (e quindi a volte sbaglia) non fa flop, ma nemmeno progredisce…
    Detto ciò, personalmente ho smesso da un pezzo di guardare Google con acritica simpatia: il rischio concreto è quello di una prossima Microsoft del web, cioè un (semi)monopolista non solo della ricerca, ma di un sacco di altre cose: se ciò accadrà, non sarà affatto un passo avanti per la rete, ma un bel passo indietro…
    Oltretutto, nel tentativo di occupare ogni ambito del web (spesso nel modo più immediato, ossia tramite poderose campagne acquisti), Google negli ultimi anni sta perdendo un pò di specificità…

  • # 11
    Kralizek
     scrive: 

    come si trovano wave pubbliche?

  • # 12
    caino
     scrive: 

    Trovo Wave troppo embrionale e meno sensazionale del previsto. Mi ha deluso, lo trovo dispersivo e poco utile.
    SE volete ci sono diverse vendite su ebay degli inviti a pochi spiccioli…

  • # 13
    francesco
     scrive: 

    e’ un po’ riduttivo dire che G ha fatto molti flop.
    Orkut e’ popolarissimo, in molti paesi, molto piu’ di FB che fra’ l’altro e’ molto piu’ invasivo e pieno di spam applicazioni inutili e pubblicita’.
    gmail ce l’ho dal 2004, appena me ne hanno parlato mi sono fatto invitare e ho invitato un sacco di italiani che non sapevano manco cos’era.
    orkut (nato dal nome del turco che l’ha progettato per gioco http://en.wikipedia.org/wiki/Orkut) e gtalk li uso da anni assieme a decine di amici, conosco gente in tutto il mondo, dal brasile (dov’e’ popolarissimo, al giappone, ai paesi scandinavi).

    premetto che vivo in scandinavia e quassu’ non c’e’ stato bisogno di tradurre fb in lingua locale per farlo diventare popolare, in italia e’ scoppiato il bubbone fb solo quando l’hanno tradotto vista l’ignoranza generale del bel paese nelle lingue straniere.
    Wave non lo conosco, ma probabilmente i cervelloni o cervelletti di Google l’hanno studiata bene prima di pubblicarlo, ci sono programmi analoghi di MS e di adobe (adobe air se non mi sbaglio) simili ma a pagamento.
    saluti

  • # 14
    Viky
     scrive: 

    Finalmente un articolo oggettivo, serio e fatto veramente bene.
    Ritengo che a differenza di altri che sparano sulla croce rossa, dia la vera filosofia che guida (e speriamo continui a guidare) Wave.
    Sebbene gli ingredienti siano tutti noti, il risultato della loro unione è originale e promettente.
    Siamo di fronte ad un prodotto che prima non c’era.
    Sto usando intensamente Google Wave da un paio di giorni e ne sono pienamente soddisfatto. Magari 2 giorni sono pochi ma bastano a capire con cosa hai a che fare. Non è un applicativo per chiacchierare o un social network alternativo (già ne abbiamo abbastanza!)e non può essere capito immediatamente finchè non si ha l’esigenza di far collaborare gruppi di persone. Il mio gruppo è formato da 6 persone che formano un comitato di quartiere molto attivo. Prima di Google Wave avevamo le nostre caselle di email invase da migliaia di messaggi ingestibili. Abbiamo tentato con forum, blog, skipe, google groups. Niente! Google Wave ci da la possibilità di fissare un WEave (un progetto) e di discuterne a profusione, allegare foto, mappe, appuntamenti e tutto è sempre li pronto ad essere consultato dal gruppo.
    Non mi risulta esista niente di simile, e free, sulla rete.
    Google Wave non solo va capito ma deve essere utilizzato da gruppi (anche molto numerosi) che ne riescano a sfruttare le grandi possibilità.
    E poi non è da sottovalutare sia il suo legame con Gmail sia l’apertura libera all’iscrizione (ormai l’invito non serve più anche se va comunque effettuato per la formazione del gruppo).
    Spero vivamente che Google Wave non vada perso…

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.