di  -  venerdì 22 maggio 2009

I mesi che precedono l’uscita di nuovi prodotti sono doppiamente utili.

Da una parte servono per tastare il polso al mercato e capire se il potenziale bacino di utenza apprezza o meno le scelte adottate (un esempio per tutti, Vista era stato criticato ampiamente già molto prima che diventasse RTM); dall’altra è un’occasione per valutare lo stato delle partnership con vendor OEM o società con cui si hanno in piedi accordi di fornitura e se possibile rinsaldarli.

L’occasione, in questo caso, ha portato Microsoft ed HP alla decisione di investire nello sviluppo di soluzioni integrate di tipo collaborativo.

La Frontline Partnership, stabilita ormai vent’anni or sono, aveva proprio l’obiettivo di far sì che le tecnologie prodotte dai due giganti IT fossero interoperabili.

 CSCW
All’inizio il CSCW (Computer Supported Cooperative Work) era soprattutto asincrono e basato su un tipo di comunicazione piuttosto semplice, come lo scambio di email o la partecipazione alle prime BBS.

Negli anni però ha assunto sempre più nuove forme, diventando sincrono con l’utilizzo di protocolli quali XMPP soprattutto in ambito aziendale e dando vita ai primi software groupware.

Non solo quindi comunicazione, ma una gestione documentale condivisa, controllo del process management e tutta una serie di funzioni che hanno reso ad oggi praticamente insostituibile l’accoppiata Sharepoint-MS Office.
Con l’esplosione dei web service abbiamo avuto infine l’ultimo step evolutivo, quel che molti sono soliti definire l’Enterprise 2.0.

Poiché però spesso si tende a sovraccaricare il client  di operazioni, in linea con l’hype dettato dal cloud computing, nasce l’idea, insieme ad HP, di creare soluzioni ad hoc totalmente integrate sia a livello hardware che software.
UCCS, Unifed Communication and Collaboration Solutions, sembra questa essere la nuova direzione, rinvigorita da un investimento complessivo di circa 180 milioni di dollari che dovranno coprire sia la parte R&D sia di marketing.

La nota interessante riguarda l’indiscrezione secondo cui la piattaforma dovrebbe essere open e riguarderà lo sviluppo di prodotti full-stack che comprendano sezioni di networking, SW, HW e servizi per cercare di semplificare la comunicazione in contesti aziendale e non (sia all’interno di INTRANet fisiche o virtuali tramite l’uso di VPN).

Non a caso è stato rinnovato proprio in questi giorni un accordo di cross-patent licensing i cui termini però non sono stati resi pubblici.

Vedremo nei prossimi mesi a quali tipologie di prodotti porterà questa rinforzata amicizia.

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