di  -  venerdì 27 giugno 2014

Il 12 Aprile 2014 segna i 30anni dalla presentazione ufficiale dell’Amstrad CPC 464, uno dei personal computer ad 8 bit che maggiormente hanno contribuito a diffondere nelle case europee i nuovi home computer.


cpc464

CPC 464

Il Color Personal Computer (CPC) è pensato come un sistema all-in-one, dotato di un apposito monitor che evita di dover utilizzare il televisore domestico, a differenza dei diretti concorrenti Commodore e Sinclair.

logo_amstradSi tratta di una scelta strategica, pensata proprio per consentire ai genitori di guardare il televisore mentre i figli smanettano con l’ultimo gingillo elettronico. Questa intuizione, partorita dalla mente di Alan Sugar, fondatore di Amstrad, fa sì che la progettazione non si concentri su aspetti particolarmente innovativi, bensì su elementi stabili e comuni, a partire dalla CPU Zilog Z80A a 4MHz e dai classici 64KB di RAM. A questi due elementi, in particolare, si deve proprio la sigla numerica che accompagna il computer.

L’ampia tastiera, da sempre ritenuto uno dei punti di forza del CPC, ingloba una lettore di cassette, mentre il sistema operativo è il classico BASIC (realizzato da Locomotive Software), dotazione praticamente standard di tutti i personal computer ad 8bit della prima metà degli anni ’80.

Al momento del lancio vengono rese disponibili due configurazioni: la prima con monitor a fosfori verdi (299£) e la seconda con monitor a colori (329$), mentre, dopo alcuni mesi, viene reso disponibile il kit per collegare il lettore floppy da 3” al CPC 464, composto da: interfaccia DDI-1, cavo di connessione per due unità e unità floppy drive FD-1. Presente anche un’interessante componente software, composta dal CP/M 2.2 e il linguaggio Logo.

In realtà, per la gestione dell’FD-1, Amstrad realizza anche l’AMSDOS (Amstrad DOS), funzionalmente concentrato nel mappare le routine di accesso al drive a cassette su quelle per floppy, in modo da consentire il funzionamento dei programmi/giochi pensati per girare su cassetta anche su floppy. Chiaramente nulla di paragonabile al CP/M di cui è, praticamente, un complemento.

FD_ddi_1

 Lettore FD-1

Ad un anno di distanza, Amstrad annuncia il CPC 664, con floppy integrato da 3” al posto della cassetta, e il CPC 6128, una versione aggiornata del CPC 664 con 128KB di RAM, pensata per il mercato statunitense e per le piccole imprese.

Il successo però dura solo per alcuni anni, visto che il mondo dell’informatica si sposta rapidamente verso i sistemi a 16bit, trovando la società di Sugar completamente impreparata. Amstrad reagisce scegliendo una strada alquanto opinabile: non si concentra sulla creazione di sistemi di nuova generazione, ma sul migliorare i propri computer a 8bit, per quanto ciò fosse possibile.

Così nel 1990 arriva la serie “Plus”, con il 464plus ed il 6128plus, a distinguerli sempre l’unità di memorizzazione/lettura dei dati esattamente come le versioni classiche. Superfluo evidenziare che entrambi i prodotti ebbero scarsissimo risultato, non essendo minimamente in grado di competere con le soluzioni basate sulle architetture di nuova generazione.

464plus

CPC 464+

7 Commenti »

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  • # 1
    correx
     scrive: 

    “(…)visto che il mondo dell’informatica si sposta rapidamente verso i sistemi a 16bit, trovando la società di Sugar completamente impreparata. Amstrad reagisce scegliendo una strada alquanto opinabile: non si concentra sulla creazione di sistemi di nuova generazione, ma sul migliorare i propri computer a 8bit, per quanto ciò fosse possibile.”

    ?? Impreparata? Il PC1512 del 1986, con 8086 8mhz, ha venduto eccome! Questo si che ha contribuito ad avvicinare l’informatica alle masse! Io presi il 1640 nell’89, con scheda e monitor EGA, ma gia sul mercato c’erano i bellissimi modelli Amstrad AT , PC2086… e anche con 386, che avevano un buon prezzo tra l’altro, considerato che le schede VGA e i monitor costavano parecchio. Dopodichè il nulla… Peccato…
    Il CPC 464 e’ stato venduto, anni dopo, assieme ad un enciclopedia. Ecco perchè ci sono diversi esemplari ancora in giro…

  • # 2
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @correx, quello che dici è vero, ma la linea PC15xx e poi PC2000 è diversa da quella degli home computer CPC e anche dei successivi Sinclair made in Amstrad.
    La verità è che i “cloni” IBM sono appunto CLONI e hanno poco di originale, mentre il CPC aveva dalla sua una concezione all-in-one con un ottimo supporto audio video.
    Tra l’altro il modello PC1512 venne venduto più per il prezzo basso (ottenuto alimentando indirettamente l’unità centrale tramite il monitor, crendo anche incompatibilità con gli standard di ercato)e, sinceramente, un 8086 nel 1986 (quando nell’85 era già uscito il 386) denota esattamente quello che dicevo, ovvero l’assenza di progetti corposi ed innovativi rispetto al mondo a 16bit. Lo dimostra anche il tentativo di spacciare la GX4000 a 8bit come innovativa (era più che altro un CPC464 con una forma diversa e le cartucce), nonostante fossero già uscite da diverso tempo console a 16bit.
    Il mondo dei “cloni” era un modo per far cassa, per carità, nulla di male, ma nulla paragonabile all’idea dietro il CPC di portare gli home computer nelle case degli europei senza monopolizzare il televisore, soprattutto in un periodo (prima metà degli anni ’80) in cui il mercato era ancora da stabilizzare e focalizzare.

  • # 3
    Max
     scrive: 

    “mentre il sistema operativo è il classico BASIC (realizzato da Locomotive Software)”

    Da quando il BASIC è un sistema operativo?

  • # 4
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Max, i primi home computer utilizzavano il BASIC con delle routine per la gestione del disco come sistema operativo. Basta leggere un po di informazioni ovunque sull’argomento.

  • # 5
    Max
     scrive: 

    Mi dispiace, ma il BASIC non è un sistema operativo, non lo è oggi e non lo era allora.

    L’amstrad in questione montava un interprete BASIC nella ROM, questo si.
    E senza dubbio poteva anche usare delle routine in BASIC.
    Ma questo non lo rende un sistema operativo.

    Per esempio un altro computer dell’epoca, il famoso Commodore 64, si basava sul KERNAL (Keyboard Entry Read, Network And Link).

    Credo fosse più o meno simile la situazione dell’Amstrad.
    Tanto più che

  • # 6
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @max, e’ solo una questione di utilizxo improprio del termine. Se da un lato e’ ovvio che il BASIC sia un linguaggio di programmazione, dall’altro a cavallo degli anni 70/80 con Basic si inducava genericamente anche l’OS tipico degli Home Computer. Nessuno chiedeva “qual’e’ il kernel e la shell”, ma al piu': “monta il Basic o il CP/m?”.

  • # 7
    correx
     scrive: 

    “Felice Pescatore (Autore del post) scrive:

    @(…) ma la linea PC15xx e poi PC2000 è diversa da quella degli home computer CPC e anche dei successivi Sinclair made in Amstrad.
    La verità è che i “cloni” IBM sono appunto CLONI e hanno poco di originale, mentre il CPC aveva dalla sua una concezione all-in-one con un ottimo supporto audio video.
    (…)E, sinceramente, un 8086 nel 1986 (quando nell’85 era già uscito il 386)(…)”

    Ricordo abbastanza bene gli anni in questione, perchè lavoravo a tempo perso in un negozio di computer : il CPC464, sul mercato italiano, arrivo’ parecchio in ritardo! La serie PC1xxx era già pubblicizzata e conosciuta da un pezzo! I 286 costavano parecchio, figurati i 386! Prendi le riviste dell’epoca e vedi quanto costavano i PC con 386 nell’86! Non e’ mica come adesso ahahaha nessuno se li poteva permettere!
    Quando arrivarono, perchè le vendevo, le cassette con i GIOCHI per questa ciofeca di CPC464, (senza giochi i ragazzini non lo volevano di certo) avevo già da un pò di tempo l’ Amiga 2000, il PC1640, anzi l’avevo già sostituito con un AT 80286 16Mhz, clone, questo si! L’Amstrad PC1xxx non era un semplice “clone”, ma una macchina innovativa e ben fatta! Ti posso dire che dopo 25 anni accendo il mio PC1640 DD ECD, si, ha l’ali nel monitor :) e ancora va!!

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