di  -  giovedì 22 gennaio 2009

Logo Neo GeoCome promesso ad Alessio, questa settimana ritorniamo al “programma originale” occupandoci di una delle console che ha non solo segnato un’epoca ma provocato enormi fratture e la composizione di veri e propri schieramenti come raramente si è visto nella storia dei videogiochi.

Lo spazio di oggi viene dedicato interamente al NeoGeo, la gloriosa piattaforma targata SNK che ha letteralmente invaso le sale giochi e i bar che sceglievano di noleggiare i cabinati “a gettone” (o coin-op/coin-operator come molti di voi sapranno).

Procediamo per passi e cerchiamo innanzitutto di capire il contesto in cui ci muoveremo nel trattare questo argomento.
Cominciamo quindi con una breve cronistoria della società che ha creato e venduto il Neo Geo, l’SNK appunto.
Nasce nel 1978, in Giappone, a Osaka per la precisione, con il nome di Shin Nihon Kikaku, abbreviato nell’acronimo SNK e che significava letteralmente “Nuovo Progetto Giapponese”, tre parole in qualche modo predestinate a scrivere pagine rivoluzionarie nella lunga e complessa storia dei videogiochi.

Subito si dedica all’arcade palesando la vocazione che la denoterà durante tutto il suo percorso all’interno del settore. Nel 1981 la prima svolta importante avviene con l’apertura della filiale americana a Sunnyvale, la stessa città che ospita anche la sede di AMD, tra le altre cose.

Il successo di alcuni titoli portò allo sviluppo di porting più o meno celebri per il NES/Famicom, la console che ha dominato il periodo intorno alla metà degli anni 80 e i cui proventi consentirono di aprire una seconda filiale sempre negli USA, denominata SNK Home Entertainment.

La collaborazione con questa seconda divisione e la contemporanea acquisizione di esperienza e know-how portò la dirigenza a considerare la possibilità di proporre al pubblico cabinati di tipo modulare, che quindi contenessero più di un gioco (com’era di norma ai tempi).

Fu un tale successo tra gli operatori del settore che si optò per l’abbandono del supporto a compagnie di terze parti (come la Takara) incalando tutte le energie verso questo progetto interno,  chiamato Multi-Video System.

La possibilità di effettuare uno switching tra i vari titoli con la semplice sostituzione della cartuccia, consentiva di abbattere non solo le spese per i cabinati stessi ma anche i costi di gestione e di spazio.

Solo due anni più tardi la comparsa del sistema MVS, la SNK decise di proporre un alter-ego casalingo in modo da accontentare anche chi voleva godere dei medesimi titoli pur rimanendosene seduto comodamente sul divano.

E nel 1990 nasce l’AES, acronimo di Advanced Entertainment System, proposto inizialmente alla considerevole cifra di 599$, poi sceso a 399$, di cui possiamo elencare le caratteristiche tecniche:

  • CPU: Motorola 68000 con clock a 12Mhz affiancato da un coprocessore Zilog Z80 con clock a 4 Mhz
  • Video: risoluzione 320*224 con palette di 65536 colori di cui 4096 visualizzabili contemporaneamente e un massimo di 380 sprite
  • Audio: processato dallo Zilog Z80 di cui sopra e affiancato da un chip dedicato Yamaha YM2610 a ben 15 canali
  • Memoria: principale di 64K, 74 KB dedicati al comparto video e 2KB a quello audio
  • Supporto: cartuccia fino ad un massimo di 330Mb immagazzinabili (limite più che doppiato in seguito grazie alla tecnica di “bank switching”)
  • Uscite: RF, Video Composito, RGB

SNK Neo Geo AES

Prendendo in prestito una celebre frase del Matt Damon giocatore di poker (dal film Rounders), possiamo tranquillamente affermare che il NeoGeo sia stato ai tempi, e lo è tutt’oggi nel fiorente mercato del retrogaming, la Rolls Royce dei videogiochi.

Le “cartuccione” contenenti i titoli della soft-teca si facevano pagare care ( a volte costavano più della console stessa), anche se ogni Mbit pubblicizzato sullo sticker della scatola valeva in molti casi il prezzo esoso richiesto, perché dava all’utente un’esperienza di gioco effettivamente impossibile da provare altrimenti.

Con il Neo Geo si aveva non solo l’impressione ma anche la prova provata di avere “la sala giochi ai propri piedi e propri comandi”. E d’altra parte le specifiche erano una spanna sopra la concorrenza, seppur nell’ambito nella generazione dei 16-bit.

L’entrata sul mercato di un prodotto così rivoluzionario, seppur d’elite, non passò certo inosservata agli addetti ai lavori dell’epoca che, anche per motivi di marketing, spinsero essi stessi per uno stravolgimento del tradizionale scontro e paradigma Sega-Nintendo.

Celebre fu, in questo senso, la missiva che tale Lord SNK inviò alla rubrica di posta della redazione di ConsoleMania in cui si affermava sostanzialmente l’inizio di “un nuovo regno” nel mondo dei videogiochi.

Apriti cielo. I sostenitori delle varie fazioni, in un clima di console-war d’altri tempi (anche perché, se non altro, allora si usava carta e penna) si sprecarono in lettere di proteste in cui ciascuno difendeva la parte della piattaforma o gioco preferito.

A distanza di anni poi furono gli stessi redattori (i Bovabyte) a scoprire le carte e affermare come quella era stata in realtà un’iniziativa editoriale ed il famigerato Lord SNK semplicemente un’invenzione.

Sta di fatto che nonostante lo sviluppo di piattaforme delle altre case, Sony in primis, procedesse a ritmi serrati e di rivoluzioni negli anni ’90 effettivamente ve ne siano state molte, il Neo Geo ha sempre recitato un ruolo fondamentale ed una presenza insostituibile all’interno del parco coin-op di qualsiasi sala giochi, indipendentemente dalla grandezza della stessa.

Titoli e saghe come Art of Fighting, World Heroes, Samurai Shodown costituiscono ancora oggi parte dell’eccellenza di sempre dei beat’em up 2D e questo giustifica, nonostante il costo non certo accessibile ancora oggi di questi titoli, l’incredibile longevità della piattaforma SNK (diventata poi SNK Playmore) Neo Geo, e brama di molti collezionisti-retrogamer.

Art of Fighting

Non è un caso quindi che comunità come Neo-Geo.com nonostante gli anni passati, siano ancora molto frequentate e non è neanche un caso che, seppur la parabola sia per certi versi in discesa, giochi come Garou: Mark of the Wolves abbiano un notevole valore sul mercato; senza dimenticare infine come Kizuna Encounter, disponibile al mondo in sole 5 copie nella versione AES Europea, rappresenti forse il titolo più costoso nell’intero panorama dei videogiochi.

L’affetto degli utenti ed il desiderio di rivivere quei momenti “speciali”, si riflette anche nel mondo dell’emulazione il quale ha dato alla luce un prodotto come NeoRageX sicuramente valido e godibile e che rende alcuni piccoli capolavori davvero senza tempo.

28 Commenti »

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  • # 1
    Fabio
     scrive: 

    Non avete citato King of Fighters! Comunque grandiosa macchina io non l’avevo ma ci giocavo a casa di un amico se non ricordo male era arrivato a spendere qualcosa come 400.000 lire per una cartuccia di Samurai Shodown..

  • # 2
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    E Metal Slug, allora? :D

  • # 3
    Gianni
     scrive: 

    Gentilissimo Jacopo Cocchi
    se mai avrà occasione di parlare con i Bovabyte riguardo la faccenda del fantomatico Lord SNK, gli dica cortesemente che non è bello appropiarsi di identità altrui.
    Se nella loro reazione troverà un minimo di stupore io ne sarò felice.
    A buon intenditor…
    A presto.

  • # 4
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Per i giochi mi rendo di averne sicuramente saltati alcuni ma avrei finito per fare un listone della spesa e quindi…mi riprometto però di trattare alcuni di questi nelle prossime puntate dedicando a ciascuno di quelli presi in esame lo spazio che meritano :) (anche perché nell’underground dell’emulazione sono sicuramente tra i titoli più giocati)

    x Gianni

    Lord SNK comparve tra i primissimi numeri di ConsoleMania (me lo ricordo perché era in quel lotto di mesi in cui venne recensito ad esempio SFII per SNES, il quale era esattamente sul numero 11).
    Le missive di protesta e il “caso” montò per i mesi seguenti fino ad arrivare ad un numero (che però non ricordo francamente quale) in cui forse magari stanchi delle proteste o per motivi che ignoro in ogni caso, arrivò la spiegazione del fantomatico personaggio.
    Se poi al mistero si aggiunge altro mistero (nel senso che quel LordSNK sia realmente esistito) e il caso sia stato poi svelato altrimenti in numeri seguenti io non posso francamente saperlo (e mi interessa anche relativamete dico sinceramente).

    Ho preso spunto da fatto realmente accaduto e che ricordo piuttosto bene (perché ero abbonato alla rivista e come tutti i bambini/adolescenti la divoravo letteralmente) come emblema del cambiamento e delle fratture forse mai ricomposte conseguite alla presenza del Neo Geo sul mercato.
    Tutto qua.

    Se poi in qualche modo io debba rettificare quanto ho scritto, non c’è nessun problema, basta mi si portino le prove tangibili che confutino quanto scritto. Io però i Bovabyte non ho la più pallida idea di come contattarli (essendo la testata chiusa da un bel po’ tra le altre cose).

    Alla prossima

  • # 5
    Mike
     scrive: 

    Ricordo anche io che Lord SNK fosse un personaggio creato dai Bovabyte
    e della loro confessione.

    Avevo 13 anni ed acquistai il Neo Geo nel ’92 per 550 mila lire, di seconda mano,
    con Sengoku, Magician Lord e due joystick.
    Joystick neri da 3KG l’uno; neri, lucidi, d’acciaio, migliori di quelli della sala giochi.

    Mi piaceva giocare a Sengoku con le cuffie a cannone:
    ascoltate la colonna sonora di quando il livello si sposta “nell’inferno parallelo”
    e condividerete la mia esaltazione.

    Noleggiavo i giochi in un negozio in Vicolo dei Serpenti, a Roma,
    perche’ titoli come Art of Fighting costavano circa 400 mila lire.

    L’ho venduto dopo circa 6 mesi insieme ad un pezzo del mio cuore.

  • # 6
    Tsunami
     scrive: 

    I Bovabyte portano i nomi di Paolo Besser e Davide Corrado. Mantengono una rubrica dal medesimo nome sulle pagine di The Games Machine, altra testata di casa Xenia (ora Sprea).

    Comunque sul Neo Geo ci ho sbavato parecchio, me lo sarei preso pure io ma ahimè ero cronicamente squattrinato…

  • # 7
    The3D
     scrive: 

    mitici giochi, mitica console, mitico hardware

    io mi sono fatto in casa un joystick coin op style proprio per giocare a king of fighters senza limiti :D

  • # 8
    Gianni
     scrive: 

    Quanti (bei) ricordi…

    x Jacopo Cocchi:
    La ringrazio per la risposta.
    Non era mia intenzione far calare un alone di mistero attorno alla figura di Lord SNK e probabilmente le poche persone che si ricordano ancora qualcosa al riguardo non perderanno ore di sonno nell’attesa di scoprirne l’identità.
    Sono il primo ad essermene dimenticato.
    Fino a ieri.
    Ci tenevo solamente a riprendermi qualcosa che so essere mio. Tutto qui.
    Grazie ancora.

    p.s. Grazie anche a Simone, vecchio amico capace di prestarmi un NeoGeo per settimane e che non vedo più da tanto, troppo tempo.

  • # 9
    Gianni
     scrive: 

    Quasi dimenticavo:
    non ho idea di quanti e quali messaggi di Lord SNK furono pubblicati e quanti di questi possano ritenersi “autentici” ma a quanto sembra l’interesse suscitato dai lettori suggerì alla redazione di alimentare ciò che nacque con una semplice lettera di uno sconosciuto.
    Lo dicevo,io,che dovevo farmi l’abbonamento alla rivista -.-;

  • # 10
    Fos
     scrive: 

    SNK & NeoGeo, quanti ricordi. All’epoca mi costò una fortuna… un milione tra console, joystick ulteriore, memory card e scart; ma il peggio doveva ancora arrivare… il primo gioco che comprai, da grande appassionato di picchiaduro, fu Fatal Fury-2 (485.000 lire), poi venne Samurai Sowdown-2 (più o meno)…

    Convinsi un mio amico rivenditore ad affittare – oltre a quelle per SNES e Genesis – anche le cassette del NeoGeo, chiedeva 5.000 lire al giorno (ampliamente meritate). Diciamo che ha limitato il mio sperpero…

    I joystick erano rocciosi, si provava davvero la sensazione di essere in salagiochi (col vantaggio di poter iniziare a giocare la mattina appena alzati, in mutande e pantofole). Credo che ora, con 3 console e 2 PC pompati, difficilmente potrei sfiorare la metà della goduria appassionata di quei tempi (complice l’età, lo so bene).

    Ricordo anche il famigerato Lord SNK e le polemiche che generò… anch’io divoravo le riviste dell’epoca (Game Power rulez!!). Effettivamente, la console War ha radici profonde (ricordo anche quelle su C-64 e Spectrum-48)… ^_^

    @Mike
    Le cuffie a cannone erano d’obbligo ^_^

  • # 11
    battagliacom
     scrive: 

    una volta un mio amico mi diede un CD e mi disse che sopra cerano vari giochi.
    Si apriva una schermata dove in una colonna a sx c’erano vari giochi 2D.
    Sinceramente non ne capivo ancora bene di pc e solo adess ho capito che era un emulatore di NeoGeo!
    All’inizio dopo 2-3 giochi pensavo fosse soltanto un emulatore di giochi da bar, non spevo che NeoGeo era anche una console che aeva avuto un grande momento di gloria.

  • # 12
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Rispondo in ordine sparso.

    Per quanto riguarda i prezzi, sì erano assolutamente elitari e spropositati per certi versi anche se il mercato parallelo d’allora è sempre stato caro (il milione e mezzo per la PSX appena uscita dal Giappone o il milione e 3/400 mila per il 3DO me li ricordo perfettamente).Il solo joystick (visto che ce n’era uno in dotazione) costava ben più del prezzo medio di un gioco delle altre piattaforme.
    Follia.
    Anche se, guardando quelli attuali non è che le cose siano poi così cambiate.
    Per un AES le quotazioni vanno dai 200 ai 300 Euro a seconda di condizioni, scatola ecc. e facendo una banale conversione vogliono dire il mezzo milione che ci voleva allora (diciamo dopo che era stato fatto il taglio dal prezzo iniziale ad opera di SNK) per comprarselo…fatto patti saldi che dovremmo valutare costo della vita ed altri parametri non considerati in questa grezza traduzione di valore.
    Ed alcuni di questi hanno subito anche una grossa impennata, per svariati motivi collezionistici, come Metal Slug 1 o appunto Garou.

    x Gianni

    Prego figurati e dammi pure del tu :)
    Magari non se lo ricordano in tanti però qui tra i commenti sono già quattro persone e quelle che leggono ma non commentano sono molte di più per cui io mi aspetto che non sia un fatto così “sconosciuto” a chi ha masticato videogame a quei tempi.
    Anche perché Consolemania era probabilmente la rivista del settore più letta (e che io preferivo rispetto a Game Power per l’impaginazione grafica ed il taglio redazionale…per quanto probabilmente avesse maggiore obiettività nell’assegnare i voti ai titoli recensiti); ovvio che a quindici anni di distanza ci si possa non ricordare, ma basta un piccolo input talvolta ;)

    Come ho già detto e spero si sia capito, ho preso quell’episodio, marginale rispetto alle complesse dinamiche di quegli anni del settore, come spunto per spiegare che ruolo avesse giocato non solo nell’industria, ma anche nella percezione da parte degli utenti (e sottolineo la parola percezione che è fondamentale nei sistemi di business attuali), i quali vedevano improvvisamente i propri idoli o prodotti preferiti annichiliti in alcuni generi specifici (alcuni perché ad esempio per gli RPG il Neo Geo proponeva praticamente zero), quali in particolar modo i beat’em up 2D.
    Ma anche Alpha Mission II era un gran gioco, per esempio.

    Detto questo, io ho appunto semplicemente riportato una diatriba “cartacea”. Non ho nessun problema a credere della tua paternità della figura di LordSNK (anche perché non stiamo parlando di un Nobel derubato), ma capisci anche tu che non sarebbe così giornalistico dire “ok i Bovabyte hanno montato un caso e falsificato l’identità di una missiva per poter avere un riscontro di tiratura”. Potrei farlo ma senza una prova provata, resta la tua (per altro assolutamente condivisibile) testimonianza.
    Tra le altre cose e qui chiedo l’aiuto di altri che si ricordino di quello scambio di battute, se non ricordo male, ci fu un’altra lettera pubblicata e sempre firmata Lord SNK.
    Quel che posso pensare è che magari la prima fu effettivamente la tua Gianni e la seconda un’invenzione della redazione, per poter portare avanti la cosa…ma è solo una mia ipotesi piuttosto spicciola.

    Comunque sia, seppur triviale, sarebbe interessante sentire la voce degli altri protagonisti (appunto i Bovabyte) e anzi ringrazio Tsunami per le info, dato che non seguo come allora le riviste cartacee del settore (potenza del Web :)).
    Vedrò se riesco a contattarli.

  • # 13
    Tony73
     scrive: 

    Zork I per PC originale (non ristampa) datato 1980 vale mooooolto di piu che Kizuna encounter….

  • # 14
    Tony73
     scrive: 

    C’è qualcuno “abbastanza vecchio” che leggeva Zzap! ?? IMHO la migliore rivista del settore mai uscita in Italia.

  • # 15
    jpx
     scrive: 

    LA regina delle console della sua epoca. Punto.

    Io ai tempi non avevo alcuna console (non ce n’era bisogno, vivevo benissimo con l’Amiga 500!;D – e prima che qualcuno pensi male, posso mostrare le foto di tutti i box originali dei miei giochi che ANCORA posseggo, fine OT-), ma per un NeoGeo avrei anche ucciso! ;)

    Se non ricordo male, fu il NeoGeo la prima console ad introdurre la “moda” dei coprocessori all’interno delle cartucce, giusto? (un po’ come Sega e Nintendo qualche annetto più tardi)

  • # 16
    Tony73
     scrive: 

    @jpx

    Non ricordi male; anzi! è ben di piu di quello che hai detto! in pratica ogni cartuccia (specie dopo il periodo “100MB shock”)era in pratica una console da infilare dentro un’altra console, in pratica negli ultimi giochi i chip DSP all’interno delle cartucce non si contavano ;)

    Cmq a fine ciclo vita i prezzi dei giochi sfioravano il ridicolo, si arrivava tranquillamente al milione di lire per MS2 e C.

  • # 17
    jpx
     scrive: 

    Ah, allora ricordavo bene! =)
    Si, in effetti le cartucce avevano dimensioni generose anche per quello, per tacere di quello che più che uno slot era un vero e proprio bus di sistema! :D

  • # 18
    Neo Geo Pocket: il flop portatile SNK - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] usare le parole di Flavio Tranquillo, Neo Geo è un nome che ha fatto la storia dei videogiochi. Abbiamo ripercorso a grandi linee la storia della società e della console arcade, la più longeva che si ricordi a […]

  • # 19
    Shito
     scrive: 

    E’ assolutamente falso che la versione casalinga del NEOGEO sia uscita dopo l’MVS. Debuttarono in Giappone lo stesso identico giorno, nel 1990, solo che la versione domestica era dedicata originariamente al solo noleggio. In origine, in Giappone si chiamava propriamente ‘NeoGeo’ SOLO la versione domestica, mentre la versione da sala si chiamava SOLO mvs. Posseggo in prima persona materiali dell’epoca che dimostrano l’uscita delle due edizioni in perfetta simultanea (listini di rivenditori), e del resto, il fatto che nel chipset delle cartucce sia da sempre programmato sia il ‘modo AES’ che il ‘modo MVS’, selezionati automaticamente dal bios della macchina, è la prova provata della loro contemporaneità ab initio.

  • # 20
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Il progetto MVS nasce subito dopo l’inizio della seconda metà degli anni ’80 e diventa realtà nel 1988.
    Nel 1990, commercialmente parlando il progetto diventa anche AES (visto che era stato pensato inizialmente solo per un uso coin-op) e più tardi (non ricordo quanti mesi) disponibile anche ai privati.

    90 – 88 = 2

  • # 21
    Shito
     scrive: 

    Gentile signor Cocchi, non so a quali fonti lei si riferisca per citare quale fosse il presunto progetto originale dell’MVS. Le ripeto che tutti i materiali giapponesi originali relativi all’uscita della macchina la presentano SIN DA PRINCIPIO in doppia versione. Posseggo il flyer giapponese originale che annunciava l’uscita dell’MVS, e sullo stesso flyer è presente anche il NeoGeo (versione domestica a noleggio). I giochi in cartuccia MVS e AES sono usciti per tutto il 1990 esattamente nello stesso giorno e allo stesso identico prezzo. Posseggo personalmente due esemplari del NeoGeo originale da noleggio, scatola bianca con scritta verde, risalenti al 1990. NESSUN materiale giapponese ha MAI presentato l’MVS come progetto a sé stante, o precedente al NeoGeo domestico.

    Si noti infine che non esiste un singolo gioco MVS nel cui chipset non siano presenti i dati per farlo girare in versione AES, e viceversa.

    Sarei dunque curioso di sapere su cosa, in termini di materiali ufficiali e fatti, si fonda la sua credenza.

  • # 22
    Shito
     scrive: 

    Per la precisione, autocitandomi da quanto scritto anni fa su lidi internazionali:

    ————
    MVS and AES both came out in Japan in 1990/04/26.

    They both were lauched with four titles: NAM-1975, Majaan Kyouretsuden, Super Baseball Star Pro and Magician Lord.

    AES console price was 58.000yen.

    AES titles price was JUST THE SAME of MVS, spanning from 28.000yen to 32.000yen.

    And so it was for the full year 1990, AES and MVS games had identical release dates and prices, for a total of 11 unique titles at the end of the year.
    ————

    Non so dove lei abbia tratto notizia di un’uscita dell’MVS precedente al 1990, ma è errata. L’MVS (e il NeoGeo) ha debuttato in Giappone, sua patria e primo paese in cui è stato commercializzato, il 26 Aprile del 1990.

  • # 23
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Probabilmente le parole dell’articolo non erano chiare ma il fraintendimento ruota intorno a questa frase:
    “Solo due anni più tardi la comparsa del sistema MVS”.

    Comparsa non intesa come rilascio sul mercato (e quindi prodotto commerciale fatto e finito) ma l’anno in cui il progetto diventa realtà, diventa una scatola di plastica e viene annunciata alla stampa come tale.
    MVS 1988, uscita sul mercato (anche dell’AES) 1990.

    La fonte è la seguente:
    http://www.gamespot.com/features/6089278/p-4.html

    Al di là dei ricordi personali Gamespot mi sembra una fonte discretamente attendibile.
    Se può confutarla si metta in contatto direttamente con loro e mi/ci faccia sapere gli esiti della verifica.

    Sulle note finali per quanto riguarda il Giappone sono una banale ripetizione.
    L’SNK è giapponese, il Neo Geo è stato presentato ovviamente prima in Giappone.
    E’ scritto nell’articolo e credo lo sappia chiunque abbia mai avuto a che fare con la console.

  • # 24
    Shito
     scrive: 

    Gentile signor Cocchi,

    la ringrazio per la sua cordiale risposta, che ben coglie la mia assoluta buona fede e disposizione al di là della ‘critica’ nel merito specifico del suo articolo (che, peraltro, trovo molto buono).

    La fonte che lei cita è purtroppo ricca di imprecisioni. Ne basti una su tutte:


    The NeoGeo MVS (short for Multi-Video System) made its debut in 1989 and allowed arcade operators to display one, two, four, or six separate games in a single cabinet. In order to swap in a new game, all the operator had to do was remove one cartridge and exchange it for another. Changing the title cards and cabinet artwork for a new game took minutes, thanks to the custom cabinet designed by Neal Zook, an experienced industrial designer who also served a brief stint as SNK Corp. of America’s operations director during the late 1980s.

    Come vede, gli americani sono convinti che l’MVS abbia “debuttato” (sul mercato, per ciò che ‘debuted’ significa usalmente in inglese americano) nel 1989, cosa palesemente falsa.

    Per esperienza le consiglio di non prendere mai per ‘buone’ notizie in internet soprattutto ‘di seconda mano’, come in questo caso (seppure attinte da una fonte apparentemente affidabile, me ne rendo conto). Una fonte americana che parla di cose giapponese: pericoloso. Wikipedia US sbaglia in più punti, sul NeoGeo. Wikipedia IT copia da Wikipedia US, sul NeoGeo.

    Non è solo per il piacere che ho avuto di discorrere col signor Koyama (direttore vendite della SNK dal 1991) a Osaka, ma anche perché ho verificato punto per punto ogni data, ogni prezzo, ogni dato, non solo su fonti online giapponesi (spesso in contrasto su taluni dati), non solo con il bel DVD giapponese “The History of SNK”, che le consiglio, ma anche e soprattutto con materiali cartacei giapponesi originali dei tempi, in particolare la serie completa della rivista Gamest, e la serie della rivista MyCom, che comprono gli anni ’80 e ’90 in maniera esaustiva, inserzionisti privati compresi.

    Torno a confermale che, a partire dal suo primo annuncio pubblio, l’MVS e il NeoGeo sono sempre stati gemelli. Non esiste alcun elemento reale che faccia predatare l’MVS, come prodotto o come progetto, al NeoGeo (AES), ma solo la speculazione dei fan occidentali.

  • # 25
    Gemant
     scrive: 

    Ciao Jacopo, intervengo giusto per confermare quanto detto dall’utente Shito. Il neo geo viene progettato dalla fine del 1989 e per tutti i primi 3 mesi del 1990. Il 26 aprile 1990 viene lanciato sul mercato arcade (sale giochi) come sistema MVS e contemporaneamente appare nei negozi di videonoleggio come AES (solo per il noleggio, niente possibilità di acquisto). I costi del sistema e dei giochi, imposto ai noleggiatori era lo stesso della controparte MVS, per cui eravamo ben lontano dai prezzi RIBASSATI una volta che il sistema fu messo ufficialmente a disposizione nei negozi per vendita, nel luglio 1991.

    Questo lo sanno in pochi. Generalmente perchè nessuno ha mai conosciuto l’evoluzione della macchina nel suo paese di origine. Per essere più preciso quel che si sa del neo geo oggi è frammentario e spesso basato su informazioni errate, magari pubblicate in un lontano passato sulle riviste occidentali del settore.

    Chi ha vissuto in prima persona tutta l’evoluzione del mondo neo geo, dal 26 aprile 1990 fino all’abbandono del sistema nel 2004 con samurai spirits 4 special conosce ovviamente questi fatti.

    Nel 1988 la SNK produceva su hardware inferiori e ha continuato a farlo per tutto il 1989 (Datsugoku, genshitou in 1930 ecc.)

  • # 26
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Shito

    “Gentile signor Cocchi,

    la ringrazio per la sua cordiale risposta, che ben coglie la mia assoluta buona fede e disposizione al di là della ‘critica’ nel merito specifico del suo articolo (che, peraltro, trovo molto buono).”

    Ringrazio per i complimenti e per le critiche che sono sempre bene accette; comprendo la buona fede anche se leggendo la prima frase con “è assolutamente falso”, non è che mi illumini di gioia.
    In fondo si può sempre sbagliare e se lo si fa lo si fa in altrettanta buona fede.

    “La fonte che lei cita è purtroppo ricca di imprecisioni. Ne basti una su tutte:”

    Francamente non ho voluto subito rimarcare la data che era palesemente sbagliata ma visto che ci si è attaccato, allora sì confermo.
    Ma tutto questo “pieno di imprecisioni” francamente io non lo riscontro, perché le motivazioni che hanno portato alla progettazione del Neo Geo conseguente all’entrata nel mercato arcade/coin-op sono veri, così come lo furono i rapporti con Atari ad esempio, sempre in materia di “States”.

    In ogni caso, avendo avuto tempo e modo di fare ulteriori verifiche correggo senz’altro quanto riportato.
    Per cui grazie in ogni caso delle precisazioni.

    x Gemant

    ciao Gemant è sempre un piacere :)
    Effettivamente in Europa salvo forse alcune nicchie le informazioni sono sempre giunte in modo frammentario anche perché filtrate a loro volta dagli USA e perché in un periodo in cui il mercato parallelo era davvero una cosa per pochi.
    Conoscendo la tua preparazione in materia mi sarebbe già bastato, in ogni caso, cogliendo lo spunto offerto da Shito ho verificato prima mano con altri collezionisti ed effettivamente l’articolo va modificato.
    Appena ho un secondo penso ad un modo sufficientemente efficace per sistemarlo, evidenziando comunque la rettifica.
    (), passi ogni tanto ancora su GC?
    Io non ho praticamente mai il tempo di farci un salto :/

  • # 27
    Gianluca
     scrive: 

    Piccolo appunto all’autore del (comunque ottimo) articolo: il Neo Geo non si è mosso nell’ambito dei 16 bit, ne aveva 24 e fece generazione a sè.
    Troppo potente per paragonarlo a Snes e Megadrive, incapace di muovere poligoni a differenza della prima Playstation.
    Una delle console più importanti della storia videoludica, che fa bella mostra di sè nel mio salotto e mi ruba ancora tante ore…

  • # 28
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Ti ringrazio dei complimenti Gianluca ma il tuo appunto è tecnicamente sbagliato e ti spiego il perché.

    I 24 bit non esistono così come non esistono che io sappia CPU a 24 bit (al limite a 32 con indirizzamento a 24 bit ma che è una cosa diversa).
    La dicitura fu utilizzata come veicolo di marketing per far passare la differenza di potenziale tra le console “a 16″ ed il NEO GEO.
    Questo numero deriva da una semplice somma della CPU principale utilizzata, il Motorola 68000 e lo Zilog Z80.

    E’ un’operazione ovviamente priva di senso, la potenza computazionale non si misura così barbaramente.
    Altrimenti tanto per rimanere nell’ambito delle console, il Saturn essendo dotato di 2 RISC a 32 bit, lo si doveva considerare come un 64.

    Per essere precisi, il 68000 non era nemmeno un processore a 16 ma a 32 come spiegato nel dettaglio dall’articolo di Cesare Di Mauro (http://www.appuntidigitali.it/3838/motorola-68000-la-rivoluzione-a-32-bit/), quindi se somma dovesse essere sarebbe stata 40.
    In realtà come accennato nel primo articolo sulla “guerra a 16 bit” (http://www.appuntidigitali.it/6734/la-guerra-dei-16-bit-pc-engine-turbografx-16-il-capostipite/) questa è una dicitura utilizzata per esemplificare il cambio di generazione da quella precedente e quel che poteva fare, ma priva di senso se si scende nel dettaglio tecnico proprio perché alcune CPU erano di fatto già a 32 bit.

    Per ovviare al fraintendimento si dovrebbe sempre ricorrere ai numeri (terza, quarta, quinta) ecc. ma siccome all’epoca, così come fu la corsa dei Mhz, era consuetudine e molti se la ricordano così, allora ho utilizzato anche questa dicitura, seppur con le avvertenze del caso.

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