di  -  venerdì 22 maggio 2009

È il momento giusto per una birra?

Ci sono giochi che si ricordano per una bella grafica, altri che rimangono impressi per un audio molto curato o piuttosto per un gameplay particolarmente coinvolgente.  Another World appartiene a un’altra categoria perché a una colonna sonora memorabile e una trama di grande profondità, unisce un uso inedito delle potenzialità grafiche dell’Amiga, che produce uno stile inconfondibile, tanto per i personaggi quanto per l’ambientazione.

Uscito nel 1991 per Amiga, programmato su Amiga 500 e portato presto su Atari ST, Apple IIGS e MS-DOS, Another World è il frutto dell’inventiva del programmatore francese Eric Chahi, già sviluppatore presso la software house francese Loriciels.

L’ambientazione è extraterrestre e richiama vagamente alla mente la saga di Myst ma il gioco è a tutti gli effetti un platform, con dinamiche per alcuni aspetti analoghe al mitico Prince of Persia della Broderbund. Il nostro eroe, Lester Knight Chaykin, è un brillante ricercatore nel campo della fisica, che una sera, invece di starsene a casa a guardare la TV e bere birra, sale sulla sua auto sportiva e decide che è il momento di completare un esperimento sull’acceleratore di particelle che ha installato in laboratorio.

Dopo una corsa in auto, il nostro fisico dai capelli rossi entra in laboratorio e inizia a predisporre l’esperimento. Una sorpresa tuttavia attende lui e il videogiocatore, ansioso di tuffarsi nell’azione: un fulmine colpisce l’acceleratore e apre un varco dimensionale proprio in corrispondenza della postazione del nostro Lester, che scompare lasciando un cratere nel laboratorio e ricompare in un enorme bacino d’acqua.

L’inizioNon appena l’imperturbabile Lester emerge dalla piscina, lo scenario che si presenta a lui e al videogiocatore incollato al monitor è inequivocabilmente extraterrestre. Il suo percorso si snoderà attraverso ambientazioni straordinariamente suggestive e sarà ricco di incontri con creature extraterrestri, animate in modo straordinariamente fluido.

Percorso, sì, ma per dove? La domanda è centrale perché il senso di straniamento, di abbandono in una terra lontana e ostile, corroborato dai colori freddi e dalle forme aliene della grafica, e dalle note della colonna sonora, oltre che dalla totale assenza dalla schermata di informazioni circa lo stato di salute del protagonista, rendono Another World un gioco ipnotico, capace di entrare nelle ossa del giocatore e trasportarlo nella sua dimensione. Un effetto assolutamente non comune nel panorama videoludico e tutt’altro che facile da raggiungere, che inizialmente produce qualche distacco ma in breve penetra in profondità.

Un po’ come in Myst, altro titolo di “scuola francese”, Another World è un’avventura perlopiù solitaria, di un uomo armato di calci piuttosto loffi, e poi di una pistola, contro un intero pianeta alieno: abbastanza per rovinare il sonno e le pagelle di tanti amighisti e non solo. Ad incrementare il senso di dipendenza e la frustrazione del giocatore, nella maggioranza delle schermate (lo scrolling non è continuo, come nel caso di Prince of Persia) c’è un solo modo per passare avanti, e in generale il gioco è costellato da tappe imprescindibili per il suo completamento, il che richiede obbligatoriamente un approccio trial & error.

Dal punto di vista tecnico, Another World si contraddistingue per essere interamente reso tramite l’animazione di poligoni – effetto ottenuto grazie ad un motore grafico scritto in assembly 68000 dallo stesso Chahi – il che gli conferisce una straordinaria coerenza stilistica e un impatto visuale totalmente estraneo rispetto ai titoli che fanno uso di sprite.

Le dominanti cromatiche, l’innovativa metodologia grafica, la colonna sonora, lavorano sinergicamente nella costruzione di quel senso di spaesamento che, a distanza di anni, gli affezionati del titolo faranno sicuramente presto a recuperare dai cassetti della memoria.

29 Commenti »

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  • # 1
    Tudhalyas
     scrive: 

    Uno dei giochi che ho venerato di più su Amiga quand’ero un ragazzino. Definirlo fantastico è poco. Certo, non ha una grandissima longevità, ma per i tempi era davvero qualcosa… di un altro mondo!

  • # 2
    demon77
     scrive: 

    L’avevo giocato fino alla morte!!

  • # 3
    Banjo
     scrive: 

    The best of the best!

  • # 4
    massimo m.
     scrive: 

    a me non e’ mai piaciuto un granche’.
    rispetto a prince of persia era anni luce indietro come divertimento.
    certo c’erano i poligoni, ma la grafica non e’ tutto.

  • # 5
    Ciocia
     scrive: 

    Che tempi….che gioco!!
    Rivedere l’intro e i primi minuti di gioco mi ha fatto venire la pelle d’oca! Ovviamente visto ad oggi e’ un gioco insulso, ma chi lo ha giocato a suo tempo, non puo’ che essergli rimasto nel cuore!!

  • # 6
    Simone
     scrive: 

    Bello, ma non sono mai riuscito a finirlo, è difficile capire quello che si deve fare andando per tentativi e dopo un po’ mi ha stufato, dovevo vedere il video all’epoca…
    Il finale sembra una storia gay.

  • # 7
    Matador
     scrive: 

    Un gioco fantastico !! Una grafica e animazione stupenda per l’epoca. Quanto ha girato questo gioco sul Amiga, una meraviglia. Poi è arrivato Flashback e l’Amiga non si è spento più ^^

  • # 8
    malkavo
     scrive: 

    uno dei più bei giochi di sempre.

    il mio gioco preferito insieme a chrono trigger per snes

  • # 9
    Roberto
     scrive: 

    Anoher World che tempi ragazzi poi è arrivato Flashback e poi mi vien da piangere per i tanti anni che son passati.

    Un grazie con infinita lode ad Alessio Di Domizio e a tutto lo staff di Hwupgrade per quello che fanno e che faranno in futuro.

    Questi “appunti digitali” dovrebbero passare come patrimonio dell’umanità

  • # 10
    Luke
     scrive: 

    Un gioco bellissimo. Non molto lungo ma assolutamente affascinante. Grazie all’autore dell’articolo per aver fatto scattare l’effetto “nostalgia” :)

  • # 11
    Majinga
     scrive: 

    Grande gioco, io ci giocavo sul 386 col PC speaker.
    Tempo fa ho regalato la riedizione realizzata per il trentesimo anniversario ad un amico, molto bella, grafica in alta risoluzione, audio migliorato, e una bella intervista all’autore.

  • # 12
    AdolfoG
     scrive: 

    Gran gioco. Tra i miei preferiti, con Loom

  • # 13
    Lorenzo
     scrive: 

    Bello, ma troppo difficile…vedendo il longplay sembra una cavolata (in 20 minuti di gameplay ce la si cava)…ma avete presente cosa voleva dire cercare di capire cosa fare nell’assenza pressocchè totale di indizi? a ben vedere nel raffronto con i giochi moderni non è tanto l’aspetto tecnico a fare di another world un gioco di un’altra era (o di un altro mondo per parafrasarne il titolo) ma è proprio questa assenza di indizi. Insomma per arrivare alla fine dovevi morire millemila volte e c’erano passaggi al limite della frustrazione mentre oggi siamo abituati a giochi in cui praticamente TUTTO ti dice cosa devi fare e come lo devi fare…ed in certi casi puoi addirittura giocare per ore senza mai morire (mi vengono in mente bioshock o, in misura minore Mass effect: bellissimi, avvincenti…ma molto limitati a livello di “sfida”)

  • # 14
    Ken Shiro
     scrive: 

    a me spiace solo che in Heart of the Alien Lester muore e il finale è un po troppo scontato…

  • # 15
    Tony73
     scrive: 

    Si il finale di Heart of the Alien spiazza u po’, pero’ lo preferisco 1000 volte a flashback. Non si capisce perchè non sia mai stato convertito per nessuna piattaforma all’infuori che il megacd… il primo esiste da anni anche per cellulare!

  • # 16
    Flare
     scrive: 

    Nel il sito ufficiale, http://www.anotherworld.fr potete scaricare un demo ad alta risoluzione per XP. Su youtube potete gustarvi la grafica rivista:
    http://www.youtube.com/watch?v=1j4gO9sR7zs

    Penso che il bello di Another World (o Out of This World, com’era anche chiamato negli USA) fosse proprio l’atmosfera che riusciva a creare. I paesaggi, gli sfondi, i dialoghi impossibili con gli alieni (che parlano una lingua sconosciuta) ed eventi inattesi che sorpendono il giocatore ad ogni passo (e che la prima volta immancabilmente ti uccidono XD), … provare e riprovare, per capire qualcosa di alieno e sconosciuto. E’ quella l’essenza del gioco. Per chi non ha mai giocato, il longplay nel video non rende abbastanza l’idea, anzi lo snatura un po’ (se non sai già come muoverti e la soluzione ai rompicapo, non è certo così veloce).

    La trama di questa avventura in fondo era abbastanza semplice (uno finisce in un mondo alieno dove qualunque cosa sconosciuta può essere letale, viene ingabbiato da esseri umanoidi, ma poi fugge con un altro prigioniero): non è certo un RPG, non viene approfondito nulla del mondo alieno o del protagonista, non ci sono neanche dialoghi o rapporti con altri personaggi, se non elementari. Eppure è perfetto così. Per me è più un’opera d’arte che un gioco.
    Riguardo alla grafica vettoriale, lo rendeva una specie di cortomentraggio d’animazione (volevo dire cartone animato, ma mi sembrava riduttivo e di certo è diverso dai lavori della Sierra/Lucas Arts), ma quello che la rendeva così particolare, oltre alla fluidità, era la tecnica di rotoscoping, che rendeva i movimenti ovviamente realistici (in particolare negli intermezzi, come quando raccoglie la pistola da terra).
    Io l’avevo sia su Amiga che sul PC 386: come molti, sul PC non avevo la scheda audio e di solito la musica che usciva dal PC speaker era una serie di bip-bip; invece, pur non essendo l’audio stereo multicanale di Amiga, il suono digitale che usciva dallo speaker con Another World era tutta un’altra storia.

    In generale mi era sembrato un titolo creato con una grande cura e Eric Chahi mi sembrava uno sviluppatore con le palle quadrate, che aveva creato questo gioiellino praticamente da solo. Si vede bene che ci ha messo il cuore.

    Quelli che erano fatti passare per i “seguiti”, ovvero Flashback e Fade to Black, erano giochi diversi (e secondo me si vedeva…), né opera di Eric Chahi. Il vero seguito della storia doveva essere Heart of the Alien, ma in realtà è un seguito “apocrifo”, la cui realizzazione non coinvolse Eric Chahi, che pare non fosse neanche d’accordo.

  • # 17
    spannocchiatore
     scrive: 

    IT
    Bel gioco, il finale lascia un pò l’amaro in bocca..
    Per quelli che hanno giocato i seguiti, come finisce la storia??

    OT
    x Redazione
    ma non avevate fatto già una specie di recensione del gioco?? o solo dell’autore??
    adesso non ricordo bene..

  • # 18
    Medicina
     scrive: 

    Flashback, se ricordo bene, non riprende la storia dello scienziato di Another World. Sicché finisce proprio così, ma è l’inizio di una amicizia, non mi pare così deludente, anzi, sebbene preferiremmo seguire il protagonista fino a riportarlo a casa.

  • # 19
    Gennaro
     scrive: 

    Un gioco straordinario. Me ne innamorai sull’Amiga 500 di un amico ed usurai il mio PS/1 286 dell’epoca a furia di giocarci: meraviglioso.

  • # 20
    mede
     scrive: 

    gioco con grandi animazioni, piuttosto pionieristico e azzardato. mi viene in mente dragon’s lair, che però era un gioco davvero ignobile. another world allora fu capace di tenermi attaccato allo schermo fino alla fine, ma bisogna dire che era molto frustrante. mi ricordo che dovevi fare 100 volte lo stesso pezzo e non si capiva quello che dovevi fare. flashback gli dava una pista come gioco, ma ovviamente arrivò dopo il successo di questo incredibile gioco, molto ispirato e inusuale, ma con una giocabilità bassina…

  • # 21
    Dr. Sustanon
     scrive: 

    Spettacolare, all’epoca riuscii a procurarmi solo la versione francese appena uscita e lo giocai fino alla fine come il mitico prince of persia, veramente notevole.

  • # 22
    karplus
     scrive: 

    Ci ho rigiocato oggi. Il gioco é bello, ma sono incappato in una parte frustrante. Ogni progresso che fai ti fa ricominciare da un punto più avanzato se muori. Ero andato avanti tantissimo ma non mi dava il codice successivo, perchè dimenticavo di fare una cosa, sfondare un muretto.

    Mi ha fatto incazzare parecchio, cmq andando avanti poi vedi che alla fine non avendo nessunissimo indizio nè niente puoi andare solo a tentativi. Passato quell’ostacolo l’ho finito senza problemi. :)

  • # 23
    Lobo
     scrive: 

    ciao alessio (posso darti del tu?) lo stesso gioco si chiamava Out or This World nella versione Macintosh (quindi non fu rilasciato solo per il gioiellino del Woz). e’ stato assieme a The Dig uno dei pochi giochi che mi ha lasciato “qualcosa”. ciao e grazie per gli articoli.

  • # 24
    Andrea
     scrive: 

    Il gioco era stupendo per l’epoca, mi ricordo che lo giocavo su Amiga. Era però troppo difficile e frustrante,è vero che in generale i giochi di un tempo erano più difficili (anche per compensare la brevità) ma Another World era TROPPO difficile e frustrate così lo mollai dopo un po’.

  • # 25
    Benedetto
     scrive: 

    Out of this World è il nome con cui è apparso successivamente sulle altre piattaforme (super nintendo, mega drive ecc.). Se non erro a causa di una storia di copyright che vedeva il nome “Another World” già di proprietà di un altro publisher.

    Comunque gioco bellissimo, denso di atmosfera e molto meno frustrante di prince of persia (per me impossibile da finire senza il trucco).

  • # 26
    karplus
     scrive: 

    Andando ot un attimo, la difficoltà di prince of persia sta nel poco tempo a disposizione. Se non si sbaglia MAI, ovvero non si muore MAI é finibilissimo. Allungando un po’ il tempo lo finisco senza problemi, perchè anche se lo conosco a memoria prima o poi qualche cazzata la faccio sempre.

  • # 27
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    “motore grafico scritto in assembly 68000″

    Per i videogiochi dell’Amiga era la norma. :D

  • # 28
    Pillola
     scrive: 

    Another World è solo e meravigliosamente un classico indimenticabile…

  • # 29
    Cluedo
     scrive: 

    Lo sto rigiocando adesso su iPad e mi ritornano alla mente momenti di magnifico stupore…. Cmq per quel che mi riguarda il vero top del top di questo genere é rappresentato dal succose di another world, ovvero il portentoso: FLASHBACK

    quello si che mi faceva davvero imapzzire…. Andavo a scuola e non vedevo l’ora di tornare a casa per giocare la demo….

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