di  -  lunedì 21 settembre 2009

Città campagnaDue giorni fa il Corriere della Sera ha riportato una clamorosa notizia; sostenendo che una metropoli come New York, può inquinare meno della campagna. Titolo e contenuto dell’articolo sono sicuramente “ad effetto”, ma di cosa si parla nel Corriere?

Dunque, il tutto sembra nascere da un libro appena uscito in Nord America, libro che si prefigge di ribaltare il classico e diffuso concetto della campagna associata a green living, sostenendo che New York (come molte altre metropoli) inquini meno di un corrispettivo insediamento urbano sito in una zona rurale.

Il libro si intitola: Green Metropolis: Why Living Smaller, Living Closer, and Driving Less Are the Keys to Sustainability ed è stato scritto da David Owen, già famoso per pubblicare articoli sul New Yorker.

In poche parole, sembra che la Grande Mela, in termini di efficienza ambientalista, sia superiore a qualsiasi altra metropoli. Nulla importa se, come sottolinea Alessandra Farkas sul Corriere, un recente studio abbia dimostrato che i cittadini di New York siano molto più a rischio di ammalarsi di cancro rispetto ad altri abitanti degli Usa… Owen è pienamente convinto della sua tesi e l’ha chiaramente descritta nelle 368 pagine del suo libro.

Dal Corriere:

“I newyorchesi condividono le infrastrutture e i servizi in maniera ben più efficiente”, incalza Owen, “vivono in case più piccole e quindi usano meno energia per riscaldarle e raffreddarle”. E mentre gli abitanti di periferia e campagna tendono ad accumulare mostruosi elettrodomestici e gadget divora – benzina (dai tagliaerba agli spalaneve) tutto ciò non serve al popolo della cosiddetta “metropoli verde”.

Inoltre:

Cifre alla mano, Owen dimostra come il consumo pro-capite di elettricità è più che dimezzato tra i newyorchesi, ciascuno dei quali genera meno del 30% della media nazionale di gas serra inquinanti. Ma il dato forse più sorprendente riguarda il consumo di benzina che nella Big Apple è fermo alla media nazionale del 1920, quando l’auto più diffusa degli States era la Ford Model T (visto che avere una macchina a Manhattan costa troppo, pochissimi oggi possono permettersela).

Il libro è diventato subito molto popolare e, ovviamente, controverso. Le polemiche ed obiezioni si sprecano, ma il concetto pare funzionare anche perché è legato più al concetto di “stile di vita” degli abitanti delle aree interessate, piuttosto che alla conformazione naturale dell’area stessa.

Un articolo sullo stesso argomento era già stato pubblicato da Reuters qualche mese fa, riguardo ad un report stilato dall’International Institute for Environment and Development; report all’interno del quale si sostiene che, in proporzione, le emissioni inquinanti sono maggiori in campagna rispetto che in città ed inoltre, che il vero problema del cambiamento climatico non sono le città in se stesse (con il traffico, le industrie, i rifiuti ecc.), ma uno sbagliato stile di vita dei cittadini.

Dati alla mano:

Con una popolazione di circa 7 milioni di persone, London registra una quantità di emissioni pari a 6 tonnellate per persona (annuali) nel 2004, con una media nazionale UK di 11 tonnellate. Stessa cosa pare accada in USA, dove New York registra 7 tonnellate a persona nel 2005, contro una media nazionale di 24 nel 2004. La differenza è oggettivamente molto netta.

Comunque, tanto per essere chiari, da tempo Owen ha abbandonato New York per andare a vivere in campagna…

Image Curtesy Matthieu Roussel.

10 Commenti »

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  • # 1
    Giampy
     scrive: 

    Ehi, non pretenderai che sia coerente e viva in città, in città si sta male :-)

  • # 2
    Dubbioso
     scrive: 

    io non ricordo accuse alla citta’ in quanto tale, come causa di inquinamento
    io mi ricordo che sotto accusa sono le auto, gli elettrodomestici, le fabbriche, ovunque essi si trovino.
    l’unica cosa che si puo’ imputare alla citta’ e’ la mancanza di alberi, ma neanche nelle campagne coltivate ci sono tanti alberi…

  • # 3
    dtm
     scrive: 

    condivido le parole di dubbioso.
    credo che le più grosse differenze si avranno con uno sviluppo intelligente delle città, il che vuol dire abbattere il traffico auto e dividere seriamente campagna da città. se non sapete di che parlo, date un’occhiata alla terraferma da un aereo in viaggio per l’inghilterra… poi ne riparliamo.

  • # 4
    Federico
     scrive: 

    @dtm: se spiegassi cosa intendi al popolo di Internet che non va e viene dall’inghilterra non sarebbe una cattiva idea.

  • # 5
    Giacomo
     scrive: 

    “avere una macchina a Manhattan costa troppo, pochissimi oggi possono permettersela”
    Francamente mi sembra una fesseria… Manhattan è zona di ricconi, figuriamoci se non possono permettersi una macchina.. casomai il problema è la scarsità di parcheggi rispetto alla domanda, chiaramente chi non ha la possibilità di parcheggiare la supercar in un parcheggio protetto non la mette certo in strada, per cui rinuncia in quel senso ad averla..

  • # 6
    Mauro_MR
     scrive: 

    Ecco, condivido appieno ciò che ha detto Owen.

    E’ verissimo, in città si consuma sicuramente meno, non si è obbligati ad avere la macchina, e non tanto per questioni di o meno di solti, quanto perchè il lavoro è magari vicino casa, o comunque raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblici, come pure gli uffici pubblici, i cinema, i supermercati etc.. sono tutti a qualche decina di minuti dalla propria abitazione. Abitazione che, magari in un palazzo, consuma molto meno riscaldamento.

    Chi come me abita a 30 minuti di macchina dal mondo, ed abita in una zona di montagna spende molto nei mezzi e nel loro mantenimento, nel riscaldamento della propria abitazione, nell’interagire con le pubbliche amministrazioni, ed anche nelle atttività del tempo libero (piscina lontana, negozi di abbigliamento pure..)

    Senza contare che tutto il tempo impiegato negli spostamenti (ed è molto), è rubato alla vita privata…

  • # 7
    Mauro_MR
     scrive: 

    P.s: dimenticavo di dire che, seppure si consumi di meno rispetto la campagna, è la densità di persone a fare la differenza:
    poche persone che consumano poco di più in un’ampia regione, è sicuramente “meglio” (passatemelo, non è il termine che vorrei usare..) di moltissime persone in uno spazio ristretto che inquinano poco meno!

  • # 8
    MaxPower
     scrive: 

    —Comunque, tanto per essere chiari, da tempo Owen ha abbandonato New York per andare a vivere in campagna…—

    Il nostro amico Owen “Wilson” è il classico fesso di turno che cerca di ribaltare la realtà cercando di arrampicarsi sugli specchi:

    La città è la summa dell’inefficenza.

    – LA grande cementificazione di ampie arree crea dei microclimi ovviamente dannosi

    – NON è autosufficente, non si vive di cemento

    – Azzeramento della vita animale, compresi insetti (sono fastidiosi, ma alcuni servono)

    – ENERGIA: IMPOSSIBILE AUTOPRODURLA, allo stato attuale i pannelli solari hanno bisogno di molta superficie,
    su un grattacielo, quanto credete che renderebbe?

    _ LiBERTA’ capitolo principe, non sono libero di fare quello che voglio quando voglio, non ho proprietà
    privata, devo rispettare un regolamento scritto da altri. non posso menttere una mensola che 10 ti chiamano
    Casa (appartamento) mia non è mia!

    – Senza auto si è legati ai mezzi pubblici,se devo comprare-trasportare quello che voglio non posso farlo, devo pagare altri
    mancanza di “autosufficenza mobile” + stess, aspetta il treno, non arriva, l’autobus non è passato…

    – Tutta la “merda” (rifiuti) della città dove va a finire? in citta?

    – la campagna può fare a meno della città; la città non può fare a meno della campagna

    – Vicini della porta accanto (litigate – ficcanasamenti continui)

    – Rumori di notte a tutte le ore

    – Riunioni di condominio (litigate qundo ci sono spese)

    – Malavita organizzata (percentuale è decisamente più alta) furti, spaccio e chi più ne ha più ne metta.

    – Si vanno a cerare dei quartieri multietnici (bronx) molto ospitali, e in molti la legge non esiste

    – Si continua a dare la colpa all’auto, quando senza di essa, sarebbe tutto fermo, i costi aumenterebbero in modo devastante
    proprio ora che stanno per arrivare auto ad inquinamento 0.

    368 pagine di cretinate usando della carta sicuramente non riciclata di un albero tagliato in campagna

    – premio dell’anno “WORLD IDIOT” ufficiale al sig OWEN.

    Come avrete capito, odio la città :-)

  • # 9
    densou
     scrive: 

    mah, non credo così vero e SICURAMENTE poi dipenderà dal singolo stato, dubito il rapporto di inquinamento città:rurale sia lo stesso in tutto il globo ;)

    Certo indubbiamente le “città” hanno avuto più spinta ad ottimizzare (per leggi, senso civico e/o quant’altro) e per questo, imo, han un po’ colmato il gap ma ci sono dei pro & contro sia per i grandi centri abitati che le zone di campagna.

    Non ho voglia di fare esempi siccome preferirei scrivere piuttosto un elenco esaustivo. ;)

  • # 10
    ser
     scrive: 

    L’inquinamento non è solo gas serra.
    Quindi il libro è fondato su presupposti ridicoli.
    Una metropoli inquina infinitamente di più.
    Basterebbe considerare SOLO la quantità di rifiuti solidi urbani non riciclabili.

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