di  -  mercoledì 30 settembre 2009

Credo che esistano ben poche personalità di spicco della comunità open source in grado di rivaleggiare con Richard Stallman quanto a notorietà, fama e… idolatria (Linus Torvalds è uno di questi, grazie alla diffusione di Linux).

Nel bene e nel male ha rappresentato un (il) punto di riferimento per quanto riguarda lo sviluppo non soltanto di software gratuito, ma di una filosofia che propaganda ormai da una quarto di secolo il concetto di software “libero” (sebbene esistessero già da tempo iniziative simili, anche se isolate).

Purtroppo complice forse anche l’inclemente età che avanza, sempre più si sta dimostrando un pessimo portavoce di questi “valori”, con iniziative e uscite che travalicano la semplice e civile diversità d’opinione

E’, infatti, di pochi giorni la notizia di come abbia pubblicamente additato Miguel de Icaza, noto sviluppatore che tanto ha fatto per la comunità (GNOME e Mono sono fra le sue creature più conosciute e apprezzate, e… non sono le sole), d’essere un “traditore” per il solo fatto di essere coinvolto in CodePlex.

Questi è un progetto di Microsoft che, ovviamente, rappresenta il male assoluto per Stallman, a prescindere da qualunque intento. Poco importa che si tratti di un sito di hosting di progetti (sulla falsariga di SourceForge o Google Code), e per i quali non accampa alcun diritto su codice, documentazione e informazioni depositativi, come si può chiaramente leggere dai termini della licenza d’uso.

Insomma, basta accostare il proprio nome a quello della “BigM” per essere automaticamente marchiati dell’infamia del tradimento. Gli atti, cioè sgobbare per la comunità, non sono importanti.

D’altra parte Stallman non ha mai nascosto la sua profonda (ma soltanto recente, come vedremo più avanti) avversione per C#, tant’è che nell’ultima intervista continua a sollecitare la disinstallazione di applicazioni sviluppate con questo linguaggio (in particolare quelle che lui definisce “core“, quindi essenziali / critiche).

Non si scaglia apertamente contro Mono, ma visto che l’unico compilatore incluso nel progetto è quello per C# (è stato avviato anche un progetto per realizzarne uno per VB.NET), non è chiaro che senso avrebbe Mono togliendo di mezzo C# o non usandolo, se non per qualche progetto banale.

Il che suona decisamente anomalo, visto che nel 2001 lo stesso personaggio annunciava trionfalmente il supporto a due progetti, Mono e DotGNU (che hanno intenti simili):

“Mono will enable you to run your C# programs on the free GNU/Linux operating system using exclusively free software. With Mono, you will be able to use C# if you wish, without surrendering your freedom to study, share, change, and generally control all the software that you use.”

Cambiare idea è lecito, ci mancherebbe, ma certo è difficile leggere di così pesanti ribaltoni (anche se noi italiani ci siamo forse un po’ abituati grazie ai nostrani saltimbanchi della politica). Comunque più che di passare a idee diametralmente opposte, qui sembra di trovarsi di fronte a una persona che non sa nemmeno lei cosa voglia (arrivando anche a confondere arbitrariamente Mono e C#):

C# non va bene perché è “pericoloso”, e riguarda qualunque implementazione “libera” (quindi anche il suo DotGNU), causa cospirazione della solita Microsoft. Implementare C# non è necessariamente un male, specialmente se è “libero”. Infatti il problema non è nel C#, ma nelle applicazioni scritte in C#. Ma C# potrebbe venire a mancare, quindi è meglio non usarlo e non installarne le implementazioni.

Dite che ce n’è abbastanza per una bella camicia di forza? Ma Stallman non è certo nuovo a uscite così “singolari” e spesso poco coerenti. Ne riporto soltanto alcune prese dal web (spesso su segnalazione di un amico con un gran senso dell’umorismo; grazie Marco!), ma abbastanza significative per farsi un’idea di cosa “pensa” quest’energumeno, anche in ambiti diversi dall’informatica:

La comunità open source è veramente convinta che un personaggio del genere la debba rappresentare? Una persona che dimostra di essere aliena tanto al mondo reale, quanto a quello strettamente tecnologico? Che ha idee confuse e contraddittorie? Che non mostra rispetto per le idee e il lavoro altrui, persino di fondazioni benefiche? Che ha snaturato l’essenza del termine “libero” a suo uso e consumo, arrivando a sostenere la necessità di una società liberticida (con SOLO software libero)?

Edit: la parte dell’articolo nel quale si espone la posizione di Stallman sul tema della pedofilia volontaria presentava sia una traduzione sia l’estratto dell’affermazione originaria dello stesso Stallman, con fonte. La traduzione utilizzata non precisava in modo chiaro e univoco quanto espresso da Stallman in materia, pertanto è stata corretta. Ci scusiamo per il disguido che questo possa aver creato.
Paolo Corsini

370 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Banjo
     scrive: 

    Sì insomma un imbecille

  • # 2
    Alberto
     scrive: 

    Bah.. stallmann deve aver preso roba cattiva in un certo momento della sua vita.. e quindi ora ne paga le conseguenze.

  • # 3
    Yakkuz
     scrive: 

    Sicuramente è una persona strampalata, probabilmente potrebbe avere dei problemi e ha delle idee estremistiche (il che imho è quasi sempre un male), avendo avuto l’opportunità di conoscerlo, potrei facilmente aggiungere simpatici commenti su alcune sue “performance”, ma non è questo il punto, insomma, il succo del discorso è pure giusto e condivisibile, ma non incorra nell’errore di demonizzare in maniera estrema una persona.

  • # 4
    Mister24
     scrive: 

    Un pazzo da manicomio, mai sentite frasi più assurde.

  • # 5
    Mister24
     scrive: 

    Una piccola aggiunta, secondo me alcuni degli aneddoti sopra riportati sono leggende metropolitane. Come quella che per navigare su internet usa wget per scaricare la pagina.

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non sono leggende metropolitane, ma la pura verità. Puoi controllare tu stesso, perché ho fornito dei precisi link a suoi messaggi / lettere / pagine per ogni fatto che ho riportato. ;)

  • # 7
    Alessandro
     scrive: 

    Per quanto riguarda MONO, si riferisce soprattutto alla licenza molto particolare con la quale MS ha concesso di reimplementare tecnologia .NET. Sostanzialmente non dimentichiamoci, dell’ “abbraccia, estendi, distruggi” che MS ha operato in passato conalcune tecnologie – azione per le quali ha anche ricevuto condanne, quando però i competitor erano ormai falliti -. Non ritengo Stallman un persona perfetta, ma su MONO, ha tutt’altro che torto.

  • # 8
    EnricoG
     scrive: 

    Spesso i geni come Stallman hanno gravi problemi di socializzazione e di contatto con la realta’, l’eta’ non aiuta e ormai sarebbe ora che venisse semplicemente ignorato perche’ fa un po’ male vedere un uomo cosi’ brillante mettersi in ridicolo da solo.

  • # 9
    Nat
     scrive: 

    Beh decisamente qualche problema serio ce l’ha a leggere queste dichiarazioni. Onestamente, i fanatici, in qualsiasi ambito siano (in questo caso tecnologico), nn mi sono mai piaciuti.
    Un conto e’ avere ideali e volerli portare avanti, un’altro e’ demonizzare tutto cio’ che non corrisponde al proprio pensiero al 100%.

    Bellissima l’affermazione secondo cui il software libero nn deve essere una scelta, un alternativa, ma l’unica obbligata… alla faccia di software “libero” xD

  • # 10
    Programmatore
     scrive: 

    si vabbeh adesso il c# è destinato a sparire!, questo è pazzo. io lo uso da quando il mio professore universitario nel 2001 mi consegno la beta1 di .net 1.0 dicendomi di provare questo e realizzare lo stesso progetto che avevo fatto in c++, da allora non ho più lasciato il c# e sono 6 anni che lo uso professionalmente, inoltre penso che sia uno dei linguaggi più usati.. (insieme al visual basic che io abolirei per sempre…)

  • # 11
    j
     scrive: 

    Banjo:

    Sì insomma un imbecille

    un imbecille un po’ laido, se si considera come si presenta e come si comporta ( http://www.youtube.com/watch?v=I25UeVXrEHQ ) alle conferenze che è invitato a tenere…

    il quadro è quello di una persona dalle capacità “sociali”, scarse (indubbiamente, togliersi le scarpe in pubblico, toccarsi i piedi ed “altro” è indice di eduzcazione e rispetto per gli altri…)
    ora però, nel mondo reale, praticamente ogni contesto (a maggior ragione ove vi sia visibilità pubblica, incarichi di responsabilità…) tra due persone di *pari capacità* si tende immancabilmente a preferire quella con le migliori capacità e il miglior modo di porsi nelle relazioni interpersonali, quella con cui è più facile rapportarsi
    quello che mi chiedo (e che penso sarebbe meglio se anche altri si chiedessero) è: l’ aver scritto un compilatore C, una shell, un editor (EMACS, che a giudicare da uno dei link di cui sopra, necessita di apporti di sviluppo a quanto? 25? anni dalla sua creazioni iniziale) e aver diffuso nel mondo una “visione” su come il sw deve essere (meglio, il principio che il sw debba essere gratuito e il suo sorgente, pubblico, cosa che cozza pesantemente con le esigenze dei professionisti del sw e dell’ industria in genere, ma questo è un altro discorso) rendono stallman ancora *indispensabile* a 25 anni dalla crezione iniziale del progetto GNU?
    giustifica o fa sì che si possa sorvolare su qualunque sua stranezza?

  • # 12
    ArgusMad
     scrive: 

    Complimenti per la bella forca maledizione.

  • # 13
    j
     scrive: 

    Alessandro:

    Non ritengo Stallman un persona perfetta, ma su MONO, ha tutt’altro che torto.

    ha tutt’ altro che torto se pensi che “MS sia il male” a prescindere e se ragioni in un’ ottica non pragmatica ma dogmatica

    ha torto, o quantomeno quello che dice è opinabile, se si resta con i piedi per terra e si ragiona in termini pragmatici e non di semplice FUD…
    ora, se un determinato framework è uno strumento pratico ed efficiente per uno o più motivi (ricchezza di funzioni, supportare linguaggi di programmazione diversi, supportare paradigmi di programmazione diversi, implementare una API razionale e avvallata da uno standard industriale (contrariamente alla pletora di altri framework in circolazione), ecc) che altri framework non offrono,
    il programmatore di applicazioni pragmatico semplicemente valuterà i vantaggi conseguenti dall’ uso del framework contro l’ eventuale svantaggio del non potersi rivolgere a una parte del potenziale bacino di utenza (quella utilizzante sistemi operativi non supportanti il framework), e potrebbe arrivare a concludere che il “vendor lock in” a cui accenna stallman sia un problema relativo se lo scotto per usare .net sia rinunciare a uno 0.94% di utenza (desktop) linux, che magari non avrebbe acquistato l’ applicazione in ogni caso…

    al contrario, se teoricamente il framework fosse disponibile su più sistemi operativi differenti si potrebbe scegliere semplicemente l’ OS che assicuri la maggiore efficienza alle applicazioni sviluppate usando quel framework, o non preoccuparsi proprio del sistema operativo sosstostante
    sarebbe una situazione ottimale per gli sviluppatori che potrebbero coprire l’ intera utenza potenziale, e per gli utenti, che avrebbero più applicazioni commerciali e non, a disposizione (quindi più libertà di scelta)

  • # 14
    banryu
     scrive: 

    A me più di tutto mi da da pensare e mi fa paura la sua affermazione circa eventuali rapporti con minori (pratica nota come “pedofilia”) da considerarsi legittimi se i minori stessi sono consenzienti, e i genitori non si devono scaldare, vuol solo dire che i loro bimbi han già perduto l’innocenza… Aiutooo!

  • # 15
    pabloski
     scrive: 

    si però codeplex non è esattamente opensource

    ricordo quando fu rilasciato il codice di singularity, beh, vergognoso

    in pratica pretendono che partecipi allo sviluppo ma poi le modifiche sono di loro proprietà

    questo è l’opensource secondo ms

    se poi a ciò aggiungiamo che de icaza non ha mai voluto chiarire lo status giuridico di mono, beh, che altro c’è da dire?

    a voi piacerebbe trovarsi fra 5-10 anni a dover pagare delle royalties a ms solo perchè oggi avete fatto il passo sbagliato di sviluppare per .net/mono?

    in tutta franchezza, Stallman sarà pure pazzo, ma MS è il solito viscido serpente di sempre

    finchè non mostreranno con i fatti di voler fare sul serio, vadano pure al diavolo con tutto il loro codeplex

  • # 16
    Davide
     scrive: 

    Mi stupisce molto quest’articolo, conosciamo tutti Richard Stallman, sappiamo tutti che pur essendo un genio non è mai risuscito ad esprimere bene le sue idee se non su discorsi preparati. Per questo appare un imbecille.
    Mi stupisce pero’ che appunti digitali si dimentichi tutta la storia dell’informatica con un articolo come questo e collabori con la campagna di diffamazione instaurata e ben pagata da chi fondi ne ha perchè vende schifezze a caro prezzo.
    Resto dell’avviso che chi era disonesto già all’università (e questo è storia) ed ha fregato tutti i suoi collaboratori (e anche questo è storia) e non da fiducia alla sua clientela (e anche questo è storia) e denunci la pirateria e le violazioni al copiraight ma pirata e viola i brevetti altrui (e anche questo è storia) non merita la collaborazione ne informaticamente ne ideologicamente con un articolo come questo.

  • # 17
    Ra aka Pupilla
     scrive: 

    Sotto speed facevo ragionamenti più sensati dei suoi il che è tutto dire. Tralasciando la parte informatica, la stronz*ta sulla pedofilia poteva evitarla, mi chiedo a livello umano come fa a uscirsene così.

  • # 18
    j
     scrive: 

    @Davide
    se tu trovi che rispondere “non c’è nulla di meritorio nell’ avere figli perchè anche le piante sono in grado di riprodursi” al collaboratore che non si poteva dedicare a emacs (GRAVISSIMA colpa) causa la nascita di sua figlia, sia semplice “non sapersi spiegare” – e non piuttosto mancanza di comprensione per il prossimo, e non sapere come ci si comporta e cosa si dice (almeno pro forma) in questi casi, è un discorso chiuso in partenza …

    Mi stupisce pero’ che appunti digitali si dimentichi tutta la storia dell’informatica con un articolo come questo

    tieni conto che la storia dell’ informatica è andata avanti in buona parte senza stallman, dopo che lui ebbe scritto compilatore C, shell ed editor, e dopo che ebbe concepito (per poi non fare altro che ripeterla ad ogni successiva conferenza)
    comunque, chiedersi se stanti le idiosincrasie del personaggio trovare qualcuno di più “normale” non possa essere auspicabile e positivo anche per l’ immagine stessa della free sw foundation, non mi pare che rineghi la storia informatica, anzi…

    e collabori con la campagna di diffamazione instaurata e ben pagata da chi fondi ne ha perchè vende schifezze a caro prezzo.

    la campagna di diffamazione il personaggio se la fa da solo con ciò che scrive su newsgroup e sul sito ufficiale della fondazione da lui presieduta (quindi peraltro la sua parola diventa la parola ufficiale della fsf, e in quanto tale rappresenta anche chi all’ interno della fsf è meno radicale di lui e vorrebbe ragionevolmente distaccarsene)

    di altri personaggi pubblici (il cui contributo nel rispettivo ambito è comunque più sostanziale e soprattutto continuato nel tempo di quanto abbia fatto stallman per l’ informatica) non si esita un secondo a strumentalizzare parole, battute, atteggiamenti, al fine di minarne la credibilità – ora perchè si tratta di stallman non si dovrebbe guardare ai fatti e porsi un dubbio serio e logico, ma pensare che sia tutta una campagna diffamatoria pagata “da chi i fondi li ha” …

    quanta ipocrisia…

  • # 19
    D
     scrive: 

    Lo dico molto chiaramente, con un francesismo come pochi:

    La Comunità DEVE ***CENSURATO*** A STALLMAN.

    Sto personaggio ha veramente rotto le scatole (e non solo).

    Se qui c’è qualcuno che dovrebbe veramente fare qualcosa, quello è lui con il suo stramaledettissismo Hurd che è una raccolta di fuffaware degna del mitico Duca in fatto di promesse mai mantenute. Vomita sentenze contro tutti i sistemi operativi che ci sono in giro, ma lui, grande genio che dovrebbe dare il buon esempio, cosa ha fatto fino adesso con il suo prediletto ?

    Leggere certe cose fa capire chiarissimamente perchè l’open source ha faticato moltissimo in questi anni a conquistarsi una fetta della torta. Non si può partecipare ad una gara e sperare di vincerla (nel caso in oggetto anche solo di classificarsi) con una simile zavorra, una palla al piede di queste dimensioni.

    Stallman va estromesso, con le cattive se necessario, dalla posizione di riferimento per il mondo open source riferito a linux. Altrove vale già meno del 2 picche ed i risultati raggiunti dai vari bsd dimostrano la bontà di questa scelta, non parliamo poi di haiku che con una piccola alpha ha smerdato tutti sul fronte delle prestazioni e della stabilità.

    Cerco di non commentare le sue esternazioni perchè altrimenti sarei veramente curioso di sapere se un privato cittadino può avviare una pratica di TSO nei confronti di un malato di mente.

  • # 20
    j
     scrive: 

    se poi a ciò aggiungiamo che de icaza non ha mai voluto chiarire lo status giuridico di mono, beh, che altro c’è da dire?

    il progetto MONO ha annunciato la separazione in due branch, uno dedicato alle parti coperte dallo standard ECMA, e dalla Community Promise (che è legalmente vincolante) e uno dedicato alle API proprietarie coperte da brevetto e su cui penderebbero le royalties (ma royalties per la reimplementazione delle parti proprietarie del framework, non per lo sviluppo di applicazioni appoggiate al framework), credo non serva altro

    a voi piacerebbe trovarsi fra 5-10 anni a dover pagare delle royalties a ms solo perchè oggi avete fatto il passo sbagliato di sviluppare per .net/mono?

    no, ma non si pone il problema…
    da una parte le royalties non sono retroattive,
    dall’ altra dubito fortemente che MS chiederà mai royalties agli sviluppatori di applicazioni per l’ uso di un linguaggio e una api (AL PIU’ agli sviluppatori di framework alternativi compatibili, visto che le royalties sono sui brevetti ivi contenuti e solo progetti come MONO hanno a che fare con questi e l’ eventuale loro licensing)
    chi oggi sceglie di programmare in .net lo fa perchè .net è uno strumento efficiente e conveniente OGGI, se tra dieci anni (chissà dove saremo allora, per inciso) non sarà altrettanto conveniente si passerà a qualcos’ altro, puro e semplice…

  • # 21
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @pabloski: CodePlex non è open source come non lo è Google Code, ad esempio. E’ soltanto un repository, come dicevo, e sui progetti MS non mette bocca (a parte alcuni vincoli per tutelarsi, come fanno tutti). Ovviamente sui SUOI progetti può decidere di fare quello che vuole, ma nessuno è obbligato a fare lo stesso coi PROPRI progetti.

    Per quanto riguarda Mono, ha risposto j, ma lo status giuridico mi sembra molto ben definito. Basta leggere le informazioni e le licenze alle quali è sottoposto il suo codice: http://mono-project.com/FAQ:_Licensing
    Quindi a utilizzarlo si può star tranquilli. MS quindi non c’entra nulla e, anzi, le parti che non erano standard ECMA le ha rilasciate con la sua Microsoft Permissive License.

    In merito a Mono e C# mi preme sottolineare un po’ di cose:
    1) C# è un linguaggio e sul suo standard non pesano vincoli;
    2) Mono è in gran parte un’implementazione completamente libera, fatta eccezione per una precisa parte (di cui parlavo prima) che è comunque utilizzabile da chiunque;
    3) il DotGNU sponsorizzato dalla FSP ha gli stessi problemi di Mono. Quindi per coerenza bisognerebbe fare la guerra (per quanto poco senso abbia) anche a questo progetto;
    4) nel 2001 Stallman stesso ha benedetto Mono e DotGNU, mentre da qualche anno s’è rimangiato la sua parola (ma solo su Mono, appunto).

    @Davide: anche qui ha già risposto j, ma qualcosa la dico pure io, visto che l’articolo è farina del mio sacco.

    AD non dimentica nulla, e l’articolo ha delle finalità ben precise che evidentemente non hai ben capito, per cui t’invito a rileggerlo per bene.

    Qui non c’è nessuna campagna di diffamazione, perché puoi controllare tu stesso come i FATTI riportati sono stati AMPIAMENTE DOCUMENTATI. Sì, perché è tutta farina del sacco di Stallman.

    Inoltre non veniamo pagati da nessuno, se non dalla pubblicità raccolta tramite gli appositi spazi. Queste tue affermazioni del tutto infondante e infanganti sono, invece, passibili di una querela per diffamazione a mezzo stampa.

    Il resto non lo commento perché non merita una parola, visto che serve soltanto a infangare i soliti noti (e chi non la pensa come te) e, soprattutto, a spostare la discussione verso altri lidi.

    Vedo che, comunque, non hai speso una parola sui FATTI che ho portato, e sulle mie riflessioni riguardo alla relazione fra Stallman e la comunità open source, e che erano l’unica cosa meritevole d’essere commentata.

    @D: limitiamo i toni. Intanto mi vedo costretto a censurare (cosa che personalmente odio, ma la policy è questa e la si deve rispettare) la parolaccia che hai scritto.

  • # 22
    Paperino
     scrive: 

    De Icaza è un signore. Bellissima la sua risposta:
    http://tirania.org/blog/archive/2009/Sep-23.html

    Raccolgo soldi per la camicia di forza.

  • # 23
    D
     scrive: 

    Calcio nel deretano è più politically correct ? Non mi sembra che il “signor” Stallman sia un esempio di educazione verso il prossimo, tale da meritarsi toni gentili riguardo la sua presenza nella comunità.
    Per personaggi come lui ci sarebbero terminologie nettamente più azzeccate quanto volgari per descriverlo.

  • # 24
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non vedo perché mettersi sullo stesso piano e, soprattutto, dare un appiglio ai suoi fanatici per mandare tutto in caciara e vanificare lo sforzo (non indifferente, te l’assicuro: mi ha richiesto non poco tempo in ricerca e nel come affrontare il “taglio” del pezzo) che ho fatto per esporre il tutto.

  • # 25
    D
     scrive: 

    Ma infatti considero la definizione di “calcio ***CENSURATO***” il miglior compromesso tra una lista infinita si insulti veramente pesanti (mi gira per la testa qualcosa riguardo gli alberi ed i pedofili ma se lo espongo, questo blog diventa R Rated solo perchè non c’è di peggio) ed un commento all’acqua di rose che non saprebbe di niente.
    Dici che i fanatici farebbero finire tutto in caciara ?
    Cut & Mass Ban è la mia risposta e possibilmente un’aggiunta in fondo all’articolo dove li si manda ben oltre che a quel paese perchè individui disposti a glorificare un maleducato che si diletta l’asta della bandiera in pubblico, veramente non possono avere un’intelligenza minima da poter capire lucidamente il senso di questi articoli. Ad esemplari così ci si può solamente esprimere per mezzo di versi e grugniti.

  • # 26
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Mi spiace, ma il prossimo commento dello stesso tenore sarò costretto a cancellarlo.

  • # 27
    marco
     scrive: 

    A giudicare da quello che è scritto sembra che si stia considerando un novello messia che vuole fondare la sua religione.
    Prendere le distanze da queste affermazioni la limite del farneticante è obbligatorio.

  • # 28
    D
     scrive: 

    Occhio che te la stai prendendo con la persona sbagliata

  • # 29
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Direi di no. C’è modo e modo di esprimere il proprio disappunto, e tu hai scelto quello sbagliato.

  • # 30
    Santiago
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 31
    D
     scrive: 

    Te invece parlando di camicie di forza ed equiparando Stallman ad un pazzo furioso (dove pazzo furioso s’intende un tizio che va a spasso con un coltello nel cappotto pronto a sgozzare il primo che incontra, non certo un personaggio che bene o male si limita a blaterare dietro una tastiera) sei convinto di aver scelto parole più corrette e misurate ?

    Per come la vedo io e per come la vedranno quegli esemplari da zoo che sono i suoi fanatici sostenitori, dargli un calcio (non dico dove o ti offendi) o del matto da rinchiudere con tanto di provvedimento d’urgenza e laccio come si tiene al canile, le due cose sono perfettamente equivalenti e riceveranno lo stesso tenore di risposte, qui o altrove.

    Come la tua camicia di forza vuol essere metaforica, lo stesso vale per il mio calcio ma in ogni caso la metafora non verrà percepita dagli elementi che credi di tenere lontano censurando la persona sbagliata.

    Ricorda che non conta quello che dici ma a chi lo dici.
    Il ragionamento a certe gente è una caratteristica preclusa dall’evoluzione (evidentemente deviata ma tant’è) e trasmettere a questi un papiro argomentato o due insulti secchi, non cambia assolutamente nulla tanto non sono in grado di percepire la differenza.

  • # 32
    D
     scrive: 

    E guarda caso mentre rispondevo, la mia teoria è stata immediatamente dimostrata…

    Censuriamo anche questo…

  • # 33
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Santiago. Chi è che dovrebbe sciacquarsi la bocca? Forse non hai letto le affermazioni che ho riportato, che NON sono certo farina del mio sacco…

    La GPL la considero una delle peggiori e liberticide licenze mai concepite. Personalmente preferisco la BSD oppure, meglio ancora, un software public domain.

    Quanto al s.o. che doveva fare il signor Stallman, beh, stiamo aspettando da più di 25 anni. Peggio di lui ha fatto soltanto Duke Nukem Forever.

    Per il resto, se sei in grado di argomentare, puoi benissimo farlo senza insultare chi non la pensa come te. Altrimenti il prossimo commento offensivo farà una brutta fine.

  • # 34
    Santiago
     scrive: 

    ti ho forse insultato? Se ti sei sentito offeso allora ti chiedo scusa. Io, se ti interessa mi sono sentito offeso e ho reagito in questo modo.
    Comunque ti ho solo detto di sciaquarti la bocca, e di farmi il piacere. (il piacere di non dire certe cose)
    ma vediamo te:
    …per farsi un’idea di cosa “pensa” quest’energumeno…

    Energumeno è una sorta di insulto sai.. ma io non ho messo in dubbio che tu non sapessi argomentare, in effetti non sai farlo ecco perché insulti.
    Ora te e il tuo compagno di vita Marco dovrebbero sapere una cosa:
    In Italia colui che “ha snaturato l’essenza del termine “libero” a suo uso e consumo, arrivando a sostenere la necessità di una società liberticida”(per usare le tue parole) è il portavoce del Partito della libertà, che di liberò non ha niente. Nono so se ho reso l’idea. Per questo ti chiedo, ancora una volta, di farmi il piacere.

  • # 35
    Io
     scrive: 

    Inutile dire che stallman, HA RAGIONE!
    Poi chi non capisce il perché, non capisce e basta. Peggio per lui.

  • # 36
    D
     scrive: 

    Santiago, argomentare non vuol dire saltare di palo in frasca. Di come certa gente usi o abusi del termine libertà al di fuori dell’argomento trattato dall’articolo, non ce ne può fregar di meno.

    “Inutile dire che stallman, HA RAGIONE!
    Poi chi non capisce il perché, non capisce e basta. Peggio per lui.”

    Ottima prova di fede. Proprio l’ingrediente che serve per realizzare una discussione intelligente. Ti ricordo che c’è sempre un giorno dove si sacrifica alle divinità. Quel dì non mancare di portare il capretto da passare parte a parte che forse un giorno il miracolo si compirà.

  • # 37
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Santiago: http://old.demauroparavia.it/38977

    e|ner|gù|me|no
    s.m.
    1 OB ossesso, indemoniato
    2a CO fig., persona violenta, priva di autocontrollo: è stato assalito da due energumeni

    Di argomenti ne ho presentati fin troppi, e li trovi nell’articolo. Se poi NON li vuoi leggere non è affar mio.

    Quanto al fatto che TU, e non Stallman, ti sia sentito offeso, lascia il tempo che trova, visto che ho riportato FATTI a testimonianza di quel che Stallman è come persona.
    E questi, checché tu ne dica, non li puoi cancellare aggredendo chi ha la “grave colpa” di non pensarla come te.

    @Io: Stallman ha ragione su cosa? E il “perché” di cui parli perché non lo metti nero su bianco, come ho fatto io snocciolando FATTI precisi e ampiamente documentati?

    I confronti si fanno su elementi concreti, non su “perché” vuoti che non dicono proprio nulla e mettono comodamente al riparo dalle critiche.

  • # 38
    j / Marco
     scrive: 

    Santiago:
    personalmente trovo che l’ espressione “compagno di vita” usata a sproposito possa essere non meno pungente, visto che nè io nè cesare siamo omosessuali – ma siccome giustamente ho un senso dell’ umorismo, non me la prendo ;)
    solo, dispiace come su una critica a un personaggio pubblico se debba automaticamente passare sul personale, tralasciando completamente i FATTI come se non fossero mai accaduti, e perdendo di vista il punto cruciale del discorso, che è: per quanti meriti pregressi abbia l’ “energumeno” abbia dei meriti, questi sono tali da renderlo degno di rappresentare la FSF ancora e per il futuro?

    nè l’ autore dell’ articolo nè il sottoscritto voleva portare il discorso in politica, anzi – ma dove se non in politica, chi se ne esce con battute infelici, o atteggiamenti inappropriati, rischia di bruciare le speranze di mantenere la propri carica o di essere rieletto?

  • # 39
    Santiago
     scrive: 

    hahahahha cosa fai cerchi il significato della parola energumeno credendo che non lo so?
    Sai le persone usano il 90% delle parole senza conoscerne il vero significato. Energumeno recentemente ha acquisito un significato diverso da quello formale scritto su certi dizionari, è una parola con un significato offensivo e tu lo sai, anzi l’hai usato con tono ofensivo. Poi lo so, dirai che queste cose non posso saperle e che non viene al caso. D’altronde hai usato questa tecnica prima per raggirare il problema che ti presentavo facendoti l’esempio del PDL. Ma va bene, e ti concedo che non possa ritenermi offeso al posso di Stallman.
    Tuttavia, il problema rimane. Cioe sei tu che confondi il concetto di libertà, e dai a Stallman di liberticida.
    Per farti un esempio, con parole tue:
    “visto che ho riportato FATTI a testimonianza di quel che Stallman è come persona.”
    Conosci Stallman di persona!? ma dillo prima!
    Io credo che tu conosca soltanto cosa ha detto stallman su fonti un po’ dubbiose e oltretutto cosa pensa stallman. Ora visto che tu non sei “liberticida”, capisci che sono pareri personali e che può esprimerli quanto vuole, giusto? Allora perché questo post-flame?

    PS: (riguardo alle tue fonti) La prossima cerca nel dizzionario DEVOTO.. il De Mauro fa un po’ pena.. D’altronde con quel cognome cosa ti aspetti.

  • # 40
    D
     scrive: 

    Io non commento più: i fatti parlano per me…

  • # 41
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @:Santiago. Che “energumeno” abbia un’eccezione negativa non l’ho mai negato, e ovviamente non fa piacere beccarselo.
    Ma il termine ha un suo significato preciso. Altrimenti una parolaccia buttata lì varrebbe quanto un’altra, no?

    L’esempio del PDL calza perfettamente con l’operato di Stallman, che parla di libertà propugnando un sistema liberticida. Quindi non vedo perché dovrei aggirare qualcosa che… mi dà ragione.

    Eh, sì, Stallman E’ liberticida non soltanto quando parla della società che vorrebbe (SENZA software non “libero”), ma anche quando cita le sue famose 4 colonne, che nascondono anch’esse degli obblighi che mal si conciliano con la parola “libertà”.

    Per Stallman essere “libero” vuol dire fare quello che decide lui d’essere “etico”.

    Quanto alla conoscenza di Stallman, la si apprende per quello che dice, e di cui ho fornito AMPIA documentazione.
    Come tu stai apprendendo conoscenza di come la penso io su certi argomenti a seguito della lettura del mio pezzo e dei miei commenti.

    Le fonti, poi, sono tutt’altro che dubbiose, visto che per lo più si tratta di mail dello stesso personaggio, o addirittura pagine che si trovano nel sito della FSF.

    Arrivare addirittura a fare le pulci a delle fonti che sono limpidissime e ampiamente verificabili da chiunque è sintomo di non avere nulla di concreto a cui aggrapparsi.

    I pareri personali li può esprimere chiunque, ci mancherebbe. E ognuno se ne assume la responsabilità. Io non ho fatto altro che riportarli, e questo NON è un flame, perché l’argomento e l’obiettivo dell’articolo sono ben chiari fin dallo stesso titolo, che ovviamente hai ignorato.

    O vuoi forse dirmi che condividi le sparate di Stallman? Quindi anche tu non hai nulla da obiettare sulla pedofilia, immagino. O provi un gran dispiacere nel pensare che una persona vicina a te, un tuo collaboratore, abbia avuto un figlio. Ecc. ecc.

    Tutte qualità che un degno rappresentante della causa dovrebbe avere.

    Poi la battuta squallida sul mio cognome denota ancora una volta come non ti sia rimasto null’altro a cui aggrapparti. Ma su questo non c’erano dubbi, fin dal tuo primo commento.

  • # 42
    Santiago
     scrive: 

    beh prima mettiamoci d’accordo su cosa sono i fantomatici “fatti”. Se fare una ricerca e esporre quel che scrive e dice stallman sono “fatti” allora siamo a posto.
    I fatti a mio parere sono GNU, Emacs e la GPL. Ora, come posso discutere con una persona che ha un concetto di libertà diverso e non lo spiega ma bensì accusa agli altri di avere questo suo diffetto e oltretutto crede che i “fatti” siano soltanto alcuni pareri racimollati di qua e di là?

    Quei fatti che riportate sono soltanto dei pareri, dei consigli di stallman ad altri. Può dirli quanto vuole. Cosi come hai fatto te con il tuo blog.

    Per rispondere alla tua domanda.
    La comunità open source è veramente convinta che un personaggio del genere la debba rappresentare?
    a mio parere sì, perché se non fosse stato per lui non esisteva nessuna comunità opensource.

    Cosi come hai usato la parola energumeno, tutto il tono del tuo post era decisamente provocante. Lo considero un post flame. Anche questo è un fatto! … vado a fare altro.

  • # 43
    markit
     scrive: 

    Spero l’autore sia in mala fede, altrimenti vuol dire che è di una ignoranza abissale sia per quanto riguarda i comportamenti di Microsoft, sia per quanto De Icaza stia andando contro il Software Libero.
    Il fatto che partecipi invece alla campagna diffamatoria che si sta sviluppando ultimamente contro i protagonisti di spicco del SW Libero mi mi lascerebbe comunque perplesso sulle scelte editoriali di Appunti Digitali.

  • # 44
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Santiago. I contributi di Stallman non mi pare siano in discussione nell’articolo. Lo sono le idee di Stallman, e il materiale raccolto, cioè i FATTI, sono lì a testimoniarlo.

    Che siano classificati da te soltanto come dei consigli fa un po’ sorridere, perché equivale ad avallare allegramente la pedofilia o una società liberticida.

    Quanto al concetto di libertà, è quello comunemente inteso. E visto che il DeMauro non ti aggrada, ti riporto questo: http://www.etimo.it/?cmd=id&id=9848&md=9b16ea71a9d8450c9a1ee955459b3520

    “Che ha il godimento della sua persona, che non è sottoposto ad alcun padrone. Che fa o può fare da sé, a suo senno, a suo piacere”.

    E se permetti io voglio poter essere libero di utilizzare software “non libero”. Come pure vorrei essere libero di modificare un programma coperto da GPL e di distribuire soltanto i binari, tenendo per me le modifiche.

    Per quanto mi riguarda Stallman non è più degno di rappresentare il software libero a causa delle sue prese di posizioni poco felici, se non addirittura disgustose. Che ho già elencato, tra l’altro, e ti evito di riportare nuovamente.

    Per quanto riguarda la comunità open source, già da prima di Stallman esisteva questo concetto di distribuzione del software. Stallman non ha inventato niente. Anzi, ha soltanto posto dei paletti, quando a quei tempi le applicazioni accompagnate dal loro codice girava spesso come public domain e, quindi, con la massima libertà di farci quel che si voleva.

    Infine sul termine energumeno, puoi dare un’occhiata anche a qui: http://www.etimo.it/?find=Cerca&term=energumeno

    Il fatto che TU lo ritenga un flame è una tua personalissima opinione che ovviamente non condivido.

  • # 45
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @markit: ecco un altro commento che scade sulle offese personali, senza entrare nel merito dell’articolo.

    Di quale “ignoranza abissale” mi additi? FATTI, please, o le tue sono soltanto vuote parole atte esclusivamente a insultare.

    Quanto alla presunta campagna diffamatoria, beh, ti sembrerà strano, ma è lo stesso Richard Stallman a fornire ampio materiale a riguardo, come puoi leggere tu stesso dai diversi link che ho riportato.

    Se non si comportasse così, qui nessuno avrebbe da ridire. O anche tu sei favorevole a pedofilia o a uno stato liberticida?

    Infine sulle scelte editoriali di AD, questo è un blog tecnologico, e il pezzo che ho scritto fa parte della rubrica “pensieri da coder”. Dunque calza perfettamente.

  • # 46
    Fabio
     scrive: 

    Riguardo l’ultimo punto, ossia che Stallman dà alcuni consigli in pubblico e altri in privato, beh, se si apre il link e legge la spiegazione, non sembra una cosa ipcorita. Magari è un po’ fissato sul fatto che le sue parole possano essere semplificate troppo, in maniera da distorcerle, ma non c’è ipocrisia, direi.

    Invece aggiungo una sua fissazione assurda: ce l’ha su col Javascript, perché può essere codice non libero, e se il browser lo esegue (ovviamente senza avvertire)… Oh, no, il mio pc, a mia insaputa, ha eseguito codice non libero!!!!
    http://www.gnu.org/philosophy/javascript-trap.html

    Comunque concordo con Cesare, Stallman è un personaggio impresentabile e troppo estremista, e c’è davvero da chiedersi se stia facendo del bene alla community. Personalmente, credo che la FSF farebbe meglio a scaricarlo.

  • # 47
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Anche contro JavaScript, che è uno standard ECMA ed è stato inventato da (rullo di tamburi) NetScape?

    Vabbé, posso andare a dormire allora, perché siamo al delirio ormai…

    Notte a tutti

  • # 48
    D
     scrive: 

    Rompo la promessa di prima solo per aggiungere un commento a questo:

    “Invece aggiungo una sua fissazione assurda: ce l’ha su col Javascript, perché può essere codice non libero, e se il browser lo esegue (ovviamente senza avvertire)… Oh, no, il mio pc, a mia insaputa, ha eseguito codice non libero!!!!
    http://www.gnu.org/philosophy/javascript-trap.html

    Ohh il signore si scandalizza della non libertà del codice di javascript ?
    Dal momento che qui ci vogliono i fatti e piazzarsi sulla montagna a giocare a fare i guru è tutto meno che fare fatti, cosa ne direbbe il gran genio di scrivere lui un rimpiazzo libero a javascript in grado però di fare lo stesso lavoro di javascript senza dover costringere utenti, programmatori, webmaster e chi resta a strane acrobazie per poter sopravvivere come faceva prima ?
    Le ultime righe sembrano inutili ma sono necessarie per sottilineare il fatto che lo stile “interrogare un demone perchè passi la richiesta a wget” non è da considerarsi un sistema valido.

  • # 49
    Griso
     scrive: 

    Un pò fazioso e forcaiolo questo articolo, pollice verso per me…

  • # 50
    Valentino
     scrive: 

    ciao Cesare
    tu chiedi
    “La comunità open source è veramente convinta che un personaggio del genere la debba rappresentare?”
    ecco io credo che qui in questa domanda c’è un errore di fondo!
    L’open source non è un azienda, non ha leader che la possiedono da cui prendere le distanze. Stallman non possiede il codice open più di quanto non lo possediamo me e te. Stallman non è l’equivalente open di Balmer o Jobs perche semplicemente l’open source non ha forma di azienda. Quindi non vedo come “scomunicare” Stallman se la comunita open non ha ne struttura di azienda ne quella di religione; ma solo quella di comunità volontaria basata sulla condivisione.
    Ovviamente l’opinione di Stallman, essendo lui il creatore del copyleft, viene ancora ascoltata (ma non per questo viene seguita). Da 3 anni a questa parte, cioè quando seguo il mondo linux(ovvero da quando ho accesso a una connessione adsl), Stallman ha sempre fatto parte, più che altro, di notizie folcloristiche.
    Per le critiche alla licenza Gpl poi si puo dire che: è vero che pone forti limiti rispetto alla BSD ma è anche vero che funziona meglio. Mi spiego, a mio modo di vedere, la licenza GPL è una sorta di licenza virale. Cioè tramite questa licenza viene messo a disposizione, da subito e a costo zero, una certa quantità di codice, già pronto e liberamente modificabile, che si può usare per la realizzazione di un progetto/idea con l’obbligo di dover rilasciare a nostra volta il codice per la comunità. Questo porta ad un incremento sempre maggiore di codice disponibbile che puo essere riusato a sua volta da tutti. Questo non avviene però non accade con la licenza più aperta BSD che mette si a disposizione una certa quantità di codice, ma non ha obbligo alcuno sullo sfruttamento e il rilascio del codice. Infatti il software con licenza GPL è molto di più del software con licenza BSD.
    Certo le restrizioni poste dalle licenze GPL possono essere fastidiose (di solito per chi scrive il codice), ma sono sicuramente molto più simpatiche delle licenze d’uso (che di solito rompono a chi lo usa il software).
    Per quanto riguarda la cosi detta mono-war è finita con la community promise qualche mese fà per il mondo dell’open source. Prima di questa c’era l’effettivo rischio per alcune aziende che adottavano soluzioni open con mono di potersi vedere recapitata una querela da MS.

  • # 51
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @D: la cosa interessante è che Javascript, per sua natura, richiede l’uso di codice open. Non esiste compilazione dei sorgenti in qualche forma (bytecode o codice nativo).

    Quindi chiunque può prendere i sorgenti e verificare cosa viene eseguito. Anzi, in linea teorica sarebbe possibile realizzare un interprete che permetta di verificare uno per uno gli script che vengono caricati per poi essere eseguiti esclusivamente a seguito di precisa autorizzazione da parte dell’utente.

    Ma non lo farebbe nessuno perché, per i fini per cui è nato e per come lavora JS, non avrebbe senso.

    @Griso: se non hai nulla da dire sul merito, vuol dire che ti sta bene così.

    @Valentino: l’open source HA un’azienda. Una fondazione, per la precisione: la FSF. E non è la sola (Mozilla, ad esempio).

    Quando parlo di rappresentante del mondo open source, mi riferisco a una figura istituzionale, di prestigio, che si faccia portavoce dei suoi “valori”.

    Se dico di prendere le distanze da Stallman, sto semplicemente affermando che chi opera nell’ambito dell’open source non lo inviti e gli preferisca un’altra figura più presentabile.

    Per quanto riguarda la licenza GPL, non mi piace proprio perché è virale e pone troppi limiti alla libertà di chi la utilizza. Specialmente in ottica aziendale è praticamente improponibile.

    La BSD avrà meno progetti, ma continua a esistere e a essere utilizzata. Ricordo che se abbiamo ancora oggi s.o. *BSD è grazie ad essa, e se sono “sopravvissuti” vuol dire che tanto male non è.

    Basta vedere cosa ne pensa Theo de Raadt: http://www.mail-archive.com/misc@openbsd.org/msg53787.html

    Infine su Mono, ciò che affermi si applica esclusivamente alle parti che non erano standard ECMA. Utilizzare Mono non implica necessariamente utilizzare ASP.NET & compagnia.

  • # 52
    Raffaello Morelli
     scrive: 

    Vi pregherei di dirmi a quale vostra mail potrei inviare una diffida per la correzione di un errore circa la pubblicazione dei commenti all’articolo sulla comunità Open Source. Vi ringrazio
    Raffaello Morelli

  • # 53
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    C’è un apposito link: http://www.appuntidigitali.it/contattaci/

  • # 54
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ markit
    Le scelte editoriali di Appunti Digitali prevedono che sia data voce a una pluralità di opinioni, anche fra loro contrastanti. Crediamo che alla fine tocchi al lettore di costruirsi un’idea, non certo a noi di infilargliela in testa. È per questo che tutto quel che diciamo, lo argomentiamo e documentiamo.

    Ciò premesso, se hai qualcosa da dire sul tema, rettifica li dove vedi inesattezze. Lavoriamo sodo per provare quel che sosteniamo e per questo non accettiamo bocciature sommarie.

  • # 55
    Max64
     scrive: 

    Buongiorno Sig. Cesare Di Mauro

    La leggo sempre con molta attenzione, ma, pur non considerando dal lato umano RS un “signore”, gli riconosco un ruolo fondamentale (almeno agli inizi)nella diffusione del modello open source nel mondo informatico. A parte i soliti commenti faziosi, non mi e’ piaciuto l’atto di accusa verso un personaggio di per se’ facilmente attaccabile (un hacker non e’ il massimo della socializzazione). La politica imprenditoriale di MS e’ nota per essere aggressiva verso i concorrenti (Netscape docet). Le missive interne dove si svelavano i giochi “sporchi” di diffamazione dei prodotti open source sono sotto gli occhi di tutti. Non mi piacciono le glorificazioni, ma mi sembra che si parla di bruscolini, e si tralasciano le travi. Ma tant’e’, lei sembra convinto. Cordiali Saluti

  • # 56
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Il problema è che gli “inizi” son passati da un pezzo, ed è quello che sto cercando di affermare sia nell’articolo che nei commenti: Stallman non è una persona degna di rappresentare la comunità open source. E questo sul piano sia umano che prettamente tecnico.

    Questione di immagine. Di presentabilità. E non mi si venga a dire che la comunità non abbia bisogno di “vendere” i propri prodotti, farsi conoscere, apprezzare e… diffondersi.

    Quanto a MS, sono al corrente di quei documenti, ed è sicuramente una politica deprecabile, che paga, ancora una volta, in termini di immagine. Ma MS è un’azienda votata al lucro, per cui se vuole farsi del male facendosi passare per una poco di buono, è libera di farlo.

    Non concordo invece sulla concorrenza, a causa delle mie idee troppo liberali. Ma questo è un altro discorso e non mi sembra il caso di continuare qui, dove si parla d’altro (e il tema non è nemmeno MS, ma esclusivamente Stallman e il suo rapporto con la comunità open source). Penso di affrontare l’argomento in un futuro articolo.

  • # 57
    Max64
     scrive: 

    Mi scusi, forse ho sbagliato ad esprimermi, volevo dire che Stallman e’ un “pirla” ma citare tutte le sue esternazioni (pedofilia compresa), e’ gioco facile..Se ha tempo ci elenchi anche quelle di Gates,Ballmer,Jobs etc etc…ne rimarremo “spiacevolmente” sorpresi.

    La saluto

  • # 58
    Gabriel
     scrive: 

    Solo due parole riguardo alla faccenda della Melinda e Gates foundation. Indipendentemente dal fatto che lo sostenga Stallmann o meno, non si tratta di sole voci, ma sono fatti abbastnza circostanziati che tra l’altro non coinvolgono solo la fondazione di Gates ma anche molte altre fondazioni cosiddette “filantropiche”:

    http://punto-informatico.it/1839204/PI/News/gates-foundation-sotto-attacco.aspx

    http://punto-informatico.it/2146894/PI/News/soldi-billy-avvelenano-africa.aspx

    http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-gates16dec16,0,6256166,full.story?coll=la-home-center

  • # 59
    massimo m.
     scrive: 

    quanto mi stanno sulle palle sti nerd.

    non fare figli, meglio programmare; i bambini non devono usare console ma il gcc.

    ma si rende conto che non tutti sono interessati a diventare degli sfigati integrali come lui?

    stallman, continua a programmare il tuo emacs e stai buono, va…

    che sia un grande programmatore non si discute, ma uno che dice delle robe cosi’ io lo ignorerei e basta.

  • # 60
    Fabio
     scrive: 

    In effetti affossare così un personaggio che ha dato all’informatica la possibilità di essere alla portata di tutti e ha contribuito a rendere etico l’approccio all’informazione mi sembra un po’ eccessivo.
    Tutti i personaggi pubblici tendono a fare delle esternazioni assurde (ve lo siete già scordato che Gates collaborò con Jobbs al solo fine di rubargli i progetti del Macintosh sul lavoro grafico di Xerox per presentare Windows qualche giorno prima del MacOS?), e impuntarsi con chi ha contribuito al software libero è un po’ come prendersela col “buon samaritano” di ambito legale, cioè tutti quelli che per fare qualcosa di buono finiscono per fare pure qualche danno qua e là, ma che sono anche quelli a cui il nostro buon senso insegna che non si può solo puntare il dito contro.

  • # 61
    ArgusMad
     scrive: 

    Forse nessuno se accorto che uno come stallman ha un atteggiamento profondamente hippy e libero, molte delle sue affermazioni sono estremamente libere quanto turbanti, la cosa vergognosa che gli e bastato parlare di “Pedofilia consenziente” per essere subito bollato come un pazzo, senza però neanche valutare se il personaggio e o non e in buona fede, ed il contesto di una affermazione del genere.
    Cosa c’è nel dire che una console può essere un male? e una affermazione abbastanza turbante da metterla nella lista delle sparate? Da una persona che e stato il precursore dell’idea del software libero non tanto dell’opensource, cosa ci si poteva aspettare?

    L’unica cosa che manca in questo post cmq e il rispetto per una personalità del genere per quanto eccentrica ed estremista nelle sue idee, perchè alla fine anche altri guru hanno sparato scempiagini di ogni sorta, in vita mia non ho mai letto un articolo del genere neanche su personalità dalla fama da squalo come Gates, ho sempre pensato che alla fine AD tra tutti gli autori ci fosse una sorta di equilibrio mantenuto appunto articoli e post di parte e non.

  • # 62
    Santiago
     scrive: 

    @ ArgusMad
    sacrosante parole. (togliendo al “sacrosante” qualsiasi aspetto religioso, altrimenti me lo vedo gia a Di Mauro dire che sono un fanatico.)

  • # 63
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ ArgusMad

    ho sempre pensato che alla fine AD tra tutti gli autori ci fosse una sorta di equilibrio mantenuto appunto articoli e post di parte e non.

    Non è una voce unica che vogliamo esprimere, né mantenerci a galla fra post di parte e post imparziali, quanto piuttosto far coesistere anche tesi contrastanti (purché ben documentate), e lasciare al lettore quel che serve per formarsi un’idea da solo.

    Proprio in un post riguardante una figura ingiustamente laterale nel mondo informatico, Gary Kildall, con Cesare ci siamo confrontati per decine di commenti. Alla fine ognuno è rimasto della sua idea, ma a chi leggerà quella discussione rimarranno elementi utili per formarsi un’opinione.

    http://www.appuntidigitali.it/3070/gary-kildall-il-vero-padre-del-dos/

  • # 64
    ArgusMad
     scrive: 

    Appunto, nel complesso AD con tutti i suoi autori ha sempre mantenuto un equilibrio per quanto mi riguarda giusto ed imparziale NEL COMPLESSO di tutto il blog, leggo AD da quando e stato aperto ed ho sempre pensato questo, ma, hai giustamente preso come esempio il post sulla paternità di Dos o MS-Dos che e esattamente quello che volevo dire ogni autore di AD sicuramente si sente di parte per quando lavora su un articolo anche involontariamente trasmette le proprie idee, per questo AD NEL COMPLESSO mi sembra un blog equilibrato, ma un articolo del genere nel profondo sarà di parte, ma a leggerlo anche tutto dun fiato e poi rileggendolo si notano molte frecciate (ine) che proprio se le poteva risparmiare.

  • # 65
    bob
     scrive: 

    @Fabio: male fece Gates a fregare Jobs
    Ma da questo a difendere la pedofilia, direi che ce ne passa….

  • # 66
    ArgusMad
     scrive: 

    Infatti di tutto la prima cosa che hai pensato Stallman sta difendendo i pedofili ed i loro crimini, stupendo.

  • # 67
    Nicola
     scrive: 

    io non capisco perchè non ci possa essere la convivenza tra software closed e software open. gli estremismi, da una parte e dall’altra nn son accettabili a mio avviso. io sono liberissimo di scrivere codice closed e distribuirlo closed, lo stesso posso fare con codice open e distribuirlo open. le crociate anti-closed che fanno alcuni sostenitori dell’open, a mio avviso, fanno solo danno alla comunità. perchè costoro non portano avanti nulla che siano idee,tecnologie o altro. portano avanti beceri interessi personali e ideologie politiche. non bisogna imporre l’obbligo affinchè tutto il codice del mondo sia libero, chi si sente di contribuire per la comunità deve essere libero di farlo, ma anche chi vuole tutelare il proprio lavoro deve essere libero di farlo.

  • # 68
    ArgusMad
     scrive: 

    Quali crociate?

  • # 69
    Nicola
     scrive: 

    @
    argusmad

    non parlo dei post in questo articolo, ma basta girare per la rete e trovare decine di “missive” anti-closed da parte di associazioni che si spacciano sostenitrici dell’open, anche famose…..

    un esempio quì http://www.arresojas.it/tag/windows

    e quì http://www.arresojas.it/tag/windows

  • # 70
    Nicola
     scrive: 

    come mai sono sotto moderazione? cosa ho scritto che non và?

  • # 71
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Gabriel: la fondazione Gates indirizza quei soldi per ricerca e vaccinazioni. Ogni fondazione ha una sua “filosofia”, altrimenti sarebbero tutte uguali e ne basterebbe una.

    Trovo deprecabile, comunque, che gli investimenti per far fruttare il capitale siano effettuati da manager che non tengono in considerazione le finalità della fondazione.

    @ArgusMad: continua a sfuggirti il fine dell’articolo che ho scritto. Nonostante tutto, Stallman per te rimane un degno portavoce delle istanze della comunità open source? Per me, e l’ho già detto, no.

    Ed è inutile soffermarsi esclusivamente sul discorso pedofilia (che, in ogni caso, rimane un FATTO anch’esso deprecabile), perché era soltanto un esempio, assieme agli altri, per far vedere questo:

    “Una persona che dimostra di essere aliena tanto al mondo reale, quanto a quello strettamente tecnologico”

    Già, perché anche sul versante tecnologico, oltre che su quello umano, lascia a desiderare.

    Poi è singolare che tu parli di rispetto verso questo signore che è l’ultima cosa che dimostra di avere con chi la pensa in maniera diversa. Tanto da sognare un società liberticida che funzioni esattamente come vuole lui.

    Le crociate, infatti, sono quelle di Stallman contro il software non libero.

    @Nicola: non sei sotto moderazione. C’è un filtro antispam che, a volte, marca automaticamente come da moderare alcuni commenti sulla base del contenuto e/o dei link in esso presenti.

  • # 72
    Nicola
     scrive: 

    ah, non ne ero a conoscenza, scusate ^^

    e cmq per completare il mio intervento, concordo con cesare sul fatto delle pratiche anti-open da parte di MS. alla fine è sempre la solita storia, ognuno tira l’acqua al suo mulino, ma ci sono modi e modi per farlo….

  • # 73
    Max64
     scrive: 

    Ok Sig. Di Mauro

    Lei ce l’ha con Stallman..per buona pace delle travi, ma le ricordo che la sua e’ un opinione valida come le nostre. Mi sembra tanto un articolo di antipatia personale…mah

  • # 74
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    L’articolo riguarda Stallman. Se avessi voluto fare un compendio delle stupidaggini degli esponenti del mondo dell’informatica, avrei scritto qualcos’altro.

    Ma capisco che cercare di cambiare discorso è la strada più facile, quando non è di gradimento.

  • # 75
    j / Marco
     scrive: 

    Max64:

    Lei ce l’ha con Stallman..

    ma… se anche fosse? il problema non è la simpatia o antipatia per Richard Stallman, dell’ autore dell’ articolo
    il problema è un altro e non volerlo vedere significa mettere la testa nella sabbia …

    nel mondo del sw commerciale la simpatia o antipatia del CEO della società contano fino a un certo punto, perchè quello che conta è il prodotto, il suo valore rispetto al prezzo, la qualità percepita dagli utenti finali (se linux sul desktop si trova ancora allo 0.94% dall’ 1% che era a primavera, si può solo pensare che l’ utenza non lo apprezzi granchè) – nel mondo open source invece, laddove si hanno progetti spesso “promettenti” ma ancora acerbi, o ricchi di funzioni ma affetti da bug (che magari il maintainer non riesce a risolvere per mancanza di tempo) o affetti da problemi di design di base o di integrazione, è molto importante attirare nuovi utenti (che diano feedback o magari si mettano a scrivere codice, in ogni caso contribuendo al progetto) e crescere come comunità
    quindi diventa fondamentale non rompere quell’ impressione di trovarsi sull’ “isola felice dell’ amor.. ehm, sviluppo amichevole e collaborativo rivolto a rendere il mondo un luogo migliore”

    ora, bisogna chiedersi: lasciando da parte per un momento il sw che ha scritto (GCC, csh ed EMACS), e lasciando da parte il fatto che il progetto da lui avviato sia comunque rimasto ai margini della storia informatica per anni, considerando però quello che ha scritto, detto e fatto, in anni e anni di mailing list e conferenze, e il suo modo di presentarsi e rapportarsi con gli altri (per non dire del suo essere radicale ed estremo nelle sue idee e nel modo di propugnarle – per alcuni addirittura ipocrita, visto che parla di “libertà” negando però a categorie di persone quella di sviluppare e vendere, o di usare, sw commerciale sentendosi a posto con la coscienza – ma è un discorso spinoso)
    se uno si volesse fare un’ idea del personaggio Stallman vedendolo/leggendolo così e ragionando con la propria testa, che idea si fa?
    di una persona, (non programmatore) carismatica? capace di attirare simpatia? uno con cui è facile relazionarsi e sempre pronto al dialogo?
    di un frontman idoneo a rappresentare il sw libero nel suo insieme?

    imho, no

  • # 76
    keteremillpario
     scrive: 

    no, questa volta ti sbagli. La strada più facile sarebbe riconoscere che, come ha ben detto Max64, la tua e’ un opinione valida come le nostre.
    Succede però, che riconoscere ciò farebbe di questo post un’articolo personale e basta. Quindi la strada più facile è dire che quel che tu hai riportato sono “fatti” scritti in maiuscolo.
    Voglio solo dirti una cosa, tutto l’articolo è disposto e formulato come un parere personale, quindi se pensavi di fare un articolo di livello giornalistico solo perché hai citatò una miriade di fatti fino ad avere tutto il post a caratteri blu, beh mi dispiace ma questo non alza il livello del pezzo appena scritto.

    Santiago.

  • # 77
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Che la mia opinione valga quanto quella degli altri, specialmente su argomenti come questi (dove è più una questione di coscienza che di tecnica), è una cosa talmente lapalissiana che non pensavo dovesse richiedere una conferma.

    E, difatti, chiedevo anche ad altri cosa ne pensassero, visti i FATTI che ho riportato. Lo rimarco ancora una volta in maiuscolo perché… non si possono certo cancellare.

    C’è gente che s’è espressa. Altri, come te (che cambi anche nick), che hanno preferito passare sul piano strettamente personale.

    Nessuno nega la (lontana) storia di Stallman. Ma il punto è: vale la pena per la comunità open source investire ancora su questo personaggio, che a livello di immagine ha un ritorno decisamente negativo?

  • # 78
    j / Marco
     scrive: 

    no, questa volta ti sbagli. La strada più facile sarebbe riconoscere che, come ha ben detto Max64, la tua e’ un opinione valida come le nostre.

    oggettivamente, mi pare che AD non si sia mai eretto a detentore della “verità”, e il fatto stesso che si possano esprimere commenti ribadisca quello che personalmente ritenevo banalmente implicito (ma che evidentemente non è e richiede ammissioni e “mea culpa” caso per caso :rolleyes: ) che ogni articolo su AD rappresenti l’ opinione dell’ autore ( a meno di non riportare fatti scientifici, certo)

    sempre personalmente però, trovo che fossilizzarsi sull’ opinione dell’ autore senza cercare (motivandola) una risposta al pur semplice quesito sollevato in chiusura, denoti poca intelligenza (o non voler leggere)

    giusto per la cronaca, pochi giorni fa il redattore capo di uno dei siti di informazione in tema di IT, più seguiti era dello stesso avviso, quando stallman ha “sbroccato” apostrofando de Icaza come sappiamo

    http://www.osnews.com/story/22225/RMS_De_Icaza_Traitor_to_Free_Software_Community

    While I respect RMS for his contributions to the Free software community, I think it’s pretty clear by now that he has completely lost touch with reality. The FSF would do good to silently but resolutely move him off stage, and install a new figurehead who comes across a little more… Constructive and civil. At this rate, RMS is doing more harm than good to the Free software world.

  • # 79
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    E’ risaputo che osnews sia un covo di fanatici anti software libero prezzolati da MS. O:-)

  • # 80
    Flare
     scrive: 

    Come ho letto il titolo, ho pensato: “questo è un articolo di cdmauro”. Si vede che ti vedo spesso critico con certi aspetti del mondo open source, forse troppo glorificato a tutto tondo da certuni.
    Non saprei se il vecchio hippy sia “vittima dell’età avanzata” e “da legare con la camicia di forza”, come leggo qui, per quanto certe sue uscite siano sconcertanti. Di sicuro invece (non dico che non abbia fatto niente di buono in vita sua) non mi piace il suo fanatismo intransigente.
    Preferisco un software libero e open source per vari motivi: se chi lo sviluppa chiude bottega, qualcun altro può prenderlo in mano e continuarlo; è facile che ci sia un porting, anche quando non ci sarebbe interesse economico a farlo, così nella mia configurazione dual boot ho lo stesso software in entrambi i SO e ho la mia libertà di movimento, senza legami “forzati”; né succederebbe come Skype, fermo alla versione 2.x; poi se ho accesso ai sorgenti, posso farmi le mie modifiche (pur sottostando alla licenza), ecc. Però è solo una preferenza: ad un buon prodotto commerciale cross-platform non dico di no (ad. es. Opera) e talvolta non esiste neanche una valida alternativa libera.

    In realtà una parte del mondo open source già ora reputa le posizioni di Richard Stallman utopistiche e intransigenti.

    Un’intransigenza che poi però vedo anche in certi progetti e da chi li segue, al posto di venire incontro all’utente (anche se non parliamo di clienti, per chi è fatto il software? Per l’utente che lo userà o per un’ideologia?). Chi ha un’idea e la propone o si chiede perché non si può fare in un modo più comodo, può ricevere risposte del tipo: “noi lo facciamo così perché questo è il modo giusto per farlo”, “no, non ti mettiamo neanche l’opzione, perché noi pensiamo che l’utente *deve* usare l’interfaccia in quel modo. Se tu vuoi usarla in altro modo, non hai capito niente. Se non ti va bene come diciamo noi, ciao ciao”. Linus Torvald ad un certo punto aveva sbottato che quelli di Gnome erano nazisti dell’interfaccia (anche se poi, deluso dallo stato di KDE4, un’alfa spacciata per stable release, è tornato a Gnome, volente o nolente). Oppure l’utente si sente dire: “Sì, Windows fa quella cosa comodissima, ma noi non siamo Windows! Se la voi così, usa Windows”

    Apertura di sorgenti, ma chiusura mentale, mi vien da dire.

    Succede lo stesso su Gnome-Looks, dove molti riempiono sistematicamente di voti negativi certi temi, solo per il fatto che assomigliano a Windows. Allo stesso modo bocciano qualunque soluzione presente in Windows, che potrebbe aiutare un nuovo utente ad ambientarsi nel nuovo SO, perché secondo loro dovrebbero essere invece gli utenti ad adattarsi alle idee degli sviluppatori. Secondo me il maggior ostacolo alla diffusione di GNU/Linux sono proprio questi individui.

    Ubuntu secondo i dettami della Free Software Foundation? Ecco ottenuto gNewSense… che non usa praticamente nessuno.

    Facciamoci due risate:
    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Richard_Stallman

  • # 81
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Hai pensato che l’avessi scritto io perché la mia è la voce dell’incoscienza. :D

    A parte gli scherzi, concordo proprio su tutto quello che hai scritto. ;)

  • # 82
    Alexjan
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 83
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Adesso basta con gli insulti gratuiti. Ogni commento di questo tipo verrà editato.

  • # 84
    Alexjan
     scrive: 

    Bravo… molto bravo. Uno cerca di dare una opinione difforme a quella dell’articolo, e viene censurato, quando le parole più forti che avevo utilizzato erano “stupidata” e “ignoranza”, evitando qualsiasi volgarità.

    Dato che tanto mi censurerai, posso solo farti i complimenti per questo atteggiamento anti-liberale, che dimostra, ancora una volta, quale ignoranza in materia vi sia.

  • # 85
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    L’opinione la puoi fornire senza lasciarti andare a insulti gratuiti, come ho già detto.

    La libertà di critica è garantita a tutti. Quella di insultare gli altri no.

    Quindi sei liberissimo di prendere l’articolo, rivoltarlo come un calzino, ed esporre in maniera chiara e puntuale le sue pecche.

  • # 86
    j
     scrive: 

    Alexjan :
    non ti sarai espresso in modo volgare ( e meno male)
    ma sostanzialmente affermare che, dal momento che stallman ha “creato il sw libero”, allora nessuno ha il diritto di giudicarlo come persona per come si comporta nella vita e nei rapporti interpersonali (a cominciare da quelli connessi con i progetti free sw, che uno si aspetterebbero estremamente cordiali per i motivi che ho espresso nel mio post precedente), è un atteggiamento non costruttivo
    affermi di essere contrario agli estremismi, in compenso indulgi nel culto di un uomo che in effetti non merita di essere adorato …

    immagina di trovarti al posto dell’ autore dell’ articolo – il tuo obiettivo era sollevare una questione ma i ma non fanno che arrivarti commenti denigratori, come ti regoleresti?

  • # 87
    Alexjan
     scrive: 

    Guarda, risparmio la fatica dell’analisi punto punto… sia la questione “Mono”, che altre sono state travisate o provenienti da informazione sbagliate.

    Un esempio… non usa XO, ma usa un Leemote e potrei continuare… ma proprio non ho voglia.

    Quanto alle offese all’autore, io non ne ho viste. Ho detto che per me l’articolo era pieno di stupidate e che vi era una notevole ignoranza in materia. Se uno parla di un argomento, sbagliando in taluni punti il senso, in altri l’informazione di base, vuol dire che non conosce proprio ciò di cui parla. Dal poco italiano che penso di sapere, “mancanza di conoscenza -> ignoranza”.

    j: hai difeso l’autore senza neanche aver letto quello che ho scritto io? Hai solamente supposto quanto posso aver scritto (dato che è stato cancellato), e sulla base di questa supposizione sei riuscito comunque a darmi torto. Se proprio devo immaginarmi al posto dell’autore, direi che prima di scrivere un articolo avrei avuto lo scrupolo di documentarmi meglio.

  • # 88
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Per quanto riguarda l’XO, ecco il link che avevo fornito: http://www.fsf.org/blogs/rms/can-we-rescue-olpc-from-windows/blogentry_view

    Da cui puoi leggere (by Richard Stallman):

    “I read Negroponte’s statement presenting the OLPC XO as a platform for Windows in the most ironic circumstances possible: during a week of preparing, under a deadline, to migrate personally to an XO.”

    Come vedi l’informazione che ho riportato è corretta. Altro che “ignoranza”.

    Hai altro da aggiungere, a parte i continui rimandi a “ignoranza” e “stupidaggine”? Perché se tutte le contestazioni sono di questo tipo, puoi anche fare a meno di scrivere…

    Quanto a j, molto probabilmente ha letto il commento e t’ha risposto prima che fosse cancellato.

  • # 89
    j
     scrive: 

    non ho avuto bisogno di supporre quanto potevi aver scritto, quando ho scritto la risposta il tuo post non era ancora stato editato …

  • # 90
    Alexjan
     scrive: 

    Senti, io ci ho parlato, e a me ha detto che usa il Lemote.

    Poi c’era anche su OSnew ( http://www.osnews.com/story/21530 )

    And lest we forget, the Free Software Foundation’s Ubuntu-based, purely free software, blob-free gNewSense GNU/Linux operating system is also being ported to this architecture, which must have something to do with the fact that Richard Stallman himself uses the Yeeloong laptop

  • # 91
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    La spiegazione è molto semplice.

    Il mio link (che ribadisco essere stato scritto di suo pugno; infatti fa parte del suo blog, che si trova nel sito della FSF) è datato 2008-04-29.

    Il tuo 21st May 2009.

    Come si legge dal tuo link:

    he stopped using the OLPC “XO” laptop (which also has a “free BIOS”), after the machine was turned into a platform for running Windows

    Quindi prima usava l’XO, e poi l’ha abbandonato (per delle motivazioni prive di senso, visto che il SUO XO comunque non aveva certo Windows XP installato).

    In ogni caso, e come puoi leggere tu stesso, in quella parte il fatto che volevo esporre non era certo che Stallman usasse l’XO, quanto che faceva a meno di utilizzare il wireless perché il firmware che lo controllava non era “libero” al 100%.

    Cosa che si potrebbe ripetere anche col Lemote, nelle stesse condizioni, a causa del suo integralismo (peraltro dimostrato con l’abbandono dell’XO quando i cambiamenti strategici per questo progetto non toccavano minimamente il suo portatile).

    L’informazione che ho riportato è, quindi, corretta.

  • # 92
    xyz
     scrive: 

    È da un bel pezzo che Stallman non usa più l’XO, e più precisamente da quand il progetto ha scelto Windows come SO. Ora usa il Lemote Yeelong. Comunque basta andare qui http://www.stallman.org/stallman-computing.html

  • # 93
    Aesyr
     scrive: 

    Per l’autore Cesare Di Mauro

    Lei ha centrato perfettamente un problema della cosiddetta “free culture”: esprimere opinioni (anche argomentate) che non elogiano RMS, il free software, ecc… è un tabù di Internet, e chi prova ad aprire bocca è in genere sommerso da insulti, contro-argomentazioni di dubbio contenuto e quant’altro.

    Quindi le faccio i miei complimenti, per il saper remare controcorrente a cercare l’altra faccia della medaglia che si fa sempre finta di non vedere.

  • # 94
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Grazie. Dopo tutti gli insulti che mi sono beccato, qualche complimento vale oro. :)

    Comunque al di là delle simpatie personali, a me interessa fare informazione e sensibilizzare i lettori verso alcuni argomenti. Anche scomodi, come in questo caso, ma non importa.

    @xyz: ho ricostruito la storia nel commento #91. Ma l’obiettivo non era certo quello, come puoi leggere (anche nello stesso articolo).

  • # 95
    j
     scrive: 

    da http://www.stallman.org/stallman-computing.html:

    I edit the pages on this site with Emacs also, although most of the simple editing is done by volunteer helpers.

    in pratica ha trasformato anche il suo sito personale in un progetto open source, per farne fare ad altri la manutenzione senza dover pagare nulla.. :-D

  • # 96
    Raskal
     scrive: 

    Conosciuto personalmente per qualche giorno.
    Confermo che non c’è completamente con la testa. E’ affetto da svariate psicosi, tic nervosi e manie persucutive di varia natura.

    Nel suo portatile non ho visto alcuna interfaccia grafica, nemmeno in internet, perciò non saprei riconoscere cosa fosse.

    E’ un genio, non si discute, però non lo userei mai come uomo immagine di qualcosa.

  • # 97
    markit
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio
    “Le scelte editoriali di Appunti Digitali prevedono che sia data voce a una pluralità di opinioni, anche fra loro contrastanti. Crediamo che alla fine tocchi al lettore di costruirsi un’idea, non certo a noi di infilargliela in testa.”

    Beh, dare spazio ad attacchi così smaccatamente faziosi e disinformati va al di sotto, se non altro, del buon gusto. E non dubiti che un’idea, se non altro dell’autore, ce la siamo fatta eccome. E ora anche di Appunti Digitali, se lei li rappresenta.

    “È per questo che tutto quel che diciamo, lo argomentiamo e documentiamo.”

    Forse “argomentare” e “documentare” hanno un significato diverso dalle mie parti. Deformare o (volutamente) male interpretare il pensiero di un uomo per renderlo ridicolo o addirittura farlo passare per un pervertito o inumano estrapolando frasi prese di seconda mano e fuori dal contesto non mi pare rientri nei canoni del corretto comportamento.

    “Ciò premesso, se hai qualcosa da dire sul tema, rettifica li dove vedi inesattezze.”

    Varrebbe la pena se si trattasse, appunto, di inesattezze. Qui siamo di fronte ad una palese mistificazione, una volontà di nuocere, screditare e male informare che non merita “rettifiche”. D’altronde il materiale sul significato del Software Libero, il suo valore sociale ed etico è diffusamente disponibile in rete, pure il lingua italiana grazie allo sforzo di numerosi volontari.

    “Lavoriamo sodo per provare quel che sosteniamo e per questo non accettiamo bocciature sommarie.”

    Se questo è il frutto di un “lavorare sodo” forse è il caso di fare qualche analisi più approfondita sulle metodologie adottate.

    A quando un articolo sui vizi segreti e turpitudini di Gandhi, Gesù Cristo o Madre Teresa di Calcutta? Su come sia il momento di prendere le distanze da loro? Con un buon motore di ricerca e le metodologie da voi adottate non dubito che troverete materiale per numerosi articoli.
    Sono indeciso se precisare o meno che i nomi sopracitati sono a solo titolo di esemplificazione estrema, e non di accostamento di RMS a costoro… mi sembrerebbe superfluo fra persone intelligenti ma la voglia di distorcere a volte offusca la mente…

    @Cesare Di Mauro
    Guarda, sei l’ultimo che può lamentarsi quale vittima di “offese personali”.
    Essendo io uno che apprezza fortemente la filosofia del Software Libero e la lungimiranza e forza di RMS nel portarle avanti, sono rimasto basito per il cumulo di [bip bip] del tuo articolo. Ipotizzare che tu l’abbia fatto apposta è stato solo un modo per non trarre conseguenze più gravi. Accontentati :)

  • # 98
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @markit:

    Beh, dare spazio ad attacchi così smaccatamente faziosi e disinformati va al di sotto, se non altro, del buon gusto.

    La disinformazione è tutta da provare. Anzi, mi sembra che i tentativi in tal senso siano stati velocemente vanificati.

    E non dubiti che un’idea, se non altro dell’autore, ce la siamo fatta eccome.

    De gustibus. Il mondo è bello perché è vario.

    E ora anche di Appunti Digitali, se lei li rappresenta.

    Come ti è stato già detto, AD presenta una pluralità d’informazione, e basta una brevissima ricerca per rendersene conto.

    Piuttosto dovresti dire le cose per come stanno: l’informazione va bene quando va contro MS & co., ma certi totem non devono essere toccati.

    Forse “argomentare” e “documentare” hanno un significato diverso dalle mie parti. Deformare o (volutamente) male interpretare il pensiero di un uomo per renderlo ridicolo o addirittura farlo passare per un pervertito o inumano estrapolando frasi prese di seconda mano e fuori dal contesto non mi pare rientri nei canoni del corretto comportamento.

    “Casualmente” ho postato le fonti al completo, assieme alla mia sintesi. Chi vuole può tranquillamente appurare se le informazioni sono state deformate e Stallman è stato affatto apparire in maniera diversa da quello che è.

    Anzi, puoi approfittarne per dimostrarlo, se ne sei capace.

    E t’invito a leggere anche i commenti di chi l’ha conosciuto, che non fanno che confermare con chi abbiamo a che fare.

    Varrebbe la pena se si trattasse, appunto, di inesattezze. Qui siamo di fronte ad una palese mistificazione, una volontà di nuocere, screditare e male informare che non merita “rettifiche”.

    OK, abbiamo capito il concetto: non ne vale la pena = nemmeno ci provo, perché non ne sono in grado, ed è molto più comodo infangare l’autore.

    D’altronde il materiale sul significato del Software Libero, il suo valore sociale ed etico è diffusamente disponibile in rete, pure il lingua italiana grazie allo sforzo di numerosi volontari.

    Chi l’ha mai negato questo? Quotalo e dimostralo.

    Se questo è il frutto di un “lavorare sodo” forse è il caso di fare qualche analisi più approfondita sulle metodologie adottate.

    Puoi sempre esporle tu, quelle che dovremmo adottare.

    A quando un articolo sui vizi segreti e turpitudini di Gandhi, Gesù Cristo o Madre Teresa di Calcutta? Su come sia il momento di prendere le distanze da loro? Con un buon motore di ricerca e le metodologie da voi adottate non dubito che troverete materiale per numerosi articoli.

    A parte Gandhi, se cerchi nel forum di hwupgrade mi sono pronunciato anche su queste cose. Anche qui con fonti e informazioni annesse.

    Ma AD non si occupa di religioni et similia, se non sono legate alle tecnologie, e in ogni caso qui si parla d’altro.

    Sono indeciso se precisare o meno che i nomi sopracitati sono a solo titolo di esemplificazione estrema, e non di accostamento di RMS a costoro… mi sembrerebbe superfluo fra persone intelligenti ma la voglia di distorcere a volte offusca la mente…

    Anche quella di insabbiare argomenti e FATTI scomodi.

    Guarda, sei l’ultimo che può lamentarsi quale vittima di “offese personali”.
    Essendo io uno che apprezza fortemente la filosofia del Software Libero e la lungimiranza e forza di RMS nel portarle avanti, sono rimasto basito per il cumulo di [bip bip] del tuo articolo. Ipotizzare che tu l’abbia fatto apposta è stato solo un modo per non trarre conseguenze più gravi. Accontentati :)

    Il mio articolo contiene un cumulo di FATTI che né tu né altri siete riusciti a smontare, se non vani e vuoti tentativi di infangarmi e spostare la discussione sul piano puramente personale. Tanto basta, ed è chiarissimo.

    Quanto alle tue intimidazioni su conseguenze più gravi, trovo che sia una metodologia da mafioso, più che da persona tollerante e rispettosa delle opinioni altrui. Altro che “libertà”.

  • # 99
    Alexjan
     scrive: 

    Vedo che si continua ad accostare Stallman all’OpenSource…. cosa c’entra?

    E Stallman è il primo a far capire che sono visioni differenti…..

    C’è l’OSI (Raymond, Perens etc etc… ) che è l’OpenSource initiative, e c’è la FSF con Stallman.

    Sono proprio cose differenti, persone differenti, gruppi differenti.

    Ora, se uno mi dice che Stallman “rappresenta” la “comunità OpenSource”, mi da una prova più che lampante di non conoscere la differenza, e di conseguenza, che stia parlando di una materia che non conosce.

    Se proprio vogliamo parlare di “comunità OpenSource”, sappi che l’OSI ha preso da tanti anni le distanze dalla FSF. Mai sentito qualcosa di Perens in merito??

    Stallman ha delle stravaganze? E allora? Se non sei daccordo con lui, come, ti dirò, qualche volta è successo anche a me, non è certo necessario offenderlo.
    Quando ci ho parlato, non eravamo daccordo su alcuni dettagli sulla “promozione”, e per certi versi la penso proprio come lui.
    E non pensare neanche di essere il primo a fare questi discorsi, ma magari, quando parli di una persona che ha fatto moltissimo per il mondo del software libero (e non mi risulta che tu abbia fatto altrettanto, ma correggimi se mi sbaglio), magari modera un po’ i termini. Non ti dico di essere d’accordo con lui, liberissimo di essere su posizioni contrastanti con le sue. Ma se devo valutare le tue idee, e le sue idee sulla base di quanto fatto realmente, e non a chiacchere, direi che non te li puoi proprio permettere certi toni.

    Per inciso, persino la licenza che usa questo blog (CC), è un sottoprodotto della FSF (L. Lessig, Board FSF).

    Si vede che tanto squinternati non sono.

  • # 100
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Conosco la differenza fra software open source e “libero”. Tant’è che, come puoi leggere, spesso accosto software “libero” a Stallman.

    E l’OSI sarà distante dalla FSF, ma non rappresenta interamente l’open source.

    Inoltre il software “libero” di Stallman e soci è anch’esso open source, e non è certo un caso che Stallman, con la sua opera, abbia contribuito all’opera di diffusione del codice open source e di questa filosofia.

    Ecco perché viene invitato anche alla PyCon2 in Italia: http://www.pycon.it/pycon2/

    e tu dovresti sapere benissimo, visto che hai citato l’OSI, che il creatore del linguaggio Python, Guido van Rossum, ne fa parte: http://en.wikipedia.org/wiki/Open_source_initiative#History

    Stallman continua a essere visto e chiamato, insomma, come il rappresentante dell’open source. Quindi NON soltanto del software libero.

    Per quanto mi riguarda di Stallman ne parlo come mi pare. I tuoi inviti alla moderazione rivolgili cortesemente a lui, che non fa che creare e fomentare un clima d’odio e di razzismo contro chi si “macchia” di sviluppare codice “non libero” o, al limite, non aperto.

    Infine io non ho fatto quello che ha fatto lui semplicemente perché… NON SONO STALLMAN (!) e nemmeno ho la sua età. Sì, son cose ovvie, ma vedo che è necessario rimarcarle.

    Comunque puoi sempre fare qualche ricerchina e vedere che il mio contributo, anche se modesto, l’ho fornito anch’io.

  • # 101
    Santiago elrumcubano
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 102
    j
     scrive: 

    Essendo io uno che apprezza fortemente la filosofia del Software Libero e la lungimiranza e forza di RMS nel portarle avanti…

    … non sei disposto ad accettare critiche che tocchino i tuoi idoli (nemmeno te direttamente), a vedere la persona (non il programmatore) stallman per quello che è (con i suoi pregi ma anche i suoi difetti), e di fronte a parole che possono intaccare l’ immagine che ne hai preferisci ignorarle, attaccare le fonti che le riportano (magari accusare chi le riporta di averle montate) piuttosto che guardare alla realtà

    sai che in questo modo qualifichi automaticamente la tua opinione come di parte, non obiettiva, quindi irrilevante – e la tua reazione lascia il tempo che trova?

  • # 103
    D
     scrive: 

    “vecchio hippy”, “per un hacker è difficile socializzare” sono alcuni termini che ho notato diverse volte in alcuni post e francamente non capisco cosa centrino.

    Ho conosciuto gente che ai tempi erano degli hippy ed altri che, secondo una connotazione abbastanza aperta, si possono considerare degli hacker.

    Ebbene, ne gli uni che gli altri li ho mai visti andare in giro a trastullarsi il cavallo dei pantoloni davanti le platee, andare in giro vestiti come giullari in vestaglia colorata, presentarsi ad incontri ufficiali con le istituzioni scalzi (possibilmente non lavati e puzzolenti), così come non li ho mai sentiti fare certe sparate, senza contare che è gente che riesce a socializzare benissimo, alla faccia dell’idea di chiusura con la quale si cercano di giustificare gli atteggiamenti maleducati e volgari di stallman.

    Il discorso di fondo è che al movimento open source serve qualcuno che sappia presentarlo ai comuni mortali con canoni che questi considerano retti ed in generale a posto.

    Se in termini di showman, Jobs >>>>>>>>>>>>>>>>> Ballmer (dove quest’ultimo è deriso e considerato una capra dai suoi stessi sostenitori), Stallman rispetto a loro si posiziona infinitamente più in basso.

    A questo personaggio non dev’essere più concesso alcuno ulteriore spazio. Se proprio vuole avere i riflettori ancora puntati addosso è pregato di fare qualcosa di concreto che non sia sconfessare il mazzo che si fanno gli altri (oltretutto con quale coraggio visto che il suo miglior prodotto è un editor che viene usato solamente più da nostalgici e finti hacker mentre l’attuale GCC non è il suo ma un fork nato proprio a causa della disperazione che era il progetto originale).

    Va ignorato, al limite negli articoli la sua presenza dev’essere limitata ad un post scriptum del tipo “ah si, stallman ha detto (anzi no, la parola “detto” sa ancora troppo di verbo supremo, meglio un “commentato” anzi no un “blaterato”) blablabla ma non ce ne può fregar di meno visto che la sua presenza non ha migliorato il progetto che stiamo trattando”

  • # 104
    Santiago
     scrive: 

    senti de mauro, perché mi blocchi i commenti? posso capire il primo in cui dicevo qualche parolaccia ma l’ultimo??

  • # 105
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Il primo non te l’ho editato io.

    L’ultimo sì, perché stai scocciando coi tuoi “sciacquati la bocca”.

    Se hai altro da dire sul tema dell’articolo senza arrivare alle offese, sta sicuro che qui nessuno ti tapperà la bocca.

    Chiusa la questione.

    P.S. Le storpiature del mio cognome lasciano il tempo che trovano.

  • # 106
    Alexjan
     scrive: 

    Rms non rappresenta l’opensource, in nessun modo, e di solito e molto chiaro in questo. L’invitano per parlare di Software Libero.

    Quello che tu chiami “Open Source” è stato definito dalla OSI nella “Open Source Definition” tanti anni fa. OSI è l’open source! Come FSF è il “Free Software”. Sono definizioni che hanno dato loro (riferendosi al software si intende)

    Quindi la frase:
    “E l’OSI sarà distante dalla FSF, ma non rappresenta interamente l’open source.
    Inoltre il software “libero” di Stallman e soci è anch’esso open source, e non è certo un caso che Stallman, con la sua opera, abbia contribuito all’opera di diffusione del codice open source e di questa filosofia.”

    Dimostra con assoluta certezza che non sai minimamente di cosa parli, e ti limiti a riportare citazioni male interpretate.
    Visto l’articolo, e visti i commenti, direi che non vale neanche la pena di stare a spiegare.

    Mettiamola così; ho capito che soggetto sia il mio interlocutore…

    My name is Cesare Di Mauro, and I’m 38 years old; I work for A-Tono s.r.l., a multinational company involved in mobile telephony services, from more than 4 years. During this time I have been mainly using Python as a programming language to create client server systems, HTTP servers, web or custom applications, using also middlewares such as SOAP or Ice.
    As a stager and thesist at the University of Catania, where I got a bachelor’s degree in 2004, I realized a JPEG 2000 decoder for STMicroelectronics to be implemented in hardware (with a particular focus on error concealment techniques) using ANSI C.
    As past experince I worked on the creation of videogames (in Motorola 68000 assembly language) for Commodore Amiga, one of which (Fightin’ Spirit) was published.
    I have been involved in computer science and programming for 27 years, particularly focusing on compilers, interpreters, parser generators, microprocessors architectures. I have also a passion for videogames (I played my first game when I was 4), comics and cinema.

    Premeso che anche a me piaceva l’ M68K…

    Se non hai l’età di Stallman a me non interessa… ti sei arrogato il diritto di criticare cose che evidentemente conosci poco. Non voglio dire che non hai esperienza, ce l’hai, ma non in questo settore.

    Se questo è il tuo curriculum vitae, esattamente, correggimi se mi sbaglio, cosa hai
    fatto per il software libero (oppure anche per l’open source)?

    Non mi risulta nemmeno tu faccia parte di una qualsivoglia comunità FOSS (se proprio vuoi accumulare i termini)

    Le cose sono due, o non hai fatto assolutamente niente di rilievo per poterti permettere di parlare di comunità (FS o OS che sia), oppure, non sai scrivere i curriculum vitae perchè hai omesso i tuoi grandi contributi.

    Non so perchè, ma propendo fortemente per la prima.

    Stranamente uso spesso i programmi “GNU”, ma quelli “Cesare di Mauro” mai… chissà come mai… sarò stato sfortunato.

    Avendo compreso con una certa approssimazione il grado preparazione dell’autore dai suoi stessi commenti, direi che mia partecipazione a questo thread supera di gran lunga la soglia dell’inutilità.

  • # 107
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ markit

    “Le scelte editoriali di Appunti Digitali prevedono che sia data voce a una pluralità di opinioni, anche fra loro contrastanti. Crediamo che alla fine tocchi al lettore di costruirsi un’idea, non certo a noi di infilargliela in testa.”

    Beh, dare spazio ad attacchi così smaccatamente faziosi e disinformati va al di sotto, se non altro, del buon gusto. E non dubiti che un’idea, se non altro dell’autore, ce la siamo fatta eccome. E ora anche di Appunti Digitali, se lei li rappresenta.

    Disinformati in che senso? Mi pare che di link ce ne siano anche troppi in quel post… Se un esponente di spicco di una comunità assume posizioni indifendibili e comportamenti che travalicano i limiti del fanatismo, non capisco come il problema diventi il riportarle, piuttosto che anzitutto il tenerle.

    “È per questo che tutto quel che diciamo, lo argomentiamo e documentiamo.”

    Forse “argomentare” e “documentare” hanno un significato diverso dalle mie parti. Deformare o (volutamente) male interpretare il pensiero di un uomo per renderlo ridicolo o addirittura farlo passare per un pervertito o inumano estrapolando frasi prese di seconda mano e fuori dal contesto non mi pare rientri nei canoni del corretto comportamento.

    Io continuo ad aspettare per l’appunto dettagli su deformazioni e cattive interpretazioni. Invece leggo solo critiche metodologiche. Vogliamo andare al sodo, o vogliamo tenere il discorso sul filo dello stile?

    “Ciò premesso, se hai qualcosa da dire sul tema, rettifica li dove vedi inesattezze.”

    Varrebbe la pena se si trattasse, appunto, di inesattezze. Qui siamo di fronte ad una palese mistificazione, una volontà di nuocere, screditare e male informare che non merita “rettifiche”. D’altronde il materiale sul significato del Software Libero, il suo valore sociale ed etico è diffusamente disponibile in rete, pure il lingua italiana grazie allo sforzo di numerosi volontari.

    Idem come sopra. Nessuno sta provando di screditare il sw libero e il movimento che vi ruota attorno in quanto tale. Io stesso ritengo Stallman una figura di grande rilievo nell’evoluzione storica dell’informatica. Il problema è che il suo credo è spesso sfociato nel fanatismo, che ha messo all’angolo – il fanatismo, non il fatto che qualcuno ne parli! – la rilevanza di certe sue proposte.

    “Lavoriamo sodo per provare quel che sosteniamo e per questo non accettiamo bocciature sommarie.”

    Se questo è il frutto di un “lavorare sodo” forse è il caso di fare qualche analisi più approfondita sulle metodologie adottate.

    Senti, ti spiego in due parole il mio metodo: qui gli autori possono dire tutto tranne che balle. Una distrazione può starci, la consapevole menzogna no. Dal tono delle tue critiche, supporrei che tu abbia individuato inesattezze e deliberate falsità. Salvo poi trovare solo critiche deontologiche e metodologiche. E siamo da capo.

    A quando un articolo sui vizi segreti e turpitudini di Gandhi, Gesù Cristo o Madre Teresa di Calcutta? Su come sia il momento di prendere le distanze da loro? Con un buon motore di ricerca e le metodologie da voi adottate non dubito che troverete materiale per numerosi articoli.

    Sono indeciso se precisare o meno che i nomi sopracitati sono a solo titolo di esemplificazione estrema, e non di accostamento di RMS a costoro… mi sembrerebbe superfluo fra persone intelligenti ma la voglia di distorcere a volte offusca la mente…

    Il paragone potevi risparmiartelo. In quanto alle allusioni, ti rinnovo la richiesta di andare sui fatti. La qual cosa evidentemente ti riesce più difficile che mantenere le critiche sul metodo e continuare ad insinuare.

  • # 108
    j
     scrive: 

    Rms non rappresenta l’opensource, in nessun modo, e di solito e molto chiaro in questo. L’invitano per parlare di Software Libero.
    Quello che tu chiami “Open Source” è stato definito dalla OSI nella “Open Source Definition” tanti anni fa. OSI è l’open source! Come FSF è il “Free Software”. Sono definizioni che hanno dato loro (riferendosi al software si intende)

    open source significa semplicemente “sorgente aperto”, sottinteso al pubblico – quindi sostanzialmente visibile anche da parte di altri che non coloro che lo hanno scritto (ora, dal momento che il codice può essere visibile ma non modificabile da chiunque, oppure essere visibile e utilizzabile da chiunque senza restrizioni nè obblighi, già andando a logica si comprende che esiste sw open source non “libero secondo stallman”)
    mentre il “free software” è il cosiddetto sw che realizza le cosiddette 4 libertà secondo Stallman, compresa l’ accessibilità dei sorgenti
    quindi il free software è necessariamente sw open source, mentre non vale il viceversa, ovvero l’ OSS è un superset che comprende anche il FOSS che predica stallman
    cosa che si capisce già traducendo e andando a logica, senza scomodare presunte “benedizioni” da parte di questa o quella organizzazione – e che fidati, Cesare conosce meglio di quanto tu pensi (come peraltro la so io seguendo il sw “alternativo” in genere sui vari mezzi d’ informazione, da una ventina d’ anni)

    Le cose sono due, o non hai fatto assolutamente niente di rilievo per poterti permettere di parlare di comunità (FS o OS che sia), oppure, non sai scrivere i curriculum vitae perchè hai omesso i tuoi grandi contributi.

    ribattere a un’ opinione personale criticando non questa quanto il curriculum di chi la esprime, far passare il concetto che non “ci si può permettere” di esprimere un’ opinone su una persona a meno di non poter vantare un curriculum pari o migliore, un atteggianmento odioso
    personalmente lo trovo peggiore degli insulti diretti, e su HW upgrade probabilmente passerei ad ammonire prima e sospendere poi chi vi faccia ricorso

  • # 109
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Alexjan:

    Rms non rappresenta l’opensource, in nessun modo, e di solito e molto chiaro in questo. L’invitano per parlare di Software Libero.

    Certo, e “casualmente” viene invitato a parlare alla PyCon2 che riguarda un progetto realizzato da un appartenente all’OSI…

    Avrebbero potuto portare qualcuno della loro area. Non pensi che avrebbero fatto meglio?

    La verità è quella che ho già detto: il software “libero” fa parte dell’open source.

    Quello che tu chiami “Open Source” è stato definito dalla OSI nella “Open Source Definition” tanti anni fa. OSI è l’open source! Come FSF è il “Free Software”. Sono definizioni che hanno dato loro (riferendosi al software si intende)

    E’ stato definito quando (mi riferisco all’open source)? A che titolo? E che diritto ne avevano?

    Quindi domani mi alzo e dico “il software open source” è questo, e null’altro. E ovviamente tutti a credere a me…

    Quindi la frase:
    “E l’OSI sarà distante dalla FSF, ma non rappresenta interamente l’open source.
    Inoltre il software “libero” di Stallman e soci è anch’esso open source, e non è certo un caso che Stallman, con la sua opera, abbia contribuito all’opera di diffusione del codice open source e di questa filosofia.”

    Dimostra con assoluta certezza che non sai minimamente di cosa parli, e ti limiti a riportare citazioni male interpretate.

    Ecco qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Open_source#History

    “There are earlier instances of open source and free software such as IBM’s source releases of its operating systems and other programs in the 1950s, 60s, and the SHARE user group that formed to facilitate the exchange of software.”

    E qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Source_Initiative#History

    “The movement was launched in 1998 by Jon “maddog” Hall, Larry Augustin, Eric S. Raymond, Bruce Perens, and others”

    Il software open source esisteva già da molto prima che l’OSI ne coniasse e diffondesse il termine.

    Per il resto, valgono le mie considerazioni precedenti e quelle riportate sopra.

    Visto l’articolo, e visti i commenti, direi che non vale neanche la pena di stare a spiegare.

    Mettiamola così; ho capito che soggetto sia il mio interlocutore…

    Qui ti commenti da solo. Puro flame e mancanza di rispetto per chi la pensa diversamente da te.

    […]Premeso che anche a me piaceva l’ M68K…

    Se non hai l’età di Stallman a me non interessa… ti sei arrogato il diritto di criticare cose che evidentemente conosci poco. Non voglio dire che non hai esperienza, ce l’hai, ma non in questo settore.

    Se questo è il tuo curriculum vitae

    Quello che hai recuperato NON è il mio curriculum, ma la mia presentazione che ho annesso all’abstract del mio progetto alla scorsa PyCon3.

    Controllale meglio le tue fonti, prima di postarle. E poi hai il coraggio di accusare me di distorcere le informazioni?

    , esattamente, correggimi se mi sbaglio, cosa hai
    fatto per il software libero (oppure anche per l’open source)?

    Se avessi cercato meglio, l’avresti già trovato. “Casualmente” è il progetto che ho presentato alla PyCon3…

    E il link si trovava nella stessa pagina in cui hai recuperato la mia presentazione.

    Non mi risulta nemmeno tu faccia parte di una qualsivoglia comunità FOSS (se proprio vuoi accumulare i termini)

    Le cose sono due, o non hai fatto assolutamente niente di rilievo per poterti permettere di parlare di comunità (FS o OS che sia), oppure, non sai scrivere i curriculum vitae perchè hai omesso i tuoi grandi contributi.

    Non so perchè, ma propendo fortemente per la prima.

    No, è semplicemente che non sai nemmeno fare una banale ricerca e hai preso capre per cavoli, visto che quello NON è il mio curriculum.

    Stranamente uso spesso i programmi “GNU”, ma quelli “Cesare di Mauro” mai… chissà come mai… sarò stato sfortunato.

    Bastava aggiungere le parole “open source” oltre al mio nome e cognome, scorrendo i link della prima pagina saresti arrivato dritto dritto al progetto open source a cui ho lavorato.

    Da lì anche al sito e (rullo di tamburi) al suo codice… open!

    Avendo compreso con una certa approssimazione il grado preparazione dell’autore dai suoi stessi commenti, direi che mia partecipazione a questo thread supera di gran lunga la soglia dell’inutilità.

    Se non sei nemmeno in grado di effettuare una ricerca hai poco di che accusare gli altri sul loro grado di preparazione…

  • # 110
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @j: perfettamente d’accordo su tutto, specialmente sull’ultima parte che denota a quali mezzi si possa arrivare pur di screditare il “nemico”.

    E pensare che poi si lamentano della mancanza di rispetto nei confronti di Stallman…

  • # 111
    Alexjan
     scrive: 

    Non ne vale la pena….

    A proposito, l’avevo letto il tuo grande contributo, e non considerandolo tale, lo avevo semplicemente ingorato.

    Ma ovviamente, come al solito, ti sei arrogato il diritto di sapere cose che non conosci, dicendo che non lo avevo letto.

    Sull’OpenSource ci rinuncio… pensala come vuoi (sbagliando ovviamente). Sei riuscito a maleinterpretare anche i pezzi di Wiki che tu stesso hai citato. Quindi se te lo spiego io, non penso cambino le cose.

    Va be, dai, anche stamattina ho buttato 5 minuti.

  • # 112
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    E dove l’avevi scritto che l’avevi letto? Perché, anche rileggendo il tuo commento #106, non traspare affatto. Potresti cortesemente quotare la parte del TUO messaggio in cui ne parli?

    Idem per l’open source / OSI: quotami, riporta le parti di wikipedia di cui parli, e fammi vedere dov’è che avrei sbagliato.

    Perché, vedi, a parole sono tutti bravi. Dimostrare di avere ragione è tutta un’altra cosa.

  • # 113
    Alberto
     scrive: 

    @Cesare.. ma perdi pure tempo con certi personaggi? Quando la discussione passa dall’argomento centrale all’attacco personale direi che non c’e’ piu nulla di cui discutere.

  • # 114
    bob
     scrive: 

    Gente “come Alexjan” sono il motivo che spinge molti a non avvicinarsi al software open/free/libero/ecc.
    Perdersi in pippe mentali e non lavorare.
    Mi sa che ritorno a usare Windows….

  • # 115
    Omeostatic
     scrive: 

    Non capisco questo accanimento di Alexjan ed altri contro Cesare. Cosa c’entri poi il contributo dato all’open source da Cesare con il commentare ed esprimere un parere sulle magre figure che colleziona Stallman, davvero non so. Non c’entra niente! E poi, che contributi ha dato Alexjan all’open source visto che fa tanto il precisino? Ce li mostri, tanto per.
    Che Stallman abbia dato tanto al tempo che fu nessuno lo nega e tanto di cappello, che da un po’ stia scantonando e di brutto sia con l’imporre agli altri i propri atteggiamenti vistosamente asociali sia con idee sicuramente discutibili è ugualmente innegabile. Trovo irrazionale l’alzata di scudi ad oltranza che qualcuno fa a sua difesa e se una cosa è irrazionale non puoi discuterci essendo fuori da ogni logica. Sarà stato un genio con una visione molto avanzata del futuro, ma certamente non desidero nessuno che parli per se o per altri mentre si scaccola i piedi e ne mangia il prodotto dimostrandomi di non avere la minima considerazione e rispetto verso chiunque gli stia davanti.

  • # 116
    Andrea R
     scrive: 

    Ma io prendo le distanze da te Cesare Di Mauro, che di linux ne parli solo quando c’è da parlar male.

    Stallman è un grande.

  • # 117
    Nicola
     scrive: 

    @bob

    è esattamente quello che ho detto io….queste crociate,questi accanimenti, considerare “immorale” o non “etico” chi usa/produce software non open, fa solo male alla comunità. io ho rinunciato a parteciparvi “di persona” proprio perchè ad ogni convegno/riunione, la discussione si spostava dal tecnico al socio/politico/economico/denigratorio…..

  • # 118
    mede
     scrive: 

    non è che perchè uno si fa il mazzo per una comunità, dopo può fare e dire quello che gli pare tanto ha il gregge di pecore che lo seguono qualsiasi cosa dica, tanto nessuno ha dato più di lui e quindi chiunque altro deve stare zitto e non può toccarlo o criticarlo.
    A quanto pare in pratica è così invece… non si può portare il tutto a una questione di faziosità, di stare da una parte o dall’altra e se critichi qualcuno attacchi tutto un sistema. e proprio poichè quest’uomo in qualche modo simboleggia tutto un movimento se ha sbroccato è controproducente per lo stesso movimento non prendere le distanze almeno da alcune sue posizioni. in modo da non essere poi attaccabile su quel fronte.

  • # 119
    Santiago
     scrive: 

    Stallman ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il lavoro svolto, tra cui:
    * 2007: laurea honoris causa dell’Università di Pavia
    * 2003: laurea honoris causa dalla “Vrije Universiteit Brussel”
    * 2002: “National Academy of Engineering membership”
    * 2001: laurea honoris causa dalla Università di Glasgow
    * 2001: “The Takeda Techno-Entrepreneurship Award”
    * 1999: “Yuri Rubinski Memorial Award”

    Posso continuare ancora ma la fonte la trovate su wikipedia.
    Ora, Cesare, con tutto il rispetto. Visto che anche secondo te wikipedia è una fonte di sapere attendibile e lì ci giacciono fonti abbastanza sicure (questa cosa la deduco soltanto dai commenti). Come mai sulla pagina che riguarda Stallman non figura nessuna di queste accuse “gravi” che si trovano in questo articolo e per cui viene biasimato?.
    Per farti un esempio, vediamo l’accusa che hai tirato fuori più spesso: la pedofilia. E ti prego non rispondermi che su wikipedia non si fa polemica perché se fossero veramente fatti dovrebbero esserci scritti, non credi?
    Io credo che non sia scritto perché non è cosi rilevante come pensi.
    Non ho letto tutti i commenti, ci mancherebbe, però uno di questi sosteneva che non è un bene giudicare stallman estrapolando dal contesto le sue frasi senza, sopratutto, valutare se il personaggio era o no in buona fede.
    Se posso permettermi ritengo che hai perfino tradotto male quel che ha detto. E non posso sorvolare questo fatto, poiché è in gioco il messaggio che viene dato, quindi vorrei fare una precisazione:

    “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children. The arguments that it causes harm seem to be based on cases which aren’t voluntary, which are then stretched by parents who are horrified by the idea that their little baby is maturing.”

    Queste sono state le sue parole.. Innanzitutto vorrei chiarire che non sono affatto d’accordo con la pedofilia e lo dico perché non voglio suscitare polemica, non è questo lo scopo del mio intervento. Detto ciò, una traduzione approssimativa potrebbe essere questa:
    “sono scettico riguardo all’affermare che la pedofilia volontaria possa danneggiare i bambini”
    Dire “sono scettico” non esprime una posizione di sicurezza, non è lo stesso che dire, come hai tradotto te:
    “la pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini.”
    Credo che ci sia molta differenza.
    Mi piacerebbe anche soffermarmi sulla parola “claim” che ho tradotto con “affermare”.
    Il dizionario Collins cobuild si pronuncia cosi:
    “A claim is something which someone says which they cannot prove and thay may be false.” = “è qualcosa che qualcuno dice che non può essere provato e che potrebbe anche essere falso.”

    Credo che ci sia molta differenza con la tua traduzione. E credo, con tutto il rispetto, che non sei portato per essere traduttore. Dovresti stare attento perché questo porta a rivalutare tutto l’articolo visto che le fonti in gran parte sono in inglese.

    Dunque sotto questo nuovo punto di vista posso anche esprimere un parere e dire che Stallman non ha detto ciò in cattiva fede.
    Per favore non voglio suscitare polemica, lo ripeto ancora, voglio solo fare una riflessione.
    Stallman è un filosofo ancor prima di essere un programmatore. Se siamo d’accordo su questo possiamo anche pensare in modo diverso.
    Sai perché intervengo oggi cosi? perché mi da fastidio leggere molti preconcetti, sopratutto se questi sono preconcetti puritani. Ti informo che se cerchi su google: “Stallman pedofilia” viene fuori questa pagina. Io non me ne vanterei sinceramente. Tornando però al discorso, quando dico “pensare in modo diverso” vorrei che tutti levassero per un attimo i preconcetti stabiliti fin dalla prima infanzia nella loro mente. Siamo in un secolo in cui ci si sposa anche a 30 anni e viviamo in un era in cui quando qualcuno compie 18 anni non è più minorenne e (in modo arbitrario e illogico) viene catalogato dalla società come “maturo”.
    Ma anni fa, ai tempi di Aristotele, un giovane di nome Alessandro Magno prese il possesso della macedonia e stabili un impero immenso. Aveva 16 anni. Anni ancora prima Platone scrisse il Simposio, libro bellissimo che se non hai letto ti consiglio di leggere. Qui in un passaggio viene sollevata la questione di quel che oggi chiamiamo “pedofilia volontaria” (a proposito, “voluntarily” non è un aggettivo, ma un avverbio). Nella Grecia di quei tempi era normale che i giovani allievi dei filosofi andassero a letto con i loro maestri.Tuttavia quando giudichiamo questo fatto è doveroso chiarire, non per giustificare ma per essere corretti e rispettare la storia, che non era quel che chiamiamo pedofilia al giorno d’oggi. Poiché per quanto ne sapiamo, gli allievi non erano costretti e sopratutto ci si badava bene che avessero peli in faccia e peli pubici. Segno di maturità nell’antica Grecia.
    Ora, tutti sappiamo che quando compiamo 18 anni abbiamo già molti peli consolidati in tutto il corpo. Quindi da qui si deduce che i loro allievi potevano avere sia 12 sia 16 anni.
    Tutto questo per dire che quando Stallman dice “Sono scettico” non vuol dire in assoluto che è sicuro di quel che dice, e sopratutto non vuol dire neanche che lo sarà! assolutamente no. Lo scetticismo è una corrente filosofica che mette in dubbio qualsiasi cosa. Compressa la pedofilia.
    Come volevasi dimostrare, Stallman ha un animo di filosofo e continua ancora oggi a mettere in dubbio le nostre idee già consolidate. Cosi come faceva Socrate. Cosi come ha fatto tempo fa con GNU e la GPL, che a mio parere porta libertà ovunque ed è solo liberticida per chi la vuole utilizzare sotto la modalità dell’avere.
    Vorrei chiarire questo perché un vecchio da manicomio non prova scetticismo. Si è più vicini alla pazzia quando si smette di ragionare e si da ascolto ai pregiudizi.

    Santiago El Rum Cubano.

  • # 120
    mario
     scrive: 

    Questo articolo contiene una miscela di fatti parzialmente veri, inesattezze, omissioni, forzature di senso. al fine di distorcere il messaggio di Stallam. Non lo condivido per niente.
    E se non ci fosse stato Stallman, scordatevi l’esistenza del kernel Linux, di Ubuntu e tutta quella bella roba.

  • # 121
    Santiago
     scrive: 

    @mario

    Per non parlare delle fonte autotradotte per confermare la propria tesi. Se hai qualche dubbio guarda il commento sopra di te. Spiego come ha tradotto male e ha cambiato il messaggio a suo favore.

  • # 122
    j
     scrive: 

    Questo articolo contiene una miscela di fatti parzialmente veri, inesattezze, omissioni, forzature di senso. al fine di distorcere il messaggio di Stallam. Non lo condivido per niente.

    bene.
    vuoi adesso cortesemente provare a leggere non l’ articolo ma le singole fonti linkate, per leggere direttamente il “messaggio” non “distorto” dalla presunta faziosità di cesare di mauro, e tornare dopo averlo fatto?
    grazie

    E se non ci fosse stato Stallman, scordatevi l’esistenza del kernel Linux, di Ubuntu e tutta quella bella roba.

    dimostri di ignorare alcune cose (o di conoscerle ma di soprassedervi in malafede pur di incensare il personaggio stallman):
    a) alla fine degli anni 80 il progetto GNU prese in licenza (in sostanza ) dalla carnegie mellon university, il kernel Mach (sì proprio lo stesso microkernel sulle cui varianti si sono basati numerosi sistemi operativi) per svilupparne una propria versione (a tutti gli effetti lo forkò per poi rilicenziarlo a NeXT che vi costruì su l’ alllora NextStep)
    b) sulla versione 3 di CMU Mach, forkata e trasformata in GNU Mach, si iniziò a implementare la serie di server userspace costituente il core di HURD, che nelle intenzioni di Stallman avrtebbe dovuto essere il vero e unico “kernel” (più un executive) GNU
    b1) riguardo a Linux, stallman espresse chiaramente il fatto di considerare linux “una soluzione temporanea” fintantoche HURD non fosse stato completato
    c) il vero GNU OS (GNU \ HURD appunto) è formalmente ancora nelle prime fasi di sviluppo dopo 25 anni (probabilmente lo si può considerare morto) e gira su pochissimo hardware, e stante le sue statistiche di utilizzo è in effetti più una curiosità accademica che un sistema operativo funzionante
    d) quando ancora linux era una tesi di laurea di uno studente universitario, Torvalds era solo interessato a farlo conoscere a più gente possibile, di modo da ricevere feedback e possibilmente aiuto – a tale scopo valutò varie opzioni di licensing, compreso lo shareware per poi scegliere la gpl solo perchè tra quelle esistenti, era quella che meglio si adattava al suo scopo
    e) infine, nello stesso periodo in cui stallman cercava di convincere gli allora utenti di os unix commerciali, a passare a un clone unix gratuito (pardon, libero), già esisteva una versione di unix basata sul codice originale della AT&T ma distribuita gratuitamente sotto una licenza talmente liberale che lo stesso progetto gnu avrebbe potuto sfruttare il suo codice sorgente, ma non l’ ha fatto per una questione di orgoglio e purezza ( la licenza bsd conteva una clausola di menzione, poi rimossa, che semplicemente sanciva il dovere di chi riutilizzava il codice, di menzionare la presenza di codice proveniente da berkeley – ma questo evidentemente cozzava con l’ idea di stallman secondo cui il copyright -pardon, copyleft – di GNU dovesse essere interamente della FSF)
    f) stallman stesso ebbe a dire in varie occasioni che, se la licenza BSD non avesse avuto quella clausola, il progetto GNU avrebbe potuto attingere direttamente dal codice BSD – ma anche, che sarebbe già esistito uno unix sufficientemente “libero” da rendere superfluo lo stesso GNU…

    QUINDI, se non ci fosse stato l’ hippy barbuto Stallman, semplicemente non ci sarebbe il progetto gnu, quindi magari si userebbe (chi lo usa) linux abbinato a una diversa shell e compilato con un altro compilatore che non gcc
    e se proprio non ci fosse stato nemmeno linux, è molto probabile le aziende (a cominciare da ibm e dai vendor di sistemi embedded, router, ecc) avrebbero con ogni probabilità proseguito con l’ utilizzo di codice bsd, e sarebbe stato bsd a godere dell’ apporto di manodopera e dell’ evoluzione che ha invece toccato linux (e oggi forse avremmo sistemi operativi desktop basati su bsd)

    questo con buona pace di chi crede che senza stallman non sarebbe esistito linux od addirittura l’ open source in genere…

  • # 123
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Santiago. Io penso che non ci sia fonte più sicura dello stesso Stallman. I link ai suoi siti li ho già forniti e li puoi visionare tranquillamente.
    Wikipedia non la puoi certo mettere allo stesso livello della fonte per eccellenza.

    Quanto alla “traduzione”, la mia non voleva certo esserlo in maniera letterale, ma si trattava di una sintesi, similmente a tutti gli altri punti che ho esposto, come puoi leggere tu stesso anche nel commento #98:

    “ho postato le fonti al completo, assieme alla mia sintesi”.

    Precisato questo ritengo che la sintesi sia aderente all’originale, pur non essendo un traduttore, ma per far questo non ci si può fermare alla sola prima frase, ma tradurre anche il resto, perché tutto è connesso. Prendo in prestito la tua traduzione per la prima frase, perché va benissimo:

    “Sono scettico riguardo all’affermare che la pedofilia volontaria possa danneggiare i bambini. Le argomentazioni a sostegno del fatto che provochino danni sembrano basate su casi non volontari, che sono poi esagerati* (i casi) dai genitori, inorriditi all’idea che i loro bambini stiano maturando”.
    * non mi viene un termine migliore per “stretched”. Ce n’è uno in italiano che calza perfettamente col senso del verbo in base al contesto, ma al momento mi sfugge.

    Nella prima frase, come dici tu, non c’è un assoluto nel giudizio di Stallman. La presa di posizione è forte, ma sembrerebbe lasciare spazio a un eventuale ripensamento (se fossero fornite prove, immagino). La tesi che contrasta è, ovviamente, quella che la pedofilia volontaria danneggi i bambini.

    Ma subito dopo, nella seconda frase, spiega anche il perché della sua posizione. A suo dire i casi citati sarebbero relativi alla pedofilia “non volontaria” (quindi atti che non siano stati deliberatamente e consapevolmente esercitati dai bambini, che sarebbero quindi stati costretti). Inoltre questi casi sarebbero poi estremizzati dai genitori.

    Intanto vediamo che ci sono due posizioni: sulla pedofilia volontaria e su quella che non lo è. Sulla prima Stallman non avrebbe problemi ad accettarla, perché a suo dire non ci sono prove che arrechi danni. Se non ci sono prove, quindi, sarebbe lecita.
    Sulla seconda stigmatizza il comportamento dei genitori, rei di non accettare il fatto che i loro figli crescano.

    Non so tu, ma a me schifano entrambe le posizioni. E penso che il mio giudizio non sia dissimile da quello degli psicologi e di tanta altra gente “normale”.

    Il senso della mia sintesi, quindi, per me rimane aderente alle affermazioni in lingua originale. Potrei, al limite, cambiare “danneggia” con “danneggerebbe”, ma la forma non cambierebbe la sostanza.

    Sul termine voluntarily non capisco di cosa ti lamenti, visto che “voluntarily pedophilia” l’hai tradotto esattamente come ho fatto io, cioè con “pedofilia volontaria”.

    Tu parli di “preconcetti puritani”, ma fino a prova contraria le pedofilia è classificata come MALATTIA MENTALE. E senza fare distinzione fra quella volontaria e non volontaria.

    Inutile tirare in ballo l’antica Grecia, perché l’uomo ha cambiato i suoi costumi nel corso dei secoli, e OGGI la pedofilia è considerata una MALATTIA. Puoi essere d’accordo o meno, ma se non lo sei e avessi l’ardire di mettere in pratica le tue idee, ti sbatterebbero in carcere prima ancora che fosse celebrato il tuo processo.

    C’è poco da filosofeggiare e giocare col verbo scetticismo, perché la seconda frase, che stranamente non hai riportato né tradotto né considerato nel discorso, è abbastanza eloquente in merito.

    Quanto alle tue ricerche, dovresti metterci un po’ più di impegno perché, mettendo il termine in lingua italiana, dopo qualche pagina nei risultati si trovano link che si riferiscono al caso citato. In lingua inglese, poi, è addirittura il PRIMO RISULTATO, e… ce ne sono altri.

    Dunque non ho proprio nulla di cui vergognarmi se il primo risultato in lingua italiana è il mio. Anzi, mi conforta di essere una delle poche voci (rispetto alle pagine in inglese) a riportare questa informazione. Poi ognuno può trarre le proprie conclusioni, ovviamente.

    Sulla GPL, poche chiacchiere: se ti priva della libertà è liberticida. Come liberticida è la presa di posizione di Stallman, che auspica una società in cui NON ci sia il software “non libero”. I termini non li possiamo ridefinire a nostro piacimento.

    Una considerazione finale. Col tuo primo commento (#119) ho apprezzato molto il tono e il tuo modo di porti, volto a una serena discussione e a un sano confronto. Ma col tuo secondo (#121) ti sei lasciato nuovamente andare agli attacchi personali. Dottor Jekyll e Mr.Hide docet. Così facendo, però, continui ad avvelenare il clima della discussione, e la cosa non mi fa affatto piacere.

    @mario: se c’è qualcosa che non condividi, puoi sempre prendere i punti che ti danno fastidio e spiegare in maniera chiara il tuo giudizio del perché non sono corretti o non ti stanno bene. Per come hai messo le cose, il tuo è il classico attacco generalista e qualunquista all’autore.

    Per il resto, nessuno qui ha da ridire sulle opere di Stallman, e questo senza nemmeno bisogno di tirare in ballo i titoli nobiliari, che snocciolati così mi sembrano il classico confronto per vedere chi ce l’ha più lungo. Come se questo servisse a risolvere la questione, ignorando i fatti riportati.

    Su Linux & Stallman mi fa piacere vedere che j mi ha preceduto, chiarendo il tutto molto meglio di come avrei potuto fare io. ;)

  • # 124
    j
     scrive: 

    Come mai sulla pagina che riguarda Stallman non figura nessuna di queste accuse “gravi” che si trovano in questo articolo e per cui viene biasimato?

    ovvio… se stallman può contare su un certo numero di seguaci (pardon “aiutanti volontari”) che si occupino di curargli il sito web personale, a maggior ragione la sua pagina personale su wikipedia sarà controllata (ed epurata da ogni eventuale macchia) da chiunque passi a leggerla (che nella maggior parte dei casi è già una persona attratta dal personaggio, dalla sua ideologia, dal sw libero, o da tutte e tre le cose)

    E ti prego non rispondermi che su wikipedia non si fa polemica perché se fossero veramente fatti dovrebbero esserci scritti, non credi?

    per favore risparmiati l’ ipocrisia, fai una figura migliore…
    sai benissimo che su wikipedia chiunque può manipolare le informazioni contenute in una certa pagina, e che l’ attendibilità di wikipedia come fonte di informazioni per tutto ciò che non è materia tecnico – scientifica (fatti verificabili sui trattati e saggi originali), ma spesso anche su quelli, è tutto meno che solida

  • # 125
    Pedro
     scrive: 

    Quando, nella tua vita, sarai riuscito a creare un movimento anche solo lontanamente paragonabile a quello che Stallman ha fortemente voluto e realizzato, allora potrai anche tu dire tutto ciò che ti passa per la mente, senza dover rendere conto a nessuno se non a te stesso.
    Quel che hai fatto qui oggi, in questo post, è solo fumo alimentato da una più che probabile frustrazione personale.

  • # 126
    j
     scrive: 

    Pedro:
    @Pedro
    hai appena affermato la tua cieca sudditanza a una persona che va predicando la “libertà”, per contestare la libertà d’ esprimere la propria opinione (per quanto contraria alla tua) a chi sostanzialmente ti fornisce il mezzo per esprimere la tua – complimenti, davvero complimenti

    solo, ricorda le tue stesse parole quando sarai tentato di contestare, denigrare, sbeffeggiare, un personaggio pubblico o politico…

  • # 127
    D
     scrive: 

    Stallman e la FSF sono la versione informatica contemporanea di un dittatore e di un regime fascio/comunista d’altri tempi.

    Il pensiero di questo piccolo ed insulso personaggio si può semplicemente riassumere in questa frase.

    “Tu sei libero di essere, pensare, parlare ed agire fin tanto lo fai secondo il mio modo di essere, pensare, parlare ed agire”

    Un giorno o l’altro però troverà qualcuno che gli darà due bei schiaffoni soprattutto se durante una discussione, gli scapperà un indice in qualche orifizio.

    La comunità open non può che risultare danneggiata dalla presenza di questo pustolone purolento.

  • # 128
    Pedro
     scrive: 

    Perdonami J,
    la mia critica è rivolta all’estensore del post, non a te. Immagino non abbia bisogno di un cane da guardia.

  • # 129
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Quindi secondo il tuo ragionamento non si potrebbe parlare di un premio Nobel, perché si dovrebbe possedere lo stesso titolo per poterlo fare.

    Complimenti per la raffinata logica.

    L’estensore del post continuerà a fare informazione, a prescindere dal confronto dei titoli nobiliari “per misurarselo” che tu e altri vorreste imporre per tappare la bocca a chi ha avuto l’ardire di toccare i vostri totem.

    Mentalità, la vostra, che se applicata pedissequamente porterebbe a un mondo quasi del tutto privo di informazione. Con le conseguenze che si possono facilmente intuire…

    Per il resto se hai qualcosa da dire, in maniera civile, sui FATTI riportati sei il benvenuto. I tuoi attacchi http://it.wikipedia.org/wiki/Ad_hominem non sono, invece, graditi, e te li puoi benissimo risparmiare.

    La frustrazione personale è la vostra perché, non potendo smontare i FATTI riportati, vi porta a sfogare la vostra rabbia repressa con l’autore.

  • # 130
    Lorenz548
     scrive: 

    Molti punti del post a me sembrano solo manie personali innocue (come uno naviga sono affari suoi).. altre sono solo opinioni che rientrano nel tipo di persona (console, wireless, avversione Gates).
    Non vedo cosa c’entrino i bambini ed i pedofili con l’informatica.. ma per condannare qualcuno in questa maniera sarebbe meglio conoscere il contesto (anche di vita) in cui sono state espresse tali idee.
    Un post che lascia il tempo che trova, piuttosto si poteva avanzare solo l’idea che alla comunità open source servissero altre guide senza andare ad infangare qualcuno che di problemi ne ha come tutti.

  • # 131
    fabioamd87
     scrive: 

    questo articolo contiene un mare di boiate.

  • # 132
    mede
     scrive: 

    bhe in effetti bisogna stare attenti perchè immagino siano in molti ad avere interesse ad additarlo come un pazzo per screditaro, in modo che qualsiasi cosa dica possa essere considerata sciocca o folle. magari ha preso anche qualche cantonata, ma bisogna comunque stare attenti a non stare al gioco di chi ha interessi particolari a dipingerlo come un pazzo furioso citando ad arte delle affermazioni decontestualizzate magari…
    ovviamente si capisce che l’intento dell’autore dell’articolo non è contro la comunità attaccando lui, ma al contrario invita alla difesa, magari invece di scrivere “prendete le distanze!” che suona come un ordine dall’alto, certamente da non eseguire previa riflessione sull’argomento, si poteva puntare più su un punto di domanda…

    d’altronde però se è vero che ha sbroccato bisogna stare attenti perchè da domani quelli che credono nell’open source potrebbero essere additati come dei pazzi e a ragione perchè hanno seguito uno sbroccato troppo a lungo…

  • # 133
    Pedro
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro. #129
    “Quindi secondo il tuo ragionamento non si potrebbe parlare di un premio Nobel, perché si dovrebbe possedere lo stesso titolo per poterlo fare.”

    Nella mia critica (#125) evidenzio obiettivi concreti che pongono la persona da te messa alla gogna (Stallman) in una posizione sociale di tutto rispetto. Non ho citato alcun titolo.

    Invidio molto chi riesce caparbiamente a concretizzare i propri sogni (Stallman in questo caso), trasformandoli in realtà tangibili, sotto gli occhi di tutti, a disposizione di tutti.
    Tu con questo post cosa hai fatto di così eclatante o socialmente utile per meritare tanta audience?

    “L’estensore del post continuerà a fare informazione, a prescindere dal confronto dei titoli nobiliari “per misurarselo” che tu e altri vorreste imporre per tappare la bocca a chi ha avuto l’ardire di toccare i vostri totem.”

    Qual’è infine l’obiettivo di questo post?
    Fare informazione come sostieni tu o usare l’arte della retorica al fine di procacciare commenti?

    Siamo al commento numero 133. Quanti ne vuoi ancora al fine di ritenerti sazio?

  • # 134
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Continui col tuo attacco ad hominem. Evidentemente non t’interessa discutere dei fatti esposti e del perché una persona così sarebbe da allontanare per il bene della comunità open source.

    L’obiettivo dell’articolo è informare su questa persona, e la parte finale mi sembra abbastanza eloquente (bastava leggerla).

    Se siamo arrivati a così tanti commenti non è certo per mancanza di chiarezza di quel che avevo scritto, ma perché certe cose sono difficili (o impossibili, visto il tono di certi interventi) da digerire per chi si trova “schierato” a favore del personaggio in questione e non riesce a riflettere in maniera distaccata su quanto ho riportato.

    134 commenti sono troppi? Evidentemente non sono abbastanza per chi NON vuol capire…

  • # 135
    mede
     scrive: 

    comunque rileggendo l’articolo e consultando alcuni dei link, sinceramente sono rimasto un po’ perplesso, non vedo cosa ci sia di strano in certe sue posizioni di quell’elenco. Ovviamente stiamo parlando di una persona che crede nell’open source e quindi cosa potrà mai pensare delle console proprietarie? magari può spararla grossa ad effetto dicendo che “sono il male” ma si presume anche che si rivolga ad un pubblico che capisca cosa intende dire. il secondo punto a leggere il link mi pare decontestualizzato e comunque parte da una sua personale riflessione sull’umanità e la sua espansione. la pedofilia volontaria va fatta chiarezza su cosa si intende, se si parla di rapporti tra un 18enne e un 17enne si sta solo parlando di buon senso anche se tecnicamente è un reato. d’altronde solo delle convenzioni e delle leggi non possono stabilire aprioristicamente che una persona raggiunge la maturità sessuale a 18 anni, tant’è che si raggiunge molto prima nella realtà e niente vieta nella pratica che una persona a 16 anni non sia psicologicamente e fisicamente pronta per avere una vita sessuale da adulto e intrattenere rapporti anche con maggiorenni. mi sembra solo un problema di terminologia e a mio avviso quello che intendeva lui era proprio questo. bill gates sicuramente spende male i soldi che incassa altrimenti windows oggi sarebbe anni e anni avanti, e lo stesso balmer mi pare che ammise una cosa del genere in una intervista, d’altronde non ci si può aspettare che esca a cena con bill gates.

    insomma se devo essere sincero non è che mi convince tanto nemmeno a me st’articolo, ieri ad una prima lettura mi sembrava più stabile…

  • # 136
    j
     scrive: 

    Pedro:

    Perdonami J,
    la mia critica è rivolta all’estensore del post, non a te. Immagino non abbia bisogno di un cane da guardia.

    io non sono il cane da guardia di nessuno (e se la si mette su quel piano, allora nemmeno stallman ha bisogno di cani da guardia…), semplicemente frasi come quella mi fanno perdere le staffe
    comunque, ti chiedo: dall’ inizio di questa discussione, quante volte tu o qualcuno degli altri che difendono a spada tratta un personaggio che imo e’ sostanzialmente indifendibile (a meno di non essere condizionati o fanatici o semplicemente non obiettivi), quante volte siete stati tacciati di non essere “degni” di esprimere la vostra opinione?
    quante volte invece questo rinfacciamento e’ venuto da parte di qualcuno di chi sostiene (sempre e comunque) il personaggio in questione?
    dimmi onestamente: ti sembra un atteggiamento conforme a un ideale di liberta’ in tutte le sue forme (compresa quella di opinione, oltre che quella del codice)?

    Lorenz548:

    Un post che lascia il tempo che trova, piuttosto si poteva avanzare solo l’idea che alla comunità open source servissero altre guide

    per avanzare tale idea era bisognava anche dire perche’ la comunita’ open source avrebbe bisogno di un nuovo frontman, quindi bisognava comunque portare citazioni che dessero un’ idea del suo modo di rapportarsi con il prossimo (anche solo con un altro esponente di spicco del mondo FOSS quale Miguel de Icaza – con cui sostanzialmente non c’ e’ stato dialogo ma solo pesanti accuse),citazioni che sarebbero comunque state mal accolte, non credi?

    senza andare ad infangare

    aridaje, se raggruppare e riportare parole gia’ scritte altrove dalla persona in questione e’ infangare, c’ e’ un errore di fondo …

    qualcuno che di problemi ne ha come tutti.

    il problema e’ che “tutti” non sono al posto di stallman…
    anche il barbone che dorme sul sagrato della chiesa qui vicino ha dei problemi su piu’ livelli (compreso quello mentale, poverino), eppure dubito che chiunque gli affiderebbe l’ incarico di rappresentare un qualsivoglia movimento o dirigere un progetto di qualche tipo… eppure il suo aspetto non si discostava molto da quello di stallman quando venne a tenere la sua solita conferenza in universita’, sandali e olezzo compresi (che sentii di persona, rimanendo basito – e questo e’ un fatto, a meno di non volermi dare del pazzo visionario…)

  • # 137
    Acrobat
     scrive: 

    Come dice Andrea R, Cesare Di Mauro parla di Linux solo quando può parlarne male, storicamente è sempre stato cosi, anche sul forum di hwu.. che poi sia ferratissimo e competente in altre cose, sono il primo a dirlo. Davvero Cesare, dispiace.. è un peccato, porti argomenti, per carità, ma si sente che sei maldisposto.

    Poi ovvio.. non leggo tutto ciò che scrivi, se mi è scappato qualcosa detto da te di positivo su Linux linkamelo e sarò ben felice di ricredermi.

    Tornando OT:
    Ho poco tempo adesso e il discorso sarebbe troppo lungo, Stallman ha fatto grandi cose e chi lo nega è cieco.. però effettivamente certe sue uscite le ho sempre digerite poco, senza contare che spesso ha troppa spocchia.. è sempre un bene mantenere un minimo di umiltà, anche se ti chiami Stallman.

    Dovrebbe avere quantomeno più equilibrio pure lui, e ASCOLTARE di più gli ALTRI.
    Penso che potrebbe farlo senza per questo rinunciare ai suoi ideali. La comunità ne trarrebbe solo beneficio.. e anche lui come persona!

  • # 138
    Pedro
     scrive: 

    #125, #128, #133, sono i miei interventi.
    Li cito perché le mie parole siano comprese appieno.

    Bravo Cesare Di Mauro, ottimo post. Finalmente una discussione fresca e innovativa.

  • # 139
    j
     scrive: 

    @mede:

    Ovviamente stiamo parlando di una persona che crede nell’open source e quindi cosa potrà mai pensare delle console proprietarie? magari può spararla grossa ad effetto dicendo che “sono il male” ma si presume anche che si rivolga ad un pubblico che capisca cosa intende dire.

    che io sappia zdnet e’ un sito di informazione IT, ma rivolto a un pubblico generico – e un’ intervista intitolata “game consoles – a developer’s view” non poteva non essere mirata a dare a quest’ ultimo un’ idea di come la pensasse uno sviluppatore del mondo open source (meglio se uno di spicco come appunto stallman, rappresentante del movimento)
    ora, che impressione pensi che la gente comune abbia ricavato, vedendo la posizione estremista (e vagamente talebana) di una persona che afferma che le console sono “il male” dal momento che impiegano sw closed source per svolgere la funzione per cui sono concepite (che e’ di essere dei giocattoli per bambini e adulti – ed e’ cio’ che importa alla gente normale )?
    peraltro se si basassero su sw open source e customizzabile e fossero quindi piu’ flessibili, non sarebbero piu’ console ma personal computer a tutti gli effetti (e costerebbero molto di piu’, ma quello non lo si considera…)

    la pedofilia volontaria va fatta chiarezza su cosa si intende, se si parla di rapporti tra un 18enne e un 17enne si sta solo parlando di buon senso anche se tecnicamente è un reato. d’altronde solo delle convenzioni e delle leggi non possono stabilire aprioristicamente che una persona raggiunge la maturità sessuale a 18 anni, tant’è che si raggiunge molto prima nella realtà e niente vieta nella pratica che una persona a 16 anni non sia psicologicamente e fisicamente pronta per avere una vita sessuale da adulto e intrattenere rapporti anche con maggiorenni.

    al di la’ del fatto che in effetti in certi paesi l’ eta’ adulta si raggiunge a 21 anni od oltre, se non ricordo male, e che comunque sono quelle che tu chiami convenzioni sociali, a far funzionare la societa’ civile – che stallman si riferisse al caso di un/una 17 enne con un maggiorenne e’ un tua illazione
    stallman parla semplicemente di “pedofilia” senza menzionare eta’ specifiche – poteva riferirsi al 40enne con la ragazzina di 10 anni per quanto ne sappiamo…

  • # 140
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @mede: rispondo ad alcuni punti.

    comunque rileggendo l’articolo e consultando alcuni dei link, sinceramente sono rimasto un po’ perplesso, non vedo cosa ci sia di strano in certe sue posizioni di quell’elenco. Ovviamente stiamo parlando di una persona che crede nell’open source e quindi cosa potrà mai pensare delle console proprietarie? magari può spararla grossa ad effetto dicendo che “sono il male” ma si presume anche che si rivolga ad un pubblico che capisca cosa intende dire.

    Cosa c’è di male a farsi una partitina, specialmente per dei bambini il cui unisco scopo è divertirsi e che sono del tutto avulsi da concetti quali software open source e closed?

    Il fatto che una console permetta l’esecuzione di codice arbitrario cambierebbe loro qualcosa? Non credo proprio, e proprio perché a loro interessa giocare, non le battaglie ideologiche sul software. ;)

    il secondo punto a leggere il link mi pare decontestualizzato e comunque parte da una sua personale riflessione sull’umanità e la sua espansione.

    Non mi sembra decontestualizzato. E’ rimasto dispiaciuto che un collaboratore di EMACS non avesse tempo da dedicare al progetto, perché gli era nata una bambina. Un altro collaboratore, invece, ha fatto gli auguri al collega per il lieto evento. Stallman ha risposto a quest’ultimo dicendogli che non c’è niente di speciale nel “riprodursi” (da notare anche il termine utilizzato) (“lo fanno anche le piante”), e che è molto meglio essere orgogliosi di collaborare a un progetto come il suo.

    A me non sembra un comportamento normale. Tu che ne pensi?

    Quanto alla sovrappopolazione, l’ideale è controllare le nascite, non ridurle a zero. E lo si fa già nelle nazioni più industrializzate, cioè quelle che fanno uso di computer…

    la pedofilia volontaria va fatta chiarezza su cosa si intende, se si parla di rapporti tra un 18enne e un 17enne si sta solo parlando di buon senso anche se tecnicamente è un reato. d’altronde solo delle convenzioni e delle leggi non possono stabilire aprioristicamente che una persona raggiunge la maturità sessuale a 18 anni, tant’è che si raggiunge molto prima nella realtà e niente vieta nella pratica che una persona a 16 anni non sia psicologicamente e fisicamente pronta per avere una vita sessuale da adulto e intrattenere rapporti anche con maggiorenni. mi sembra solo un problema di terminologia e a mio avviso quello che intendeva lui era proprio questo.

    Quando si parla di pedofilia i termini esatti li trovi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia di cui riporto la definizione qui sotto.

    L’attrazione sessuale – in qualche misura – verso i bambini non è sufficiente per la diagnosi di pedofilia. La psichiatria (secondo il criterio DSM IV-TR) definisce pedofili solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l’oggetto sessuale preferenziale, o unico. Occorre inoltre che il sintomo persista in modo continuativo per almeno 6 mesi. Non si considera pedofilia il caso di persone maggiorenni quando la differenza di età rispetto al minore è meno di 7 anni. Non sono da considerare pedofili i soggetti attratti principalmente da persone in fasce di età pari o superiori ai 12 anni circa, purché abbiano già raggiunto lo sviluppo puberale: l’attrazione per i teenagers è definita con i termini poco usati efebofilia e ninfofilia o «sindrome di Lolita».

    A parte questo nelle due righe scritte da Stallman non c’è menzione riguardo l’età, ma nella prima frase parla di “children” e nella seconda di “little baby” (qui sembra più una presa in giro ai genitori).

    Children = bambino. Quindi NON stiamo parlando di ragazzi/ni. D’altra parte il termine pedofilia si applica proprio ai bambini, come puoi leggere.

    bill gates sicuramente spende male i soldi che incassa altrimenti windows oggi sarebbe anni e anni avanti, e lo stesso balmer mi pare che ammise una cosa del genere in una intervista, d’altronde non ci si può aspettare che esca a cena con bill gates.

    Non ci sono dubbi su questo, infatti è capitato che, a una conferenza, davanti un rappresentante di MS (se non ricordo male) Stallman si sia alzato e se ne sia andato per non sentirlo parlare.

    Sul fatto che Gates spenda male i suoi soldi se ne potrebbe discutere, ma non è questo il momento e il luogo giusto.

    insomma se devo essere sincero non è che mi convince tanto nemmeno a me st’articolo, ieri ad una prima lettura mi sembrava più stabile…

    Guarda, fossero tutte così le critiche, ci sarebbe da festeggiare. Almeno tu hai esposto chiaramente i tuoi dubbi e le tue perplessità in maniera civile e pacata, e già solo per questo ti ringrazio.

    Poi dopo la mia risposta puoi benissimo continuare a pensarla allo stesso modo, ma almeno abbiamo avuto modo di discutere senza scadere sul personale. :)

    @Acrobat: che ognuno abbia delle proprie simpatie / preferenze / gusti mi sembra una cosa normale. Andrea R, anche leggendo il sito che ha in firma, mi sembra che abbia le sue, e non credo che davanti a Bill Gates gli farebbe le feste (al limite “la festa” :D).

    Detto ciò, l’importante è che quando si parla di qualcosa emergano fatti che non siano “biased” (mi spiace, ma al momento non mi viene il termine in italiano) da tutto ciò, e li si riporti in maniera distaccata e professionale (ove applicabile).

    Detto in altri termini, conta l’onestà intellettuale. Non il fanatismo pseudoreligioso.

    Per me i computer sono macchine, e il software è qualcosa d’intangibile, ma sempre di “oggetti” stiamo parlando, e ritengo sia veramente stupido “attaccarsi alla maglia” per cose di questo tipo, e addirittura fare la guerra a chi la pensa diversamente.

    Su Linux non ho nulla da linkarti. A lavoro lo uso, perché le macchine di produzione hanno installato una qualche distro, ma per quel che faccio un s.o. vale l’altro. Per me l’importante è che giri Python, che… è un prodotto open source, e al quale ho contribuito anch’io.

    Riguardo al tuo commento InTopic :) non ho nulla da dire, a parte che lo apprezzo.

  • # 141
    j
     scrive: 

    cosa che peraltro, da una persona per cui la crescita demografica (quindi fare bambini) impoverisce il pianeta e impedisce di risolvere la fame nel mondo, e per questo vorrebbe che non si facessero figli, come se questi fossero una specie di piaga (cioe’ l’ umanita’ dovrebbe preservare la propria esistenza sacrificando l’ umanita’ futura, le prossime generazioni, che hanno meno diritto di esistere dell’ attuale) non mi stupirebbe…

  • # 142
    Pokeroso
     scrive: 

    La penso come Cesare.
    Sono convinto che l’intento non fosse “offendere” Stallman, bensì fornire punti a supporto della sua tesi.

  • # 143
    Santiago
     scrive: 

    @ J :
    Le domande che tu hai catalogato come ipocrite (da cui deduco che non conosci il significato di questa parola) non erano rivolte a te. Erano rivolte a Cesare e mi sono state (in parte) riposte. Non c’era bisogno che rispondessi anche tu.
    Per quanto riguarda il commento che ho fatto a mario do ragione a Cesare, e chiedo scusa, l’ho fatto perché era quel che pensavo e mi sono lasciato andare.
    Ad ogni modo d’ora in poi scriverò e risponderò soltanto all’autore di questo post.

    @ Cesare commento 123:
    Mi sorprende alquanto che tu abbia voluto tirare fuori tutta la traduzione. Ma sono ancora più sorpreso che tu abbia definito la tua una semplice “sintesi”. In particolare vorrei farti notare alcune considerazioni di fondo che ci sono in una delle tue prime frasi:

    “Quanto alla “traduzione”, la mia non voleva certo esserlo in maniera letterale, ma si trattava di una sintesi, similmente a tutti gli altri punti che ho esposto”

    Dunque, credo, come studente della SSLMIT (Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori), che definire “sintesi” ciò che in realtà era stato concepito come una traduzione sia, a dir poco, riduttivo e non veritiero.
    Facendo cosi, e affermando ciò:
    1.Riconosci che hai tradotto male. O che hai sintetizzato male quel che ha detto Stallman.
    2.Dichiari che la modalità con cui citi gli altri fatti è la stessa. Il che mette in discussione tutto il pezzo.
    Mi spiego meglio.
    Innanzitutto la mia traduzione non era letterale. È impossibile e inutile fare traduzioni letterali, se mai devono rispettare il messaggio. Detto questo proseguo. Mi hai accusato di non aver tradotto tutta la frase ma, cosi come tu hai ribattuto, anch’io rispondo che ho postato la fonte al completo (perché la frase è tutta lì). L’ho fatto però, con la gran differenza che la fonte che ho postato io era visibile e non era un link.
    Quante persone credi che aprano ogni link che posti? Neanche io l’ho faccio. A parte che qui i link sono troppi, e a mio parere dovrebbero essere elencati alla fine, ma ognuno scrive come vuole quindi a te la scelta.
    Quel che non posso però lasciar passare è il vedere una frase come questa:

    “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children. The arguments that it causes harm seem to be based on cases which aren’t voluntary, which are then stretched by parents who are horrified by the idea that their little baby is maturing.”

    tradotta, o se vuoi sintetizzata, in questo modo:

    “la pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini. Non ci sono prove, e quelle fornite riguardano casi di pedofilia “non volontaria”. La colpa sarebbe dei genitori che non vogliono accettare il fatto che i loro bambini maturino”

    Sono la stessa quantità di righe. Se è una sintesi allora:
    1.perché ha la stessa quantità di testo?
    2.perché non hai fatto una traduzione attinente anziché una sintesi (che evidentemente distorce il messaggio) ?

    Tu stesso, stimolato da me, nel commento 123, hai tradotto quella frase in modo diverso dalla tua “sintesi”.
    Potrei capirti nel caso in cui quel che aveva scritto Stallman al riguardo fosse stato lungo una pagina, ma non lo è, quindi non c’era necessità di fare una “sintesi”.
    Per concludere questa questione, anche qui mi hai dato ragione:

    “Nella prima frase, come dici tu, non c’è un assoluto nel giudizio di Stallman. La presa di posizione è forte, ma sembrerebbe lasciare spazio a un eventuale ripensamento”

    Quindi se mi concedi ciò, capisci che è ben diverso dal dire “la pedofilia “volontaria” non danneggia i bambini.” E ben diverso da scriverlo anche in grassetto per evidenziarlo.

    Perché è cosi come TU hai “sintetizzato” la prima frase, e lasciami che ti dica questo: la cattiva informazione è sempre un male, indipendentemente dalla bandiera.

    Ma seguendo il filo del mio discorso e sapendo che è in quel modo che riporti tutte le fondi del tuo articolo (come quella sintesi appena citata) allora io mi permetto di ridiscutere tutto l’articolo.

    Ho studiato retorica, ti propongo questo, vediamo il tuo testo argomentativo come un edificio, in cui i fatti CITATI sono le fondamenta, i pilastri fondamentali. Uno dei pilastri forti è quello chiamato Stallman-pedofilo. Ora se io ho appena dimostrato che quel pilastro non è cosi forte come sembrava, visto che l’originale è ben diverso dalla “sintesi” riportata in italiano che legge il 90% dei tuoi lettori, credo di vedere l’edificio chinarsi come la Torre di Pisa. Se poi aggiungiamo la tua dichiarazione che dice “si trattava di una sintesi, similmente a tutti gli altri punti che ho esposto” allora perfino Galileo ci farebbe un pensierino prima di salirci sopra per vedere le stelle.

    Ti avevo avvertito di stare attento perché questa cosa avrebbe messo a repentaglio tutto il pezzo.

    Ora, vuoi davvero che ci mettiamo a discutere di tutta la traduzione? Tradurre il termine “stretched” con “esagerati” mi sembra una pessima scelta, ma non è questo il punto. Il punto è che se dovessimo farlo allora sarei costretto a tirar fuori tutte le “sintesi” che tu hai riportato.
    Perché all’inizio pensavo di te (cosi come penso ancora da Stallman) che quel che hai scritto l’avevi fatto in buona fede, invece ora sto pensando che le tue “sintesi” non sono state fatte in buona fede.

    Sai, all’università insegnano che una delle prime caratteristiche che dovrebbe possedere un buon traduttore è l’umiltà. Il traduttore non è lo scrittore, quindi non può trasformare il testo a piacere, e non credo ci sia bisogno di spiegarti quanto le parole sono importanti e quanto i messaggi trasmessi possano variare se una parola è tradotta male. Perfino Umberto Eco ha scritto su queste tematiche. E ti ripeto ancora una volta: la cattiva informazione è sempre un male, indipendentemente dalla bandiera.
    La seconda caratteristica è lo scrupolo, un traduttore dovrebbe essere scrupoloso nei minimi dettagli, quindi non posso essere d’accordo quando mi dici:

    “Il senso della mia sintesi, quindi, per me rimane aderente alle affermazioni in lingua originale. Potrei, al limite, cambiare “danneggia” con “danneggerebbe”, ma la forma non cambierebbe la sostanza.”

    Assolutamente per niente d’accordo. Ma d’altronde dicendo che la forma non cambia la sostanza fai intravedere molto del modo in cui guardi il mondo. Da qui in effetti deriva il tuo parere per la GPL:

    “Sulla GPL, poche chiacchiere: se ti priva della libertà è liberticida.”

    Permettimi di dirti che la pensiamo in modo molto diverso, sopratutto per il “poche chiacchiere”. Potrei parlare per ore sulla GPL, ma stai tranquillo non mi pronuncerò tantissimo. Mi basta dirti che Stallman vive seguendo quel che Erich Fromm definirebbe “la modalità dell’essere”. La maggior parte di noi invece viviamo nella modalità dell’avere. E se cerchiamo di USARE qualche software libero con la modalità dell’avere, ecco la GPL che fa da scudo. Da questo punto di vista la GPL porta la libertà con se. Ne approfitto e ti consiglio il libro “Avere o Essere” di Erich Fromm.

    Un ultima considerazione riguardo a questa tua frase:

    “Non so tu, ma a me schifano entrambe le posizioni. E penso che il mio giudizio non sia dissimile da quello degli psicologi e di tanta altra gente “normale”.”

    Cosa intendi per normale? Ti avevo chiesto di lasciare tutti i pregiudizi ma evidentemente non sei capace di farlo. Non sono d’accordo con la pedofilia, non la condivido per niente ma non ho bisogno di dire che mi fa ribrezzo perché non è cosi, cosi come non devo scrivere che è una malattia mentale in maiuscolo per sentirmi meglio, mi basta scriverlo in minuscolo.

    Evidentemente siamo su una lunghezza d’onda diversa quando mi dici:

    “C’è poco da filosofeggiare e giocare col verbo (sic) scetticismo, perché la seconda frase, che stranamente non hai riportato né tradotto né considerato nel discorso, è abbastanza eloquente in merito.”

    Ma qui vorrei dirti una cosa importante. Se non sei disposto a discutere di filosofia quando si parla di Stallman e del software libero allora questa discussione lascia il tempo che trova. Per favore dimmelo perché non vorrei perdere il mio tempo.
    Un altra cosa, l’uomo ha cambiato i suoi costumi allo largo del secolo, giusto. Ma le idee che muovono il mondo sono sempre le stesse, e Il Simposio di Platone, cosi come Socrate e altri filosofi si insegnano ancora. Loro rimangono nel tempo, cosi come rimarrà Stallman e l’Open Source. Loro non stavano a pettinare le bambole come si suol dire.

    PS: se tu hai tradotto, o “sintetizzato”, male ma in buona fede allora non lo metto in discussione, ma ciò non toglie che il messaggio inviato è stato alterato e cosi potrebbe esserlo per tutto il pezzo.
    Ho appena attaccato i pilastri fondamentali del tuo testo, ho dimostrato come i fatti a cui tanto ti aggrappi non sono cosi solidi. Sei ancora disposto a discutere? Non sarebbe più facile riconoscere qualche errore e riscrivere il pezzo?

  • # 144
    mede
     scrive: 

    si può discutere quanto si vuole su molti punti, io le console e i software proprietari li uso, ma se qualcuno mi dice (e mi spiega perchè) che non andrebbero usati per motivi specifici ed etici, posso essere d’accordo anche ammettendo di non essere capace di mollare questa roba pur sapendo che dovrei farlo. un po’ come per i vegetariani, certo quando pensi a come sono trattati gli animali, la vita che fanno solo per finire sul tuo piatto, sai che i vegetariani hanno ragione, ma rinunciare alla carne è comunque un passo che non tutti sono disposti a fare, riconoscere però che la vita della mucca sfruttata e macellata è ingiusta è un fatto almeno di onestà intellettuale, amiamo cani e gatti e sfruttiamo le mucche e altri animali che non sono certo più stupidi. Se uno ti viene a dire che la carne è il male ovviamente ha una visione radicale della cosa, ma questo non cambia che a monte ci sia un ragionamento coerente. non posso ribattere agli altri punti dove sembra che lui sia incoerente perchè in realtà conosco poco la materia.

    posso solo dire che ovviamente se a monte si ritiene con un ragionamento coerente che il software libero è l’unico che garantirà all’uomo la libertà e l’indipendenza, mentre il software proprietario alla fine è usato esclusivamente a fine di lucro e non per risolvere un problema, allora è chiaro che mi aspetto che una persona del genere sia intransigente, e pretendere che qualsiasi oggetto sia costruito con un criterio di apertura è assolutamente normale. rendiamoci conto che questa gente mi fa pagare il suo prodotto e poi in non ci posso far girare il mio software, e perchè mai? una comunità sana imporrebbe a chi costruisce di fornire una macchina senza limitazioni volute e che sia fatta per consentire la creatività e l’utilizzo incondizionato dell’utente finale. mentre il concetto dei software e hardware commerciali è totalmente l’opposto.
    ti ritrovi con i fax philips, che stampano 20 pagine inutilmente e accettano solo ricariche philips da 30 euro, e quando cambi il rullo ci devi mettere pure una SIM in modo che ti controllino, e tu non ci puoi fare una mazza perchè è costruito così. onore a chi combatte tutto questo, da parte mia. è il male perchè io non riesco ad usare il fax e ho speso un sacco di soldi, è proprio il concetto che è sbagliato, ma questo concetto si applica a tutti i prodotti commerciali, anche le console che rischiano di essere un cavallo di troia di questa concezione.

  • # 145
    j
     scrive: 

    posso solo dire che ovviamente se a monte si ritiene con un ragionamento coerente [cut]
    allora è chiaro che mi aspetto che una persona del genere sia intransigente

    è chiaro come discorso, ma è la premessa di base ad essere in parte errata , o meglio, incongruente con la realtà (cioè la situazione nel “mondo reale”) vista in un quadro più ampio

    il punto di partenza da cui si deve partire è che nella società attuale, per vivere è necessario ciò che solitamente viene dato come compenso per l’ opera svolta per altre persone od organizzazioni – nessuno vieve d’ aria e ognuno deve fare la sua parte;

    in secondo luogo, hw e sw sono solo strumenti per svolgere tale lavoro (o determinati tipi o particolari aspetti, di un certo tipo di lavoro), coomunque per facilitare il compito dell’ essere umano, sopperire alle sue carenze (limitata capacità di calcolo ad esempio) in sostanza aumentare la sua produttività

    ora, la capacità produttiva di una persona può fare la differenza tra il riuscire a trovare e il non trovare un posto di lavoro, o sul tipo di incarichi che a quella persona è possibile affidare – quindi se una persona opera in un certo campo, la produttività assicurata dagli strumenti anche informatici a disposizione, oltre che dalle sue conoscenze ed esperienza personale, è di importanza vitale

    QUINDI, occorrono strumenti progettati da gente con una competenza nello stesso dominio applicativo, ma anche capacità in vari campi dal sw design a livello di codice al design di interfacce utente, e una certa disponibilità di tempo uomo per implementare tutte le funzioni richieste – e serve che quella gente sia adeguatamente incentivata, perchè tanto più valore hanno le competenze di cui è in possesso tanto più è logico pensare che le voglia mettere a frutto, lavorando anche per altro che la gloria…

    ora, il discorso è:
    nella comunità open source esiste gente di tanto talento, tanto capace di concentrare i propri sforzi e di lavorare di comune accordo, da creare applicazioni professionali pari o superiori agli attuali standard riconosciuti (autocad, photoshop, ma non solo) e a supperire con sw open in ogni altra applicazione ove ora si impieghi codice proprietario (un esempio a caso, le macchine per la tac e risonanza magnetica o i sistemi embedded di controllo ferroviario)?

    come si può dare per scontato che gente capace di occuparsi di codice che altri impiegherebbero per il proprio lavoro (e non semplici applicazioni orizzontali e framework), non vorrebbe essere ricompensata per farlo, e trasformarlo a loro volta nel proprio lavoro?

    il software libero è l’unico che garantirà all’uomo la libertà e l’indipendenza mentre il software proprietario alla fine è usato esclusivamente a fine di lucro e non per risolvere un problema

    allo stato attuale, le sw house (o le “fondazioni” come mozilla che producono sw open source impiegando però sviluppatori pagati e guarda caso operando su sw orizzontale come i sistemi operativi o i browser… ) sono le uniche a riuscire a produrre applicazioni verticali di qualità sufficiente per chi poi le userà

    anche ammesso che l’ umanità conquisti la “libertà” dalle sw house, cosa avrebbe in cambio? sistemi elettromedicali o CAD magari meno funzionali ma “liberi” ?

    e pretendere che qualsiasi oggetto sia costruito con un criterio di apertura è assolutamente normale.

    è normale per te, o per chiunque non veda le cose da un quadro più ampio o con l’ ottica di chi il sw lo vede solo ocme strumento

    in certi casi che il codice sia aperto è cosa buona e giusta (per motivi di portabilità, o verificabilità come sarebbe il caso dei sistemi di e-voting citati dall’ intervistatore) in altri non ha praticamente ragione di esistere, se non per una “mania” di chi lo vorrebbe a tutti i costi…

  • # 146
    javaboy
     scrive: 

    Ammiro Stallman per ciò che ha fatto e ovviamente non mi riferisco solo a emacs e GCC ma al contributo che ha dato nel far nascere una nuova filosofia di sviluppo del software. La sua “eccentricità” non mi interessa più di tanto, quel che mi spaventa del personaggio in questione è il suo estremismo e il voler mettere avanti questioni “filosofiche” a questioni tecniche. Grazie a personaggi come lui si sta formando una generazione di informatici che prendono decisioni di carattere tecnico sulla base di quella che stallman chiama etica ma che per molti oramai è tifo da stadio.

  • # 147
    Claudio
     scrive: 

    Credo che:

    1- Nessuno è costretto a farsi rappresentare da Richard Stallman, anche se si condivide in pieno l’idea di una libertà informatica. Non a caso non saresti più libero se ti vedi “costretto” nel farti rappresentare da lui.
    Una qualsiasi persona potrebbe condividere l’operato di Stallman, ma non le ideologie. Stando ai fatti (e leggendo tra i post precedenti), possiamo dire senz’ombra di dubbio che Stallman ha dato un grande scossone nel mondo dell’informatica e potrebbe averlo fatto in maniera più o meno eccessiva. Di fatto, è l’unica persona che ha avuto il coraggio di creare una valida alternativa ai modelli Microsoft, del tutto privi di una minima libertà.

    2- credo che Stallman stia solo “sognando” una cosa impossibile da realizzare a livello tecnico. Non crea confusione, bensì vuole portare la libertà a livello assoluto. alquanto improbabile, finchè sulla terra abiteranno gli uomini.

    3- Se pensate che il concetto di libertà introdotto da Stallman sia fuori dagli schemi, beh allora non esitate a comprare prodotti della Microsoft ed Apple! Mi raccomando! Voi acquistate e poi utilizzate il prodotto in piena libertà! SI, come no…
    E’ forse quindi più opportuno utilizzare un prodotto in piena libertà, forse eccessiva, oppure utilizzare un prodotto, (spendendoci soldi prima) ed usarlo solo su dovuto permesso, muniti di “licenza d’uso”??

    Mah, a voi la scelta.

  • # 148
    javaboy
     scrive: 

    Domanda:
    Limita maggiormente la mia libertà il non poter usare i driver video perchè non sono free (as free speach), non poter usare il wireless per lo stesso motivo, non poter usare una console, un sistema operativo user friendly perchè non va bene la loro licenza oppure limita maggiormente la mia libertà non poter modificare liberamente il kernel del sistema operativo della mia xbox360 o del mio cellulare? C’è bioshock che ogni tanto va a scatti sulla mia xbox, è un dramma non avere il codice per poterlo ottimizzare un pò.
    Da ora in avanti giocherò solo a tux-kart!

  • # 149
    Claudio
     scrive: 

    @ Javaboy

    Sei libero di usare un software libero e installarci driver proprietari.
    Non è una concerto di libertà eticamente puro, però è sempre meglio che prendere posizione su una o sull’altra sponda del concetto etico di libertà informatica!

    Ps. Se vuoi cè Quake Live, meglio di Tux-Kart!

  • # 150
    javaboy
     scrive: 

    @Claudio

    Si lo so che nessuno mi vieta di usare i driver nvidia su Linux. Ci sono integralisti che però si rifiutano di farlo. La libertà proposta da stallman è costituita da una serie infinita di divieti.

  • # 151
    mede
     scrive: 

    @ J mi pare che hai fatto un po’ di confusione almeno all’ultima citazione io parlavo di oggetti quindi console ma anche qualsiasi elettrodomenstico elettronico non mi riferivo al software. e comunque volendo può essere portato allo stesso piano nel momento in cui le software house incominciano a farsi le guerre di formati e altri problemi “industriali” che vanno ad inficiare la fruizione da parte mia. bisogna stare attenti quando si parla di “strumenti” mio caro, perchè come lo intende la software house la ruota è uno strumento ci metto il copyright e tu non puoi più fare una mazza senza pagarmi, quando chiunque potrebbe riprodurre quell’algoritmo a casa sua, ma ormai c’è il copyright sopra e quindi non può diffonderlo. questo è molto rischioso per tutti. ma nessuno ha detto che gli svuluppatori devono lavorare a gratis. questa cosa che o fai il programma commerciale chiuso o muori di fame secondo me è un po’ una forzatura. il concetto dell’open è che lo strumento è open il più possibile questo permette creazione e libertà per poi produrre il tuo lavoro e la tua opera di ingegno, che può anche essere pagata ma non secondo logiche non etiche possibilmente, che sono quelle ben conosciute mafiose dell’industria discografica, che poi in misura minore e meno evidente si applicano a quasi tutto

    il concetto è che io piccola attività non posso permettermi photoshop, e ci ho rinunciato per the gimp, certo è meno “produttivo” (per mettere tutto in un termine) ma la grafica per due cartelloni e due gif sul sito per la mia attività li posso mettere. se dovessi pagare photoshop l’unica cosa che dovrei fare è sfruttarlo commercialmente per rientrare della spesa. se non esistesse the gimp io non produrrei nulla, lo strumento è il lavoro o serve a produrre qualcosa?

  • # 152
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Santiago:

    @ J :
    Le domande che tu hai catalogato come ipocrite (da cui deduco che non conosci il significato di questa parola) non erano rivolte a te. Erano rivolte a Cesare e mi sono state (in parte) riposte. Non c’era bisogno che rispondessi anche tu.

    j ha risposto su cose che non ho detto io. Non mi sembra che la mia e la sua risposta abbiano punti di sovrapposizione: chiariscono aspetti diversi della stessa parte che avevi scritto.

    Ad ogni modo d’ora in poi scriverò e risponderò soltanto all’autore di questo post.

    Relativamente all’argomento dell’articolo, questo è un spazio libero. E’ un tuo diritto rispondere a chiunque, non soltanto all’autore.

    Mi sorprende alquanto che tu abbia voluto tirare fuori tutta la traduzione.

    A me non sorprende che tu NON l’abbia fatto, invece. Ma ne parlo meglio dopo.

    Ma sono ancora più sorpreso che tu abbia definito la tua una semplice “sintesi”. In particolare vorrei farti notare alcune considerazioni di fondo che ci sono in una delle tue prime frasi:

    “Quanto alla “traduzione”, la mia non voleva certo esserlo in maniera letterale, ma si trattava di una sintesi, similmente a tutti gli altri punti che ho esposto”

    Dunque, credo, come studente della SSLMIT (Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori), che definire “sintesi” ciò che in realtà era stato concepito come una traduzione sia, a dir poco, riduttivo e non veritiero.
    Facendo cosi, e affermando ciò:
    1.Riconosci che hai tradotto male. O che hai sintetizzato male quel che ha detto Stallman.

    Non era una traduzione, come avevo già detto.

    Ho sintezzato, e a mio avviso senza perderne il significato complessivo (come ho anche spiegato in precedenza), quanto aveva scritto Stallman.

    2.Dichiari che la modalità con cui citi gli altri fatti è la stessa.

    Sì, e non c’era bisogno della mia dichiarazione: è sufficiente prendere i miei scritti e confrontarli con le fonti che ho riportato.

    Il che mette in discussione tutto il pezzo.

    Assolutamente no. Questa è una tua forzatura che non ha una base logica a suo sostegno.

    Mi spiego meglio.
    Innanzitutto la mia traduzione non era letterale. È impossibile e inutile fare traduzioni letterali, se mai devono rispettare il messaggio.

    Ed è quello che ho fatto. Infatti mi sono permesso di utilizzare, ove possibile, dei termini che rendessero meglio nella nostra lingua.

    Detto questo proseguo. Mi hai accusato di non aver tradotto tutta la frase ma, cosi come tu hai ribattuto, anch’io rispondo che ho postato la fonte al completo (perché la frase è tutta lì). L’ho fatto però, con la gran differenza che la fonte che ho postato io era visibile e non era un link.
    Quante persone credi che aprano ogni link che posti? Neanche io l’ho faccio. A parte che qui i link sono troppi, e a mio parere dovrebbero essere elencati alla fine, ma ognuno scrive come vuole quindi a te la scelta.

    Questo non è affar mio: l’importante è citare le fonti, cosicché chiunque sia interessato a verificare possa farlo.

    Discorso diverso se non avessi messo nemmeno un link: in questo caso avresti potuto accusarmi di non aver fornito le fonti, e non saresti stato l’unico perché sarei stato sicuramente subissato di richieste e/o insulti soltanto per questo. Poiché prevedevo una cosa del genere, ho passato un bel po’ di tempo a cercare e scremare le informazioni.

    Inserirle tutte alla fine non sarebbe stato utile, perché questa non è wikipedia, dove puoi mettere una nota dove serve, per poi trovarsele tutte raccolte alla fine. E’ molto più comodo inserirle esattamente nel punto in cui se ne parla, e questo anche per chi legge, perché può immediatamente verificare ciò che dico.

    Quel che non posso però lasciar passare è il vedere una frase come questa:

    “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children. The arguments that it causes harm seem to be based on cases which aren’t voluntary, which are then stretched by parents who are horrified by the idea that their little baby is maturing.”

    tradotta, o se vuoi sintetizzata, in questo modo:

    “la pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini. Non ci sono prove, e quelle fornite riguardano casi di pedofilia “non volontaria”. La colpa sarebbe dei genitori che non vogliono accettare il fatto che i loro bambini maturino”

    Sono la stessa quantità di righe. Se è una sintesi allora:
    1.perché ha la stessa quantità di testo?

    Perché in questo caso Stallman ha scritto due (non una) frasi in croce, rispetto a tutti gli altri casi citati, come puoi verificare tu stesso.

    2.perché non hai fatto una traduzione attinente anziché una sintesi (che evidentemente distorce il messaggio) ?

    Perché la sintesi NON distorce il messaggio, come ti ho dimostrato nel mio precedente commento.

    Tu stesso, stimolato da me, nel commento 123, hai tradotto quella frase in modo diverso dalla tua “sintesi”.

    Il che dimostra che non è una traduzione, come vedi.

    Potrei capirti nel caso in cui quel che aveva scritto Stallman al riguardo fosse stato lungo una pagina, ma non lo è, quindi non c’era necessità di fare una “sintesi”.

    In alternativa avevo pensato di riportare soltanto la prima parte: “la pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini.”, ma erano poche parole e rispetto agli punti “stonavano”. Inoltre non rendeva giustizia alle altre interessanti idee che Stallman aveva esposto, per cui alla fine ho optato per aggiungere anche il resto che poi hai visto pubblicato. Anche perché parlare di pedofilia “volontaria” senza il resto sarebbe stato di più difficile comprensione per i lettori.

    Per concludere questa questione, anche qui mi hai dato ragione:

    “Nella prima frase, come dici tu, non c’è un assoluto nel giudizio di Stallman. La presa di posizione è forte, ma sembrerebbe lasciare spazio a un eventuale ripensamento”

    Quindi se mi concedi ciò, capisci che è ben diverso dal dire “la pedofilia “volontaria” non danneggia i bambini.” E ben diverso da scriverlo anche in grassetto per evidenziarlo.

    Perché è cosi come TU hai “sintetizzato” la prima frase, e lasciami che ti dica questo: la cattiva informazione è sempre un male, indipendentemente dalla bandiera.

    Ti ho già spiegato nel precedente commento che m’interessava evidenziare il fatto, non effettuare una traduzione, letterale o meno, della singola frase. E non si tratta nemmeno di cattiva informazione, proprio perché ho riportato gli altri dettagli per capire meglio di cosa si parlava.

    Ma seguendo il filo del mio discorso e sapendo che è in quel modo che riporti tutte le fondi del tuo articolo (come quella sintesi appena citata) allora io mi permetto di ridiscutere tutto l’articolo.

    Puoi permetterti quello che vuoi, ma in tal caso sei libero di prendere i rimanenti punti e di dimostrare che la sintesi non è aderente all’originale. Altrimenti faresti il passo più lungo della gamba, perché non puoi prendere un singolo punto e pretendere di estendere le TUE conclusioni alla totalità: sarebbe un grossolano errore di logica.

    Ho studiato retorica, ti propongo questo, vediamo il tuo testo argomentativo come un edificio, in cui i fatti CITATI sono le fondamenta, i pilastri fondamentali. Uno dei pilastri forti è quello chiamato Stallman-pedofilo. Ora se io ho appena dimostrato che quel pilastro non è cosi forte come sembrava, visto che l’originale è ben diverso dalla “sintesi” riportata in italiano che legge il 90% dei tuoi lettori, credo di vedere l’edificio chinarsi come la Torre di Pisa. Se poi aggiungiamo la tua dichiarazione che dice “si trattava di una sintesi, similmente a tutti gli altri punti che ho esposto” allora perfino Galileo ci farebbe un pensierino prima di salirci sopra per vedere le stelle.

    Ti avevo avvertito di stare attento perché questa cosa avrebbe messo a repentaglio tutto il pezzo.

    Questa rimane una tua personalissima opinione che non mette a repentaglio alcunché, visto che:
    – non hai buttato giù nessun pilastro;
    – nella remota eventualità non cascherebbe un intero palazzo se cedesse un solo pilastro.

    La tua non è retorica, ma sofisma.

    Ora, vuoi davvero che ci mettiamo a discutere di tutta la traduzione? Tradurre il termine “stretched” con “esagerati” mi sembra una pessima scelta, ma non è questo il punto.

    Ho scritto chiaro e tondo che non trovavo un termine italiano aderente anche al contesto. Non vedo cos’altro avrei potuto aggiungere.

    Il linguista sei tu: anziché puntare il dito su un cosa che io stesso ho messo in chiaro, avresti potuto lasciare momentaneamente la retorica e mostrare quanto hai appresso alla SSLMIT.

    Ma è evidente che a te non interessa riportare alcuna traduzione dell’originale, perché non t’interessa la verità, ma cercare di soffocarla cercando il classico pelo nell’uovo.

    Il punto è che se dovessimo farlo allora sarei costretto a tirar fuori tutte le “sintesi” che tu hai riportato.

    Questa è una tua conclusione che non c’entra nulla.

    Perché all’inizio pensavo di te (cosi come penso ancora da Stallman) che quel che hai scritto l’avevi fatto in buona fede, invece ora sto pensando che le tue “sintesi” non sono state fatte in buona fede.

    Io, invece, penso che uno che continua a non voler tradurre anche il resto del discorso originale sta cercando di annacquare il discorso per far mettere a tacere una scomoda verità. E questo, ovviamente, in perfetta malafede.

    Sai, all’università insegnano che una delle prime caratteristiche che dovrebbe possedere un buon traduttore è l’umiltà. Il traduttore non è lo scrittore, quindi non può trasformare il testo a piacere, e non credo ci sia bisogno di spiegarti quanto le parole sono importanti e quanto i messaggi trasmessi possano variare se una parola è tradotta male. Perfino Umberto Eco ha scritto su queste tematiche. E ti ripeto ancora una volta: la cattiva informazione è sempre un male, indipendentemente dalla bandiera.
    La seconda caratteristica è lo scrupolo, un traduttore dovrebbe essere scrupoloso nei minimi dettagli, quindi non posso essere d’accordo quando mi dici:

    “Il senso della mia sintesi, quindi, per me rimane aderente alle affermazioni in lingua originale. Potrei, al limite, cambiare “danneggia” con “danneggerebbe”, ma la forma non cambierebbe la sostanza.”

    Assolutamente per niente d’accordo. Ma d’altronde dicendo che la forma non cambia la sostanza fai intravedere molto del modo in cui guardi il mondo.

    La mia, come ho già detto più volte, NON è e non voleva essere una traduzione. Ed è singolare che uno che si vanti di aver frequentato la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori stia continuando a non riportare una sua traduzione per due semplicissime frasi.

    Ma il motivo è molto semplice: perché non cambierebbe di una virgola le conclusioni sulla vicenda.

    Per cui l’unico modo per togliere un po’ di fango da quello che s’è messo addosso lo stesso Stallman, è cercare di smontare la sintesi effettuata, facendola passare per una traduzione (che NON è) “viziata” da qualche difetto. E ovviamente NON fornendo nessuna traduzione alternativa per evitare confronti e conclusioni sulla base di quest’ultima, perché tanto sai benissimo che sarebbero le stesse di quelle che ho fornito nel pezzo prima, e nel mio precedente commento poi.

    Infatti di quest’ultimo hai quotato e risposto soltanto ad alcune parti, evitando accuratamente di entrare nel merito in quelle in cui svisceravo l’argomento pedofilia. Chissà perché…

    E il bello che accusi me di mala fede. Ma immagino che questa non si possa chiamare ipocrisia, vero?

    Da qui in effetti deriva il tuo parere per la GPL:

    “Sulla GPL, poche chiacchiere: se ti priva della libertà è liberticida.”

    Permettimi di dirti che la pensiamo in modo molto diverso, sopratutto per il “poche chiacchiere”. Potrei parlare per ore sulla GPL, ma stai tranquillo non mi pronuncerò tantissimo. Mi basta dirti che Stallman vive seguendo quel che Erich Fromm definirebbe “la modalità dell’essere”. La maggior parte di noi invece viviamo nella modalità dell’avere. E se cerchiamo di USARE qualche software libero con la modalità dell’avere, ecco la GPL che fa da scudo. Da questo punto di vista la GPL porta la libertà con se. Ne approfitto e ti consiglio il libro “Avere o Essere” di Erich Fromm.

    Sulla GPL mi sono già espresso. Sulla parola libertà idem. Non aggiungo altro.

    Un ultima considerazione riguardo a questa tua frase:

    “Non so tu, ma a me schifano entrambe le posizioni. E penso che il mio giudizio non sia dissimile da quello degli psicologi e di tanta altra gente “normale”.”

    Cosa intendi per normale?

    Ciò che sta nella norma: http://www.etimo.it/?cmd=id&id=11707&md=f4bf737451d1227ff218cad645b878b1

    Ti avevo chiesto di lasciare tutti i pregiudizi ma evidentemente non sei capace di farlo.

    No, perché sulla pedofilia il mio pregiudizio rimane. E scusami se non ci riesco proprio a toglierlo di mezzo, ma mi fa schifo già soltanto pensare che qualcuno possa mettere le “mani” su un bambino.

    Non sono d’accordo con la pedofilia, non la condivido per niente ma non ho bisogno di dire che mi fa ribrezzo perché non è cosi, cosi come non devo scrivere che è una malattia mentale in maiuscolo per sentirmi meglio, mi basta scriverlo in minuscolo.

    Io ne ho bisogno.

    Evidentemente siamo su una lunghezza d’onda diversa quando mi dici:

    “C’è poco da filosofeggiare e giocare col verbo (sic) scetticismo, perché la seconda frase, che stranamente non hai riportato né tradotto né considerato nel discorso, è abbastanza eloquente in merito.”

    Ma qui vorrei dirti una cosa importante. Se non sei disposto a discutere di filosofia quando si parla di Stallman e del software libero allora questa discussione lascia il tempo che trova. Per favore dimmelo perché non vorrei perdere il mio tempo.

    Ne possiamo anche discutere, ma non credo che andremmo molto avanti. Come dici tu, siamo su lunghezze d’onda diverse.

    Un altra cosa, l’uomo ha cambiato i suoi costumi allo largo del secolo, giusto. Ma le idee che muovono il mondo sono sempre le stesse, e Il Simposio di Platone, cosi come Socrate e altri filosofi si insegnano ancora. Loro rimangono nel tempo, cosi come rimarrà Stallman e l’Open Source. Loro non stavano a pettinare le bambole come si suol dire.

    Stallman fa anche meglio: si “pettina” i piedi e mangia quello che ci trova in mezzo. Mentre viene intervistato.

    Comunque ribadisco che qui nessuno gli vuol togliere i meriti che ha, e che rimarranno nella storia, ma l’articolo aveva e continua ad avere un altro obiettivo.

    PS: se tu hai tradotto, o “sintetizzato”, male ma in buona fede allora non lo metto in discussione, ma ciò non toglie che il messaggio inviato è stato alterato e cosi potrebbe esserlo per tutto il pezzo.
    Ho appena attaccato i pilastri fondamentali del tuo testo, ho dimostrato come i fatti a cui tanto ti aggrappi non sono cosi solidi. Sei ancora disposto a discutere? Non sarebbe più facile riconoscere qualche errore e riscrivere il pezzo?

    Ti ho già risposto: non hai dimostrato proprio nulla. Al contrario, hai dimostrato di non essere interessato alla verità, cercando in tutti i modi di attaccarti a dei vizi formali per invalidare la (troppo scomoda) sostanza.

    Mi sembri come il giudice Carnevale, l’ammazza sentenze, che ha tirato fuori centinaia di mafiosi sulla base di errori di forma.

    E lo ripeto ancora una volta: nel pezzo in questione l’unica cosa che potrei cambiare è il “danneggia” con “danneggerebbe”, ma non cambierebbe di una virgola la sostanza, come ti ho già dimostrato nel precedente commento.

    La buona fede rimane, perché non ho alcun ritorno nel mostrare Stallman diversamente da com’è. Anzi, il cumulo di insulti che mi sono arrivati finora non vale nemmeno lontanamente il prezzo dell’articolo. E stai pur tranquillo: non sono un masochista che gode a farsi insultare dalla gente, per giunta mettendoci faccia e nome, quando gli altri possono contare, invece, su un comodo anonimato dietro il quale nascondersi..

  • # 153
    j
     scrive: 

    bisogna stare attenti quando si parla di “strumenti” mio caro, perchè come lo intende la software house la ruota è uno strumento ci metto il copyright e tu non puoi più fare una mazza senza pagarmi, quando chiunque potrebbe riprodurre quell’algoritmo a casa sua, ma ormai c’è il copyright sopra e quindi non può diffonderlo. questo è molto rischioso per tutti.

    per questo oltre al copyright (che copre il codice, cioè l’ implementazione di un algoritmo) esistono i brevetti che possono essere usati (nel modo corretto) per proteggere gli algoritmi in sè…

    questa cosa che o fai il programma commerciale chiuso o muori di fame secondo me è un po’ una forzatura

    il discorso che volevo fare io era sul perchè nello spazio tempo attuale, un mondo fatto di solo sw open source sia oltre che altamente improbabile, anche non troppo auspicabile, con buona pace di stallman

    da una parte, il modello di business consentito ( o “imposto”) dalla licenza GPL (tipicamente regalare il sw, regalare il know how relativo agli algoritmi in esso implementati(*) vendere assistenza e supporto) si attaglia a certe tipologie di software ma non si attaglia per niente ad altre
    (*) cosa che fa già intuire che, se uno ha investito mesi o anni nello studio di un algoritmo particolarmente innovativo e della matematica che vi sta dietro, preferirà non distribuire sotto licenza open source l’ applicazione su quell’ algoritmo basata – visto che manterrà la paternità del codice, comunque forkabile, ma chiunque potrebbe riciclare l’ algoritmo di base risparmiandosi la necessità di perdere tempo in ricerca …

    dall’ altra, non viviamo in una società dove chi ha una certa abilità la mette a disposizione del prossimo gratuitamente e senza che nessuno si debba preoccupare del cibo (perchè le risorse sono distribuite in parti uguali tra tutti), che purtroppo è ancora un’ utopia lontana dalla realtà
    viviamo in una società gerarchizzata basata sul libero scambio di merci e servizi, in cui chi ha capacità superiori guadagna posti più alti nella gerarchia
    quindi, partendo dal presupposto che anche i programmatori mangiano, è logico presumere che uno che avesse capacità nella progettazione di applicazioni, di interfacce uomo – macchina, o in un particolare dominio applicativo ( esempio: grafica; oppure: musica) oltre all’ informatica, preferirebbe “venderle” piuttosto che “regalarle” lavorando pro bono, perchè lavorare pro bono non porta cibo nè denaro…

    la conseguenza di ciò è che nel free software confluiranno più probabilmente competenze e algoritmi “generici”, non particolarmente innovativi, adatti al più per sw di tipo orizzontale (sistemi operativi, tools di sistema, framework) che non lo stesso know how e lo stesso lavoro che ha portato alla realizzazione delle complesse applicazioni verticali di calibro industriale
    anche perchè, queste ultime sono il frutto di anni di lavoro, da parte di team coesi e spesso assai numerosi (oltre che formati da gente solitamente selezionata) su un design studiato ma soprattutto accettato da tutti
    coesione e accettazione solitamente ottenute con l’ incentivo monetario (stipendio)
    ma nel mondo open source, dove l’ incentivo monetario, salvo rari casi manca, dove gli sviluppatori sono spesso coder privi di particolari talenti a parte scrivere codice C e fare microottimizzazione (cosa spesso più deleteria che altro), dove gli utenti e le loro necessità passano in secondo piano rispetto a quelle degli sviluppatori, dove si creano fork alla prima feature che crei divergenze di opinioni sul da fare, e dove si ha una pletora di progetti che puntano allo stesso obiettivo in modi simili ma sottilmente differenti, magari portati avanti da singoli individui …
    come si può sperare che si verifichi lo stesso?

    il concetto è che io piccola attività non posso permettermi photoshop [cut]

    sì ma vedi, oltre a GIMP e Photoshop esistono anche altre soluzioni (esempio: Paint Shop Pro) che pur costando una frazione di quanto costa Photoshop, magari soddisfano le esigenze di chi necessita una pacchetto più leggero, più e meglio di quest’ ultimo – solo che vengono sistematicamente ignorate…

  • # 154
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Acrobat: oggi ho trovato un messaggio scritto nel forum di hardware upgrade davvero illuminante, e te lo riporto.

    Ecco qui: http://www.hwupgrade.it/forum/showpost.php?p=29129529&postcount=6

    Comunque dobbiamo sempre ricordarci(non è una critica a quello che hai detto, ma una semplice riflessione) che il compito di un giornalista “vero” non è quello fare o non fare perdere i voti, ma di raccontare la VERITA’ a prescindere da tutto.

    Aggiungo:
    Travaglio secondo me è una risorsa PREZIOSISSIMA, quanto Saviano(per dire), per la sua grande capacità di scavare, mettere assieme, e riportare i fatti.. credo in maniera obiettiva. Non ricordo di aver mai pensato “adesso esagera”, ovviamente non escludo che l’abbia fatto a volte, ma è comunque sempre un essere umano.. più che altro mi preme evidenziare una cosa: che le “onorevoli personalità” ( ) protagoniste delle vicende che riporta non SMENTISCONO MAI, almeno non in maniera completa, ma solo con un generico(e infantile) “non è vero”. Non spiegano mai PERCHE’ però, non entrano mai nei dettagli, che strano eh?

    Cmq il più delle volte stanno semplicemente zitti, sperando che il minor numero di persone non legga e soratutto sapendo che tanto non ci sarà mai una vera reazione della gente. Per chi invece vuol SAPERE e avere gli occhi aperti, Travaglio è una manna dal cielo, sempre ovviamente ragionando con la PROPRIA testa.

    Sarebbe interessante conoscere il tuo parere su questo post scritto da un utente “tuo omonimo”, in rapporto al pezzo che ho scritto io e alla situazione che s’è venuta a creare.

    Grazie

  • # 155
    j
     scrive: 

    scusa, mi ero perso un pezzo

    mi pare che hai fatto un po’ di confusione almeno all’ultima citazione
    io parlavo di oggetti quindi console ma anche qualsiasi elettrodomenstico elettronico non mi riferivo al software.

    il problema è che ormai quasi qualunque apparecchio elettronico (il lettore dvd, le ECU di bordo dell’ automobile, l’ orologio da polso digitale, il semaforo in strada, il sistema di controllo del reattore nucleare… ) contiene un qualche firmware (magari programmato nell’ assembly di un’ oscura architettura di microcontroller) e quel firmware è il più delle volte closed source
    ora, se si fa una crociata per far sì che il codice in genere, sia free ed open source sulla base di un principio etico, non ha molto senso lasciar fuori un intero “mondo” di software – o tutto, o niente … – ma lo che la critica di stallman si limita al sw microsoft ed apple (contro la seconda peraltro ha fatto FUD per anni avvertendo della presenza di una backdoor inesistente in OSX, sulla base di voci non confermate) e alle console, e per di più è veicolata da una internet che si regge su un’ infrastruttura di router in buona parte di un unico vendor (Cisco) che non è noto per l’ utilizzo di sw open source…

    e comunque volendo può essere portato allo stesso piano nel momento in cui le software house incominciano a farsi le guerre di formati e altri problemi “industriali” che vanno ad inficiare la fruizione da parte mia

    questo si può risolvere con specifiche aperte, chiare, non ambigue, e seguite da tutti gli implementatori…

  • # 156
    Santiago
     scrive: 

    @ Cesare:
    sono appena tornato e al veder tutta la tua “lunga” risposta il mio unico interesse è stato sapere cosa avevi risposto ad una domanda molto importante, io ti ho detto:
    “Se non sei disposto a discutere di filosofia quando si parla di Stallman e del software libero allora questa discussione lascia il tempo che trova. Per favore dimmelo perché non vorrei perdere il mio tempo.”
    e tu mi hai risposto
    “Ne possiamo anche discutere, ma non credo che andremmo molto avanti. Come dici tu, siamo su lunghezze d’onda diverse.”

    quella risposta assieme al commento numero 140:

    “Su Linux non ho nulla da linkarti. A lavoro lo uso, perché le macchine di produzione hanno installato una qualche distro, ma per quel che faccio un s.o. vale l’altro.”

    mi fa capire che del software libero e della filosofia che porta con se non ti interessa niente. Per cui ti ringrazio per avermelo detto, adesso so che questa discussione lascia il tempo che trova, cosi come il post.
    Oltretutto pur avendo quotato tutto quanto il mio discorso (il che fa sembrare la tua risposta lunga quando in realtà non lo è) non hai colto alcune questioni, le hai letteralmente saltato, e sarei io il sofista? Va bene.
    Volevo sottolineare solo un po’ di cose, la prima non sono un linguista ne un traduttore, per niente. Figurati, non mi sono laureato e mi manca ancora molto. Seconda, cosi come hai fatto con la prima risposta, anche qui ti sei FISSATO su una cosa dando meno importanza alle altre.
    Prima ti eri fissato con la pedofilia ricordandomi come questa è una malattia mentale a lungo. ti ho risposto al riguardo ma tu hai ancora chiesto come mai avesse ovviato quella parte. Questa volta invece ti sei fissato proprio nel chiarire che la tua non era una traduzione ma una sintesi.. non capisco.. forse non ero stato chiaro ma quel che ti ho detto è che la tua era una traduzione e cercando di spacciarla per una sintesi ti sei arrampicato sugli specchi. ti sei anche fissato richiedendo la traduzione intera quando ti ho fatto vedere che non era quello il punto. Evidentemente non l’hai colto perché non ti conveniva. Posso tranquillamente affermare che la tua risposta è contenuta in queste 3 fissazioni.
    Ultimo, non so chi sia il giudice Carnevale ma il tuo è stato uno di quelli attacchi personali che come hai specificato tante volte, lasciano il tempo che trovano. E come vengo a sapere adesso sembra che tu li trovi stimolanti. (chiarisco, non è cosi per me).
    infine, queste sono le tue parole:
    ” Stallman fa anche meglio: si “pettina” i piedi e mangia quello che ci trova in mezzo. Mentre viene intervistato. ”
    non potevi cadere più in basso, davvero.

    Prima di andar via ti lascio una domanda, se davvero per quel che fai tu un SO vale l’altro, e la filosofia del software libero secondo te non è rilevante, allora perché hai scritto alla comunità opensource consigliandogli di prendere le distanze da Stallman? Qual’è il tuo interesse verso la communità opensource? E dunque qual’è lo scopo di questo articolo allora?

    Non hai capito una cosa veramente fondamentale, l’idea del software libero, l’idea di libertà che comporta. Proprio perché la filosofia viene prima della tecnica e di qualsiasi questione terrena.
    Non mi interessa cosa possano dire gli altri o cosa tu mi possa rispondere pubblicamente, sono abbastanza sicuro che oggi ho messo la tua tesi alle corde utilizzando uno dei tuoi punti più forti, la retorica. Ma questo lo sai solo te e non credo avrai l’orgoglio di dirlo.

    PS: mi dispiace aver perso tanto tempo qui. Ciao.

    Santiago.

  • # 157
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 158
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @j: non è soltanto una questione di firmware. Se Stallman fosse coerente non dovrebbe utilizzare CPU come x86, ad esempio, perché non soltanto sono coperte da montagne di brevetti e licenze (infatti sono poche le multinazionali che possono produrle, poiché Intel non vuole cedere altre licenze: vedi nVidia che non può competere con Intel e AMD proprio per questo motivo), ma anche il loro microcodice è gelosamente conservato nei cassetti delle rispettive aziende (vuoi mettere la libertà di poter modificare il microcodice eseguito dall’unità di elaborazione interna?).

    Non si tratta, quindi, di architetture “aperte” o, peggio ancora, “libere”. Nella maniera più assoluta.

    Però non si fa scrupoli a usarle. Si fa scrupoli soltanto con un firmware perché può esercitare una sua ovvia libertà: privarsi di una funzionalità, come il wireless, facendo a meno, appunto, di utilizzarla (e solo questa parte del chip).

    Ma non può certo privarsi della CPU o di sue parti!

    Due pesi e due misure, insomma. E, soprattutto, scarsa coerenza.

    @Santiago:

    sono appena tornato e al veder tutta la tua “lunga” risposta il mio unico interesse è stato sapere cosa avevi risposto ad una domanda molto importante, io ti ho detto:
    “Se non sei disposto a discutere di filosofia quando si parla di Stallman e del software libero allora questa discussione lascia il tempo che trova. Per favore dimmelo perché non vorrei perdere il mio tempo.”
    e tu mi hai risposto
    “Ne possiamo anche discutere, ma non credo che andremmo molto avanti. Come dici tu, siamo su lunghezze d’onda diverse.”

    quella risposta assieme al commento numero 140:

    “Su Linux non ho nulla da linkarti. A lavoro lo uso, perché le macchine di produzione hanno installato una qualche distro, ma per quel che faccio un s.o. vale l’altro.”

    mi fa capire che del software libero e della filosofia che porta con se non ti interessa niente.

    Non è che non m’interessa: non sono d’accordo e non la condivido, che è una questione ben diversa dal menefreghismo.

    Per cui ti ringrazio per avermelo detto, adesso so che questa discussione lascia il tempo che trova, cosi come il post.

    Questo è il classico http://www.linux.it/~della/fallacies/pendio-scivoloso.html

    Oltretutto pur avendo quotato tutto quanto il mio discorso (il che fa sembrare la tua risposta lunga quando in realtà non lo è) non hai colto alcune questioni, le hai letteralmente saltato, e sarei io il sofista? Va bene.

    Ho risposto a tutto, ma su alcune cose mi ero già espresso e conosci il mio pensiero. Non credo che avresti gradito un copia & incolla.

    Volevo sottolineare solo un po’ di cose, la prima non sono un linguista ne un traduttore, per niente. Figurati, non mi sono laureato e mi manca ancora molto. Seconda, cosi come hai fatto con la prima risposta, anche qui ti sei FISSATO su una cosa dando meno importanza alle altre.
    Prima ti eri fissato con la pedofilia ricordandomi come questa è una malattia mentale a lungo. ti ho risposto al riguardo ma tu hai ancora chiesto come mai avesse ovviato quella parte.

    Mi sembra ovvio. Secondo te la cosa più importante è cercare il pelo nell’uovo nella versione che ho fornito, oppure appurare cosa dice Stallman sulla pedofilia? Nel primo caso si fa retorica spicciola, nel secondo caso uno con la tua competenza avrebbe potuto contribuire fornendo una traduzione (visto che la sintesi, a tuo dire, sarebbe fuorviante) adeguata per capirlo meglio.

    Questa volta invece ti sei fissato proprio nel chiarire che la tua non era una traduzione ma una sintesi.. non capisco.. forse non ero stato chiaro ma quel che ti ho detto è che la tua era una traduzione e cercando di spacciarla per una sintesi ti sei arrampicato sugli specchi.

    Ti ho già spiegato per filo e per segno perché non è una traduzione, ma una sintesi. Se non vuoi accettarlo o capirlo non sono affari miei a questo punto.

    ti sei anche fissato richiedendo la traduzione intera quando ti ho fatto vedere che non era quello il punto. Evidentemente non l’hai colto perché non ti conveniva. Posso tranquillamente affermare che la tua risposta è contenuta in queste 3 fissazioni.

    Il punto, visto che fai finta di “dimenticarlo”, è sapere cosa ne pensa Stallman sulla pedofilia. E tu hai sistematicamente portato la questione su presunti vizi di forma, ignorando l’obiettivo finale.

    Il fatto che tu, con la tua competenza pomposamente sbandierata, non abbia tradotto due misere frasi (anche su mio esplicito invito) e abbia preferito impiegare il tempo diversamente, dimostra che a te del pensiero di Stallman sull’argomento non frega assolutamente nulla e che, anzi, hai cercato soltanto di sviare la discussione per proteggere questo personaggio (secondo Pedro saresti anche tu un “cane da guardia”).

    E’ un’altra fallacy ben nota: http://www.linux.it/~della/fallacies/falsa-pista.html

    Perché sai benissimo che una traduzione di quelle frasi non cambierebbe di una virgola le conclusioni. Non è un caso che tu abbia saltato a piè pari la mia disquisizione sull’argomento: è proprio mala fede la tua.

    Ultimo, non so chi sia il giudice Carnevale ma il tuo è stato uno di quelli attacchi personali che come hai specificato tante volte, lasciano il tempo che trovano.

    L’ho citato perché è un personaggio molto famoso in Italia, il cui comportamento è analogo al tuo: http://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Carnevale

    Ma con la carica di Presidente della prima sezione della Suprema Corte di Cassazione assume di fatto il monopolio della legittimità sulle indagini di mafia. In questa veste il suo collegio cancella circa cinquecento sentenze di mafia, anche solo grazie a un errore di forma[1], guadagnandogli il soprannome l’ammazza-sentenze.

    Come vedi la mia citazione è ben calzante.

    E come vengo a sapere adesso sembra che tu li trovi stimolanti. (chiarisco, non è cosi per me).

    Questa non l’ho capita.

    infine, queste sono le tue parole:
    ” Stallman fa anche meglio: si “pettina” i piedi e mangia quello che ci trova in mezzo. Mentre viene intervistato. ”
    non potevi cadere più in basso, davvero.

    Fammi capire: a cadere in basso non è chi ha commesso il fatto, ma chi lo menziona? Andiamo bene e… povero Marco Travaglio!

    Ti ricordo che qui si parlava di rappresentanza per la comunità open source, ma evidentemente a te sta bene che lo sia anche uno che si comporta pubblicamente così.

    Prima di andar via ti lascio una domanda, se davvero per quel che fai tu un SO vale l’altro, e la filosofia del software libero secondo te non è rilevante, allora perché hai scritto alla comunità opensource consigliandogli di prendere le distanze da Stallman? Qual’è il tuo interesse verso la communità opensource? E dunque qual’è lo scopo di questo articolo allora?

    Come ti ho già detto è una questione di rappresentanza, e le domande alla fine dell’articolo sono esplicative a riguardo.

    Poi dal particolare utilizzo che ne faccio di Linux non puoi generalizzare sul mio modus operandi: anche questa è una nota fallacy ( http://www.linux.it/~della/fallacies/spaventapasseri.html )

    Infatti io utilizzo diversi prodotti open source, e buona parte sono (rullo di tamburi) GPL…

    Perché per me il software, di qualunque natura, è soltanto uno strumento utile al mio lavoro o a quello dei miei clienti.

    Non hai capito una cosa veramente fondamentale, l’idea del software libero, l’idea di libertà che comporta. Proprio perché la filosofia viene prima della tecnica e di qualsiasi questione terrena.

    Tu non hai capito la cosa più importante e lapalissiana: che una persona possa non essere d’accordo con questa filosofia.

    Non mi interessa cosa possano dire gli altri o cosa tu mi possa rispondere pubblicamente, sono abbastanza sicuro che oggi ho messo la tua tesi alle corde utilizzando uno dei tuoi punti più forti, la retorica. Ma questo lo sai solo te e non credo avrai l’orgoglio di dirlo.

    Puoi vantarti di “metter alle corde” quando i ragionamenti che hai utilizzato sono soltanto delle banali fallacy, ma la cosa si commenta da sé.

    Come ho già avuto modo di evidenziare, a te non interessa il pensiero di Stallman sulla pedofilia. No, a te interessa soltanto salvare Stallman dal guaio in cui s’è cacciato lui stesso con quelle sue dichiarazioni.

    La cosa interessante è che mi hai detto che non dovrei vantarmi di ciò, perché accostando “pedofilia” a Stallman nelle ricerche spunta fuori la mia pagina. Ma ometti di dire che ce ne sono altre che lo fanno. E ometti anche di dire che facendo una ricerca con il termine in lingua inglese al primo risultato trovi una pagina che ne parla, similmente a come ho fatto io. Perché l’argomento NON è affatto sconosciuto; anzi.

    Questa non è retorica, ma sofisma, e sei in perfetta malafede.

    PS: mi dispiace aver perso tanto tempo qui. Ciao.

    Santiago.

    Più che altro avresti potuto impiegarlo molto meglio.

  • # 159
    mede
     scrive: 

    @ J
    ok mi convinci. Però c’è un discorso di fondo e di principio che secondo me rende comunque il mercato del software abbastanza malato. io non sono un fanatico dell’open source e non ho problemi ad accettare comunque un mondo ibrido. Ma ritengo comunque che tutta la sfera di commercializzazione (non penso che sia il male a priori, anzi) sia piuttosto malata. sia quando si parla di realtà industriali e quindi di oggetti fatti con criteri quantomeno discutibili, sia per quanto riguarda la produzione “creativa”.

    gli esempi per spiegarmi meglio possono essere tanti e cercherò di essere breve. l’industria discografica: per essere sintetico dico solo che i soldi che paga l’utente finale vanno praticamente solo ed esclusivamente ad ingrassare intermediari e discografici, ormai assolutamente inutili, solo in casi particolari molti soldi arrivano all’artista che comunque potrebbe guadagnare ancora di più senza questi intermediari inutili e mafiosi, o comunque potrebbe vendere la sua musica a un prezzo molto inferiore e rimanere comunque schifosamente ricco, senza andare a finanziare tutto un sistema che alla meno peggio è inutile, ma visto che corrompe i politici direi tranquillamente che è criminale, e che ovviamente ha troppi soldi. per non parlare poi del fatto che sfruttano il talento di ragazzine creando a tavolino dei prodotti per teenager sfruttando situazioni che sinceramente non sono normali, tutto per il dio dollaro.
    in ambito software, non è così per fortuna, ma il principio che ti vendo cara una copia di un prodotto SW su un supporto che costa 10 centesimi e se ti si rompe sono pure cavoli tuoi perchè ci ho messo 10 mila restrizioni e non lo puoi manco prestare ad un amico come succede nei videogiochi….
    insomma a mio avviso commercializzare va bene anzi benissimo ma la cosa non deve sfuggire di mano. c’era un vecchio articolo di appunti digitali che parlava di questo.
    questa gente (col portafogli pieno) dice un sacco di cavolate sulla pirateria non perchè il programmatore o l’artista non viene pagato se tu la copi, ma sono loro che fanno da intermediari e non sanno fare alcun altro lavoro (tranne corrompere politici compiacenti) che perdono una bella fetta di guadagno facile.
    Dunque il software libero è libero anche da queste meccaniche, di corruzione, di sfruttamento, ecc.; mentre il software commerciale è spesso in mano a persone che portano avanti delle dinamiche e delle soluzioni che essendo a vantaggio esclusivo del loro portafogli possono essere controproducenti per tutta la società.

    è sbagliato fare di tutta erba un fascio ovviamente, esistono anche realtà nelle quali si sviluppa software specifici e tutto viene fatto con lealtà dell’imprenditore, ma sappiamo bene che questa è un’utopia vecchia come l’inghilterra… finchè si tratta di musica è un conto, quando si tratta di software, sicome il nostro furuto potrebbe in effetti dipendere da questo, sarei più cauto

  • # 160
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Cesare Di Mauro: “accostando “pedofilia” a Stallman nelle ricerche spunta fuori la mia pagina. Ma ometti di dire che ce ne sono altre che lo fanno.”

    Si, ad esempio la seconda pagina proposta da Google riassume in questo modo:

    “L’uomo è accusato di stupro e pedofilia, reati commessi nel lontano 1978 contro una ragazzina … Richard Stallman: il suo discorso all’università di Pavia …”

    Però la prima delle due frasi è riferita a Polanski, di cui si parla nel box a destra dell’articolo su Stallman.

    E non menziono le pagine indicate successivamente, dove si parla di LOTTA alla pedofilia.

  • # 161
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 162
    keteremillpario
     scrive: 

    Caro Cesare, vedo che ORA non moderi te stesso quando si tratta di offendere il tuo rivale. Nella tua ultima risposta tiri fuori tantissime questioni non inerente alla discussioni. Facendo battutine del tipo “Povero travaglio” o paragonandomi al giudice Carnevale. Non lo conosco perché non sono italiano, e vorrei anche farti sapere che 6 anni fa non parlavo una briciola d’italiano. Quindi non vedo nessuna competenza pomposamente sbandierata, visto che come ti ho già detto non sono neanche lontanamente laureato. Te lo dico con tutta umiltà.

    Non voglio più discutere perché ho cose molto importanti da fare, credimi. Me ne vado con la testa in alto confidando che chi leggerà ATTENTAMENTE i commenti n° 119, 123, 144 e 153 avrà il buon senso e riuscirà a capire chi aveva ragione.

    PS: Riguardo alla traduzione che tanto ambisci ti dico che la prima parte della mia assieme al resto che hai apportato te vanno bene, di sicuro meglio di quella sintesi che c’è ora. Mi compiaccio di vedere che ho apportato qualcosa di produttivo alla discussione, per lo meno. Potresti metterla al posto della tua “sintesi” visto che è più fedele alla traduzione e occupa lo stesso spazio. Pensaci, e se lo fai non c’è bisogno che tu me lo informi. Un altra cosa, se cosi accade, considera che allora no ero in torto, quindi dovresti rivedere TUTTE le tue “sintesi”.

    Se sei d’accordo puoi non rispondere questo messaggio non voglio ritornare e continuare a discutere con te, ti chiedo solo questo. Grazie
    Santiago.

  • # 163
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Cesare Di Mauro: “E ometti anche di dire che facendo una ricerca con il termine in lingua inglese al primo risultato trovi una pagina che ne parla, similmente a come ho fatto io.”

    Allora, cerchiamo un po’ “Pedophilia stallman”.
    Dopo 0,27 secondi il primo risultato mostrato è un post di due righe su digg.com

    Ci vuole tutta la potenza di Microsoft Word per intitolare il post “Richard Stallman supports ‘voluntary pedophilia'” partendo dalle parole di Stallman “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children.”.

    Infatti a parte il titolo le due righe su digg.com parlano appunto del suo scetticismo.

    Gli altri risultati della ricerca portano ad articoli non tecnici sulle parole di Stallman, cioè si parla del tema della pedofilia e basta, non si usa l’argomento mischiandolo con considerazioni sulla comunità open source.

    C’è poi anche un link a Encyclopedia Dramatica, un wiki satirico.

    Cesare Di Mauro: “Perché l’argomento NON è affatto sconosciuto; anzi.”

    Perche’ dovrebbe esserlo? E’ conosciuto da quando Stallman il 5 giugno 2006 ne parla nel suo sito. Tra l’altro nella sezione “Political notes”, mica in quella “Urgent action items”.

    Cesare Di Mauro: “sei in perfetta malafede.”

    Ah, meno male che non pago io il tuo lavoro (ho Tiscali).

    La tua carriera e’ finita insieme a questo articolo.

  • # 164
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Luca Padulazzi:

    Cesare Di Mauro: “accostando “pedofilia” a Stallman nelle ricerche spunta fuori la mia pagina. Ma ometti di dire che ce ne sono altre che lo fanno.”

    Si, ad esempio la seconda pagina proposta da Google riassume in questo modo:

    “L’uomo è accusato di stupro e pedofilia, reati commessi nel lontano 1978 contro una ragazzina … Richard Stallman: il suo discorso all’università di Pavia …”

    Però la prima delle due frasi è riferita a Polanski, di cui si parla nel box a destra dell’articolo su Stallman.

    E non menziono le pagine indicate successivamente, dove si parla di LOTTA alla pedofilia.

    E’ il difetto di chi fa una ricerca pretendendo di trovare il risultato nella prima pagina e magari in pochi secondi.

    Io ho impiegato ORE E ORE per ricercare tutte le fonti che ho postato nell’articolo, buttando via UN MARE DI SPAZZATURA (i motori di ricerca non fanno ancora miracoli) e arrivando a selezionare il “segnale”.

    Come ho già detto prima, cercando “Stallman pedofilia” e sbattendoci un po’ si arriva a delle pagine che parlano della stessa notizia che ho riportato io. Se non sei in grado di arrivarci da solo, chiedi pure che ti passo i primi due link sull’argomento che ho trovato (e ovviamente NON si tratta di Roman Polanski).

    E poi, secondo te, dopo tutte le critiche che mi sono arrivate, avrei riportato un’informazione falsa per farmi crocifiggere e mandare all’aria tutto il mio lavoro? Ho lavorato parecchio per blindare l’articolo da attacchi di questo tipo, e non sono così scemo da farmi un clamoroso autogol…

    Cesare Di Mauro: “E ometti anche di dire che facendo una ricerca con il termine in lingua inglese al primo risultato trovi una pagina che ne parla, similmente a come ho fatto io.”

    Allora, cerchiamo un po’ “Pedophilia stallman”.
    Dopo 0,27 secondi il primo risultato mostrato è un post di due righe su digg.com

    Ci vuole tutta la potenza di Microsoft Word per intitolare il post “Richard Stallman supports ‘voluntary pedophilia’” partendo dalle parole di Stallman “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children.”.

    Infatti a parte il titolo le due righe su digg.com parlano appunto del suo scetticismo.

    Riportano la notizia, come avevo già scritto prima, e quindi confermano le mie parole.

    Gli altri risultati della ricerca portano ad articoli non tecnici sulle parole di Stallman, cioè si parla del tema della pedofilia e basta, non si usa l’argomento mischiandolo con considerazioni sulla comunità open source.

    Mi sembra a dir poco ovvio. Questo è un articolo che ha uno scopo preciso, e lo potevi leggere già dal titolo. La notizia sulle idee di Stallman sulla pedofilia NON è il tema dell’articolo, ma è FUNZIONALE AD ESSO e all’obiettivo che si pone. Proprio per questo è stato inserito come UNO dei tanti punti che ho elencato.

    C’è poi anche un link a Encyclopedia Dramatica, un wiki satirico.

    Cesare Di Mauro: “Perché l’argomento NON è affatto sconosciuto; anzi.”

    Perche’ dovrebbe esserlo? E’ conosciuto da quando Stallman il 5 giugno 2006 ne parla nel suo sito. Tra l’altro nella sezione “Political notes”, mica in quella “Urgent action items”.

    Appunto. Quindi mi spieghi quale sarebbe il problema o, peggio, la (grave) “colpa”? Averlo riportato pure io?

    Cesare Di Mauro: “sei in perfetta malafede.”

    Ah, meno male che non pago io il tuo lavoro (ho Tiscali).

    La tua carriera e’ finita insieme a questo articolo.

    Per fortuna godo di ottima stima sia al mio lavoro che qui su AD, per cui la notte posso dormire fra due guanciali.

    Cosa che non si può dire te, visto che devi ricorrere a delle gravi e ingiuriose offese alla mia persona per sfogare la tua rabbia.

    @keteremillpario:

    Caro Cesare, vedo che ORA non moderi te stesso quando si tratta di offendere il tuo rivale. Nella tua ultima risposta tiri fuori tantissime questioni non inerente alla discussioni. Facendo battutine del tipo “Povero travaglio” o paragonandomi al giudice Carnevale.

    Non sono offese, ma battute appunto, che servono a mettere in risalto le ANALOGIE fra il tuo modus operandi e quello del giudice Carnevale, e fra il mio esporre le notizie e la stessa cosa che fa Travaglio (e per cui viene criticato, ovviamente).

    Se ci leggi un’offesa non era certo mia intenzione, e non ho alcuna difficoltà a scusarmi. Ma, ripeto, di offese non si tratta (analogia non implica offesa).

    Non lo conosco perché non sono italiano, e vorrei anche farti sapere che 6 anni fa non parlavo una briciola d’italiano. Quindi non vedo nessuna competenza pomposamente sbandierata, visto che come ti ho già detto non sono neanche lontanamente laureato. Te lo dico con tutta umiltà.

    Non potevo sapere che non fossi italiano. Diciamo che scrivi talmente bene in questa lingua che, sempre in buona fede, pensavo lo fossi e, dunque, fossi al corrente del marciume che gira da queste parti.

    Non voglio più discutere perché ho cose molto importanti da fare, credimi. Me ne vado con la testa in alto confidando che chi leggerà ATTENTAMENTE i commenti n° 119, 123, 144 e 153 avrà il buon senso e riuscirà a capire chi aveva ragione.

    Non c’è problema: chi legge giudicherà. Ognuno ha avuto modo di esprimere la propria opinione.

    PS: Riguardo alla traduzione che tanto ambisci ti dico che la prima parte della mia assieme al resto che hai apportato te vanno bene, di sicuro meglio di quella sintesi che c’è ora. Mi compiaccio di vedere che ho apportato qualcosa di produttivo alla discussione, per lo meno.

    Benissimo. Era quello che m’interessava sapere. Grazie.

    Potresti metterla al posto della tua “sintesi” visto che è più fedele alla traduzione e occupa lo stesso spazio. Pensaci, e se lo fai non c’è bisogno che tu me lo informi.

    Come t’avevo già detto prima, non penso di farlo perché il senso rimane inalterato, e l’ho copiosamente spiegato in uno dei precedenti commenti.

    Un altra cosa, se cosi accade, considera che allora no ero in torto, quindi dovresti rivedere TUTTE le tue “sintesi”.

    Qui, come ti ho ribadito anche prima, stai facendo il passo più lungo della gamba. E’ una fallacy ben nota: http://www.linux.it/~della/fallacies/avvelenamento-del-pozzo.html

    Se hai qualcosa da dire sugli altri punti, io sono disponibilissimo ad analizzarli uno per uno e dimostrare che la sintesi è aderente all’originale.

    Se sei d’accordo puoi non rispondere questo messaggio non voglio ritornare e continuare a discutere con te, ti chiedo solo questo. Grazie
    Santiago.

    Non ho alcuna difficoltà a risponderti, come non credo tu abbia difficoltà a leggere questa mia breve (rispetto alle altre) risposte.

    L’importante è che ognuno abbia chiarito la propria posizione. Poi i lettori giudicheranno e decideranno quale tesi foraggiare.

    Detto ciò, ti ringrazio per la moderazione che traspare da questo tuo commento. Sarebbe utile che altri lo prendessero come esempio di come si debba intavolare una corretta e civile discussione.

  • # 165
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Aiuto, le tue sparate si moltiplicano esponenzialmente.

    Rispondo a una cosina, poi faccio pausa e vado a mangiare.

    Cesare Di Mauro: “Io ho impiegato ORE E ORE per ricercare tutte le fonti che ho postato nell’articolo”

    No, sulla questione pedofilia hai messo solo il link al sito di Stallman… ti sei preoccupato di controllare se la sua opinione corrisponde a quella di qualche esperto dell’argomento?

    Adesso lezione di inglese.

    Come hai fatto ad arrivare a
    “la pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini”
    partendo da
    “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children”?

    Dove è finito ‘skeptical’?
    Dove è finito ‘claim’?
    Perché non hai usato ‘spontanea’?

    Perché non hai scritto una cosa tipo “Dubito della affermazione secondo la quale la pedofilia spontanea provochi danni ai bambini” ?

  • # 166
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    ‘provoca’, non ‘provochi’, mannaggia alla fame

  • # 167
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Luca Padulazzi:

    Cesare Di Mauro: “Io ho impiegato ORE E ORE per ricercare tutte le fonti che ho postato nell’articolo”

    No, sulla questione pedofilia hai messo solo il link al sito di Stallman…

    1) Ci sono altri punti in cui ho messo soltanto un link
    2) I link in genere puntano a cose diverse
    3) Non è la quantità che fa la qualità dell’informazione

    ti sei preoccupato di controllare se la sua opinione corrisponde a quella di qualche esperto dell’argomento?

    No, mi sono basato unicamente sulle parole dello stesso Stallman.

    Adesso lezione di inglese.

    Come hai fatto ad arrivare a
    “la pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini”
    partendo da
    “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children”?

    Dove è finito ’skeptical’?
    Dove è finito ‘claim’?
    Perché non hai usato ’spontanea’?

    Perché non hai scritto una cosa tipo “Dubito della affermazione secondo la quale la pedofilia spontanea provochi danni ai bambini” ?

    Le lezioni di inglese ci sono già state, come pure le mie considerazioni su questo punto. Le trovi in qualche commento precedente.

  • # 168
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Cesare Di Mauro: “Come ho già detto prima, cercando “Stallman pedofilia” e sbattendoci un po’ si arriva a delle pagine che parlano della stessa notizia che ho riportato io.”

    Non hai riportato nessuna notizia, hai tradotto volutamente male una frase di Stallman.

    Cesare Di Mauro: “Se non sei in grado di arrivarci da solo, chiedi pure che ti passo i primi due link sull’argomento che ho trovato”

    Sposto icone dal 1984, quando farlo costava più di un trasloco nel mondo reale.
    Comunque, posta pure i due link di cui parli, così cerco di capire bene cosa intendi per “argomento”.

  • # 169
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    LP> No, sulla questione pedofilia
    LP> hai messo solo il link al sito di Stallman…

    CDM> 1) Ci sono altri punti in cui ho messo soltanto un link

    Stiamo parlando del punto sulla pedofilia.
    Non cambiare discorso.
    Non sono d’accordo neanche sugli altri, però mi concentro su questo, perché è il più offensivo.

    CDM> 2) I link in genere puntano a cose diverse

    Non capisco.

    CDM> 3) Non è la quantità che fa la qualità dell’informazione

    No, è la qualità della traduzione.

  • # 170
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Luca Padulazzi:

    Non hai riportato nessuna notizia, hai tradotto volutamente male una frase di Stallman.

    Le frasi sono due e sono connesse. Che la traduzione sia errata è una tua opinione. Se n’è già discusso, e trovi il materiale nei precedenti commenti.

    Comunque, posta pure i due link di cui parli, così cerco di capire bene cosa intendi per “argomento”.

    http://www.breogan.agnix.org/?q=node/32182
    http://brenlla.blogaliza.org/2006/07/11/aproba-stallman-a-pedofilia-voluntaria/

    Seconda e terza pagina dei risultati della ricerca, rispettivamente.

    Per argomento intendo questo http://old.demauroparavia.it/8250

    3 FO oggetto di un discorso: cambiamo a., è l’a. del giorno | TS lett., estens., breve riassunto del contenuto di un’opera

  • # 171
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Luca Padulazzi:

    CDM> 1) Ci sono altri punti in cui ho messo soltanto un link

    Stiamo parlando del punto sulla pedofilia.
    Non cambiare discorso.

    Non cambio discorso perché non ne ho affatto bisogno. Sei tu che devi leggere accuratamente ciò che ho scritto e contestualizzare.

    Quando ho scritto questo:

    “Io ho impiegato ORE E ORE per ricercare tutte le fonti che ho postato nell’articolo”

    Mi riferivo a TUTTO il lavoro che ho fatto.

    Non sono d’accordo neanche sugli altri, però mi concentro su questo, perché è il più offensivo.

    Fai pure.

    Non capisco.

    Leggi l’articolo e controlla punto per punto i relativi link che ho riportato: vedrai che ti sarà chiaro quello che ho detto.

    No, è la qualità della traduzione.

    Questo è un altro discorso.

    In ogni caso l’argomento traduzione è stato già affrontato e ampiamente sviscerato nei precedenti commenti. Leggeteli, e se hai qualcos’altro di nuovo / utile da aggiungere, ne possiamo anche parlare.

  • # 172
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Mi sa che stasera non mangio più…

    allora, parlavi con Santiago della tua traduzione di “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children.” eccetera

    Cesare Di Mauro: “Intanto vediamo che ci sono due posizioni: sulla pedofilia volontaria e su quella che non lo è. Sulla prima Stallman non avrebbe problemi ad accettarla, perché a suo dire non ci sono prove che arrechi danni.”

    DOVE HAI LETTO CHE NON AVREBBE PROBLEMI AD ACCETTARLA?
    COME FAI AD ARRIVARE A UNA SINTESI DEL GENERE?

    Cesare Di Mauro: “Se non ci sono prove, quindi, sarebbe lecita.”

    DIMMI PER FAVORE CHE QUESTO E’ UN PENSIERO CHE ATTRIBUISCI A TE E CHE NON STAI ANCORA RIPORTANDO IL PENSIERO DI STALLMAN.

    p.s.: dà fastidio il maiuscolo?

  • # 173
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Leggi anche il resto (e la parte precedente: è tutto collegato).

    No, non mi dà fastidio, ma ci “sento” benissimo.

    P.S. Buon appetito.

  • # 174
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    dicevo:

    Come hai fatto ad arrivare a
    “la pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini”
    partendo da
    “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children”?

    Cesare Di Mauro:

    “Quanto alla “traduzione”, la mia non voleva certo esserlo in maniera letterale, ma si trattava di una sintesi”

    “Precisato questo ritengo che la sintesi sia aderente all’originale, pur non essendo un traduttore”

    Aderente all’originale?

    Senti, non hai stampato un libro, hai postato un articolo.
    E non sei un traduttore.
    Io fossi in te cambierei alla svelta la traduzione e mi scuserei.
    Poi mi farei aiutare da un vero traduttore, per i prossimi articoli.

  • # 175
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    L’ho spiegato in quel commento. Leggilo per bene, una buona volta.

    Idem per quanto riguarda la traduzione, e su quella completa che ho fornito in quello un (quasi) traduttore s’è espresso positivamente.

  • # 176
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Dal profilo di Cesare Di Mauro:

    “Dopo la laurea…”

    Ma che ti hanno insegnato, il linguaggio klingon?

    OiBaBoi

  • # 177
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Io fossi in te cambierei alla svelta la traduzione e mi scuserei.

  • # 178
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Luca Padulazzi:

    Dal profilo di Cesare Di Mauro:

    “Dopo la laurea…”

    Ma che ti hanno insegnato, il linguaggio klingon?

    OiBaBoi

    http://www.linux.it/~della/fallacies/ad-hominem.html

    Descrizione di Ad hominem

    Tradotto dal latino all’italiano, “Ad hominem” significa “contro l’uomo” o “contro la persona.”

    Un Ad hominem è una categoria generale di errori in cui una tesi o un’argomentazione viene rifiutata sulla base di qualche fatto irrilevante sull’autore o sulla persona che presenta la tesi o argomentazione. Tipicamente, questo errore implica due fasi. Prima, viene fatto un attacco contro il carattere, le circostanze o le azioni della persona che fa l’affermazione (o il carattere, le circostanze o le azioni della persona che riporta l’affermazione). Poi, questo attacco viene usato come prova contro l’affermazione che la persona in questione sta facendo (o presentando). Questo tipo di “argomentazione” ha la seguente forma:

    La persona A afferma X.
    La persona B attacca la persona A.
    Quindi l’affermazione di A è falsa.

    La ragione per cui un Ad hominem (di qualunque tipo) è un errore è che il carattere, le circostanze o le azioni di una persona (nella maggior parte dei casi) non hanno un legame con la verità o la falsità della tesi che viene espressa (o la qualità dell’argomentazione che viene fatta).
    Esempio di Ad hominem

    Bill: “Credo che l’aborto sia moralmente sbagliato.”
    Dave: “Ovviamente lo dici, sei un prete.”
    Bill: “Cosa mi dici delle argomentazioni che ho dato per sostenere la mia posizione?”
    Dave: “Non contano. Come ho detto, sei un prete, quindi devi dire che l’aborto è sbagliato. Inoltre, sei solo un lacchè del Papa, quindi non posso credere a quello che dici.”

    P.S. Da notare la provenienza del link. E poi hanno il coraggio di dire che non mi piace nulla di Linux. :D

  • # 179
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Luca Padulazzi:

    Io fossi in te cambierei alla svelta la traduzione e mi scuserei.

    Non ho alcun motivo per farlo.

  • # 180
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    beh, Io comunque fossi in te cambierei alla svelta la traduzione e mi scuserei.

  • # 181
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Puoi continuare quanto vuoi a scriverlo, tanto non cambio idea sulla base di una semplice richiesta.

    Ti avviso, comunque, che così non fai altro che far aumentare il contatore del numero di commenti legati all’articolo, rendendolo di conseguenza sempre più visibile.

  • # 182
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    “una tesi o un’argomentazione viene rifiutata”

    Ma non hai capito che non sto parlando di software proprietario contro software libero? Non è la tesi che metto in discussione, se devo parlare di cattedrali e bazar ci sono thread più interessanti.

    E’ dell’infame tua traduzione della frase di Stallman di cui sto parlando.

    Anche il traduttore di Google (una beta) è in grado di fare di meglio: “Io sono scettico del credito che volontariamente pedofilia danneggia i bambini”

    IO – SONO – SCETTICO

    Boh, fai te, io non ti mollo finchè non traduci meglio il link.

  • # 183
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Non devi cambiare idea, devi tradurre correttamente una frase dall’inglese all’italiano.

    “Ti avviso, comunque, che così non fai altro che far aumentare il contatore del numero di commenti legati all’articolo, rendendolo di conseguenza sempre più visibile.”

    Assicuro visibilità anche ai prossimi articoli, puoi starne certo.

  • # 184
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non è una traduzione: è stato già detto n-mila volte.

    In ogni caso per me puoi continuare a sostenere quello che ti pare: non saranno delle infondate richieste a farmi cambiare idea.

  • # 185
    Marco
     scrive: 

    Leggo questa discussione da un po’ standomene zitto, un amico me l’ha fatta vedere.
    Tu di mauro sei un faccia tosta, ti sei messo in un mare di guai con quella traduzione schifosa che hai fatto, e quando santiago te l’ha fatto notare e ti ha pure chiesto di cambiarla tu hai fatto finta di niente. Ora la stessa cosa ti dice Luca Padulazzi e te continui a sparare stronzate.
    La cosa peggiore è che ti dai arie di chissà chi.
    Inoltre ti dico una cosa che nessuno di voi ha ancora detto, NON TUTTI SANNO L’INGLESE!! quindi la tua sintesi fa capire un altra cosa, e riportare la fonte IN INGLESE non basta.
    Inoltre in un commento hai detto:

    A parte questo nelle due righe scritte da Stallman non c’è menzione riguardo l’età, ma nella prima frase parla di “children” e nella seconda di “little baby” (qui sembra più una presa in giro ai genitori).

    MA ALLORA NON LEGGI LE FONTI CHE POSTI!? Stallman ha linkato il partito di cui ERA SCETTICO. e in quel link c’è scritto:

    Amsterdam – Dutch paedophiles are launching a political party to push for a cut in the legal age for sexual relations to 12 from 16
    The party said it wanted to cut the legal age for sexual relations to 12 and eventually scrap the limit altogether.

    a, non ti azzardare a dire che per questo appoggio la pedofilia, voglio solo dirti che non sei un bravo blogger.
    Fattene una ragione sei solo un fazioso. e non mi citare i tuoi link schifosi per favore

  • # 186
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Marco:

    Leggo questa discussione da un po’ standomene zitto, un amico me l’ha fatta vedere.
    Tu di mauro sei un faccia tosta, ti sei messo in un mare di guai con quella traduzione schifosa che hai fatto, e quando santiago te l’ha fatto notare e ti ha pure chiesto di cambiarla tu hai fatto finta di niente.

    Come chiunque può controllare, io ho ribattuto punto per punto a tutte le contestazioni che mi sono state fatte. Altro che “far finta di niente”.

    Sei in malafede.

    Ora la stessa cosa ti dice Luca Padulazzi e te continui a sparare stronzate.

    Idem come sopra. Se ignori tutto il dibattito che c’è stato prima, anche tu sei in perfetta malafede e l’unico obiettivo è offendermi perché l’argomento ti è scomodo.

    La cosa peggiore è che ti dai arie di chissà chi.

    Dove l’avresti letto questo? Quotami e dimostrarlo, altrimenti la tua è soltanto una mistificazione.

    Inventarti delle falsità sul mio conto non ti darà automaticamente ragione. Al contrario.

    Inoltre ti dico una cosa che nessuno di voi ha ancora detto, NON TUTTI SANNO L’INGLESE!! quindi la tua sintesi fa capire un altra cosa, e riportare la fonte IN INGLESE non basta.

    Di questo se n’è già AMPIAMENTE PARLATO, ma evidentemente ti è comodo ignorare la discussione che c’è stata.

    Il bello che poi parli di “faziosità”. Predichi bene, ma razzoli molto male…

    Inoltre in un commento hai detto:

    A parte questo nelle due righe scritte da Stallman non c’è menzione riguardo l’età, ma nella prima frase parla di “children” e nella seconda di “little baby” (qui sembra più una presa in giro ai genitori).

    MA ALLORA NON LEGGI LE FONTI CHE POSTI!? Stallman ha linkato il partito di cui ERA SCETTICO. e in quel link c’è scritto:

    Amsterdam – Dutch paedophiles are launching a political party to push for a cut in the legal age for sexual relations to 12 from 16
    The party said it wanted to cut the legal age for sexual relations to 12 and eventually scrap the limit altogether.

    Lo scetticismo di Stallman NON riguarda il partito, ma la pedofilia di per sé. La notizia della costituzione del partito dei pedofili è servita soltanto come spunto a Stallman per esprimere il suo pensiero sull’argomento pedofilia.

    Ecco qui, dalla fonte che ho citato, il testo completo:

    05 June 2006 (Dutch paedophiles form political party)

    Dutch pedophiles have formed a political party to campaign for legalization.

    I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children. The arguments that it causes harm seem to be based on cases which aren’t voluntary, which are then stretched by parents who are horrified by the idea that their little baby is maturing.

    Non serve conoscere bene l’inglese per capire che le parole di Stallman NON riguardano il partito dei pedofili, ma la pedofilia. Come hanno valutato le altre fonti che puoi trovare cercando su internet sull’argomento “Stallman & pedofilia” (in particolare in lingua inglese).

    Se ti lamenti della mia “traduzione”, tu hai completamente perso il significato della fonte originale, che afferma tutt’altra cosa rispetto alla tua fantomatica tesi.

    a, non ti azzardare a dire che per questo appoggio la pedofilia, voglio solo dirti che non sei un bravo blogger.

    Almeno so leggere due parole in inglese senza perderne completamente il senso.

    Fattene una ragione sei solo un fazioso. e non mi citare i tuoi link schifosi per favore

    E’ lo stesso link da cui TU STESSO hai attinto per la tua “originalissima” tesi.

    Per la serie: sputiamo sullo stesso piatto in cui abbiamo mangiato…

  • # 187
    Marco
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 188
    Marco
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 189
    Folgore101
     scrive: 

    Bravo Marco, davvero complimenti per l’educazione e la finezza.
    Anche se tu avessi ragione esprimerti in quel modo automaticamente ti rende stolto ed arrogante. Ti bastava leggere un po di post prima del tuo, in cui Di Mauro e Santiago hanno già affrontato il problema traduzione. Potrei anche indicarteli ma visto il tuo atteggiamento puoi andare benissimo a cercarteli, anche se presumo che non lo farai dato che ti interessa di più fare caciara e insultare le persone senza portare argomenti.

  • # 190
    zephyr83
     scrive: 

    Appena letto il titolo dal sito di hwupgrade sapevo già che questo era un articolo di Cesare :D sarà un caso se io e altri (come ho letto nei commenti…….tutti li ho letti) abbiamo “indovinato” subito chi fosse l’autore? A quanto pare nn è solo una mia fissazione se anche altri hanno notato che Cesare è incline a parlare male di open source, linux e soprattutto di Stallman. Ci sn stati altri articoli tipo questo e in più di uno si è finito a parlare in questi toni di Stallman nei commenti….questo è molto più esplicito! Bho, nn saprei, in passato ho detto che tu odiavi Stallman e mi hai ripreso per questo ma se nn è odio poco ci manca! Sn rimasto sorpreso da questo articolo perché è proprio un attacco personale e scritto in maniera “poco professionale”. Ok nn essere d’accordo e avere poca simpatica per un personaggio ma questo mi sembra esagerato! Mi sembra uno di quegli articoli spesso criticati qui su AD da Alessio Di Domizio quando parla (in generale) dei vari blog e siti di informazione di basso profilo!

    io sarei andato più cauto a riportare in maniera così “sbrigativa” alcune cose riguardanti stallman per screditare il personaggio e quindi il suo pensiero! io lo trovo un po’ fazioso perché si riportano semplicementi fatti trovati in giro per la rete estraniandoli dal contesto. Nn entro in merito alla questione pedofilia dove a quanto pare nei commenti altri hanno riportato informazioni diverse, ma relativo a mono e le console io nn ci vedo niente di così strano! il discorso mono è stato già trattato altre volte e riportando TUTTO il discorso nn ci vedo nulla di ipocrita e contraddittorio. Bisogna anche considerare il contesto altrimenti ogni discorso nn ha mai “senso” e si può interpretare come si vuole. d-o-t-gnu nn è uguale a mono (il secondo vuole arrivare a implementare completamente .Net in tutto e per tutto), c’è la questione brevetti, la questione relativa alle parti NON standard e bisogna anche considerare che alcune dichiarazioni sn state fatte prima della Community Promise che però nn sembra lo stesso risolve tutti i “dubbi”. poi bisogna anche considerare la “natura” di Stallman, il suo passato e il “ruolo” che “copre” nel mondo del software libero (che nn è uguale al “mondo” open souce). è un “personaggio” particolare, il “solito” binomio genio-sregolatezza, è noto che abbia problemi di socializzazione e sicuramente ha anche qualche “sindrome”. Inoltre fare le “scenate” serve molto per far parlare di se (lo fanno in molti, in vari ambiti). Mi sembra scontato che i toni nei riguardi di Mono siano cambiati nel momento in cui questo strumento si è diffuso a tal punto da rischiare di diventare fondamentale per alcuni strumenti per uno sistema operativo come linux (diciamo per gnome). E io continuo a dire che ha ragione, per me il mondo linux poteva dirigersi verso altri progetti. Il discorso sulle console rientra pienamente nel suo “pensiero”. Lui intende il software solo in quella maniera, proprio come era agli albori, “libero” e ha dedicato tutta la sua vita affinché tutti potessero usare un sistema operativo totalmente free (non gratis) senza restrizioni di nessun tipo. Se nn fosse stato per lui nn penso proprio che ci sarebbe stato un linux e un mondo “open source” come lo intendiamo adesso. Ha realizzato qualcosa che nessun altro era risucito a fare, praticamente da solo, un compilatore libero. La GPL si deve a lui ed è grazie alla GPL se il software libero, il mondo open source e soprattutto linux sn arrivati a impensierire colossi come microsoft (halloween documents!!!!).
    Inoltre vedo che ad alcuni piace giocare il significato della parole e criticano la parola “libero” in questo contesto. A me nn pare così sbagliata, la libertà nn è fare tutto quello che si vuole! io sn un cittadino libero ma nn posso andare ad ammazzare o rubare. La mia libertà “finisce” quando cn le mie azioni vado a limitare o ledere la libertà altrui. Così il software proprietario limita la libertà di usufruire appieno di quel programma o di quel determinato hardware. Il discorso nn è così semplice e ci sarebbe molto da approfondire, secondo Stallman le opera sotto copyright vanno divise in tre categorie: funzionale, “testimoniale”, di espressione personale. per lui i programmi informatici fanno parte della prima categoria assieme a dizionari, libri di testo ecc.. Delle tre categorie la prima dovrebbe garantire agli utenti il diritto illimitato alla creazione di versioni modificate, mentre per la seconda e la terza tale diritto andrebbe regolamentato a seconda della volontà dell’autore originale. (quello che ho scritto è tratto dal libro “Codice Libero – Richard Stallman e la crociata per il software libero di Sam Williams).
    Ecco anche perché per lui nn è un problema usare un cpu intel ma è infastidito dal firmware di una scheda wi-fi (nn dalla scheda wi-fi in se)! A lui nn interessa sapere come è realizzata “meccanicamente” o “fisicamente” una cosa, gli interessa solo la parte legata al software e alla possibilità di sfruttare quell’hardware come meglio si crede. Questo è il suo pensiero, si può essere d’accordo o meno ma è il SUO pensiero e a quanto pare lo condividono in molti.
    Per me questo articolo e diversi commenti di alcuni dimostrano poca conoscenza del pensiero di Stallman e della sua “vita” (nn c’è niente di male, mica uno è obbligato a interessarsi di queste cose, però poi ci andrei cauto con certe uscite).
    Il fatto che si accosti Stallman all’Open Source è una dimostrazione di quanto si conosce poco l’argomento (o lo si vuole volutamente trattare in maniera approssimativa). Provate a dire a Richard che il suo è software Open Source e vediamo se per caso vi scaraventa giù dalla finestra :D anche qui qualcuno si è appigliato al significato letterale della parole, ma alla fine sn solo porle che servono a “rendere” l’idea, a indicare chiaramente e velocemente qualcosa! nn è che il mouse del computer indica letteralmente un topo :D
    Il termine open source è stato scelto a tavolino proprio per distaccarsi dal concetto di software libero e per evitare il fraintendimento della parola free che la maggior parte associava a gratis (e nn libero). Anche se tutto è nato da iniziali sostenitori del software libero, si è arrivati a distaccarsi dal “concetto etico” di Stallman. L’alternativa era sourceware di Michael Tiemann. Nn tutti erano concordi nel cambiare terminologia ma alla fine si decise per Open Source che si dimostrò di fatto un termine più indicato rispetto a Free Software per promuovere il “messaggio”. Stallman considerò per qualche tempo la possibilità di adottare questo termine al posto di free software ma alla fine decise di rifiutarlo:”open source, pur risultando utile nel comunicare i vantaggi tecnici del software libero, al contempo finiva per allontanarsi dalla questione della libertà nel software. Considerando questo un aspetto negativo, Stallman avrebbe continuato a usare il termine free software” (tratto sempre dal libro Codice Libero). Cn linux e la nascita del termine open source si è aperta una “spaccatura” cn il mondo del software libero creato da Stallman e si è rischiato di arrivare a una vera “scissione”. Gli sviluppatori e utenti linux, di un’altra generazione rispetto a quella della FSF, cresciuti nel mondo del software proprietario nn ragionavano minimamente come Stallman e nn ci hanno mai visto nulla di male nella “commistione” cn il software proprietario, anzi la FSF e il suo modo di sviluppare “stile cattedrale” (diverso dallo stile bazar del mondo open souce) è stato considerato un freno a mano e si pensava di forkare GCC e di liberarsi di questo peso! sarebbe stata penso la fine (o quasi) della FSF. Tra l’altro nessuno sembra tutt’ora voler prendere il posto di Stallman, anche lo stesso Torvalds è assai restio ad accettare il ruolo di leader della comunità free software/open source. Stallman attualmente è l’unico pilastro etico della comunità hacker.
    Per me in questo come in altri articoli si è sempre fatta una gran confusione fra linux, open souce, software libero, gpl e compagnia bella, si è sempre trattato l’argomento in maniera superficiale e approssimativa.
    io nn dico che Stallman abbia sempre ragione, anzi tutt’altro, condivido molto di più il pensiero di Torvalds ma ho grande rispetto per quello che ha fatto e soprattutto ho rispetto per il suo pensiero, senza di lui per me le cose sarebbero ben diverse, nn so se ci sarebbe stato un sistema operativo totalmente aperto come è inteso oggi. La GPL è stata FONDAMENTALE per questo scopo e lo stesso Torvalds ha più volte detto che la scelta di questa licenza per il proprio kernel è stata la più giusta. Nn capisco perché alcuni la criticano tanto! nn è mica obbligatoria, dipende dalla sviluppatore volerla adottare. Io realizzo un software che metto a disposizione di tutti, il mio lavoro può essere usato da chiunque e grazie alla gpl chiunque vorrà usare il programma dovrà fare altrettanto. Se nn ti sta bene nn c’è problema, nn sfrutti il mio lavoro e incominci da zero. Si evitano sfruttamenti a scrocco….per questo nn sarebbe libera? Anche qui leggo spesso inesattezze o commenti di parte sulla GPL, lo stesso Cesare Di Mauro ha dimostrato di criticarla prima ancora di conoscerla bene in alcuni commenti a un suo articolo.
    Nn c’è nessun problema a criticare Stallman, lo fanno in tanti ma sarebbe meglio farlo (almeno qui) in altri toni e portando FATTI “diversi” e più completi.
    Personalmente la “scomparsa” di stallman da questo “mondo” nn farebbe così bene, ritengo importante e degna di nota anche la sua opinione anche se spesso troppo estremista. Fa sempre bene ascoltare più campane inoltre il suo messaggio etico e “politico” è ancora apprezzatissimo e può sempre far riflettere! tanto mi sembra che ormai la comunità open source e linux abbiano preso una strada un po’ diversa ma ritengo che sarebbe un “male” se si allontanasse troppo da quella “maestra” e Stallman è sempre li a ricordare da dove si è partiti e cosa si voleva ottenere!
    mi sa che mi sn dilungato un po’ troppo, purtroppo nn è il dono della sintesi…e pensare che da fastidio anche a me leggere cose troppo lunghe! Spero nn nasca anche da questo mio messaggio un botta e risposta per ogni singolo punto, tanto ormai in articoli del genere si ribadiscono sempre le stesse cose bene o male sempre da parte degli stessi :) però ho trovato davvero di cattivo gusto un articolo del genere qui su AD e per me dimostra poca conoscenza dell’argomento e una avversione personale per certi personaggi e certi argomenti. Un articolo di tutt’altro spessore rispetto a quelli ottimi e di un certo livelli riguardo le architetture dei processori o sui linguaggi di programmazione. Nn è la critica in se a Stallman, ma il modo in cui è stata fatta, i toni usati e le argomentazioni….tutte cose criticate spesso da Alessio Di Domizio in riferimento ad altri blog/siti

  • # 191
    j
     scrive: 

    zephyr83:
    credo non fosse necessario stabilire un nuovo record di lunghezza di un commento su appunti digitali, comunque è molto apprezzabile trovare una critica educata invece di meri insulti all’ articolista (che sono un pugno in un occhio anche per chi capita a leggere) ;-)

    io lo trovo un po’ fazioso perché si riportano semplicementi fatti trovati in giro per la rete estraniandoli dal contesto.

    stante il fatto che la prosa di cesare può apparire e magari è volutamente polemica, lo scopo che almeno io vedo in un articolo del genere è di portare alla luce un problema e far sì che ci si ponga una domanda

    e la domanda è: richard stallman può ancora essere considerato un valido frontman per il movimento free software? è abbastanza presentabile da rappresentare il free software degnamente, non solo a chi lo conosce già e lo userebbe comunque, ma anche e soprattutto alle nuove “leve” (che il movimento free sw ma il mondo open source tutto, ha bisogno di trovare, e a cui quindi ha tutto l’ interesse a dare un’ immagine pulita, rispettabile, di simpatia, disponibilità e cordialità)?
    per questi ultimi, assistere a un “comizio” da parte di un hippy barbuto è sufficiente ? convincente? incoraggiante?

    ora, queste domande in effetti bisognerebbe porsele una volta senza pensare ai dettagli citati nell’ articolo, mettendo da parte pedofilia, console, ecc
    dopodichè, li si reinserisce nuovamente nel quadro e si vede se la risposta cambia e come (IMHO non cambia e resta no, per motivi già spiegati)

    io nn dico che Stallman abbia sempre ragione, anzi tutt’altro, condivido molto di più il pensiero di Torvalds

    però da quanto ho potuto vedere il finlandese è considerato il punto di riferimento per quanto riguarda linux (magari come sistema operativo oltre che come kernel) ma a livello di ecosistema e movimento free sw sono altri tra cui stamllman a dominare la scena …

    Il termine open source è stato scelto a tavolino proprio per distaccarsi dal concetto di software libero e per evitare il fraintendimento della parola free che la maggior parte associava a gratis (e nn libero)

    mio pdv sull’ uso del termine open source: visto che come molti sanno nel “resto del mondo” raramente si va per il sottile su questo genere di definizioni – e per molti è già tanto sapere del’ esistenza di sistemi operativi altri da windows – usare un termine più comune, anche se non quello ortodosso, è anche un modo di avvicinarsi all’ interlocutore che io stesso a volte adotto, pur conoscendo bene la differenza (che sono più che certo cesare conoscaa sua volta); inoltre essendo l’ open source nel complesso un “insieme” che contiene anche il free sw, mi pare si possa per convenzione citare l’ insieme maggiore per riferirsi al sottoinsieme (dovrebbe essere una figura retorica di cui ora mi sfugge il nome…)

    La GPL è stata FONDAMENTALE per questo scopo e lo stesso Torvalds ha più volte detto che la scelta di questa licenza per il proprio kernel è stata la più giusta. Nn capisco perché alcuni la criticano tanto!

    per quanto mi riguarda la GPL è una licenza come un’ altra, e se sviluppassi sw aperto la prenderei in considerazione (anche se probabilmente poi propenderei per la bsd… ), il fatto è che il sw commerciale non può sparire per motivi che spiegavo in precedenza, e come spiegavo in precedenza la gpl va bene per alcuni modelli di business ma non altri

  • # 192
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @zephyr83. Diciamoci la verità: il problema non è l’articolo di per sé, ma Stallman. Perché non si doveva toccare. Se avessi parlato delle sparate di Balmer e avessi consigliato la camicia di forza, penso che qui nessuno avrebbe avuto da ridìre (al più si potrebbe ridere, come faccio io, perché lo considero una “sagoma”, visto che mi fa proprio sbellicare).

    Sicuramente il tono non è morbido, questo sì, ma è nel mio modo di esporre le cose, senza troppi fronzoli e addolcimenti della pillola, e lo faccio sempre, anche quando parlo di qualcosa di “caro”. Strigliare Borland per la mancanza del supporto a 64 bit per Delphi non è certo piacevole per chi utilizza questo IDE, fra cui… il sottoscritto (ebbene sì: ne sono ancora oggi un grande estimatore), e chi mi conosce sa bene quanto vi sia “attaccato”. Idem quando ho criticato Motorola per certe scelte.

    Ma non è questo il punto. Io faccio informazione, forse un po’ ruvida e senza tanti giri di parole quando c’è da mettere qualcosa di “delicato” nero su bianco, e il mio obiettivo è sensibilizzare.

    Il tema di quest’articolo non è casuale, fin dal titolo, e parla della PRESENTABILITA’ di Stallman quale portavoce della comunità open source. Soffermarsi sui singoli punti ignorando il fine (peraltro non soltanto esplicito, ma anche estremamente chiaro) denota un disinteresse di quanto v’è scritto realmente e la volontà di portare tutto in caciara per soffocare nel sangue l’offesa alla divinità. Ma qui la lesa maestà non è contemplata per nessuno.

    Detto in altri termini, non bisogna guardare al dito, ma alla Luna. I punti esposti sono soltanto FUNZIONALI ALL’ARTICOLO stesso. Lo ripeto ancora una volta, nella speranza che “repetita juvant”, perché anche tu hai continuato a ignorare le sue finalità, arrivando a stigmatizzare AD e accusandola di “basso profilo”. No, non c’è poca conoscenza sull’argomento, perché l’argomento è chiaro (per chi lo vuol capire) e i punti esposti sono pertinenti.

    Stallman è o non è un degno rappresentante della comunità open source (TUTTA. Lo spiego meglio dopo)? E’ a questo che bisogna rispondere, alla luce di quanto sollevato.

    Anzi, a questo punto se c’è qualcuno che, dopo tutto quello che è stato detto, vuol continuare sul SINGOLO PUNTO pedofilia (ignorando quindi la finalità ultima del pezzo), si legga la fonte in inglese (di cui comunque è disponibile una traduzione in italiano abbastanza affidabile) ed esponga cosa deduce del pensiero di Stallman da quelle due frasi. Ma immagino già i contorsionismi che salteranno fuori…

    Per quanto riguarda la GPL, continuo ancora a criticarla (ti risparmio di riportare il mio pensiero, perché lo conosci già). In UNA occasione non ricordavo bene un dettaglio (sono pur sempre un essere umano, sai? :D), che non era nemmeno di centrale importanza. E mi sono beccato giustamente delle critiche, ma da lì a parlare di scarsa conoscenza stai facendo, anche tu, il passo più lungo della gamba.

    Non sono d’accordo sulla netta divisione del software open source e di quello “libero”. Nell’universo delle licenze software c’è il sottoinsieme (stretto) di quelle “open”, e quest’ultimo contiene quello (sempre stretto) di quelle “libere”.
    E’, quindi, pertinente includere il software “libero” nelle discussioni che si fanno sull’open source in quanto tale (cioè “aperto”, “visionabile”, ecc.). Il viceversa ovviamente non vale.

    Comunque almeno con te si può parlare, e concordo con j: una critica educata e rispettosa del proprio interlocutore è quanto molta altra gente dovrebbe prendere a modello, invece di lanciarsi in beceri e spregevoli insulti che di certo non aiutano la “causa”. Tutt’altro.

    Qui c’è ampio spazio alla discussione, al confronto e all’approfondimento. Non c’è, invece, spazio per le parolacce e questo per policy del sito. Quindi potete scrivere uno stupendo trattato sopra i massimi sistemi, ma se piazzate anche soltanto una parola “poco pulita” il commento verrà editato. Queste sono direttive a cui dobbiamo rigorosamente attenerci tutti.
    E, ovviamente, non c’è nemmeno lo spazio per gli insulti, ma questo dovrebbe essere scontato (e purtroppo non lo è).

  • # 193
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    CDM>Comunque almeno con te si può parlare

    Con me invece *devi* parlare. Nel pomeriggio ripasso.

    LP

  • # 194
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Io parlo con chi mi pare. Non devo dar conto a nessuno, specialmente a chi mi ha insultato pesantemente più volte in precedenza.

  • # 195
    zephyr83
     scrive: 

    @ J e Cesare Di Mauro

    Per me il problema nn è che nn si può toccare Stallman, lo fanno in tanti e tanti lo criticano duramente. Per me sn sbagliati i toni, viene praticamente demonizzato! Il fatto che sia ancora il pilastro del software libero è perché appunto nessun altro vuole prendere il suo posto. Torvalds nn ci pensa minimamente, a lui le questioni etiche e politiche nn interessano, inoltre si cura principalmente del suo linux.
    Open Source e Software libero ovviamente si possono accostare ma nn sn proprio la stessa cosa e la differenza sta tutta nella questione etica/politica come ha detto lo stesso Stallman. è lui l’unico pilastro del software libero, movimento che ha creato lui e nn sembra esserci nessun altro che possa prendere il suo posto! Cmq a me pare che le nuove “leve” manco lo conoscano, uso linux da circa 4-5 anni e nei vari forum il nome di Stallman compare poco e spesso lo si critica aspramente! io stesso inizialmente lo consideravo solo un integralista ma nn sapevo niente di lui. Una volta informato meglio ho cambiato decisamente i toni. Rimango più vicino al pensiero di Torvalds, più pragmatico e “realista” ma una voce “etica” secondo me ci vuole, giusto per nn farsi attirare sempre da facili compromessi. Ecco perché per me stallman nn fa male all’open source che già da tempo ha preso un po’ le distanze dal software libero per quanto riguarda la questione etica…..è un po’ come il Papa per un critistiano poco praticante che pecca spesso e volentieri e poi si “confessa”! :D

  • # 196
    mede
     scrive: 

    comunque come si è capito anche la ia posizione è abbastanza critica riguardo al modo in cui è esposto l’articolo, anche se mi guardo bene dall’offendere chi scrive anche perchè non ce n’è alcun motivo, e invito tutti a darsi comunque una calmata. non credo affatto che l’articolo sia una trollata per avere un boom di contatti sinceramente perchè seguendo questo blog da un po’ posso dire che non sono soliti fare queste cose, ma se dovesse succedere con una certa cadenza temporale potrei anche cambiare idea. In questo caso anche il modo in cui vengono difese le posizioni dimostrano che l’autore era in buona fede, ma a mio modesto parere questo non basta per rendere l’articolo oggettivo.

    anche il punto in cui stallmann consiglierebbe un esorcismo per la questione wireless mi sembra una forzatura sinceramente, come di qualcuno che a prescindere da quello che una persona dice o pensa vuole metterlo in una certa luce. quello che mi pare intendesse era che non c’era modo di evitarlo, mi sembrava solo una battuta, dal tono dell’articolo sembra quasi si voglia insinuare che sto tizio fa i riti vodoo davanti al PC. Ovviamente li è stato riportato un fatto, ma siccome non siamo scemi capiamo anche che c’è modo e modo.

  • # 197
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Era solo una battuta, mede, e se vedi non l’ho nemmeno criticato per questo. Se ci fossero stato un’emoticon, come si usano nei forum, ne avrei piazzata una. Ma qui non ci sono. ;)

    Quanto agli accessi, sono sicuramente importanti per il sostentamento del sito, ma gli articoli non vengono scritti esclusivamente per questo scopo. Puoi vedere tu stesso che esistono tanti articoli con pochi commenti, per cui figurati quanti accessi ci sono. Anche fra i miei trovi articoli in cui se è apparso un commento è stato oro colato.

    Diciamo che ci sono articoli più o meno fruibili, a seconda dell’argomento.

    Questo è un argomento che ha ampia risonanza, ma la stessa cosa non si può dire di quello in cui parlavo, ad esempio, di questo: http://www.appuntidigitali.it/3297/intel-80186-figlio-di-un-dio-minore/

    In futuro capiterà ancora che parli di open source, s.o., software et similia, ma anche di CPU, architetture, e quant’altro sia pertinente a una rubrica come la mia, che si chiama non a caso pensieri da coder.

    E ovviamente il numero di commenti e contatti sarà altalenante, con picchi in cui tratto di roba di più ampio respiro, e depressioni diversamente. Ci sarà sicuramente gente che mi accuserà di partigianeria, o di farlo soltanto per gli accessi. Pazienza. L’importante è che possa continuare a esporre le mie idee, anche se daranno fastidio a qualcuno, perché il mio obiettivo rimane l’informazione.

    @zephyr83: il punto è che serve sì una voce etica, ma anche… presentabile. Altrimenti non staremmo qui a parlarne, visto l’argomento è proprio questo.

    Per i toni mi spiace, ma ti già spiegato come la penso. Non c’eri a puntare il dito quando criticavo aspramente Borland per aver omesso il promesso supporto ai 64 bit per Delphi, o quando accusavo gli ingegneri di Motorola di aver fatto una stupidaggine non includendo la MOVE CCR già nel 68000, o quelli di Intel per la segmentazione degli 8086. Ecc. ecc. ecc.

    Ci sei quando parlo open source, software “libero”, di Stallman, ecc..

    Mi sembra, comunque, normalissimo: ognuno ha i propri interessi, segue le cose che gli piacciono, e magari inteviene pure.

    Ma io non posso cambiare il mio stile a seconda delle comodità / punti di vista dei lettori, perché arrivo a criticare anche cose a me “care”.

  • # 198
    zephyr83
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    A dire il vero sul tuo articolo su Delphi ho commentato e ti ho anche chiesto consigli :) Ma nn conoscendo bene l’argonamento (così come gli altri tuoi articoli sulle architetture dei processori) nn ho potuto esprimere un commento più specifico sull’argomento. Leggo anche altri articoli di AD e commento solo alcuni, per lo più i tuoi sul mondo open source (che seguo) e e di Alessio Di Domizio esprimendo semplicemente la mia opinione.
    Cmq i toni usati per l’articolo su Delphi erano decisamente diversi da questi o altri tuoi articoli sul mondo open source, nn mi sei sembrato così “aspro” nei confronti di Borland, i termini più “pesanti” sn stati “immobile”, “non innova”, “occasione persa”, “grande assenza”. A me il tono nn sembra proprio lo stesso, idem per gli articoli sulle architetture dei processori dove mi sembri sembra molto equilibrato.

  • # 199
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Stallmann: “I am skeptical of the claim that voluntarily pedophilia harms children.”

    Cesare Di Mauro: “La pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini.” … “ritengo che la sintesi sia aderente all’originale”

    Come mai allora sulla frase di Stallman mi trovo d’accordo e invece la tua sintesi mi fa orrore?

  • # 200
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Sei fortunato, la rete telematica delle biblioteche non funziona bene, oggi.

    Per motivi legali ti consiglio vivamente di rispondere al commento #172.

    A dopo

  • # 201
    Santiago
     scrive: 

    Ti avevo chiesto solo questo:
    “Se sei d’accordo puoi non rispondere questo messaggio non voglio ritornare e continuare a discutere con te, ti chiedo solo questo. Grazie
    Santiago.”

    E tu hai risposto questo:
    “Non ho alcuna difficoltà a risponderti, come non credo tu abbia difficoltà a leggere questa mia breve (rispetto alle altre) risposte.”

    Evidentemente è più forte di te. Non sono stato presente e per motivi personali non riesco (e oltretutto non ho più voglia) di seguire questa discussione con te. Invece tu hai risposto dicendo che non hai alcuna difficoltà a rispondermi. Scusa se te lo dico ma mi sei sembrato un po’ logorroico e tedioso. Non è un insulto, è una critica costruttiva per le prossime volte che ti troverai a discutere con qualcun altro. Spero tu non la prenda a male.

    Nelle poche righe che ho letto mi sono trovato davanti a questa:

    “Idem per quanto riguarda la traduzione, e su quella completa che ho fornito in quello[sic] un (quasi) traduttore s’è espresso positivamente.”

    Vorrei chiarire che è vero. MA vorrei anche chiarire che finché la traduzione si troverà nei commenti e nel pezzo originale ci sarà la sintesi personale non sarò d’accordo per niente con la scelta dell’autore.

    Mi congedo, per l’ultima volta (spero), con le stesse considerazioni della penultima, confidando che chi leggerà ATTENTAMENTE i nostri botta e risposta nei commenti N° 119, 123, 143, 152, 156 e 158 avrà il buon senso e riuscirà a capire chi aveva ragione.

    PS: mi ha fatto molto piacere vedere che ci siano persone come Luca che hanno buon senso. Mi fa pensare che il mio intervento non è stato invano e mi sento onorato. Grazie.

    Santiago.

  • # 202
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Se la volevi chiudere perché scrivere un commento così lungo? Fra le altre cose mi hai anche accusato di offenderti, e non avrei dovuto risponderti?

    La cosa si commenta da sé.

    Comunque su una cosa sono d’accordo: chi leggerà TUTTO il nostro dibattito avrà elementi per capire meglio, visto che ognuno ha avuto modo di esprimere bene il proprio punto di vista sull’argomento.

  • # 203
    Santiago
     scrive: 

    Certo, mi fa piacere essere giunto ad un accordo. Ciao.
    Santiago.

  • # 204
    Prattisti
     scrive: 

    Questi articoli li trovo abbastanza inutili, è ovvio che prendendo spezzoni di vita di una persona e astraendoli dai contesti si possono costruire lodi o inattaccabili critiche su chiunque, anche su l’autore dell’articolo.
    Per me Stallman rimane un grande, per quello che ha fatto e per come lo ha fatto…

    Poi vabbè leggere che la gpl è liberticida mi fa sorridere :)
    chi lo dice considera anche le leggi che impognono di riportare gli ingredienti degli alimenti e dei medacinali come liberticide?

    Insomma trovo sia l’articolo che molte argomentazioni sui commenti talmente superficiali che preferisco un minestrone di verdure!

  • # 205
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    Pessimo articolo, Stallman va giudicato per quello che ha fatto per la comunità open-source e per quello che continua a fare (personalmente mi sento rappresentato più da uno che non scende a patti e che difende strenuamente le sue posizioni piuttosto che da un saltimbanco come Torvalds). In certe situazioni ci vuole qualcuno come Stallman (pensiamo se la Costituzione Italiana venisse continuamente riscritta per seguire le tendenze di ogni determinato periodo storico, a quest’oggi sarebbe immondizia. Pur non condividendo la frase ‘è una Repubblica fondata sul lavoro’ mi sta bene non metterla costantemente in discussione come il resto degli articoli). Il mondo del software libero è continuamente sotto attacco e ci vogliono proprio dei caproni conservatori come Stallman a reggere le fila (poi io uso i driver nVidia proprietari, ma le posizioni intransigenti di Stallman mi rendono fiducioso).

    Comunque… un articolo veramente vergognoso, inadatto ad un blog serio.
    La qualità degli articoli di Appunti Digitali la trovo alquanto altalentante (forse manca un caporedattore serio che blocchi qualche articolo di bassa qualità come questo) tuttavia ci sono alcuni articoli piacevoli (come anche alcuni articoli di Cesare su qualche microprocessore.. diamo a Cesare quel che è di Cesare) da leggere quindi lo frequento (skippando gli articoli meno interessanti, come penso facciano un pò tutti). Questo però non è poco interessante.. è proprio dannoso per l’immagine del Blog, sembra scritto da Maria De Filippi.

  • # 206
    j
     scrive: 

    Stallman va giudicato per quello che ha fatto per la comunità open-source

    io infatti mi chiedo seriamente, al di là della shell, del compilatore (che peraltro nacque come frontend c per un altro compilatore, Pastel) e dell’ editor (emacs, che ancora oggi necessita di perfezionamento, lavoro che ovviamente stallman non deve svolgere da solo…) e a parte aver concepito un progetto realizzatosi poi solo grazie al lavoro di altri, cosa avrebbe fatto personalmente Stallman per la comunità open source?

    e per quello che continua a fare

    e cosa oggettivamente continua a fare, a parte pontificare, e mettere sullo stesso piano chi sviluppa sw proprietario ad assassini, rapinatori e stupratori (http://www.gnu.org/philosophy/my_doom.html) e presentarsi alle conferenze in maglietta e infradito (cosa che ho visto di persona)?

    ma in realtà non erano questi il problema: il problema, come io stesso ho ribadito più volte anche in questa discussione (ma nessuno vi ha prestato, o voluto prestare, attenzione, men che meno di rispondere secondo ragione e non secondo emozione) è un altro

    personalmente mi sento rappresentato più da uno che non scende a patti -cut- poi io uso i driver nVidia proprietari -cut-

    al di là del fatto che cercare a tutti i costi un personaggio da cui sentirsi rappresentati significa dimostrare di non riuscire a pensare con la propria testa, o quantomeno non avere abbastanza carattere da affermare le proprie idee e la propria individualità (motivo per cui le masse si lasciano condizionare da individui come stallman)
    se usi i driver proprietari significa che anteponi il poter utilizzare le funzionalità della tua scheda all’ idea di libertà del codice, quindi scendi a patti laddove stallman non lo farebbe (infatti preferisce rinunciare ad usare il chip wireless del suo portatile che sopportare la presenza di un firmware binario …) quindi in effetti stallman non ti rappresenta

    Questo però non è poco interessante.. è proprio dannoso per l’immagine del Blog, sembra scritto da Maria De Filippi.

    personalmente invece ritengo che il coraggio di esprimere la propria impressione facendo la voce stonata fuori dal coro (con la consapevolezza di non essere gli unici nell’ ambiente a porsi un certo interrogativo, vedi OSNews ma al tempo stesso quella di esserlo per il pubblico italiano) deponga a favore, non a sfavore di AD – e mi preoccuperei se invece, un personaggio che io trovo detestabile e indifendibile (non (solo)per ciò che dice ma per come lo dice), lo difendesse solo per assecondre un pubblico che quel personaggio invece lo venera

  • # 207
    zephyr83
     scrive: 

    @Naybet El Hassir
    Anche se condivido qualcosa di quello che hai detto, definendo saltimbanco Torvalds non mostri un atteggiamento molto diverso da quello di Cesare o altri che hanno commentato questo articolo!

  • # 208
    lakar
     scrive: 

    Ammazza che flame! Ma del resto era inevitabile. Quando si toccano dei tabù soprattutto nel mondo mac e linux il flame è assicurato.
    Comunque l’articolo è interessante (e non vergognoso come dice qualcuno) perché esplora lati di Stallman che sono sicuramente problematici per la comunità Open Source. Anche Torvalds si è lamentato del suo troppo estremismo. E’ vero che a Stallman bisognerebbe fare un monumento per la GPL ma questo non significa dover accettare tutte le sue sparate solo perché lui è Stallman la divinità. Purtroppo noto spesso che quando una persona viene mitizzata allora di lui si vogliono ricordare solo le cose positive mentre le cose negative vengono dimenticate e guai a chi le disseppellisce. E viceversa per le persone demonizzate.

    Per la questione annosa della traduzione “la pedofilia “volontaria” (?!?) non danneggia i bambini” è vero che è sbagliata (e inviterei Cesare a correggerla) ma quella giusta in ogni caso non cambia molto il succo del discorso. Sarebbe grave dire che “la pedofilia volontaria non danneggia i bambini” ma anche dire che “sono scettico sull’affermazione che la pedofilia volontaria non danneggia i bambini” è grave (anche se un po’ meno della prima poiché almeno c’è il dubbio) perché l’unica affermazione accettabile in un mondo civile sarebbe “la pedofilia volontaria danneggia i bambini”. Quindi per me è una questione di lana caprina, sicuramente non da azioni legali come minacciato da qualcuno.

  • # 209
    zephyr83
     scrive: 

    @J

    bhe chiedersi cosa abbia fatto Stallman vuol dire, per me, nn aver capito minimamente di cosa si sta parlando! è lui l’ideatore del software libero, è lui che per anni ha “lottato” per questo ideale, era solo in un mondo dominato dal software proprietario! Sn le sue idee che hanno interessato e incoraggiato altri fra cui Torvalds stesso! Sarebbe come chiedersi cosa ha fatto Cristo per il Cristianesimo :D (notare la faccina).
    Cmq ha realizzato GNU, praticamente TUTTO il sistema operativo. Ok nn ha fatto tutto da solo ma è partito tutto da lui, ha fondato lui la FSF e il GCC invece l’ha proprio realizzato lui. Ti sembra poco? E nn dimentichiamo per la GPL, è stata FONDAMENTALE!
    Attualmente continua a potare avanti la propria idea e senza uno TESTARDO si rischierebbe di perdere un po’ la “retta” via! magari senza la sua influenza ora ci troveremmo nel kernel linux anche parti di codice proprietario. Ecco se Stallman serve per tenere lontana questa possibilità per me fa bene a continuare! Nn mi pare però che si segua alla lettera quello che dice, infatti linux è ancora sotto gpl 2 (e nn 3), diverse distro includono Mono di Default……..io tutte ste preoccupazioni nn le vedo!! anzi per alcune cose mi piacerebbe se venisse ascoltato maggiormente (per altre no)

  • # 210
    zephyr83
     scrive: 

    @ lakar

    A me pare che Stallman venga molto criticato ma finora nn avevo ancora letto (almeno nei siti che frequento) attacchi personali di questo tipo, arrivando a screditare la persona!
    Cmq come hai detto anche tu molti danno contro a Stallman nel mondo open source, lo stesso Torvalds quindi quello che dice l’energumeno nn è legge. Però le sparate di Torvalds le hai sentite? nazisti dell’interfaccia, scimmie segaiole……
    E ce ne sn tanti altri famosi per certe sparate e atteggiamenti “particolari”.

    Sul discorso pedofilia nn entro perché nn so niente riguardo quanto ha detto esattamente stallman (e in che contesto) inoltre il mio inglese nn è granché ma se si riportassero certi miei discorsi mi sa che finirei anche io per uno favorevole alla pedofilia anche se nn lo sn!

  • # 211
    lakar
     scrive: 

    @ zephyr83
    Io credo che Stallman si screditi da solo con le sue sparate. E’ vero che anch’io non avevo mai letto un articolo che mettesse insieme così tanti lati negativi del personaggio ma del resto credo che l’articolo volesse essere una critica a Stallman quindi ci può stare anche se penso sarebbe stato meglio scrivere un articolo con tutte le cose positive e negative di Stallman, tanto per renderlo più equilibrato e soprattutto per evitare i flames e gli insulti eccessivi di certi utenti. E anche per rendere giustizia al personaggio per la GPL etc.
    Per le sparate di Torvalds: beh, non ho detto che Stallman sia l’unico a farle, anzi. A questi due si potrebbero aggiungere anche Ballmer e altri.

  • # 212
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    No, lakar, l’obiettivo dell’articolo era ben preciso.

    L’ho scritto affinché la comunità open source si renda conto che Stallman, con tutti questi difetti, è meglio che non la rappresenti.

    Ribadisco: è soltanto una questione di PRESENTABILITA’.

    E ciò nulla toglie a quanto di buon abbia fatto in passato.

  • # 213
    zephyr83
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    Per me nn è da quello che hai scritto che la community Open Source dovrebbe aprire gli “occhi”. E mi domando come possa essere così categorico nelle affermazioni uno che è così lontano dal mondo del software libero e che considera l’open source solo nel senso stretto del termine, cioè far vedere i sorgenti!
    Secondo me avrebbe avuto più senso un articolo che parlava dei sui atteggiamenti nei confronti di altri “attori” del movimento open source e software libero (nn solo quello di Miguel De Icaza), della sua diatriba con torvalds sulla gpl 3 e la “tivoization”, le critiche di “territorialità” fatte da molti nei confronti di stallman.
    Si poteva partire tutto da questa frase di Torvalds:
    «Secondo me uno dei motivi per cui Linux ha avuto tanto successo è la qualità del progetto, non certo l’atteggiamento di crociata che molti gli vogliono attribuire»……..«non è la GPL ad aver reso famoso GNU/Linux, ma è Linux ad aver reso “presentabile” la GPL, essendo dannatamente meno integralista di quello che la FSF vuole».
    Ecco da queste basi per me si può parlare di quanto Stallman POSSA fare ancora bene o meno all’open source e nn certo screditandolo cn frasi trovate qua e la su internet estraniandole dal contesto! poi c’è sempre la questione di fondo che il suo pensiero è quello, software libero, e nn è minimamente disposto a scendere a patti e nn cambierà mai e nn gli si può dare del’ipocrita, è proprio tutto il contrario!
    la conclusione a cui sn arrivato io è che per me l’intransigenza è stata fondamentale inzialmente per far nascere e crescere questo movimento in un mondo che puntava da tutt’altra parte! ma attualmente condivido più il pensiero di torvalds, nn bisogna obbligare nessuno, bisogna puntare sulla qualità! la scelta fra un software o l’altro, fra open source e software proprietario deve esser fatta in base alla qualità e alle esigenze. ed è lo stesso motivo per cui critico alcuni atteggiamenti di alcune case (soprattutto microsoft)……..nn appoggio chi per paura di scontrarsi sul piano della qualità usa altre “strategie” e sfrutta la propria posizione. Finché si rimane nel legale ognuno può fare quello che vuole ma io che posso preferisco valutare cn i miei occhi quello che vedo e provo.
    A me sembra che Stallman sia ancora una figura importante ma quello che dice nn è più legge da tempo (praticamente dalla nascita di linux e del moviment open source), lo trovo cmq necessario come faro guida per nn farsi prendere da facili compromessi.

  • # 214
    mede
     scrive: 

    @ zephyr83
    sono d’accordo con te, immagina questo tizio che sta li e mantiene un fuoco continuo contro tutto ciò che non è open source e poi lo becchi che a casa gioca a halo con la xbox. quello si sarebbe ipocrita. mi pare del tutto naturale che ci siano dei personaggi intransigenti, o presunti tali, che non scendono a compromessi visto che evidentemente credono in quello che fanno. Faccio notare che anche in passato chi proponeva visioni strane veniva additato come eretico e perseguitato con calunnie e minacce. questo ovviamente non significa che ha ragione stallman ma sicuramente cercare di attaccarlo anche su cose personali che non c’entrano nulla (come le posizioni assunte sulla “pedofilia”) mi sembra comunque sbagliato. sarebbe stato meglio se mi fosse stato esposto il motivo per cui le sue visioni sull’open source sono sbagliate, ma mi viene da pensare che tale argomento forse non avrebbe avuto basi così solide, allora si è andato a cercare altrove.
    ovviamente non mi piace la cosa come ho già detto.

  • # 215
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    In riferimento al commento #172, agli altri che ho scritto in merito, e com’era comunque evidente, preciso che si tratta di mie deduzioni sulla base delle due frasi di Stallman.

    @zephyr83: si può conoscere la filosofia, ma NON condividerla, come ho già detto prima.

    @mede: mi spiace che ancora non sia chiaro ciò che volevo esporre nell’articolo. Ma mi sono speso già fin troppo nelle spiegazioni, per cui ha poco senso ripetere sempre le stesse cose.

  • # 216
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    PRESENTABILITA’… Gesù Cristo girava con i sandali ed una tunica, ancora oggi viene venerato. Quello che conta sono i FATTI ed i FATTI dicono che Stallman ha creato la FSF, la GPL, il GCC. Per questo merita di avere AMPIO RISPETTO (ripeto, articolo vergognoso) e la possibilità di esternare le sue tesi (perarlo in gran parte condivisibili).

    Il software proprietario è un male a volte necessario ma sempre di male si tratta ed il perché Stallman lo spiega per filo e per segno. Stallman non impedisce l’esistenza del software proprietario (tant’è che esiste) piuttosto ->sconsigliaè GNU

  • # 217
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    xxx

    PRESENTABILITA’… Gesù Cristo girava con i sandali ed una tunica, ancora oggi viene venerato. Quello che conta sono i FATTI ed i FATTI dicono che Stallman ha creato la FSF, la GPL, il GCC. Per questo merita di avere AMPIO RISPETTO (ripeto, articolo vergognoso) e la possibilità di esternare le sue tesi (perarlo in gran parte condivisibili).

    Il software proprietario è un male a volte necessario ma sempre di male si tratta ed il perché Stallman lo spiega per filo e per segno. Stallman non impedisce l’esistenza del software proprietario (tant’è che esiste) piuttosto ->sconsigliaè GNU

  • # 218
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    Stallman non impedisce l’esistenza del software proprietario (tant’è che esiste) piuttosto ->sconsigliaè GNU

  • # 219
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    xx

    PRESENTABILITA’… Gesù Cristo girava con i sandali ed una tunica, ancora oggi viene venerato. Quello che conta sono i FATTI ed i FATTI dicono che Stallman ha creato la FSF, la GPL, il GCC. Per questo merita di avere AMPIO RISPETTO (ripeto, articolo vergognoso) e la possibilità di esternare le sue tesi (perarlo in gran parte condivisibili).

    Il software proprietario è un male a volte necessario ma sempre di male si tratta ed il perché Stallman lo spiega per filo e per segno. Stallman non impedisce l’esistenza del software proprietario (tant’è che esiste) piuttosto ->sconsigliaè GNU

  • # 220
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    xxxxx

    PRESENTABILITA’… Gesù Cristo girava con i sandali ed una tunica, ancora oggi viene venerato. Quello che conta sono i FATTI ed i FATTI dicono che Stallman ha creato la FSF, la GPL, il GCC. Per questo merita di avere AMPIO RISPETTO (ripeto, articolo vergognoso) e la possibilità di esternare le sue tesi (perarlo in gran parte condivisibili).

    Il software proprietario è un male a volte necessario ma sempre di male si tratta ed il perché Stallman lo spiega per filo e per segno. Stallman non impedisce l’esistenza del software proprietario (tant’è che esiste) piuttosto ->sconsigliaè GNU

  • # 221
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    Chiedo scusa per i post multipli ma avete qualche problema con il sito, mi taglia costantemente il post.. sia sotto Ubuntu che sotto Windows. :lol:

  • # 222
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Hai scelto l’esempio sbagliato.

    Gesù non aveva soltanto saldali e tunica (che tra l’altro erano anche comuni all’epoca; come sempre, bisogna contestualizzare), ma anche un mantello ornato seconda la tradizione dei consacrati. Inoltre già a 12 anni era in grado di leggere i rotoli della legge, e lo faceva nella sinagoga della sua città; quindi possedeva una notevole istruzione, cosa che era riservata a una piccolissima percentuale della popolazione (la più agiata).

    Detto in altri termini: non era un poveraccio trasandato. Tutt’altro.

    Era, quindi, ordini di grandezza più presentabile di Stallman.

    Sul resto non esprimo, perché l’ho già fatto nell’articolo e ampiamente nei commenti. Inutile ripetermi o copia & incollare.

    P.S. Se ancora non l’avessi capito, WordPress va in tilt se utilizzi qualche carattere speciale. Sicuramente il minore. Manco a farlo apposta, WordPress è GPL… :D

  • # 223
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    WordPress però lo può usare liberamente anche ‘Tiago’ delle favelas, e se muore lo sviluppatore (in questo caso, ma potrebbe essere una società in altri) è molto probabile che qualcun altro riprenda il suo lavoro (sempre che in giro non ci sia di meglio sempre in ambito GPL, ed anche attualmente pare esserci…) sempre a completa disposizione del pubblico.

    Di contro Tiago può sempre chiedere al suo amico italiano Cesare di regalargli 100 euro per acquistarsi una licenza Office Home.
    Ma poi giustamente… chissenefrega di Tiago. ‘Mors tua vita mea’ dicevano nel medioevo. E come dicono i milanesi… “VA’ A LAURA’ BARBUN'” (sempre riferito a Tiago ovviamente).

    P.S.: Contento di sapere che hai osservato Gesù Cristo nei suoi trent’anni di vita. :lol:

    ‘Comunque Gesù passava per rabbino e, conseguentemente, doveva indossare vesti che lo mostrassero come tale: niente di più. Se si vuole essere chiari, si deve dire che andava vestito come tutti gli altri rabbini. Ora si è detto che i rabbini dei tempi di Gesù non si presentavano distinti per paludamento, ma per saggezza.
    Chiunque incontrava Gesù, per le vie della Palestina lo poteva riconoscere come un rabbino più dal codazzo di gente che lo seguiva, che da livree particolari, o da una divisa di riconoscimento. Perciò se anche noi lo avessimo incontrato in Galilea, o a Gerusalemme non saremmo mai arrivati a capire chi egli era dall’esterno, insomma dalla foggia del vestito, perchè per questo, si era uniformato perfettamente al costume dei colleghi; anzi amiamo credere che fosse apparso come un laico qualunque, magari qualificato per il credito che gli avevano assicurato i discorsi di liberazione e i racconti prodigiosi che circolavano fra la sua gente.’

    Già… Gesù sapeva leggere a 12 anni, mentre Stallman dovrebbe essere… ‘un povero stronzo del MIT’, giusto?. :lol:

    Comunque Gesù è ‘il più grande uomo della storia’, e accostare un grande idealista e ‘grande papà’ (dei suoi bambini FSF, GPL, GCC, etc.) come Stallman è ingiusto nei confronti di Stallman stesso che comunque rimane un grande genio ed una grande persona. ‘Tiago’ ringrazia, e pure io.

  • # 224
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    Il testo completo è questo se non me lo taglia:

    PRESENTABILITA’… Gesù Cristo girava con i sandali ed una tunica, ancora oggi viene venerato. Quello che conta sono i FATTI ed i FATTI dicono che Stallman ha creato la FSF, la GPL, il GCC. Per questo merita di avere AMPIO RISPETTO (ripeto, articolo vergognoso) e la possibilità di esternare le sue tesi (perarlo in gran parte condivisibili).

    Il software proprietario è un male a volte necessario ma sempre di male si tratta ed il perché Stallman lo spiega per filo e per segno. Stallman non impedisce l’esistenza del software proprietario (tant’è che esiste) piuttosto ->sconsigliaè GNU

  • # 225
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Gesù non era Giovanni Battista. E con questo chiudo, perché siamo OT.

  • # 226
    j
     scrive: 

    mede:

    mi sembra comunque sbagliato. sarebbe stato meglio se mi fosse stato esposto il motivo per cui le sue visioni sull’open source sono sbagliate

    no, quello che ( come è stato detto e ripetuto più volte) ci si poneva era un dubbio sulla presentabilità dell’ individuo Stallman, a sua volta inficiata dal suo carattere

    ora, se una persona pretende che un collaboratore si dedichi (nel tempo libero) a un progetto sw (che peraltro nello specifico esiste da 20 anni ed esisterà probabilmente atra altri 20 anni) piuttosto che alla sua famiglia, quando questa ha più bisogno di lui
    che non è capace di afferrare il sottile concetto per cui non si tratta di semplice “riproduzione” (“even plants can reprdoduce”) ma di dare la priorità agli esseri umani piuttosto che alle cose, a ciò che è davvero importante piuttosto che ad un hobby (se fatto nel tempo libero, anche scrivere codice è a tutti gli effetti un hobby)
    non si può fare a meno di pensare che una persona simile sia fondamentalmente priva di ciò che porta l’ uomo a costruire rapporti e legami con altre persone, sostanzialmente antisociale
    ora, può non essere colpa sua ( in una delle pagine linkate si menziona come un comportamento simile possa essere sintomo della sindrome di Asperger ) ma il problema sussiste
    e dal momento che sussiste, perchè vi si deve sorvolare solo perchè la persona si chiama Richard Stallman , mentre non vi si passerebbe su in qualunque altro caso?

    Naybet El Hassir:

    PRESENTABILITA’… Gesù Cristo girava con i sandali ed una tunica, ancora oggi viene venerato.

    sai com’è, Cristo oltre a “girare in tunica” e a predicare divulgando la Parola (la Sua sì, divina, per chi Gli crede, al contrario di quella di Stallman), tra l’ altro contenente un messaggio di amore e perdono,
    ha finito per sacrificarsi e morire sulla croce addossandosi le colpe dell’ umanità
    direi che l’ accostamento con stallman (estremista, intollerante no nsolo nei confronti del suo “nemico” microsoft ma anche verso i suoi collaboratori) sia alquanto fuori luogo, per non dire blasfemo e offensivo per chi è Cristiano credente…

    Quello che conta sono i FATTI ed i FATTI dicono che Stallman ha creato la FSF, la GPL, il GCC. Per questo merita di avere AMPIO RISPETTO (ripeto, articolo vergognoso) e la possibilità di esternare le sue tesi (perarlo in gran parte condivisibili).

    certo. ma allora se un domani anch’ io scrivessi un compilatore (per un buon programmatore non è impossibile, serve principalmente tempo) e mettessi insieme una ONLUS (anche detta organizzazione non lucrativa di utilità sociale), cosa che si può fare in qualunque momento (se non erro è sufficiente avere a disposizione una sede e fare domanda) per perseguire i miei interessi, meriterei anch’io AMPIO RISPETTO… oppure per me ciò non varrebbe, non chiamandomi io richiard stallman?

    i casi sono due: o si fanno due pesi e due misure; oppuure, c’è qualcos’ altro al di là di GCC ed FSF, qualcosa di non immediatamente definibile, ad alimentare il culto del personaggio…

    Il software proprietario è un male a volte necessario ma sempre di male si tratta ed il perché Stallman lo spiega per filo e per segno.

    solo perchè non si può vedere il codice sorgente e non si ha la libertà di adattarlo alle proprie esisgenze?
    premesso che come dicevo in un post precedente, una parte consistente di tutti i prodotti industriali contiene del sw (firmware)
    ma alla gente normale non interessa affatto vedere il codice sorgente, alla gente normale interessa:
    a) che l’ oggetto funzioni e faccia ciò per cui è stato prodotto;
    b) che in caso di malfunzionamenti o difetti, ci sia qualcuno a cui fare riferimento e/o che se ne prenda la responsabilità;
    tutto il resto non conta, la presenza del codice sorgente è un valore aggiunto, (o tutt’ al più una base di partenza per la cooperazione tra aziende) ma nulla di più, checchè ne dica stallman ( peraltro c’è da dire che molto sw proprietario, a cominciare da windows, viene mostrato ad agenzie governative e società di sicurezza per verificare l’ assenza di vulnerabilità )

    il fatto che “debba” per principio essere non solo disponibile, ma aperto a successive modifiche, è in effetti una “fissa” di un fisico (nemmeno un informatico) del MIT e di una minoranza di utenti appassionati che vorrebbero rivoluzionare il modo in cui l’ Informatica va avanti, inquinando con strumentalizzazioni sociopolitiche quella che è una scienza e un arte…

    tra l’ altro, è interessante notare come Stallman si limiti alla “liberazione” del SW, ma non applica lo stesso ragionamento al resto dell’ industria, quando ogni bene materiale (dall’ automobile alla macchina per la TAC) viene immesso sul mercato senza che gli studi e gli schemi progettuali siano resi pubblici …
    e questo sebbene in certi casi sarebbe invece opportuno ed “etico” che lo fosse (vedi i farmaci, e le speculazioni che in certi casi si fanno sulla pelle dei malati), ma in quei casi stallman non si esprime… semplice miopia (solo il sw gli interessa e solo sul sw si sofferma) o attacco intenzionale rivolto al bersaglio più facile (sapendo che anche come lobby, quella del sw propritario è meno potente, quindi più attaccabile, di quella farmaceutica; e inoltre banalmente, che il sw è l’ unico bene che per essere prodotto non richiede materiali ed attrezzature, ma solo persone)?

    Stallman non impedisce l’esistenza del software proprietario (tant’è che esiste) piuttosto ->sconsigliaè GNU

    no, Stallman non arriva (per fortuna) a impedirla, per ora, anche se vorrebbe ( da http://broadcast.oreilly.com/2009/04/stallman-discusses-free-softwa.html :
    proprietary software is something worse than an inconvenience. Proprietary software is a social problem, and our aim is to put an end to it. )

    per il momento si limita a mettere chi (pur lavorando onestamente) produce sw proprietario, sullo stesso piano di chi commette omicidi, violenze, stupri, rapine ( http://vx.netlux.org/lib/p0023.html ) , cosa che, da programmatore che ha scelto di studiare per lavorare in questo campo (se possibile su applicazioni professionali verticali) non solo mi trova in disaccordo, ma mi offende personalmente e profondamente

  • # 227
    mede
     scrive: 

    @j & cesare
    va bene che si tratta di presentabilità però allora dobbiamo fare molta attenzione. anche perchè se mi dici che non ti piace perchè ha la barba, perchè si veste in un certo modo oppure perchè puzza e quindi non rappresenta le tue idee in campo open source non è che mi sta tanto bene come discorso. allora qui purtroppo si è fatta una cosa analoga per certi versi, perchè si va a parare su cose che comunque non c’entrano nulla, come potrebbe essere il colore preferito dell’autovettura (magari il suo è rosa) per farlo apparire come inadatto a rappresentare la comunità open source. per me non c’entra nulla. sono d’accordo che avrà un carattere particolare ma se comunque è il personaggio che più ha dato se anche gli piacciono le macchine rosa non vedo perchè non dovrebbe rappresentare la comunità open source.

    —-
    j dice:ora, se una persona pretende che un collaboratore si dedichi (nel tempo libero) a un progetto sw (che peraltro nello specifico esiste da 20 anni ed esisterà probabilmente atra altri 20 anni) piuttosto che alla sua famiglia, quando questa ha più bisogno di lui
    —-
    ma con questo discorsa andiamo a parare su cose che c’entrano ancora meno a mio avviso, chissà quante donne balmer o gates non le hanno volute nell’azienda perchè erano magari incinte, o si stavano facendo una famiglia. certo non se ne escono apertamente dicendolo, ma qui allora dovremmo andare a controllare chi davvero è ipocrita.

    P.S. mi spiegate come si quota? e come si mettono i tag su wordpress che non lo so. grazie

  • # 228
    j
     scrive: 

    anche perchè se mi dici che non ti piace perchè ha la barba, perchè si veste in un certo modo oppure perchè puzza e quindi non rappresenta le tue idee in campo open source non è che mi sta tanto bene come discorso.

    non ti sta bene perchè anche tu in un’ occasione importante quale una conferenza ufficiale, ti presenteresti in maglietta e infradito, non lavato e ti toccheresti i piedi durante la sessione Q&A?
    oppure ritieni che avere un’ idea, non prescinda dall’ avere anche un minimo di decoro nel presentarla al pubblico?

    chissà quante donne balmer o gates

    premessa 1) forse non lo sai, ma nei paesi civilizzati (anche in italia, anche se l’ italia – ovviamente – è indietro rispetto ad altri come la svezia) è solitamente previsto a norma di legge un periodo idennizzato proprio per consentire alla persona (anche al padre) di dedicarsi alla prole e alla famiglia

    premessa 2) in effetti il responsabile delle risorse umane (e non direttamente il CEO dell’ azienda, che di solito non è nemmeno a conoscenze di ciò che accade all’ HRM) solitamente evita di assumere persone in stato interessante, per un motivo semplice: l’ assenza forzata a breve termine del/la dipendente appena assunto/a, insieme all’ obbligo di pagare i relativi contributi previdenziali allo Stato, non sono controbilanciati dai benefici che il dipendente può apportare all’ azienda nel lasso di tempo in cui può lavorare)

    non le hanno volute nell’azienda perchè erano magari incinte, o si stavano facendo una famiglia. certo non se ne escono apertamente dicendolo, ma qui allora dovremmo andare a controllare chi davvero è ipocrita.

    comunque, la situazione qui è completamente diversa
    non si tratta di una persona che avrebbe voluto lavorare ma che per volontà dello “zio Bill” è stata licenziata o comunque non le è stato permesso
    qui si tratta di un progetto “libero” a cui una persona che contribuisce come hobby e che, nascendo sua figlia e sentendo (giustamente) sua responsabilità stare vicino alla propria famiglia, annuncia (molto civilmente) di dover mettere in secondo piano il proprio hobby – per sentirsi rispondere che dedicarsi al progetto è più meritorio che non stare dietro alla propria figlia

    da che mondo è mondo, trascurare la famiglia per dedicarsi ad altro, a maggior ragione se si tratta di qualcosa che non è vitale, non “porta il pane” in casa e per farlo si impiega il tempo libero (quello che la gente normale dedica alla famiglia) invariabilmente porta a litigi, allontanamenti, perdita dell’ affetto…
    anche tu sei convinto che EMACS valga il rischio di perdere la propria famiglia in questo modo?

    P.S. mi spiegate come si quota? e come si mettono i tag su wordpress che non lo so. grazie

    tag “blockquote”, senza le virgolette ma minore – maggiore, aperto e chiuso ;-)

  • # 229
    Naybet El Hassir
     scrive: 

    x j: Se i ragionamenti di Stallman fossero così sbagliati un uomo squattrinato dotato del solo intelletto, di un computer e di una linguaccia, non avrebbe prodotto nulla di buono. Invece oggi ci troviamo la FSF, la GPL, GNU, etc. che sono cose buone e giuste. Oltre a queste la stessa FSF ha fatto nascere la LGPL che concede più spazio di manovra rispetto alla GPL segno che poi così intransigenti non sono. Ovviamente la FSF deve difendere i propri ideali e quindi non può concedersi in tutto e per tutto. Stallman è una persona stabile nei suoi ragionamenti, la gente sa cosa si può aspettare da lui per questo lo ammira e lo fanno stare dove sta. Ci sono invece altri personaggi che ritornano sulle proprie opinioni, etc. come quando Torvalds mi pare si fosse pentito di aver rilasciato il kernel come GPL perché essendo libero non avrebbe potuto essere integrato in software commerciali (senza considerare che è integrato in programmi commerciali… se non prendono soldi sulla vendita del sistema comunque prendono soldi sul suo supporto, vedi Red Hat). Magari, col senno di poi, avrebbe pensato di poterci fare qualche soldo non considerando il fatto che se non fosse stato GPL non avrebbe raggiunto quel successo che non hanno raggiunto kernel ben più blasonati del suo (ma proprietari appunto).

    Se tu farai qualcosa di simile, e stuprerai chi ti pare (e Stallman mi pare abbia la fedina penale pulita nonostante gli attacchi portati da Di Mauro che per l’appunto si basano sulla fuffa e la gente qui dentro ha anche cercato di farglielo capire), non credo ti impediranno di sostenere la tua nobile causa.

  • # 230
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Stallman non è affatto stabile nei suoi ragionamenti, e nell’articolo troverai prova di ciò.

    Inoltre io non ho mai insinuato nulla sulla fedina penale di Stallman: le tue sono soltanto delle mistificazioni.

    Quanto alla “fuffa”, i punti che ho elencato non sono stati smontati (solo su quello che riguarda la pedofilia s’è discusso abbastanza). Chissà perché…

  • # 231
    mede
     scrive: 

    @ j

    non ti sta bene perchè anche tu in un’ occasione importante quale una conferenza ufficiale, ti presenteresti in maglietta e infradito, non lavato e ti toccheresti i piedi durante la sessione Q&A?
    oppure ritieni che avere un’ idea, non prescinda dall’ avere anche un minimo di decoro nel presentarla al pubblico?

    ehmbè? scusami tanto ma lui mica è un manager pagato che si deve porre in un certo modo, il mondo è pieno di gente in giacca e cravatta che dentro è marcia, e tutto il discorso di vestirsi bene è vagamente ipocrita, soprattutto se consideriamo uno che non è un conformista e quindi è evidente che ha una posizione contraria a queste convenzioni. anzi sarebbe assurdo che uno come lui sparasse ste cose per poi andare in giro su una ferrari in giacca e cravatta con un ipod e un iphone in tasca…

    la questione delle donne e lo stato interessante è ovviamente una provocazione per dire che le persone in giacca e cravatta che assumono nelle grandi aziende parlano di famiglia di valori a tavola e poi assumono posizioni ben peggiori di quella di stallman sul lavoro senza ovviamente parlarne. ovviamente solo nell’utopia di chi governa quelle disposizioni da te elencate funzionano perchè basta chiedere in giro e di gente che perde il lavoro perchè gli è nato un bambino ce n’è eccome.

    con questo non giustifico posizioni estreme di stallman, solo che non si capisce dall’articolo, sembra solo che parlando di un progetto lui si sia lasciato dire che è un peccato che non potrà più lavorarci quella persona. voler andare a dire che con questo odia i bambini è un’altra cosa. d’altronde evidentemente per giustificare il fatto che non ha figli, sembra pensare che in un mondo sovrappopolato come il nostro sia poco etico avere figli, è una posizione cinicamente inattaccabile, sempre che si sia disposti a tenere a freno il proprio ego. è chiaro che ad essere perfetti e coerenti ed eticamente inattaccabili bisognerebbe adottare un bambino orfano e dargli una famiglia invece di farne uno nostro (quasi egoisticamente). è una posizione inattaccabile a mio avviso, ovviamente questo non significa che la seguirei ma c’è gente che ci crede fino in fondo e infatti non fa figli ma li adotta (e non solo quelli che non possono averne di propri). non c’è nulla di male a pensarla così. mi rendo conto che è un po’ radicale, ma se questo tizio non fosse stato radicale non avrebbe mai dato i contributi che ha dato, quindi cosa ci aspettiamo?

  • # 232
    mede
     scrive: 

    quante volte da ragazzi quando uno non veniva più alle riunioni per giocare ai giochi di ruolo perchè aveva una ragazza gli si diceva che era un servo della gleba? ahahha :D è la verità… sei contento per lui? che ne so magari manco lo conosceva personalmente stallman, certo con un po’ di tatto uno dice che è contento del lieto evento. ma se uno non ha avuto tatto non è che è matto come un cavallo. cioè io non ci vedo niente di allucinante sinceramente

  • # 233
    mede
     scrive: 

    e vogliamo parlare di quello che gates e balmer pensano ma si guardano bene dal dire? tant’è che UE, antitrust, e parecchie società ne prendono le distanze ora facendogli causa ora multandolo per quello che hanno fatto.
    e gates è uno con le palle che ci ha saputo fare, però è anche l’espressione del capitalismo più becero e sleale nei confronti della comunità. se dicessero quello che poi mettono in pratica altro che prendere le distanze

  • # 234
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Mi stai dicendo che Gates e Ballmer sarebbero da condannare in base a quello che pensano, ma NON dicono? Ti rendi conto di quello che affermi?

    Mentre su Stallman, che le cose che gli passano per la testa le dice, e ne fa anche altre, trovi il modo di giustificarlo…

    Le posizioni estreme di Stallman si capiscono tranquillamente dall’articolo. Per chi vuol capirle. Della situazione che citi, tra l’altro, ne ho parlato in maniera più dettagliata in un commento, e comunque per chi volesse approfondire ci sono le fonti al completo.

    Inoltre non mi sono MAI sognato di dire che odia i bambini. MAI.

    Altro che mancanza di tatto: Stallman è del tutto alieno alla realtà, e vive in un mondo tutto suo.

  • # 235
    mede
     scrive: 

    cioè quindi mi vuoi dire che se uno dice che i valori sono l’amicizia, la famiglia, la lealtà, l’onestà, fa pure beneficenza perchè è pieno di soldi, e poi nella realtà stupra va a mignotte, tradisce la moglie e gli amici, ecc. invece è una cosa buona? io sto semplicemente dicendo che lui evidentemente dice quello che pensa su molte cose, questo per me non significa vivere su un altro mondo e non essere comunque ipocrita. e attenzione che io non ho detto di considerare ballman e gates per quello che pensano e non dicono, ma per quello che hanno fatto (e fatto non è pensato o detto) salvo poi fare i santarellini. detto questo, se so che uno va in giro a dire tante belle cose e poi so che ne pensa altre è un ipocrita e non vedo perchè non dovrei pensarlo, scusa tanto.
    comunque io non ce l’ho con balmenr o gates, era solo un esempio per porre il problema in prospettiva, per me non c’è gates/microsoft contro stallman/open source. io volevo solo porre un esempio, provocatorio quanto vi pare, ma spero coerente nel ragionamento, quindi corretto.

    non hai detto che odia i bambini è una forzatura, ma è implicito nell’affermazione che se non considera una cosa buona il fatto che un coder diventi padre, è questo cui sembra puntare il ragionamento. ma infatti non è così, non odia i bambini, quindi cosa volevi dire nell’articolo? che lui è innamorato del codice a tal punto da considere i bambini solo un po’ meno importanti ma comunque una cosa bella? cioè dove volevamo andare a parare? che ama troppo il codice o che non gli piacciono abbastanza i bambini? cioè a me sembra un po’ tutto il ragionamento una forzatura. poi oh pensatela come vi pare io vi ho solo detto come la penso, non conosco abbastanza a fondo i personaggi e i fatti per avere una opinione netta, confido in quello che trovo scritto nella rete, ma ho anche un sesto senso critico, e su questo articolo il sesto senso si è acceso come una lampadina. che ci devo fare?

  • # 236
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Eh, no, tu hai scritto questo: “e vogliamo parlare di quello che gates e balmer pensano ma si guardano bene dal dire?”. Forse non sei stato chiaro, ma da lì traspare che ti riferivi a quello che pensavano.

    Ribadisco ancora una volta che non pensavo nella maniera più assoluta che Stallman odiasse i bambini. Questa è una tua forzatura che non ha alcuna base da quello che ho scritto nell’articolo. Non c’è nulla di “implicito”: non c’è proprio traccia di ciò.

    Idem per il fatto che non gli piacerebbero i bambini: anche questa è una tua forzatura, di certo non mia, visto che non mi sono sognato di far apparire una cosa simile.

    Nell’articolo ho scritto quelle cose per evidenziare che per lui avere e occuparsi dei bambini è meno importante che contribuire a un progetto open source come EMACS.

    Questo è dimostrato dal fatto che aggiunge poi che “anche le piante si riproducono”. Banalizzando quello che è uno dei momenti più belli di cui un essere umano possa godere: la gioia di avere un figlio.

    Se hai ancora dei dubbi evita di riportare i tuoi pensieri: vai direttamente alle fonti accerta tu stesso quello che Stallman ha detto. Così evitiamo alla radice eventuali “fraintendimenti”.

  • # 237
    mede
     scrive: 

    @ cesare
    scusami io ne faccio per spiegarmi meglio, ma qui sei tu che fai delle forzature, lo vedi che prendi delle frasi togliendole dal contesto e mi fai dire cose che non intendevo dire? se leggi il mio commento e finisci di leggere il capoverso si capisce benissimo che intendevo dire quello che pensano e fanno, mentre ipocritamente dicono altre cose. tant’è che MS non è certo finita ripetutamente nel mirino dell’antitrust per i soli pensieri dei loro capi. comunque ci tengo a continuare a ribadire che il mio era solo un esempio non intendevo parlare male di gates e balmer in particolare ma solo presentare un problema logico e di comunicazione.

    guarda che la mia domanda su quello che intendevi davvero dire rimane aperta e non mi pare tu abbia risposto. l’ho esposta nel migliore dei modi che mi è possibile. da ciò che hai scritto una persona che riflette sul significato delle parole arriva alle conclusioni che ho detto. d’altronde il contesto critico nel quale comunque le hai inserite fa pensare a questo. la mia è un’osservazione, tant’è che come ho detto ad una prima lettura ho pensato “ma questo stallman è un matto” dopodichè facendo più attenzione mi sono accorto che non c’era proprio scritto che non amava i bambini. dunque cosa hai scritto? cosa gli si contesta? nulla, se non hai scritto questo non hai scritto niente. o gli contesti questo o non gli hai contestato nulla quindi non c’era nulla da scrivere su questa cosa.

    va bene che se mi fanno scegliere tra una vettura rossa e una nera, e scelgo la nera non significa per forza che non mi piace la macchina rossa. ma questo significa anche che non ho alcun problema con il colore rosso. dunque non c’è nulla da riportare. mentre in un articolo in cui ci si chiede se porto sfiga, probabilmente qualcuno scriverà che tra le due ho scelto la nera per un motivo. ma in realtà è una forzatura.

    cioè mi sembra che vuoi lanciare il sasso perchè hai trovato una posizione comoda per non fartelo tirare indietro, ma non vai proprio a fondo della questione. almeno io ragiono così, per questo sono stato tratto d’inganno, magari sbaglio. se mi dici che per lui avere bambini è meno importante che scrivere codice, e mi dici anche che banalizza il fatto di diventare genitori come puoi poi dire che per lui il fatto di avere bambini sia comunque una una cosa bella? infatti non dici nemmeno questo. mi sembra che da un lato vuoi intendere che per lui sia una cosa brutta dall’altro non vuoi ammettere la diretta conseguenza di ciò di cui lo accusi. hai detto che per lui non è un lieto evento, dunque non si sarebbe limitato a scegliere la macchina nera, avrebbe proprio detto che chi sceglie la rossa sbaglia. questo sprezzo non può che portare alla conclusione che i bambini gli piacciono poco, perchè difficilmente se gli piacessero direbbe cose del genere. insomma a me pare che non se ne esce, non mi pare ci siano mezze misure, non esiste indifferenza verso i bambini, perchè anche questo appartiene alla sfera negativa. dunque a me pare, mi spiace dirlo, che si insinui senza voler andare a fondo. che poi magari si voleva dire qualcos’altro, ok. ma avverto che dall’articolo è questo quello che percepisco.

  • # 238
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Da questo:

    “è più importante e gratificante programmare per un progetto open source piuttosto che avere bambini (e addirittura si dispiace per il “non lieto” evento, perché il contributore non potrà lavorarci). D’altra parte “anche le piante possono riprodursi“, dice. Infatti consiglia anche di non farlo”

    L’UNICA cosa cosa che traspare è che, come ho già detto ed è chiaramente visibile, per Stallman i bambini sono meno importanti del contributo a EMACS. Il dispiacere di Stallman riguarda proprio questo: il fatto che vengano meno delle “braccia” per lavorarci.

    Stallman non è contro i bambini, ma semplicemente gli dà un ruolo inferiore e/o una priorità più bassa. Insomma, ha dei valori diversi.

    Questo NON vuol dire assolutamente, come hai dedotto tu, che egli odii i bambini né tanto meno che è contro di essi o addirittura li disprezzi. Nella maniera più assoluta, questo messaggio che vorresti far passare è falso e privo di fondamento. E’ la classica fallacy del “pendio scivoloso”: http://www.linux.it/~della/fallacies/pendio-scivoloso.html

    Descrizione del Pendio scivoloso

    Il Pendio scivoloso è un errore in cui una persona afferma che un qualche evento deve inevitabilmente seguire da un altro senza nessuna argomentazione per l’inevitabilità dell’evento in questione. Nella maggior parte dei casi, c’è una serie di passi o gradazioni tra un evento e quello in questione e non è data nessuna ragione per cui i passi o gradazioni in mezzo saranno semplicemente scavalcati.

    L’evento X è capitato (o capiterà, o potrebbe accadere)
    Quindi l’evento Y inevitabilmente accadrà.

    Questo genere di “ragionamento” è fallace perché non c’è ragione per credere che un evento deve inevitabilmente seguire da un altro senza un argomentazione a supporto di questa affermazione. Questo è chiaro specialmente in casi in cui c’è un numero significante di passi o gradazioni tra un evento e un altro.
    Esempi di Pendio scivoloso

    “Dobbiamo fermare l’aumento delle tasse scolastiche! La prossima volta, faranno pagare 40.000 dollari al semestre!”

    “Gli Stati Uniti non dovrebbero venire coinvolti militarmente in altri paesi. Una volta che il governo manda qualche truppa, dovrà mandare migliaia di persone a morire.”

    “Non devi mai dare nessuna concessione. Se lo fai, ti cammineranno in testa.”

    “Dobbiamo evitare che mettano fuorilegge la pornografia. Una volta che cominciano a bandire una forma di letteratura, non si fermeranno più. Ce li troveremo che bruciano tutti i libri!”

    Per Stallman è semplicemente una questione di orgoglio: contribuire è più gratificante che prolificare, attività quest’ultima talmente “comune” che… lo fanno anche le piante, appunto.

    Inoltre il fatto di consigliare di non avere figli è relativo alla sua considerazione sul sovraffollamento. Anche questo NON implica assolutamente che egli sia CONTRO i bambini.

    Io vorrei che mi spiegassi dettagliamente com’è che da quella parte dell’articolo tu arrivi alle conseguenze logiche che hai riportato, perché mi sfugge proprio il passaggio che hai fatto.

    Quanto a Gates & co., gli atti che citi nulla dicono sul loro pensiero. Anche qui stai cercando di fare affermazioni su delle persone senza alcun fatto concreto a supporto della tua tesi.

  • # 239
    mede
     scrive: 

    ti ringrazio per la spiegazione, purtroppo però non è il caso in questione. anche perchè se fosse come dici tu, potrei fare un articolo su stallman nel quale ne elogio ogni aspetto della personalità e la sua particolare dedizione alla causa, e potrei riportare quello stesso tuo passo nel mio articolo e far notare che addirittura ha rinunciato ad avere figli pur di non smettere di lavorare per la comunità.
    è il contesto che ovviamente fa la differenza. ti ripeto il fulcro della mia argomentazione, non è che tu hai scritto che odia i bambini (o il fatto che una persona diventi padre per la precisione, non ci confondiamo ma assumiamo che sia la stessa cosa), ma se non intendevi dire questo non hai scritto nulla di interessante.
    tranne forse che per lui il codice è molto molto importante. che è proprio quello che dobbiamo tutti sperare, altrimenti non avrebbe certo dato tali contributi.
    ama i bambini e ama il codice, le posizioni in cui li mette nella sua vita privata sono problemi suoi che a me e a te non dovrebbero importare. dunque? qual’è il punto? cosa volevi dire su di lui? gli stavi contestando qualcosa?
    scusami eh lo so che sono petulante e te hai fin troppa pazienza con me, d’altronde non posso passare le giornate a difendere i miei punti. penso che quello che volevo dire sia chiaro non so se è passato il messaggio. ma mi sembra che sto esagerando un po’ quindi io mi fermerei comunque qui.

    grazie per la chiacchierata ;)

  • # 240
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Quello che volevo dire lo trovi esattamente alla fine dell’articolo.

  • # 241
    j
     scrive: 

    negli ultimi post, continui a girare intorno alla questione, dopo averla paradossalmente toccata in un commento vagamente ironico…

    quante volte da ragazzi quando uno non veniva più alle riunioni per giocare ai giochi di ruolo perchè aveva una ragazza gli si diceva che era un servo della gleba? ahahha :D è la verità…

    in realtà fatte le debite proporzioni, il punto è questo
    non se a stallman piacciano (non da mangiare eh!) o meno i bambini, ma piuttosto se una persona le cui priorità e i cui interessi si allontanino da quelli della cerchia delle amicizie o dei colleghi, vada derisa, o non meriti comunque rispetto

    in effetti, se tra ragazzi, quando le preoccupazioni maggiori sono decidere cosa indossare per andare in discoteca, o al più dover studiare per qualche esame /interrgazione (che mal che vada si potrà ritentare), è anche normale scherzare …
    ma quando si matura subentrano altre priorità e altre responsabilità, soprattutto se ci si crea una famiglia seriamente e non solo per egoismo, al che è il bene della famiglia a rappresentare lo scopo, il fine ultimo, di ogni azione

    sei contento per lui?

    sì perchè so (anche se indirettamente) che avere figli è una grade gioia – ma per una persona seria comporta tali e tanti impegni (e spesso sacrifici) da meritare alla persona tutti gli “in bocca al lupo” possibili

    che ne so magari manco lo conosceva personalmente stallman

    di questo ne dubito, pare si trattasse di uno dei principali contributor a EMACS, come minimo ci saranno stati anni di scambi di messaggi sulle mailing list…

    certo con un po’ di tatto uno dice che è contento del lieto evento.

    dire una cosa del genere dopo aver più volte ribadito in giro per internet di non considerarlo affatto un evento lieto (l’ avere figli, nel senso di contribuire alla crescita demografica, per stallman è una grave colpa perchè accelera lo sfruttamento delle risorse del pianeta, rende impossibile eliminare la povertà, ecc ecc, motivo per cui stallman vorrebbe la gente non facesse figli, ricordi?) sarebbe stato un “pro forma” fasullo;

    ma dopo aver scritto di essere “dispiaciuto” per un evento infausto, tatto sarebbe stato non aggiungere altro

    ma se uno non ha avuto tatto non è che è matto come un cavallo. cioè io non ci vedo niente di allucinante sinceramente

    lascia da parte stallman, gates, ballmer e chiunque altro; immagina di essere tu in prima persona, a lavorare ad un progetto sw, e io un membro anziano del team di sviluppo, magari il coach o il supervisore
    un giorno tu annunci di dover lasciare il team per un po';
    io ti rispondo che non puoi andartene;
    tu argomenti di avere nuove priorità (è appena nato tuo figlio, tua moglie ha avuto complicazioni durante il parto e dovrà stare due settimane in ospedale e anche dopo impiegherà un po’a rirpendere la routine, quindi c’è bisogno di tutto l’ aiuto che puoi dare a ciò si aggiunge il tuo lavoro quotidiano che devi svolgere con efficienza altrimenti in casa tua nessuno mangia) e di conseguenza devi mettere da parte il progetto (che per te era un hobby) per un po';
    io ti rispondo con “devi restare, il progetto è la cosa che conta di più”;
    al che tu “in questo momento sono mia moglie e mio figlio le cose che contano di più per me”;
    e io esco con “qualunque essere vivente può riprodursi, a fare un figlio non ci vuole niente…”

    al che tu onestamente, cosa penseresti di me? che non ho avuto “tatto”, o che ho svilito le tue responsabilità di neo padre di famiglia, banalizzandole alla mera inseminazione?
    non penseresti che non ho nemmeno una vaga idea del cumulo di responsabilità e impegni che una persona si trova di fronte, dopo di questa?
    non mi giudicheresti uno st*****, oppure privo della minima sensibilità e rispetto per il mio prossimo, dal momento che non idea della situazione in cui si trovi, e non ho intenzione di farmela?
    oppure prenderesti atto di non poter ragionare con uno che vive lontano dal sentire del 99.9% degli esseri umani, e magari mi compatiresti pensando “non è colpa sua, poverino, chissà cosa lo ha reso così”?

  • # 242
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Cesare Di Mauro: “Le posizioni estreme di Stallman si capiscono tranquillamente dall’articolo”

    Per chi sa l’inglese.
    Per chi si basa sulla tua traduzione invece no.
    Spero che tu comprenda l’importanza di una buona traduzione prima della visita di un legale.

  • # 243
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Per favore, traduci correttamente quella frase, così posso passare ad argomentare sui punti ‘tecnici’ del tuo articolo.
    Grazie

  • # 244
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Ma Corsini non ha una e-mail?

  • # 245
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Ribadisco che, in riferimento alla richiesta di chiarimento al commento n°172, ogni riferimento da me riportato alle frasi di Stallman rivela una mia posizione personale e non una posizione che ritengo sia mantenuta da Stallman stesso.

    La mia personale difficoltà con questa posizione consiste nel fatto che su un tema come quello della pedofilia mi riesce difficile accettare distinguo e posizioni che non siano di netto diniego.

    Detto questo mi rendo conto che la frase ha spostato l’attenzione su un dettaglio che non rappresentava l’oggetto del mio articolo né un argomento di particolare rilievo nel merito dello stesso.

  • # 246
    mede
     scrive: 

    scusate ancora eh, ma nell’ultimo punto, quello in cui si dice che privatamente da dei consigli e pubblicamente altri. vorrei che qualcuno che capisce la materia e bene l’inglese mi spiegasse. no perchè anche li mi sembra che lui fosse solo preoccupato da come sarebbe stata interpretata una sua eventuale affermazione e quindi spiega il motivo per cui evita di dire in pubblico una cosa per non rischiare che venga banalizzata. ma potrei aver capito male io.

  • # 247
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Allora aspettiamo il parere di qualche esperto, perché io non godo di buona fama. :D

  • # 248
    mede
     scrive: 

    ;) scusami cesare per la mancanza di tatto ma visto che sono altri ad avere qualche perplessità sulla traduzione dall’inglese volevo un altro parere… di sicuro ne sai più di me. ma volevo capire di quanto mi sbaglio, e visto che tu il tuo parere l’hai già messo nell’articolo, volevo capire se era solo una mia impressione oppure se si evince chiaramente da quel testo che stallman sarebbe un iporcrita. tu hai già detto che è così, leggendo io sono rimasto perplesso. non mi rimane che chiedere un altro parere.

    :D

  • # 249
    mede
     scrive: 

    non mi ero accorto che al commento 46 già avevano fatto notare questa cosa. salvo poi far notare che è schizzato per altri motivi.

  • # 250
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Non devi scusarti: è giusto che tu senta altre voci, se hai dei dubbi. Tanto cosa ne penso lo trovi giù espresso nell’articolo, come hai fatto notare. ;)

  • # 251
    mede
     scrive: 

    ed è giusto così. non ho problemi a pensare che questa persona abbia l’empatismo di un cactus a una riunione militare e non ho grossi problemi a pensare che sia un po’ invasato o bizzarro o troppo radicale per essere un modello di vita per tutti, ma posso anche accettare che sia fuori di testa, ma a mio modesto parere non per i motivi elencati nell’articolo che mi sembrano punti abbastanza fiacchi e poco convincenti.
    se prendiamo l’articolo così com’è, il mio parere da ignorantone è “perchè no?” alla domanda che poni nell’articolo. personalmente alla luce di quello che so (o che non so) ai miei occhi la comunità open source non corre rischi con lui, io lo considero un guru un po’ stravagante ma comunque con idee radicali proprie di chi deve portare avanti un discorso del genere.

    tanto chi pensa che alla fine debbano coesistere open source e commerciali di sicuro non ha mai scritto più di due righe di codice free, tranne qualche caso particolarissimo. per me è chiaro che o uno ci crede e quindi è fomentato e dà tanto, oppure il contributo che può dare è troppo piccolo. sono tanti anche i progetti commerciali che non vanno in porto figurati i progetti open.
    sono in tanti a dire che è schizzato ma adesso mi chiedo, lo è davvero, oppure si parte dal principio che è schizzato e si crea una cornice intorno? non è che c’è un interesse a screditarlo e magari qualcuno si è lasciato trarre in inganno? io non lo so, continuerò a informarmi per farmi un’opinione un po’ più stabile.

  • # 252
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Dico la mia, per quel che vale. Qualunque rappresentante di un movimento è un personaggio pubblico, e tutti i suoi atteggiamenti, fin nei dettagli, arrivano ad essere oggetto di attenzione, ispirazione, strumentalizzazione.

    Quella che appare come la “crocifissione” di Stallman trovo sia un processo speculare alla sua dogmatica santificazione. In entrambi i casi si tratta di conseguenze strutturali di una esposizione mediatica abbondante, come quella che ha ogni “leader carismatico”, le cui conseguenze hanno pagato, pagano e pagheranno tutti i suoi omologhi, da Torvalds fino a Jobs, passando per Gates, Ballmer, Bezos etc etc etc.

    Ciò premesso, trovo alcune posizioni di Stallman, e in particolare un certo estremismo “religioso” foriero di risultati non felici in un mondo in cui il software da vent’anni e più è diventato un business anzi, IL business delle società terziarizzate. Questo non toglie che il suo contributo, e certe sue posizioni, abbiano portato grande valore al panorama informatico. È con l’estremismo che ho personali difficoltà a rapportarmi, da qualunque direzione provenga.

  • # 253
    mede
     scrive: 

    ma qui siamo tutti più o meno d’accordo su questo. voglio far notare che comunque anche personaggi come (per esempio) il papa (e la chiesa di cui è portavoce) in funzione alla posizione che ricopre e per una impostazione di pensiero con una logica dietro prende delle posizioni che potrei definire criminali riguardo per esempio all’uso dei preservativi. ovviamente non sono pochi quelli che hanno preso le distanze da tempo proprio a causa di posizioni di questo tipo perchè le considerano non accettabili. ma è chiaro che da una persona che rappresenta un pensiero e una certa ideologia non è che ci si può aspettare una cosa diversa. perciò io non vedo niente di assurdo nelle posizioni di questo tizio, che tutto sommato anche se pensasse dentro di se che i bambini andassero bruciati (sto esagerando volontariamente) certo non farebbe poi più danni di chi importa davvero. quindi tutta sta necessità di farlo scendere da un trono che poi non mi pare abbia non la vedo.

    quindi va bene mitizzazione e demitizzazione. però parliamo di cose reali e di fatti concreti, non semplici illazioni capite forse per sentito dire, come tra l’altro ironicamente si contesta a stallman stesso nell’articolo.

    trovo curioso in effetti che da un lato si preoccupi tanto di come possano essere interpretate certe sue affermazioni su l’uso di software, e dall’altra parte parlerebbe di “pedofilia volontaria”, che già come termini li avrebbe scelti molto male, io cercherei di non usarlo proprio quel termine per esprimenrmi su una cosa del genere, a meno di non voler provocare volontariamente. perchè ovviamente indispone chi la sente a prescindere da qualsiasi ragionamento. comunque basta cliccare il link per capire che si tratta solo di una nota che quindi per sintesi non può rappresentare tutto il discorso che c’è dietro e comunque esprimeva solo una perplessità. ovviamente siamo tutti intransigenti su questo, i pedofili vanno perseguiti. comunque d’altronde il link rimanda alla pagina di un partito tedesco che voleva permettere prostituzione e pornografia tra i minorenni e maggiori di 16 anni. per me si intende con quel termine che stiamo parlando di un ragazzo o ragazza sessualmente maturo, e comunque come già fatto notare si è solo detto scettico su un’affermazione, non ha detto qual’è la sua idea finale, e magari nemmeno ce l’ha perchè è chiaro che odia i bambini :D

    comunque basta leggere la home page:

    This is the personal web site of Richard Stallman.
    The views expressed here are my personal views, not those of the Free Software Foundation or the GNU Project.

  • # 254
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Cesare Di Mauro: “Ribadisco che, in riferimento alla richiesta di chiarimento al commento n°172, ogni riferimento da me riportato alle frasi di Stallman rivela una mia posizione personale e non una posizione che ritengo sia mantenuta da Stallman stesso.”

    Cesare Di Mauro: “Se non ci sono prove, quindi, sarebbe lecita.”

    Direi che ora hai bisogno di un buon avvocato.

  • # 255
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Cesare Di Mauro, come richiesto nel commento 172, ha chiarito che la sua posizione è personale e non la ritiene né pretende attribuile a Stallman.

  • # 256
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Reputo di essere stato frainteso e dunque procedo a chiarire in modo definitivo il mio pensiero in merito alla questione.
    Non ritengo che dalle posizioni espresse da Stallman sia deducibile il fatto che egli sia un pedofilo, o sia favorevole alla pedofilia.
    Come ho già detto, ho personali difficoltà ad accettare atteggiamenti che non siano di netta chiusura rispetto ad ogni manifestazione del fenomeno, ho personali difficoltà ad accettare distinguo sulla materia.
    Ciononostante non mi sognerei mai di pensare che una persona che non condanna un ladro, sia reputabile come favorevole al furto, o peggio sia essa stessa un ladro. Nello stesso modo, non intendo, posso e voglio concludere dalle affermazioni di Stallman, alcun tipo di orientamento o comportamento favorevole alla pedofilia.

  • # 257
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Alessio Di Domizio: “Cesare Di Mauro, come richiesto nel commento 172, ha chiarito che la sua posizione è personale e non la ritiene né pretende attribuile a Stallman.”

    Sigh, ti prego, non peggiorare le cose!

  • # 258
    Luca Padulazzi
     scrive: 

    Cesare Di Mauro: “Reputo di essere stato frainteso”

    Bene, hai avuto 10 giorni e 250 commenti di tempo per ragionare.

  • # 259
    Peppedx
     scrive: 

    Avete fatto un pastrocchio…

    Mescolare insieme la solita discussione sull’open source con il carattere e le bizzarie di RMS rende tutta la discussione solamente un pastrocchio.

    RMS è quello che è che piaccia o no.

    Ci deve stare simpatico? Non credo.
    Dobbiamo necessariamente essere daccordo in toto con lui? Non credo.

    Serviva qualcuno come lui per dare una scossa alle coscienze ? Probabilmente si.

    Nel merito non ci entrerò perché troppa gente per dirne una confonde ancora free con gratis e viceversa.

    Mantengo solo un’osservazione:
    Vi piacerebbe l’idea di andare a votare e che tutta la gestione del voto sia scritta con un codice che nessuno può guardare e di proprietà di una multinazionale?
    O preferireste un meccanismo un cui chiunque ci può guardare dentro?

  • # 260
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Nessuna confusione, ed è scritto chiaro e tondo nell’articolo:

    non soltanto di software gratuito, ma di una filosofia che propaganda ormai da una quarto di secolo il concetto di software “libero”

    Quanto alle tue domande, la risposta è scontata. Onde evitare brogli, l’accesso al codice del sorgente dev’essere disponibile a qualunque cittadino, esattamente come oggi è lo spoglio delle schede e il conteggio dei voti.

    Non capisco, però, il perché di quest’esempio: cosa vorresti dire? Dove vorresti arrivare?

    @mede: http://www.appuntidigitali.it/4751/la-comunita-open-source-prenda-le-distanze-da-richard-stallman/#comment-24730

  • # 261
    j
     scrive: 

    Mescolare insieme la solita discussione sull’open source con il carattere e le bizzarie di RMS rende tutta la discussione solamente un pastrocchio.

    RMS è quello che è che piaccia o no.

    Ci deve stare simpatico? Non credo.
    Dobbiamo necessariamente essere daccordo in toto con lui? Non credo.

    sì ma vedi, c’è un problema di fondo…
    chi già usa sw cosiddetto “libero” lo fa o perchè lo ritiene soddisfacente per le proprie esigenze, o per l’ ideologia che vi sta dietro (o per qualche ragione a metà strada…) – nel primo caso il personaggio stallman, con le sue eventuali idiosincrasie, estremismi, ecc, è indifferente, nel secondo lo si accetta ( e lo si difende) così com’è in quanto portatore della “verità”, in entrambi i casi Stallman non ha bisogno di fare ulteriore opera di convincimento, per portare il pubblico dalla propria parte

    discorso diverso per “tutti gli altri” che sw libero non ne usano, magari non lo conoscono o se lo conoscono, ne hanno una conoscenza “per sentito dire”, magari provengono da un mondo diverso da quello IT ed hanno quindi un diverso background culturale e una diversa impostazione mentale (caso non così improbabile, a pensarci bene – chi è che non ha ancora sentito parlare di linux dopo 18 anni, o di GNU dopo 25, dalla sua nascita?)
    soprattutto se a queste persone (abituate a valutare un prodotto di qualsiasi tipo in termini di valore e qualità percepita) si cerca di “vendere” più che un prodotto altrettanto efficiente e potente di quello che abbandonano (o a cui rinunciano non comprando windows e le applicazioni commerciali), un “ideale” (l’ idea di far parte di una comunità organica, diventare parte attiva nello sviluppo del programma -“così com’è è ancora assai acerbo, è vero, ma è promettente e vedrai che con il tuo aiuto lo renderemo perfetto e batteremo il sw proprietario!” – salvo poi scontrarsi con progetti free sw in cui l’ utente o l’ aspirante contributor ultimo arrivato non è degno di considerazione… o salvo voler solo usare del sw usabile per portare a termine un lavoro…)

    per queste persone, un frontman decente e presentabile conta molto… oh, se conta…

  • # 262
    Dago
     scrive: 

    @Cesare di Mauro
    “..Come pure vorrei essere libero di modificare un programma coperto da GPL e di distribuire soltanto i binari, tenendo per me le modifiche.”

    Strano concetto di libertà il tuo, se puoi accedere ai codici di un programma GPL è solo grazie alla GPL stessa, rinnegarla laddove ti aggrada prevarica la libertà di chi ha scritto il codice in questione e ha scelto la GPL. Confondi dunque libertà con prevaricazione. Se non ti piace aderire alla GPL libero di optare per una soluzione proprietaria o sotto altra licenza. O di riscriverti il programma da zero, la GPL non parla di brevetti software.
    Non giochiamo su queste cose, se dipendesse da MS, e non solo, di libero non ci sarebbe più niente, ne internet ne i formati dei file di testo. Le posizioni radicali di RMS non nascono dal niente, ed i poteri forti (e quanto forti siano lo prova il fatto che mantengano gente presso i vari parlamenti per orientare ad hoc le scelte politiche), oltre che forti sono pure disonesti. E hanno molti mezzi per far sentire e passare le loro teorie. Ci sarà un motivo per cui la gente scende in piazza da sempre per rivendicare qualcosa,al posto di farlo tranquilla seduta sul divano di casa, no?

    “Per quanto mi riguarda Stallman non è più degno di rappresentare il software libero a causa delle sue prese di posizioni poco felici, se non addirittura disgustose.”

    Ognuno di noi rappreesenta in primis se stesso, poi anche chi decide di delegargli la rappresentanza, sei libero anche qui di esprimere il tuo favore o il tuo dissenso, non sei obbligato ad utilizzare i programmi scritti da RMS perchè nessuna PA e nessuna monopolizzazione culturale prezzolata ti obbliga a farlo, e anche se usi programmi in GPL non devi temere che qualcuno possa revocarti la licenza d’uso per qualsiasi motivo.
    Non piacciono neanche a me certe uscite di RMS, ma mi rendo conto che talvolta siano necessarie provocazioni forti per riuscire ad aprire un dibattito su argomenti che altrimenti sarebbero tabu, e questo grazie a chi soffoca la voce di chi non canta nel coro e mistifica la realtà costruendola a proprio piacimento, oltre a tutto coi potenti mezzi di cui dispone.
    RMS col suo operato ha reso il mondo un po’ più libero, leggo qui di gente che ora vorrebbe censurarlo, bravi e dotati di un concetto di libertà che assomiglia a quello della giunta argentina di triste memoria, basterebbe da solo il fatto che ad RMS posso replicare senza conseguenze della mia libertà personale, con altri soggetti non ne sarei così sicuro.

  • # 263
    j
     scrive: 

    Strano concetto di libertà il tuo, se puoi accedere ai codici di un programma GPL è solo grazie alla GPL stessa, rinnegarla laddove ti aggrada prevarica la libertà di chi ha scritto il codice in questione e ha scelto la GPL.

    e chi lo nega questo? se leggi bene, cesare si riferiva alla possibilità in genere di accedere al codice di un programma fatto da terzi e farne a propria volta ciò che si vuole, non al violare i temrini di licenza
    si riferiva all’ apparente contraddizione in termini tra una licenza concepita in nome della “libertà”, e il fatto che questa stessa licenza tolga delle libertà al programmatore (la libertà di vendere il sw, la libertà di usare il codice del sw in un proprio progetto, magari posto soto una licnza differente) – e tra l’ aspettarsi che in un ecosistema basato sulla “libertà” sia il programmatore ad essere “libero”, e il concetto che invece ad essere libero sia solo il codice stesso, che è un concetto non intuitivo

    Confondi dunque libertà con prevaricazione.

    tu però non leggi bene i post altrui…

    RMS col suo operato ha reso il mondo un po’ più libero, leggo qui di gente che ora vorrebbe censurarlo

    non mi pare si voglia censurare nessuno, mi pare si voglia giudicare un personaggio per ciò che ha scritto ( al di là dell’ aura di guru e intoccabilità che lo circonda) e porsi il dubbio (legittimo) se la presenza di tale personaggio e le sue opinioni a volte in contrasto con il modo di ragionare comune sia vantaggiosa o magari deleteria per il movimento e l’ ecosistema sw che egli rappresenta …
    vedi il mio post precedente, chi già usa SW open source lo usa nonostante stallman o grazie a lui, quindi non ha bisogno di essere ulteriormente convinto da stallman, è per tutti gli altri (condizionabili, ma ancora ignari o scettici nei confronti del mondo free/open source) che si pone la necessità di presentarsi bene

    bravi e dotati di un concetto di libertà che assomiglia a quello della giunta argentina di triste memoria, basterebbe da solo il fatto che ad RMS posso replicare senza conseguenze della mia libertà personale, con altri soggetti non ne sarei così sicuro.

    piccolo inciso, su AD puoi discutere in tutta tranquillità fintanto che i toni sono civili, ma altrove non sarei così sicuro – ho visto parecchi forum dove chi criticava la mentalità del free sw e le idee stallmaniane, o anche le sue uscite collaterali (quelle che si stanno discutendo qui, in effetti) veniva etichettato come troll e bannato su due piedi

    Se non ti piace aderire alla GPL libero di optare per una soluzione proprietaria o sotto altra licenza. O di riscriverti il programma da zero, la GPL non parla di brevetti software.

    certo, ma ciò non toglie che il programmatore non sia del tutto “libero” di fare ciò che vuole con codice “libero” acritto da altri, e che questo si scontri con un’ idea di mancanza di restrizioni che la parola libertà suggerirebbe

    in effetti sempre di obbedire a dei termini di licenza, si tratta…
    d’ altra parte va detto che esistono esistono anche licenze liberali (a volte talmente liberali da distinguersi dal public domain solo per quanto riguarda l’ attribuzione della paternità originale del codice, in effetti) – ci si può chiedere, perchè regalare il proprio codice ad altri permettendogli di farne l’ uso che vogliono ( anche rilicenziarlo) ?

    al che ti rimando a questo link, http://www.freebsd.org/doc/en/articles/bsdl-gpl/gpl-advantages.html
    dove si trova una disamina obiettiva dei pro e contro della licenza GPL, scritta da chi per proprio ideale, distribuisce codice sotto una licenza liberale

    a parte vari punti di cui varrebbe la pena parlare, è interessante lap arte finale
    The GPL was designed to keep research results from transitioning to proprietary products. This step is often assumed to be the last step in the traditional technology transfer pipeline and it is usually difficult enough under the best of circumstances; the GPL was intended to make it impossible.

    in sostanza, la GPL è nata come testa di ponte nella lotta contro le multinazionali del SW, per impedire a queste di trasformare il codice prodotto dalla ricerca, in prodotti commerciali e costringerle a ripetere il lavoro ( cosa che in effetti ha spesso portato a reinventare la ruota )
    ora, in qualunque settore industriale compreso quello tenoclogico, questo è ciò che avviene da sempre, e l’ industria si basa anche sul riutilizzo dei risultati della ricerca (oltre che sulla creazione di proprietà intellettuale nuova, che verrà poi usata come moneta di scambio) che, cosa non trascurabile, quando provengono dalle università ,devono essere a disposizione di tutti, privati ma anche aziende
    (e a pensarci bene è più che logico, quando poi sono le aziende stesse a sovvenzionare i centri di ricerca con fondi privati)

  • # 264
    Dago
     scrive: 

    “e chi lo nega questo? se leggi bene, cesare si riferiva alla possibilità in genere di accedere al codice di un programma fatto da terzi e farne a propria volta ciò che si vuole, non al violare i temrini di licenza
    si riferiva all’ apparente contraddizione in termini tra una licenza concepita in nome della “libertà”, e il fatto che questa stessa licenza tolga delle libertà al programmatore (la libertà di vendere il sw, la libertà di usare il codice del sw in un proprio progetto, magari posto soto una licnza differente) – e tra l’ aspettarsi che in un ecosistema basato sulla “libertà” sia il programmatore ad essere “libero”, e il concetto che invece ad essere libero sia solo il codice stesso, che è un concetto non intuitivo”

    è il concetto stesso di libertà ad essere discusso, non male la definizione secondo cui la propria libertà comincia laddove finisce l’altrui: fintanto che l’aria è di tutti (l’acqua non piu), io sono libero di respirare ma non di soffocarti. Ora io divento padrone dell’aria e decido chi respira e chi no.
    Col sapere ormai ci siamo quasi.
    In fondo poi MS non ha fatto altro che fare quanto sopra: ha copiato, rimaneggiato, fatto suo e venduto (benissimo, infatti il commerciale MS è l’unico reparto che non conosce bugs) “dimenticandosi” di rendere il servizio: si chiama parassitismo. è come non pagare le tasse, prima uno usufruisce di scuole, ospedali e servizi pagati con le tasse di altri e ci diventa grande, poi appena fa due soldi rinnega il sistema perchè illiberale… non giochiamo con le parole, rischiamo di farci male. Un mondo libero è un mondo di regole certe che valgono certamente per tutti. Non un mondo di furbi.

    “tu però non leggi bene i post altrui… ”

    leggo e cerco di capire, rispondo in base a quello che capisco. intavolare una discussione è un buon modo per capirsi meglio, e così ti rispondo anche al punto sotto dove dici che AD è un posto ove è possibile discutere liberamente: se avessi pensato che fosse un posto di talebani, o che chi ha scritto il post a cui ho risposto fosse un talebano, non avrei mai replicato.
    Tornando a RMS, che è poi il soggetto del post, ho gia detto, e ribadisco, che non ne condivido certe sue sparate, ma che forse, e dico forse, non siano casuali, ovvero siano mirate ad accendere discussioni su temi che altri vorrebbero neanche menzionati se non nei termini e nelle verità a loro confacenti, e non si tratta di soggetti qualunque, ma di poteri forti perchè forti economicamente. E che non sono gentili, ne ligi alle regole.
    Avessimo lasciato la tecnica del fuoco o della scrittura nelle mani di 4 sacerdoti del culto di baal saremmo ancora sulle piante, l’averne fatto un patrimonio collettivo ci ha portati avanti. Poveri sacerdoti che saranno stati obbligati a lavorare sul serio per magnare, eh?
    RMS magari strilla e dice eresie, ma sai sempre dov’è, il serpente striscia silenzioso e velenoso e sai dov’è quando ti morde.
    Cito un amico: “la conoscenza è nulla senza condivisione” e aggiungo che senza conoscenza e dunque consapevolezza, l’uomo non può essere libero

  • # 265
    Axhell
     scrive: 

    Io non capisco come fa la gente a difendere microsoft. O siete ignoranti, o appoggiate i maiali dal colletto bianco che mandano a put***e il mondo. Complimenti davvero. Già solo il fatto che io non possa usufruire del materiale che l’università pubblica, da me pagato, è obbligata a darmi, solo perchè si basa su codec e software proprietario, dovrebbe dirla lunga. Senza aggiungere cosa sono costretto a fare io per utilizzarlo.. Ma no, continuiamo a difendere i nostri padroni, che ci costringono a spendere milioni per software fatto da cani, quando in alternativa c’è qualcosa di nostro, pubblico e libero. Che cosa cattiva favorire la libertà, la collaborazione, la divulgazione senza mezzi termini della conoscenza, sono cose estremiste, quindi sono sbagliate, vero? Può esagerare R.S., è ovvio, ma voi non siete in grado di farvi un’opinione? Dovete seguire per forza qualcuno? Scrivete una GPL tutta vostra, dov’è il problema. Stallman mette in cattiva luce il mondo dell’open sources…ma per piacere. Oppure appoggiamo torvalds, che continua a regalare il kernel ad aziende che ci fanno i miliardi senza restituire nulla….
    E intanto ce la prendiamo sempre in quel posto

  • # 266
    z-un nerd
     scrive: 

    Lancio il mio sasso…partecipo a vari progetti open source in java e c, mi piace, uso MS perche in ditta sviluppano in C# su Winblows. Sono d’accordo sull’open source, sono contrario allo strapotere di MS
    MA
    mi domando se una persona del calibro di RMS debba abbrutirsi in questa maniera e far si che tutti i sostenitori del software libero sembrino degli hippies in pieno flower power…secondo me fa solo il gioco di MS in questa maniera, si costruisce una sorta di nicchia (che fa piacere ai “big players” del software…) come fanno tutte le varie subculture in giro per il mondo vedi aime’per esempio -solo un esempio, non per cambiare discorso- la sinistra italiana.. ok che il populismo non e’storicamente associato alla sinistra ma cavoli, un minimo piu’di attenzione alle masse…boh.. O vedi il concetto di Melting Pot (http://it.wikipedia.org/wiki/Melting_pot).. chi e’stato a VIVERE negli USA e non nelle zone bene, sa benissimo che e’solo un’illusione…
    Viva l’Open Source, viva la FSF, ma basta fare i derelitti, che e’pure piu’facile…(me compreso beninteso) va bene no alle convenzioni, ma almeno rispetto per se stessi
    Polemicamente.. z

  • # 267
    Giuseppe
     scrive: 

    la spiegazione ai rischi che si corrono con C# è qui:

    http://www.fsf.org/news/dont-depend-on-mono

    Non è una guerra al linguaggio in sè ma una avvertenza per quello che potrebbe succedere.

    Il software libero non ha dittatori, ognuno è libero di forkare qualsiasi progetto e farci quello che vuole (sotto i termini della licenza); questo non è possibile con il software proprietario.

    Chi parla di dittatori che si aspetta? Di andare in un progetto dove ci lavorano altri e prendere decisioni? Se uno è cosi convinto di saper fare meglio, allora ben venga un fork e relativo sviluppo. Ovviamente sparare a zero sulle persone è più facile che fare qualcosa di tangibile.

    Davvero credete che RMS non sa la differenza tra Mono e C#?

    Un consiglio personale, leggete _sempre_ gli originali in inglese. In italiano per diversi motivi vengono tradotti male.

    E’ ovvio che l’articolo è pieno di inesattezze e che si vuole far passare un idea per un altra e segue la millenaria regola “chi sa fa, chi non sa critica”.

  • # 268
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    In tal caso sei sempre libero di dimostrare dove stiano le inesattezze, citando le mie parole e facendo vedere che non si conciliano coi precisi link che ho riportato.

    Sì, penso che Stallman o non conosca la differenza fra Mono e C#, oppure volutamente scambi l’uno con l’altro, come si può appurare dalla lettura del link che hai riportato (ma che trovi anche nell’articolo). Eh sì, l’ho letta in inglese.

    Le avvertenze di cui parli sono le stesse che si ritrovano nei catastrofisti dell’ultima ora sui più svariati argomenti: gli OGM, le scie chimiche, TCPA/Palladium, e persino sull’esperimento LHC. Detto in altri termini: fuffa. O terrorismo informatico, che è la parola più corretta.

    Per quanto riguarda il “chi sa fa, chi non sa critica”, è il classico http://www.linux.it/~della/fallacies/ricorso-all-autorita.html Una ben nota fallacia logica.

  • # 269
    Giuseppe
     scrive: 

    ci sono già diversi commenti che mostrano le inesattezze, sia nella
    traduzione che nell’affermare che RMS ha parlato male di C#.

    “La comunità open source è veramente convinta che un personaggio del genere la debba rappresentare?”

    Mi spieghi il senso di questa frase? RMS fa software libero e non open source, mischiare le due cose è completamente sbagliato, pure se sembrano uguali non lo sono. Il software libero non è rappresentato da nessuno, ognuno è riconosciuto in base al lavoro che ha fatto.

    “The problem is not unique to Mono; any free implementation of C# would raise the same issue.”

    basta questa frase per capire che Mono è una free-implementation di C#, quindi non sono la stessa cosa.

    “If we lose the use of C#, we will lose them too… We should systematically arrange to depend on the free C# implementations as little as possible”. “Should” -> “Dovremmo”. Questo sarebbe il catastrofismo?

    La Microsoft potenzialmente potrebbe utilizzare le sue software patents per causare grossi danni al software libero, il fatto che uno dà un consiglio e chiede alla gente di aprire gli occhi, non è catastrofismo, si chiede di pensare a questa eventualità e non ci vedo niente di male.

    Aver usato “..lo stesso personaggio..” pone la critica in modo offensivo. Denigrare idee altrui come fuffa o terrorismo informatico mi sembra esagerato soltanto perchè non sono condivise.

    Alcuni punti riportati, come quello di avere bambini e l’usare wget, sono offese che cercano di accreditare una tesi che non esiste (quella che vorrebbe riportare l’articolo), screditando l’autore (RMS). Usare wget o non avere figli sono scelte personali che usate come argomentazione mostrano semplicemente una mancanza di idee; anche perchè le cose migliori sono state dette da uomini che ai loro tempi erano etichettati pazzi.
    Fornire degli .exe per windows non significa scrivere software non libero! Gli eseguibili di emacs per windows, permettono a chi è costretto ad usare quel SO di avere la possibilità di usare Emacs, che è sw libero, sia sotto GNU/Linux e sia sotto Windows!

    A me sembra abbastanza chiaro che lo scopo di questo articolo è semplicemente quello di offendere una persona.

    Le idee vanno criticate per quello che sono, non per chi le dice. Gettare fango sulle persone, nel vano tentativo di far passare le sue idee come strampalate è pura meschinità!

    Nell’articolo RMS è stato anche criticato per aver esposto un problema e per aver cambiato idea su qualcosa detta nel 2001, solo gli stolti non cambiano idea.

    Non credo nelle autorità, ognuno è libero di mostrare le proprie capacità e anzi deve farlo per il bene di tutti; però credo che quando una persona non ha le idee chiare su un argomento dovrebbe evitare di commentarlo, perchè rischia di fare cattiva informazione e di creare confusione nelle persone che poi lo leggono.

  • # 270
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giuseppe:

    ci sono già diversi commenti che mostrano le inesattezze, sia nella
    traduzione che nell’affermare che RMS ha parlato male di C#.

    Se n’è già discusso, appunto: perché farlo nuovamente?

    Mi spieghi il senso di questa frase? RMS fa software libero e non open source, mischiare le due cose è completamente sbagliato, pure se sembrano uguali non lo sono. Il software libero non è rappresentato da nessuno, ognuno è riconosciuto in base al lavoro che ha fatto.

    Se n’è già parlato nei commenti. Se vuoi ti faccio un copia & incolla.

    basta questa frase per capire che Mono è una free-implementation di C#, quindi non sono la stessa cosa.

    Basta per capire che Stallman non è il solo ad avere capito cos’è Mono e cosa C#:
    http://www.mono-project.com/Main_Page

    Mono is a software platform designed to allow developers to easily create cross platform applications. Sponsored by Novell, Mono is an open source implementation of Microsoft’s .NET Framework based on the ECMA standards for C# and the Common Language Runtime.

    http://www.microsoft.com/net/
    The .NET Framework is:
    Common Language Runtime – provides an abstraction layer over the operating system
    Base Class Libraries – pre-built code for common low-level programming tasks
    Development frameworks and technologies – reusable, customizable solutions for larger programming tasks

    http://msdn.microsoft.com/en-us/vcsharp/aa336809.aspx
    This section provides a quick tour of the C# language.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Programming_language
    A programming language is an artificial language designed to express computations that can be performed by a machine, particularly a computer. Programming languages can be used to create programs that control the behavior of a machine, to express algorithms precisely, or as a mode of human communication.

    Quindi Mono e C# non sono la stessa non perché Mono non è un’implementazione libera di C#, ma perché C# è un linguaggio di programmazione, e Mono… molto di più.

    “If we lose the use of C#, we will lose them too… We should systematically arrange to depend on the free C# implementations as little as possible”. “Should” -> “Dovremmo”. Questo sarebbe il catastrofismo?

    No, è questo:

    “In other words, we should discourage people from writing programs in C#. Therefore, we should not include C# implementations in the default installation of GNU/Linux distributions”

    Conclusioni basate sul nulla. Ma ne parlo meglio dopo.

    La Microsoft potenzialmente potrebbe utilizzare le sue software patents per causare grossi danni al software libero, il fatto che uno dà un consiglio e chiede alla gente di aprire gli occhi, non è catastrofismo, si chiede di pensare a questa eventualità e non ci vedo niente di male.

    Peccato che C# non sia coperto da brevetti et similia, e che il problema di Mono riguarda alcune parti del runtime di .NET. Non della totalità. Per essere chiari, C# è libero, e il .NET lo è per buona parte e sono entrambi standardizzati: non v’è alcun “pericolo” nell’implementarli e usarli.

    Cosa diversa per le parti che non lo sono, ovviamente, e per le quali comunque MS ha garantito la “non belligeranza”.

    Per essere chiari: è un problema che non esiste assolutamente per il C#. E non esiste per nessuna implementazione di .NET che sia aderente allo standard.

    Poteva riguardare esclusivamente Mono e chi avrebbe deciso di implementare le parti non standardizzate, ma anche questo pericolo è venuto meno.

    Aver usato “..lo stesso personaggio..” pone la critica in modo offensivo. Denigrare idee altrui come fuffa o terrorismo informatico mi sembra esagerato soltanto perchè non sono condivise.

    Non è questione di convidere o meno: si tratta di falsità le cui conseguenze sono quelle che hai citato (fuffa o terrorismo).

    Alcuni punti riportati, come quello di avere bambini e l’usare wget, sono offese che cercano di accreditare una tesi che non esiste (quella che vorrebbe riportare l’articolo), screditando l’autore (RMS). Usare wget o non avere figli sono scelte personali che usate come argomentazione mostrano semplicemente una mancanza di idee; anche perchè le cose migliori sono state dette da uomini che ai loro tempi erano etichettati pazzi.

    Stai volutamente minimizzando estrapolando alcune parti, ma non vai molto lontano così.

    wget dimostra che Stallman vive fuori dal mondo. Riguardo all’avere figli, è soltanto un’appendice a un fatto ben più grave, che riguarda un programmatore che lavorava a EMACS che avendo avuto una figlia non trovava il tempo per contribuire; le parole di Stallman sull’argomento, fin troppo chiare al suo secondo messaggio sull’argomento, si commentano da sé.

    Fornire degli .exe per windows non significa scrivere software non libero! Gli eseguibili di emacs per windows, permettono a chi è costretto ad usare quel SO di avere la possibilità di usare Emacs, che è sw libero, sia sotto GNU/Linux e sia sotto Windows!

    A parte che questo significa anche contribuire all’affermazione di una piattaforma che libera non è, il fatto che hai citato è un altro. Nel mio articolo ho riportato ciò che Stallman ha avuto da dire su OpenBSD con la sua strampalata definizione, che è stata letteralmente fatta a pezzi dalla comunità dimostrandone la totale infondatezza (vedi i link che ho fornito).

    A me sembra abbastanza chiaro che lo scopo di questo articolo è semplicemente quello di offendere una persona.

    Le idee vanno criticate per quello che sono, non per chi le dice. Gettare fango sulle persone, nel vano tentativo di far passare le sue idee come strampalate è pura meschinità!

    Il fine dell’articolo è chiaro fin dal titolo: Stallman non è in grado di RAPPRESENTARE la comunità open source (della quale fa parte anche quella “libera”).

    A meno che per te uno che in un’intervista si scaccola il piede e ne mangia pure sia un “degno rappresentante”, nel qual caso è perfettamente inutile continuare a discutere perché abbiamo un concetto diametralmente opposto del significato del termine.

    Nell’articolo RMS è stato anche criticato per aver esposto un problema e per aver cambiato idea su qualcosa detta nel 2001, solo gli stolti non cambiano idea.

    Non aveva le idee chiare prima e non le ha nemmeno adesso. Vedi sopra.

    Cambiare idea va benissimo, se almeno si dimostra di essere consapevole per lo meno di quello che si parla.

    Non credo nelle autorità, ognuno è libero di mostrare le proprie capacità e anzi deve farlo per il bene di tutti; però credo che quando una persona non ha le idee chiare su un argomento dovrebbe evitare di commentarlo, perchè rischia di fare cattiva informazione e di creare confusione nelle persone che poi lo leggono.

    Io sono convinto che il problema più grosso è la comprensione, cioé capire quello di cui si sta parlando, e nello specifico le finalità dell’articolo, che è quello della RAPPRESENTABILITA’. E ho esposto dei FATTI per cui, A MIO AVVISO, Stallman NON è una persona titolata.

    Che poi si possa condividere o meno non ci sono dubbi: ognuno ha le proprie idee. Ma lo sforzo minimo richiesto è quello di comprendere l’articolo.

  • # 271
    Giuseppe
     scrive: 

    Una precisazione: il movimento del software libero non è incluso in quello dell’open source, sono concetti diversi ed infatti possono esistere tutte le quattro combinazioni (libero ed open source, libero ma non open source, open source ma non libero, nè open source nè libero), solitamente il software libero è open source, ma non significa sempre.

    RMS ha semplicemente avvertito sui possibili rischi che ci possono essere usando C#, uno è libero o meno di seguirlo, nient’altro.

    In questo articolo è stato offeso riportando pezzi copiati qui e lì sulla rete con il solo obiettivo di buttare fango su una persona, un pò come è stato fatto su Mesiano tempo, i calzini turchesi di RMS sarebbero wget e il fatto di non volere figli.

    RMS rappresenta solo quello che lui ha creato, nessuno è più qualificato di lui, se ci sono altre persone in grado di attirare persone come lui ha fatto, ben venga. Wget è usato da moltissime persone ogni giorno, sono tutte fuori dal mondo? Spesso RMS viaggia e non ha la possibilità di poter accedere ad internet. Si è inventato questo trucco in modo da poter visionare le pagine successivamente, inviando una richiesta a questo servizio che gli rimanda la pagina desiderata (tutto avviene per email); questa è una sua necessità che ha risolto in questo modo, che c’è di strano in tutto questo? Quando ha la possibilità di essere connesso ad internet utilizza un normale browser.

    L’idea “strampalata”, come è stata definita, ha portato ad avere distro completamente free, tra cui gNewSense e Trisquel. Un elenco completo è qui:

    http://www.gnu.org/distros/free-distros.html

    Queste distro hanno migliaia di utenti, quindi come idea non è tanto “strampalata”. Il fatto che non è condivisa dagli hackers OpenBSD non implica che lo sia, ma soltanto che ci sono diverse visioni e che le due community le esprimono in modo leggermente diverso.

    RMS ha mostrato le sue motivazioni senza offendere nessuno e senza ricorrere a vicende personali di altre persone, diversamente da questo articolo.

    Bisogna rispettare tutti senza scendere sul personale, soprattutto per chi ha fatto un pezzo dell’informatica.

  • # 272
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giuseppe:

    Una precisazione: il movimento del software libero non è incluso in quello dell’open source, sono concetti diversi ed infatti possono esistere tutte le quattro combinazioni (libero ed open source, libero ma non open source, open source ma non libero, nè open source nè libero), solitamente il software libero è open source, ma non significa sempre.

    Sbagli. Che sia open source è requisito fondamentale, anzi un “prerequisito” come puoi tu stesso appurare. Ecco qui: http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html

    Free software is a matter of the users’ freedom to run, copy, distribute, study, change and improve the software. More precisely, it means that the program’s users have the four essential freedoms:

    The freedom to run the program, for any purpose (freedom 0).

    The freedom to study how the program works, and change it to make it do what you wish (freedom 1). Access to the source code is a precondition for this.

    The freedom to redistribute copies so you can help your neighbor (freedom 2).

    The freedom to improve the program, and release your improvements (and modified versions in general) to the public, so that the whole community benefits (freedom 3). Access to the source code is a precondition for this.

    RMS ha semplicemente avvertito sui possibili rischi che ci possono essere usando C#, uno è libero o meno di seguirlo, nient’altro.

    Continui a volere ignorare la vera questione, che è un’altra, e che ho esplicitato prima, ma che ricapitolo, visto che non è ti è ancora chiaro.

    C# è un LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE che chiunque può implementare senza problemi nè ripercursioni anche future.

    .NET è una LIBRERIA e un RUNTIME, che per buona parte è standardizzata E (congiunzione) libera. Esistono ALTRE parti NON standardizzate che NON sono libere.

    Mono è un’implementazione di un compilatore C# E (congiunzione) .NET, comprese le parti non standardizzate.

    Mono e C# NON si possono confondere alacremente come ha fatto Stallman, perché SONO DUE COSE DIVERSE, sebbene correlate (C# è contenuto in Mono).

    Pertanto le rimostranze di Stallman su C# sono false e del tutto infondate. Si possono applicare soltanto su Mono, ed ESCLUSIVAMENTE SULLE PARTI DI .NET CHE NON STANDARDIZZATE.

    In questo articolo è stato offeso riportando pezzi copiati qui e lì sulla rete con il solo obiettivo di buttare fango su una persona, un pò come è stato fatto su Mesiano tempo, i calzini turchesi di RMS sarebbero wget e il fatto di non volere figli.

    Continui a ribattere sui medesimi punti ignorando la mia precedente risposta e i FATTI che ho riportato nell’articolo. A questo punto il problema è tutto tuo.

    RMS rappresenta solo quello che lui ha creato, nessuno è più qualificato di lui, se ci sono altre persone in grado di attirare persone come lui ha fatto, ben venga.

    Come già detto, Stallman se ne va in giro e viene chiamato ovunque ci sia da parte di software, non soltanto libero, ma anche open source.

    A parte questo, il problema è la sua presentabilità.

    Wget è usato da moltissime persone ogni giorno, sono tutte fuori dal mondo? Spesso RMS viaggia e non ha la possibilità di poter accedere ad internet. Si è inventato questo trucco in modo da poter visionare le pagine successivamente, inviando una richiesta a questo servizio che gli rimanda la pagina desiderata (tutto avviene per email); questa è una sua necessità che ha risolto in questo modo, che c’è di strano in tutto questo? Quando ha la possibilità di essere connesso ad internet utilizza un normale browser.

    Se ti leggi le risposte che ha fornito nella discussione sulla mailing list di OpenBSD, capisci che lo fa pure quando è a casa sua. E’ una sua prassi consolidata quella di usare wget per scaricare pagine HTML.

    L’idea “strampalata”, come è stata definita, ha portato ad avere distro completamente free, tra cui gNewSense e Trisquel. Un elenco completo è qui:

    http://www.gnu.org/distros/free-distros.html

    Queste distro hanno migliaia di utenti, quindi come idea non è tanto “strampalata”. Il fatto che non è condivisa dagli hackers OpenBSD non implica che lo sia, ma soltanto che ci sono diverse visioni e che le due community le esprimono in modo leggermente diverso.

    Non è questione di convidere o meno le sue idee: il problema è ben diverso.

    Stallman ha accusato la comunità affermando che OpenBSD NON era classificabile come “libero” secondo una sua personalissima definizione che SI E’ RIVELATA DEL TUTTO PRIVA DI FONDAMENTO.

    In altre parole: HA DETTO UNA FALSITA’. UNA BALLA. OpenBSD secondo la sua definizione era, invece, un s.o. “libero”, com’è stato dimostrato e come LUI STESSO, MESSO ALLE STRETTE, HA AMMESSO.

    E’ chiaro adesso? O vuoi che ti riporti il contenuto delle mail che si sono scambiati Stallman e gli altri?

    RMS ha mostrato le sue motivazioni senza offendere nessuno e senza ricorrere a vicende personali di altre persone, diversamente da questo articolo.

    Su questo ci sarebbe molto da dire, ma penso tu sia a conoscenza di certe sue esternazioni su Gates & soci.

    Bisogna rispettare tutti senza scendere sul personale, soprattutto per chi ha fatto un pezzo dell’informatica.

    Questo non significa criticare o portare a galla alcune cose per far riflettere su certi argomenti, come in questo caso (che ribadisco riguarda la rappresentabilità o meno del personaggio).

  • # 273
    Giuseppe
     scrive: 

    No, open source non è un requisito fondamentale, da http://www.opensource.org:

    “Open source is a development method for software that harnesses the power of distributed peer review and transparency of process.”

    Questo non è requisito fondamentale per il software libero, io posso sviluppare un programma e distribuire il sorgente solo quando distribuisco pure i binari; il processo di sviluppo può restare nascosto pertanto non open source.

    Hai ragione che il C# è semplicemente un linguaggio, ma senza le librerie a runtime non serve a nulla; nessuno (o quasi) usa solo il linguaggio.

    OpenBSD non è libero secondo la definizione della FSF di distro libere. Uno può ribattere che la definizione è troppo restrittiva (come hanno fatto nella discussione che hai riportato) e meno male che non siamo tutti d’accordo! In ogni caso OpenBSD non segue questa definizione perchè nei ports include software non libero e pertanto non viene considerato completamente libero. OpenBSD senza ports è libero, con i ports no.
    “Libero” è un aggettivo, come l’ho inteso io nel paragrafo precedente è come lo intende RMS e la FSF per le distro.

  • # 274
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giuseppe:

    No, open source non è un requisito fondamentale, da http://www.opensource.org:

    “Open source is a development method for software that harnesses the power of distributed peer review and transparency of process.”

    Questo non è requisito fondamentale per il software libero, io posso sviluppare un programma e distribuire il sorgente solo quando distribuisco pure i binari; il processo di sviluppo può restare nascosto pertanto non open source.

    Mi spiace, ma è scritto chiaramente: il software libero ha come prerequisito l’essere open source.

    Free software is a matter of the users’ freedom to run, copy, distribute, study, change and improve the software.

    Le ultime tre parti si possono concretizzare se hai il sorgente. In ogni caso:

    Access to the source code is a precondition for this.

    Mi sembra inequivocabile: libero se e solo se il sorgente è accessibile.

    Hai ragione che il C# è semplicemente un linguaggio, ma senza le librerie a runtime non serve a nulla; nessuno (o quasi) usa solo il linguaggio.

    Questo è un altro discorso (e ci sarebbe di che discutere, ma non è questo il contesto), se permetti, che nulla toglie a quanto ho scritto sia sull’articolo che qui nei commenti.

    OpenBSD non è libero secondo la definizione della FSF di distro libere. Uno può ribattere che la definizione è troppo restrittiva (come hanno fatto nella discussione che hai riportato) e meno male che non siamo tutti d’accordo! In ogni caso OpenBSD non segue questa definizione perchè nei ports include software non libero e pertanto non viene considerato completamente libero. OpenBSD senza ports è libero, con i ports no.
    “Libero” è un aggettivo, come l’ho inteso io nel paragrafo precedente è come lo intende RMS e la FSF per le distro.

    Mi spiace, ma qui stai commettendo ESATTAMENTE lo stesso STESSO ERRORE di Stallman.

    OpenBSD, infatti, NON contiene assolutamente software “non libero” secondo la definizione che egli ne ha dato. Neppure una riga di codice. Neppure un binario. Neppure un firmware. Nulla di nulla.

    Nei port non c’è nulla di tutto ciò, ma semplicemente delle URL (contenute in un Makefile) a repository di software che può non essere libero.

    Dalle mie parti URL (o != se preferisci) da software.

    E’ un errore madornale che, come puoi leggere tu stesso dai link che ho fornito nell’articolo.

    Nonostante ciò, e dopo aver ammesso pubblicamente l’errore (vedi link, appunto: la discussione è visionabile da chiunque in tutti i suoi messaggi), Stallman continua a non includere OpenBSD nella lista dei s.o. “liberi”.

    Tanto basta, per quanto mi riguarda.

  • # 275
    Giuseppe
     scrive: 

    No, le libertà che tu indichi valgono nel momento in cui ricevi il programma, se hai i binari allora hai pure i sorgenti, non mentre è sviluppato. L’open source è una modalità di sviluppo, il software libero no. Non basta fornire il sorgente per dire che è open-source, ma svilupparlo seguendo quella metodologia.

    Non ha mai ammesso che il sistema OpenBSD è libero secondo la definizione che segue la FSF per le distro, poichè fornisce indicazioni per installare software non-libero, che c’è di difficile da capire? Uno può essere d’accordo o meno, ma questo è il punto di vista della FSF e di RMS.

    Mi era saltato questo punto:

    “privatamente dà dei consigli, e pubblicamente altri” -> Perchè privatamente ha la possibilità di dare spiegazioni al singolo individuo, del tipo: “Installare OpenBSD senza ports” o “installare Debian senza non-free e usando linux-libre”, se le dà in pubblico alcune parti possono essere tagliate e passare per “Installare OpenBSD” ed “Installare Debian”.

    Anche quelli di RedHat hanno espresso preoccupazione per Mono, pure loro sono strampalati?

    http://blog.internetnews.com/skerner/2009/06/fedora-is-concerned-about-mono.html

  • # 276
    j
     scrive: 

    Anche quelli di RedHat hanno espresso preoccupazione per Mono, pure loro sono strampalati?

    quando è stato scritto l’ articolo che hai linkato? risposta: il 12 giugno scorso
    invece, che microsoft avrebbe applicato la community promise alle parti ECMA di .Net – o che (cosa per certi versi più importante) il progetto Mono avrebbe scisso la parte standard libera, da quella su cui pendono dei brevetti, quando si è saputo? risposta: il 6-7 luglio scorso ( http://www.osnews.com/story/21784/C_CLI_Under_Community_Promise_Mono_Split_in_Half http://tirania.org/blog/archive/2009/Jul-06.html )

    che una distribuzione basata su codice quanto più possibile libero, e priva di garanzie in merito a brevetti pendenti sul codice non avendo accordi con il detentore di questi (a differenza di novell) esprimesse preoccupazione per un runtime su cui tali brevetti ancora pendevano (già che si doveva prendere “o tutto Mono, o niente”), è logico e consequenziale

    ma citare la cosa (e solo quella) al di fuori del suo contesto storico e causale, al solo fine di rafforzare l’ argomento proprio e del proprio profeta ( o guru), può essere solo disinformazione, fallacy, condizionamento, malafede

  • # 277
    Giuseppe
     scrive: 

    ma ancora Fedora non include Mono, o mi sbaglio?

    La mia è malafede? Invece cercare di dare un peso alla tesi sparlando di RMS cosa è?

    Nell’articolo è riportato un elenco di vicende di RMS che non c’entrano assolutamente nulla.

  • # 278
    j
     scrive: 

    ma ancora Fedora non include Mono, o mi sbaglio?

    se Fedora ancora “non include Mono” (a parte il fatto che per il futuro si dovrebbe chiarire a quale parte di Mono ci si riferisce parlando di inclusione) può voler dire che:
    il progetto di splitting non è ancora stato realizzato;
    o è stato realizzato ma quelli di Fedora non ne sono a conoscenza (vuoi perchè non si sono presi la briga di informarsi sulle evoluzioni sebbene una certa responsabilità di farlo l’ avessero. trattandosi di un progetto su cui loro si sono permessi di commentare – vuoi perchè nessuno li ha avvertiti);
    o è stato realizzato ma a quelli di Fedora non interessa (magari perchè gli sviluppatori avevano cose più importanti/interessanti/utili a cui dedicarsi – server sonori, splash screen, ridurre di qualche secondo i tempi di boot – che non rivalutare l’ inclusione di un runtime managed di cui i programmi, e i programmatori giovano non poco);
    o è stato realizzato, Mono-CLI è incluso per default, ma tu non ne sei a conoscenza (e allora saresti in difetto per non esserti preso la briga di aggiornarti prima di postare qui)
    o ne eri a conoscenza, ma l’ hai volutamente ignorato (cosa che avrebbe denotato una malafede, o disonestà intellettuale se vuoi, ancora maggiore)

    ora, per quanto mi riguarda non ho nè il tempo nè la voglia di ricercare se lo split di MOno nella parte “ECMA” e nella parte microsoft – novell sia stato effettivamente messo in opera, o se quelli di fedora siano o meno tornati sui loro passi – ma in realtà ora, è del tutto irrilevante, dal momento che l’ annuncio di intenzioni è stato fatto, da una parte e dall’ altra rimuovendo quello che per quelli di fedora era il principale impedimento

    La mia è malafede?

    giustificare un argomento che di suo è puramente dogmatico (e quindi non valido in un ambiente di discussione tecnico come dovrebbe essere questo, dove il “è così perchè lo ha detto tizio” non dura, o non ha ragione di durare, più di mezzo secondo) distorcendo la realtà dei fatti, sì, è mancanza di onestà intellettuale – malafede, se vuoi

    Invece cercare di dare un peso alla tesi sparlando di RMS cosa è?

    in primis, quale sarebbe la tesi?
    non pensare che la tesi sia che “MONO è OK”, perchè quella non è la tesi da dimostrare – è l’ ipotesi di partenza, è un dato di fatto – dimostrato quantomeno dagli innumerevoli sviluppatori che un ambiente di sviluppo rapido e multilinguaggio di applicazioni managed lo apprezzano sotto windows e lo desiderano sotto altri sistemi (e guarda caso solo Stallman nel suo intransigente fanatismo e i suoi altrettanto fanatici discepoli, invitano a rifuggire non già da .Net, ma da MONO e C# incondizionatamente)

    la tesi che l’ articolo cercava di dimostrare è esattamente la non presentabilità di Richard Stallman come personaggio pubblico, e che in pubblico si presenta da portavoce di un movimento
    movimento al cui interno pure si trovano individui più pragmatici e meno antisociali;
    individui che pur condividendo un ideale in cui ognuno possa disporre di sw libero, non si sognano di mettere la realizzazione di un prodotto commerciale (lo sviluppo di sw closed source) a fianco di crimini come assassini e stupri (http://www.gnu.org/philosophy/my_doom.html , riga 9 e seguenti);
    individui che pur non presenziando alle conferenze in giacca e cravatta (magari non obbligatoria ma mai disprezzata, almeno nella mia esperienza) quantomeno si lavano e non fanno ciò che al loro portavoce si vede fare in un filmato ( http://www.youtube.com/watch?v=I25UeVXrEHQ) che ha fatto il giro del globo

    ora, come diceva giustamente cesare poc’ anzi, tu puoi benissimo sentirti rappresentato da un personaggio del genere – è un problema tuo, non nostro…

    Nell’articolo è riportato un elenco di vicende di RMS che non c’entrano assolutamente nulla.

    lo sbaglio è credere che non c’ entrino nulla…
    in realtà, come il personaggio Stallman (nel mio dizionario RMS significa solo media quadratica -Root Mean Square- per cui ti pregherei di evitare acronimi non attinenti) si intromette in un modo o nell’ altro in ogni aspetto del mondo informatico (e non solo) esprimendosi ad ogni piè sospinto su sistemi operativi, console, ambienti di sviluppo, ma anche sulla scarsità di risorse del pianeta (salvo essere lui stesso alquanto sovrappeso…), sulla crescita demografica (che non dovrebbe avvenire, la gente non dovrebbe avere figli) – appare solo che logico, far capire quanto divergente dal buon senso comune appaia il suo “verbo” e il suo modo di apparire in pubblico citando o mostrando lo stesso in contesti differenziati, mettendo da parte quel tutto sommato poco, codice (un compilatore, una shell e un editor li posso sviluppare anch’ io, ed anche da solo, se mi dai vent’ anni di tempo…) che ha scritto…

  • # 279
    Giuseppe
     scrive: 

    sei libero di farti rappresentare da gente in giacca e cravatta, Stallman, può piacere o no, ma sicuramente si trova lì solo ed esclusivamente per le sue qualità.

    Ha scritto poco? Buahaha, bella questa! Basterebbe emacs per considerarlo uno dei più grandi di tutti i tempi….e non ha scritto solo questo.

    Scusa, non ero a conoscenza del fatto che il tuo dizionario non gestisce le collisioni o hai voluto mostrare che hai fatto il primo anno di ingegneria?

    Lui per lavorare a GNU ha lasciato tutto, nessuno gli ha regalato 20 anni, come la maggior parte delle persone che lavorano nel free software lo fanno nel tempo libero senza chiedere niente a nessuno. Perchè invece di parlare a vanvera e togliere credito agli altri, non ti metti e scrivi un compilatore ed un editor? Mi offro come tester.

    Stallman, oltre ai programmi che ha scritto, ha inventato la GPL che ha rivoluzionato l’informatica. Oltre a criticare la gente, tu che hai fatto?

  • # 280
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giuseppe:

    No, le libertà che tu indichi valgono nel momento in cui ricevi il programma, se hai i binari allora hai pure i sorgenti, non mentre è sviluppato. L’open source è una modalità di sviluppo, il software libero no. Non basta fornire il sorgente per dire che è open-source, ma svilupparlo seguendo quella metodologia.

    Non necessariamente. Il cardine è rappresentato dall’accessibilità ai sorgenti. Poi è possibile anche adottare questa metodologia di sviluppo e distribuzione.

    http://www.opensource.org/docs/osd

    “Open source doesn’t just mean access to the source code. The distribution terms of open-source software must comply with the following criteria:”

    http://en.wikipedia.org/wiki/Open_source

    “Open source describes practices in production and development that promote access to the end product’s source materials—typically, their source code. Some consider it as a philosophy, and others consider it as a pragmatic methodology.”

    Come vedi la base è rappresentata dall’accessibilità. Sul resto ci sono ampi margini di discussione.

    Non ha mai ammesso che il sistema OpenBSD è libero secondo la definizione che segue la FSF per le distro, poichè fornisce indicazioni per installare software non-libero, che c’è di difficile da capire? Uno può essere d’accordo o meno, ma questo è il punto di vista della FSF e di RMS.

    Il sistema di port include delle URL in un Makefile. Null’altro. Come puoi leggere tu stesso dal team leader: http://marc.info/?l=openbsd-misc&m=119750352332512&w=2

    Richard, you are wrong. You said very clearly in your interview that the ports tree contains non-free software. It does not. It is just a
    scaffold of Makefiles containing URLs, and an occasional patch here or there.

    Mi era saltato questo punto:

    “privatamente dà dei consigli, e pubblicamente altri” -> Perchè privatamente ha la possibilità di dare spiegazioni al singolo individuo, del tipo: “Installare OpenBSD senza ports” o “installare Debian senza non-free e usando linux-libre”, se le dà in pubblico alcune parti possono essere tagliate e passare per “Installare OpenBSD” ed “Installare Debian”.

    E’ una motivazione debole. Nella posizione che occupa la coerenza è molto più importante. La stessa che pretende dagli altri con le sue definizioni di piattaforma “libera”, come nel caso di OpenBSD, appunto.

    La mia è malafede? Invece cercare di dare un peso alla tesi sparlando di RMS cosa è?

    Come ti ho già ripetuto più volte, l’articolo ha un preciso obiettivo. Non si tratta di chiacchiere da comare, ma riguarda la presentabilità di Stallman.

    Nell’articolo è riportato un elenco di vicende di RMS che non c’entrano assolutamente nulla.

    Col fine dell’articolo, e te lo ripeto per l’n-esima volta visto che non vuoi proprio capire, c’entrano benissimo. Anzi, sono lì apposta a testimonare che Stallman non è la persona giusta per rappresentare la comunità open source e/o free.

    Sul resto concordo con j (e guardati pure il video e dimmi se ti senti rappresentato da uno così).

    Oltre a criticare la gente, tu che hai fatto?

    Qui ricadi nuovamente sul ricorso all’autorità.

  • # 281
    Giuseppe
     scrive: 

    Il testo che hai riportato avvalora quello che ho detto in precedenza:

    “Open source describes practices in production and development that promote access to the end product’s source materials—typically, their source code. Some consider it as a philosophy, and others consider it as a pragmatic methodology.”

    Un programma è open-source o meno a seconda di come è stato sviluppato, di come si è arrivati al prodotto finale.

    Per il software libero questo è del tutto irrilevante, un programma per essere libero al momento della distribuzione deve essere accompagnato dai sorgenti; non vedo margini di discussione, trattandosi di definizioni.

    Le parole che hai riportato sono di Theo de Raadt non di Stallman. Stallman non ha cambiato idea e secondo la sua definizione di distro gratuita OpenBSD non lo è. E’ esattamente la stessa definizione usata per tutte le distro, da Debian a Fedora, da Ubuntu a Gentoo. Questa è coerenza, non quello che dice in privato.

    Sono sempre più convinto che quest’articolo avrebbe potuto evitarsi la black-list di cose negative per demonizzare una persona.

    Possiamo discuterne per giorni, ma resta un grande che ha rivoluzionato l’informatica degli ultimi 30 anni, potrà sembrare pazzo per alcune sue uscite ma se fosse stato normale probabilmente adesso avrebbe una famiglia e scriverebbe programmini in C# 8 ore al giorno, 15 giorni di ferie pagate.

    W la pazzia e chi ne è colpito.

  • # 282
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giuseppe:

    Il testo che hai riportato avvalora quello che ho detto in precedenza:

    “Open source describes practices in production and development that promote access to the end product’s source materials—typically, their source code. Some consider it as a philosophy, and others consider it as a pragmatic methodology.”

    Un programma è open-source o meno a seconda di come è stato sviluppato, di come si è arrivati al prodotto finale.

    Hai dimenticato di riportare il primo link che avevo accluso e il relativo contenuto. L’obiettivo era di evidenziare che la base comune rimane l’accessibilità ai sorgenti.

    Sulla produzione del software, invece, non c’è una visione comune, specialmente alla luce della storia che riporta esempi di software sviluppato internamente e poi distribuito coi sorgenti. In particolare il public domain è una dimostrazione di ciò.

    Le parole che hai riportato sono di Theo de Raadt non di Stallman. Stallman non ha cambiato idea e secondo la sua definizione di distro gratuita OpenBSD non lo è. E’ esattamente la stessa definizione usata per tutte le distro, da Debian a Fedora, da Ubuntu a Gentoo. Questa è coerenza, non quello che dice in privato.

    Stallman ha problemi anche a esporre le sue idee. Ha accusato OpenBSD di INCLUDERE software non libero e, pertanto, di averlo classificato come s.o. “non libero”, per poi ammettere il suo errore nell’uso del termine sbagliato:
    http://marc.info/?l=openbsd-misc&m=119757178526484&w=2
    http://marc.info/?l=openbsd-misc&m=119776352325391&w=2
    http://marc.info/?l=openbsd-misc&m=119775712918865&w=2
    http://marc.info/?l=openbsd-misc&m=119922344114826&w=2
    http://marc.info/?l=openbsd-misc&m=119960776023153&w=2

    Ecco perché è stato letteralmente seppellito dalla comunità OpenBSD, e in particolare da Theo de Raadt.

    Sono sempre più convinto che quest’articolo avrebbe potuto evitarsi la black-list di cose negative per demonizzare una persona.

    Continui a non voler capire, e nemmeno rispondi alle domande: si vede che è troppo imbarazzante anche per te l’argomento “rappresentabilità” associato a Stallman.

    Il che dimostra, semmai ce ne fosse stata ulteriore conferma, che l’articolo ha raggiunto lo scopo per cui è stato scritto: provare che non è la persona adatta in quanto impresentabile anche per i suoi stessi sostenitori.

    Possiamo discuterne per giorni, ma resta un grande che ha rivoluzionato l’informatica degli ultimi 30 anni, potrà sembrare pazzo per alcune sue uscite ma se fosse stato normale probabilmente adesso avrebbe una famiglia e scriverebbe programmini in C# 8 ore al giorno, 15 giorni di ferie pagate.

    W la pazzia e chi ne è colpito.

    Non ho nulla da togliergli per i sui suoi contribuiti al software open source (anche se sono curioso di vedere il codice che ha scritto).

    Sul resto, invece, c’è parecchio da dire…

  • # 283
    Giuseppe
     scrive: 

    Certo, sia open-source che software libero si basano sull’accesso al codice sorgente, ma la differenza sostanziale sta in quale momento questo succede, sono simili ma non identici e come ho già detto in precedenza, possono esistere tutti i 4 casi per dirla in altri termini: una categoria non implica l’altra.

    Ho letto tutta la discussione sul misc-openbsd, e sfortunatamente i developer di openbsd lo hanno semplicemente offeso senza cercare di comprendere le sue motivazioni. Non voglio buttare fango su nessuno, ma sicuramente non sono la community più friendly di questo mondo.

    Risponderò direttamente alla tua domanda; credo che Stallman sia un ottimo rappresentante per il movimento del software libero, a prescindere da alcuni suoi comportamenti che li considero irrilevanti per le idee che porta avanti.

    Sul primo punto devo aggiungere inoltre che è la mia opinione personale, uno può condividerla o meno, e non mi aspetto che lo sia.

  • # 284
    j
     scrive: 

    sei libero di farti rappresentare da gente in giacca e cravatta

    io personalmente, non essendo in alcun modo “indottrinato” nè aderente di alcuna “chiesa” (che non sia quella del buon SW design / engineering o, al più se vuoi, quella di coloro per i quali l’ informatica, da mero strumento, e da pura scienza applicata quale è, sia al di là di ogni posizione politica e non abbia bisogno nè di idoli nè di rivoluzioni), sono nella (mi rendo conto) invidiabile posizione di non aver bisogno di farmi rappresentare da nessuno :-)
    per me diventa un problema più che altro pratico… diciamo che di uno speaker che si presenti e tenga un comportamento quantomeno dignitoso e rispettoso dei suoi interlocutori, riesco meglio a seguire ciò che dice, non dovendo pensare ad altro – mentre di fronte a un anglofono dal forte olezzo (che poi magari “traffica” con i piedi nudi quando è sovrappensiero) mi riesce molto ma molto più difficile, dovendo vincere il ribrezzo, la forte tentazione di voltarmi dall’ altra parte o di uscire dalla stanza, oltre che concentrarmi su ciò che dice…
    è per voialtri, che cercate di inculare la vostra personale concezione di libertà a chi ancora non l’ ha abbracciata, di “vendere” a chi ancora non ha visto la luce, un ideale che comunque comporta un certo prezzo (tempo, dedizione, rinuncia al più funzionale sw proprietario, in cambio di sw gratuit – pardon, “libero”) che invece si pone il problema di avere un portavoce accattivante ( e personalmente non ho mai visto nessun testimone di Geova, o nessun piazzista di alcun genere – dai corsi di apprendimento rapido alle cialde per il caffè espresso agli aspirapolvere biancoverdi – che fosse meno che impeccabile)

    ma sicuramente si trova lì solo ed esclusivamente per le sue qualità.

    tu puoi continuare a pensarla come credi, a me non interessa;
    nel frattempo la poca credibilità che la free software foundation aveva agli occhi dell’ opinione pubblica internazionale continua inesorabilmente a svanire ( e iniziative come windows7sins non aiutano, anzi sono parte del problema… più o meno come l’ atteggiamento puramente denigratorio e mai costruttivo di certa sinistra italiana)

    Scusa, non ero a conoscenza del fatto che il tuo dizionario non gestisce le collisioni o hai voluto mostrare che hai fatto il primo anno di ingegneria?

    il mio dizionario le collisioni le gestisce, e bene, è proprio “RMS” che non è ammissibile come alias di richard stallman essendo quest’ ultimo un personaggio reale, pubblico e noto – parlare per acronimi è un’ usanza colloquiale tipica di certi ambienti e potrà andare bene sulla LKML, ma non su appunti digitali

    Lui per lavorare a GNU ha lasciato tutto

    veramente a me risulta che Stallman sia rimasto nel suo laboratorio al MIT e abbia continuato a portare avanti il progetto GNU (ed altre ricerche) da lì ;-)

    Perchè invece di parlare a vanvera e togliere credito agli altri, non ti metti e scrivi un compilatore ed un editor? Mi offro come tester.

    ci sto, ci si risente nel 2029 per il testing e QA della release candidate ( considerando che il progetto GNU è nato nel 1983 anni fa, e considerando che mi dovrò sobbarcare tutto il lavoro da solo, almeno una ventina d’ anni me li devi concedere, per equità…) ;-)

    Stallman, oltre ai programmi che ha scritto ha inventato la GPL

    programmi di cui per la cronaca non c’ era tutto ‘sto bisogno, esistendo già BSD – a cui GNU non ha fatto altro che aggiungere un clone, alimentando la monocultura unix a discapito della diversità tecnica tra sistemi operativi…

    Oltre a criticare la gente, tu che hai fatto?

    il mio curriculum non è in discussione – o se lo è, lo è altrettanto il tuo, quindi potrei rivolgerti la stessa domanda, chiederti con quale autorità tu abbia espresso la tua opinione attaccando personalmente un pari tuo (atteggiamento che su un forum verrebbe sanzionato, per inciso), cosa te ne abbia dato il diritto…
    ma non te lo chiederò, mi limiterò a farti notare come così facendo ti sia qualificato automaticamente come persona condizionata dal culto della personalità e incapace di accettare una critica rivolta non già a te stesso ma all’ idolo Stallman – quindi una persona per definizione non obiettiva, i cui post valgono meno di zero in una discussione su un sito in cui obiettività e distacco sono fondamentali

  • # 285
    Giuseppe
     scrive: 

    J, nessuno mette in discussione il tuo curriculum, anzi chiedo scusa per la domanda inopportuna.

    Non sono condizionato da nessuna dottrina, sto semplicemente chiedendo di rispettare Stallman come chiunque abbia contribuito al sw libero, i punti riportati sono irrilevanti alla posizione che occupa e per le idee che porta avanti. Senza dubbio mi fido più di Stallman e della FSF che di una multinazionale come la Microsoft, lo schifo che fanno lo posso vedere ogni giorno all’università che mi sembra sempre di più un negozio di informatica dove vendere programmi proprietari, un ambiente dove sarebbe più auspicabile l’utilizzo di software libero, come GNU/Linux o qualsiasi BSD.

    Ritornando al nostro beniamino :-) Ti risulta male, Stallman ha abbandonato tutto per dedicarsi a GNU, non ha continuato a lavorare al MIT come hai riportato tu.
    Inoltre, Emacs era pronto già dopo pochi anni, idem per GCC. Il 2029 è troppo tardi ;-) Poi GNU comprende intorno a 400 progetti, è riduttivo pensare solo a GCC ed Emacs.

    Le campagne portate avanti dalla FSF potranno sembrare un pò estreme e da esaltati, però hanno permesso di far aprire gli occhi su molti problemi (per chi li considera tali ovviamente), che non sarebbero apparsi con posizioni più moderate, se uno non è d’accordo comunque può sempre ignorarle.

  • # 286
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giuseppe:

    Ho letto tutta la discussione sul misc-openbsd, e sfortunatamente i developer di openbsd lo hanno semplicemente offeso senza cercare di comprendere le sue motivazioni. Non voglio buttare fango su nessuno, ma sicuramente non sono la community più friendly di questo mondo.

    Questo è ben noto, e proprio per questo Stallman avrebbe dovuto pensarci bene prima di tirare in ballo OpenBSD affibiandogli una falsità.

    L’ha fatto in un’intervista accusando questo s.o. di INCLUDERE codice non libero. Ha poi scritto quella mail, che ha iniziato il thread, ribadendo il concetto. Ha proseguito affermando alacremente che “qualcuno gli aveva detto che OpenBSD conteneva codice non libero”. Ha confermato il fatto che spesso opera in questo modo, per “sentito dire” da parte di gente che gli riporta delle informazioni che lui nemmeno si preoccupa di verificare. E così via fino all’ammissione di aver usato parole sbagliate.

    Direi che ce n’è abbastanza per far andare su tutte le furie una comunità che, ripeto, è ben nota per la sua suscettibilità, a maggior ragione quando si vede pubblicamente (tramite l’intervista che per forza di cose ha un’eco ben più vasta di uno scambio di posta in una mailing list altamente specializzata) accusata di informazioni assolutamente false.

    Risponderò direttamente alla tua domanda; credo che Stallman sia un ottimo rappresentante per il movimento del software libero, a prescindere da alcuni suoi comportamenti che li considero irrilevanti per le idee che porta avanti.

    Benissimo. Personalmente ho un’idea diametralmente opposta e ho lungamente spiegato anche il perché: ho il diritto di poter esprimere la mia opinione senza venire accusato di lesa maestà o divinità?

    Non sono condizionato da nessuna dottrina, sto semplicemente chiedendo di rispettare Stallman come chiunque abbia contribuito al sw libero, i punti riportati sono irrilevanti alla posizione che occupa e per le idee che porta avanti.

    Si può rispettare Stallman per il lavoro che ha fatto, ma non per tutto il resto. Le due cose, logica alla mano, sono ben diverse.

    Non è che la prima garantisca automaticamente l’immunità per qualunque cosa. Che facciamo, liberiamo Hans Reiser anche se ha ucciso la moglie, soltanto per il lavoro che ha fatto sul suo filesystem?

    Senza dubbio mi fido più di Stallman e della FSF che di una multinazionale come la Microsoft, lo schifo che fanno lo posso vedere ogni giorno all’università che mi sembra sempre di più un negozio di informatica dove vendere programmi proprietari, un ambiente dove sarebbe più auspicabile l’utilizzo di software libero, come GNU/Linux o qualsiasi BSD.

    Ma non vedo perché. Io preferisco sviluppare con un comodo IDE qual è Visual Studio Express (che è gratuito), che aumenta la mia produttività e riduce i mal di testa causati dalla caccia a bug scogniti.

    Stiamo parlando di strumenti, e questi vanno valutati in base alle proprie esigenze e al progetto a cui si lavora, scegliendoli in maniera opportuna. Non sulla base di ideologie che lasciano il tempo che trovano.

    Poi mi risulta che tanti studenti universitari si portano a casa licenze gratuite di prodotti MS, per cui non capisco quale sia il problema.

  • # 287
    Giuseppe
     scrive: 

    Hans Reiser è un omicida. Stallman al massimo uno che non si lava spesso, non credo che possono essere paragonati. La seconda è una questione di costumi e ognuno è libero di fare come gli pare, non danneggia nessuno.

    Il problema con l’uni? Tutte le licenze dei computer usati nei laboratori chi le paga? Non le paghiamo noi contribuenti? OT: è la stessa questione di comprare un computer e trovarsi automaticamente una licenza per un OS proprietario. Non è libertà di scelta, questa è sottomissione a Microsoft, che nella mia visione delle cose non rappresentano il bene.

  • # 288
    j
     scrive: 

    Giuseppe

    lo schifo che fanno lo posso vedere ogni giorno all’università che mi sembra sempre di più un negozio di informatica dove vendere programmi proprietari, un ambiente dove sarebbe più auspicabile l’utilizzo di software libero, come GNU/Linux o qualsiasi BSD.

    una persona può attribuire a un oggetto, un significato ideologico, ma quest’ ultimo in realtà è avulso da ogni ideologia, per il semplice fatto che non ne ha nozione, a maggior ragione per dei sistemi operativi e applicazioni informatici che sono, come diceva giustamente cesare, strumenti, il cui scopo è permettere all’ utente di svolgere dei lavori o raggiungere comunque un obiettivo (che può anche essere l’ intrattenimento)
    ora, la qualità di uno strumento i misura sul campo e nella misura in cui soddisfa i bisogni dell’ utenza a cui è rivolto, non dall’ ideologia (e dal modello di sviluppo a sua volta indotto da questa) che lo ha prodotto (semmai è il sw a dimostrare la possibilità, per un certo modello di sviluppo, di produrre buoni strumenti – non viceversa)
    se l’ ecosistema FOSS è capace di produrre software che soddisfi le esigenze dell’ utente tanto meglio, ma non è affatto un obbligo nè un requisito nè scontato (anzi, nell’ ultimo paio di decadi ho visto più spesso il contrario, e parecchio sw spartano, o dalle scarse funzionalità, con UI prive di cura, consistenza, attenzione per il workflow, od anche conoscenza del dominio applicativo, sviluppate in progetti che il QA non sapevano dove stesse di casa…)
    non so che corso di studi tu stia seguendo all’ università, ma se sei nell’ informatica o ingegneria informatica, perdonami se te lo dico in modo forse brusco, stai partendo col piede sbagliato
    un (ingegnere/) informatico non può essere ideologizzato, perchè il pregiudizio ideologico compromette la sua capacità di scegliere (quando concesso) gli strumenti di lavoro, o di creare buoni strumenti per l’ utente
    non ti puoi permettere di provare schifo per il sw proprietario quando, a parte qualche componente infrastrutturale (quindi sw “orizzontale”) sui server e sull’ 1% dei client, e qualche applicazione, (che anche uniti, coprono una men che minima parte di quello che si può considerare “panorama informatico” complessivo) quasi tutto quelli che vedi (dal segnalamento e controllo ferroviario ai forni a microonde passando per le macchine TAC ed MRI, dai sistemi “big iron” agli smartphone passando per le console, dai gestionali ai videogiochi passando per le web application) funziona su sw proprietario – e dall’ altra parte sviluppando per lavoro ciò che tu stesso dovrai fare è porre la tua vita professionale al servizio in primis dell’ utente, per far sì che quest’ ultimo veda nel codice da te prodotto un bene, il cui valore giustifichi l’ acquisto..

    Ritornando al nostro beniamino :-) Ti risulta male, Stallman ha abbandonato tutto per dedicarsi a GNU, non ha continuato a lavorare al MIT come hai riportato tu.

    su questo faccio ammenda, in effetti avrebbe lasciato il MIT nel 1984 per dedicarsi interamete a GNU (almeno stando a wikipedia)
    solo che questo non fa che aumentare la mia perplessità e curiosità su come avrebbe vissuto fino a oggi … di conferenze e donazioni alla FSF ? :-O

    Le campagne portate avanti dalla FSF potranno sembrare un pò estreme e da esaltati, però hanno permesso di far aprire gli occhi su molti problemi (per chi li considera tali ovviamente), che non sarebbero apparsi con posizioni più moderate, se uno non è d’accordo comunque può sempre ignorarle.

    infatti la gente (sia la genete normale i cosiddetti “utenti finali” – ma anche, vedo ultimamente parecchi appassionati e utenti di sw libero/ open source) finisce proprio per ignorarle non dandovi più peso nè attenzione, come non si dà peso all’ ubriaco che per strada grida improperi e maledizioni mentre si passa..

    Cesare:

    Ha confermato il fatto che spesso opera in questo modo, per “sentito dire” da parte di gente che gli riporta delle informazioni che lui nemmeno si preoccupa di verificare. E così via fino all’ammissione di aver usato parole sbagliate.

    idem nel caso della presunta backdoor in OS X, accusa ripetute ad ogni possibile occasione, salvo poi ammettere di aver dato retta a voci non confermate…

  • # 289
    j
     scrive: 

    Il problema con l’uni? Tutte le licenze dei computer usati nei laboratori chi le paga? Non le paghiamo noi contribuenti?

    “i contribuenti” no, al limite al limite lo studente con una parte della retta accademica – inoltre, che io sappia microsoft , così come altre sw house con le università fanno accordi di volume licensing (oltre a regalare parecchie licenze) che finiscono per far risultare la soluzione proprietaria molto più conveniente di quanto non sembri – a ciò aggiungi programmi come MSDNAA e i benefici che questi danno agli studenti.

    Non è libertà di scelta, questa è sottomissione a Microsoft, che nella mia visione delle cose non rappresentano il bene.

    dammi un sistema operativo moderno, che non sia un clone(per di più accrocchiato e tenuto insieme con lo spago) di un altro basato su concetti e specifiche vecchie di almeno 20 anni, che lato applicativo e drivers, sia compatibile con sè stesso per un certo periodo superiore ai 6 mesi, e lo userò;
    dammi un runtime multilinguaggio all’ altezza del CLR/CLI, e un framework funzionalmente completo, a sua volta retrocompatibile e accessibile senza richiedere binding da ogni linguaggio (no, QT è valido ma è legato a una sua variante di C++, per linguaggi diversi necessita di bining,, quindi non è paragonabile) e li userò;
    dammi degli strumenti di sviluppo all’ altezza di quelli microsoft e li userò;
    fino ad allora continuerò a preferire gli strumenti microsoft, grazie

  • # 290
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giuseppe:

    Hans Reiser è un omicida. Stallman al massimo uno che non si lava spesso, non credo che possono essere paragonati. La seconda è una questione di costumi e ognuno è libero di fare come gli pare, non danneggia nessuno.

    Ed entrambi ampiamente criticabili al di fuori del lavoro che hanno svolto. L’iperbole serviva a sottolineare questo.

    Il problema con l’uni? Tutte le licenze dei computer usati nei laboratori chi le paga? Non le paghiamo noi contribuenti?

    In parte. Per il resto ci sono due cose da considerare: il TCO e l’uso di strumenti utili all’insegnamento e/o al lavoro.

    Non puoi, quindi, escludere aprioristicamente un prodotto come Windows che è il più diffuso, per il quale esistono montagne di applicazioni (anche gratuite), e che ha costi di manutenzione inferiori agli altri s.o..

    OT: è la stessa questione di comprare un computer e trovarsi automaticamente una licenza per un OS proprietario.

    Se compri un computer con la licenza di Windows, la colpa è soltanto tua che hai fatto una scelta sbagliata.

    Non è libertà di scelta, questa è sottomissione a Microsoft, che nella mia visione delle cose non rappresentano il bene.

    Hai una visione troppo ideologica e integralista. Un professionista non può essere influenzato e polarizzare l’attenzione soltanto in una direzione.

  • # 291
    Giuseppe
     scrive: 

    perchè una persona deve seguire gli schemi da voi imposti? Perchè deve vestire e comportarsi in un certo modo?
    Uccidere una persona non è una libertà personale, quindi il paragone è completamente sbagliato.

    Stallman ha vinto prestigiosi premi d’informatica, e con relativo compenso, ha soldi a sufficienza per poter continuare a fare quello che sta facendo.
    La FSF attira più gente di quanto si possa immaginare adesso, si può anche vedere la lista degli sponsor, che vanno da IBM a Google, se le campagne da loro portate avanti non sono condivise da voi, non significa che sono “strampalate”. Stallman non è un autorità che deve dimettersi, ma rappresenta la FSF e il progetto GNU che lui stesso ha fondato.

    Continuate a buttare fango su un personaggio che per qualche motivo non sopportate, evidenziandone soltanto gli aspetti negativi e che non c’entrano assolutamente nulla con le idee che porta avanti.

    Anche da altri articoli è facilmente intuibile la vostra posizione pro-Microsoft.

    La Microsoft non regala nulla, è un azienda e vive di profitti (come è giusto che sia), un MSDN “regalato” ad uno studente porterà loro parecchi soldi in futuro, è semplicemente un investimento.

  • # 292
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giuseppe:

    perchè una persona deve seguire gli schemi da voi imposti? Perchè deve vestire e comportarsi in un certo modo?
    Uccidere una persona non è una libertà personale, quindi il paragone è completamente sbagliato.

    Continui a non voler capire. Il punto è che anche una persona come Stallman è criticabile per cose che sono al di fuori dei suoi contributi al software libero.

    Detto in altri termini, il suo operato per il software libero non gli dà automaticamente l’immunità.

    Stallman ha vinto prestigiosi premi d’informatica, e con relativo compenso, ha soldi a sufficienza per poter continuare a fare quello che sta facendo.

    Questa rimane una tua opinione, senza fatti per suffragarla.

    La FSF attira più gente di quanto si possa immaginare adesso, si può anche vedere la lista degli sponsor, che vanno da IBM a Google, se le campagne da loro portate avanti non sono condivise da voi, non significa che sono “strampalate”.

    Non si può giudicare l’operato della FSF da singole campagne. Né tanto meno tu puoi generalizzare sulle opinioni espresse da qualcuno su singoli casi, perché questo significa mettere in bocca alla gente parole che non hanno mai pronunciato.

    Ciò per una pura e semplice questione di logica.

    Stallman non è un autorità che deve dimettersi, ma rappresenta la FSF e il progetto GNU che lui stesso ha fondato.

    Il problema è che la rappresenta male, e di questo ne sono convinti anche tanti sostenitori del software libero.

    Prova a fare una ricerca in giro.

    Continuate a buttare fango su un personaggio che per qualche motivo non sopportate, evidenziandone soltanto gli aspetti negativi e che non c’entrano assolutamente nulla con le idee che porta avanti.

    Mi spiace dover stigmatizzare ancora una volta che non capisci o, per meglio dire, non vuoi proprio capire lo scopo dell’articolo, che riguarda la RAPPRESENTABILITA’ di questo individuo.

    Per te non c’è problema. Per altri sì. Ed è bene che anche tu impari una buona volta a rispettare chi la pensa in maniera diversa e ha portato FATTI CONCRETI a sostegno delle proprie tesi.

    Prendendo in prestito quanto hai detto prima, perché una persona deve seguire gli schemi da te imposti? Perché deve comportarsi in un certo modo?

    Per una questione di pura e semplice coerenza dovresti accettare il fatto che non la pensiamo tutti come te, e abbiamo il pieno diritto di esprimerlo liberamente.

    E’ chiaro il concetto? Spero di non doverci tornare nuovamente, perché è seccante dover ripetere innumerevoli volte sempre le stesse cose. Mi bastano già i miei figli con cui devo farlo, ma sono giustificati dalla loro tenera età; non chi legge questo blog.

    Anche da altri articoli è facilmente intuibile la vostra posizione pro-Microsoft.

    Questo è un attacco ad hominem. N-esima fallacia logica a cui troppo spesso fai ricorso.

    Ma va bene così. Non sei il primo e nemmeno l’ultimo che prova a spostare la discussione ricorrendo a giochetti come questo.

    D’altra parte la logica non la vendono nemmeno al mercato…

    La Microsoft non regala nulla, è un azienda e vive di profitti (come è giusto che sia), un MSDN “regalato” ad uno studente porterà loro parecchi soldi in futuro, è semplicemente un investimento.

    Non c’è proprio nulla di male in questo, come è stato più volte sottolineato nei precedenti messaggi.

    Un professionista ha a che fare con il mercato, ed è giusto che tenga conto di TUTTE le variabili quando deve operare delle scelte.

    Altrimenti non è un professionista, ma un talebano adepto di una pseudoreligione.

    Anche qui dovresti imparare ad accettare chi la pensa diversamente da te ed espone le sue buone ragioni.

    Comunque le nostre posizioni sono assolutamente inconciliabili. Se vuoi continuare, fa pure, ma per come stai portando avanti la discussione non caverai un ragno dal buco.

  • # 293
    j
     scrive: 

    se le campagne da loro portate avanti non sono condivise da voi, non significa che sono “strampalate”

    non significa nemmeno che non lo siano – se prendi ad esempio windows7sins, puramente denigratoria, basata sul FUD, sull’ odio per microsoft e sull’ intento di condizionare gli utenti sprovveduti e condizionabili inculcando delle falsità – una società seria, che competa con la qualità dei propri prodotti e non gettando fango sulla concorrenza, può solo volersi dissociare da iniziative simili…

    La Microsoft non regala nulla, è un azienda e vive di profitti (come è giusto che sia)

    esattamente, al pari delle IBM e Google da te menzionate (guarda caso proprio quelle a cui del free software in sè e per sè importa meno in assoluto), la cui presenza nella lista degli sponsor della FSF non vuol dire nulla
    tutt’ al più che in un certo momento queste società hanno ritenuto conveniente “sporcarsi le mani” con codice free / open source per il proprio tornaconto (*), e/o per avere codice gratuito e più o meno funzionante su cui basare dei propri prodotti o servizi… ma sicuramente NON che esse condividano le tesi di stallman o avvallino la FSF in ogni crociata e iniziativa che questa porta avanti

    (*) per dire, la GSoC, cosa ti dà la certezza che sia un’ opera di beneficenza, e non piuttosto un modo per individuare sviluppatori di talento da reclutare in secondo tempo, o per far risolvere da sviluppatori non pagati bug e carenze in componenti open source infrastrutturali (quindi necessari) ?

    inoltre, non so se ci hai fatto caso… ultimamente nei (sempre più rari, tra l’ altro) spot televisivi di prodotti/servizi IBM, non si fa più menzione alcuna di linux, dopo un periodo ( intorno al cambio di millennio, se non ricordo male) in cui “powered by Linux” era in bella evidenza – e d’ altra parte ricordo chiaramente un filmato youtube di un keynote in cui qualcuno ha chiesto: “perchè non spingete di più linux e non lo pubblicizzate maggiormente?” – e la risposta del delegato IBM è stata “perchè non abbiamo alcuna ragione di farlo, visto che linux non è un nostro prodotto, ma solo un componente che attualmente usiamo come base per soluzioni complete sulla fascia bassa, ma che possiamo rimpiazzare in qualunque momento…”

    un MSDN “regalato” ad uno studente porterà loro parecchi soldi in futuro, è semplicemente un investimento.

    esatto, di cui però il beneficio più immediato lo percepisce lo studente…

  • # 294
    Ferdinando
     scrive: 

    RMS è un estremista?
    Sì, ma…

    Non capisco perché periodicamente qualcuno, come l’autore dell’articolo etc., possa pretendere di scegliere il leader della comunità del software libero senza far parte della suddetta comunità.

    Questo trovo scandaloso e non solo, pure scorretto e per niente democratico.
    Usando software non libero *paghiamo* e nonostante questo non abbiamo diritto su niente, né sul codice, né sullo sviluppo e tantomeno sugli amministratori delegati delle SPA che smerciano tali software.
    Perché ci prendiamo invece il diritto di criticare organizzazioni che non ci chiedono alcun impegno economico?

  • # 295
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Stai saltando di palo in frasca: l’articolo parlava di PRESENTABILITA’ riguardo a Stallman, ed è una qualità che gli manca sicuramente, come puoi leggere sia dall’articolo che dai commenti.

    Il diritto di critica, visto che siamo in un paese democratico (almeno finora, anche se la tendenza attuale ci sta portando in direzione Cina o Iran), c’è ancora, e scusami se mi sono permesso di esercitarlo anche se non faccio parte della comunità (tra l’altro, e come ho già detto in precedenza, non è che per criticare un premio Nobel bisogna averne qualcuno, altrimenti con questa “logica” potremmo chiudere baracca e burattini).

    Inoltre non c’entra proprio nulla il tirare in ballo l’economia. Il tema dell’articolo è fin troppo chiaro.

    Può piacere o meno, ma cercare di sviare il discorso portandolo verso altri lidi non porterà proprio a nulla, visto che non cambierà di una virgola la situazione descritta.

  • # 296
    j
     scrive: 

    Ferdinando

    Perché ci prendiamo invece il diritto di criticare organizzazioni che non ci chiedono alcun impegno economico?

    che la FSF non richieda alcun impegno economico è semplicemente falso – vedi le donazioni senza le quali l’ organizzazione non potrebbe mantenersi, e il per me non trascurabile fatto che se l’ hippy barbuto tiene una conferenza nell’ università della mia città, viene pagato con denaro proveniente anche dalla mia retta, che io sia d’ accordo o meno
    ma quand’ anche fosse, è del tutto irrilevante vista certa condotta della FSF (http://www.fsf.org/blogs/community/windows7sins-languages per un cristiano credente è stata l’ ultima goccia), certe esternazioni del suo portavoce (per il quale io aspirante sviluppatore di sw proprietario sarei assimilabile ad altri criminali come ladri e assassini – http://www.gnu.org/philosophy/my_doom.html, 9a riga), il suo stesso modo di porsi, il contenuto dello stesso “manifesto” del movimento socio-politico-religioso da lui fondato (in cui sostanzialmente si auspica un modo in cui le sw house che offrano stipendi più alti siano bandite e i programmatori esistenti siano pagati il minimo indispensabile – da http://www.gnu.org/gnu/manifesto.html:
    The question, “How can we pay programmers?”, becomes an easier question when we realize that it’s not a matter of paying them a fortune. A mere living is easier to raise.

    The real reason programmers will not starve is that it will still be possible for them to get paid for programming; just not paid as much as now.

    What the facts show is that people will program for reasons other than riches; but if given a chance to make a lot of money as well, they will come to expect and demand it. Low-paying organizations do poorly in competition with high-paying ones, but they do not have to do badly if the high-paying ones are banned. )

    ora, qualcuno che mi offenda personalmente, che s’ immischi nella sacra arte del sw design inquinandola con avulse implicazioni socio politiche, che rischi di compromettere il futuro che volessi costruire per me e per un’ eventuale famiglia o che, cosa interessante scoperta di recente, infici indirettamente la mia o altrui credibilità agli occhi della gente “normale” (per il fatto di esprimere riserve – ad esempio sul SaaS e sulle implicazioni inerenti alla privacy – in parte sovrapponibili alle posizioni stallmaniane, visto che, se stallman è un estremista che vive in un mondo tutto suo, per logica altrettanto sarà chi coincidentalmente la pensi come lui) – e tu vorresti prenderti il diritto di negare a me quello di criticare?
    scherzi?

  • # 297
    holer70
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

    NDR: puoi benissimo esprimere il tuo parere senza offendere nessuno. Se non ti riesce, evita perché i tuoi commenti verranno moderati.

  • # 298
    Mario
     scrive: 

    Ho letto in ritardo questo articolo, e dopo aver attentamente analizzato ciò che gli si rimprovera, devo dire che ancora una volta Stallman ha ragione. Capisco bene perché dica una cosa in pubblico ed un’altra in privato, lo capisco nella polemica con *bsd, nel non fidarsi del tutto delle promesse di MS, e altrove, mi dispiace per l’estensore dell’articolo, non è stato colto l’elemento ironico dei suoi post ‘sviluppo di emacs vs. mettere al mondo un bambino’. Anzi, mi ha fatto anche parecchio ridere.
    E poi mi sembra che già da tempo la comunità open source abbia preso le distanze da lui. In ogni caso, grazie di cuore, RMS.

  • # 299
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Anche rileggendo lo scambio di mail, francamente l’ironia di cui parli non la colgo proprio, e se cerchi in giro troverai diversa gente che ha tratto le mie stesse conclusioni (che per me sono evidentissime).

    D’altro canto non ha nemmeno usato qualche emoticon, come fa ogni tanto, per lasciare intendere una diversa chiave di lettura.

  • # 300
    Francesco
     scrive: 

    Cesare il censore, non devi prendertela se qualcuno critica il tuo scritto.
    I suoi toni sono offensivi, le tue traduzioni barcollano, è una sorta di bricolage per giustificare una (legittima, intendiamoci) antipatia personale.
    Le risposte alle critiche sono piccate e molto più isteriche delle critiche stesse.
    Ti prendono in giro, non te ne accorgi? Come si faceva a scuola con lo scemetto della classe. Cattiveria adolescenziale che vuoi farci? ;-)
    Tutto qui. Non darei troppa importanza al tuo post. Il web è grande e ciascuno è libero di scrivere qualsiasi baggianata gli venga in mente. Anche io (come vedi). Anche tu (come hai fatto).
    Continui a parlare di fatti (scritto in maiuscolo=gridare=maleducazione) e continui a chiedere la loro sconfessione argomentata. Ma tu che hai scritto (chiamiamolo così) l’articolo l’hai fatto? Hai solo riportato (a tuo gusto) una serie di frasi e di episodi tirando sulla base di questo “collage” delle conclusioni bislacche.
    Lo chiami argomentare? E chiedi agli altri di argomentare?
    Bah, pittoresco direi.
    Non prendertela, non ti è riuscito molto bene il pezzo (a mio “sindacabile” avviso). E’ incommentabile nei contenuti.
    Stallman, come detto da altri, è il rappresentante della FSF, ad esempio, non della “comunità open source”…
    I metodi di coercizione che proponi (camicia di forza) rendono l’idea di quanto il personaggio, invece, ti abbia in realtà affascinato.
    I miei non-complimenti al tuo “splendido” e “professionale” lavoro.

    Francesco

  • # 301
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Al solito, tante parole e non hai provato a smontare nemmeno uno solo dei punti esposti nell’articolo.

    Con “attacchi” di questo tipo, sul piano esclusivamente personale (perché è quello il fine, inutile girarci attorno), posso dormire su due guanciali…

  • # 302
    Francesco
     scrive: 

    Beh, se ci conoscessimo e fossimo davanti ad una birra ti direi con tono confidenziale \ma smettila, parliamo dei mondiali va!\. Invece non ti conosco e quindi dell’attacco personale non so che farmene.
    Sigh!
    Non ci sono punti da smontare. Fattene una ragione. E’ un insieme abnorme di cavolate incollate insieme. Senza ragionamento, senza spirito critico, senza argomentazioni. Che vuoi smontare? L’affermazione sulla camicia di forza?
    Puoi dormire sì fra due guanciali perchè il tuo articolo ha la rilevanza critica e lo spessore tecnico del mio commento: uguale a zero.
    Sono capitato qui per caso e mi sono divertito un mondo. Mi sembrava un articolo comico.
    Ora però capisco che nelle tue intenzioni era un articolo \serio\.
    Ti chiedo scusa.
    Non lo faccio più.
    Il liceo è passato da una vita…

    Cheers.

    Francesco

  • # 303
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Più che di mondiali dovremmo parlare di olimpiadi… di mirror climbing.

  • # 304
    Francesco
     scrive: 

    Fantastico!
    Mi insegnerai lo sport nel quale eccelli!!!
    Quante medaglie d’oro hai vinto in mirror climbing? :D

    Lo vedi che quando ammetti le tue monellerie diventi in automatico più simpatico?
    Lasciali perdere questi informatici, sono ragazzacci di strada.

    A presto Cesarone!

    Francesco

  • # 305
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    zzzzzZZZZZzzzzzZZZZZZZ

  • # 306
    Francesco
     scrive: 

    Niente da dire: Cesare Di Mauro e Salvatore Aranzulla sono decisamente i miei “divulgatori tecnologici” preferiti!
    Grazie di esistere!

  • # 307
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Prego. zzzzzZZZZZzzzzzZZZZZZZ

  • # 308
    Berto 'd Sera
     scrive: 

    Mah… certo che l’Italia e’ decisamente un pianeta a se’. E’ rarissimo che mi succeda di leggere di tecnologia (come del resto ormai di qualsiasi cosa) in italiano, e quando lo faccio resto regolarmente interdetto dai modi, prima che dai contenuti. Avete la poco invidiabile capacita’ di trasformare qualsiasi cosa in una noiosissima battaglia tra berluscones e bersanoids.

    Bene, divertitevi come preferite, ci mancherebbe, io torno a leggere cose provenienti da culture tecnologicamente piu’ produttive. Non ho mai riconosciuto a nessuno (dunque neppure a Stallman) poteri divini, e non capisco il problema. Stallman dice una cosa che a molti non va e ad altri si’? Bene, cosi’ e’ la vita, ma perche’ farne una questione di sanita’ mentale delle persone e non affrontare in pace il contenuto tecnico, come si fa di solito al mondo?

    Invece no, l’intera dinamica dell’articolo, dal post alle risposte (con pochissime eccezioni), ha come unica dimensione relazionale lo stadio e il delirio religioso. Nessuna meraviglia che poi l’Italia di software ne produca ben poco. Ah, Cesare, non chiamerei “pezzo” una cosa che si chiama “rant”. Magari avrai pure ragione, ma questo e’ comunque un rant, e se lo scrivi non puoi poi stupirti del fatto che se ne tiri addosso altri millanta, chi pro e chi contro.

  • # 309
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    I contenuti nell’articolo ci sono, con tanto di puntuali fonti. Come pure trovi chiaro il motivo per cui è stato scritto, dal titolo alla parte finale.

    Perché farne una questione di “sanità mentale”? Basta leggere: tanto basta. O per te è normale che il signore in questione paragoni chi lavora per le odiate multinazionali ai peggiori criminali; giusto per citare un’altra cosa che non ho scritto nell’articolo, ma è venuta fuori nei commenti da altri utenti.

  • # 310
    Berto 'd Sera
     scrive: 

    Per me e’ normale che chiunque abbia la propria opinione, incluso Stallman. Personalmente non ho problemai ad usare le Qt made in Nokia, mentre trovo ridicolo il livello professionale MS e preoccupante l’involuzione Apple. Dal che deriva la mia personalissima scelta di cosa emergere e cosa no.

    Il fatto che in casa mia viga la politica “da Microsoft non si accetta neppure la roba gratis” non ha nulla di ideologico, e’ che a un certo punto mi sono stufato di spendere ore a fare manutenzione per cose Microsoft e ho switchato l’intera famiglia a Linux (sono liberissimi di mettere altro, ma in quel caso poi si assistono da soli, e non sono ammissibili uscite di budget per farsi assistere da terzi, visto che abbiamo il sottoscritto che fa assistenza gratis in casa).

    Se tu mi facessi discorsi del genere, capirei. Invece fai chiamate alle armi e richieste di scomunica, che onestamente mi fanno solo sorridere, da chiunque vengano e per qualsiasi cosa siano.

    Gli Stallman e i Di Mauro (e naturalmente i Sèra) non contano nulla, a contare e’ il mercato, ovvero, quanti di noi emergono/unmergono cosa. Un uomo=un voto, e i rants… okay, al mondo ci sono anche loro, ma se quello vi piace fare, perche’ non aprite una chiesa, invece di parlare di tecnologie? :)

    Non ti arrabbiare, tanto non serve. Avrei lo stesso atteggiamento verso chi facesse un rant contro di te. Mi pare, semplicemente, che sia il caso di tracciare una linea tra il tifo e i discorsi tecnici.

  • # 311
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Forse ti saranno sfuggiti i punti prettamente tecnologici dell’articolo…

  • # 312
    Berto 'd Sera
     scrive: 

    No, mi sa che e’ a te che sfugge la differenza tra un pezzo chiamato “La comunita’ X prenda le distanze da Y” e “Perche’ io e Y non siamo d’accordo su K”.

    Il primo e’ un rant, per giunta scritto come un comunicato politico, il secondo una semplice e rispettabilissima esposizione di un punto di vista personale. Est modo in rebus.

    Che poi un rant religioso possa usare come punti d’appoggio anche argomenti tecnici… non e’ certo una novita’. Qualsiasi papa e qualsiasi ayatollah lo fanno tutto il santo giorno :) Ma sono appena scuse, il contenuto vero del messaggio e’ “la mia opionione e’ piu’ influente di quella di X, e adesso ve lo dimostro chiamando la gente alle armi”.

    E’ questo che sminuisce il pezzo fino a renderlo appena divertente, perche’ richiama in modo irresistibile il paragone ai ragazzini che discutono su chi abbia la bici piu’ figa. Tutto qua e senza intenzioni polemiche. Non sto affatto sostenendo crociate pro o contro chicchessia, mi limito a fare un appunto di stile.

  • # 313
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    I FATTI riportati non sono opinioni. Quelle poi se le fanno i lettori, com’è giusto che sia.

    Poi c’è anche la mia opinione personale, e questo è scontato, visto che il pezzo l’ho scritto io. Qui puoi essere d’accordo o meno, è indifferente; l’importante è che il messaggio che volevo far passare fosse chiaro.

  • # 314
    j
     scrive: 

    Per me e’ normale che chiunque abbia la propria opinione, incluso Stallman.

    a parte il piccolissimo dettaglio che trascuri, che un conto è avere un’ opinione (e finanche mantenerla nonostante le obiezioni e le opinioni contrastanti altrui) ma restarsene tranquilli al proprio posto, un conto è cercare con ogni mezzo di imporre al resto del mondo (che viveva tranquillo fino a quel momento) la propria “opinione” (o dottrina) da detentori dell’ “unica via” giusta – ammetterai che c’è una certa differenza…

    l’ hippy barbuto non “ha un’ opinione” e basta, l’ hippy barbuto e la sua cricca fanno proselitismo attivo (e dileggio di quello in cui personalmente credo, tra l’ altro) sfruttando un facile idealismo per condizionare le menti giovani e attirarle alla propria ideologia facendo leva sulla loro immaturità
    in ciò privandole del pragmatismo e del distacco tecnici, necessari in informatica a comprendere la materia e a valutare (e progettare) gli strumenti in circolazione (che non sono mai perfetti, ma sempre suscettibili di miglioramento) – oltre al funzionamento dell’ industria informatica e del sw in particolare

    Ma sono appena scuse, il contenuto vero del messaggio e’ “la mia opionione e’ piu’ influente di quella di X, e adesso ve lo dimostro chiamando la gente alle armi”.

    l’ autore avrebbe potuto dirlo, a ragione, essendo egli un programmatore professionista, quindi un informatico, al pari del personaggio in esame (ma dotato di maggiore pragmatismo di questi), ed essendovi (nel sistema meritocratico sostanzialmente in vigore nel mondo FOSS) maggior titolo a giudicare qualcuno per i pari di questo che per i non apprtenenti allo stesso suo ambiente…
    ma essendo egli rispettoso delle opinioni altrui, ha lasciato che bastasse riportare quanto era già risaputo (all’ estero, ma non in italia, dove si è caduti dalle nuvole), per farsi un’ idea e un’ opinone propria ( a meno di non avere i paraocchi certo – ma d’ altra parte la tua simpatia per il personaggio era evidente già svariate righe addietro…)

  • # 315
    Sisko212
     scrive: 

    Per quanto riguarda \il non avere figli\ credo si riferisse piuttosto al problema della sovrapopolazione mondiale e non all’idea in se e per se del fare o non fare figli.
    Bisognerebbe leggere l’intera dichiarazione che ha fatto, piuttosto che fermarsi alle sole due righe di effetto.
    Almeno così si potrebbe capire meglio e contestualizzare l’affermazione che seppur discutibile, ha almeno una logica di fondo tutt’altro che malsana.

  • # 316
    Luca
     scrive: 

    Chi è il portavoce della “comunità opensource” che stabilisce quando questa “comunità opensource” dovrebbe prendere le distanze esattamente?

    Personalmente, appartenendo alla comunità opensource, prendo invece le distanze da questo “Cesare di Mauro” e invece mi trovo d’accordo in pieno con quanto ha detto Stallman.

    Evidentemente, quindi, il fatto che “Cesare di Mauro” prenda le distanze da Stallman non significa che la “comunità opensource” prende o debba prendere le distanze da Stallman.

    Fossi in “Cesare di Mauro” mi porrei piuttosto la domanda “sono io davvero in linea con l’idea di opensource e di libertà?”. Da quanto “Cesare di Mauro” dice sembra proprio di no. Sembra avere un’idea di opensource e di libertà piuttosto limitata.

    Personalmente continuo a supportare e sottoscrivere le idee di Stallman (tutte anche quelle che a voi sembrano folli), se a voi non piace fatti vostri. Ben venuto nel mondo reale signor “Cesare di Mauro”.

  • # 317
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Penso sia lapalissiano che non mi piacciano. Idem per il fatto che ne prenda le distanze e che certamente, logica alla mano, non implica che lo faccia anche la comunità open source. Non credo servisse specificarlo, ma tant’è.

    Se tu le sottoscrivi, beh, che dire: dovresti essere abbastanza distante dal mondo reale quanto il personaggio in questione, visti i fatti che ho riportato nell’articolo (a proposito: l’hai letto?), ma già il solo fatto che tu abbia scritto un commento dimostra che quanto meno stai usando un browser. Quindi tanto male non sei messo…

    Infine il concetto che ho di libertà diciamo che è abbastanza in linea con quella fornita da un comune vocabolario della lingua italiana.
    E ovviamente al contrario di Stallman, che ne ha completamente distorto il significato, facendo passare come tale obblighi e restrizioni varie (una sana riflessione sui “pilastri” della GPL non guasterebbe).

    D’altra parte da un dispotico totalitarista che vuol imporre il suo modello a tutti (“dev’esserci soltanto software libero”; quindi NESSUNA SCELTA, e alla faccia della libertà) e che considera CRIMINALI gli sviluppatori di software proprietario, non ci si poteva aspettare altro.

    Infine, e chiudo, magari quando parli con qualcuno anche tu ti scaccoli i piedi e mangi quello che gli hai strappato, come se nulla fosse.

    Ma è tutto normale. Siete voi che vivete nel mondo reale, e io, invece, sono perso in qualche anfratto dimensionale…

  • # 318
    luca
     scrive: 

    Insomma, il tuo è un banale attacco personale a Stallman dettato da antipatia e da niente altro. Scendendo nel personale più o meno come fa Feltri quando vuole sbarazzarsi di qualcuno ma non sa come controargomentare.

    Il fatto poi che tu non capisca il concetto di libertà che ha Stallman non significa niente, significa semplicemente che tu non ci arrivi o non vuoi arrivarci o fai finta di non capirlo, tutto qui.
    Sta di fatto che se oggi abbiamo a disposizione così tanti software sottoforma di sorgente lo dobbiamo a lui, alla GPL, alla sua lotta continua verso chi ci vuole vendere apparecchiature (hardware o software) a “scatola chiusa” senza volerci rivelare nulla del loro funzionamento, chiedendoci di “fidarci” di loro, non certo a te.

    Stallman, giustamente, dice di smettere di finanziare questi signori e di cominciare a premiare chi invece si mostra dalla parte dell’acquirente. Il suo è un invito, che puoi accettare o no, questi sono fatti tuoi. La sua è un’opera di sensibilizzazione che dura da decenni e che ha letteralmente contribuito a dare forma al mercato software attuale e il suo punto di vista si è mostrato corretto in più di un’occasione.

    Il tuo intervento si limita a ridicolizzarlo, a farlo passare da “pazzo”, da “scherzo della natura”. Alla fine però, con questa tecnica “alla Feltri”, hai ridicolizzato solo te stesso, ed è un peccato perché altri tuoi articoli sono stati piacevoli, ma qui hai proprio toppato.

  • # 319
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Non direi che si tratta di antipatia. Non a caso ho riportato dei FATTI, che probabilmente ti saranno sfuggiti (ancora una volta: l’hai letto l’articolo?).
    Come ti sarà sfuggita anche la finalità dello stesso, come ampiamente discusso anche nei numerosi commenti, tra l’altro.

    Il paragone con Feltri, poi, è improprio. Anzi, direi che la situazione è diametralmente opposta. Abbiamo un capo di governo che quanto a rappresentanza lascia non poco a desiderare, e non mi sembra di aver visto il “buon” Vittorio chiedergli moderazione e decoro, o fargli contro una campagna alla Boffo. Sì, perché qui il problema rimane quello già sviscerato: la rappresentanza.

    E no, non serve una laurea per capire il concetto di libertà di Stallman, che ben si distacca dalla comune accezione. Anche qui, siamo al completo ribaltamento della realtà, visto che si vogliono far passare delle imposizioni come “libertà”. Allora la licenza BSD come dovremmo definirla? Ultraliberale? E il public domain? Coniamo un nuovo termine…

    Poi sul suo contributo alla diffusione dell’open source (oops: dovrei dire software “libero”; l’unico che abbia senso sostenere); nulla da dire. Non mi sembra che fosse in discussione, no?

    Qui, lo ribadisco, è soltanto un problema di rappresentanza. Ma forse a te piace farti ridere dietro dal mondo intero grazie alla dirigenza attuale, e allora nemmeno ci fai caso se uno come Stallman ha comportamenti di quel genere. Magari lo approvi pure. Bontà tua, ma io ho un concetto diverso di rappresentanza.

  • # 320
    j
     scrive: 

    luca

    Il fatto poi che tu non capisca il concetto di libertà che ha Stallman non significa niente, significa semplicemente che tu non ci arrivi o non vuoi arrivarci o fai finta di non capirlo, tutto qui.

    quanta arroganza…
    non condividere un concetto (e magari avversarlo con tutta la forza) non implica non capirlo
    anzi solitamente è l’ esatto contrario, dal momento che \conosci il tuo nemico\ è una regola sempre valida…

    Stallman, giustamente, dice di smettere di finanziare questi signori e di cominciare a premiare chi invece si mostra dalla parte dell’acquirente.

    il concetto di premiare chi si mostra dalla parte dell’ acquirente sarebbe anche condivisibile, ma… non è quello che stallman va predicando
    quello che va predicando è che io sviluppatore di sw sarei un criminale, il mio lavoro andrebbe sì compensato, ma il meno possibile (magari sul principio che il lavoro del sw developer sarebbe meno faticoso di quello di un operaio), il mio credo religioso può essere tranquillamente sbeffeggiato (tanto non è il suo) e last but not least, bisognerebbe allontanarsi dai prodotti informatici proprietari (non liberi secondo la sua personale accezione, quindi in certo qual modo malvagi) e astenersi dall’ usarli – imposizione assai più lesiva della libertà e del benessere dell’ utente che non la chiusura del codice in essi contenuto…
    vuoi giocare al tuo gioco preferito: ti dà maggiore libertà chi ti consente di usare la console su cui questo gira, di scegliere tra varie console con vari titoli, o chi cerca di impedirtelo usando tattiche subdole (quali cercare di convincerti che le console ledano la tua libertà, e che tu in realtà non abbia davvero bisogno di giocare perchè ti divertiresti a spese della tua libertà)?
    l’ hippy barbuto è un ipocrita, e tutta l’ ideologia alla base del suo movimento affonda in effetti le radici in una grande ipocrisia – quella di voler indispettire dapprincipio gli ex colleghi del MIT (da cui era stato abbandonato per più sereni lidi), e le multinazionali del SW poi, e di voler far credere al mondo di farlo per il bene del prossimo
    quando è evidente che le famigerate 4 libertà non beneficiano il prossimo (a meno che quel prossimo non sia a sua volta un programmatore – per di più uno capace di comprendere il funzionamento di quello specifico codice – ma questo vale per una frazione irrisoria dei 6 miliardi di individui che siamo sul pianeta, che nella quasi totalità dei casi per aggiungere funzionalità o risolvere problemi, così come iun prima battuta per lo sviluppo del sw che usano, delegheranno a qualcun altro di quei pochi) – beneficiano il codice proteggendolo dalle multinazionali \cattive\ (come se il codice libero fosse tutto di tale eccelsa qualità che qualcuno potrebbe pensare di arricchirsi vendendolo come proprio, e nella quasi totalità dei casi non si possa ottenere maggiore efficienza ed efficacia nel produrre qualcosa per cui un utente sarebbe disposto a pagare, scrivendolo ex novo)

    La sua è un’opera di sensibilizzazione che dura da decenni

    no, è più che altro opera di proselitismo e condizionamento – che le menti deboli che vengono condizionate ovviamente non percepiscono come tale…

    Il tuo intervento si limita a ridicolizzarlo, a farlo passare da “pazzo”, da “scherzo della natura”. Alla fine però, con questa tecnica “alla Feltri”, hai ridicolizzato solo te stesso, ed è un peccato perché altri tuoi articoli sono stati piacevoli, ma qui hai proprio toppato.

    quando qualcuno fa satira sul capo del governo (com’è anche giusto che avvenga in regime di libertà d’ espressione), pensi mai che l’ articolo o vignetta metta in ridicolo l’ autore, invece del personaggio pubblico? no, vero? perchè in questo caso è il contrario?
    forse perchè il fatto che ad essere toccato è il tuo guru e idolo, ti toglie obiettività e ti impedisce di comprendere lo spirito dell’ articolo – cioè che i vantaggi dell’ apertura del codice sarebbero più chiari come appunto vantaggi (e non come l’ unica via da seguire) e più ben accetti da un vasto pubblico, se a farsene portatore fosse uno meno estremista e alienato di stallman?

  • # 321
    http://www.playbasket.it
     scrive: 

    sono due logiche a confronto completamente diverse..stallman è un grande xò mi pare abbia un pò i paraocchi su certe cose..e poca sensibilità!

  • # 322
    Pandaranol
     scrive: 

    Quando, nella tua vita, sarai riuscito a creare un movimento anche solo lontanamente paragonabile a quello che Stallman ha fortemente voluto e realizzato, allora potrai anche tu dire tutto ciò che ti passa per la mente, senza dover rendere conto a nessuno se non a te stesso.
    Quel che hai fatto qui oggi, in questo post, è solo fumo alimentato da una più che probabile frustrazione personale.

  • # 323
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Ma quanto rosicate per avervi toccato il sacro totem…

    Comunque dovresti aggiornare il tuo orologio, perché il tuo “oggi” equivale a un anno e mezzo fa.

    Per il resto il tuo ragionamento è talmente logicamente insignificante che non merita neppure d’esser preso in considerazione (cosa peraltro già fatta in altri commenti).

  • # 324
    j
     scrive: 

    @Pandaranol ed altri:

    dovete imparare due cose importanti quanto basilari: si deve dare agli altri il rispetto che si vuole ricevere, e quand’ anche qualcuno ha un’ opinione diversa dalla vostra anche su cose o persone che a voialtri stanno a cuore, amen, finita lì… NON E’ UN NEMICO, nè un soggetto da ricondizionare per portarlo dalla parte della “ragione” (che non è mai detto stia da una sola parte, intanto)
    trattandolo come tale fare solo la figura degli arroganti (i vostri valori sono gli unici perfetti, i vostri guru intoccabili e a morte chi li tocca), fanatici (condizionati dal culto collettivo, incapaci di pensare con la vostra testa in modo distaccato), futili (già al di fuori della cerchia di adoratori di stallman il free sw è valutato pragmaticamente nei suoi vantaggi concreti piuttosto che per implicazioni etiche e sociali varie ed eventuali… per la gente normale è qualcosa di ancora più marginale, la grande rivoluzione è più simile ad una tempesta in un bicchiere nel grande piano delle cose) e ipocriti (se vi metteste a vostra volta a sparlare di qualcuno, non accettereste che i sostenitori di quel qualcuno vi rivoltino contro, giusto?)

    lo scrivo nella speranza che valga una volta per tutte, perchè a differenza di Cesare io non riesco a passare con noncuranza sopra a commenti del genere, senza sentire il desiderio di un’ arma…

  • # 325
    Davide Rao
     scrive: 

    Si ok Stallman e’ un estremista nelle sue prese di posizione ma anche se si mette dalla parte del torto prendendo posizioni troppo estreme tenta comunque di combattere il consumismo troppo aggressivo a cui ci porta l’attuale economia mondiale. I risultate di tale economia stanno avendo un impatto catastrofico sul nostro ambiente quindi in un certo senzo Stallman ha ragione ma sostiene le sue ragioni in modo sbagliato.

    E’ indiscutibile che le istruzioni macchina che un qualunque processore e’ in grado di eseguire sono un numero finito (qualche centinaio nei casi piu’ abondanti). Sta ad ognuno di noi decidere quanto vogliamo pagare per queste poche istruzioni ripeture milioni di volte per ottenere un certo risultato. Io personamlente penso che non si dovrebbe pagare per la sequenza di per se, ma solo per il supporto tecnico e per un eventuale personalizzazione sul risultato che si vuole ottenere, se non si e’ in grado di farlo personalmente. E voi ?

  • # 326
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Io penso che un programmatore, o un’azienda che sviluppa software, debba essere lasciata libera di decidere in che modo trarre vantaggio da quello che produce. ;)

  • # 327
    bob
     scrive: 

    Beh, basta vedere le ultime dichiarazioni di buon gusto su Jobs per capire che l’uomo ha dei grossi problemi. Ma grossi proprio.

  • # 328
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Purtroppo le ho lette pure io, poco fa. Riporto il link per chi fosse interessato: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/07/news/stallman_jobs-22869523/

  • # 329
    mede
     scrive: 

    Spiace per la morte di Jobs, per quanto riguarda Stallman la diplomazia non è il suo forte ma c’è coerenza nel suo pensiero, e di sicuro non c’è ipocrisia in questo caso. ovviamente cosa può e DEVE pensare un fautore del software libero di fronte a uno che professava il contrario per il tornaconto suo e della società che ha fondato? seppur idealmente e a parole Jobs mettesse l’utente l’esperienza davanti a tutto dietro c’era un tornaconto a scapito della concorrenza e dunque del reale vantaggio per il consumatore, basta pensare al patent trolling e alle cause intentate anche ultimamente, ma soprattutto da come concepiva il software e i propri prodotti chiusi.

    che poi comunque uno possa stimare ma anche ammirare quello che è riuscito a fare Jobs commercialmente è un’altra questione e io sono tra questi, e soprattutto penso che è concorrenza e che se apple va bene può essere una spinta per tutto il mercato, dunque non sono contento se sparisce, forse un ridimensionamento che li spinga a osare anche di più.

    Ovviamente le parole di Stallman contro Jobs sono inopportune in questo momento, semmai poteva dirle quando ha lasciato la Apple, non dopo che è morto. Il motivo è anche che non ha copertura mediatica e probabilmente risponde ai giornalisti solo quando lo intervistano e probabilmente non avviene ogni giorno, perciò dice quello che pensa senza alcun filtro, il che dal mio punto di vista è molto meglio di chi si riempie la bocca di parole ma poi pensa al proprio tornaconto.

  • # 330
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Il fatto che creda veramente in quello che dice è semplicemente agghiacciante proprio per i contenuti.

    Io posso capire il fervore, l’attaccamento alla causa, ma rallegrarsi per la morte del nemico (perché questo è in sostanza il suo pensiero) è inaccettabile.

    Stallman è, di fatto, il Bin Laden del software (“libero”). Ma in tutti i sensi, a questo punto.

  • # 331
    mede
     scrive: 

    se l’avesse ucciso lui, sarei d’accordo, ma forse il paragone mi pare un pochino azzardato. Stallman non è un terrorista fino a prova contraria non sta sabotando infrastrutture informatiche tramite virus o altro. Diciamo che è esagerato il paragone che fai.

    Bisogna accettare che è una persona che evidentemente non comprende o ha abbandonato volontariamente le convenzioni sociali, il che non lo rende necessarimanete uno psicopatico, e non direi esattamente che è un pericoloso sociopatico che va in giro ad ammazzare la gente. Ha una visione del futuro dell’umanità, ed è convinto che chi la sta forgiando in questo momento stia facendo un pessimo lavoro, la cosa gli importa e lo accalora, non ha praticamente alcun potere mediatico o finanziario o di altro tipo. E purtroppo su molte cose che dice a me sembra essere parecchio lucido.

    non facciamo di tutt’erba un fascio, please. comunque non lo difendo, almeno pensare al dolore della famiglia se anche non vuoi pensare al fatto che molti sono semplicemente dispiaciuti. Ripeto, è inopportuno ma comunque non ha detto che è contento che sia morto ma che è contento che non abbia più l’influenza negativa, poteva stare zitto tanto è chiaro che Apple continuerà per la stessa strada dunque è solo una frase a effetto…

    sinceramente se dovessi pensare a chi affidare il futuro dell’evoluzione informatica e mi dici Jobs, Gates, Zuckerberg o lui, io per me avrei scelto Stallman solo perchè sono abbastanza convinto che non prenderebbe decisioni guardando le sue tasche. Che poi sia un personaggio controverso sono d’accordo, ma è il resto delle persone citate a cui non affiderei nulla e questo mi fa riflettere.

  • # 332
    james
     scrive: 

    Io posso capire il fervore, l’attaccamento alla causa, ma rallegrarsi per la morte del nemico (perché questo è in sostanza il suo pensiero) è inaccettabile.

    no questo è il TUO pensiero. E credo proprio che sia meglio chiarirlo (che si tratti di un tuo pensiero).
    Come nelle traduzioni dei testi dell’articolo, stai cercando di far passare delle tue considerazioni come delle verità, cercando di mettere in bocca a Stallman delle frasi riviste e corrette.
    Se questa non è in mala fede…

  • # 333
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Dal link di cui sopra: “Sono contento che Steve Jobs se ne sia andato”.

    E non s’è limitato a questo, dando anche degli stupidi agli utilizzatori dei prodotti Apple.

    Riguardo alle traduzioni e alle implicazioni che da esse derivano mi sono già espresso e rimango della mia idea.

    @mede: nemmeno Bin Laden ha ucciso, in quella strage. Nemmeno gli imam uccidono, quando emettono una fatwa. E, senza andare troppo lontano, nemmeno i papi hanno ucciso quando si sono scagliati violentemente contro l’aborto e l’eutanasia.

    Sono poi le persone facilmente influenzabili dalle loro opinioni che prendono queste parole come il sacro Graal e si macchiano di delitti.

    Le parole vanno misurate. E’ terrorismo anche diffondere una cultura come questa, senza alcun rispetto nemmeno per i morti o semplicemente per chi la pensa in maniera diversa (e ha tutto il diritto di poterlo fare).

  • # 334
    mede
     scrive: 

    mha mi pare che abbiamo allargato il concetto di terrorismo per farci entrare anche lui. Chiaro non è un mediatore che tiene i toni bassi, ma non è nemmeno uno che chiama alla guerra santa. In più non ha mezzi oltre che le parole e la coerenza per combattere un sistema che ritiene nocivo per l’umanità.

    nel link ci hai letto quello che volevi leggere e l’articolo di Repubblica è anch’esso schierato a causa di un preconcetto nei toni, ma comunque riporta chiaramente:
    “Continua ancora più avvelenato: “Come il sindaco di Chicago, Harold Washington, disse del corrotto precedente sindaco Daley, non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato”.”

    e poi

    “Jobs nemico del computing e quindi dell’umanità alla stregua di Bill Gates, fondatore di Microsoft, sempre secondo Stallman. “Nessuno merita di dover morire, né Jobs, né Mr. Bill”

    ripeto che non lo difendo perchè comunque non era opportuno dire una cosa del genere e adesso, ma bisogna che sia chiaro quello che intendeva dire piuttosto che quello che qualcuno vuole suggerire che abbia detto, e che sia il mandante di un terrorismo informatico ai danni di tutti. che mi sembra proprio lontano dalla realtà dei fatti.

    il terrorismo nasce più facimente dalle ingiustizie che dalle prediche, queste le cavalcano normalmente e non mi pare che stallman stia facendo questo, non richiama alla violenza ma forse ai boicottaggio e ad utilizzo più consapovole dei prodotti. dunque mi pare un’esagerazione paragonarlo a uno psicopatico assassino o mandante di assassini o fautore di un clima terroristico.

    ti ricordo che Jobs in altri tempi non ha risparmiato parole avvelenate su Bill Gates, ovviamente con altri toni perchè era comunque un signore, gli ha detto che non mette cultura nei suoi prodotti, quindi se usi windows non hai cultura mentre se sei un utente Apple sei un figo. cercando di creare una distinzione che di fatto era necessaria per la sua azienda, ovviamente non c’è nessun intento dietro di scatenare una faida tra le persone per la tecnologia, a meno che uno non la voglia proprio vedere.

  • # 335
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Non vedo quale differenza ci sia fra:

    “Sono contento che Steve Jobs se ne sia andato”

    e

    “Sono contento che Steve Jobs sia morto”

    parlando di una persona che è appena morta…

    Tu stesso prima hai affermato che sarebbe stato meglio che ne avesse parlato quando Jobs si dimise (definitivamente) da CEO di Apple.

    Per lo meno il giudizio sarebbe stato meno duro e più incentrato sul ruolo di grande timoniere dell’azienda (quindi sulle decisioni che prendeva), anche se è ben noto che Steve non è che lasciasse l’incarico per andare a spassarsela alle Hawaii, ma perché malato terminale di cancro…

    Quanto al terrorismo, a mio avviso la parola continua a essere appropriata per la metodologia adottata nell’esprimere le sue opinioni, creare consenso e… odio per i nemici. Con Stallman l’aria che si respira diventa necessariamente pesante, e il fatto che non abbia altri “mezzi” oltre queste sue uscite di certo non lo giustifica.

    Il tutto IMHO, come sempre.

  • # 336
    mede
     scrive: 

    ti ripeto che Stallman non ha una agenzia di immagine, non ha degli addetti stampa e non è che chiama i giornalisti e quelli pubblicano, può essere che nessuno gli ha chiesto cosa ne pensava di Jobs che lasciava la Apple quando è successo, d’altronde anche Bill Gates mi pare abbia lasciato a Ballmer. i gionalisti pubblicano a quanto pare solo per strumentalizzare ciò che dice, e infatti quello che ha detto l’ho riportato ma mi pare che lo ignori e lo ignorano anche quelli che fanno i titoloni preferendo l’altra espressione (anche quella va vista come è stata tradotta) ma comunque se poi specifica che cosa vuol dire anche se ha usato i l termine “gone” comunque il suo pensiero è stato espresso in maniera più compiuta e fermarsi al termine mi pare facilotto e sensazionalistico. forse sono i giornali i veri terroristi, ma io non lo penso affatto. che pubblichino quello che credono, se la gente non riesce a distinguere la merda dal pane continuerà a mangiare la merda che chiamano pane.

    questa è la sua visione a mio avviso:
    http://paginecorsare.myblog.it/archive/2010/06/04/odio-gli-indifferenti-di-antonio-gramsci.html

    c’è chi la pensa così nel mondo, lui non vuole essere indifferente e crede che sia un delitto esserlo. e vede un mondo indifferente

  • # 337
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Ho letto l’intero suo comunicato dal suo sito, dopo aver letto l’articolo di cui ho postato il link.

    Pertanto ribadisco quanto espresso nel mio precedente commento: se voleva criticare soltanto le opere di Jobs avrebbe potuto farlo quando ha lasciato l’incarico di CEO, e non giusto quand’è morto, rendendo propria una frase di cattivo gusto (anche se poi parrebbe “dissociarsene” precisando che non vorrebbe la morte di nessuno; ma allora che l’hai riportata a fare? Mah).

    Poi il fatto che non abbia nessuno che gli curi l’immagine non vuol dire nulla: la bocca per parlare ce l’ha, e la testa per pensare e riflettere su quel che dice pure.

    Interessante il link di Gramsci, ma qui parliamo, appunto, dell’indifferenza, della “necessità” di schierarsi per un progetto, un’ideologia. Ma c’è modo e modo di esprimere le proprie idee e portarle avanti. E’ evidente, anche da brutte uscite come questa, che Stallman non ci riesca proprio…

  • # 338
    mede
     scrive: 

    voglio che sia chiaro nel discorso che io do credito alla tua tesi che potrebbe non essere la persona migliore per portare avanti certi discorsi per la comunità. tuttavia vedo alcuni limiti ma molte cose sensate in quello che fa e come si pone. per esempio sul suo sito c’è scritto che è roba sua esprime il suo pensiero e che non pretende di essere il portavoce di nessuna comunità. già questo è un segno di responsabilità e di una persona che non è un megalomane, anche se non posso escludere che cerchi una certa attenzione. penso anche una persona deve essere giudicata anche per ciò che fa e non solo per ciò che dice, ci sono tanti che si riempiono la bocca di belle parole ma poi fanno solo i loro interessi o tutt’altro rispetto a ciò che è stato detto, ma mi sembra qui ci si concentri e ci si indigni invece su una persona che tutto sommato non mi pare nemmeno tanto influente, almeno non tanto quanto quelli cui vorrebbe opporsi. A me fanno ben più inorridire le parole di Zuckenberg quando parlò di privacy, ma ci si scandalizza molto meno, insomma è chiaro che per me questi personaggi, sebbene più importanti e influenti (e forse proprio per questo) per me sono molto peggiori di lui, perchè hanno la possibilità di cambiare il mondo in una maniera che va a loro tornaconto più che al mio o a quello di tutti.

    non so se hai il link da mandarmi io ho trovato solo questo che è quello che passa la Repubblica

    “Steve Jobs, the pioneer of the computer as a jail made cool, designed to sever fools from their freedom, has died.

    As Chicago Mayor Harold Washington said of the corrupt former Mayor Daley, “I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone.” Nobody deserves to have to die – not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs’ malign influence on people’s computing.

    Unfortunately, that influence continues despite his absence. We can only hope his successors, as they attempt to carry on his legacy, will be less effective.”

    perciò non capisco la polemica

  • # 339
    mede
     scrive: 

    infatti è una polemica inutile, tutti i siti mettono “Stallman: I’m glad he’s gone” e poi nella notizia scrivono la frase completa che ha detto: “I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone” chi accentua esclusivamente la seconda parte cerca solo l’effetto sensazionalistico per screditare la persona invece di analizzare le sue idee. la prima parte della frase anche ha la sua importanza mi pare… “non sono contento che sia morto” non è che può essere interpretata in tanti modi e rende comprensibile a cosa si riferisce la seconda frase, decontestualizzarla porta a fargli dire una cosa che non mi pare abbia detto cioè che sarebbe contento che è morto. Che è ESATTAMENTE il contrario di quello che mi pare abbia detto. poi vedetela come volete, chi ha voglia di capire ha capito.

  • # 340
    j
     scrive: 

    @mede
    possiamo stare a menare il can per l’ aia quanto vogliamo, ma che si prenda “gone” nel senso di “morto” o che lo si prenda nel senso di “andato (via)” il senso della frase dell’ hippy barbuto non canbia:
    “sono contento che un mio nemico si sia tolto di mezzo”

    a prescindere dal motivo e dal modo per cui si sia “tolto di mezzo” – se sia uscito dalla porta alla chetichella, andato in pensione o in effetti stroncato da una malattia è un discorso a parte
    il punto centrale è che il nemico non ci sia più, che ci sia uno in meno di cui preoccuparsi e contro cui dover combattere…

    il problema di stallman non è il tono o nemmeno le parole che ha usato, il vero problema è vedere un nemico da distruggere (possibilmente) o (almeno) stigmatizzare con ogni mezzo, in chiunque non si confà alla sua distorta ideologia, cosa che lo mette in urto praticamente con il resto del mondo…

    solo che il resto del mondo va avanti per la sua strada senza essere in urto non lui – in effetti non sapendo nemmeno che esista o cosa vada predicando, o anche sapendolo non essendone toccato (nel 90% del mondo industriale l’ apertura del codice tanto cara a stallman o è una velleità, utile ma in secondo o terzo piano rispetto a fattori come che il sw faccia quel che deve fare – o è qualcosa che non viene nemmeno considerata)

    lottare con tutte le tue forze contro qualcuno per cui o non esisti o sei insignificante.. è una condizione ben triste a pensarci bene…

  • # 341
    mede
     scrive: 

    e continuo a credere che per me c’è una bella differenza tra essere “radicali” e essere dei “terroristi”. le parole sono importanti, è importante il significato. Certo se uno è convinto che che Stallman invochi la morte delle persone non è certo un semplice radicalista. Ma a me non pare proprio il caso, ci vuole una certa dose di pregiudizio per pensarlo, mi spiace. Secondo me almeno quello è il caso di ritrattarlo.

    Che poi le sue idee radicali sono da discutere è un’altro discorso. Ma qui siamo di fronte alla strumentalizzazione di una frase per sostenere una tesi di follia che non regge proprio. A meno che uno non voglia tradurre “non sono contento che sia morto ma sono contento che sia morto”, allora vabbè è folle è un terrorista e tutto quello che vi pare. ma direi che almeno in questo caso è una forzatura.

  • # 342
    james
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    Allora, che abbia scelto un momento sbagliato potrei essere anche d’accordo. Anzi sicuramente lo sono.
    Però se tu non comprendi la differenza tra se “ne sia andato” o “che sia morto” è un TUO problema. Ti chiedo solamente di mettere un “secondo me” vicino alle frasi che scrivi.

  • # 343
    mede
     scrive: 

    @ J

    non metto in dubbio, e tu entri nel merito delle sue idee e le critichi e fai bene dici cose di cui tenere conto e anche condivisibili. Io contesto solo l’operazione di fargli dire che è contento che sia morto quando ha detto “non sono contento che sia morto”, solo questo. e in base a questo modo di riportare il suo pensiero criticare l’uomo in se e nemmeno le sue idee. Tu invece contesti il suo modo di vedere il mondo che è molto più corretto, anche io ho qualche dubbio sulle sue idee radicali ovviamente, e dubito che il futuro che delinea lui sia davvero percorribile e che sia forse solo un’utopia. Ma questo è diverso dal pensare che sia un pazzo o un criminale a mio avviso, usiamo la parola radicale please, non c’è nulla di nuovo non s’è inventato nulla.

    cioè io penso questo: se tu pensi che le baleniere siano il male e che le persone che hanno a che fare con questo mercato a ogni livello siano da condannare sei un radicale, se uccidi per la stessa causa o affondi le barche meti bombe o commetti altri reati parlerei di terrorismo. ma qui mi pare chiaro che l’uomo cade nella prima categoria fino a prova contraria, dire che è un terrorista mi pare un pochino oltre, per come la vedo io siamo alla diffamazione, ma io non voglio imporre il mio modo di vedere, è solo un consiglio fatene ciò che volete

  • # 344
    j
     scrive: 

    no ma vedi, è un discorso più profondo

    se tu dici “credo che tutti gli utenti debbano poter accedere a sistemi operativi e applicazioni più flessibili, potenti ed economici di quelli prodotti dalle sw house”(*), e poi li sviluppi concretamente di tua mano mettendo a disposizione degli utenti una soluzione in più (possibilmente funzionalmente equivalente, per essere appetibile a quelle persone – la maggior parte – non disposte a sacrificare funzionalità di uno strumento di lavoro in nome dell’ ideologia…) tra cui scegliere liberamente – il tuo è un proposito lodevole

    finchè hai l’ onestà intellettuale di capire che il mondo industriale funziona in un certo modo e non tanto non vuole ma proprio non può, se non in pochi ambiti, liberare la proprietà intellettuale liberandosi da essa – acquisti reputazione agli occhi del mondo che considererà il tuo “prodotto” per quello che fa e non per quel che costa (per molti gratuito è sinonimo di intrinsecamente scadente, questo sarà un pregiudizio ma è un aspetto da non sottovalutare)o per il messaggio ideologico che porta (di cui spesso il mondo non sa che farsene, tipicamente anzi “no strings attached” è preferito)

    se però cominci a dire che il sw (tutto il sw) deve rispettare i tuoi (arbitrari) criteri di libertà, nella gente comincia a suonare un campanello d’ allarme…

    quando poi sostieni che il sw proprietario è il male incarnato e i programmatori che vivono onestamente sviluppando sw chiuso commerciale o industriale sono in realtà dei criminali alla pari stupratori e assassini, perdi quella reputazione che avevi acquisito con quella che sempre più appare uno specchietto per allodole e non la tua vera motivazione…
    perfino le persone normali (che non saranno informatizzate ma solitamente non sono stupide) si renderebbero conto che seguendo i tuoi anatemi contro il sw proprietario e le tue non-soluzioni (i videogiochi? fate come me, non giocate… gli elettromedicali? vade retro, se non fanno girare sw libero..) si renderebbero conto che la loro libertà di scelta ne viene limitata (lo capirebbe anche un bambino – 2 possibilità, una la tolgo, ne resta una -> meno possibilità) e fors’ anche che il tuo scopo non è mai stato beneficiare gli utenti, ma qualcos’ altro…

    se poi ti allontani dal sentire comune in ogni modo possibile – alla gente non piace essere schiavi della macchina, ma se per te la libertà del codice viene prima di ogni altra cosa, e chi non è un ostacolo ad essa è uno strumento per essa, o asservito alla scrittura del codice … la gente normale è spesso capace di avere rispetto anche dei propri nemici, a maggior ragione se sono persone da molti altri amate, se tu non riesci ad avere quel rispetto nemmeno quando i tuoi acerrimi “nemici” sono morti… e se poi in un’ occassione ti è venuto di dire che l’ umanità non è altro che una piaga per il pianeta (motivo per cui la nascita di un figlio è un evento infausto…)

  • # 345
    james
     scrive: 

    @j

    Secondo me c’è un problema di fondo allora. Bisogna specificare cosa si intenda per libertà.
    Tu, in un stato dove bisogna seguire delle regole (leggi) ti senti libero? O forse per libertà intendi che ognuno è libero di fare quello che gli pare?
    Perché per me il punto è questo. Stallman segue una suo filosofia (peraltro condivisa da molti altri); la puoi ritenere giusta o sbagliata certo, ma non puoi dire che siccome vuole che tutto il software sia libero allora non rispetta la tua libertà.
    Tutto nasce da lì.
    Per far si che si possa essere veramente liberi, tutto il software deve essere libero, chiaro. Come programmatore, per rispettare questa libertà, devi garantire le “quattro libertà fondamentali”.
    Tutto questo non mi sembra mancanza di libertà, è piuttosto una garanzia di sopravvivenza della stessa.

  • # 346
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @mede: il link lo trovi nell’articolo dei link che è stato pubblicato oggi, e riporta esattamente ciò che hai scritto.

    Oltre a La Repubblica, anche altri giornali e siti mettono la stessa cosa (cioè che Stallman è contento che sia morto), perché è quello il significato, considerato anche il contesto.

    Come già detto, Steve Jobs aveva già lasciato da qualche tempo la sua carica di CEO con una stringata e-mail a tutti i dipendenti, in cui affermava che a causa della sua malattia era ormai impossibilitato a poter lavorare, per cui rassegnava definitivamente le dimissioni.

    Infatti si sapeva già che era un malato terminale di cancro, e quella sua missiva era un chiaro segnale che ormai le sue ore erano contate.

    Stallman non ha avuto nulla da ridire durante quell’evento, con Apple ormai in mano a Cook divenuto CEO su suggerimento dello stesso Jobs (e dubito che seguirà strade diverse).

    L’ha fatto, invece, nel momento in cui questi è morto, riportando una massima che gioca sulle parole dead e gone, dove quest’ultima può assumere anche lo stesso significato (come facciamo anche noi: “andato” indica anche una persona morta), e “casualmente” proprio con Jobs morto da poco, appunto.

    Il fatto che si affretti a dire, dopo questa frase, che non augura la morte di nessuno, lascia il tempo che trova. L’influenza di Steve a cui si riferisce non era più presente, per i motivi sopra esposti: aveva ben altro a cui pensare.

    Con Jobs già fuori dei giochi di potere, se l’obiettivo di Stallman era quello di parlare della sola (“cattiva”) influenza di Jobs, beh, ha sbagliato completamente i tempi e anche i modi, tirando fuori un “motto” che dice la stessa cosa, ma in forma diversa (suona, peraltro, come una presa in giro, nel contesto di una persona morta).

    Tra l’altro non ha nemmeno senso fare propria quella frase, per poi dissociarsene dopo, come già detto. Non ci fa certo una bella figura, se non altro di coerenza.

    Ciò detto, concordo con quanto scritto da j.

    @james: vedi sopra.

    Riguardo alla libertà, tu puoi propagandare come “libera” una cosa che impone obblighi e restrizioni, ma rimane pur sempre propaganda. Infatti quello a cui si riferisce Stallman ormai lo chiamo software “diversamente libero”.

    Il fatto poi di parlare di software “veramente libero” è ampiamente opinabile, oltre che autoreferenziale (visto che si manipola il termine “libero” a piacimento).

    Il discorso che fai tu andrebbe bene se contestualizzato e limitato al solo ambito del software (diversamente) libero. Ma nel momento in cui esci fuori e pretendi di voler imporre lo stesso modello a tutto e tutti, stai uccidendo la libertà.

    Giusto per essere chiari, Stallman può propagandare quanto vuole il suo modello di software: ha piena libertà di farlo e sarebbe assurdo impedirglielo. Deve, però, prendere atto che può esistere anche software che segue altri modelli.

    La vera libertà sta, poi, nell’utente (anche programmatore) finale: è lui che deve poter scegliere liberamente. E non c’è libertà senza la possibilità di scegliere.

    Per fare un paragone di altra natura, immaginando che Stallman fosse dio, è come se nel giardino dell’Eden egli NON avesse piantato l’albero della conoscenza del bene e del male per evitare a monte che Adamo ed Eva potessero sbagliare, scegliendo il male (più precisamente, ciò che PER LUI sarebbe il male).

    Quella metafora biblica c’insegna, invece, che l’uomo ha acquisito la libertà proprio perché ha avuto la possibilità di scegliere. Di scegliere il proprio destino. Nel bene o nel male che sia.

    Io voglio poter essere libero di scegliere liberamente quale strumento utilizzare, valutando i pro e i contro di ognuno di essi.

  • # 347
    james
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    Continui a dire che lui sia contento della morte di Steve Jobs, ma questo è un TUO pensiero che se anche condiviso da altri non necessariamente corrisponde al vero.
    Le sue parole non son state queste. Sei tu che le stai interpretando (ed è per questo che ti ho chiesto di usare un “secondo me”).
    Steve Jobs si era dimesso da Ceo:

    <>

    Ora vedi anche te che l’affermazione di Stallman, così come l’ha formulata, non potrebbe valere in quel contesto per il semplice fatto che a quel tempo Steve Jobs non “se ne era andato” dalla Apple.
    Stallman, SECONDO ME, sta parlando di quello che Jobs rappresenta ed ha rappresentato,e non della sua persona(in quanto tale). Ed è per questo che condivido il suo pensiero. Anche se, ripeto, per me sono sbagliati i tempi.

    “Infatti si sapeva già che era un malato terminale di cancro, e quella sua missiva era un chiaro segnale che ormai le sue ore erano contate.”

    Un altro tuo pensiero (un altro “secondo me”)
    Io non ho mai visto testate giornalistiche riportare una cosa del genere (fase terminale e ore contate).
    Si che della sua salute non si è speculato per niente, ogni giorno era un susseguirsi di notizie (puntualmente smentite dai fan della apple).

    Sulla libertà nel software mi sono già espresso. Per far esistere il software libero è chiaro che bisogna rispettare delle regole (licenza copyleft), proprio come per sentirsi liberi in una società bisogna rispettare delle regole (leggi). Questa come ti ho detto mi sembra più che una mancanza di libertà, una garanzia di sopravvivenza ti tale libertà.
    Ma qui ognuno è libero di pensarla come vuole.

  • # 348
    james
     scrive: 

    Scusate ma non mi ha inserito il testo
    al posto di :
    <>

    volevo scrivere

    “Ora mi dimetto da CEO di Apple. Mi piacerebbe essere utile, se il Consiglio di Amministrazione lo ritiene opportuno, come Presidente del Consiglio, membro dello stesso e impiegato Apple”

  • # 349
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Non so se per sbadataggine o intenzionalmente, non hai riportato la parte più significativa della mail di Jobs. Ecco qui:

    «Ho sempre detto che se fosse arrivato il giorno in cui non avrei più potuto far fronte ai miei impegni come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirlo. Sfortunatamente quel giorno è arrivato».

    Che poi rimanesse ancora in Apple, ma più che altro come carica onoraria, mi sembra ovvio, dopo tutto quello che ha fatto.

    Riguardo alla sua malattia contestualmente alla sua lettera di dimissioni, ecco l’articolo di Repubblica: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/08/25/news/dimissioni_jobs-20838790/ da cui riporto i riferimenti al suo stato di salute e qualche altra cosa interessante sulla sua capacità lavorativa:

    “A 56 anni, colpito dal cancro al pancreas già nel 2004, nonostante l’apparente riuscita di un trapianto di fegato nel 2009, Jobs era apparso sempre più magro e affaticato. Già da tempo la sua effettiva posizione di comando nell’azienda era in dubbio, la sua presenza al quartier generale di Cupertino (nella Silicon Valley californiana) era rarissima. Già il 17 gennaio di quest’anno Jobs aveva dato un pre-avvertimento sotto forma di una email ai dipendenti del gruppo. Come un dipendente qualsiasi, quel giorno Jobs informava di avere “chiesto e ottenuto dall’azienda un permesso malattia” per il bisogno di “concentrarsi sulla propria salute”, senza fornire ulteriori dettagli.”

    Mi sembra piuttosto eloquente. Infine se cerchi “Steve Jobs malato terminale” vedrai una montagna di notizie in merito.

    Quindi permettimi: il fatto che avesse le ore contate sarà una mia espressione, anche piuttosto forte, ma non mi sembra affatto lontana dalla realtà, tant’è che in nemmeno un mese e mezzo e Jobs è deceduto.

    Il citare addirittura le smentite dei fan lo trovo “dolce e affettuoso”: chi mai di loro ne avrebbe voluto la morte? Sarebbe come chiedere a un fervente religioso cosa ne pensasse di una veloce (e prematura) morte del suo leader spirituale: la risposta sarebbe scontata.

    Idem, poi, per la sua capacità di contribuire fattivamente ai bisogni di un’azienda come Apple, che frequentava raramente già a inizio 2011.

    Per cui rimango pienamente convinto di quello che ho detto.

    Infine sul discorso della libertà hai saltato la parte più importante. Non è la libertà nel software, come la chiavi tu, in discussione.

    Come già detto, se restringi il contesto al solo software diversamente libero, questo ha tutto il diritto di esistere e “difendersi” sfruttando le leggi. Questo nessuno l’ha mai negato, mi pare.

    Ma il punto è un altro: Stallman NON vorrebbe esistesse qualunque altro tipo di software! Dovrebbe esserci soltanto il suo, eliminando alla radice la possibilità di scelta e, quindi, la libertà di una persona di decidere cosa fare.

    Perché, e lo ribadisco nuovamente, non c’è libertà (e, quindi, arbitrio) quando ti si presenta davanti UNA sola possibilità: è lapalissiano che non si possa far altro che prenderla.

    E’ gravissimo il fatto che questo personaggio desideri che gli uomini non abbiano alcuna possibilità di poter scegliere liberamente.

    Così facendo si dimostra un fanatico liberticida e totalitarista, al pari di tanti dittatori (ma anche leader religiosi). Fortunatamente non ha alcun potere per portare a compimento questo suo diabolico sogno.

  • # 350
    mede
     scrive: 

    mah, non vedo il punto.
    per esempio chi si lamenta per i giochi, stallman non mi pare abbia criticato i software commerciali in generale, ha criticato le console perchè sono chiuse e le compagnie pretendono che su un hardware da te comprato non puoi far girare il software che vuoi, oppure non puoi modificarla. Il problema è serio perchè se un programma è chiuso (almeno in linea di principio) nessuno può controllare realmente cosa sta facendo sulla mia macchina, in teoria può anche fare operazioni che io non voglio che faccia a mia insaputa e SENZA il mio controllo. il che può rappresentare un problema se non ti fidi di un’azienda che comunque non è un’istituzione. una semplice massima recita qualcosa tipo “Se non lo stai pagando, il prodotto sei tu” quando uno usa Facebook, google o youtube quantomeno si deve porre la domanda, ma da dove arrivano i soldi??
    ovviamente questo non significa essere contrari per principio alla commercializzazione del software ma solo che forse bisogna trovare una via per tutelare sia il consumatore che tutta la filiera. Ma la gente questo NON LO CAPISCE, si va tutti su facebook e gli si regala tante belle informazioni inconsciamente di alcuni lati che questa operazione comporta, io non credo che sia il male impersonificato ma comunque se c’è qualcuno che pone l’attenzione di certo non lo posso condannare.

    Il caso di Apple è emblematico, come vogliamo vedere questa compagnia? dall’ottica del benefattore che cambia il mondo, o dal punto di vista della compagnia che fa MILIONI e milioni vendendo un walkman, un cellulare di tendenza e altro a prezzi che evidentemente sono molto vantaggiosi per se, facendo causa a tutta la concorrenza per non abbassare il prezzo e costringendo praticamente gli utilizzatori a usare le sue app e i suoi store? e tenendo ovviamente chiuse le porte del giardinetto creato. per me che esista apple è sana concorrenza e certo non sarei mai contento se sparisse, ma forse con tutti i milioni che apple fa con i suoi prodotti non credo che anrebbe fallita se permettesse senza dover fare hack assurdi, di farmi fare quello che mi pare con un telefono che ho pagato caro, e infatti io non compro Apple, basta andare per altri lidi… ma certo se devo dare un giudizio morale alla loro condotta magari potrebbero guadagnare qualche milione in meno e lasciare un po’ di spago agli utenti. con questa condotta hanno lucrato fino a diventare la compagnia più grossa del mondo, non c’è nulla di immorale nel guadagnare, fare profitti, ecc. ma forse qui c’è un minimo di sbilanciamento.

    detto questo mi chiedo cosa potesse dire Stallman. un attimo di silenzio era meglio per rispetto del dolore, ma certo se avesse detto belle parole sarebbe stato imbarazzante. Dovendo dire qualcosa ha preferito essere meno ipocrita di altri, come ha scritto qualcuno su un sito di hardware che ha riportato la notizia in maniera corretta (commento che ha ricevuto un notevole gradimento degli utenti, forse per sprezzo a MS non lo so).

    d’altronde è un crociato del software libero, dall’altra parte c’è chi ti vuole spremere ogni centesimo e ODIA il software libero, chi fa più schifo?? se ognuno è in trincea il risulatato è questo, potrebbe essere un mondo in cui queste crociate sarebbero davvero inutili.

    definizione di liberticida la vedo di più a MS e Apple, apple con il patent troll sgambetta la concorrenza che fa prezzi più bassi imponendo i suoi, MS neanche a dirlo è stata condannata innumerevoli volte per aver sfruttato la sua posizione dominante, non si addice meglio a questo il termine totalitarismo. Poi sono d’accordo che anche Stallman non scherza, ma non capisco perchè uno se la prenda solo con lui, quando coloro cui si oppone non solo sono liberticidi e/o quasi-monopolisti, ma professano il contrario di quello che poi sono e poi realizzano davvero queste cose.

    Cioè la visione è che comunque in ogni caso Facebook, Google, MS, e Apple e tutti i produttori hardware che coibentano i loro dispositivi sono il bene e il software libero è OK basta che non rompe le balle al software che va pagato e crea lavoro? e i dispositivi vanno tenuti chiusi perchè così le compagnie non subiscono danni economici? così si dovrebbe pensare?

  • # 351
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Finché c’è libertà di impresa e di acquisto, e di concorrenza, com’è stato finora, tutte queste battaglie ideologiche non hanno alcun senso.

    Stallman, invece, va ben oltre, perché vede una società dominata esclusivamente dal suo software diversamente libero.

    Oggi tu puoi decidere di NON comprare prodotti Apple, e lo fai, come hai scritto. Nel modello visionario di Stallman non ci sarebbe nemmeno questa libertà di decidere: avresti soltanto QUEI prodotti e basta.

    C’è una differenza enorme fra le due cose, se permetti, e trovo agghiacciante la posizione di questo personaggio diabolico.

    Comunque stiamo andando un po’ troppo off-topic. Quest’articolo nacque per parlare della presentabilità di Stallman.

    Sono sicuro che ci saranno altre occasioni per confrontarci sulle questioni che hai esposto, ma reputo che non sia questo il luogo.

    Per cui chiedo la gentilezza di rientrare nell’argomento della discussione, sempre che ci sia altro da dire dopo tutto quello che è stato scritto. :D

  • # 352
    james
     scrive: 

    Visto, dà fastidio quando qualcuno riporta solo quello che vuole.
    Secondo me è quello che hai fatto nelle traduzioni e nel riportare la frase di Stallman. Comunque in questo caso non era mia intenzione,
    Se analizzi la frase che tu hai riportato :
    “in cui non avrei più potuto far fronte ai miei impegni come amministratore delegato”
    viene indicato che non sarebbe più riuscito a mantenere gli impegni come CEO. E solamente come CEO.
    La frase di Stallman ancora una volta, secondo me, non avrebbe avuto molto senso in questo contesto.
    Poi il discorso che stava molto male tutto il mondo lo sapeva. Ma tu hai continuato a usare le “tue espressioni” senza neanche indicare che erano appunto tue espressioni, ma cercando di farle passare per verità. (come per tutto il resto). Per me la questione era tutta qui.
    Preferire comunque chiudere quì il discorso; ho già detto che secondo me i tempi sono sbagliati, non mi va di star qui ad analizzare le parole di Steve Jobs e Stallman, ora.

    Sul discorso del software libero ho cercato di tagliare corto perché tanto sarebbe stato inutile continuare: ognuno ha la sua opinione.
    Stallman considera il software proprietario un male. E’ chiaro che cerca in tutti i modi di eliminare questo tipo di software, ma non perché vuole negare la tua libertà, ma anzi proprio perché te la vuole dare.
    Se io riconosco una cosa come il male per me quella cosa non deve esistere, per il bene di tutti gli altri.
    Chiaro il concetto? è estremista? Si. C’è bisogno alle volte di gente estremista? Si.
    Il punto, secondo me, allora non è nel discutere se ti lascia libero nell’utilizzare software proprietario o meno; ma analizzare il perché viene riconosciuto come male il software proprietario.
    Se riconoscerai il software proprietario come un male, seguirai la sua “filosofia” altrimenti starai qui a chiederti il perché non ti lasci libero nello scegliere il tipo di software che più ti piace.

  • # 353
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Nessun fastidio né tanto meno ho operato censura alcuna su quello che hai scritto.

    Stallman decida cosa vuol fare della propria vita, e lasci che gli altri facciano lo stesso con la loro prendendo le decisioni che ritengono più opportune.

    Non è lui il detentore della libertà, e fortunatamente non ha alcun diritto né potere di dare la libertà a chicchessia.

    Se pensa che il software non diversamente libero sia il male (è allucinante pensare che ci rientrerebbe persino il public domain) è un problema suo.

    Per me rimane un fanatico totalitarista liberticida, perché con la sua visione attenta alle libertà delle persone (come già detto, NON c’è libertà senza possibilità di scelta).

    Riguarda a Jobs, stiamo cavillando sulle parole. Io guardo al succo, e ho espresso fin troppo chiaramente come la penso.

    Comunque ripetere le stesse cose da ambo le parti non credo che contribuisca alla discussione né tanto meno all’articolo (il cui argomento, lo ribadisco, è un altro). Tutto qui.

  • # 354
    james
     scrive: 

    “Comunque ripetere le stesse cose da ambo le parti non credo che contribuisca alla discussione né tanto meno all’articolo (il cui argomento, lo ribadisco, è un altro). Tutto qui.”

    Perfettamente d’accordo. Almeno in qualcosa lo siamo :)
    Ho iniziato a postare solamente per chiederti di separare le tue deduzioni\pensieri\espressioni (rendendole chiare) dal resto.
    Come ti ho già detto sarebbe bastato un “secondo me” in più.

    Da parte mia chiudo qui la discussione.
    Ciao.

  • # 355
    j
     scrive: 

    @james

    Secondo me c’è un problema di fondo allora. Bisogna specificare cosa si intenda per libertà.

    giusto. allora chiarisco che fin da quando ero piccolo libertà è stato sinonimo di
    quella cosa dove inizia quella degli altri e nei limiti del quale puoi fare qualunque cosa tranne quelle che non vorresti gli altri facciano a te
    definizione, questa, che nasce principalmente dal concetto di libero arbitrio e dal minimo rispetto che è giusto che vi sia tra un essere umano e i suoi simili

    Tu, in un stato dove bisogna seguire delle regole (leggi) ti senti libero?

    presupponendo leggi che non mi discriminino in base a criteri arbitrari e a cui non potrei ottemperare nemmeno volendo , in generale sì perchè c’è letteralmente un mondo di cose che posso fare e un mondo di occasioni in cui posso esercitare il mio libero arbitrio e compiere delle scelte, anche senza calpestare i piedi nè inficiare la libertà di nessuno

    Perché per me il punto è questo. Stallman segue una suo filosofia (peraltro condivisa da molti altri);

    a parte che sul “groupthink” e sul condizionamento ideologico delle masse si potrebbe scrivere un trattato, ma non starei a discutere della filosofia stallmaniana se lui si limitasse ad applicarla per conto suo senza cercare di imporla con la forza a chi viveva tranquillamente facendone a meno, e conquistare alla causa sempre nuove leve che a loro volta s’ impegnino a diffondere il verbo …

    la puoi ritenere giusta o sbagliata certo, ma non puoi dire che siccome vuole che tutto il software sia libero allora non rispetta la tua libertà.

    posso dirlo, eccome
    SE la mia libertà fosse rispettata, io programmatore dovrei poter scegliere appunto liberamente la licenza che preferisco, la metodica di sviluppo che preferisco, il sistema distributivo che preferisco, stabilire il costo che preferisco (anche se mi converrà sia adeguato alle possibilità dell’ utenza target, per non dissuadere l’ acquirente, libero di non acquistare…) per il mio sw, o io utente dovrei poter scegliere liberamente lo strumento che preferisco in base alle mie necessità, ai miei valori (e non i valori che chicchessia mi cerca di imporre)
    e in entrambi i casi la mia sarebbe una scelta degna di rispetto (non diventerei un criminale o peggio solo per preso una decisione che alla fine riguarda e influenza solo me stesso, diversa da quella che stallman dice che avrei dovuto prendere… )
    è chiaro il concetto?
    ora, nella realtà, da utente mi sento dire che l’ unica scelta corretta è quella di aiutare la “comunità” (e non solo scartando un programma commerciale in favore di un’ alternativa magari meno funzionale ancorchè gratuita, ma anche contribuendo attivamente allo sviluppo di questa, magari investendo tempo ed energie nell’ imparare un linguaggio di programmazione… ) e vengo considerato più o meno velatamente egoista qualora anteponessi a quelle di quest’ ultima, le mie esigenze… e da programmatore non piegato alla dottrina stallmaniana rischio di divenire bersaglio di insulti, scherno, e vengo posto sotto la spada di damocle del boicottaggio e del reputation trolling di massa…

    se ti sembra che la libertà di scelta venga rispettata…

    Per far si che si possa essere veramente liberi, tutto il software deve essere libero, chiaro.

    ma proprio no
    si è liberi finchè si possono compiere senza artificiose limitazioni, condizionamenti, forzature o altrimenti ingerenze (incluso il timore per la riprovazione o ritorsioni) da parte di terzi – che il sw sia libero non è un requisito necessario perchè ciò si verifichi
    ripeti con me: IL SW E’ UNO STRUMENTO AL SERVIZIO DELL’ UOMO – non il contrario
    quindi al primo posto vengono la libertà, le esigenze, le aspettative e i diritti dell’ uomo
    e solo dopo la libertà che l’ uomo decide di attribuire al sw per far sì che in quanto strumento (privo di autocoscienza e di libero arbitrio) possa meglio servire altri uomini (gli utenti)
    nel momento in cui auspichi un mondo di solo sw libero pretendi che l’ umanità rinunci a parte delle prorie necessità e dei propri desideri (che sono leciti eh, a meno di non vivere in un regime oppressivo – ma allora il sw è l’ ultimo dei problemi) di utenti (che vorrebbero poter valutare pragmaticamente lo strumento per le sue capacità e solo per quelle) o sviluppatori (che magari preferirebbero valorizzare le proprie capacità piuttosto che lavorare gratis per la gloria o con un modello di business incerto) a beneficio del sw in sè
    il quale da strumento al servizio dell’ umanità diviene divinità (anche se in quanto privo di libero arbitrio è al più un totem sotto il controllo dei ministri del culto come stallman) a cui l’ umanità si prostri e offra sacrifici (fatti passare per minimi, ma pur sempre sacrifici)

    Come programmatore, per rispettare questa libertà, devi garantire le “quattro libertà fondamentali”.

    ma anche no…
    le “libertà” stallmaniane sono un modo con cui prima di tutto contrastare lo sfruttamento del codice orgoglio della “comunità”, frutto di sudato lavoro non retribuito, da parte di società che si temeva si sarebbero arricchite sulle sue spalle – e poi, collateralmente, beneficiare gli utenti (a discapito degli sviluppatori e dei creatori, che in effetti perdono la paternità del codice da loro creato) ma non sono l’ unico modo in cui si può assicurare la libertà degli utenti sul codice…

    se ad esempio il creatore di un sw dicesse “questo sw è a vostra disposizione, fate quel che volete del programma e dei sorgenti”?
    gli utenti sarebbero felici di avere uno strumento in più tra cui scegliere, da poter usare gratis e poter guarda caso condividere, gli altri programmatori sarebbero felici di avere un bacino di codice in più a cui attingere (a patto di non farlo passare come farina del proprio sacco)
    ma questo non renderebbe il codice meno “libero” – perchè quando si parla di codice libero si riferisce alla versione corrente pubblicata dall’ autore originale, non a tutti i derivati (altrimenti si parlerebbe di codice “viralmente”, forzatamente, perpetuamente libero) ma appunto la versione dell’ autore verrebbe rilasciata con i sorgenti, quindi sarebbe aperta (e libera), e tanto basterebbe

    Sulla libertà nel software mi sono già espresso. Per far esistere il software libero è chiaro che bisogna rispettare delle regole (licenza copyleft)

    per far esistere il sw “libero secondo stallman” forse, ma che il copyleft sia l’ unico modo per garantire la libertà di utenti e sviluppatori (l’ unica che valga) non è scritto da nessuna parte, anzi
    comunque tu rispettale, se vuoi, ma non impormele se decido di usare sw non foss o di avvalermi del copyright – o non parlarmi ipocritamente di libertà …

    , proprio come per sentirsi liberi in una società bisogna rispettare delle regole (leggi). Questa come ti ho detto mi sembra più che una mancanza di libertà, una garanzia di sopravvivenza ti tale libertà.

    sì, ma solo se consideri la libertà del codice più importante di quella delle persone e vuoi sovvertire la (naturale) relazione strumento -> fruitore…

  • # 356
    james
     scrive: 

    Poco sopra ho cercato di chiarire (in una manciata di righe) il perché, secondo me, il fatto di voler\dover utilizzare solamente software libero non implichi una mancanza di libertà (con tutto l’estremismo che ho riconosciuto a Stallman). Evidentemente non l’hai letto.
    Sono due visioni del mondo completamente diverse e come ha detto Cesare di Mauro ripetere le stesse cose da ambo le parti non credo porti nulla di nuovo alla discussione.
    Il mio intervento, per giunta, non voleva essere affatto un intervento sulle idee si Stallman né tanto meno sul Free Software.
    Ho aggiunto anche che avrei chiuso la discussione, però se me lo permettete (visto che siamo in offtopic) vorrei fare una puntualizzazione:

    “se ad esempio il creatore di un sw dicesse “questo sw è a vostra disposizione, fate quel che volete del programma e dei sorgenti”?
    gli utenti sarebbero felici di avere uno strumento in più tra cui scegliere, da poter usare gratis e poter guarda caso condividere, gli altri programmatori sarebbero felici di avere un bacino di codice in più a cui attingere (a patto di non farlo passare come farina del proprio sacco)
    ma questo non renderebbe il codice meno “libero” – perchè quando si parla di codice libero si riferisce alla versione corrente pubblicata dall’ autore originale, non a tutti i derivati (altrimenti si parlerebbe di codice “viralmente”, forzatamente, perpetuamente libero) ma appunto la versione dell’ autore verrebbe rilasciata con i sorgenti, quindi sarebbe aperta (e libera), e tanto basterebbe”

    Penso che stai facendo un po’ di confusione tra software libero e le sue licenze.
    Questo programma rientrerebbe a pieno titolo nella definizione di software libero.
    Più precisamente rientrerebbe nel “software libero senza permesso di autore” (o software libero senza copyleft che dir si voglia) in quanto, non avendo copyleft, non si può garantire che le versioni future (modificate e redistribuite) vengano rilasciate libere.
    Certo Stallman preferirebbe l’utilizzo del copyleft, ma non è assolutamente necessario per farlo rientrare nel software libero. (in poche parole sarebbe già molto ai suoi occhi :) )
    Quindi, come vedi, il termine software libero non è poi così restrittivo come dici.

    Fatta questa precisazione, chiudo qui il mio intervento. ;)
    Ciao.

  • # 357
    bob
     scrive: 

    “Jobs nemico del computing e quindi dell’umanità”
    Dell’umanità? Forse è meglio se Stallman spegne il pc, si fa una bella doccia ed esce a vedere un pò come funziona la vita reale…

  • # 358
    mede
     scrive: 

    notizia ansa, o ansia non saprei la differenza…

    JOBS: “”Distruggero’ Android perche’ e’ un prodotto rubato. Faro’ una guerra termonucleare su questo”.

    E’ quanto afferma Steve Jobs nella biografia autorizzata che sara’ pubblicata lunedi’ 24 ottobre e di cui i giornali americani riportano stralci. La biografia e’ scritta da Walter Isaacson, sulla base di 40 interviste in due anni con il co-fondatore della Apple.”

    oooh… Jobs è un terrorista… trololollolol

    imho

  • # 359
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Concordo sul “trol*”: troppo fanatismo fa male.

    A parte il fatto che sono curioso di vedere in qualche contesto è stata scritta quella frase (estrapolandola non fai certo un favore alla corretta informazione), la differenza con Stallman è abissale.

    Jobs è uno squalo che vuole eliminare un PRODOTTO scomodo per il suo business. Stallman uno che non ha alcun rispetto nemmeno per i morti (che NON sono prodotti, ma ESSERI UMANI).

    Non so se riesci a cogliere la differenza…

  • # 360
    mede
     scrive: 

    no qui sei tu che vedi una differenza che non c’è. Jobs era uno squalo sapendo bene di esserlo che voleva eliminare la concorrenza che avrebbe creato un mercato libero e un vantaggio per i consumatori, mentre Stallman almeno è convinto di farlo per il bene dell’umanità e non per il suo tornaconto. La differenza è abissale. Ed è confermata dal patent trolling continuo di Apple e cause esplicitamente contro la concorrenza il mercato libero e dunque TUTTI i consumatori, notizie che passano sempre in secondo piano rispetto alle strumentallizzazioni su Stallman, della serie “meglio non parlare male di Apple è troppo e popolare”. La questione del contesto fa ridere perchè sei stato il primo a decontestualizzare praticamente tutto e sei stato ripreso tutto punto per punto. Hai praticamente detto che Stallman era il mandante della sua morte dandogli del terrorista, quando Stallman ha detto “nessuno merita di morire non steve e non Bill” e “non sono contento che sia morto” e questo è stato il suo pensiero.

    La cosa ironica è che quando tu ti radicalizzi sulle tue posizioni completamente biasate, commetti lo stesso identico errore che imputi a Stallman, che infatti, e su questo sono d’accordo, ha forse delle idee troppo radicali per poter rappresentare in toto la comunità open source.

    Purtroppo le sue posizioni da guru nascono dal fatto che la gente ha bisogno di essere informata perchè il “mercato libero” (che questi signori in realtà cercano di affondare per il loro tornaconto) non garantisce una vera libertà di scelta.
    Se 40 anni fa qualcuno si fosse alzato e avesse detto “non possiamo continuare con l’industia della macchina, non possiamo segnare il nostro futuro su fonti energetiche non rinnovabili come la benzina che inquinerà il mondo e ci potrebbe portare verso un disastro quando finirà” chiunque gli avrebbe riso dietro, la gente ha bisogno di essere informata, NESSUNO anni fa avrebbe detto che esisteva un pericolo del genere e che in 50 anni avremmo consumato ciò che su questo pianeta si era creato in decine di migliaia di anni. Eravamo ignoranti. Per me lui cerca solo di spingere a far riflettere su queste cose prima che sia troppo tardi.
    Quando tutti le infrastrutture e i sistemi informatici dipenderanno da una società questa potrà fare il bello e cattivo tempo nei governi. E’ semplicemente qualcosa su cui bisogna riflettere. si sa che i radicali fanno anche delle piazzate a volte. ma dipingerlo come la gattara dei simpsons che biascica parole incomprensibili e tira i gatti ai bambini gettando anatemi al mondo mi pare un quadro talmente surreale che non puoi che dividere i pareri tra chi gli sta simpatico e chi no. Poco costruttivo e molto biasato per chi controlla togliendo il minimo preconcetto.

    per me uno che ha un sito esprime le sue idee pubblica libri e sulla home page c’è scritto “sono le mie idee” e non commette reati ne fa cause pretestuose contro i miei interessi è già più presentabile di certi squali che plasmano la mia vita nel loro interesse cercando di eliminare la concorrenza per tenere i prezzi che vogliono. Riguardo ai contenuti di Stallman non c’è dubbio che si può fare di meglio.

  • # 361
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    A questo punto non so se lo fai apposta o sei proprio così.

    Come già detto prima, Jobs, da markettaro, si scaglia contro un PRODOTTO (= COSA) che ovviamente insidia i SUOI, e lo fa col tipico atteggiamento per cui è ben noto nell’ambiente. E stiamo parlando del suo LAVORO.

    Stallman si scaglia contro una PERSONA (= ESSERE UMANO) che è MORTA. Lo fa per LAVORO, oppure è una dimostrazione pratica di quanto questo personaggio tenga all’UMANITA’?

    Se non riesci a comprendere la differenza fra queste due cose, che non è certo sottile ma macroscopica, a questo punto è un problema tutto tuo.

    Anche perché questa sparata allucinante di Stallman ha provocato mal di pancia ovunque, anche all’interno della comunità open source: http://www.readwriteweb.com/enterprise/2011/10/why-fsf-founder-richard-stallm.php Oltre ovviamente ai giornali di tutto il mondo.

    Anche questa gente ovviamente avrà travisato, immagino, e addirittura “decontestualizzato”.

    Sulle mie presunte decontestualizzazioni sei libero di dimostrarlo: ho messo i link apposta nell’articolo. Su, da bravo, fammi vedere dov’è che l’avrei fatto.

    Ovviamente è del tutto falso ciò che pretendi di far passare per mio: non ho scritto da nessuna parte né tanto meno lasciato intendere che Stallman fosse il “mandante” di alcunché. Se intenzionale, il tuo è uno squallido tentativo di mistificazione. Ma poi mandante di cosa? Di aver procurato il cancro a Jobs? In che modo? Con del software “infetto”? ROFL Ma ti rendi conto dell’assurdità che dici?

    Infine riguardo ad Apple, l’etichetta “patent trolling” non le si addice assolutamente. Stai storpiando un termine, non so se apposta o perché non sai cosa voglia dire, per una causa persa in partenza: è da una vita che Apple realizza prodotti che ha SEMPRE difeso in qualunque occasione facendo ricorso anche ai brevetti di cui è legittima proprietaria. Per cui la tua tesi è del tutto priva di fondamento.

    E per favore: non mi accomunare a Stallman, perché lo trovo offensivo. Sul resto mi sembra la solita litania complottista che sento ripetere da anni.

  • # 362
    Mede
     scrive: 

    il fatto che metti fonti che dimostrano che ad altri Stallman da fastidio, dimostra che non hai alcuna convinzione delle tue idee, e confermi quello che dico anch’io cioè che Stallman non è adatto, ma questo è un dato su cui siamo d’accordo e fai solo finta che io stia dicendo il contrario, perchè mi sono espresso chiaramente. Se poi altri hanno capito erroneamente come te che Stallman si sarebbe detto felice della morte di Jobs è perchè si sono informati male o hanno letto articoli fuorvianti e sensazionalistici come minuziosamente ho dimostrato riportando fonti e parole dette davvero. Tutte cose sulle quali non hai ribattuto se non a sproposito.

    Hai detto che sarebbe il Bin Laden dell’informatica, adesso che sia vero o no Bin laden è stato additato come mandante e principale organizzatore di numerosi attacchi terroristici contro gli USA con morti e feriti. d’altronde dici tu stesso che portare avanti questo discorso nei termini in cui lo fa Bin Laden è terrorismo perchè manda avanti una cultura dell’odio (facendo una sintesi di quello che hai detto), altrimenti non capisco cosa volessi dire nel commento 333. Il terrorismo non è una cosa psicologica si riferisce ad una lotta politica fatta con stragi, attentati, omicidi, torure, violenze. è una parola che ha un significato preciso. Se dici non avere rispetto per i morti è terrorismo e non avevi intenzione di dire che è uno che organizza attentati, bhe dai una guardata al dizionario. Mi pare che hai ritratto la mano ma non hai mai ammesso quantomeno di aver usato un termine a sproposito.

    Dunque paragonare un terrorista a Stallman è talmente assurdo che te ne sei accorto tu stesso.

    quella cosa persona – prodotto, non la capisco perchè Stallman non se l’è presa con una persona ma con un sistema e se questo sistema è portato avanti da delle persone o prodotti o automi lui ovviamente deve puntare al problema. Non capisco in cosa consiste l’immoralità dell’operazione. Ovviamente sempre dando per scontato il vero pensiero di Stallman che non ha mai esultato per la morte di Jobs per la quale si è detto dispiaciuto, cosa che continui a ignorare perchè secondo te l’ha aggiunto dopo (commento 346), altra cosa alcuanto imprecisa.

    I link sono stati tutti spulciati e criticati in passato, un’opera tipo zerobubbole di disinformatico su Zero di Giulietto Chiesa. Però lo faccio una volta, la seconda è inutile tanto non si vuole capire, la tua tesi riportata da altri che vorrebbero Stallamn esultante per la morte di Jobs è semplicemente una bubbola sensazionalistica cui molti hanno creduto perchè riportata da varie fonti. Così come si può pensare che DAVVERO Jobs avrebbe scatenato una guerra termonucleare a leggere i titoloni, tutte cose che attivando il cervello si capisce che sono improbabili ad una seconda lettura. Però nel caso di Stallman è scemo lui, nel caso di Jobs è stato decontestualizzato, ma lui se la prende con un prodotto, in realtà non ce l’aveva con nessuno di specifico dunque è buono… no mi spiace non capisco che c’entra.

    piccola battuta: è poi allucinante che tu pensi che il fatto che il petrolio stia finendo un complotto.

    Quello che ho fatto è un esempio banale ovviamente, è solo per spiegare perchè c’è forse bisogno di qualcuno che porti avanti il discorso del software libero, non penso che tu creda che esso sia un male, perchè altrimenti il discorso è ben diverso. se pensi che sia un problema banale che una società può mettere del codice nascosto nel software che genstisce per una nazione e potenzialmente ricattarla e che non succederà mai è un problema tuo, a livello politico questa cosa è molto grave e si deve fare in modo che non succeda, ma è comunque una banalizzazione del problema molto più grande.

  • # 363
    mede
     scrive: 

    mi scuso per alcuni refusi dei miei commenti ma sono costretto a una tastiera non perfettamente funzionante, in più nel precedente commento ho scritto bin laden in luogo di R. Stallman

    che apple sia diventata un patent troller è abbastanza appurato dalle ultime uscite, sta deliberatamente cercando di non far uscire specifici prodotti in alcuni mercati chiave importanti per lei o ritardarne l’uscita a scapito della concorrenza. emblematico il caso samsung in cui pare abbia addirittura portato al giudice dei dati falsi sulle reali dimensioni del dispositivo samsung per farlo apparire più simile all’ipad. tra l’altro non si capisce nemmeno il punto perchè apple non ha inventato il tablet che io sappia, il problema credo vertesse proprio sulla forma (il che è già demenziale perchè è un rettangolo non è un design complesso tipo un’autovettura) che comunque non era uguale.

    tutto per rallentare la concorrenza può tenere alti i prezzi in assenza di scelta per l’acquirente.

    Al limite potrei anche giustificare un comportamento del genere se Apple fosse con l’acqua alla gola o sull’orlo del fallimento, ma come possono pretendere di non avere concorrenza quando sono già una delle società più grosse del mondo? Continuassero a innovare e a essere un passo davanti agli altri, oppure “siate affamati” si intendeva di denaro?

    sinceramente io vedo una doppia faccia in Apple, non si può non vedere che è vero che abbiano innovato dalla notte dei tempi, è vero ed è vero che altri inseguono. Ma non li si può gambizzare perchè inseguono, è una conseguenza del loro successo e dunque non determinerà il loro fallimento. Per questo Apple è immorale IMHO.

  • # 364
    mede
     scrive: 

    Ancora correzione:

    1) l’ultima mia frase sapeva di sentenza, volevo dire che quando Apple fa quella cosa che ho descritto sbaglia a mio avviso, non che Apple è immorale a prescindere…

    2) in effetti, come mi viene fatto notare, il termine patent trolling non è usato a proposito in questo caso, perchè si riferisce ad un’attività diversa. Forse quello di apple è semplice trolling (lol)

  • # 365
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Finalmente riconosci almeno di aver parlato di patent trolling senza alcun fondamento, ma la battuta su Apple la devi fare lo stesso. Vabbé, è già qualcosa, possiamo accontentarci, anche se non sono d’accordo sul fatto che Apple “innovi” (è ampiamente opinabile).

    Apple, comunque, può fare quello che vuole per difendere i propri prodotti e proprietà intellettuali: l’importante è che lo faccia rispettando le leggi. Che poi sia immorale non frega a nessuno, tranne ovviamente a quelli che hanno costruito QUELLA morale (che non è universale; e per fortuna).

    Tornando a Bin Laden, oops Stallman, se metto altre fonti è solo per mostrare che altri hanno fatto lo stesso di quanto sostengo, come facevo già peraltro, come ho ampiamente spiegato (anche sul gioco di parole fra “dead” e “gone”, con quest’ultimo che assume lo stesso significato del primo parlando di una persona morta), e senza commettere errori.

    L’associazione col terrorismo (che, al contrario di quanti affermi, è anche psicologico) & Bin Laden l’ho spiegata già prima, se ti vai a rileggere i precedenti commenti. Ciò NON significa che Stallman sia il mandante di alcunché, come hai cercato falsamente di appiopparmi. Nello specifico la parola “mandante” non ha assolutamente senso, perché Jobs è morto di cancro; a meno che non dimostri che qualcuno gliel’abbia provocato in qualche modo…

    Idem quando pretendi di far passare per mio che sarebbe terrorista chi non rispetta i morti: assolutamente falso anche questo. E’ inumano e fuori luogo, e può farlo uno che vive alienato dalla realtà nel mondo di solo software libero che s’è costruito.

    Purtroppo Stallman ha il problema di identificare il male in chi opera nel settore a lui avverso, quando dovrebbe invece puntare il diritto soltanto contro il prodotto. E’ una differenza sostanziale, e dimostra il livello di fanatismo che ha raggiunto il personaggio, checché tu ne dica per difenderlo, visto che ha tirato in ballo Jobs, una PERSONA, nel momento in cui questi è morto (mentre poteva farlo prima, quando ha lasciato l’incarico di CEO, se gli fosse interessato attaccare soltanto il PRODOTTO).

    Infine prima mi riferivo al software libero per salvare l’umanità, backdoor nel codice chiuso, ecc.: tutta roba complottistica di cui non se ne può più di leggere.

    Che il petrolio debba finire è lapalissiano, come pure che il Sole ci concederà qualche altra miliardina di anni prima di farci arrosto tutti: non era certo in discussione l’ovvietà…

  • # 366
    Mede
     scrive: 

    lo ammetto senza problemi di aver sbagliato ad usare il termine patent trolling, perchè non c’è nulla di male nell’ammettere i propri errori. la battuta che poi ho fatto non è gratuita ed è curioso perchè tu stesso hai difeso le insinuazioni su Stallman nell’articolo dicendo che erano solo battute e poi non comprendi quelle che fanno gli altri indicando esplicitamente. Quando mi si dimostra che ho sbagliato lo ammetto, io. Ma cambia solo il nome, non è patent trolling ma è comunque qualcosadi molto simile e addirittura più scorretta per molti versi.

    Le parole vanno misurate. E’ terrorismo anche diffondere una cultura come questa, senza alcun rispetto nemmeno per i morti o semplicemente per chi la pensa in maniera diversa (e ha tutto il diritto di poterlo fare).

    commento 333

    Idem quando pretendi di far passare per mio che sarebbe terrorista chi non rispetta i morti: assolutamente falso anche questo.

    cioè per me è inutile parlare, tanto le cose non si vuole capirle. Il fatto per me è che hai tenuto una tesi così assurda e che fa tanto acqua che ormai sei convinto di dover difendere anche le virgole senza cedere un passo altrimenti sembra che hai torto. Mi dispiace ma è impossibile discutere così in cui non ci si capisce nemmeno nell’italiano, e pur di difendere un semplice appunto su un termine appropriato che non inficia la tesi, ci si arena difendendo l’uso del termine terrorismo cambiandone il significato a piacere.
    Comunque NO, non esiste un terrorismo psicologico.
    Quando TU dici terrorismo, e IO capisco mandante o esecutore di omicidi, IO non ho capito una cosa strana che non hai detto. Soprattutto se lo paragoni a Bin Laden che di fatto non è che fosse solo un chiacchierone che cosa dovrei capire? Questo è quello che TU hai DETTO, dove ho segnalato, vatteli a rileggere, non quello che IO ho CAPITO MALE.

    Anche se ammetti di aver usato impropriamente dei termini, non infici la tua tesi, puoi sempre dire che Stallman non crea un terreno fertile per il dialogo ma radicalizza le correnti di pensiero nelle proprie posizioni. Mentre siccome non devi concedere nulla, il terrorismo diventa quello che dici tu e non quello che è davvero e improvvisamente gli altri capiscono fischi per fiaschi.

    Hai completamente fallito a capire il punto del discorso benzina/open source e infatti rispondi a spropoisito, con quel discorso facevo notare come la paventata libertà di scelta, in realtà non c’è perchè la gente non ha cosapevolezza per fare una scelta, la gente naviga a occhio, non conosce le conseguenze dei propri acquisti e azioni. e infatti tu non rispondi, come non rispondi a molti punti cui non ti fa comodo rispondere. Evidentemente sei convinto che bisogna fare proprio così, sfruttare un sistema finchè non va al collasso e non pianificare prima alcunchè. Bollare come complottistico un esempio è un altro metodo di discorrere un po’ dubbio. Potrei risponderti che le tue tesi su Stallman sono talmente ridicole e già sentite che non se ne dovrebbe parlare nemmeno. molto costruttivo.

    non ci si è inventati nulla, è un fatto che per esempio recentemente è stato chiesto a MS perchè sul suo browser quando si usava google nella barra di ricerca il browser inviava le info sulle ricerche ad un server MS senza che l’utente lo sapesse. Non è che le società non fanno queste cose, le fanno eccome, per loro sono milioni e se ne sbattono i maroni se è immorale o meno.

    in più il clima non è certo riscaldato dal solo Stallman, commenti sprezzanti verso linux, i suoi utilizzatori, ma anche l’open source da parte di MS non è che si sono sprecati, ma nessuno ha mai parlato di terrorismo. Eppure chi usa i programmi open source evidentemente la pensa in un altro modo cosa che MS non accetta. Ma qui mi pare che sei tu che non accetti che qualcuno possa pensarla alla open source. A me può stare pure bene che tu creda che sia tutta fuffa e che tanto a microsft, apple, google e facebook in realtà dei nostri dati non importa nulla e che ci daranno sempre il software migliore possibile. io dico solo che nella mia piccola esperienza, explorer peggiorò fino alla versione 6, poi firefox ha fatto il boom ed era un browser semplicemente molto migliore. dopodichè la conrrenza ha fatto risalire la china a explorer finchè oggi credo abbia colmato il gap. Ma se era per MS stavamo ancora così. Se vuoi discutere dimmi che cosa è sbagliato nel mio ragionamento. se devi dire “eeh ma sono tutte buffonate”, e non motivare allora risparmia il fiat, non si discute così. non ho detto nulla di assurdo o complottistico.

    Per come la vedo io la battaglia verte su un maggior rispetto del consumatore, magari non mi servirà a nulla far girare il mio software su una console ma per principio se me la vendi e la compro devi permettermi di farci quello che mi pare con quell’hardware. Poi è chiaro che puoi giocarci, comprare i giochi, pagarli quanto ti pare. Invece no, perchè dovrei avere un diritto del genere?

    i miei sono solo esempi, ma in mancanza di una regolamentazione si deve parlare di questi problemi e fare in modo che la politica porti lo sviluppo e la commercializzazione di questi prodotti verso una direzione etica di rispetto per il diritto del consumatore. non è possibile che si scopra dopo che giocando con una console i produttori si sono impossessati di miei dati senza che io lo sapessi. Il complotto non c’entra nulla. allora perchè si fanno le leggi contro gli evasori fiscali perchè siamo complottisti e pensiamo che le società cercheranno di fregarci? ma come si fa ad avere una linea del genere?

  • # 367
    Mede
     scrive: 

    è più di un fatto personale o di principio, quando qualcosa non va bene bisogna dire esattamente qual’è il probelma. Altrimenti si fa come il nostro premier che quando viene accusato di un reato, invece di dimostrare che sono accuse infondate, dichiara che i magistrati sono “comunisti” e sguinzaglia le iene per far vedere che portano calzini di colori diversi, come se tutto questo avesse qualcosa a che fare con l’accusa che gli è stata mossa.

    è importantissimo anche prendere una posizione giusta per IL MOTIVO GIUSTO, non prendere posizioni per preconcetti altrimenti si offre il fianco a critiche motivate.

    Leggere in maniera distorta ciò che dice perchè già ci sta sulle palle è sbagliato (bias), che lo facciano in 10mila non ci solleva dalla responsabilità del preconcetto. dire che una persona ha torto perchè è pelata, o perchè è un nanetto, dire che hitler era malvagio perchè aveva i baffetti (con questo ovviamente non intendo dire che era una persona buona) è un errore ed è una banalizzazione del problema che crea solamente incomprensioni riguardo al vero problema da affrontare.

  • # 368
    erik_ilrosso
     scrive: 

    vabbè o fa la parte oppure è munito di sci.
    dal suo sito:
    “I sometimes use Google’s search engine, and I sometimes use DuckDuckGo. When I use a search engine, it is always from a machine that isn’t mine and that other people also use. I never identify myself to the site, of course.”
    quindi che ne so va dalla vedova Crambetti quando deve cercare qualcosa sul web probabilmente..

  • # 369
    Alex
     scrive: 

    Io l’ho incontrato tanti anni fa quando venne alla facolta’di scienze dell’informazione a Roma, riuscii a parlarci personalmente.

    ne rimasi molto deluso, gli feci delle domande in particolare su come un giovane imprenditore possa produrre free software e sopravvivere sul mercato attuale.

    la mia domanda era totalmente ingenua.

    In pratica si altero’ molto, alzo’ la voce e non ottenni una conversazione costruttiva.

  • # 370
    hunt
     scrive: 

    Io Credo che prima di tutto c’è un errore di classificazione ,in Quanto Stallman è portavoce e fondatore della comunità FREE SOFTWARE, che di certo non è la comunità OPEN SOURCE !

    Sono 2 cose differenti Wikipedia ci viene in aiuto in caso ci fossero dei dubbi su questi 2 movimenti

    http://it.wikipedia.org/wiki/Differenza_tra_software_libero_e_open_source

    http://it.wikipedia.org/wiki/Differenza_tra_software_libero_e_open_source#Fraintendimenti_comuni

    Dunque dal mio punto di vista il titolo non è corretto .

    Il post da come lo avete pubblicatosembra più un processo d’inquisizione al libero pensiero delle persone .

    Credo che un portale dovrebbe essere sempre imparziale e non pendere da nessuna parte .

    Stallman di sicuro è una persona strana quanto geniale e prima di scrivere un post di parte su un personaggio così importante nel ambiente Free Software bisognerebbe un po ragionarci meglio su come rendere la pubblicazione di esso meno equivoca possibile ,in quanto credo che chi legge non deve essere trascinato da come è impostato l’articolo, ma deve essere il suo pensiero a dare un opinione senza che venga minimamente influenzato da chi scrive.

    Saluti

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.