di  -  mercoledì 29 ottobre 2008

mdi_airpod_aria_compressa.jpgLa lussemburghese MDI è un’azienda automobilistica, che nonostante faccia parlare di se già da tanti anni non ha ancora venduto una sola auto. Ora è tornata, sembra con nuove importanti novità.

Stiamo parlando dei pionieri dell’auto ad aria compressa, che ritornano ciclicamente con dei nuovi comunicati e dei nuovi progetti, anche se fin’ora non sono mai riusciti a produrre un modello in larga serie.

Il caso più famoso fu la presentazione di Eolo, piccola auto mostrata nelle declinazioni di utilitaria e piccolo veicolo commerciale con motore ad aria compressa. Fu investito molto per il lancio, venne costruito uno stabilimento nuovo di zecca e vennero assunti i dipendenti necessari all’assemblaggio. Ma la fabbrica venne chiusa ancora prima di far partire la produzione, gli operai vennero messi in cassa integrazione e gli ingegneri iniziarono a scappare alla vista dei giornalisti, tra mille ipotesi di problemi meccanici e teorie complottiste.

Come detto all’inizio oggi la piccola MDI torna a mostrarsi attiva e vitale con un nuovo prototipo e l’ipotesi di collaborare con grandi case automobilistiche per la fornitura di motori ad aria compressa, ma sembrano esserci nuovi intoppi.
Il prototipo presentato si chiama AirPod, volendo forse avvicinarsi concettualmente a qualcosa che tutti conosciamo di piccole dimensioni e che piace tanto ai giovinastri. L’impostazione meccanica è innovativa, per non dire ardita: un ampio e tozzo guscio racchiude 3 posti (quello guida fronte marcia, i due per i passeggeri rivolti verso il lunotto), sopra un pianale con tre ruote sottili, con propulsore e bombola centrali. Il diametro e la posizione della bombola in carbonio corrispondono al cerchio su cui compare la scritta “Air” lungo le fiancate.

mdi_airpod_aria_compressa_p.jpgIl punto di forza di questo esperimento è l’efficienza, sopratutto in termini di costi di esercizio. Con soli 5,4 CV raggiunge i 70 km/h, l’autonomia è di ben 220 km e si ricarica in un solo minuto al costo di un solo euro di energia elettrica.

Se da questo prototipo scaturirà un mezzo per la produzione in serie, sarà probabilmente un veicolo commerciale leggero, allestimento questo a cui si presta bene questo pianale.

Ma la notizia più importante riguarda un accordo con uno dei costruttori di auto più importanti del pianeta: Tata Motors, che da qualche tempo ha presentato, ma non ancora commercializzato la Nano, ovvero l’auto più economica del mondo. Sembra che le due compagnie possano unirsi in uno sforzo congiunto per produrre la Nano ad aria compressa, anche se non sono proprio sicuro che possa essere una svolta ecologica.

Sembra che la Nano equipaggiata col propulsore ad aria francese non sia esente dalle emissioni di CO2, anche se si limiterà a produrne un terzo rispetto alla controparte a benzina. L’utilitaria indiana infatti sarà equipaggiata anche di un piccolo motore a combustione interna che dovrà servire a riscaldare l’aria in uscita dalla bombola ad alta pressione.

Uno dei motivi vociferati, per cui le auto della MDI non hanno mai raggiunto la produzione in serie, risulta infatti essere la bassissima temperatura raggiunta dall’aria nella rapida decompressione, colpevole questa della formazione di ghiaccio all’interno del motore e quindi causa di rotture.

Dobbiamo quindi a questo punto tenere a mente che l’aria compressa stipata nella bombola, così come l’idrogeno delle auto mosse da fuell cell, non è una fonte di energia ma soltanto un vettore e la sua messa in pressione richiede un lavoro.

Con la necessità di bruciare combustibile a bordo per assicurare un corretto funzionamento del mezzo la mobilità ad aria compressa potrebbe rivelarsi economicamente conveniente, ma ecologicamente potrebbe rappresentare un disastro.

A questo punto piuttosto che usare l’elettricità per caricare di aria un’auto, convince di più l’approccio danese, che vuole caricare di elettricità le auto utilizzando l’eolico.

Ad ogni modo, sembra che la MDI non sia ancora uscita dalla sua spirale di sfortuna, perché anche la Tata Nano avrà parecchi problemi da risolvere, e non da poco, prima di poter iniziare la produzione. Stavolta però le beghe meccaniche non c’entrano.

Sembra infatti che il bassissimo prezzo della Nano non sia da attribuire ad una progettazione attenta e una spinta economia di scala. Operai dello stabilimento e abitanti della zona, stanno impedendo la produzione della Nano a forza di rivolte, anche violente, rivendicando stipendi dignitosi  e protestando contro l’ingiustizia degli espropri perpetrati ai contadini, con rimborsi economici irrisori.

27 Commenti »

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  • # 1
    Massimo
     scrive: 

    solita bufala alla grillo -.-

    aria fritta.. anzi fredda :-D ahaha

  • # 2
    Sandman
     scrive: 

    si e poi voglio vedere come si muove con soli 5,4cv anche se è leggera, in salita poi? la si spinge?

  • # 3
    max@nikon
     scrive: 

    Chissà se la prossima la chiameranno AIR PHONE…
    hehehe

  • # 4
    Megalosauro
     scrive: 

    L’auto ad aria compressa non è una bufala, se aveste 5 minuti per informarvi sulla tecnica capireste che è l’uovo di colombo. L’aria è si un vettore energetico come benzina o idrogeno ma se ci pensate è ovunque, non va trasportato o stoccato. va solo compresso. Si comprime con compressori elettrici…poi il problema di come si alimentano i compressori è diverso. Naturalmente se fossero allacciati ad un impianto eolico o solare sarebbe meglio.In sostanza queste vetture sono paragonabili a quelle elettriche, perchè è solo di elettricità che hanno bisogno. Sono tecnicamente molto semplici. e la loro “Batteria” (cioè il serbatoio) non è tossica, è riciclabile, leggera facile da produrre, infinita.
    L’unico problema tecnico che ha sempre avuto è stato il raffreddamento eccessivo del motore a causa dell’aria fredda. Ma se si mettessero in testa di usare materiali un po’ più costosi ma tecnologicamente avanzati sarebbe ok.
    Questa è una macchina che virtualmente può distruggere il sistema petrolio in una mossa. La possono vendere ora così com’è, non servono stazioni di servizio come per l’idrogeno (questo si che è la truffa del millennio) non servono servizi di assistenza e recupero batterie come per le auto elettriche. Un veicolo del genere te lo porti a casa e te lo ricarichi quando vuoi. Senza che nessuno possa tassare l’aria che usi o la corrente con cui fai andare il compressore! Il dato sui cavalli è relativo a questo veicolo in particolare..i motori della Eolo erano più potenti, ma comunque i valori di coppia sono molto elevati su questi propulsori (che ricordiamo sono studiati non da un qualsiasi hobbysta della domenica ma da un progettista di motori da F1, Guy Negre )

  • # 5
    max@nikon
     scrive: 

    “’autonomia è di ben 220 km e si ricarica in un solo minuto al costo di un solo euro di energia elettrica”.

    Mi dite la potenza mostruosa di questo compressore che consuma 1 euro di energia elettrica al minuto?

  • # 6
    Sandman
     scrive: 

    ma infatti sarei curioso pure io di sapere come diavolo fa ad assorbire in un minuto così tanta corrente un euro quanti kwh sono? parecchi
    mi sa che per caricarla occorrerà per forza una 380 predispista quindi ricarica presso distributori di benzina attrezzati quindi speculazione e quel minuto ad 1 euro diventeranno 10…hehe ho volato di fantasia ma mi sa che succederebbe davvero

  • # 7
    Mortimer86
     scrive: 

    Probablimente il compressore lavora tutto il giorno per caricare un serbatoio interno, poi si arriva alla sera attacchi l’auto alla bocchetta ed in un minuti travasa l’aria tra le due bobmole.
    Spero con tutto me stesso che il progetto abbia successo e mantenga finalmente le promesse… se poi le facessero anche leggermente aprrezzabili da un punto di vista estetico….

  • # 8
    Corrado
     scrive: 

    @megalosauro

    infatti in un paese dove la mentalità va verso soluzioni intelligenti come può essere il nord europa, come al solito in italia, continueremo ad avere i caproni col SUV da 200CV anche quando benzina/gasolio arriveranno a 2-3 euro al litro, che adibiscono il mezzo ad “autocarro” per pagare meno tasse.

    Basta leggere i commenti… “ma non cia la puteeenza, 5cv ma che va a spinta in salita?” …mentre per l’appunto non considerano la coppia (che suppongo CONTINUA al contrario dei motori a pistoni tradizionali che hanno la “spinta” in uno solo dei 4 tempi.. la fase di scoppio.. mentre le altre 3 non producono moto ma assorbono il moto dalla fase di scoppio per eseguire le fasi di aspirazione/compressione/scarico… un ingegnere mi corregga se sbaglio).

    Se invece fanno un SUV a carbone ma con 300CV scommetti che tempo un mese e te li trovi in giro per strada?

  • # 9
    aceto876
     scrive: 

    I problemi di umidità e ghiacchio allo scarico?
    I problemi di bombole grandi ad altissima pressione(ossia il peso delle bobole e/o affidabilità-sicurezza)?
    I problemi di rendimento energetico del ciclo compressione-espansione?

    La prima si potrebbe alleviare con più espansioni interriscaldate, ma a prezzo di complessità e costo.

    La seconda potrebbe richiedere le fantomatiche bombole in carbonio con costi alti ma comunque con forti dubbi di affidabilità/sicurezza

    La terza è un gran bel problema…interrefrigerando la compressione e interriscaldando l’espansione il rendimento migliora, ma credo che il sistema accumulatore-motore elettrico sia inavvicinabile

    Io queste cose le butto lì, ma se n’è discusso ovunque e a lungo su questa “bufala” della Eolo…

  • # 10
    doc
     scrive: 

    Quest’auto non ha zone a deformazione programmata, in caso di incedente si va direttamente al cimitero senza passare per l’ospedale :-(
    Comunque non c’è da stupirsi, 5,4 CV sono sufficienti a far muovere un’automobilina della Peg Perego, non un’auto vera.

  • # 11
    AndreaG.
     scrive: 

    Si e poi l’energia elettrica come la si produce per caricare le bombole? il solito gatto che si morde la coda… attualmente il mezzo + ecologico di tutti è il metano, infatti le auto lo utilizzano praticamente come viene estratto. idrocarburi vari,idrogeno, elettrico e adesso aria per funzionare hanno bisogno di trasformazioni che assorbono energia, sempre prodotta dal petrolio…

  • # 12
    Anonimo
     scrive: 

    L’aria compressa, quando si espande, non è solo fredda, è gelida !
    Per impedire che un’aria così fredda raggiunga il motore letteralmente facendolo a pezzi come farebbe una bottiglia di vetro in un freezer, bisogna riscaldarla veramente tanto ma qui sorge il piccolo grande problema: quanto dev’essere potente il motorino di riscaldamento e quanto grande la fonte energetica adibita allo scopo ?
    5 Cv sono una vera miseria e già portare tre persone, a meno che non parliamo di tre anoressiche, vuol dire fare i conti con almeno 210/250 Kg. Mettiamoci ancora un motore per il riscaldamento (poco altri 30Kg ed una batteria 12V 100A tipo camper) e superiamo i 350Kg.
    Quel coso con 5Cv a pieno carico, veramente avrà bisogno dei pedali per affrontare una salita

  • # 13
    giacomo
     scrive: 

    ma se l’elettricità per la ricarica fosse prodotta con fonti rinnovabili il problema non ci sarebbe!

  • # 14
    Anonimo
     scrive: 

    L’aria compressa, quando si espande, non è solo fredda, è gelida !
    Per impedire che un’aria così fredda raggiunga il motore letteralmente facendolo a pezzi come farebbe una bottiglia di vetro in un freezer, bisogna riscaldarla veramente tanto ma qui sorge il piccolo grande problema: quanto dev’essere potente il motorino di riscaldamento e quanto grande la fonte energetica adibita allo scopo ?
    5 Cv sono una vera miseria e già portare tre persone, a meno che non parliamo di tre anoressiche, vuol dire fare i conti con almeno 210/250 Kg. Mettiamoci ancora un motore per il riscaldamento (poco altri 30Kg ed una batteria 12V 100A tipo camper) e superiamo i 350Kg.
    Quel coso con 5Cv a pieno carico, veramente avrà bisogno dei pedali per affrontare una salita…

  • # 15
    Anonimo
     scrive: 

    ops.. non ho visto il duplicato del post, sorry

  • # 16
    Anonimo
     scrive: 

    > ma se l’elettricità per la ricarica fosse prodotta con fonti rinnovabili il problema non ci sarebbe!

    Allora sulla macchina i pannelli solari non li monti, non hai spazio e non puoi fare calcolo che farà sempre bello. In ogni caso la corrente la dovrai accumulare da qualche parte e lì ti servono batterie a raffica, tante, grosse e pesanti.
    A conti fatti se non avessimo il problema del peso potremmo fare cose inaudite altro che il macinino a peti

  • # 17
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    Le auto progettate da MDI possono avere due modalità di ricarica: una (lenta) con compressore a bordo collegato alla rete elettrica e quella rapida utilizzando sistemi di distribuzione di aria compressa.

  • # 18
    Massimo
     scrive: 

    mamma mia che gente.. non è una bufala ? .. ok.. allora mettiamo chiarezza nelle cose..

    “si ricarica in un muno al solo costo di un euro di energia elettrica” .. ok.. un euro di energia elettrica sono circa 5 kWh (a livello domestico siamo li.. è il mio lavoro quindi mi permetto di discutere di questo..)

    con 5 kWh quel “coso” fa 220 km .. non male.. 5 kWh sono l’equivalente di circa 1,2 litri di benzina.. quindi fa circa 180 km con l’equivalente di un litro di benzina.. e con 5,4 cv di potenza..

    ora.. un 125 ha (ho puo’ avere) 5 cv .. ma non mi pare faccia 180 km con un litro.. quindi è ovvio che non usa un motore endotermico.. diciamo che ne usa uno elettrico per azionare il compressore.. siccome un motore elettrico ha un elevato grado di efficenza diciamo che sfrutta 3 volte l’energia di uno endotermico (che la spreca in perdite ed attriti..) e quindi i famosi 180 km che un motore a benzina fa con 10 litri lui li fa con soli 3 .. ma noi avevamo appurato che li faceva con solo 1,2 litri.. quindi la conclusione è incoerente..

    ora.. ovviamente non si ricarica a casa.. perchè 5 kWh dati al “coso” in 1 minuto vuol dire che l’apparecchio consuma 300 kW per ricaricarlo in un minuto.. oppure comprime l’aria per tutto il giorno e poi la trasferisce in un minuto.. e anche qua non è possibile..

    avete mai ricaricato una bombola di GPL ?.. io si… e si usa un compressore.. fra la bombola originale e quella da ricaricare.. perchè all’inizio la differenza di pressione è notevole e se si lasciasse fare tutto alla bombola principale si ghiaccerebbe quella di arrivo (il coso) e si riscalderebbero troppo i condotti di trasporto.. in ogni caso.. per una bombola da 25 kg di gpl a 8 ATM ci volgiono 5 minuti a farla fatta bene. e questo si carica in un minuto.. quindi o tiene poca aria (ma allora non fa 220 km) oppure non ci sta un minuto..

    insomma.. la maccihna esisterà anche.. ma non fa quello che dice.. sennò si sarebbe già vista girare e sarebbe in vendita.. ergo è una bufala.. mi sarò anche perso nei miei discorsi (sto anche lavorando) ma è palese che è una bufala infarcita ad arte .. una grillata insomma :-D

  • # 19
    max@nikon
     scrive: 

    @massimo

    matematica:

    Tu dici che 1€ = 5KWh;
    Dici che 5KWh = 1,2 litri di benzina;
    Quindi 1,2 litri di benzina = 1€?
    Quindi 0,833/Litro
    Mi dici dove la compri che faccio il pieno ad un’ autobotte?

  • # 20
    Gas
     scrive: 

    @max&nikon

    Massimo ha fatto una conversione di potere energetico, non di prezzo al dettaglio.
    Un chilo di burro ha molto piu’ potere energetico (per noi) di un chilo di cetrioli.
    Ma un chilo di cetrioli costa ben di piu’ di un chilo di burro!

  • # 21
    Massimo
     scrive: 

    @Gas esatto ;-)

    un litro di benza ha circa 8-9 mila kcalorie e ci si ricava un totale di 4 kWh e quindi ho stimato quello come 1,2 litri di combustibile tanto per avere un’idea della resa energetica ;-)

    cmq la voglio vedere sta macchina a peti :-D

    poi ci tasseranno l’aria :-D

  • # 22
    kurt
     scrive: 

    Io invece guardando la foto non capisco dove sono i comandi di guida..

  • # 23
    claudio
     scrive: 

    Ancora una volta su questo veicolo tutti i commentatori pseudo ecologisti si buttano a pesce, parte una qualsiasi notizia finto ecologica che senza nessun pensiero si lanciano a pesce.
    Proviamo ancora una volta ad avere un pochino di intelletto.

    Molti di noi hanno provato a fare un’immersione subacquea scoprendo che le bombola e non sono propriamente leggere, all’incirca 1Kg per litro.
    Dichiarando il volume della bombola 175 l ed il veicolo 220 chili verrebbe fuori che tutta la struttura peserebbe una quarantina di chili.
    Ancora una volta questa strana fenomenale azienda ci spiega di che materiale sono fatti gli ufo visto che i vetri multistrato non dovrebbero andare molto lontano come peso.
    anzi dimenticavo, ci sono anche 40 chili di aria compressa….

    Parliamo poi delle energia necessaria a caricare questo siluro di acciaio, esistono anche di carbonio ma costerebbero così tanto da acquistare un’auto intera. VERA. Dimenticavo le bombole in carbonio hanno una durata molto limitata….

    L’azienda bauer produce ottimi compressori per subacquei, sicuramente si può fare di più di efficienza contaminando l’aria compressa, ma non molto di più.
    L’azienda in questione ricorda che il modello 320, non certo giocattolo visto che pesa 154 chili, deve usare un motore trifase non certamente utilizzabile in casa e lo utilizza per caricare tale bombola una potenza elettrica di ben 7500 W per la bellezza di 7 h circa sommando quindi 50 kW/h.

    Se l’ autonomia dopo tale pieno d’aria fosse veramente 220 km, come scritto sul sito MDI, il costo per 100 km di mezzo euro, sempre preso da loro sito, rimane un pessimo esercizio di stile fantascientifico di serie B, quel tipo di romanzo dove la matematica viene distorta come la realtà.
    La matematica del mondo reale ci racconta che parliamo di quattro euro per 100 km: sicuramente lo stesso costo di altri veicoli non certo nuovi con la stessa qualità e peso come l’apecar.

    Poi rimangono veri tutti gli altri casini termici che accadevano sulla eolo.
    http://allarovescia.blogspot.com/2007/12/eolo-la-calunnia-e-un-venticello.html
    Come per esempio l’impossibilità tecnica con quel poco di energia contenuto della bombola di tenere semplicemente accese le luci di posizione.
    Una bombola di del genere contiene circa 6 kWh di energia, i fari e le luci di posizione/ anabaglianti consumano circa 160 W e se sogniamo altri servizi di bordo come lo schermo LCD propagandato e i tergicristalli arriviamo facile facile alla soglia dei 300 W e che debbono essere obbligatoriamente alimentati dal motore, non vorremmo certo mettere una cinquantina di chili di batterie solo per questi servizi! Un normale alternatore da automobile possiede un rendimento variabile a seconda del numero di giri ma si può quantificare tranquillamente intorno al 50% fra turbina di raffreddamento e cinghia. I nostri watt e sono saliti a 600.
    Il rendimento del motore ad aria dovrebbe essere l’ in circa intorno al 50%. I watt che ci servono dalla bombola sono 1200.
    Il mio contachilometri dice che in città, regno ideale di un’apecar, la velocità media è intorno ai 15 km/h.
    Pur rimanendo al freddo, senza autoradio, senza ricarica per il cellulare, senza nulla e sotto la pioggia è abbastanza facile pensare che dopo una ventina di chilometri abbiamo prosciugato la bombolona grazie ai fanali.
    Non ci venga in mente di accendere il lunotto termico: non riusciremo ad uscire neppure dal box.

    Ricapitolando: abbiamo un apecar lanciata a 70 km/h (stando alla MDI), più pericolosa di un fuoristrada che almeno e’ gommato diversamente, che consuma molto di più di quello che dovrebbe fare inquinando quindi parecchio.

    Però è riportata come” colpa delle lobbies”, “queste vetture catturano subito il cuore degli automobilisti,”
    Basta vaccate!

  • # 24
    Gas Knows Best » Blog Archive » La macchina ad aria compressa
     scrive: 

    […] che l’unica volta in cui ho sentito dire che questo problema era stato considerato e risolto (qui) la soluzione era “un motore a combustione interna”, vale a dire un classico motore a […]

  • # 25
    Samuel
     scrive: 

    mi domando se tutti i gran furboni che scrivono che 5 cavalli non sono sufficienti per andare in giro sono mai stati su di uno scooter… il modello in foto non mi sempra una station wagon ne un suv… per spostarsi in città con il limite dei 50kmh 5 cavalli sono più che sufficienti

  • # 26
    Biffuz
     scrive: 

    Non spereranno davvero di vendere un simile obbrobrio, spero… prendano lezioni dalla Tesla Motors: con il motore elettrico ci hanno fatto una spider da 0-100 in 3,9 secondi con componenti Lotus, e la vendono come il pane benché il prezzo sia tutt’altro che popolare: 80.000 euro.
    La tecnologia costa, chi spera di venderla a basso costo senza avere (non “sperare” di avere) un mercato enorme o è un illuso o un imbroglione.

  • # 27
    Piero Da Volta
     scrive: 

    L’uso dell’aria compressa per trazione non è una novità, la novità è quella di usarla per autotrazione come un “combustibile” alternativo. Come in tutte le novità si trovano gruppi che le appoggiano in modo incondizionato e quelli che le contestano , il più delle sia volte i contestatori estremi che i sostenitori estremi sono personaggi tecnicamente impreparati e quindi poco affidabili nelle loro espressioni. Personalmente non ho una profonda conoscenza del settore ma mi occupo di energie alternative ed osservo con curiosità il fatto, attendo però che siano pubblicati dati, analisi e resoconti di test pratici prima di commentare il fatto. Mi preoccupa però lo stoccaggio nel serbatoio che dovrà reggere una pressione di 350-400 atmosfere ( non oltre perchè oltre ad un certo limite l’aria si liquefa e non è più utilizzabile)Mi preoccupa anche il fatto che in inverno bisognerà trovare un sistema di riscaldamento perchè un motore ad aria compressa non produce molto calore, come possiamo fare? metteremo una stufetta a kerosene?
    saluti a tutti, Piero

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