di  -  venerdì 6 dicembre 2013

Probabilmente era inevitabile e, forse, è anche giusto ridimensionare il fenomeno del retrocomputing che rischia di trasformarsi in uno strano ibrido, fatto di interessi e annunci, piuttosto che di una passione finalizzata alla conservazione e conoscenza di una delle più grandi rivoluzioni a cui l’uomo abbia mai assistito.

Stiamo parlando dell’ultima asta, 16 novembre a Colonia, in cui è stato battuto un Apple I, proveniente dal primo lotto di 50 unità del Byte Shop: il prezzo di partenza era di 180.000€ e quello di vendita ha stentato a raggiungere i 200.000€ (circa 250.000€ compreso commissioni).

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Ma il calo non interessa solo l’Apple I, visto che, ultimamente, un Lisa I a 12.000€ non è stato preso in considerazione da nessun offerente, mentre un Twiggy Mac si è fermato alla base d’asta di 25.000 €.

Si tratta, probabilmente, di un ridimensionamento condizionato anche dalla confusione che regna tra gli appassionati e la difficoltà di raggrupparsi attorno ad un unico grande progetto, di tutela, conservazione e condivisione della rivoluzione informatica.

Chissà se il progetto del Museo dell’Informatica a Palermo (leggasi Forello, MuPIN, ecc…) possa rappresentare una svolta e dare nuova linfa ai vari movimenti collegati al retrocomputing, in Italia e nel resto del globo. Voi che ne pensate?

L’uomo che sussurra ai computer: http://video.corriere.it/uomo-che-sussurra-computer/be229bfc-5b5f-11e3-bbdb-322ff669989a

5 Commenti »

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  • # 1
    sisko212
     scrive: 

    Mi pare giusto… per quanto bello sia, il retrocomputing non ha ragione d’arrivare a certe cifre, anche perchè, al contrario di forme d’arte come la pittura o la scultura, dove ogni pezzo è unico, per quanto affascinante, i computer sono sempre un prodotto industriale in serie.
    E per salvaguardare e diffondere a tutti, la conoscenza che rappresentano, ci sono sempre gli emulatori.

  • # 2
    Asbesto
     scrive: 

    …con tutto che un museo c’e’ gia’ in Sicilia, che da 2 anni prova a rappresentare una svolta in Sicilia, ed in parte ci sta gia’ riuscendo, coinvolgendo giovani ed appassionati da tutto il mondo: il nostro, a Palazzolo Acreide, in Provincia di Siracusa, dove e’ possibile ammirare, funzionante, un Apple 1 ricostruito da zero utilizzando componenti dell’epoca ;)

    http://museo.freaknet.org

    ;)

  • # 3
    Andrea G
     scrive: 

    @Asbesto

    Il progetto apple 1 è un pò folle ma affascinante, complimenti!

  • # 4
    Davide
     scrive: 

    Apple 1 http://www.tutoriallive.com/

  • # 5
    Michel
     scrive: 

    Il retrocomputing sta diventando, come tutte le altre realtà riguardanti oggetti d’antiquariato più o meno pregiati, ed in generale “vecchi”, una speculazione. Io ho iniziato qualche anno fa ad appassionarmi di antichità informatica, quando retrocomputing significava ancora il piacere di recuperare vecchie macchine informatiche dalla discarica, restaurarle e riportarle all’antico splendore, ma dove mai nessuno si sarebbe sognato di vendere (tantomeno di comprare) un IBM AT a 1000 euro.

    Un’altra realtà con cui sono a contatto è quella degli strumenti musicali, tastiere e sintetizzatori in particolare, ed anche li si registra lo stesso fenomeno, synth che 4 anni fa costavano tot (e magari “tot” già era un prezzo abbastanza impegnativo) oggi costano 3 volte tanto, sempre per questa dannata speculazione. Speculazione che va oltre il fatto che le vecchie tastiere hanno sonorità che difficilmente oggi possono essere riprodotte, vuoi per le caratteristiche della componentistica elettronica di allora, vuoi per i modi differenti di progettare rispetto ad oggi, ecc…

    In generale vedo annunci in cui la vetustità dell’oggetto sembra essere una giustificazione all’appiccicarci la parola “vintage” e venderlo a prezzi folli, che siano vecchi telefonini, televisori, giocattoli elettronici, ecc… ed in generale oggetti per i quali nessuno darebbe 2 lire.

    “Vintage” è qualcosa di antico e pregiato, ma questa mania del far soldi perfino sui rottami spacciandoli per antiquariato di pregio sta svuotando questa parola di significato.

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