di  -  lunedì 20 agosto 2012

La telenovela delle nuove macchine Amiga NG, che avrebbero dovuto rilanciare AmigaOS 4, non risparmia nemmeno la calura agostana, con colpi di scena che hanno dell’incredibile e dovrebbero, si spera, far riflettere una buona volta sulla convenienza a rimanere testardamente arroccati su posizioni asfittiche.

E’ di qualche giorno, infatti, la notizia fornita direttamente dal “patron” del progetto del grande rilancio, Trevor Dickison, che in un messaggio di poche righe ha spiattellato una dolorosa verità: il costo di alcuni componenti dell’AmigaOne X1000 è aumentato, e in particolare risulta all’incirca raddoppiato quello della CPU, la P.A. Semi PA6T.

Al di là di alcune riflessioni che si potrebbero fare sul perché si sia arrivati a una situazione del genere (prima di muoversi per progetti del genere, non sarebbe stato meglio stipulare accordi ben definiti coi partner?), il dato concreto rimane quello esposto e che fa giustamente anche parte del titolo: A-EON, l’azienda a cui nominalmente fa capo il progetto, tirerà fuori 1000 dollari per ogni processore da impiegare per in ogni X1000 (sebbene, a dire di Trevor, tale maggior costo non ricadrà sugli utenti.

I 500 dollari del primo lotto di X1000 sembravano già tantissimi, e potevano essere in parte giustificabili col fatto che si trattava di microprocessori rivolti al mercato embedded / militare, ma il doppio porta la cifra a un valore spaventosamente alto, tale da richiamare alla mente le versioni top di gamma di Intel (le Extreme, vendute a 999$) o direttamente a soluzioni per i server (Xeon di Intel, Opteron di AMD), e non soltanto per i costi, ma per la notevole potenza di calcolo che mettono a disposizione.

D’altra parte il PA6T s’è rivelato un flop soprattutto da questo punto di vista, com’è stato riportato in un altro articolo in cui ne abbiamo parlato, quando doveva essere, invece, la punta di diamante della nuova macchina dei sogni della comunità che orbita attorno ad AmigaOS 4.

Si tratta di scelte assolutamente miopi, in quanto scenari del genere erano del tutto prevedibili. Con l’acquisizione di P.A. Semi da parte di Apple nei primi mesi del 2008 e la chiusura ai partner esterni, era ovvio che la scorta di CPU sarebbe via via scemata, e che sarebbe servito un adeguato approvvigionamento per iniziare un progetto del genere, onde evitare problematiche come quelle che si sono verificate adesso, appunto.

In verità sarebbe stato molto meglio prendere atto che il futuro dei PA6T fosse ormai segnato, puntando, quindi, su prodotti facilmente recuperabili, e magari anche a costi molto più contenuti.

Forse i personaggi di A-EON erano rimasti aggrappati all’illusione che questa CPU avrebbe potuto garantire margini prestazionali ben più elevati rispetto alle altre prodotte, ad esempio, da Freescale (ex Motorola) o IBM, abbagliati dai dati di targa forniti da P.A. Semi e da qualche paper.

La realtà s’è rivelata, invece, molto amara, con le ultime declinazioni dei PowerPC G4 di Freescale che si sono rivelati mediamente superiori, e coi G5 a farla da padrone. Il che lascia supporre che A-EON non abbia nemmeno effettuato qualche test preliminare sui PA6T, per saggiarne la bontà prima ancora di mettere in piedi il progetto…

Un altro colpo è arrivato da Varisys, partner di A-EON, che ha perso tempo nella progettazione della scheda madre, dovendo arrivare anche a una seconda revisione per risolvere alcune problematiche emerse, ma non riuscendo in ogni caso a far funzionare la CPU a 2Ghz, come aveva invece previsto inizialmente, lasciandola quindi a 1,8GHz (mentre la comunità amighista sognava overclock consistenti, in modo da alzare ancora l’asticella).

Varisys, da quel che si legge dal messaggio di Trevor, è il fornitore di altre componenti, come pure della CPU (si passa da lei per poterle avere). Sembra, inoltre, che sia stata lei a caldeggiare l’inserimento dei coprocessori XCore di XMOS, che ovviamente avrà fatto lievitare i costi della scheda madre. Appare, dunque, l’origine (o l’artefice?) di tutti i mali del progetto.

Forse ci si sarebbe potuti rivolgere ad altre aziende, ma in ogni caso certi errori strategici rimangono a carico di A-EON, che non s’è rivelata all’altezza, pur potendo contare sulle sostanze del Dickinson, che ha pagato anticipatamente l’intero lotto di produzione degli X1000 e non poteva certo immaginare a cosa sarebbe andato incontro.

Ma arrivati a questo punto, con rare nonché costosissime e poco prestanti CPU, l’errore più grande sarebbe quello di continuare su un progetto fallimentare, che non è più l’X1000, il quale ne è soltanto l’ultimo simbolo in ordine di tempo, quanto il morboso attaccamento alla famiglia PowerPC per far girare AmigaOS 4.

Destino condiviso anche da MorphOS (altro s.o. AmigaOS-like che gira su PowerPC), sebbene questo team abbia fatto altre scelte (andare a pescare dall’usato Apple).

La biodiversità che ha caratterizzato le favolose macchine Amiga di Commodore non è e non può più rappresentare un valore per l’amighista, sia per una questione anagrafica (dopo più di 3 lustri dovrebbe essere passato da ragazzo a uomo maturo) sia perché le nuove macchine sono a tutti gli effetti dei PC, col solo processore a fare la differenza.

Ma il motto “Intel outside” non può certo continuare a essere utilizzato, in un mondo ormai dominato dalla casa di Santa Clara, e non soltanto nel campo dei processori (mi riferisco al mercato desktop/notebook/server, nello specifico).

Un tempo periferiche come mouse e tastiere si collegavano con connettori proprietari; da parecchi anni lo si fa con l’USB, dietro al quale c’è Intel. Un tempo le schede di espansione si collegavano col leggendario bus Zorro; da parecchi anni si usa il PCI-Express (e prima ancora il PCI), dietro al quale c’è Intel. E idem con tante altre tecnologie.

Oggi un amighista sopravvissuto all’olocausto commodoriano non ha nessun diritto di parlare di “Intel outside”, perché se aprisse il case del suo computer non potrebbe che piangere di fronte allo scenario che gli si presenterebbe davanti.

Se, come in ogni caso affermano consapevolmente (almeno in questo) gli amighisti “new gen“, di Amiga è rimasto almeno il sistema operativo, quindi il software, fossilizzarsi sui PowerPC per la CPU, e quindi l’hardware, non può che configurarsi come cieco fanatismo ideologico, peraltro abbastanza infantile, alla luce di quanto visto qui sopra.

E’ ovvio che ad AmigaOS 4 & compagnia (MorphOS) servano nuove CPU. Lo si sarà capito anche dall’ultimo avvenimento, con questo componente schizzato a 1000 dollari per l’ultimo nato, che continuare su questa strada non è più possibile. Come non è più possibile rivolgersi al mercato embedded, strappando microprocessori (SoC, in particolare) a router et similia, che sono pensati per ben altro e di certo non per le prestazioni.

Sì, le nuove soluzioni embedded possono anche contare su un notevole numero di core, e i prezzi sono tutto sommato abbordabili (anche se non competitivi con Intel e ARM), ma rimangono alcune considerazioni da fare. Intanto AmigaOS, in tutte le sue incarnazioni ufficiali e non, è strettamente monocore, per cui continuerebbe a sfruttarne uno soltanto dei tanti a disposizione.

Secondo, anche se finalmente venisse aggiunto il supporto ai sistemi multicore, le applicazioni non ne trarrebbero vantaggio, perché non sono pensate per sfruttarli (serve codice apposito). Al più si potrebbero far girare applicazioni diverse su core diversi, ma anche questo è tutto da vedere, perché non si sa in che modo verrebbe implementato il supporto a più core.

Terzo, e non meno importante, i core delle CPU PowerPC da cui si potrebbe attingere non offrono singolarmente prestazioni elevate, ma al contrario sono pensate per consumare di meno e occupare meno spazio nel chip (in modo da impaccare quanta più roba, riducendo anche i costi), portando quindi a design dove le prestazioni non sono l’elemento più importante; al contrario.

Quest’ultimo punto penso sia quello verso il quale porre maggiormente l’attenzione, in quanto non sempre il codice che gira su una CPU è parallelizzabile, per quanto impegno i programmatori possano metterci.

Proprio di recente in forum amighista è venuta fuori l’esigenza di macchine più veloci, per poter far fronte all’avanzata del web. In un futuro sempre più web-centrico, è molto importante che la propria macchina possa garantire delle buone prestazioni. Da tempo il web dipende molto da Javascript, che è sostanzialmente monocore (con qualche nuova tecnologia all’orizzonte, come i “worker“, ma ci vorrà tempo prima che prenda piede), per cui è molto importante che una CPU possa offrire prestazioni elevate su singoli core/thread.

Un altro campo in cui servono prestazioni elevate su singolo core è quello dell’emulazione, molto caro agli amighisti, e soprattutto ad AmigaOS 4 e MorphOS, che ne fanno ampio uso per far girare le vecchie applicazioni 68000. Oltre al fatto che l’amighista medio è appassionato di emulazione di altri sistemi, oltre all’Amiga.

In conclusione sarebbe molto più proficuo, oltre che sensato, indirizzare i maggiori costi delle CPU PowerPC verso il porting dei s.o. AmigaOS/like su architetture che possano offrire un futuro decisamente più solido, anche dal punto di vista economico, oltre che puramente prestazionale.

Molti amighisti puntano su ARM, sempre per una questione di ottusa biodiversità (“tutto fuorché Intel”), dimenticando, però, che la prima macchina ARM, l’Archimedes, almeno in Europa contese il mercato “non PC” proprio a Commodore e agli Amiga…

In un futuro articolo presenterò alcune riflessioni sull’opportunità di passare a x86 e/o ARM, anziché svenarsi e continuare a farsi del male su una strada ormai segnata (già da parecchi anni, per chi è stato lungimirante).

49 Commenti »

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  • # 1
    [D]
     scrive: 

    Javascript e Java sono due obbrobri che è forte la tentazione di andare a cercare i geni che li hanno inventati e crocifiggerli in sala mensa.
    Il primo ha una tendenza naturale ad inchiodare macchine di tutto rispetto come i core 2 duo, il secondo è un divoratore marvelliano di ram.
    Se il futuro virerà sempre più su queste tecnologie, ci vorranno cpu da formula 1, altro che palle e asticelle da alzare con benchmark finti.
    In ogni caso per quanto riguarda X1000 che facciamo pure quello che vogliono, gli amighisti sono come gli italiani: non hanno neanche quel mezzo neurone funzionante da svegliarsi e dire una volta per tutte “basta” di fronte al continuo inutile salasso.

  • # 2
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Le critiche possono essere accettate, sebbene sia meglio porle in forma più civile per favorire un’utile discussione.

    Le offese no. Per cui, visti anche i precedenti, sei pregato di evitare.

    Sono assolutamente certo che tu possa riuscire a esporre le tue idee facendone a meno. Intelligenti pauca.

  • # 3
    [D]
     scrive: 

    Di quali offese parli ? E’ pura constatazione empirica.
    Darwin mica si preoccupò di offendere gli umani ad indicare le loro origini nelle scimmie e purtroppo fior fiore di nostri comportamenti ancora oggi tribali derivano proprio da lì anche se ci agghindiamo per sembrare migliori.
    Gli amighisti apriranno il portafogli anche quando il prezzo della cpu sarà quadruplicato, non vogliono sentirci o forse non ne sono in grado, fatto sta che pur avendo sfondato le barriere del binario mordo da oltre quindici anni, continuano a far tirare il treno sull’erba, imperterriti, costi quel costi.
    Non hanno testa, non hanno orgoglio ne capacità e senso della decenza di darci un taglio, proprio come gli italiani, quindi è giusto che paghino fino alla morte per cpu sempre peggiori e sempre più care.
    Tutti gli altri possono godersi lo spettacolo a bordo pista, a vedere i lumaconi dimenarsi sul sale e neanche per troppo tempo perchè poi lo spettacolo viene a noia.
    Godono nel farsi del male ? Che si facciano tanto male allora ! Se hanno tutti questi soldi da spendere, se li guadagnano con tutta questa facilità da non porsi minimamente il problema del valore del denaro, sta bene allora che vengano rivoltati come dei calzini dal venditore di fumo di turno, tecnologico o politico che sia.

  • # 4
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Per quanto molto dura come critica, è già molto diverso dal tirare in ballo i neuroni, che è tutt’altra cosa.

    P.S. Noi non discendiamo dalle scimmie. Darwin disse che avevamo dei progenitori comuni.

  • # 5
    michelangelo giacomelli
     scrive: 

    Bè dire che javascript inchioda i core 2 duo vuol dire tutto e nulla. Dipende dalle implementazioni, io personalmente ho scritto un applicazione ipad con javascript che sta aperta costantemente a giornate e non inchioda proprio nulla, anzi gira pure sull’ipad 1 senza grossi problemi. (solo qualche difetto nel rendering di css3 più aggressivi ma non è un problema di js).
    Poi ci sono motori e motori, se hai provato solo il motore di explorer 6 ne resterai assai deluso, se hai provato il v8 con l’event machine … direi proprio di no anche serverini fatti con i celeron reggono un numero di richieste impressionante.
    Anche per java avrei da spendere buone parole, il jit è piuttosto efficiente, il consumo di memoria è dovuto probabilmente al fatto che il garbage collector è un operazione costosa (almeno quello oltre i primi due livelli) e si tende a farlo solo quando serve davvero, dopotutto ha pure poco senso che macchine con 4-8-16gb di ram siano occupata si è no per un decimo della capacità, non ha senso liberare la memoria se non è strettamente necessario perché queste operazioni hanno un costo.
    Io di java conosco la versione server side e anche qua devo dire che non si comporta affatto male.

  • # 6
    michelangelo giacomelli
     scrive: 

    A parte il fatto che l’articolo non parla di java, l’unica cosa che cita di javascript è il fatto di non essere multi thread.
    Ma anche su questo sono d’accordo, ma c’è un perché.
    La particolare gestione asincrona degli eventi su js fa si che il multi thread non sia necessario. Anche l’accesso al file system o ad un db è ad eventi, quindi non blocca proprio nulla.
    Essere single thread ha dei vantaggi notevoli e vita tutte le problematiche che i metodi synchronized si portano dietro in termine di complessità e di performance.

  • # 7
    michelangelo giacomelli
     scrive: 

    Inoltre caro “D” ognuno con i propri soldi fa quel che vuole anche supportare piattaforme morte come l’amiga, puoi non condividere ed esprimerlo con toni più pacati.
    Io non condivido, però guardo con un occhio d’interesse queste soluzioni che stanno fra il professionale e l’obbisitco perché ogni tanto spunta qualche soluzione geniale, non comprerei mai questa amiga però mi piace seguirne le novità nel bene e nel male.
    Tu hai sparato a casaccio su java (che l’articolo nemmeno cita) e javascript e altro che mi rifiuto pure di riportare.

  • # 8
    andres
     scrive: 

    Solo un paio di precisazioni:

    – al di là di tutto, su un piano commerciale AmigaOne X1000 ha evidentemente mantenuto le attese di A-EON (che, a mio avviso, si promette di venderne in tutta la produzione un migliaio o giù di lì). Trevor aveva detto chiaramente più volte che prima di prendere in considerazione nuove macchine dopo X1000, le vendite di quest’ultimo avrebbero dovuto coprire almeno le spese di sviluppo e produzione (insomma, far pari, se non produrre utili). Il fatto che, da quanto si intuisce, stiano pensando anche a nuovo hardware, lascia supporre che le vendite di X1000 siano andate bene nella nicchia AmigaOne/AmigaOS. Un’ipotesi confermata del resto dalla lunga attesa necessaria per poterne ordinare uno.

    – il pre-pagamento di Trevor era riferito, a quanto ne so io, al primo lotto di produzione, andato esaurito nel giro di poche ore.

    Per come la vedo io, il problema principale di AmigaOne X1000 non è tanto il prezzo, che ovviamente è elevatissimo, ma si tratta dell’equivalente informatico di una fuoriserie artigianale, e quindi ci può stare tutto. E anche l’hardware rimane un qualcosa di originale, interessante e unico.
    Il problema rimane che AmigaOS deve riuscire a sfruttare al meglio tutto questo, cosa che evidentemente allo stato non fa.

    Per il futuro, credo siamo tutti d’accordo nell’auspicare un rapporto prezzo/prestazioni molto migliore.

  • # 9
    Gendo Ikari
     scrive: 

    Ma siamo rimasti in pochi “amighisti” a pensare all’Amiga sentendo la parola Amiga, e non ad aborti powerpc et similia? xD Non vi mica di essere messo nella stessa categoria degli “amighisti” x1000. Quando hanno deciso che siamo tutti uguali? “Did I Miss A Meeting?” (cit.)

  • # 10
    [D]
     scrive: 

    ****COMMENTO OFFENSIVO MODERATO****

  • # 11
    Sergio
     scrive: 

    Questa storia della X1000 è sempre più triste.
    Sembra di essere in una Tragi-Commedia dove non si vuole far morire il Nonno (Amiga) perchè altrimenti perdiamo la pensione!!!

    Per il bene di AmigaOS rendete i Sorgenti di Pubblico Dominio!!!
    Fate volare la Colomba in gabbia! :))

  • # 12
    biometallo
     scrive: 

    La verità è che Amiga è morta nel 1994, poi nessuno dei tentativi di rilanciare il marchio mi pare abbia avuto il minimo successo, per quanto mi riguarda tutto questo “accanimento terapeutico” ha sempre meno senso, e le nuove macchine non ricordano nemmeno alla lontana quello che erano le vere Amiga.

    Ormai da tempo seguo queste notizie solo per curiosità e per farmi qualche risata amara sui fail di questa gente.

  • # 13
    paolo besser
     scrive: 

    Cesare, ormai parlare dell’X1000 è come sparare sulla Croce Rossa. Pace…

  • # 14
    paolo besser
     scrive: 

    @Sergio

    La metafora del nonno rende bene, con l’unica differenza che lo scopo non è mantenere la pensione, ma continuare a sentire le storielle che ci raccontava prima di addormentarci, ricevere cinque euro di paghetta ogni fine settimana, qualche caramella e cose così. È vecchio ma sai com’è, ci siamo affezionati…

    Sul discorso “liberate i sorgenti” devo essere onesto: oramai che AROS ha quasi del tutto assimilato le API dell’AmigaOS originale, estendendole opportunamente e rimpolpandole con un HAL rivolto alla portatilità del codice, di sorgenti vecchi di 25 anni zeppi di parti in ASM 68K per venire incontro alle limitazioni dell’hardware dell’epoca (a cui erano intimamente legati), francamente, non saprei che farmene. E come me temo buona parte della gente.

    Quei sorgenti avrebbero avuto un valore qualche anno fa. Oggi mi sembra che il loro sex appeal si sia notevolmente ridimensionato, con buona pace di chi continua a lucrarci sopra.

  • # 15
    michelangelo giacomelli
     scrive: 

    @D
    oh ma come ti permetti? non sta a te decidere quanto una persona è disposta a pagare per un bene o un servizio, c’è una domanda e un offerta, se uno trova interessante la domanda e ritiene che sia una spesa giustificata con i propri soldi ci fa cosa vuole; è una tirannia pensare il contrario.
    o semplicemente da gran rosiconi.
    Non risponderò più a nessun tuo commento, visto cosa hai scritto di java e js senza sapere di cosa parli e visto la rabbia con cui difendi il tuo qualunquismo mi limiterò a commenti tecnici.

  • # 16
    alex
     scrive: 

    Si ma il punto è “che diavolo mi dà in più oggi amigaos?”. C’è qualche feature per l’utente o il programmatore che offre in più rispetto ad un windows, linux, macos, haiku?

    Perchè il punto è questo. La gente compra la tua roba se veramente gli serve e può comprarla solo da te. I computer amiga è evidente che ormai non esistono più. Powerpc è stata una scelta stupida. X86 o arm? Ma è veramente utile? Un’amiga arm può attirare l’utente, che so, di raspberry, pandaboard, ecc…?

    E il sistema operativo? Io vedo che tutti i giganti dell’IT parlando di fruizione, usabilità, esperienza, non parlano più di codice, di ottimizzare, spaccare il bit, ecc….

    Immaginiamo un ipotetico computer capace di ascoltare, parlare, vedere e pensare anche se limitatamente. Una cosa del genere venderebbe a vagonate. Ma l’os che c’è sotto farebbe davvero la differenza? Gli ingegneri perchè dovrebbero optare per amigaos piuttosto che per un linux qualsiasi, ad esempio? Tanto comunque il risultato sarebbe un computer che parla, sente, vede, ecc…

    Chiaramente mi sono messo nei panni dell’utente e non del programmatore che potrebbe trovare eccitante l’api di amigaos e quindi scegliere solo in base a questo criterio.

    In sintesi, la questione è che o offri qualcosa di incredibile e futuristico o martelli col marketing come fa apple. Dando per scontato che il marketing non è il forte di Hyperion, A-EOS e compagni, possono almeno creare quel qualcosa di incredibile e futuristico?

  • # 17
    patop
     scrive: 

    mah…non sono d’accordo con l’articolo…..ad oggi se si desidera una CPU a basa POWER Non credo vi siano problemi di nessun tipo basta affidarsi al fornitore opportuno……e cioe’ IBM. IBM ha prodotto CPU a basre riscPOWER per tutte le console che ci hanno portato fino ad oggi….non credo abbia difficolta’ a svilupparne uno per la piattaforma AMIGAOS4……se invece si preferisce mettersi nelle mani di ridicoli produttori…..che sono presenti oggi ma non si Sto arrivando! che fine farnno domani allora i risultati non possono che essere quelli che si leggono nell’articolo.

  • # 18
    Floriano
     scrive: 

    Se proprio serve un power pc si può usare anche la nintendo wii magari con tastiere e mouse bluetooth :)

  • # 19
    evvai
     scrive: 

    ebbbasta con sto Amiga.
    Sono stato per anni utente del meraviglioso Amiga, ma ora basta con sto gossip frivolo alla Marilyn Monroe.
    La Monroe è MORTA, Amiga PURE.

  • # 20
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @andres: dubito fortemente che si parli di una produzione di migliaia di pezzi per l’X1000. Tempo fa si parlava di qualche centinaio.
    Riguardo alle future macchine, è chiaro che le vendite dell’X1000 devono essere un successo commerciale, altrimenti non si può affrontare un altro progetto perché servono soldi per lo sviluppo.
    Il fatto che i maggiori costi della CPU, che adesso è arrivata a 1000$, siano assorbiti dall’azienda, pone però qualche riflessione. Non credo che vadano in perdita perché non è questo l’obiettivo di un’azienda, per cui posso solamente pensare che i margini di guadagno delle macchine fossero già in partenza molto elevati.

    Nel messaggio di Trevor si parla di completa copertura dei costi di produzione delle macchine, a cui lo stesso ha aggiunto “extended”. Non v’è alcuna distinzione fra primo e secondo lotto. Per cui personalmente penso che il personaggio abbia già pagato per l’intera produzione prevista.

    Dubito che in futuro possano esserci prezzi popolari per le macchine Amiga NG, continuando a rimanere sulla piattaforma PowerPC. Questa piattaforma è arrivata al capolinea; bisognerebbe prenderne atto e rimboccarsi le maniche per il nuovo corso.

    @[D]: ricordo una puntata dei Simpson in cui Krusty il clown bruciava banconote da 100 dollari. Per quanto deprecabile il gesto, rientra nelle libertà individuali (almeno spero).

    @paolo: credo che con quest’ultima notizia si sia toccato il fondo con l’X1000, per cui dubito che in futuro se ne possa riparlare.

    E’ possibile, invece, che si parli di qualcosa a te molto vicino. O:-)

    @alex: AmigaOS è pura nostalgia informatica.

    Ha alcuni concetti interessanti ( http://shinkuro.altervista.org/amiga/whyAmiga.html ), ma finché non sarà ammodernato rimarrà relegato nella sua nicchia di appassionati.

    Personalmente al momento lo utilizzerei su piattaforma embedded che abbiano bisogno di qualcosa di più di un semplice “launcher” che fa eseguire soltanto un pezzo di codice.

    Ritengo, comunque, che Hyperion e compagnia non siano assolutamente in grado di creare qualcosa di “incredibile” e “futuristico”, perché in più di 11 anni che AmigaOS è nelle loro mani hanno fatto ben poco. Sono dell’avviso che o manchi la professionalità necessaria a garantire un futuro a questo s.o., oppure che tirino a campare con le licenze “sicure” della comunità di fedeli appassionati.

    @patop: IBM produce chip custom basati su POWER/PowerPC per aziende che vendono decine e decine di milioni di pezzi.

    AmigaOS può garantirgli al più qualche migliaio di pezzi, se va (molto) bene…

    Tra l’altro IBM ha perso Sony, che per la prossima console impiegherà CPU di AMD. E sembra che abbia perso anche Microsoft, che secondo alcune voci s’è rivolta a Intel per il successore della XBox 360…

  • # 21
    sandro
     scrive: 

    Ma che ci azzeca con la filosofia Amiga 1984 questa roba? O si faceva/fa’ una consolle tipo XBox, tutto custom, o si lasciava Amiga li dove merita: a riposare nell’olimpo della storia informatica..

  • # 22
    spyrotsk
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro:
    è vietato per legge scrivere, modificare, strappare o bruciare banconote perchè non sono tue, ma sono dello stato e della banca centrale europea.

    cit da wikipedia: Danneggiare privatamente denaro in corso di validità è una condotta illegale in alcuni stati, tollerata o legale in altri.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Distruzione_di_denaro

  • # 23
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Quindi dipende dallo stato. In alcuni rientra fra le libertà individuali…

  • # 24
    Alex
     scrive: 

    Ringrazio la Commodore e l’Amiga per avermi dato tantissimo ma fortunatamente sono contento di non aver seguito questi tentativi di resurrezione che mi avrebbero solo fatto perdere tempo e soldi. Il concetto di questo computer non lo si può riportare in vita in questo periodo. Ormai dal punto di vista ingegneristico non c’è nulla di diverso che possa fare davvero la differenza come la fece l’Amiga 30 anni fa.

  • # 25
    alex
     scrive: 

    E’ chiaro che lo scopo principale è di mantenere viva una nicchia e continuare a campicchiarci sopra.

    Ieri ho dato uno sguardo alle funzionalità del sistema amigaos e pure all’api e complessivamente è in linea con quanto abbiamo oggi.

    Dal punto di vista del programmatore, i framework attuali sono anni luce avanti.

    Dal punto di vista dell’utente permangono sacche di funzionalità che, non so perchè, gli altri sistemi operativi non hanno implementato. In questo senso ci sono vantaggi più per l’utente che per lo sviluppatore.

    Essendo un fan beos di vecchia data, ho notato che beos è stato l’unico sistema operativo a prendere l’eredità amiga e portarla nel 21° secolo. Per questo credo che abbia più senso puntare oggi su haiku che sull’originale amigaos.

    Sul discorso delle cpu nemmeno mi pronuncio. E’ chiaro ( penso ) che un os moderno deve supportare almeno 2-3 differenti architetture e non deve nè dettar legge su questo fronte nè avere simpatie per questa o quell’architettura.

    L’hardware è l’hardware e procede per fatti suoi, sulla sua strada. Tanto le funzionalità più avanzate degli os non dipendono direttamente dall’hardware com’era ai tempi di amiga.

    In sintesi non riesco a trovare una vera ragione, a parte la nostalgia, per puntare seriamente su amigaos.

  • # 26
    Flare
     scrive: 

    Amiga poteva venire recuperata forse nella seconda metà degli anni ’90, quando il suo share non era ancora divenuto pressoché nullo; ma fra Escom, Gateway e compagnia, è finita più che altro dalla padella alla brace. Ormai è passato davvero troppo tempo. Lo stesso AmigaOne X1000 è in ritardo di almeno 2 anni. Anche la disponibilità di software più o meno moderno che ci giri sopra è molto scarsa, a giudicare da OS4Depot. Concordo con chi dice che ormai è più una cosa per nostalgici, che sperare di resuscitare realisticamente Amiga, che significherebbe rientrare in un mercato molto consolidato, ripartendo praticamente da zero, non offrendo molto e con un approccio che difficilmente potrebbe portare lontano.

    Sono ormai anni che anche I “Think Different” Mac usano CPU Intel. Se non ricordo male, ad un certo punto era stata criticata la lentezza di IBM nell’aggiornare i PPC, rispetto ad Intel e non arrivavano le CPU sperate. Comunque OS X era stato pensato per girare su più piattaforme già all’inizio.

    AROS mi sembra già più sensato e può girare anche su un qualunque PC. Tra le altre caratteristiche che potrebbero interessare c’è che è anche lightweight ed è molto veloce anche sui netbook (compatibilità hardware a parte), ma nel mobile la situazione è in rapida evoluzione. Resta comunque un progetto affascinante.

    Concordo con alex #25, riguardo ad Haiku. Tra l’altro, grazie al port di GCC 4, diventa possibile anche portare vario software open, ci sono anche port delle Qt e di applicazioni KDE.

  • # 27
    Amig4be
     scrive: 

    Tralasciando l’x1000 che neanche definirei un progetto fallimentare, ma piuttosto una triste barzelletta che gli ex amighisti si raccontano tra loro da ormai ben tre anni… credo che la questione di un salto su diversa architettura sia anch’essa finita in un cul de sac, a causa di un’ormai conclamata incompetenza o impotenza di chi lavora a questo AmigaOS.

  • # 28
    Alex
     scrive: 

    Ma infatti se dovessi investire dei soldi nella realizzazione di un nuovo computer punterei senza alcun dubbio alla realizzazione o all’adozione di un sistema operativo moderno, funzionale ed estremamente attraente dal punto di vista dell’usabilità. Insomma quello che ha fatto la Apple in questi anni. Guarderei con diffidenza ai vari linux e software open source in quanto all’utente della strada non gliene frega nulla da che parte viene il software perchè gli interessa solo avere in mano un prodotto bello, innovativo e figo. Le chiacchiere da geek interessano solo gli utenti di questo forum :-)

  • # 29
    alex
     scrive: 

    @Alex #28: hai ragione sulla strada, ma non escludere i progetti open a priori

    ho citato haiku prima ed è l’unico os ( tra quelli che conosco almeno ) che ha adottato la filosofia amiga

    nemmeno mac os eguaglia la consistenza, la coerenza e la semplicità d’uso di quest’os

    figurati che all’epoca circolarono voci sull’interessamento da parte di google, che ne voleva fare il suo mobile, poi optarono per android

  • # 30
    Alex
     scrive: 

    Ho visto haiku in modalità geek e lo trovo molto interessante, poi sono passato in modalità utente della strada e mi sono annoiato mortalmente. Prendiamo ad esempio l’OS dell’IPad. E’ il nulla assoluto dal punto di vista delle features ma regala agli utenti una esperienza di assoluto rilievo che è la cosa più importante per chi usa questi prodotti. Quando Steve Jobs diceva dell’iPad “Abbiamo disegnato delle icone sullo schermo così belle che vi verrà voglia di leccarle” aveva capito che mentre i geek si smazzano mentre discutono del contenuto (1% degli utenti) agli utenti della strada (99% degli utenti) interessa il contenitore (in termini di utilizzo e di design). Oltretutto quando compriamo un elettrodomestico quanti di noi si fanno affascinare dal design e spesso molto poco dalle funzionalità? Al software open source manca proprio l’idea dell’esperienza di utilizzo presso l’utente finale.

  • # 31
    alex
     scrive: 

    Vabbè ma esistono anche progetti open che sono pure “belli”. Pensa alle qt e cosa offrono sotto il profilo del design e dell’usabilità. Oppure android e la sua gui.

    Però riguardo haiku, amigaos, beos e os simili, il fatto che offrano funzionalità come gli alias per le directory, le live query sul filesystem, ecc… ne aumenta notevolmente l’usabilità. Non è solo questione di geek ma proprio di quante operazioni puoi svolgere con i tuoi file/dati e di che qualità.

    iPad e soci, a parte la grafica, non hanno nulla. Addirittura castrare malamente il filesystem, completamente eliminare la possibilità di accedere ai file e regalare tutto ad un sistema dove l’applicazione è responsabile della gestione della parte di filesystem che le compete.

    Altra cosa interessantissima sono i datatypes. Tutte cose che, quando usate, cambiano anche l’esperienza utente.

    Chiaramente haiku è in uno stato di continuo sviluppo, sono a malapena arrivati a ricostruire le funzionalità di beos e ovviamente la gui è la stessa dell’illustre antenato. Sul fronte del design bisogna fare molto, ma parliamo di un os in sviluppo su cui bisogna investire prima in sviluppo “sotto il cofano” e poi cominciare a giocare con le icone e le finestre trasparenti.

    Le idee ci sono http://fc06.deviantart.net/fs39/i/2008/351/6/c/Haki_OS_R2_Look_Haiku_Golu_7_by_ritrup.jpg

    Il tempo un pò meno.

  • # 32
    Alex
     scrive: 

    //iPad e soci, a parte la grafica, non hanno nulla.

    Hai perfettamente ragione. Ma a chi frega se non hanno nulla? Perchè l’iPad ha questo successo spaventoso e table diversi con ad esempio android non hanno lo stesso successo anche se sono dotati di hardware e features molto più interessanti. Stiamo sempre li. Se tutta questa tecnologia non è pensata per l’esperienza finale puoi sbatterti quanto vuoi che nessuno la comprerà.

  • # 33
    alex
     scrive: 

    Oddio, un oggetto che non ha nulla a parte la grafica non offre nessuna esperienza, al massimo è un bel fermacarte.

    Chiaramente l’ipad qualcosa offre ma sicuramente meno di molti altri sul fronte software. Ciò che spinge le vendite di apple è il marketing più che l’innovazione reale.

    E’ come la bolla dei netbook. Tutti impazzirono per i netbook, tutti a comprare netbook a vagonate e poi? Tutti finiti nel cestino e di netbook non se ne parla nemmeno più.

    Il caso apple è decisamente anomalo ma si tratta di una bolla più che di una realtà che offre solidi vantaggi e funzionalità. Da utente di macbook air non comprerei mai e poi mai nè ipad nè iphone. Un pad o uno smartphone android sono più che sufficienti e molto più carrozzati sul fronte delle features.

    Ma il nocciolo del discorso è che il marketing si può migliorare e le gui non sono difficili da rendere “belle”. Le funzionalità invece dipendono pur sempre da meccanismi offerti dal sistema operativo. Parlavo delle live queries di beos/haiku, molto comode e utili.

    Una gui è facile da rendere esteticamente gradevole, un meccanismo come quello è assai complesso da implementare. MS c’ha provato con winfs ma il risultato è stato tutt’altro che soddisfacente.

    Chiaramente haiku adesso è “brutto” ma perchè non è un prodotto finito. Semmai il problema è trovare qualcuno disposto a fornire soldi e sviluppatori per accelerarne lo sviluppo. Ma se si trovano, i risultati saranno estremamente interessanti.

  • # 34
    Alex
     scrive: 

    Guarda io sono perfettamente in sintonia con quello che dici e possiamo continuare a ripetercelo all’infinito ma è il mercato che ha deciso che l’iPad è l’oggetto del desiderio e non parlerei neanche di bolla visto che sono quasi tre anni che cavalca un successo che ha portato la Apple a valere più della microsoft.

    Miracoli del marketing? Forse. Resta il fatto che la stragrande maggioranza degli utenti vuole prodotti semplici da usare e progettati mettendo al centro l’esperienza dell’utente. Tutto questo non lo fai semplicemente con un buon grafico che ti disegna le icone più belle ed appetitose del mondo ma facendo ricerca e sviluppo anche sulle user interface. Questo aspetto è sempre stata la spina nel fianco delle applicazioni open software ma anche della microsoft. Nel mondo open puoi trovare applicazioni stupende ma dal punto di vista dell’usabilità sembrano sempre indietro di 10 anni. Purtroppo il design delle user interface non è solo una questione tecnica ma richiede anche competenze estetiche che non sono facilmente reperibili. Ho perso il conto di quante distribuzioni linux negli ultimi anni hanno proposto GUI copiate da altri sistemi operativi pur di rendersi accattivanti.

    A finale quindi dico che se vuoi avere successo non puoi continuare a guardare solo agli aspetti tecnici ma oggi come oggi l’esperienza di utilizzo deve avere pari dignità nella progettazione del sistema operativo.

  • # 35
    Flare
     scrive: 

    “Perchè l’iPad ha questo successo spaventoso e table diversi con ad esempio android non hanno lo stesso successo anche se sono dotati di hardware e features molto più interessanti”

    Be’, capirei se confrontassi i tablet con XP, che furono un flop totale; ma Android e iOS, come interfaccia e icone da leccare, sono lì (tant’è che il processo Apple vs Samsung ha tirato in causa pure le icone); non solo, ma di fatto gli smartphone Android vendono benissimo, di fascia bassa o alta che siano, e con un trend è positivo. Sui tablet il discorso è un po’ diverso. Oltre alla questione marketing e cosa “fa figo”, che ha il suo peso, le prime versioni di Android mi sa che non si adattavano così bene ai tablet e c’erano meno applicazioni, ma la situazione si sta evolvendo rapidamente. Ancora rispetto ai tablet con Android 3 avevo preferito un iPad 2, che trovavo un poco più immediato, reattivo (contribuendo alla user experience più gradevole) e con una durata della batteria maggiore, che non è una cosa da poco. Le icone colorate non sono tutto per distinguersi, specialmente quando le ha anche la concorrenza.
    Mi chiedo comunque quanti abbiamo preso quei dispositivi più per sfizio, che per reale necessità o utilità.

    Concordo comunque che un’interfaccia gradevole, semplice, immediata ed intuitiva sia preferita dalla maggior parte della gente.

    Le interfacce di progetti open? Spesso è vero che nei team, specialmente in quelli piccoli, manca qualcuno che faccia un buon lavoro. In Gimp (spesso criticato per l’interfaccia), per esempio, che forse può sembrare un progettone, ci lavorano in 3… però non è la regola. Chrome deve il suo successo anche alla sua interfaccia KISS e alcune soluzioni poi copiate da altri.

  • # 36
    Alex
     scrive: 

    “ma la situazione si sta evolvendo rapidamente.”

    Si è vero, ma perchè? Semplicemente perchè ormai anche Android sta copiando la filosofia della Apple ovvero user interface semplici ed intuitive da usare e perché no da leccare. E’ chiaro ormai che la maggior parte degli utenti non vuole semplicemente un prodotto ricco di features che spesso non usa neanche. Io con un iPad2 mi sono reso conto di quante poche features ho bisogno per gestire la mia vita digitale. Ho provato anche un tablet android, bello e ricco di features ma alla fine mi sono resto conto che non ho bisogno di tutta quella roba.

    “Mi chiedo comunque quanti abbiamo preso quei dispositivi più per sfizio, che per reale necessità o utilità.”

    Sicuramente molte persone comprano un iPad per sfizio e per fare i fighi ma questo va a favore della Apple che è riuscita a fare breccia anche in persone non fanatiche di hardware/software. Ma in fondo chi ha i soldi quando compra una macchina per fare il figo punta ad avere una macchina bella mica va a guardare più di tanto il contenuto.

  • # 37
    Flare
     scrive: 

    Si è vero, ma perchè? Semplicemente perchè ormai anche Android sta copiando la filosofia della Apple.

    Android ha sempre avuto quel genere d’interfaccia.

  • # 38
    Gianluca
     scrive: 

    Imho quello dell’X1000 è un non problema.
    Prendo l’esempio di Haiku, un S.O. che riprende BeOS sviluppato da un gruppo di volenterosi coder. Ma questi, invece che perdere tempo su un SO vecchio che ancora non gira se non su una virtual machine, non possono usare il loro talento per sviluppare qualcosa di più costruttivo? Ma assolutamente no, visto che lo fanno per passione e per loro quello non è “tempo perso”.
    Allo stesso modo chi decide di supportare ancora amiga lo fa per lo stesso motivo, senza chiedersi se questa macchina sarà competitiva sul mercato. Poi magari c’è chi sogna ancora un ritorno in grande stile, ma anche nella comunità amiga sono una nicchia nella nicchia.

  • # 39
    Alex
     scrive: 

    “Ma questi, invece che perdere tempo su un SO vecchio che ancora non gira se non su una virtual machine, non possono usare il loro talento per sviluppare qualcosa di più costruttivo?”

    Il problema di questi eccellenti programmatori sta nel fatto che la loro passione li porta lontani dalle reali esigenze degli utenti. Ormai anche nel software così come avviene nell’industria automobilistica la progettazione deve procedere con il design della user interface.

  • # 40
    paolo besser
     scrive: 

    Ai tempi dell’Amiga i computer erano ancora una cosa relativamente nuova, dove la passione per l’informatica consisteva proprio nella “scoperta” e nell’uso delle caratteristiche proprie dei computer. Insomma, erano oggetti fini a se stessi, oltre che mezzi per realizzare altro.

    Oggi, con la potenza e le potenzialità che hanno, questo lato dei computer si è notevolmente affievolito e i curiosi sono alla ricerca di altro. Roba vecchia, insomma. Un po’ come parlare di radio nei tempi di Internet: c’è ancora e funziona benissimo, ma nessuno si stupisce più per la modulazione di frequenza.

    I computer sono diventati “mezzi per”, e non più oggetti da scoprire. Qualunque cosa nata e morta in quel periodo, purtroppo, non può più riaffacciarsi sul mercato con la stessa faccia per l’ovvia, semplice ragione che nessuno se la filerebbe più.

    Noi appassionati di Amiga & figli, di fatto, siamo un po’ delle cariatidi che non hanno mai dismesso le vecchie passioni.

  • # 41
    Alex
     scrive: 

    Sottoscrivo in pieno il commento precedente. Da possessore di Amiga non ho mai conosciuto un amighista che non fosse anche un esperto/fanatico/geek/nerd di hardware e/o software. Eravamo sempre in cerca di qualcosa che “spaccava” e le conversazioni erano sempre incentrate a chi lo teneva più grosso e mai a chi lo teneva più bello :-)

  • # 42
    jedi
     scrive: 

    Concordo pienamente con Besser ,
    la stessa cosa era successa con le calcolatrici programmabili Texas ,
    grande curiosita’

  • # 43
    Seiya
     scrive: 

    @Andres
    il futuro che ti auspichi non c’è. Stanno ravanando il fondo del barile.
    io mi sono fatto un idea della situazione e su questo raddoppio del costo.
    Secondo me è una bufala.
    A-Eon ha detto che il prezzo è raddoppiato, ma loro cercano di vendere allo stesso prezzo di prima, quindi non far pagare all’utente le spese raddoppiate.
    Per me è una frottola perchè sembra quasi che voglia essere considerati dei martiri, cercano di impietosire l’utenza che loro ci rimettono in costi, senza chiedere nulla in più ai clienti.
    E la gente impietosita glielo compra.
    Secondo me è un buon modo per cercare di prendere più soldi possibile prima di andare a fondo, che comunque è destinata a fallire miseramente.

  • # 44
    Muad-dib
     scrive: 

    Secondo me il rilancio di Commodore/Amiga poteva avvenire con ESCOM nel 1995, purtroppo la compagnia tedesca è fallita in un giro di due anni dall’acquisizione di Commodore .
    Un altro anno importante fù il 1999 , Amiga poteva avere un futuro roseo se la Gateway 2000 non avesse messo i bastoni tra le ruote al buon Jim Collas . non male l’idea dell’AmigaMCC .

    Oggi Amiga , non solo è di super-nicchia ma la situazione dei marchi è assurda , Amiga Inc. detiene solo il marchio Amiga , Commodore USA possiede la licenza esclusiva del marchio Amiga , Hyperion Entertainment è la proprietaria di AmigaOS e AEON e ACUBE producono l’AmigaONE .CHE CONFUSIONE !!!!

  • # 45
    [D]
     scrive: 

    ****COMMENTO OFFENSIVO MODERATO****

  • # 46
    [D]
     scrive: 

    ****COMMENTO OFFENSIVO MODERATO****

  • # 47
    marco
     scrive: 

    ciao a tutti anche io sono un vecchio amighista ho avuto il 500 e poi il 1200, con il quale ci ho navigato (aweb), l’ho espanso costruendomi un case con hd e cd, ho seguito tutta l’agonia delle varie compravendite, ma alla fine come ovvio mollai.

    Penso che ormai non si può fare molto per resuscitarlo, oggi (oltre a window) sono passato ad android (un bel tablet asus) ed in lui rivedo molto del vecchio amiga, ovviamente come spirito non come OS, spero anzi che ne futuro prossimo escano anche soluzioni di android desktop (magari con una UI customizzata simil amiga OS!!!)

    Con questo post volevo ringraziare comunque Cesare Di Mauro che con i suoi articoli sul mondo amiga mi fa comunque pensare ad una macchina ed ad un OS che poteva essere ma che non fu!

  • # 48
    GioVfr
     scrive: 

    Salve a tutti. Concordo perfettamente con quello che dice Besser : il computer per le nuove generazioni ha totalmente perduto il fascino che esercitava su di noi 30 (sigh!) anni fa. È solo un mezzo per fare delle cose che risultano per di più del tutto scontate. Io ricordo che sulle riviste come “commodore computer club” leggevo gli articoli sull’oggetto massimo dei miei desideri, sua maestà l’Amiga 1000, e lo immaginavo un oggetto misterioso, capace di chissá quali prodezze. In effetti si trattava di un settore in fase di “Big Bang” e l’aria che si respirava era quella dell’entusiasmo per delle macchine che si intuiva ci avrebbero cambiato la vita di li a poco. È ovvio che un periodo cosi non puó che essere ricordato con nostalgia da tanti ed io stesso rimpiango gli anni in cui mi sedevo davanti al mio amiga con l’animo di chi sta per addentrarsi in un paese tropicale sconosciuto. Questa sensazione per la verità mi restó anche successivamente, alle prese con un piú “triste” PC 486…e a pensarci bene non ricordo piú quando è sparita, forse quando ho iniziato a trovare il PC dappertutto , cosa che inevitabilmente lo ha un poco banalizzato, per cosi dire. Qualunque tentativo di ricreare quelle situazioni è chiaramente anacronistico, ma devo dire aggiungono un poco di folklore ad un mercato altrimenti emotivamente troppo piatto :) a patto che per ricordare i bei tempi andati non si debbano buttare al vento migliaia di euro

  • # 49
    hexaae
     scrive: 

    Che bello trovare ancora dei veri Amighisti su questo sito dopo tutti questi anni…

    Il mio WB3.1 (migliorato!) su A1200 con 060@66Mhz AGA-only oggi vive ancora, migrato ed emulato bene da WinUAE (finalmente “ho la scheda grafica” che per Amiga non avevo mai avuto! ;))…
    …Francamente oggi come oggi l’unica cosa in cui resta da sperare come OS alternativi, possono essere AROS e Haiku che se non altro restituisce il look&feel di leggerezza e versatilità propri di AmigaOS (e che storicamente, cmq con Gassè e BeOS sono in qualche modo legati ad Amiga a cui dichiararono di ispirarsi per molte cose…)… perché sperare in rinascite dell’OS ufficiale è francamente impossibile ed un ingenuo sogno.
    Sarebbe stato possibile solo se tanto tempo fa non avesse commesso due gravissimi errori:
    1. “Intel Outside!” a prescindere. L’x86 l’avrebbe aiutato a NON ghettizzarsi e finire nell’oblio…
    2. diventare open source…
    Purtroppo queste 2 cose non sono avvenute e oggi non conta più la bontà di un OS (percepito solo come UI per lanciare applicazioni dalle nuove generazioni) ma i software e gli strumenti che mette quindi a disposizione degli utenti… Quello che intendo dire è che anche se esistesse un AROS completo e perfetto e funzionasse benissimo, senza software cmq non interessa a “nessuno”…

    Scusate se non approfondisco e del fatto che sono passato di palo in frasca con un discorso poco lineare e frammentato, ma è tardi e avrei un sacco di cose da dire inserendomi nei discorsi iniziati nei post precedenti… è cmq un piacere aver scoperto questo sito letto/frequentato da (ex)Amighisti!

    Amiga forever e salutoni a tutti quelli che hanno il suo favoloso OS ancora nell’anima!
    hexaae

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