di  -  venerdì 21 febbraio 2014

15 febbraio 1999: un gruppo di utenti Linux appartenenti all’SVLUG (Silicon Valley LUG, tra cui Don Marti, Rick Moen, Chris DiBona, Nick Moffitt e Tabinda Khan) decide di far valere i propri diritti di recesso dell’utilizzo di Windows così come previsto dall’EULA, ovvero la End User License Agreement di Microsoft. L’idea viene al giovane web master Matt Jensen, di Seattle, che decide di proporre pubblicamente la cosa, avendo saputo che Geoff Bennett, in Australia, è riuscito (dopo circa 6mesi) ad ottenere il rimborso di 110$ australiani per la licenza di Windows annessa al suo nuovo Toshiba.

In sostanza, la protesta nasce come risposta all’obbligo di acquistare i computer con sistema operativo Windows pre-caricato e al rifiuto, del produttore, di rimborsare il costo relativo a fronte del rifiuto della licenza, invitando l’acquirente a rivolgersi direttamente a Microsoft.

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L’idea è quella di restituire direttamente, e in pompa maga, le licenze di Windows a Microsoft, chiedendo, ovviamente, la restituzione dell’importo relativo. Così gli aderenti all’SVLUG organizzano un corteo che si dirige compatto presso l’ufficio Microsoft di Foster City nella Bay Area (San Francisco).

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Gli uffici Microsoft di Foster City

Il gruppo, che parte da un punto di ritrovo segreto (ma non troppo!), coinvolge oltre 150 persone, con tanto di magliette ad-hoc e cartelli, semplici ma esaustivi.

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La Maglietta

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Il Corteo

All’arrivo, i manifestati sono stati accolti da Microsoft (informata da qualche gola profonda) come ad un party con tanto di slogan: “Welcomes the Linux Community”.

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L’accoglienza

La società di Gates ha, infatti, predisposto nel parcheggio un tavolo con limonata gratuita e alcune bevande analcoliche. Oltre ad alcuni incaricati Microsoft, ad attendere i manifestanti sono presenti anche diversi operatori della stampa e della televisione locale, che enfatizzano la richiesta alla società di rispondere a tre domande esplicite:

  • Manufacturers claim they cannot issue refunds because Microsoft will not reimburse them. Will you guarantee reimbursement of qualifying PC manufacturer refunds?
  • PC manufacturers have consistently refused refunds. Are you willing to direct my manufacturer to issue refunds for your product under your End-User License Agreement?
  • Some manufacturers have been unwilling to refund just the software. Is it Microsoft’s position that its refund clause covers the PC hardware?

Microsoft, però, come da copione, glissa su di esse dando risposte generiche e rimandando ai produttori ogni responsabilità in merito. Il tutto, ovviamente, non soddisfa i manifestanti che tentano di salire ai piani alti ma… l’ascensore è stato riprogrammato e non permette di raggiungere il nono piano, dove sono gli uffici di competenza.

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 Eric Raymond e Chris DiBona provano a usare l’ascensore

Epilogo: quanto raccontato accadeva 15anni fa. Negli anni successivi l’iniziativa si è ripetuta ma ha riscosso un interesse calante, sia dei partecipanti che dei media. Nel frattempo ben poco è cambiato, tant’è che ancora oggi la quasi totalità dei computer vengono venduti con Windows pre-installato, mentre raramente viene proposto Linux o, ancora più raramente, viene offerta la possibilità di rinunciare alla licenza in funzione di uno sconto.

17 Commenti »

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  • # 1
    Pingui
     scrive: 

    Già il fatto che microsoft ha accolto i tipi con limonata e bibite analcoliche come una banda di boyscout ritardati doveva far capire quale sarebbe stato il tono della giornata.
    Eventi come quello avrebbero dovuto essere il trampolino di lancio verso qualcosa di più, il problema è che è tanto difficile fare il primo salto quanto mantenere il volo.
    Sicuramente dopo quell’evento, l’interesse verso linux sarà anche aumentato ma quando, ad una verifica oggettiva, si assistevano a sceneggiate tra utenti, fanatismi che portavano a fork (quindi indebolivano idealmente la struttura sotto un’ottica commerciale e aziendale) e scelte varie spesso discutibili, si è finito per fare gioco a microsoft che in un certo senso ha potuto dire “visto che avevamo ragione a trattarli come dei mocciosi ?”. Poi da allora windows è migliorato un botto e così eventuali speranze sono andate a farsi benedire.

    15 anni dopo la situazione è migliorata sotto molti aspetti anche se a rigor del vero più per merito di grandi multinazionali come google e finanziatori tipo Shuttleworth che sono riusciti a creare delle basi solide intorno alle quali costruire degli ecosistemi dall’immagine sicuramente più solida del tipico collettivo più o meno politicizzato di hacker.
    Il rovescio della medaglia però è che la gente usa e sa di utilizzare android, usa e sa di utilizzare ubuntu (quest’ultimo almeno, se non lo usa, almeno l’ha già sentito nominare) non linux e tanto meno gnu/linux. Comunque non che gliene freghi di saperlo, lo dico a chi pensasse di farsi venire la fregola di tentare ancora una volta di diffondere il verbo.

    Di distribuzioni commercialmente ed aziendalmente diffuse ancora legate alla dicitura linux abbiamo solo più red hat e suse che si rivolgono però anche ad un mondo professionale diverso dal tipico desktop comune normalmente occupato da windows.

    Spiacente, ai tempi c’è stata troppa fretta nel cercare una qualche forma di rivalsa, pubblicità e semplicemente non si era pronti.
    Microsoft ciclicamente combina delle belle minc..ate. Il modus operandi dimostrato, mescolando sistemi buoni con emerite boiate, fa pensare che fa ciclare due team di sviluppatori e designer dove uno dei due è composto da primati. Il punto però è che finisce puntualmente sommersa dalle critiche (tralasciamo che sul pinguino tantissimi scismi sono nati proprio per l’incapacità degli sviluppatori di accettarle), fa fare il turnover agli sviluppatori recuperando le teste buone ed il successivo sistema fa faville e se qualcuno con vista prima e win 8 adesso pensava di fare il salto su linux, finisce per ripensarci.

  • # 2
    Marco Petri
     scrive: 

    concordo con Pingui.

  • # 3
    Frank
     scrive: 

    Anch’io concordo con L’analisi di Pingui su Linux, lo sviluppo un po’ anarchico del sistema é la sua forza ma anche il suo limite, chi ci ha messo i soldi invece si é indirizzato in una direzione specifica e più efficace.

    Su Windows non sono tanto d’accordo, vista é stato l’ultimo so prodotto del periodo wintel, poi microsoft ha cominciato a riposizionarsi prima per rimediare ai danni di vista e poi per fronteggiare i cambiamenti del mercato.

    Avere il 95% di marketing share in ambito pc va bene fino a quando la gente li compra, ed infilare quel pachiderma di Windows in un dispositivo mobile non é facile, secondo me ci sta che Microsoft cambi un po’ la rotta per trovare il compromesso migliore, tanto a parte le polemiche sui nuovi pc finisce cmq quello.

  • # 4
    michele del becaro
     scrive: 

    linux si autoapplica il divide et impera senza che siano altri ad imporlo :D la diffusione del pinguino è rimasta invariata da allora e probabilmente sarà così anche in futuro

  • # 5
    Frank
     scrive: 

    Marketing share ovviamente é un refuso di market share :-)

  • # 6
    io
     scrive: 

    concordo con pingui

  • # 7
    Sisko212
     scrive: 

    E va bhè… pazienza… purtroppo c’è da dire che la fortuna di windows è che gli utenti normali, usano quello che hanno imparato per primo.
    Linux, non poteva su questo fare molto, che poi alla fine, se ci pensate bene, è quanto succede ora con lo stesso windows 8, che non sfonda principalmente per la gui troppo diversa a quanto c’era prima.
    E comunque Linux ha vinto lo stesso la sua battaglia/guerra, ma in altri ambiti… linux c’è praticamente ovunque… dai televisori, ai decoder, ai vari controller per impianti più o meno domestici e industriali e frà breve in automotive, per non parlare degli smartphone e tablet (android vi dice nulla ?)… solo che non è così evidente come il s.o. di un desktop…
    Se anche su arm avesse vinto windows, ve l’immaginate quanti blue screen of death sul vostro mega televisore LCD ??? :-D :-D :-D

  • # 8
    Mauro
     scrive: 

    @Pingui
    Non ho mai seguito le politiche di Red Hat, ma di Suse qualcosa posso dire.
    Non ci hanno mai tenuto molto a diffondere il loro client, a loro non interessa far concorrenza ad Ubuntu, Mint e compagnia cantante.
    Open Suse non è mai stato pubblicizzato adeguatamente.
    Il loro target è il server, lì c’è molta più trippa da rosicchiare: i margini di guadagno sono altri e tali da invogliare anche i vendor a supportarne il commercio.
    Nella pratica significa che Suse e Red Hat continueranno a fornire per un congruo numero di anni tutti gli aggiornamenti necessari al buon funzionamento del loro OS per l’hardware da loro certificato, oppure certificato per loro dai vendor, non so bene quale sia il meccanismo. Sta di fatto che nei siti dei vendor si trova quanto di necessario occorre per una prima installazione, driver, utilità, etc., e che vi saranno da parte di Suse continui aggiornamenti online per tutto quello che è aggiornabile via internet e software di aggiornamento online.
    Non tutto quel che non va per quanto riguarda il client dipende dalle politiche di Microsoft, se il client linux avesse uno share interessante probabilmente vi sarebbe un Microsoft Office anche per Linux e pure un Internet Explorer.
    Questo nella mia opinione ovviamente, non ho mai cercato di intervistare gli addetti stampa di Microsoft nel merito.
    Riferedomi ai due contendenti, non potrei esprimermi meglio di quanto hai fatto tu: “Il punto però è che finisce puntualmente sommersa dalle critiche (tralasciamo che sul pinguino tantissimi scismi sono nati proprio per l’incapacità degli sviluppatori di accettarle), fa fare il turnover agli sviluppatori recuperando le teste buone ed il successivo sistema fa faville e se qualcuno con vista prima e win 8 adesso pensava di fare il salto su linux, finisce per ripensarci”.
    Ma non tralascio affatto che gli sviluppatori di Linux si siano polverizzati nelle loro offerte più di quanto nel passato avvenne per Unix.
    Fortunatamente (per noi, non per Microsoft) nel PRO ve ne sono (rimasti) solo due.

  • # 9
    LukeHack
     scrive: 

    Certamente in quel periodo Linux avrebbe potuto sfondare,
    d’altra parte penso che oggi sia praticamente impossibile, lato desktop, che Windows venga soppiantato, ma allora lo credevo, avendo visto che monnezza fossero i vari win98/2000/xp (rtm e sp1) in quanto ad exploitbilità ed instabilità…

    il Winsozz di quel periodo, che si estende dal 95 al 2004 (quandi finalmente uscì xp sp2 e win2000 sp4) faceva veramente SCHIFO,
    bisognava avere del coraggio per poterne decantare qualsiasi lode che non fosse “E’ FACILE DA USARE”..
    tuttavia di fronte ad un prodotto, allora, enormemente superiore quale era linux(oggi non più così tanto, ma resta cmq migliore), windows è riuscito lo stesso a non farsi neanche scalfire da esso, e questo sinceramente mi dispiace, perchè dimostra che basta vendere una fiat 600 vestita da lamborghini che la gente la preferisce ad una golf (permettetemi il paragone)..
    che la sostanza, insomma, non conta na cippa:D

  • # 10
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    LukeHack, dopo una decina d’anni continui a raccontare le stesse balle, nonostante siano state smontate nel forum di Hardware Upgrade. E’ la vecchia che avanza o continui “semplicemente” a essere un troll?

    Personalmente penso che la figura retorica della “banda di boyscout ritardati” usata Pingui renda bene l’idea di quello che sia successo.

  • # 11
    LukeHack
     scrive: 

    ciao Cesare, innanzi tutto mi fa piacere ritrovarti, non sono un troll se avessi letto quello che ho scritto (cosa che pare non hai fatto) ho ammesso di aver cambiato posizione riguardo la bontà di windows, te sai bene come 10 anni fa ne contestavo le tecnologie e i bugs, oggi non è più così.

    windows 10 anni fa era na chiavica, non ammetterlo significa peccare di ipocrisia (o di incompetenza, cosa che non ti appartiene), così come sarebbe ipocriti non affermarne OGGI i grandi passi avanti in termini di sicurezza robustezza e affidabilità.

    Ora, sperando che hai letto il commento attuale, spero che avrai capito cosa intendo ;)

    ps. non fare battute sull’età, 10 anni fa eri più vecchio di me come lo sei adesso! ahuahuauhauha

  • # 12
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Purtroppo sono parecchio indaffarato, ma ogni tanto mi rifaccio vivo (si vede, no? :D ).

    Ovviamente ho letto tutto quello che hai scritto, ma… non sono d’accordo. Da cui il precedente commento.

    Sulla questione delle falle di sicurezza ne potremmo parlare a lungo (e sono sicuro che ne abbiamo parlato anni fa, sul forum), ma parlare d’instabilità per i s.o. che hai citato è il classico passo più lungo della gamba.

    Non so poi cosa intendi col fatto che quelle versioni di Windows facessero schifo. Da utente ho tutt’altra esperienza.

    Su Linux posso dire che a ottobre del 2004 a lavoro ebbi un PC fiammante con un Athlon64 e Fedora Core 2 (a 64 bit, ovviamente), e mi veniva da piangere a lavorarci. Dopo un anno circa provai Kubuntu, che nemmeno partì dopo l’installazione; poi OpenSUSE, col quale non potei stampare per circa 6 mesi, mentre per una botta di fortuna riuscii a far funzionare l’audio (rimasi senza “soltanto” un paio di mesi circa).
    A quel punto, per disperazione, provai la demo di XP x64. In mezz’ora ebbi il s.o. installato, stampata la pagina di prova coi driver BETA di HP, e… tutto funzionava a meraviglia.

    Questo per citare il periodo in oggetto, quindi circa 10 anni fa, ma andando indietro nel tempo la situazione di Linux era peggiore. E non parliamo di un eventuale confronto coi Windows dell’epoca. Ti parlo proprio del periodo che hai citato, dal ’95 al 2004. E’ proprio del ’95, se non ricordo male, la prima volta che usai Linux: Slackware e interfaccia esclusivamente testuale; soltanto un bel po’ di mesi dopo, a seguito di un aggiornamento del lab dell’università, che apparve il famigerato comando “startx” che lanciava il server grafico X (ma non mi chiede quale DE veniva utilizzato). Questo per farti capire da dove / come / quando sono partito con l’utilizzo di Linux; non sono l’ultimo arrivato, insomma, e d’altra parte l’età è quella che è, e sono un pezzo d’antiquariato ormai. :P

    E adesso? Beh, ho provato l’ultima di Ubuntu giusto il mese scorso. Sì, lo so che in 10 anni sono stati fatti passi da gigante, ma Shuttelworth andrebbe fucilato in piazza per l’interfaccia contorta e inusabile che s’è inventato. Persino per aprire il classico terminale (che è il pane quotidiano di un lixuniano) bisogna perdere tempo a cercare in qualche sperduto menù…
    Poi, ribadisco, tanto di cappello per gli enormi progressi fatti. Magari col giusto DE è diventato abbastanza semplice da essere usato, come alternativa “economica” a Windows.

  • # 13
    LukeHack
     scrive: 

    xp 64bit bella roba :D
    nel 2001 ci fecero fare una tesina su sistemi operativi dove ci chiesero di emulare una shell di linux: fu il primo approccio che ebbi col sistema, dopo 1 settimana di bestemmie riuscii a far funzionare tutto, modem 56k e audio compresi..
    ma una volta in piedi, NA ROCCIA, nessun bug su RPC, su IFRAME o SMB, nessun BSOD che poteva mettere in ginocchio il sistema..

    normale che se uno giudica solo la “user friendly gui” per sancire la bontà di windows anni 90, allora si, ottimo sistema :P, peccato
    che (fortunatamente) esistevano criteri di giudizio un pelo più importanti della facilità d’uso, ossia la sicurezza e l’affidabilità;

    quindi mi dispiace leggere di queste notizie che dimostrano come, spesso, non sono i prodotti “migliori” a vincere,
    quale era linux in quel mentre rispetto a windows.

    oggi ovviamente non è più così, windows è assai migliorato

  • # 14
    Flare
     scrive: 

    Dopo anni di dual boot, alla fine ho visto che Windows non lo usavo più e l’ho rimosso e non ne sento la mancanza. Ho più spazio libero, uso esattamente gli stessi programmi di prima (il vantaggio di avere sempre preferito software multipiattaforma), non devo più pensare alle licenze, posso smanettarci come mi pare, ma ci si trovano bene anche i pensionati e le persone che non sono certo poweruser a cui l’ho installato e tante altre belle cose. Però non uso Ubuntu: concordo con Cesare che Ubuntu ha un’interfaccia discutibile, ma francamente quella di Windows 8 non mi faceva sentire meglio (peccato, perché a parte quello, anche Windows è migliorato parecchio). Se hai provato KDE 10 anni fa, ora è un’altro pianeta. Poi ognuno ha le sue esigenze e i suoi gusti.

    Vero anche che in ogni comunità ci sono sempre gli zeloti, i fanatici, i faziosi, i litigiosi, quelli che capiscono solo quello che vogliono capire ecc (pure su Wikipedia, vedi le edit wars) o che finiscono ridicolizzarsi da soli, credendosi invece i paladini di chissà cosa o che invece di favorire l’ascolto e dialogo, che aiuterebbe la conoscenza e la diffusione del prodotto, mettono gli altri sulla difensiva… Viene da mandarli tutti a quel paese.

    Tuttavia intorno a Linux ora ci girano grossi capitali e ci lavorano anche grosse compagnie e corporations. Nei server ha avuto molto successo, il kernel Linux poi ormai lo mettono un po’ ovunque. Anche Android è basato sul kernel Linux. ChromeOS, incredibile ma vero, sta facendo un qualche successo. Ubuntu & Co. no.

    Anche sorvolando su tutta la questione del lock-in di Windows negli anni passati e la pirateria con cui molti hanno ottenuto SO e software “gratis” comunque e il fatto che le distro Linux fossero sconosciute ai più (chissà quanto sarebbero diffusi ora Chrome e Android senza alle spalle il potere pubblicitario e monetario di Google?), oltre ad un certo pregiudizio nato dalle prime versioni, compreso il parco software che per un utente normale ora non manca (a parte i giochi, ma la gente sta usando sempre più le console e con Steam sta arrivando qualcosa anche per Linux)… ci sono anche altre ragioni, che sono fondamentali. Chi sta pensando all’interfaccia o l’installazione, è fuori strada. Molti utenti oggi (quelli che se gli sparisce l’icona dal desktop vanno in panico) non sarebbero comunque capaci di installarsi nemmeno Windows, né poi cercarsi i driver in rete ecc. Perciò anche se ora installare una Ubuntu o derivata è questione di poco, perfino più semplice che Windows (che è migliorata anche quella nel frattempo), non basta. Certo, è sufficiente mettere la iso, un paio di click e hai il SO pronto, con tutti i driver e vario sofware, mentre per chi è più esperto non gli ci vuole niente a farsi anche uno scriptino che ti scarichi altro software e ti configuri altre cose post-installazione… reinstallare con una partizione home separata poi è un attimo: reinstalli e hai il tuo SO pronto come sempre)… Tutto bello e comodo, ma chi pensa che basti fare questo e chiedere che i computer siano venduti senza SO, si illude. Vi immaginate la gente che si compra lo smartphone senza SO? Mi sta venendo da ridere. Gli smanettoni sono una minoranza, facciamocene una ragione. Anche Apple, se facesse solo software e vendesse il suo sistema operativo da installare, sarebbe fallita da anni. La stragrande maggioranza della gente vuole una cosa che l’accendi e funziona.

    Quindi anche se qualcuno creasse una distro Linux con l’interfaccia ideale e un’installazione a prova di scimmia o un nuovo sistema operativo super efficiente, difficilmente avrà comunque più successo di BeOS di quella volta o andrà oltre quel 1-2%, se non sarà già venduto col suo hardware. E non si deve aspettare che gli OEM lo facciano al posto tuo (a meno che tu non ti chiami Google).
    SteamOS potrebbe diventare in futuro l’Android delle console, chissà, ma ha un certo potenziale, che non sottovsaluterei (ho visto troppe cose venire sottovalutate negli ultimi anni, che poi invece…). Valve, pur con l’aiuto di terzi, produrrà le sue Steam Machines con SteamOS. Steam è comunque già un marchio conosciutissimo. Nel bene e nel male, Apple si è fatta un nome e ha sempre venduto il suo hardware. Ubuntu difficilmente potrà replicare queste cose, ma ho il sospetto che se Shuttleworth cominciasse ad aprire qualche stand in alcuni ipermercati, coi suoi portatili Ubuntu e Ubuntu phone, forse andrebbe più lontano.

  • # 15
    andrea rrrr
     scrive: 

    C’è da dire che oggi ci sono aziende e persone che lavorano con linux (o alle volte hanno le loro licenze di versioni diverse di windows) e comprano i portatili con windows, senza poi usare le licenze.

    Rappresenteranno una minoranza strettissima, ma cavolo diventa una specie di beneficenza perversa: una donazione di 50 euro al povero signor Gates, che ne ha bisogno…

    Comunque alla fine non è un problema di rimborso, ma di condizioni di licenza legate all’hardware: se compri un pc e dopo una settimana lo rompi, pagare due volte microsoft non è corretto.
    Se invece ti compri la scatola con windows al negozio a un prezzo da paura, per avere una licenza illimitata, dopo sei costretto ad usarla su un fisso assemblato.
    A questo punto è meglio un abbonamento da pagare ogni anno.

    Questo punto riguarda tutti, mica solo i linuxari, ma pochi sono sensibili (ergo pochi capiscono che facilmente si paga di più con le licenze OEM).

  • # 16
    LukeHack
     scrive: 

    Ma se guardiamo al solo passato, è ovvio che il successo di windows
    nei confronti della concorrenza sia dipeso esclusivamente dal potere commerciale di microsoft, in grado di imporsi come OS precotto ovunque, così da ovviare in sede commerciale a tutti gli enormi difetti che c’erano a livello tecnico…
    basta pensare che oggi la stabilità di win7 è allo stesso livello di un desktop linux di buon livello(opensuse per es), mentre 15 anni fa la stabilità di win 98/ME era RIDICOLA (cioè faceva ridere)…, un commodore64 aveva meno probabilità di bloccarsi :D

  • # 17
    khronos
     scrive: 

    Debian testing con Gnome, tutta la vita.

    si e no.

    è bella, è “stabile”, per andare sul mio portatile ho dovuto martellarla un pò (controlli luminosità, stampante che stampa a caso, sfondo che sbianca (ma è un bug dell’ultimo Compositore)).

    per il resto, sono legato a windows, da sempre. anche se uso programmi multipiattaforma… ho tutti i giochi di là, non lo posso disinstallare. ^^

    e soprattutto non posso stampare storto.

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